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    Mentre è allo studio un ulti­mo tentativo con il Porto per André Vil­las Boas, la Juventus, in attesa di sciogliere il nodo panchina, non abbandona la pista Louis Van Gaal

    INCONTRO – Non è un gossip fragile, ma il retroscena circostanziato di un incontro avvenuto nei giorni scorsi e che doveva rimanere segre­to: da una parte Fabio Paratici, co­ordinatore dell’area tecnica bianco­nera e braccio destro dell’ad Beppe Marotta, dall’altra un famoso mana­ger-santone olandese – Apollonius Konijnenburg – ancora molto vicino all’allenatore di Amsterdam. Un contatto “sospetto” perché allaccia­to quando i sussurri sulla candida­tura sembravano ormai spenti e quando, soprattutto, erano stati de­pennati, perché irraggiungibili, i nomi più graditi della lista bianco­nera: Luciano Spallet­ti e Roberto Mancini.

    INDIZI – Un contatto “sospetto” in fondo a una scia di indizi. Il primo dei quali risale addirittura a un mese e mezzo fa, quando la signora Truus Van Gaal, moglie dell’ex allenatore del Bayern, si lasciò sfuggire in un ri­storante di Monaco la possibilità di traslocare a Torino. Una confidenza tra amici che non è rimasta a tavo­la, ma è rimbalzata sui media scate­nando clamore, senza nemmeno la certezza che si trattasse d’una rive­lazione e non d’una speranza. Tanto clamore da costringere il sergente di ferro a una smentita: «Mia mo­glie è l’ultima persona al mondo a poter fare questi discorsi: lei sa, in­fatti, che mi voglio prendere un an­no sabbatico. Gliel’ho promesso e lo farò».

    RILANCIO – Sembrava finita lì, anche perché i dirigenti bianconeri, a pro­posito di Van Gaal, hanno sempre espresso scontati apprezzamenti dal punto di vista tecnico-tattico ma non hanno mai nascosto remore sotto il profilo della gestione dei campioni. D’altra parte, nello spogliatoio bian­conero c’è Luca Toni che è un esem­pio: anche di recente, il centravanti ha stigmatizzato l’atteggiamento spigoloso del tecnico olandese nel rapporto con i calciatori. Evidente­mente, però, a fronte della fedeltà di Spalletti allo Zenit San Pietrobur­go e di Mancini al Manchester City, considerate anche la delicatezza della vicenda Mazzarri e la clauso­la di rescissione che incatena Villas Boas, la possibilità di tesserare un tecnico esperto, abituato a insegui­re traguardi importanti e modellare grandi squadre, soprattutto libero da vincoli contrattuali, ha suggerito un rilancio in corso Galileo Ferra­ris.

    ORE DECISIVE – D’altra parte, come promesso dalla società, entro pochi giorni sarà fatta chiarezza sulla pan­china del futuro. E l’ex allenatore di Ajax, Barcellona e Bayern concorre con Mazzarri, al centro di una vicenda kafkiana, dice lui, più semplicemente di un intrigo che amareggia Napoli e indispettisce De Laurentiis.

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