1.     Mi trovi su: Homepage #6046151
    quella del Brunetta è solo la reazione arrogante di tanti esserini che, essendo abituati ai comizi del Re, dove si può solo appaludire, mostrano chiaramente tutta la loro vera natura di gente che ha mirato solo al potere personale e non vuole sentire critiche o vedere ostacoli sul loro cammino
    E ci sono anche altri esempi, come Quel Gasparri che come un qualsiasi cortigiano dell'Imperatore, derideva la "sfigata giornalista di Rai3" che si permetteva di fare delle domande non pattuite
    o come quello Straguadagno che poche ore dopo il Brunetta ha pensato bene di insultare in un sol colpo TUTTI i Dipendenti Pubblici, dicendo che non avendo un cazzo (sue parole) da fare dalle due in poi, si attaccano ai computer e da lì orchestrano il dissenso verso il Governo; con la differenza, rispetto a Brunetta, che poi si è affannato ad andare in tutte le trasmissioni possibili, per tentare di minimizzare quanto detto, e forse c'è anche riuscito
    .
    E' la loro reazione rabbiosa alle due sberle appena prese e per quanto mi riguarda spero ne abbiano altre simili, perché se uno insulta in un solo colpo tutti i Disoccupati ed i PRecari ed un altro insulta in un colpo solo TUTTI i dipendenti Pubblici, se qualche altro tra loro avrà qualche parolina dolce anche per il resto dei Lavoratori Dipendenti, ci sarà più possibilità che siano in tanti ad accorgersi in che mani hanno affidato il potere, fino ad ora.
  2. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6046187
    Forse non tutti sanno che... Tutti i datori di lavoro che firmano contratti a progetto e che li rinnovano, sono per leggi obbligati dal giudice del lavoro che segue l'eventuale causa a trasformare il contratto in tempo indeterminato e quindi ad assumere. Tutti. Tutti tranne uno. C'è UN datore di lavoro in Italia che può rinnovare i contratti senza poter essere costretto da nessuno giudice ad assumere. Chi sa dire qual è questo datore di lavoro?
  3.     Mi trovi su: Homepage #6046217
    scudettowebForse non tutti sanno che... Tutti i datori di lavoro che firmano contratti a progetto e che li rinnovano, sono per leggi obbligati dal giudice del lavoro che segue l'eventuale causa a trasformare il contratto in tempo indeterminato e quindi ad assumere. Tutti. Tutti tranne uno. C'è UN datore di lavoro in Italia che può rinnovare i contratti senza poter essere costretto da nessuno giudice ad assumere. Chi sa dire qual è questo datore di lavoro?

    La Pubblica Amministrazione (mia sorella da anni bolle nel calderone della PIP, pubblica istruzione precaria)
    .
    MA è anche ovvio che la situazione che sembri voler delineare semplificando la LEgge, NON corrisponde alla Realtà
    perché la cosa che succede più facilmente è che ci sono talmente tante tipologie di lavori temporanei che passare dall'uno all'altro sia l'espediente più usato per reiterare la precarizzazione, anche sfruttando la normale riottosità del dipendente a denunciare il datore di lavoro, per normale paura di perdere il posto.
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  4. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6046292
    commonLa Pubblica Amministrazione (mia sorella da anni bolle nel calderone della PIP, pubblica istruzione precaria)
    .
    MA è anche ovvio che la situazione che sembri voler delineare semplificando la LEgge, NON corrisponde alla Realtà
    perché la cosa che succede più facilmente è che ci sono talmente tante tipologie di lavori temporanei che passare dall'uno all'altro sia l'espediente più usato per reiterare la precarizzazione, anche sfruttando la normale riottosità del dipendente a denunciare il datore di lavoro, per normale paura di perdere il posto.
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    Correctamundo, lo Stato. Il legislatore ha pensato di tutelare il lavoratore dicendo che non è possibile rinnovare un contratto a progetto. Però lo stesso legislatore ha evidentemente pensato che è un vincolo troppo pesante, e quindi lo Stato non se lo deve assumere. Una delle ipocrisie statali secondo le quali i privati sono tenuti a comportamenti sociali che lo Stato non si sogna di tenere.

    Sul discorso di realtà e legge, lo Stato può dare ai cittadini gli strumenti per tutelarsi e per far valere i propri diritti e poi vigilare per applicare la legge. Questo non impedisce ai ladri di rubare, ai truffatori di truffare, agli strupratori di stuprare e ai datori di lavoro disonesti di farla franca. Ma non esiste espediente per rubare, per truffare, per stuprare o per assumere con contratti posticci. La legge è chiara: non puoi rinnovare un contratto a progetto, e la chiusura di un rapporto e immediata apertura di un secondo rapporto non configura una reale interruzione del contratto. Certo, se un'azienda non è nei controlli di routine (noi ne abbiamo ricevuti 3 finora e siamo perfettamente in regola, immagino ci siano tante aziende "sporche" in cui lo Stato non passa) e il lavoratore non denuncia, l'irregolarità persiste.
  5.     Mi trovi su: Homepage #6046353
    scudettowebForse non tutti sanno che... Tutti i datori di lavoro che firmano contratti a progetto e che li rinnovano, sono per leggi obbligati dal giudice del lavoro che segue l'eventuale causa a trasformare il contratto in tempo indeterminato e quindi ad assumere. Tutti. Tutti tranne uno. C'è UN datore di lavoro in Italia che può rinnovare i contratti senza poter essere costretto da nessuno giudice ad assumere. Chi sa dire qual è questo datore di lavoro?

    Tu :D
  6. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6046563
    superpadrepioTu :D

    Nella nostra vita aziendale abbiamo fatto UN contratto a progetto, per un progetto appunto, e non rinnovato. Se segui la legge, i contratti a progetti sono sull'inutile andante. Dovessimo rifarlo oggi eviteremmo, sono solo costi e alla fine sei o costretto a interrompere o ad assumere, che se avevi possibilità e necessità di assumere non facevi un contratto a progetto in primo luogo. O assumi (e noi abbiamo i nostri dipendenti) o lavori con liberi professionisti in modo regolare. Oppure lavori in nero o grigio, come fa il 100% dei nostri concorrenti. Ogni volta che vedo che margini hanno loro mi passa la voglia di essere onesto.
  7. Roma non deve essere capitale  
        Mi trovi su: Homepage #6046632
    scudettowebNella nostra vita aziendale abbiamo fatto UN contratto a progetto, per un progetto appunto, e non rinnovato. Se segui la legge, i contratti a progetti sono sull'inutile andante. Dovessimo rifarlo oggi eviteremmo, sono solo costi e alla fine sei o costretto a interrompere o ad assumere, che se avevi possibilità e necessità di assumere non facevi un contratto a progetto in primo luogo. O assumi (e noi abbiamo i nostri dipendenti) o lavori con liberi professionisti in modo regolare. Oppure lavori in nero o grigio, come fa il 100% dei nostri concorrenti. Ogni volta che vedo che margini hanno loro mi passa la voglia di essere onesto.

    Ti posso garantire che la mia azienda è come la tua: siamo tutti assunti a tempo indeterminato oppure abbiamo i liberi professionisti.
    Ma concordo con te che le persone oneste, i capi onesti, non ce ne sono molti in giro.
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
  8. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6046727
    beppojosefTi posso garantire che la mia azienda è come la tua: siamo tutti assunti a tempo indeterminato oppure abbiamo i liberi professionisti.
    Ma concordo con te che le persone oneste, i capi onesti, non ce ne sono molti in giro.
    Io non so quanti ce ne siano e rifiuto l'assioma imprenditore=ladro, ovviamente. Però noi abbiamo 5-6 importanti concorrenti e tutti, tutti, hanno gente con contratto a tempo determinato usato o caso o gente con partita IVA che lavora come subordinato. E la cosa drammatica, quello che davvero crea il problema della crescita in Italia, è che una parte di questi potrebbe assumere, ma la maggior parte semplicemente non potrebbe. Dire "no al precariato" è facile, trovare una soluzione che eviti un licenziamento di massa dei lavoratori a tempo determinato in caso di obbligo di assunzione a tempo indeterminato è un altro discorso.

    Prima del tempo determinato eravamo al 15% di disoccupazione, oggi siamo all'8% e ci sembra di essere con l'acqua alla gola. Fini dixit: "dovremmo dare a tutti le tutele del tempo indeterminato ma senza divieto di licenziamento". Scioccante? Ancora più scioccante il fatto che probabilmente cambierebbe poco, oggigiorno non è più l'impossibilità di licenziare il limite più grosso per l'assunzione.
  9.     Mi trovi su: Homepage #6046747
    scudettowebNella nostra vita aziendale abbiamo fatto UN contratto a progetto, per un progetto appunto, e non rinnovato. Se segui la legge, i contratti a progetti sono sull'inutile andante. Dovessimo rifarlo oggi eviteremmo, sono solo costi e alla fine sei o costretto a interrompere o ad assumere, che se avevi possibilità e necessità di assumere non facevi un contratto a progetto in primo luogo. O assumi (e noi abbiamo i nostri dipendenti) o lavori con liberi professionisti in modo regolare. Oppure lavori in nero o grigio, come fa il 100% dei nostri concorrenti. Ogni volta che vedo che margini hanno loro mi passa la voglia di essere onesto.





    Prima l'onesta era un modello a cui, volenti o nolenti, ci si adeguava.


    Ora è completamente l'opposto: se sei onesto ti tirano le pietre e ti prendono per il chiubo.





    La rivoluzione deve essere culturale altrimenti non si cambia nulla.
  10. having fun with the blues  
        Mi trovi su: Homepage #6047083
    scudettowebIo non so quanti ce ne siano e rifiuto l'assioma imprenditore=ladro, ovviamente. Però noi abbiamo 5-6 importanti concorrenti e tutti, tutti, hanno gente con contratto a tempo determinato usato o caso o gente con partita IVA che lavora come subordinato. E la cosa drammatica, quello che davvero crea il problema della crescita in Italia, è che una parte di questi potrebbe assumere, ma la maggior parte semplicemente non potrebbe. Dire "no al precariato" è facile, trovare una soluzione che eviti un licenziamento di massa dei lavoratori a tempo determinato in caso di obbligo di assunzione a tempo indeterminato è un altro discorso.

    Prima del tempo determinato eravamo al 15% di disoccupazione, oggi siamo all'8% e ci sembra di essere con l'acqua alla gola. Fini dixit: "dovremmo dare a tutti le tutele del tempo indeterminato ma senza divieto di licenziamento". Scioccante? Ancora più scioccante il fatto che probabilmente cambierebbe poco, oggigiorno non è più l'impossibilità di licenziare il limite più grosso per l'assunzione.
    SE precariato deve essere, perche' questo modello e' piu' sostenibile da parte delle aziende nell'economia attuale (ripeto, SE)...allora il modello americano di "employment at will" (oggi me la becco io la cazziata per i termini anglofoni :asd: ) mi sembra molto piu' onesto..

    tu lavori come dipendente subordinato a tutti gli effetti, ma ti posso cacciare o te ne puoi andare quando vuoi, senza motivo.

    molto meglio dei vari "oggi e' cosi' e ti possiamo offrire questo contratto a progetto, ma tra sei mesi...." e poi passano gli anni..e ne conosco diversi di esempi cosi' anche in aziende molto grosse che mi chiedo come facciano a passare indenni i controlli dopo 4 anni di contratti a progetto semestrali consecutivi a gente che puntualmente si presenta al lavoro e si fa le 8 ore (o piu') come altri dipendenti subordinati..

    EDIT: anzi, lo so, passano indenni perche' non vengono denunciati da chi subisce l'abuso..ma come faccio a condannare amici che hanno bisogno dei soldi di quei contratti e non possono permettersi di "stare fermi" tot mesi in attesa che la causa giunga a una conclusione? per poi rimettersi a cercare lavoro con la nomea di "piantagrane"?
  11.     Mi trovi su: Homepage #6047171
    Premettendo che siamo tutti abbastanza off-topic, perché si dovevano narrare le gesta di alcuni ominidi che hanno l'Italia in mano
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    sul "se precariato deve essere meglio il modello americano del licenziamento ogni volta che gira", capisco il presunto ragionamento, ma è la premessa che continua a dipingere l'ineluttabilità della continua perdita di diritti, che proprio fa roteare gli zebedei alla grande (chiamasi opposizione ideologica, ovvio)
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    permettete che io, in chiara malafede, sia un pò scettico nell'accettare sempre la tesi dei poveri Imprenditori (esclusi i presenti) che sono talmente stressati da dover per forza evadere il fisco, oppure dover assumere solo temporanei, immigrati (più facilmente sfruttabili e sottopagabili) o in alternativa gente da poter licenziare al primo starnuto ?
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    Sentivo ancora la Marcegaglia che premeva per maggiore flessibilità del lavoro e riforma del sistema pensionistico (in parole povere lavorare fino a 70 anni) e leggevo a quali categorie è stato associato il Gettito Fiscale Italiano del 2010; (si parla di capitale, non di individui) con l'86,3% versato da Lavoratori dipendenti e pensionati e col restante 13,7% arrivato da tutti gli altri tipi di contribuenti (cioè tutti i piccoli e grandi imprenditori, Gli Artigiani, i Professionisti, quelli che vivono di rendite da immobili etc etc.).
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    sono sempre pessimista, sulla possibilità di vedere una reazione Forte, da parte del popolino, ma chissà che coninuando a lavorarci su, nonostante l'intorpidimento indotto dai media, non ci si arrivi anche qui.
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    Paradossalmente l'unica cosa decente in questi giorni l'ho sentita dire a Cobolli Gigli, che interrogato sulle 3 aliquote accoppiate all'aumento dell'IVA che Tremonti vorrebbe dare in pasto alla LEga ed al Governo, ha chiaramente detto che sarebbe l'ennesima mossa fatta solo per propaganda che però stavolta riuscirebbe ad essere perfino dannosa, perché a fronte di limitato risparmio per il ritocco dell'Irpef per i redditi minori, deprimerebbe ancora di più i consumi, provocando aumenti sulle merci di largo consumo, anche quelle di primaria importanza.
  12. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6047242
    Sprawl1) SE precariato deve essere, perche' questo modello e' piu' sostenibile da parte delle aziende nell'economia attuale (ripeto, SE)...allora il modello americano di "employment at will" (oggi me la becco io la cazziata per i termini anglofoni :asd: ) mi sembra molto piu' onesto..

    tu lavori come dipendente subordinato a tutti gli effetti, ma ti posso cacciare o te ne puoi andare quando vuoi, senza motivo.


    2) EDIT: anzi, lo so, passano indenni perche' non vengono denunciati da chi subisce l'abuso..ma come faccio a condannare amici che hanno bisogno dei soldi di quei contratti e non possono permettersi di "stare fermi" tot mesi in attesa che la causa giunga a una conclusione? per poi rimettersi a cercare lavoro con la nomea di "piantagrane"?

    1) Insisto, siamo oltre quel punto. A me piacerebbe davvero che chi è interessato all'argomento si mettesse per qualche mese nei panni dell'imprenditore (quello onesto, nei panni del dipendente delinquente o dell'imprenditore ladro è facile mettersi, basta pelo sullo stomaco). Per uno stipendio di 1500 euro lordi ne vanno tirati fuori 3000. Per 14 mensilità. Poi ci sono 4 settimane di ferie e 11 giorni di permessi retribuiti/festività abolite. Poi c'è il TFR. Lo so, il TFR è una porzione dello stipendio, ma è fuori dal quel conteggio lordo, quindi lo calcolo qui. Semplifico molto, ma un datore di lavoro, contratto commercio, paga 15 mensilità (14+TFR) e ne ottiene lavorate circa 10 (mettiamoci una settimana di malattia l'anno). E questa è la base economica di partenza, poi ovviamente ci sono le tutele sugli scioperi, sui congedi di matrimonio, lutti gravi, ecc. ecc. E parliamo di un uomo, una donna ha la maternità che in alcuni casi può arrivare a 2 anni se la gravidanza è a rischio.

    Ora, possiamo anche dire che sarebbe meglio se si potesse licenziare liberamente, e quindi assumere più a cuor leggero. Diciamocelo, ma non crediamoci: ormai costi e vincoli sono a livelli tali che anche poter licenziare non è una grande attrattiva. Ci sono due alternative: tenersi un'occupazione minore ma più tutelata (sicuramente non ai livelli della attuale, in capo a 1-2 anni avremo un numero più corretto di disoccupati e sarà più alto dell'attuale), oppure aumentare l'occupazione ma tutelarla di meno. Per me vanno bene entrambi, l'importante è capire che o l'una o l'altra. In Germania, Paese con più tutele dopo l'Italia, ci sono imprese che rimangono al di fuori della contrattazione collettiva mentre in generale le imprese possono ridurre del 10% i salari e chiedere più ore nei periodi di crisi. Possono impegnarsi a non licenziare a patto di non far muovere i salari: in Italia i salari si muovono a prescindere dal fatto che l'azienda non può licenziare.

    2) Ognuno deve fare secondo coscienza, però serve coerenza. Chi va in piazza a dire "non abbiamo diritti, siamo schiavi" e non denuncia fa solo danni, perché tacitamente accetta un contratto irregolare per poi protestare il fatto che il sistema gli permette di avere un contratto irregolare. Dobbiamo mangiare tutti, ma se io non pagassi le tasse non potrei lamentarmi che sono alte.
  13. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6047251
    commonpermettete che io, in chiara malafede, sia un pò scettico nell'accettare sempre la tesi dei poveri Imprenditori (esclusi i presenti) che sono talmente stressati da dover per forza evadere il fisco, oppure dover assumere solo temporanei, immigrati (più facilmente sfruttabili e sottopagabili) o in alternativa gente da poter licenziare al primo starnuto ?

    Io, come puoi leggere, sono d'accordo con te sul fatto che il licenziamento non è un gran valore ormai. Però occhio che la tesi dell'imprenditore che licenzia appena può non è solida. Assumere significa investire come minimo 5-6 mesi in formazione, che sia formalizzata o che siano 5-6 mesi di lavoro a produzione ridotta per inesperienza, comunque costa. In più ogni mese che il lavoratore sta da te mette in saccoccia esperienza che non ti va di certo di buttare. Chi licenzia, anche il più disonesto dei disonesti, lo fa perché non ha alternative (parliamo di licenziamenti non discriminatori, chi licenzia perché la donna vuole fare un figlio o perché il lavoratore pretende che siano applicati i diritti è escluso da questo ragionamento, ovviamente, ed è al di fuori della legalità).

    Il punto del licenziamento libero deve essere uno solo: maggiore mobilità *in entrata*. Per capirsi... Io ti dico "Abbonati alla mia rivista!", e quando firmi il contratto di abbonamento sei obbligato a comprare almeno 24 numeri. Col cavolo, non sai se fra un anno e mezzo la vuoi ancora leggere. Se invece ti propongo un abbonamento da 6 numeri, è più facile che ti abboni e poi se la rivista che produco è buona continuerai a comprarla. Mobilità in entrata, non in uscita, altrimenti non serve poter licenziare, va da sé. Ma, insisto, secondo me oggi la mobilità in entrata non è allettante se porta con sé solo la possibilità di licenziare. Come mai lo dico? Ormai tutti usano i contratti a progetto che sono tagliabili dall'oggi al domani. E l'occupazione è a livello discreti, certo non ideali. Pensiamo di aumentarla introducendo contratti tagliabili dall'oggi al domani ma con vincoli pesanti? Impossibile.

    O si va avanti così oppure si ripensa l'intero sistema. Le vie di mezzo secondo me servono a poco o nulla, voglio vederlo l'imprenditore che, potendo furfantescamente andare avanti con un contratto a progetto, passa a un contratto tagliabile sempre quando vuole ma con attaccati maternità, malattia, contributi vari, ferie e permessi in quantità, ecc. ecc.

  Ecco un bel video sul destraiolo Renato Brunetta

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