1. Scudetto-Mod  
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    giovanni1982Qualcuno ha delle informazioni in più di quanto si legge in giro sul referendum abrogrativo della privatizzazione dell'acqua?
    opinione personale: già ne sai abbastanza ma vuoi sfrocoliare sull'argomento che pensi sia controverso
    .
    cmq ti do la mia versione di parte (che per te disposto a votare chiunque, pur che non sia di sinistra, dovrebbe essere automaticamente sbagliata)
    .
    non si tratta della privatizzazione dell'acqua (anche se ... ) ma la legge Ronchi stabilisce l'obbligo (salvo deroghe) di affidare ALMENO per il 40%, la gestione degli impianti pubblici a dei privati, tramite gare d'appalto
    .
    Ma quella stessa Legge Ronchi contiene anche la solita postilla capolavoro che non manca mai, nelle Leggi Emanate da questo Governo, e cioè: la norma stabilisce che la tariffa per l’erogazione dell’acqua sia calcolata prevedendo la remunerazione per il capitale investito dal gestore, fino a un massimo del 7 per cento. Di questa quota fanno parte sia i profitti che gli oneri finanziari derivanti dai prestiti, e la sua riscossione non è collegata a nessun obbligo di reinvestire denaro nel miglioramento della qualità del servizio
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    Cioè, imponendo la privatizzazione della manutenzione si stabilisce che la nuova tariffa dell'acqua che verrà chiesta (nelle bollette), sarà comprensiva del rientro di tutto il capitale investito dai privati, compresi gli oneri da prestito e compreso anche un utile massimo del 7%
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    tentando ancora di spiegare: una delle regole del mercato è il RIschio d'impresa, ma ai paladini del mercato libero questo rischio non piace; perché in questo caso, il privato che si aggiudicherebbe la gara, avrebbe il ritorno GARANTITO (tramite l'aumento della tariffa dell'acqua) di tutte le spese, e di un utile di massimo il 7% (guadagno GARANTITO); ecco spiegato perché ci sono tanti privati che non aspettano altro che mettere le mani sull'affare ed ecco perché la Legge Ronchi provocherà un aumento tale dei costi da far drizzare i capelli, cosa che automaticamente provocherà enormi difficoltà a chi non ha i mezzi per pagare un corposo aumento dell'acqua (da qui il richiamo alla privatizzazione della stessa)
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    mie tesi sulla faccenda:
    1) se io eleggo qualcuno a gestire la cosa pubblica voglio che lo faccia, non che faccia incancrenire i problemi per poi mettere la gente di fronte al fatto compiuto e dire che non c'è altra via che delegare la soluzione degli stessi ai privati.
    2) Già ora la Legge prevede che si possa delegare parte dei servizi di manutenzione a privati, ma senza quelle imposizioni che garantiscono i loro guadagni (che noi poi dovremmo pagare in bolletta)
    E non si capisce per quale motivo quelle cose che si vorrebbero obbligatoriamente far affidare ai privati (stabilendone a priori anche il guadagno), non le possano fare, seriamente, dei comitati istituiti da Comuni associati tra loro, o Lo Stato, che avrebbe tranquillamente la liquidità iniziale. Perché così si farebbe in modo che nel futuro aumento delle bollette, noi non si debba pagare anche gli oneri da prestito che i privati hanno sostenuto e soprattutto il loro guadagno del 7%.
    Dovrebbe provvedere quello stesso Stato che invece finanzia faraoniche infrastrutture inutili (il ponte sullo stretto) e poi dice di non avere soldi per opere necessarie, che comunque andrebbero pagate dai cittadini in bolletta.
    3) come sempre successo (SEMPRE), si aprono le brecce per rompere successivamente i muri, ed anche stavolta la storia è quella
  3. Staff ScudettoWeb  
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    commontentando ancora di spiegare: una delle regole del mercato è il RIschio d'impresa, ma ai paladini del mercato libero questo rischio non piace; perché in questo caso, il privato che si aggiudicherebbe la gara, avrebbe il ritorno GARANTITO (tramite l'aumento della tariffa dell'acqua) di tutte le spese, e di un utile di massimo il 7% (guadagno GARANTITO);
    Non so molto della legge onestamente però il caso di servizi o forniture essenziali è un caso particolare. Dici bene, uno degli elementi del libero mercato è il rischio d'impresa. Lo Stato permette a chi investe i capitali di ottenere un ritorno economico di valore virtualmente infinito. In cambio chiede che gli investitori si assumano i rischi impliciti nell'attività dell'azienda e che tali rischi non ricadano sullo Stato. Cosa significa nella pratica? Io investo 100.000 euro nella produzione e distribuzione di agendine. Ne vendo 100.000, divento ricco. Ne vendo 3, fallisco. Non importa se i miei costi sono lievitati, se è arrivata una crisi mondiale, se le agendine sono diventate inutili o se non sono stato capace di far funzionare l'azienda: ho rischiato e ho perso.

    Questo vale per buona parte del mercato, ma non per tutto. Ci sono servizi e aree di merato che non possono seguire questa regola o in alcuni casi è bene che non lo facciano. Per esempio, cosa succede se i produttori di agendine ritengono che il mercato non sia più interessante? Nulla di che, non avremo più agendine di carta. Magari qualcuno occuperà quella parte di mercato producendole elettroniche, magari semplicemente non le useremo più. Ma cosa succede se per motivi analoghi, e cioè se il mercato non è più redditizio, smettono di inevstire e produrre i produttori di energia? È uno scenario che non deve capitare, e infatti in tutto il mondo chiunque produca energia, da chi estrae petrolio dal Golf del Messico a chi costruisce centrali eoliche, prende soldi dallo Stato. Chiamali incentivi, chiamali ammortizzatori del rischio d'impresa, sono soldi che servono a garantire servizi essenziali. In alcuni casi possono essere a sfondo sociale: per esempio, lo Stato può delegare la consegna della posta o la gestione della sanità a società private e rimborsarle per i servizi antieconomici che in un normale regime di mercato l'azienda non fornirebbe (consegnare pacchi in un paesino di montagna con solo strade sterrate oppure assistere malati di lunghissima degenza).

    È questo ovviamente il caso dell'acqua. Tu dici (parafraso eh...): "Ma va sti mariuoli che investono senza rischi e prendono un sacco di soldi". In realtà c'è un'altra faccia della medaglia, perché se fosse interamente distribuito su di loro il rischio (ripeto non conosco la legge quindi discuto della situazione così come l'hai posta) sarebbe decisamente peggio, perché il rischio di vederli abbattere la qualità del servizio per rientrare del costo aziendale sarebbe maggiore.
  4.     Mi trovi su: Homepage #6025628
    Grazie a entrambi per le precisazioni. Sinceramente non ne avevo capivo molto, perchè come al solito quando si tratta di referendum si cerca di politicizzare il voto. Una precisazione che voglio avere: attualmente il decreto Ronchi, prevede almeno il 40 %, ma non di più o anche la possibilità di affidare completamente la gestione dei servizi a privati?
  5. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6025698
  6.     Mi trovi su: Homepage #6025786
    giovanni1982Grazie a entrambi per le precisazioni. Sinceramente non ne avevo capivo molto, perchè come al solito quando si tratta di referendum si cerca di politicizzare il voto. Una precisazione che voglio avere: attualmente il decreto Ronchi, prevede almeno il 40 %, ma non di più o anche la possibilità di affidare completamente la gestione dei servizi a privati?
    uhm .. mi dai l'impressione di essere interessato all"affare"
    non so risponderti con precisione, ma credo sia così, perché la stessa legge Ronchi che impone di affidare minimo il 40% di gestione ai privati, descrive anche che la quota di "PUBBLICO" nelle Società di gestione, debba diminuire col passare degli anni (massimo al 40% entro giugno 2013 ed al 30% entro il dicembre 2015) ... in parole povere: PRIVATIZZAZIONE.totale (il ragionamento sulla breccia che facevo prima)
  7.     Mi trovi su: Homepage #6025856
    scudettoweb
    È questo ovviamente il caso dell'acqua. Tu dici (parafraso eh...): "Ma va sti mariuoli che investono senza rischi e prendono un sacco di soldi". In realtà c'è un'altra faccia della medaglia, perché se fosse interamente distribuito su di loro il rischio (ripeto non conosco la legge quindi discuto della situazione così come l'hai posta) sarebbe decisamente peggio, perché il rischio di vederli abbattere la qualità del servizio per rientrare del costo aziendale sarebbe maggiore.
    per me il ragionamento è fin troppo semplice: nel momento in cui la gestione sarà progressivamente affidata ai privati, in bolletta ci troveremo i loro oneri da interessi passivi ed i loro guadagni
    .
    MENTRE la gestione Pubblica almeno NON dovrebbe farci carico, in bolletta, del guadagno assicurato ai privati
    .
    ci sono alcuni servizi talmente essenziali che non dovrebbero essere affidati al mercato libero, tra questi la gestione e l'erogazione dell'acqua
  8.     Mi trovi su: Homepage #6026153
    superpadrepioDate da bere gratis agli assetati...Lo dice anche il Santo Evangelio....

    Acqua, Pane, Casa, Scuola e Sanità dovrebbe essero diritti inalienabili per Tutti...In una Società civile.
    Direi che questa cosa non è messa in discussione, quello che è messo in discussione è se è più conveniente per il cittadino una gestione privata o pubblica o mista. Perchè se io devo dare in appalto una gestione di un servizio come l'acqua a un privato che poi offre un servizio da schifo ad un prezzo alto allora è un danno per un qualsiasi cittadino. Ormai ne si sta facendo una lotta di classe e un voto politico.
    Il fatto che il decreto Ronchi preveda una continua riduzione della presenza pubblica in settori delicati come l'acqua è abbastanza determinante e pericoloso per TUTTI. Diverso sarebbe il discorso se la presenza privata rimanesse minoritaria rispetto alla presenza pubblica.
  9. having fun with the blues  
        Mi trovi su: Homepage #6026289
    giovanni1982Direi che questa cosa non è messa in discussione, quello che è messo in discussione è se è più conveniente per il cittadino una gestione privata o pubblica o mista. Perchè se io devo dare in appalto una gestione di un servizio come l'acqua a un privato che poi offre un servizio da schifo ad un prezzo alto allora è un danno per un qualsiasi cittadino. Ormai ne si sta facendo una lotta di classe e un voto politico.
    Il fatto che il decreto Ronchi preveda una continua riduzione della presenza pubblica in settori delicati come l'acqua è abbastanza determinante e pericoloso per TUTTI. Diverso sarebbe il discorso se la presenza privata rimanesse minoritaria rispetto alla presenza pubblica.

    copio da uno dei link del Kaiser (anch'io mi sto informando):

    In caso di vittoria del No, gli ATO che non hanno ancora proceduto ad
    affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a
    totale capitale pubblico, dovranno trasformarsi in società miste con
    capitale privato almeno al 40 per cento entro il 31 dicembre 2011. Le
    società miste collocate in Borsa dovranno diminuire la quota di capitale
    pubblico
    al 40 per cento entro giugno 2013 e al 30 per cento entro il
    dicembre 2015.


    Mi sembra di capire che non esista un tetto massimo (potenzialmente la società che gestisce può essere totalmente privata), ma che si spinga obbligatoriamente verso una privatizzazione con quote minime private e privatizzazione progressiva obbligatoria delle società completamente pubbliche. La cosa che mi lascia molto perplesso della legge è che non si fornisce la possibilità di privatizzare la gestione dell'acqua, ma l'obbligo.

    D'altronde si parla anche di fantomatiche "deroghe" che potrebbero consentire la gestione totalmente pubblica nel caso di gare d'appalto deserte...
  10. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6027432
    SprawlLa cosa che mi lascia molto perplesso della legge è che non si fornisce la possibilità di privatizzare la gestione dell'acqua, ma l'obbligo.
    Beh, se è una privatizzazione, ovviamente sarà formalizzato per legge. Se lo Stato vuole cambiare i contratti del pubblico impiego, per dire, ne impone il cambio, non è che permette l'adozione dei nuovi contratti. Giusto o meno che sia privatizzare, se vogliono privatizzare lo devono codificare.

  Informazione referendum

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