1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    Emiliano Mondonico sta male. Improvvisamente, il
    nemico più infido l'ha aggredito con virulenza tale da costringerlo al
    ricovero in ospedale e ad un intervento chirurgico d'urgenza: adesso
    Mondonico sta giocando per la vita. Dopo avere guidato l'Albinoleffe al
    pareggio con l'Ascoli, l'allenatore di Rivolta d'Adda ha incaricato il
    suo presidente, Gianfranco Andreoletti, di rendere pubblica la vicenda: "Il
    nostro tecnico ci lascia per un po' di tempo. L'aspetta la partita più
    difficile, più difficile di quella che da una vita è abituato ad
    affrontare sul campo. Quelle per lui non hanno segreti, questa è
    diversa. Gli siamo vicini con tutto l'affetto, stringendolo in un
    abbraccio caloroso. Sono certo che questo è anche il vostro sentimento
    ".

    Mondonico ha 62 anni. Ha allenato la Cremonese, il
    Como, l'Atalanta, il Toro, il Napoli, il Cosenza e la Fiorentina, ha
    conquistato cinque promozioni in serie A. E' alla sua seconda esperienza
    sulla panchina dell'Albinoleffe, il Chievo della serie B dove sta
    facendo meraviglie da otto stagioni di fila. In attesa del ritorno di
    Emiliano, il suo posto è stato preso da Daniele Fortunato, il vice che
    ha cominciato a diventare tale sin da quando giocava nell'Atalanta e in
    panchina c'era Emiliano. Che è uno dei migliori esponenti della scuola
    tecnica italiana. Ad un certo punto della sua carriera, ha rischiato di
    allenare l'Inter e se lo sarebbe meritato. Ha fatto tutta la gavetta, si
    è dovuto abituare alle nozze con i fischi secchi, ha aguzzato
    l'ingegno, ha lanciato decine di giocatori. Ha graffiato le Grandi e
    spesso le ha tramortite, uso a vivere come se fosse sempre Davide contro
    Golia. Spirito sardonico, sterminata conoscenza di uomini e cose del
    calcio, ce ne sono pochi come lui capaci di leggere le partite in corsa e
    di cambiarle a proprio vantaggio. E' amato dai tifosi della Fiorentina,
    per la quale ha sempre fatto il tifo e che ha riportato in A nel 2004.
    E' adorato dai tifosi dell'Atalanta: per le promozioni e per
    l'indimenticabile stagione '87-'88 quando, con la squadra in B, arrivò
    sino alla storica semifinale di Coppa delle Coppe con il Malines di
    Preud'homme. E' tuttora un idolo dei tifosi granata, per quella sedia
    alzata in segno di protesta contro l'arbitro, nella finale Uefa '92
    ingiustamente persa con l'Ajax, per la Coppa Italia vinta l'anno dopo,
    per avere restituito dignità ad un popolo perenemmente in lotta contro i
    colpi bassi del destino. Che, adesso, il colpo basso l'ha tirato a lui.

    Ma Emiliano non è uno che molli facilmente. E' un tipo
    tosto. L'ultima volta che ci siamo visti, è stata poco più di due mesi
    fa. Ci siamo incrociati negli studi di Sportitalia. Cominciò a parlarmi
    del fenomeno Albinoleffe, squadra nata dalla fusione dei club di due
    paesi della Valseriana che, insieme, non arrivano a 30 mila abitanti;
    società con i bilanci in ordine, un centro sportivo modello, giocatori
    sistematicamente valorizzati e poi ceduti al miglior offerente;
    trasferte organizzate al risparmio. "Non facciamo mai il passo più
    lungo della gamba: ogni anno partiamo retrocessi per tutti e tu non hai
    idea di quanto mi diverta a scacciare i gufi
    ".

    Non mollare, Emiliano. Non mollare mai.    

    http://www.tuttoalbinoleffe.com/?action=read&idnotizia=502
    Forza Mondo
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Il coraggio di Mondonico, in lotta per vincere la partita per la vita

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