1.     Mi trovi su: Homepage #6044206
    Mi rendo conto che è molto probabile che si scateni un casino maledetto, quindi premetto che spero in una discussione serie e pacata visto l'argomento estremamente delicato e, diciamocelo, controverso.

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    http://www.telegraph.co.uk/culture/tvandradio/8573428/Terry-Pratchett-Choosing-to-Die-BBC-Two-review.html

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    Lunedì 13 è andato in onda sulla BBC un documentario condotto dal noto scrittore inglese Terry Pratchett, malato terminale di Alzheimer, che segue l'ultimo viaggio di una persona malata di sclerosi multipla amiotrofica, Peter Smedley, che ha deciso di porre fine alla sua sofferenza in Svizzera, alla clinica Dignitas, dove è appunto possibile eseguire una procedutra di "suicidio assistito".

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    Il documentario nasce dalla volontà di Pratchett e altri malati terminali di far riconsiderare le leggi britanniche che, al momento, non permettono questo tipo di procedura, e stressa come, secondo loro, la scelta della propria morte in condizioni particolari come questo tipo di malattie fortemente degenerative, dovrebbe essere un diritto del malato.

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    Non avendo visto il documentario non posso pronunciarmi sulla sua fattura, ma vi invito a leggere l'articolo che ho linkato e ad esprimere le vostre opinioni in merito, soprattutto visto che si tratta di un argomento che di tanto in tanto, ci piaccia o meno, torna alla ribalta della cronaca e dovrà essere affrontato in modo serio anche da noi, prima o poi.

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    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  2.     Mi trovi su: Homepage #6044330
    Boh, io veramente non so.
    Voglio dire, una cosa è l'approvare o no il concetto di "suicidio assistito", altro è il concetto di libertà di disporre della propria vita come ci pare e piace. Credo siano due concetti diversi. E che forse la legge dovrebbe guardare al secondo più che al primo. Di mio sono convinto che le leggi non debbano servire a stabilire ciò che è giusto e ciò che sbagliato, ciò che morale o immorale: devono servire a garantire ordine, sicurezza, stabilità e "felicità" alla società che regolamentano. Tutto qui. E una legge che permetta il "suicidio assistito" non credo vada contro questo ruolo, anzi. Anche perché, con cliniche che fanno ciò a pochi chilometri dal confine, fare finta di niente serve più che altro a nascondere la testa sotto la sabbia. Ma boh...veramente non ho opinioni certe su questo argomento.
    "Love looks not with the eyes, but with the mind;
    And therefore is wing'd Cupid painted blind." (W. Shakespeare)
  3.     Mi trovi su: Homepage #6044357
    Tra l'altro c'è stato da poco un referendum in Svizzera che voleva sondare la volontà del popolo sul vietare la possibilità a cittadini stranieri di recarsi in Svizzera per usufruire di queste cliniche.
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    Il referedum ha dato uno schiacciante schiaffone alla proposta e quindi rimane aperta la porta di quello che è stato volgarmente definito "turismo della morte" per i non residenti in Svizzera.
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    un fenomeno che, tra l'altro, è in crescita.
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    Il problema che poni è ottimo. La legge dovrebbe dire cosa è moralmente giusto e sbagliato sulla vita del singolo individuo? La possibilità (e sia chiaro che è solo la possibilità di scelta che si discute) di porre fine in modo dignitoso alla propria vita in casi estremi (e sia chiaro che DEVONO essere estremi e che DOVRA' esserci una chiara regolamentazione) è un diritto? La vita ha senso anche in condizioni che a volte sono viste come inaccettabili e va quindi difesa e protetta anche contro la volontà del singolo individuo?
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    tutte domande molto spinose.
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    cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  4.     Mi trovi su: #6045272
    Avevo sentito di una clinica svizzera che permetteva il cosiddetto "suicidio assistito", penso sia tale Dignitas, e fanno proprio le cose a regola: innanzitutto su x casi ne accettano una bassa percentuale, vagliano motivi e tutto. Di questi che "passano" li portano nella loro villa in mezzo al verde, coi parenti, gli fanno fare più volte sedute con psicologi, fino a che, se sono ancora convinti, procedono.

    Condivido quello che ha detto Maximus, il ruolo della legge è che le tue libertà non sconfinino nelle mie, e questa tematica, così come quella dell'aborto (poi lì dipende dalla considerazione che si ha delle embrione blabla) è una scelta che *tecnicamente* ha conseguenze solo su se stessi, apparte ovviamente l'immenso dolore di parenti e amici. Anche se l'idea mi dà i brividi, questa è una procedura molta umana, che permette ripensamenti e comunque anche se una persona rimane ferma nella sua scelta di morte, aiuta anche i parenti (a suo modo) ad avvicinarsi a una remota comprensione del gesto.

    Sempre meglio comunque che tornare a casa e trovare un tuo caro appeso a una corda, come successe col povero Wallace (che tuttora rimpiango e odio per la sua scelta :'( )
  5. Non è una capra, cretino, è il mio segno zodiacale  
        Mi trovi su: Homepage #6045912
    Che c'è da dire? Il problema è degli svizzeri.... e finchè loro permettono di farlo è improbabile che negli altri paesi si sprechi importante capitale politico per una questione simile. Voglio dire, quale politico sano di mente si impegna in una questione cosi controversa che non fornisce vera approvazione cmq la risolvi, ma che viceversa può farti perdere un casino di voti? Chi vorrà l'eutanasia andrà li, e tutti gli altri guarderanno da altre parti^^
    Poi ci vuole un bel coraggio a dire a qualcuno, spesso malatissimo e sofferente, che non può disporre della propria vita.... la chiesa lo fa perchè la vita la considera un dono di dio, e per un credente è un alogica che regge, ma per tutti gli altri sarebbe solo un'assurda imposizione.
    Il lavoro di cui sono più orgoglioso, anche se ormai datato:
    http://www.gameplayer.it/speciale/speciale_pc_gaming_al_risparmio
  6.     Mi trovi su: Homepage #6045970
    OrigamiChe c'è da dire? Il problema è degli svizzeri.... e finchè loro permettono di farlo è improbabile che negli altri paesi si sprechi importante capitale politico per una questione simile. Voglio dire, quale politico sano di mente si impegna in una questione cosi controversa che non fornisce vera approvazione cmq la risolvi, ma che viceversa può farti perdere un casino di voti? Chi vorrà l'eutanasia andrà li, e tutti gli altri guarderanno da altre parti^^
    Poi ci vuole un bel coraggio a dire a qualcuno, spesso malatissimo e sofferente, che non può disporre della propria vita.... la chiesa lo fa perchè la vita la considera un dono di dio, e per un credente è un alogica che regge, ma per tutti gli altri sarebbe solo un'assurda imposizione.

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    Ma proprio questo modo di ragionare sarebbe da eliminare. Il politico che non affronta un problema spinoso e punta semplicemente ad una soluzione extra-territoriale è un Ponzio Pilato che si lava le mani delle reali esigenze del popolo.


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    Poi, sia chiaro, potrebbe anche essere che la maggioranza non voglia questa possibilità nel nostro paese, ma la questio esiste, è attuale e DEVE essere affrontata con qualcosa di più adulto di "potete andare in Svizzera".

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    Perchè se un giorno gli Svizzeri chiudono bottega o decidono di non accettare più gli stranieri (come voleva il referendum recente)? E se l'unico posto rimanesse un paese lontano e scomodo?

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    L'ingerenza religiosa in queste questione è una spina nel fianco che va gestita e ridimensionata.

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    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!
  7.     Mi trovi su: Homepage #6048147
    Io sono sempre molto "libertino" in questi argomenti. Il criterio che utilizzo per giudicare le faccende sulle libertà "controverse" è sempre il solito:
    - Se uno o più adulti consenzienti (di comune e unanime accordo), capaci di intendere e di volere fanno un qualcosa che non produce effetti (sia direttamente che indirettamente) sulla sfera giuridica di terzi e non ne lede alcuna libertà, allora non vedo perché debba essere impedito.

    Comunque, realisticamente parlando, anche la politica ha le sue priorità, e questi non sono argomenti che si affrontano seriamente quando c'è molto altro da risolvere, come nel caso dell'Italia...
  8.     Mi trovi su: Homepage #6048823
    Io sarei favorevole. A conti fatti è un diritto del malato. Non è che se una persona ha una di queste malattie carogne DEVE chiedere la morte...Se vuole una mano a morire io troverei difficile negargliela. Chi non vuole morire semplicemente non chiede il suicidio assisitito e continua con quel che resta da vivere.

    Ci sarebbe da affrontare coloro che difendono il diritto della vita a tutti i costi ma (SCRIVO PER OPINIONE PERSONALE....a scanso di equivoci meglio metterlo in maiuscolo) vorrei vedere quanti di loro soffrirebbero attaccandosi ad una vita che, virtualmente, non ha niente di buono da offrire oltre che sofferenza. Difendono il diritto alla vita e negano quello della libertà. Io lotterei per la vita ma non so fino a che punto sono veramente forte e capace di soffrire per nulla (la malattia colpisce sia i credenti nella vita oltreterrena che non). Ad un certo punto immagino che per molti di loro diventi pure frustrante sentirsi negare questo desiderio.

    Ho introdotto alcuni elementi che , a mio parere, sarebbero venuti fuori per forza nella discussione. Spero solo di averlo fatto nel modo più delicato possibile
  9. I love Chiara  
        Mi trovi su: Homepage #6066106
    Varuna NeroIo sarei favorevole. A conti fatti è un diritto del malato. Non è che se una persona ha una di queste malattie carogne DEVE chiedere la morte...Se vuole una mano a morire io troverei difficile negargliela. Chi non vuole morire semplicemente non chiede il suicidio assisitito e continua con quel che resta da vivere.

    Ci sarebbe da affrontare coloro che difendono il diritto della vita a tutti i costi ma (SCRIVO PER OPINIONE PERSONALE....a scanso di equivoci meglio metterlo in maiuscolo) vorrei vedere quanti di loro soffrirebbero attaccandosi ad una vita che, virtualmente, non ha niente di buono da offrire oltre che sofferenza. Difendono il diritto alla vita e negano quello della libertà. Io lotterei per la vita ma non so fino a che punto sono veramente forte e capace di soffrire per nulla (la malattia colpisce sia i credenti nella vita oltreterrena che non). Ad un certo punto immagino che per molti di loro diventi pure frustrante sentirsi negare questo desiderio.

    Ho introdotto alcuni elementi che , a mio parere, sarebbero venuti fuori per forza nella discussione. Spero solo di averlo fatto nel modo più delicato possibile

    Sono d' accordo. Veramente belle parole.

    Purtroppo non è mai facile calarsi nei panni di chi in queste situazioni ci si trova. Ma provando a proiettare sè stessi in quella situazione, di condanna certa (non potenziale, ma certa), forse è giusto che un individuo abbia la possibilità, finchè può esprimerla, di scegliere come morire. E' doloroso per un parente vedere una persona amata spegnersi lentamente, magari fra dolori intollerabili e sfigurato nell' aspetto fisico (spesso scarnificato) e psicologico, svilito dalla malattia, privato della dignità umana dalla malattia. Figuriamoci per chi la vive in prima persona.
    No, se si tratta di una diagnosi di condanna, io sono per la libera scelta. Per me vorrei fosse così. E se dovesse mai capitarmi chiederei che fosse così a chi mi ha in cura. Anche se attraverso metodi illeciti.

    Mi spiace se ho usato toni meno delicati dei tuoi.

  Choosing to Die

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