1. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #5866331

    Gran Bretagna, la svolta di Cameron
    "Il multiculturalismo ha fallito"

    Il premier: contro gli estremismi promuoviamo i nostri valori. Addio alla Cool Britannia di Blair, dove razze e culture si mischiavano mantenendo la propria specificità. Chi vuole restare dovrà adeguarsi
    dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

    David Cameron
    LONDRA - Era stato uno dei fiori all'occhiello del blairismo: l'idea di una società multiculturale, in cui tutte le etnie, le razze, le religioni della Terra possono convivere con pari diritti, senza rinunciare ai propri valori, ai propri principi, alle proprie tradizioni. La "Cool Britannia" di Tony Blair era fatta così. Indiani, cinesi, giamaicani, pachistani, arabi, bianchi e neri e di ogni "colore", nella "Cool Britannia" mantenevano con orgoglio, come una bandiera, la propria identità, pur vivendo, lavorando e votando nel Regno Unito. Un modello opposto, in un certo senso, a quello degli Stati Uniti, dove immigrati provenienti da ogni parte del mondo entrano nel "melting pot", il pentolone che scioglie le razze originarie e ne produce una nuova, l'americano. Ma adesso David Cameron proclama che il modello britannico non va più bene: il multiculturalismo ha fallito, afferma, perché ha lasciato i giovani musulmani vulnerabili al radicalismo islamico.

    In un discorso tenuto ieri a una conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, il leader conservatore ha preso nettamente le distanze dalla filosofia che si è affermata negli anni di Blair: "È tempo di voltare pagina sulle politiche fallite del paese - ha detto - per prima cosa, invece di ignorare questa ideologia estremista, il governo e la società dovranno affrontarla, in tutte le sue forme. Sotto la dottrina del multiculturalismo di Stato abbiamo incoraggiato culture differenti a vivere vite separate, staccate l'una dall'altra e da quella principale. Non siamo riusciti a fornire una visione della società alla quale le minoranze etniche o religiose sentissero di voler appartenere. Tutto questo ha permesso che alcuni giovani musulmani si sentano sradicati".

    Per il premier britannico è dunque tempo di abbandonare la "tolleranza passiva" del Regno Unito verso le diverse culture esistenti sul territorio nazionale e rimpiazzarla con un "liberalismo attivo, muscolare", per trasmettere il messaggio che la vita in Gran Bretagna ruota intorno a certi valori chiave come la libertà di parola, l'uguaglianza dei diritti e il primato della legge. "Una società passivamente tollerante rimane neutrale tra valori differenti - ha osservato Cameron - un Paese davvero liberale fa molto di più. Crede in certi valori e li promuove attivamente".

    Si è trattato del suo primo discorso come primo ministro sul radicalismo religioso e sulle cause del terrorismo. La Gran Bretagna ha bisogno di un'identità nazionale più forte per prevenire ogni forma di estremismo: questa è in sostanza la tesi del leader del capo del governo, che promette anche una linea più dura contro i gruppi che promuovono l'estremismo islamista, in particolare tenendo sotto maggiore controllo i gruppi che ricevono fondi pubblici. "Francamente è venuta l'ora di chiederci: questi gruppi credono nei diritti umani universali, inclusi i diritti delle donne e quelli di persone di altre fedi?", si è domandato Cameron. "Credono nell'eguaglianza di tutti davanti alla legge? Credono nella democrazia?".
    Il Muslim Council of Britain, l'organizzazione che rappresenta i due milioni di musulmani britannici, ha reagito commentando che il premier sembra considerare la comunità islamica del Regno Unito "parte del problema, anziché parte della soluzione".

    (06 febbraio 2011)
  2.     Mi trovi su: Homepage #5866350
    killer7 ha scritto:
    Gran Bretagna, la svolta di Cameron
    "Il multiculturalismo ha fallito"
    Il premier: contro gli estremismi promuoviamo i nostri valori. Addio alla Cool Britannia di Blair, dove razze e culture si mischiavano mantenendo la propria specificità. Chi vuole restare dovrà adeguarsi
    dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
    David Cameron
    LONDRA - Era stato uno dei fiori all'occhiello del blairismo: l'idea di una società multiculturale, in cui tutte le etnie, le razze, le religioni della Terra possono convivere con pari diritti, senza rinunciare ai propri valori, ai propri principi, alle proprie tradizioni. La "Cool Britannia" di Tony Blair era fatta così. Indiani, cinesi, giamaicani, pachistani, arabi, bianchi e neri e di ogni "colore", nella "Cool Britannia" mantenevano con orgoglio, come una bandiera, la propria identità, pur vivendo, lavorando e votando nel Regno Unito. Un modello opposto, in un certo senso, a quello degli Stati Uniti, dove immigrati provenienti da ogni parte del mondo entrano nel "melting pot", il pentolone che scioglie le razze originarie e ne produce una nuova, l'americano. Ma adesso David Cameron proclama che il modello britannico non va più bene: il multiculturalismo ha fallito, afferma, perché ha lasciato i giovani musulmani vulnerabili al radicalismo islamico.
    In un discorso tenuto ieri a una conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, il leader conservatore ha preso nettamente le distanze dalla filosofia che si è affermata negli anni di Blair: "È tempo di voltare pagina sulle politiche fallite del paese - ha detto - per prima cosa, invece di ignorare questa ideologia estremista, il governo e la società dovranno affrontarla, in tutte le sue forme. Sotto la dottrina del multiculturalismo di Stato abbiamo incoraggiato culture differenti a vivere vite separate, staccate l'una dall'altra e da quella principale. Non siamo riusciti a fornire una visione della società alla quale le minoranze etniche o religiose sentissero di voler appartenere. Tutto questo ha permesso che alcuni giovani musulmani si sentano sradicati".
    Per il premier britannico è dunque tempo di abbandonare la "tolleranza passiva" del Regno Unito verso le diverse culture esistenti sul territorio nazionale e rimpiazzarla con un "liberalismo attivo, muscolare", per trasmettere il messaggio che la vita in Gran Bretagna ruota intorno a certi valori chiave come la libertà di parola, l'uguaglianza dei diritti e il primato della legge. "Una società passivamente tollerante rimane neutrale tra valori differenti - ha osservato Cameron - un Paese davvero liberale fa molto di più. Crede in certi valori e li promuove attivamente".
    Si è trattato del suo primo discorso come primo ministro sul radicalismo religioso e sulle cause del terrorismo. La Gran Bretagna ha bisogno di un'identità nazionale più forte per prevenire ogni forma di estremismo: questa è in sostanza la tesi del leader del capo del governo, che promette anche una linea più dura contro i gruppi che promuovono l'estremismo islamista, in particolare tenendo sotto maggiore controllo i gruppi che ricevono fondi pubblici. "Francamente è venuta l'ora di chiederci: questi gruppi credono nei diritti umani universali, inclusi i diritti delle donne e quelli di persone di altre fedi?", si è domandato Cameron. "Credono nell'eguaglianza di tutti davanti alla legge? Credono nella democrazia?".
    Il Muslim Council of Britain, l'organizzazione che rappresenta i due milioni di musulmani britannici, ha reagito commentando che il premier sembra considerare la comunità islamica del Regno Unito "parte del problema, anziché parte della soluzione".
    (06 febbraio 2011)
     E' da molto tempo che non credo nel multiculturalismo.
  3. I love Chiara  
        Mi trovi su: Homepage #5866368
    Insegue una linea politica populista, com' è tipico e anche vantaggioso fare oggi in politica.
     
    Fatta questa premessa indispensabile, in qualche misura, ha ragione. Ha ragione nella parte in cui i principi culturali del paese ospitante debbano essere promossi. Non si può essere neutri su argomenti basilari della nostra cultura. Non si può ad esempio essere passivi su temi come pena di morte, libertà di parola, condizione della donna. Si deve GIUSTAMENTE affermare che certi retaggi culturali NON sono accettati in Europa.
    Ma la multicultura può e deve continuare ad essere un fatto positivo quando invece si parla di integrazione, arricchimento culturale, scambio di conoscenze e rispetto umano.
    Cameron qui non sta sostenendo che non vuole una società multirazziale. Attenzione. Sta sostenendo che la società multirazziale deve essere guidata nella direzione che lo sviluppo culturale europeo ha raggiunto.
    Ed è giusto.
  4.     Mi trovi su: Homepage #5866374
    Piccolo ha scritto:
    Insegue una linea politica populista, com' è tipico e anche vantaggioso fare oggi in politica.
     
    Fatta questa premessa indispensabile, in qualche misura, ha ragione. Ha ragione nella parte in cui i principi culturali del paese ospitante debbano essere promossi. Non si può essere neutri su argomenti basilari della nostra cultura. Non si può ad esempio essere passivi su temi come pena di morte, libertà di parola, condizione della donna. Si deve GIUSTAMENTE affermare che certi retaggi culturali NON sono accettati in Europa.
    Ma la multicultura può e deve continuare ad essere un fatto positivo quando invece si parla di integrazione, arricchimento culturale, scambio di conoscenze e rispetto umano.
    Cameron qui non sta sostenendo che non vuole una società multirazziale. Attenzione. Sta sostenendo che la società multirazziale deve essere guidata nella direzione che lo sviluppo culturale europeo ha raggiunto.
    Ed è giusto.
     
    La verità è che ci vuole tempo. Non sono ancora totalmente multiculturali negli States dove l'immigrazione va avanti dall'inizio del 1700, figuriamoci in Europa dove è in corso solo dal secondo dopo-guerra.
    Io insisto: sogno una grande New York globale dove vivono tranquille TUTTE le etnie esistenti. Logico, non saranno queste generazioni a farlo, saranno i figli dei figli dei figli.
  5. Non è una capra, cretino, è il mio segno zodiacale  
        Mi trovi su: Homepage #5868793
    anche definire new york multiculturale cmq è un bell'azzardo.... quando
    si parla di multiculturalismo nn si accenna ai ristoranti etnici, o al'uso di lingue diverse . new york, nelle istituzioni-scuole-vita pubblica è pesantemente
    anglosassone, con al limite alcuni quartieri-ghetto abitati da etnie
    distinte. non proprio un esempio brillante di multiculturalismo. del
    resto neanche cameron credo si lamentasse dei ristorantini indiani di londra, ma di come con la storia ceh bisogna rispettare ogni cultura ecc si sta permettendo alle enclavi musulmane-pachistane del regno unito di restare separate e alla lunga incompatibili con i valori inglesi di fondo. si potrebbe dire la stessa cosa in italia per i cinesi, che della cultura italiana se ne strasbattono alla grande, o di tutti gli immigranti extracomunitari che pensano di poter imporre abitudini del loro paese d'origine (come i matrimoni combinati) anche qui. finchè le cose in un paese sono stabili non è un gran problema, solo un fastidio, ma nelle situazioni di crisi le incompatibilità culturali saltano fuori pesantemente. io sono daccordo al 100% con cameron, senza arrivare a imporre la cultura di un paese bisogna cmq essere molto meno elastici di come si è ora.
    Il lavoro di cui sono più orgoglioso, anche se ormai datato:
    http://www.gameplayer.it/speciale/speciale_pc_gaming_al_risparmio
  6.     Mi trovi su: Homepage #5868986
    Origami ha scritto:
    anche definire new york multiculturale cmq è un bell'azzardo.... quando
    si parla di multiculturalismo nn si accenna ai ristoranti etnici, o al'uso di lingue diverse . new york, nelle istituzioni-scuole-vita pubblica è pesantemente
    anglosassone, con al limite alcuni quartieri-ghetto abitati da etnie
    distinte. non proprio un esempio brillante di multiculturalismo. del
    resto neanche cameron credo si lamentasse dei ristorantini indiani di londra, ma di come con la storia ceh bisogna rispettare ogni cultura ecc si sta permettendo alle enclavi musulmane-pachistane del regno unito di restare separate e alla lunga incompatibili con i valori inglesi di fondo. si potrebbe dire la stessa cosa in italia per i cinesi, che della cultura italiana se ne strasbattono alla grande, o di tutti gli immigranti extracomunitari che pensano di poter imporre abitudini del loro paese d'origine (come i matrimoni combinati) anche qui. finchè le cose in un paese sono stabili non è un gran problema, solo un fastidio, ma nelle situazioni di crisi le incompatibilità culturali saltano fuori pesantemente. io sono daccordo al 100% con cameron, senza arrivare a imporre la cultura di un paese bisogna cmq essere molto meno elastici di come si è ora.
     
    Beh se per multiculturalismo vuol dire insegnare il corano a scuola e costringere i bambini a non mangiare carne di manzo in caso di presenza di indiani allora no grazie. Se invece vuol dire dare la possibilità a tutti di scegliere allora sì.
  7.     Mi trovi su: Homepage #5884245
    arcturus85 ha scritto:
    ...
    La prima generazione di immigrati non si adatta mai, la seconda generazione è dimostrato che diventa parte integrante del Paese ospitante.
    Tanti esempi dimostrano l'esatto contrario.
    La prima generazione, in cerca di un riscatto sociale, si integra al volo.
    La seconda invece rifiuta l'integrazione fatta dai genitori.
    "bianco che abbraccia il nero"
  8.     Mi trovi su: Homepage #5886630
    arcturus85 ha scritto:
    Per una vera integrazione ci vorrebbero movimenti migratori continui in tutto il Mondo: A verso B, B verso C, A verso C etc...
    La prima generazione di immigrati non si adatta mai, la seconda generazione è dimostrato che diventa parte integrante del Paese ospitante.
     
    Io direi la quarta generazione... in certe culture anche la sesta... qualche anno fa fece scalpore il caso di una ragazza cino-americana di quarta generazione che andò in Cina come studentessa e disse "Io non mi sento affatto statunitense, sono e rimarrò cinese".
    Poi vabbè, i gruppi cinesi meriterebbero un discorso a parte lungo km.

  Gran Bretagna, la svolta di Cameron "Il multiculturalismo ha fallito"

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina