1.     Mi trovi su: Homepage #6117539
    Quando in Italia si parla di sciopero del calcio, o meglio dei calciatori, lo sdegno trasuda da ogni dove. E immediatamente si parla di sciopero dei milionari, dei ricchi privilegiati e così via. Niente come lo sciopero del calcio solleva un sentimento generale di disapprovazione. Che però, secondo me, si riduce spesso a un mix di
    luoghi comuni e di populismo. Se vogliamo essere nazional popolari, dunque, diamo addosso ai calciatori in sciopero e tiriamo loro pomodori,la prossima volta. La maggioranza ne sarà gratificata.
    Ma se invece ci interessa di più ragionare e capire basta puntualizzare alcune cose. E magari non necessariamente, alla fine, giustificare lo sciopero dei calciatori. Ma intanto, almeno, capire.

    1) Lo sciopero del calcio non provoca disagio.
    Cosa c'è di così sconvolgente in uno sciopero del calcio? Quali disagi porta ai cittadini? Direi nessuno. Ci sono molte categorie dello spettacolo che scioperano, spesso può capitare che i cinema o i teatri restino chiusi e non mi sembra che nessuno protesti. Il calcio non è un bene strettamente necessario. Se si fermano i bus, i treni, gli aerei e in genere i trasporti avremo molti disagi certo, ma siamo pronti anche ad accettarli perché le categorie dei lavoratori coinvolte hanno diritto di sciopero. Riconosciuto a tutti, anche ai calciatori dunque. Se
    accettiamo questo, a maggior ragione penso che possa saltare senza alcun problema anche una partita o un'intera giornata di serie A. Altrettanto se scioperano gli infermieri, o gli statali, o i bancari: non avremo
    più problemi se dobbiamo fare file di ore per farsi curare in ospedale oppure se non riusciamo a fare un certificato al comune, o se non possiamo accedere al nostro conto corrente in banca? Lo sciopero del
    calcio dunque non provoca alcun particolare disagio sociale.

    2) Lo sciopero del calcio non è un'anomalia italiana.
    Non è la prima volta che il calcio sciopera in Italia, in questo momento stanno scioperando i calciatori spagnoli, e negli Stati Uniti negli anni gli scioperi negli sport professionistici sono stati frequentissimi. Quindi lasciamo perdere il concetto "solo in Italia può accadere una cosa del genere...".

    3) Lo sciopero del calcio non è uno sciopero.
    Concetto ripetuto molte volte, ma vale la pena ripeterlo. Uno sciopero vero, un'astensione autentica dal lavoro, comporterebbe l'annullamento della giornata di serie A, dando vita così a un campionato di 33 giornate e
    non di 34 come da calendario. Diventerebbe di 32 se le giornate di sciopero raddoppiassero e così via. Uno sciopero vero comporterebbe ovviamente anche la giusta trattenuta della quota parte di stipendio, come avviene per tutti i lavoratori di questo mondo. A questo non siamo ancora arrivati: la giornata viene semplicemente rimandata, si gioca in altra data, e non c'è alcuna soppressione, il numero delle partite della
    serie A rimane tale e quale. A nessuno dunque viene tolto qualcosa. Ai presidenti stessi, agli spettatori, agli abbonati allo stadio e alla tv non viene tolta la partita e ai calciatori non viene toccato lo stipendio. Lo sciopero nel calcio dunque è sostanzialmente una "dimostrazione", il campionato comincerà semplicemente un po' più in là. Certo se cominciassero ad accumularsi le giornate di campionato da recuperare sarebbe un bel problema. Ma non credo ci si arriverà...

    4) Non è uno sciopero per soldi.
    Inutile insistere, non si sciopera per soldi. Come in Spagna, ad esempio, dove 7 club hanno circa 50 milioni di stipendi mai pagati. Si sciopera sul famoso articolo 7 del contratto. Le società vogliono la possibilità di
    allenamenti differenziati, qualora la rosa abbia dei giocatori in esubero. Cosa vuol dire? Che si formerebbe una rosa di giocatori più importanti, e una rosa di giocatori meno importanti, destinati a non giocare mai e per cui l'allenamento sarebbe solo l'anticamera della cessione. I presidenti firmano liberamente i contratti e la loro durata, sono loro stessi a gonfiare le rose. E i giocatori non a torto vedono nell'allenamento differenziato una maniera legale per ammorbidire i giocatori di cui ci si vuol disfare, obbligandoli ad accettare determinate offerte, a spalmare l'ingaggio, a rivedere il contratto e così via. Insomma a levarsi dai piedi. In pratica una specie di reintroduzione mascherata del cosiddetto "vincolo", in vigore negli anni 60, quando erano i club a stabilire dove i giocatori dovevano andare. Senza possibilità per i calciatori di rifiutare.

    5) L'effetto a cascata.
    Un contratto del genere, valido solo per la serie A, ovviamente, sarebbe ricalcato anche nelle serie professionistiche inferiori, dove i giocatori - che in questo caso non si chiamano Gattuso, Totti, Del Piero, Zanetti e così via - hanno un potere contrattuale assai più debole. E dove non si è trattati certo con i guanti bianchi...

    6) Se non si gioca non è solo colpa dei calciatori.
    Questa situazione si trascina da più di un anno. Lo sciopero venne già dichiarato a gennaio, dopo una serie di trattative fallite, si arrivò a un accordo che poi i presidenti si sono nella sostanza rimangiati. Tant'è vero che non lo hanno firmato. I calciatori hanno atteso pazientemente la fine del campionato scorso e oltre un mese fa hanno dichiarato che il campionato non sarebbe ripartito se quell'accordo già trovato con la mediazione della federcalcio non fosse stato firmato. Se dunque domenica non si giocherà è solo colpa dei calciatori o anche dei
    presidenti che a questo punto sono arrivati?

    Ecco, più o meno, questa è la situazione. Si può non essere d'accordo con lo sciopero dei calciatori, ci sono sicuramente categorie in Italia e nel mondo che subiscono molto, ma molto di peggio. Basta non chiamarlo "lo sciopero dei miliardari", semplicemente perché non è così.

    (24 agosto 2011) Fabrizio Bocca www.repubblica.it
  2. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6118247
    1) Il primo sciopero al mondo che non crea disagi. D'altronde sappiamo che in Italia nessuno segue il calcio, quindi che si giochi o meno cosa cambia?
    2) Lo è. Negli USA e in Spagna è uno sciopero vero, cioè saltano le partite e cambiano i compensi. In Italia no. Non mi sembra una anomalia tale da dire "ste cose capitano solo in Italia..." ed è comunque un diritto dei giocatori non accettare gli accordi. Però il giornalismo tendenzioso è veramente una roba brutta.
    3) Perfetto, non è uno sciopero. Da cui il fatto che è diverso dagli altri Paesi citati.
    4) ROTFL. Ci sono due punti in discussione. Uno è il contributo di solidarietà, cioè i soldi. Il secondo sono gli allenamenti separati. Ieri Stendardo, parlando a nome della categoria: "Se ci alleniamo separatamente il nostro valore economico si abbassa" (riassumo dall'intervista TV).
    5) Se fosse vero, starebbe scioperando la B anzitutto, ben prima della A.
    6) Vero, ci sono due parti. Se non trovano un accordo, il problema è di entrambe le parti. Certo, quando una parte guadagna un milione di euro l'anno e l'altra ha perdite costanti anno dopo anno si potrebbe obiettare che chi si porta più soldi in tasca potrebbe fare un passo indietro, ma il diritto a negoziare il contratto migliore per le parti è sacrosanto.
  3.     Mi trovi su: Homepage #6118267
    scudettoweb1) Il primo sciopero al mondo che non crea disagi. D'altronde sappiamo che in Italia nessuno segue il calcio, quindi che si giochi o meno cosa cambia?
    2) Lo è. Negli USA e in Spagna è uno sciopero vero, cioè saltano le partite e cambiano i compensi. In Italia no. Non mi sembra una anomalia tale da dire "ste cose capitano solo in Italia..." ed è comunque un diritto dei giocatori non accettare gli accordi. Però il giornalismo tendenzioso è veramente una roba brutta.
    3) Perfetto, non è uno sciopero. Da cui il fatto che è diverso dagli altri Paesi citati.
    4) ROTFL. Ci sono due punti in discussione. Uno è il contributo di solidarietà, cioè i soldi. Il secondo sono gli allenamenti separati. Ieri Stendardo, parlando a nome della categoria: "Se ci alleniamo separatamente il nostro valore economico si abbassa" (riassumo dall'intervista TV).
    5) Se fosse vero, starebbe scioperando la B anzitutto, ben prima della A.
    6) Vero, ci sono due parti. Se non trovano un accordo, il problema è di entrambe le parti. Certo, quando una parte guadagna un milione di euro l'anno e l'altra ha perdite costanti anno dopo anno si potrebbe obiettare che chi si porta più soldi in tasca potrebbe fare un passo indietro, ma il diritto a negoziare il contratto migliore per le parti è sacrosanto.

    Sommo, quanti casini creerebbe al giochino lo sciopero annunciato per farti diventare così combattivo il solo annuncio ? :D

    A me sinceramente, salvo il dispiacere di ritardare ancora un po' la prima partita su SW, non crea disagio alcuno....Facciano come gli pare :D
  4. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6118426
    Sicuramente è una rottura di scatole, ma la mia critica non è allo "sciopero" quanto all'articolo, che avevo letto prima sul sito, e che è oggettivamente semplicemente tendenzioso. Una volta che abbiamo chiarito che non si tratta di "diritti umani" come aveva paventato Oddo a suo tempo, tutte le categorie hanno diritto a contrattare e a protestare nelle forme previste se non sono soddisfatte.
  5.     Mi trovi su: Homepage #6118556
    scudettowebSicuramente è una rottura di scatole, ma la mia critica non è allo "sciopero" quanto all'articolo, che avevo letto prima sul sito, e che è oggettivamente semplicemente tendenzioso. Una volta che abbiamo chiarito che non si tratta di "diritti umani" come aveva paventato Oddo a suo tempo, tutte le categorie hanno diritto a contrattare e a protestare nelle forme previste se non sono soddisfatte.

    Io non ho manco letto l'articolo...L'ho postato soltanto :asd:

    Penso che sarei l'unico danneggiato dallo sciopero, oltre al Tuo-nostro beneamato Giochino :D ....Causa salute dei miei mi sono fatto l'Agosto a Milano e non in Nepal....E ho fissato la mia partenza per il Nepal Martedì 30, giusto per vedermi almeno una giornata di Campionato qui e Inter-Lecce a San Siro domenica sera :asd:
  6.     Mi trovi su: Homepage #6120493
    L'Aic ha tentato una ultima mossa per non scioperare. forse andrà a segno
    .
    cmq si ha ragione, Legittimo scioperare, ma è la misura che dovrebbe essere tenuta in conto, e da Entrambe le parti in causa
    In pratica un punto cruciale sarebbe quel "Contributo di Solidarietà" che alla fine verrà probabilmente eliminato,
    perché La Patrimoniale è una bestemmia, Tassare i ricchi non è bello (sapendo che di quelli che dichiarano oltre i 150.000, una parte infinitesimale li dichiara perché effettivamente veri, mentre il resto ne dichiara 150.000 perché sono il minimo indispensabile che gli consigliano i commercialisti) e quindi sarà molto più facile aumentare l'iva su quello che compriamo ogni giorno ed andare a bastonare ancora i pensionati, compresi quelli di reversibilità)
    .
    E per evitare la GRana la Federazione ha messo in campo un fondo di 20 milioni di € per pagarlo, il che ha risolto il problema, perché il calciatore è sensibile e gioca male, se paga un'altra tassa (però c'era un contenzioso riguardante la loro forma di contratto, con alcuni che dicevano che le spese straordinarie debbano essere sempre a carico delle società)
    ,
    Poi il nodo cruciale, con l'Aic che vorrebbe scongiurare il ripetersi di episodi Pandev (o altri), con calciatori messi fuori rosa perché si rifiutavano di firmare prolungamenti, di essere ceduti in mete indesiderate o che nsistevano per essere ceduti, e con i presidenti che per non permettere il proliferare di qeusti episodi, li mettevano fuori rosa e soprattutto non li facevano partecipare agli allenamenti
    .
    E su questo punto le posizioni sembrano inconciliabili, con l'Aic che dice chiaramente che vuole evitare futuri casi di Mobbing (perché di quello si tratta) e la Federazione che non vuole cedere di un passo, (in primis Lotito), perché dice che di Mobbing non si può parlare perché quello è già un reato punito dalla LEgge e quindi è inutile stabilire regole che lo vietino.
    .
    Da una parte i calciatori hanno ragione, perché di chiaro Mobbing si sta parlando, ma dall'altra hanno torto, perché quegli atteggiamenti delle Società,spesso sono causati proprio da tanti calciatori che non sanno cosa signifihi "rispettare i contratti"
    .
    Quindi ICS, con la sola personale postilla che quella delle Società in continua perdita non mi ha mai convinto: tutta sta gente che allegramente getta decine di milioni nel calcio, standoci per anni senza tornaconto economico, non mi convince manco per sbaglio
    anche nel calcio c'è tanta economia sotterranea
    .
  7.     Mi trovi su: Homepage #6120579
    La Lega di serie A dice no alla proposta di contratto ponte avanzata dal presidente dell'Assocalciatori Damiano Tommasi, per scongiurare lo sciopero nella prima giornata di campionato. Il presidente Beretta lo sta comunicando a quelllo della Figc, Giancarlo Abete, ed a Tommasi. "Non si capisce perchè - dice all'ANSA Beretta - dovremmo firmare un accordo ponte che ricalca quello ipotizzato all'origine della vertenza da Campana". Tommasi: "La Lega è un anno e mezzo che dice no a prescindere e lo ha fatto pure oggi. Io ho offerto un'apertura in extremis e mi sono beccato anche i rimproveri di qualche calciatore". Quindi lo sciopero ci sarà. La serie A non parte in questo fine settimana. Ora manca solo l'ufficialità, ma non ci sono più dubbi.

    l'amarezza del governo — "Agli occhi degli italiani lo stop della prima giornata rappresenterebbe lo sciopero più anomalo della storia del Paese". Lo sottollinea Rocco Crimi, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo Sport. "È necessario abbandonare i personalismi e alcuni toni oggettivamente inaccettabili", aggiunge Crimi in una nota.

    il tentativo — L'Aic ha compiuto un estremo tentativo per evitare il rinvio della prima giornata del campionato di Serie A. Raccogliendo l'assist di ieri del patron del Napoli De Laurentiis il presidente del sindacato Damiano Tommasi ha proposto alla Lega di firmare un contratto collettivo "ponte" fino a giugno 2012, sulla base del testo già firmato dall'Aic e rigettato dalla Lega: nessuna correzione agli articoli 4 (contributo di solidarieta') e 7 (allenamenti separati). "Ho l'impressione - ha detto Tommasi - che diversamente non basteranno 15 giorni, ma ci vorranno mesi". Subito dopo si sarebbe aperto un tavolo per rimettere in discussione i punti più controversi ed affrontare per la prima volta il tema dei diritti d'immagine dei calciatori, che interessa molte società.

    zamparini — "La proposta di un contratto ponte è buona. Io la giudico positivamente, è valida". Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, commenta così all'Adnkronos l'ipotesi di un accordo 'pontè tra Lega e Assocalciatori (Aic) sul contratto collettivo.



    Secondo me la proposta del "Ponte" era rispettosa dalle Gente e del pubblico, stadi e Sky-Mediaset, pagante.
    Le società si meriterebbero, adesso, lo sciopero dei supporters....Si avrebbe il diritto di chiedere indietro i danè per un servizio non prestato (Io faccio l'abbonamento a Sky o allo stadio per vedere Inter Lecce, e posso il 28 Agosto....Ma mi si imbroglia e ho pagato per il nulla)....
    Il coltello per il manico ce l'ha il pubblico pagante. Sarebbe da fare causa collettiva a Sky e alle Società.
    Ma non si farà e come pecoroni si aspetta la prossima.....


    E, per dirla alla Totò, io pago....
  8. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6120702
    Common, non penso che il nodo sia il contributo. Il nodo è sempre stato il discorso degli allenamenti differenziati. Piaccia o meno, però, vietare un comportamento per evitare gli abusi ha poco senso. La gente guida e provoca incidenti: mettiamo in galera i pirati ma non impediamo a nessuno di guidare per principio. Idem qui: combattiamo il mobbing (il caso Pandev viene citato come cosa da evitare, ma la verità è che ha dimostrato che il sistema tutela chi subisce abusi) ma lasciamo ad allenatori e società libertà di scelta su cui puntare nella propria rosa.
  9. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6120710
    superpadrepio zamparini — "La proposta di un contratto ponte è buona. Io la giudico positivamente, è valida". Maurizio Zamparini, presidente del Palermo, commenta così all'Adnkronos l'ipotesi di un accordo 'pontè tra Lega e Assocalciatori (Aic) sul contratto collettivo.

    Il "contratto ponte" c'è già stato per una intera estate nella quale nulla è cambiato. Perché dovrebbe cambiare l'anno prossimo che tra l'altro porta agli Europei? Anche io voglio vedere le partite e avremmo anche un briciolo di interesse commerciale a veder partire il campionato, però che senso ha rimandare ancora la decisione?
  10.     Mi trovi su: Homepage #6120725
    scudettowebIl "contratto ponte" c'è già stato per una intera estate nella quale nulla è cambiato. Perché dovrebbe cambiare l'anno prossimo che tra l'altro porta agli Europei? Anche io voglio vedere le partite e avremmo anche un briciolo di interesse commerciale a veder partire il campionato, però che senso ha rimandare ancora la decisione?
    Lo strano è che se non molla nessuno, possono andare avanti per 3 mesi senza giocare...E poichè per forza di cose molleranno le Società....Potevano farlo oggi oppure rimandare.
    Rimandare avrebbe consentito di giocare durante le trattative...
    E a me di vedere Inter-Lecce a San Siro, visto che me ne torno in Nepal martedì. :D
  11.     Mi trovi su: Homepage #6120803
    scudettowebCommon, non penso che il nodo sia il contributo. Il nodo è sempre stato il discorso degli allenamenti differenziati. Piaccia o meno, però, vietare un comportamento per evitare gli abusi ha poco senso. La gente guida e provoca incidenti: mettiamo in galera i pirati ma non impediamo a nessuno di guidare per principio. Idem qui: combattiamo il mobbing (il caso Pandev viene citato come cosa da evitare, ma la verità è che ha dimostrato che il sistema tutela chi subisce abusi) ma lasciamo ad allenatori e società libertà di scelta su cui puntare nella propria rosa.
    Ho scritto proprio quello, perché il contenzioso sul Contributo probabilmente verrà disinnescato sia perché forse non ci sarà (ma chissà, è una finanziaria surprise), sia perché La Lega aveva già proposto di istituire un fondo da 20 milioni di € proprio per questo tipo di "spese" straordinarie.
    .
    Sulla impossibilità di Impedire il Mobbing però non sono sicuro, perché in QUESTO CASO, mi SEMBRA che i calciatori abbiano chiesto solo di continuare a potersi allenare col resto della squadra anche quando fuori rosa; l'unica richiesta di cui ho sentito parlare è quella, impuntarsi su una cosa del genere mi pare più un Capriccio vero e proprio delle Società che dei calciatori
    .
    Si sbracano su tutto, sono disposte anche a sborsare milioni e poi, per una stupidaggine del genere, mi mettono in mezzo l'impossibilità degl allenatori ad allenare uno o due uomini in più ... veramente mi pare un capriccio da "padroni"
    -------------------------------
    cmq ora il tempo per fare un altro pò di caciara ci sarà, perché dopo la prima giornata cis arebbe stata la pausa per la nazionale, ergo, se ne parlerà tra tre settimane.
  12. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #6120912
    common Sulla impossibilità di Impedire il Mobbing però non sono sicuro, perché in QUESTO CASO, mi SEMBRA che i calciatori abbiano chiesto solo di continuare a potersi allenare col resto della squadra anche quando fuori rosa; l'unica richiesta di cui ho sentito parlare è quella, impuntarsi su una cosa del genere mi pare più un Capriccio vero e proprio delle Società che dei calciatori

    Il punto è che c'è un motivo economico sotto: le società sono disposte a prendere meno soldi quando vendono un giocatore che si allena (perché comunque si allena), i giocatori non sono disposti a vedere abbassato il loro valore. Che è legittimo, ma andrebbe espresso così invece di parlare di dignità o altro quando se non giochi abbastanza bene da convincere un allenatore il problema non è della società che non ti mette nel gruppo ma tuo.
    Ripeto, se vieni messo fuori gruppo solo per farti accettare proposte che non vuoi accettare, non va bene. Altrimenti va sempre bene. Che poi ora si parla delle società che vogliono smaltire i pesi, e si parla di mobbing, e mi sta bene. Ma vogliamo parlare dei giocatori che dopo 6 mesi di contratto vogliono rinegoziare altrimenti si mettono sul mercato dicendo che vogliono cambiare aria? Non esiste alcuna regola o legge che impedisca a un Balotelli o a un Ibrahimovic di fare le mattane e farsi cedere a un prezzo ridotto alla squadra che vogliono loro. Tra l'altro sarebbe nell'interesse dell'AIC combattere queste cose visto che ne va dell'immagine dei calciatori che per la stragrande maggioranza non pensano neanche a fare queste porcherie.

  SCIOPERO: Chi, come e perché

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