1. ...this is the end...  
        Mi trovi su: Homepage #5867170
    Articolo interessante anche se non mi trova deltutto d'accordo. Io a giugno faro' 32 anni quindi sono diciamo per poco nella schiera di coloro che hanno passato i trenta. Gioco da un sacco di tempo, sicuramente da molto piu' di 20 anni, facciamo 25 per arrotondare. E' indubbio che il mio modo di approcciarmi ai giochi e' cambiato cosi' come i miei gusti. Nonostante cio' mi sento comunque sul pezzo come si suol dire molto ma molto di piu' di quanto non mi senta "sul pezzo" musicalmente parlando. Per esempio ancora oggi seguo quotidianamente news, anteprime e recensioni. Sono molto informato su quello che sta per uscire e che uscira' da qui alla fine dell'anno. Compro giochi al day one prenotandoli con settimane di anticipo. Sono super appassionato di brand nuovi e "alla moda" come Assassin's Creed per esempio o piu' di recente a Mass Effect (che ho riscoperto grazie all'uscita di ME2 su PS3 convincendomi a prendere Mass Effect 1 per PC per poi ripromettermi di giocarmi il 2 su PS3). Non sono il vecchio trombone che gioca solo agli emulatori o ai giochi indie (per quanto debba ammettere che in passato mi sia prestato a qualche operazione nostalgia che mi ha anche strappato qualche lacrimuccia). Insomma mi sento 'sul pezzo' e sento anche che il mercato, il grosso del mercato intendo, il mainstream, punta su di me, cioe' io sono il target di riferimento numero uno dei giochi blockbuster del momento. Penso ai Mass Effect, ai Gears of War (per quanto non possessore di X360), agli Uncharted, agli Assassin's Creed, ai Call of Duty (per quanto non amante di questa saga) etc... etc... Beh tutto questo nell'ambito musicale non le sento, manco per niente. A livello musicale mi sento esattamente come descritto in questo articolo. Probabilmente dipende anche dal fatto che sono un appassionato di vg mentre sono solo un semplice fruitore occasionale di musica? Beh puo' darsi.
  2. Sbalestrato  
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    Secondo me Falinovi fa un gran minestrone di cose vere e non necessariamente vere, con in più la tendenza a proiettare su altri la sua situazione, senza che la cosa debba necessariamente funzionare.
    Siamo vecchi e non abbiamo i gusti di un dodicenne, un quindicenne, un ventenne? Beh, ovvio, mi sembra normale e inevitabile. E certo può essere un problema nel momento in cui vuoi realizzare una rivista che si rivolge ai dodicenni e non ti sforzi di scrivere per loro, ma scrivi per te stesso. :)
    Non gioco più come a vent'anni? Certo, perché non ho tempo per farlo (in ambito lavorativo come al di fuori dello stesso). Ma se fossi uno sciamannato senza nulla da fare tutto il giorno come lo ero a vent'anni penso che giocherei tanto quanto allora. :D
    E i giochi di adesso mi piacciono. Non mi piacciono alcune evoluzioni, certo, ma è normale che certo cambiamenti possano non piacere. Altri cambiamenti, invece, anche altri cambiamenti osteggiati a pieni polmoni da giocatori vecchi come il sottoscritto, mi piacciono eccome. E non è che dieci o vent'anni fa fossi particolarmente più o meno allineato con il mercato, anche allora faticavo a sentirmi in linea col successo di alcune produzioni. Ma poi, oh, mi diverto con Kinect, Move e Wiimote, che son due robe che quando ero piccolo non esistevano manco per sbaglio, dimmi te se sono non allineato con il mercato attuale. :D
    E i miei gusti col tempo sono cambiati. Da un lato, certo, è vero, mi piacciono determinate "correnti" che mi piacciono da sempre. Ma dall'altro ci sono molte tipologie di gioco che non mi appassionano più come un tempo (una su tutte: gli sportivi).
    Oh, poi, tutto questo non per dire "gne gne gne io no", ma per fare anche io qualche esempio. Il punto è che si tratta di discorsi "generali" sempre un po' rischiosi da fare, perché ignorano la specificità di ogni persona. Chiaro che si possano notare e indicare dei trend, per carità.
    Quanto ai problemi a lezione, francamente, è una questione di approccio. Se uno è veramente interessato a comprendere determinati aspetti e meccanismi, si può anche porre nell'ottica di avere certo a che fare con un qualcosa di vecchio e che superficialmente appare solo tale, ma che sotto può nascondere elementi di interesse. Altrimenti è solo roba vecchia e datata, senza dubbio, ma così come il cinema di oltre tot anni fa, tanti tipi di musica, la letteratura ecc...
    Quanto al fatto che critica e vendite non siano allineati, bah, mi sembra funzioni come in tanti altri ambiti, senza che sia necessariamente una questione di età. Ci sono blockbuster apprezzati dalla critica, altri meno. Anzi, tutto sommato i blockbuster dei videogiochi tendono ad essere apprezzati dalla critica molto più rispetto a quanto accade altrove.
    E per inciso Demon's Souls non mi interessa. :D
    L'Edicola di giopep, better than sex!
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  3. hora et labora  
        Mi trovi su: Homepage #5867594
    Diciamo così, ho letto una ricerca che mi sembrava interessante, contemporaneamente mi sono letto qualche risposta di coetanei che postavano sui propri gusti (non da ultimi i commenti sulla classifica di Next dei migliori del 2010) e di altri in giro (per esempio Andrea Pucci che celebra i 10 anni di Multiplayer in maniera piuttosto singolare) e mi sono visto in questa situazione: in cui riesco anche a non giocare. A 25 anni un giorno senza videogiochi mi sembrava una cattiveria (nei miei confronti). Oggi riesco a stare senza anche qualche settimana (pur leggendo tutti i giorni Kotaku e curiosando su questo sito). Non è vero che ho meno tempo o sono più stanco: con giochi come Mass Effect 2 o Demon's Soul ho trascurato ogni altro interesse (e un po' anche il lavoro...). Ma pur continuando a consumare (ovvero a comprare almeno un paio di giochi al mese) mi rendo conto che la fiamma della passione, pur rimanendo accesa, fa una luce diversa. Può piacermi tantissimo, ma non mi esalta come anche solo 5 anni fa. Concordo pienamente sul fascino dei giochi che avete menzionato, ma non credo che la lista possa allargarsi molto di più. E' vero il mio è un discorso senza prove e che tende a generalizzare partendo da uno stato personale; in realtà, ogni appuntamento con questa rubrica cerca di essere una provocazione ragionata, che parte da spunti più o meno originali e da motivazioni personali per stimolare la riflessione, non certo per definire le tavole della legge videoludica.
    Ribadisco, adoro ancora i videogiochi, ma sono diventato sempre più esigente e meno eccitabile, e credo che questo sia il frutto di una maggiore consapevolezza del mezzo e di maturazione e non necessariamente del fatto che sia troppo vecchio per continuare a giocare.
    Soprattutto, sono felice che ci sia qualcuno che la pensa in modo diverso!
    Non siamo soli nell'universo: è che nessuno ci invita mai alle feste
  4. Sbalestrato  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #5867934
    Vabbuò, chiaro che il tono è provocatorio, e infatti rispondo a tono. :D

    Comunque, per me il minor tempo è proprio netto: a livello personale, il
    lavoro e altre robe della vita mi lasciano meno tempo per le passioni,
    che cerco di alimentare tutte, e questo fa sì che giochi meno di un
    tempo. Aggiungi che gioco meno di un tempo anche in ambito lavorativo
    (adesso recensisco molto meno rispetto a certi periodi su PSM) e il
    quadro è completo.

    Comunque diventare più consapevoli, più esigenti, meno eccitabili, temo
    sia soprattutto una questione di vecchiaia e brontolonaggine acquisita.
    :D
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  5. I love Chiara  
        Mi trovi su: Homepage #5868469
    Personalmente ribalterei la questione.
    Molto spesso capita che gli adolescenti di oggi, fino al quarto di secolo di età, scoprano giochi dell' epoca precedente e vi si appassionino, come e più di quello che facevamo noi (trentenni) all' epoca in cui quei giochi erano nuovi.
    E un discorso analogo lo si può fare per la musica. Quanti ragazzi giovanissimi conoscono a memoria tutti i dischi dei Pink Floyd o dei King Crimson? Dischi che magari erano gli ascolti non dei loro genitori ma addirittura (e si può cominciare a dirlo) dei loro nonni.
     
    Può essere vero quello che si sostiene all' inizio dell' articolo, che una mente flessibile riceva una sorta di imprinting sui gusti estetici in ambito culturale. Ma credo che l' affermazione vada presa in un' ottica un pò più ampia di quanto non venga fatto nell' articolo stesso. Non ci si lega al "genere" (musicale, videoludico o altro) o alla "tendenza" del momento, quanto alla natura stessa, più profonda, della sua estetica.
     
    Io penso che molto più semplicemente, nel crescere, grazie ad un progressivo ampliamento del ventaglio di conoscenza, si tende a districarsi meglio fra quella che è la sostanza e quello che è marketing, e in che percentuale le due componenti si dividano in un prodotto. In qualche modo si impara a fiutare l' imbroglio.
    In ambito musicale l' esempio è calzante, perchè un trentenne a quante next big thing può aver già assistito nella propria vita? Quando sei nato con i Jackson Five, poi hai visto spuntare i New Kids on the Block, poi i Take That e successivamente i Backstreet Boys, non dovrai essere un genio per comprendere che si tratta sempre dello stesso meccanismo commerciale e capire se la prossima next big thing sarà una fregatura o un prodotto originale.
    Ma è normale che quello che vale per te non varrà automaticamente per un quindicenne, a cui il mercato magari si orienterà.
  6. ...this is the end...  
        Mi trovi su: Homepage #5868776
    falinovix ha scritto:
    Diciamo così, ho letto una ricerca che mi sembrava interessante, contemporaneamente mi sono letto qualche risposta di coetanei che postavano sui propri gusti (non da ultimi i commenti sulla classifica di Next dei migliori del 2010) e di altri in giro (per esempio Andrea Pucci che celebra i 10 anni di Multiplayer in maniera piuttosto singolare) e mi sono visto in questa situazione: in cui riesco anche a non giocare. A 25 anni un giorno senza videogiochi mi sembrava una cattiveria (nei miei confronti). Oggi riesco a stare senza anche qualche settimana (pur leggendo tutti i giorni Kotaku e curiosando su questo sito). Non è vero che ho meno tempo o sono più stanco: con giochi come Mass Effect 2 o Demon's Soul ho trascurato ogni altro interesse (e un po' anche il lavoro...). Ma pur continuando a consumare (ovvero a comprare almeno un paio di giochi al mese) mi rendo conto che la fiamma della passione, pur rimanendo accesa, fa una luce diversa. Può piacermi tantissimo, ma non mi esalta come anche solo 5 anni fa. Concordo pienamente sul fascino dei giochi che avete menzionato, ma non credo che la lista possa allargarsi molto di più. E' vero il mio è un discorso senza prove e che tende a generalizzare partendo da uno stato personale; in realtà, ogni appuntamento con questa rubrica cerca di essere una provocazione ragionata, che parte da spunti più o meno originali e da motivazioni personali per stimolare la riflessione, non certo per definire le tavole della legge videoludica.
    Ribadisco, adoro ancora i videogiochi, ma sono diventato sempre più esigente e meno eccitabile, e credo che questo sia il frutto di una maggiore consapevolezza del mezzo e di maturazione e non necessariamente del fatto che sia troppo vecchio per continuare a giocare.
    Soprattutto, sono felice che ci sia qualcuno che la pensa in modo diverso!
     No no, infatti io ho scritto il mio post per arricchire e dare il via al dibattito, alla discussione, non per dare contro al tuo articolo, che tra l'altro ho trovato interessante. Ho espresso il mio personale vivere il vg a quasi 32 anni. E l'ho anche paragonato e messo in parallelo con il mio approccio alla musica per sottolinearne le differenze (peccato che nessuno di voi abbia commentato/discusso/ribattutto su questo). Poi, ovviamente anche io ho molto meno tempo di prima e il mio approccio e' cambiato per forza, pero' mi trovo tutto sommato, ancora sul pezzo e da una parte ne sono stupito (i positivo) dall'altro non fa che convincermi di come questa mia passione/hobby e' ormai definitivamente radicata dentro di me e credo (spero) che non la abbandonero' mai.
    giopep ha scritto:
    Vabbuò, chiaro che il tono è provocatorio, e infatti rispondo a tono. :D
    Comunque, per me il minor tempo è proprio netto: a livello personale, il
    lavoro e altre robe della vita mi lasciano meno tempo per le passioni,
    che cerco di alimentare tutte, e questo fa sì che giochi meno di un
    tempo. Aggiungi che gioco meno di un tempo anche in ambito lavorativo
    (adesso recensisco molto meno rispetto a certi periodi su PSM) e il
    quadro è completo.
    Comunque diventare più consapevoli, più esigenti, meno eccitabili, temo
    sia soprattutto una questione di vecchiaia e brontolonaggine acquisita.
    :D
    Infatti. Come dicevo prima, il tempo e' davvero tiranno. Il lavoro, la moglie, gli impegni. Il tempo e' sempre troppo poco. Questo inevitabilmente cambia l'approccio che hai con il videogiocare. Da adolescente giocavo veramente alla qualunque, impiegavo ore e ore nei giochi, e soprattutto (e qui introduco un ulteriore spunto di discussione) spesso e volentieri rigiocavo piu' e piu' volte agli stessi giochi anche a distanza di anni. Adesso un gioco lo prendo, lo finisco e lo rivendo. Non mi sognerei mai di rigiocarmelo una seconda o che so, una terza volta. Non so se e' solo una questione di poco tempo che mi obbliga a decidere di passare ad altro o se invece e' proprio cambiato il mio approccio ai vg a priori. Ricordo di aver giocato e finito a Sonic 1 per MegaDrive DECINE di volte. Per non parlare di tantissimi altri giochi che ora non sto ad elencare. Ma adesso e' solo un 'avanti un altro'. Poi certo il gioco quando lo gioco mi diverto come un matto, mi ci appassiono e tutto, ma mai mi sognerei di rigiocarmelo una volta finito. Boh, non so. E anche il diventare piu' consapevoli ed esigenti, certo, anche quello fa parte della vecchiaia e dell'esperienza, ma credo sia inevitabile e normale.
    PS: Scusa gio', so che non c'entra 'na mazza ma ieri sera ho ascoltato RingCast e sentire un camuffato Luigi Marrone nelle vesti di Ferruccio Cinquemani (che ho ribattezzato per l'occasione Ferluigi MaroonFive), che per di piu' a fine podcast urla 'Outcast Merda' E' DA ARRESTO!!!
  7. hora et labora  
        Mi trovi su: Homepage #5868901
    Voglio fare un esempio per vedere se riesco a esprimere meglio il concetto: a livello di estetiche (meccaniche di gioco, impiego del sistema di controllo, livello di difficoltà...) continuo a trovare più appagante - in termini di feedback interattivo - Prince of Persia le Sabbie del tempo rispetto ad Assassin's Creed Brotherhood. Che secondo me, facendo i dovuti paragoni in ambito musicale, è un po' la differenza che passa tra i Pink Floyd e i Porcupine Tree (premesso che adoro entrambi). Forse, ma dico forse, le mie considerazioni sono viziate dal fatto che, dopo l'avvento del 3D dinamico e ricoperto di texture, l'ultima grande rivoluzione nel mondo dei videogiochi è stata apportata dall'online. Ma ci sta che l'abbia rifatta fuori dalla tazza :DD
    Non siamo soli nell'universo: è che nessuno ci invita mai alle feste
  8.     Mi trovi su: Homepage #5869710
    Piccolo ha scritto:
    Io penso che molto più semplicemente, nel crescere, grazie ad un progressivo ampliamento del ventaglio di conoscenza, si tende a districarsi meglio fra quella che è la sostanza e quello che è marketing, e in che percentuale le due componenti si dividano in un prodotto. In qualche modo si impara a fiutare l' imbroglio.


    Questa è bella comunque, la distinzione tra sostanza e marketing è davvero notevole XD
    A closed system lacks the ability to renew itself. Knowledge alone is a poor primer...
  9. I love Chiara  
        Mi trovi su: Homepage #5870532
    Lucael ha scritto:
    Questa è bella comunque, la distinzione tra sostanza e marketing è davvero notevole XD
     Cosa sarebbe bello?
    Fammi capire. Quando tu compri l' ennesimo dentifricio, perchè hai visto la pubblicità in televisione che dice che è miracoloso, ci credi sul serio? No, fammi capire... non esiste distinzione fra il marketing relativo ad un prodotto e ciò che il prodotto è realmente?

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