1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #6013423
    Melchiorre sbatte la porta a Silvio
    «Con caso Obama superato limite»
    Con questa lettera, indirizzata al direttore di Repubblica Ezio Mauro,
    Daniela Melchiorre informa della decisione di dimettersi dalla carica di
    sottosegretario. «Gentile Direttore, questa mia per dire innanzitutto
    che ieri ho presentato le mie dimissioni da Sottosegretario di Stato al
    Ministero dello Sviluppo Economico. Incarico di cui, per la verità, non
    avevo ancora inteso prendere effettivo possesso. Poichè la questione può
    essere di pubblico interesse, vorrei chiederLe ospitalità per dar conto
    di queste ragioni», scrive Melchiorre. «Il fatto è- aggiunge- che il
    livello di accettabilità è definitivamente superato anche per chi aveva
    ritenuto per un attimo di poter superare, in un momento di emergenza, le
    fratture politiche del passato. Dopo le incredibili esternazioni del
    Presidente del Consiglio contro i magistrati all'incredulo Presidente
    Obama in occasione del summit del G8 di giovedì - come si trattasse di
    un tema degno dell'agenda internazionale e a quel livello - non ho
    potuto far altro che constatare che non vi è, almeno per me, uno spazio
    per proseguire, o meglio avviare, un contributo effettivo all'attività
    governativa. Qui la cosiddetta difesa fuori dal processo ha voluto
    raggiungere, al di là di ogni misura, l'apice mondiale. Nella giustizia
    vi sono diverse cose che non vanno, pur se i rimedi, sempre più smodati,
    proposti dal PdL non sono i migliori. Ma le deformazioni politiche su
    questo tema potevano, seppur con sforzo, essere posposte da chi, come
    me, riteneva che altre urgenze, come quelle economiche, dovessero avere
    il primato». Melchiorre aggiunge: «Ora però si è superata la misura. Non
    è francamente accettabile che si giunga alle volgarità dei giorni
    passati e che si tenti la delegittimazione di quella che comunque è una
    funzione costituzionale innanzi ad una delle autorità più importanti
    della Terra: e in un giorno in cui il mondo intero guardava quel che i
    »grandi« decidevano a Deauville. Le ragioni che muovono il Presidente
    Berlusconi, quali che siano, non bastano a giustificare un gesto così
    grave. È certo che questo innalzamento pone la sua concezione della
    giustizia al primo piano, e sopravanza ogni altra diversa
    considerazione, compresa la mia e quella di tanti altri come me. Se
    questo è ciò che ormai, sopra di tutto, anima il governo Berlusconi, non
    c'è ragione perchè, nel mio piccolo, io gli dia davvero il mio
    contributo. È mio dovere essere coerente e rispettosa degli Italiani che
    rappresento, e dello Stato che servo da non pochi anni, e l'apporto che
    intendevo era per le urgenze del Paese, non per quelle individuali».

    La parlamentare dei Libdem Daniela Melchiorre spiega: «Per quanto sia
    oggi Presidente dei Liberal Democratici, non posso dimenticare di essere
    un magistrato e di aver indossato con orgoglio e, se mi è permesso, con
    onore la mia toga. Orgoglio e onore che sono quelli della quasi
    totalità dei magistrati che, silenziosamente, lontano dai riflettori e
    dal circuito mediatico, svolgono il proprio dovere tra difficoltà e
    rischi, carichi e disagi. E che cercano di dare agli altri quel bene
    prezioso che è la giustizia. Tutti costoro, senza ormai più distinzioni,
    sono stati insultati quando pochi giorni fa sono stati definiti
    »cancro« da estirpare. E non sono certo loro il cancro dell'Italia. Non
    mi resta che constatare che la cautela con cui non ho inteso prendere
    possesso dell'incarico era fondata, e che per me è impossibile far parte
    di un Governo il cui capo sconsideratamente parla di »dittatura dei
    giudici di sinistra« a un summit internazionale. Se questa mia decisione
    irrevocabile di dimettermi non sarà condivisa dal mio partito, mi
    dimetterò anche dalla sua presidenza». Melchiorre informa che «nei
    prossimi giorni ci sarà una riunione della Direzione Nazionale dei
    Liberal Democratici per verificare se questa mia scelta è condivisa.
    Tanto debbo al mio Paese e a me stessa».



    http://www.unita.it/italia/melchiorre-sbatte-la-porta-a-silvio-br-con-caso-obama-superato-limite-1.298042
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  2. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #6013478
    Caro Spp in qualunque modo stia avvenendo e avverrà l'importante è che si faccia terra bruciata...
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  3. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #6013597
    Vorrei segnalare che ho letto il messaggio di spp soltanto perchè sono entrato a leggere chi fosse online nella pagina e no perchè dal pagina principale ci fosse la notifica della sua risposta. Caro scud che sei ancora online... come mai ? :)
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  4.     Mi trovi su: Homepage #6013847
    GloboCaro Spp in qualunque modo stia avvenendo e avverrà l'importante è che si faccia terra bruciata...

    Sì, ma se su 'sta terra bruciata bruciasse anche chi scende giù dal bastimento e bruciasse insieme a chi ci resta su...Non sarebbe un male per la Società. :D
  5.     Mi trovi su: Homepage #6013870
    SuperPadrePio:
    Altri tre giorni di attesa e tantissimi leccapiedi scenderanno dalla barca del padrone che affonda....Siamo alle solite.
    Non mi si dica che 'sta tipa non sapeva già prima con chi aveva a che fare e chi era andata a servire...
    Questo l'ha messa giù meglio ma anche lui dopo di me ha subito pensato quel che penso. Mi congratulo :D
    Piergiorgio Paterlini per Piovonorane.it



    La prova che c’è vita su Marte si chiama Daniela Melchiorre, neo ma anche ex sottosegretario allo Sviluppo economico. “Neo” perché nominata solo due settimane fa, “ex” perché dimissionaria «irrevocabile» da venerdì sera. C’è vita su Marte, ma purtroppo non arrivano i giornali e non si prende la tv. Non a caso il digitale si chiama “terrestre”.

    Così, l’onorevole Melchiorre ha vissuto tutti questi anni su Marte, è scesa sulla Terra responsabilmente due settimane fa per prendersi la poltroncina, poi ieri sera si è accorta – udite udite – che il premier aveva attaccato sconsideratamente i magistrati e che lei, magistrato,
    non poteva sopportare che i suoi colleghi che «silenziosamente svolgono il proprio dovere tra difficoltà e rischi» venissero definiti «cancro da estirpare».

    Obama dunque non c’entra, “cancro” è una parola utilizzata dal premier e da Daniela Santanché parecchie settimane fa, prima della nomina dei sottosegretari responsabili. L’onorevole Melchiorre, sbarcata da Marte, deve aver deciso responsabilmente di farsi un giretto su Internet per mettersi in pari con le notizie.

    Vicino di casa della Melchiorre, su Marte, era l’onorevole Italo Tanoni, che poi è sceso con lei dalla navicella spaziale che li ha portati finalmente qui, sul nostro pianeta. Dice il leggendario Tanoni:
    «Ci siamo accorti che il Premier ha un unico problema, i suoi processi, e su quel piano non possiamo seguirlo». Che invidia! Avercelo, un sonno così.

    Oh ragazzi – come direbbe Bersani – deve essere dura vivere su un pianeta senza mass-media, per quanto quasi tutti nelle mani del premier.
    Meglio tardi che mai? Non siamo mai contenti? No.
    È che io non so se ho più paura dei gatti o dei topi.
    Non so se ho più paura dei gatti che hanno sette vite o dei topi che abbandonano la nave un minuto prima che affondi.
    Attenzione, da lunedì pomeriggio.
    Non so se mi spaventano di più quei personaggi che attraversano un regime e li ritroviamo poi seraficamente allo stesso posto nella nuova situazione politica, o quelli che – dopo essere stati complici corresponsabili e anche beneficiati – con la stessa viltà e con lo stesso cinismo abbandonano chi affonda un attimo prima che il gorgo lo inghiotta per sempre.



    Scritto sabato, 28 maggio, 2011 alle 16:16
  6. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #6013925
    superpadrepioSì, ma se su 'sta terra bruciata bruciasse anche chi scende giù dal bastimento e bruciasse insieme a chi ci resta su...Non sarebbe un male per la Società. :D

    :D
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  7. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #6013929
    Ieri, dopo aver visto il patetico tentativo di Silvio Berlusconi di diffamare i nostri giudici parlando con il Presidente degli Stati Uniti, ho scritto una lettera indirizzata a Barack Obama. A seguito delle numerose richieste ho deciso di pubblicarla anche in versione inglese cosicchè anche voi possiate inviarla attraverso l’apposito form sul sito della Casa Bianca, aggiungendo la dicitura “I subscribe this letter” (Trad.: Io sottoscrivo questa lettera).

    Questo il testo della lettera:

    Gentile presidente Obama,

    Se vent’anni fa mi avessero detto che un giorno avrei scritto al presidente degli Stati Uniti d’America, non lo avrei ritenuto possibile. Adesso le circostanze me lo impongono, nell’interesse del mio Paese, che mi onoro di rappresentare al Parlamento europeo.

    Tutta l’Italia ha visto l’imbarazzante video del G8 di Deauville durante il quale il nostro anziano presidente del Consiglio dei Ministri l’ha avvicinata per metterla al corrente della “deriva” che riguarderebbe la nostra “magistratura politicizzata”, del fatto che tutti i giudici “di sinistra” vogliono rovinarlo. Sono certa che non le ha raccontato di essere indagato a Firenze come mandante occulto delle stragi del 1993 in Italia, ma ritengo che la stampa estera abbia dato ampio spazio agli scandali di Silvio Berlusconi, per cui probabilmente i cittadini statunitensi, più di quelli italiani, conoscono la pochezza politica di quest’uomo.

    Mi rendo conto del ruolo difficile del presidente degli Usa, e comprendo che per protocollo deve intrattenere rapporti con i primi ministri dei più importanti Paesi. Non mi permetterei di chiederle cosa abbia risposto al premier Berlusconi, posso solo immaginare l’imbarazzo, forse pari a quello provato quando nel 2009, a Buckingham Palace, il nostro presidente del Consiglio, di recente rinviato a giudizio per prostituzione minorile e concussione, cominciò a urlare “Mister Obama”, riuscendo a farsi rimproverare anche dall’impassibile regina d’Inghilterra che, guardandolo con austerità, lo ammonì: “Ma perché deve urlare?”.

    Quello che mi preme far presente è che, qualora lei dovesse avere anche un solo flebile dubbio su quei magistrati cui faceva riferimento il presidente del Consiglio italiano, io sono disposta, in qualità di cittadina italiana, di presidente dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia e di parlamentare europeo membro della Commissione Libe, a raccontarle la vera storia della magistratura italiana e il lavoro dei giudici antimafia che mi onoro di conoscere uno per uno e sulla cui onestà e rettitudine sono pronta a giurare. Ogni giorno essi combattono su due fronti: la mafia, che li vuole morti, e il Governo italiano, che cerca dal 1994 in ogni modo di ostacolarne il lavoro.

    Mi conceda la possibilità di raccontarle la verità. Non vorrei che la sua idea della magistratura italiana possa essere deviata da un uomo, Silvio Berlusconi, che insulta i giudici dicendo che sono “antropologicamente diversi”, “mentalmente deviati” e “un cancro”, e che offende il loro lavoro affermando che cercare la verità sulle stragi di mafia è uno “spreco di danaro pubblico”. Berlusconi è un uomo che rimane in politica per salvarsi dai suoi guai giudiziari e che non rappresenta più nessuno.

    La storia della magistratura italiana è una storia ricca di orgoglio, fatta di uomini e donne integerrime che hanno pagato il prezzo più alto per le loro battaglie, contro il terrorismo prima e contro la criminalità organizzata poi.

    Proprio pochi giorni fa si è saputo di un progetto omicida ai danni di un magistrato italiano, Antonino Di Matteo, che sta seguendo i processi più complessi, occupandosi delle collusioni tra mafia e istituzioni deviate. Un magistrato serio e competente tra i più esposti e aggrediti da chi dovrebbe proteggere i servitori dello Stato come lui. I magistrati italiani non meritano di essere ridicolizzati di fronte al mondo e di fronte al presidente degli Stati Uniti.

    In attesa di un suo riscontro,
    le porgo i saluti della parte “normale” del Paese,

    On. Sonia Alfano
    Deputato al Parlamento Europeo
    Membro della Commissione Libe


    Questa la traduzione in lingua inglese:

    Dear Mr. President Obama,
    If twenty years ago someone had told me that one day I would be writing to the President of the United States of America, I would have reflected on it as impossible . However, the present circumstances require me to do so in the interests of my country which I am honoured to represent in the European Parliament.

    Everybody in Italy has seen an embarrassing video of the G8 in Deauville during which our President of the Council of Ministers has approached you to let you know of the “drift” of our “politicized judiciary,” that all the judges of the “left party” want to damage it. I am sure that our Prime Minister forgot to mention that he was under enquiry in Florence as a principal of the massacres of 1993 in Italy, but I think the foreign press has given a big voice to the scandals related to Silvio Berlusconi. I would imagine that U.S. citizens, have a greater knowledge than the Italians of the political insignificance of this man.

    I am aware of the difficult role of the President of the United States, and I understand that for protocol reasons, you must maintain relations with the Prime Ministers of major countries. I am not asking you how you responded to Prime Minister Berlusconi. I can only imagine the shame, perhaps the same that was felt in 2009, in Buckingham Palace, when our Prime Minister was linked to child prostitution and extortion andhe screamed “Mr. Obama!”. This provoked a reaction from the gentle Queen of England and Mr. Berlusconi was asked ” Why should you scream? “.

    What I want to point out is that if you have only a faint doubt on those judges referred by the Italian Prime Minister, I am prepared, as an Italian citizen, president of the National Association of Victims of the Mafia Family, MEP and member of the LIBE Committee, to explain the true story of the Italian magistrate and the work of Italian anti-mafia judges that I am honoured to know personally and whose honesty and uprightness are ready to swear. Everyday they fight on two fronts: the mafia, which wants them dead, and the Italian government, which has tried since 1994 in every way to hinder the work.

    Please give me the chance to tell the truth. I would not like his idea of the Italian magistrate to be sidetracked by a man, Silvio Berlusconi, who insults the judges saying they are “anthropologically different”, “mentally deviant” and a “cancer” and that offends their work stating that an attempt to establish the truth about the massacres of the Mafia is a “waste of public money.” Berlusconi is a man who participates in politics to save himself from his legal problems and he does not represent anyone now.

    The history of the Italian magistrates is a rich history of pride, made up of men and women of integrity who have paid the ultimate price for their battles against terrorism and organized crime.
    Just a few days ago, we learned that a project for killing an Italian judge, Antonio Di Matteo, who is following the most complex processes, especially on collusion between mafia and diverted institutions. A serious and proficient magistrate, one of the most exposed and attacked by those who should protect the servants of the State like him. The Italian judges must not be ridiculed in front of the world and in front of the President of the United States.

    http://www.soniaalfano.it/blog/2011/05/28/anche-voi-potete-scrivere-a-barack-obama/

    I look forward to hearing from you.Best regards from the “normal” part of the country .

    Sonia Alfano
    Member of the European Parliament
    Member of the LIBE Committee
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  8. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #6014063
    ROMA - È iniziato con una finta telefonata a Barack Obama lo spettacolo di Roberto Benigni a Pesaro per il festival della Felicità. «Ciao Barack - ha detto il comico mettendosi la mano all'orecchio - ho un problema. Sono a Pesaro. Tutti comunisti qui, non si lavano, senza cervello. Ho un problema con l'audio. Non è che puoi mandare un fonico. Qui c'è una dittatura dei fonici di sinistra. Ho un problema anche con l'idraulico. Pure te hai un problema? Uno scocciatore? Non ti leva la mano dalla spalla quello lì? A noi sono 17 anni che non ci leva mano di dosso. Tu assecondalo, digli sempre di sì. Presentagli una donna. Una giovane, e se ne va subito». «Berlusconi l'ha fatto apposta perchè Moratti faceva troppe figuracce, e ha detto: 'ne faccio una così grossa che se le scordano tuttè. Sembrava Alberto Sordi: prima l'ha guardato, poi ha visto che non se lo filava ed è tornato indietro facendo giro dalla tangenziale. Poi è andato dal fotografo. Poi è tornato alla Vittorio Gassman ne 'Il Sorpasso': 'A Barack, mortacci tua, come va! No pietà, gli ha risposto lui. Berlusconi gli ha raccontato tante cose: gli ha parlato del problema dell'Africa, da dove stanno arrivando un sacco di negri. Poi la barzelletta della mela. Poi gli ha detto: 'nella procura di Milano hanno visto Gheddafi e il Mullah Omar, nello scantinato. Perchè non la bombardi?' È andato da Sarkorzy e gli ha chiesto: 'da quanto è incinta la Levinsky?' Lui gli ha detto: 'è Carla Bruni mia moglie'. È un attore spettacolare«.

    http://www.leggo.it/articolo.php?id=124316
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?
  9. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
        Mi trovi su: Homepage #6023162
    De Magistris vuole portare Barack a Napoli per Natale :O
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Dillo a Obama... Prima conseguenza :D

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