1. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #6225861
    Cos'è la SIAE? Quasi tutti lo sappiamo.
    "Tutela" i diritti d'autore, dalla musica, al cinema, passando per i videogiochi ecc...

    Ma sapete anche quanto ci costa?
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/sprechi-di-stato-il-caso-siae/

    Sapete che la SIAE ha fatto questo?


    Questo: http://www.ladige.it/news/2008_lay_notizia_01.php?id_cat=4&id_news=44969

    e questo...
    Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 367 del 28/04/2010

    PORETTI, PERDUCA - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

    il presidente del Consiglio comunale di Messina, Pippo Previti, in una lettera inviata al Presidente della Repubblica ha denunciato alcune "anomalie" sui diritti Siae per l'esecuzione in pubblico dell'inno
    nazionale. Secondo Previti, è di 1.094,40 euro la somma che ha richiesto la Siae a un ente non profit di Messina per aver suonato l'inno di Mameli. La stessa sorte è toccata alla Federazione pallavolo del Veneto che si è vista recapitare una simile richiesta dalla Siae di Mestre, per aver suonato l'inno prima di una partita. Il tariffario fornito dalla Siae di Messina prevede l'importo massimo di 290 euro se si tratta di un incontro per una partita nazionale, a secondo della capienza dello stadio; se si tratta di una gara di seconda categoria l'importo varia da 40 a 60 euro; per il Palazzetto dello Sport, circa 146 euro; se l'inno di Mameli sarà suonato in un Teatro in forma concertistica, si pagherà il diritto di noleggio che va agli editori del brano;

    la Siae ha smentito solo in parte quanto sostenuto dal signor P., assicurando che "solo 100 euro sono stati incassati l'anno scorso dalla Siae per il noleggio dello spartito dell'inno di Mameli e per conto
    della casa editrice Sonzogno";

    secondo quanto riportato dall'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), che ha interpellato la Siae, quei 100 euro potrebbero essere dovuti anche se quello specifico spartito non è mai stato utilizzato. Ma come nota l'Aduc, il "Canto degli italiani" non è una complessa composizione sinfonica, ma una melodia che chiunque abbia un minimo di conoscenze musicali può arrangiare per il proprio ensemble senza bisogno di noleggiare spartiti;

    considerato che:

    Goffredo Mameli scrisse il testo dell'inno nel 1847, testo che fu messo in musica da Michele Novaro poco tempo dopo. Il "Canto degli italiani", come era chiamato, divenne subito un simbolo dei moti risorgimentali.
    Subito dopo l'Unità d'Italia, Giuseppe Verdi lo scelse al posto della Marcia reale nel suo celebre Inno delle Nazioni. Nel 1946 divenne l'inno nazionale della giovanissima Repubblica italiana;

    gli autori del "Canto degli italiani" sono deceduti da oltre un secolo, e non hanno quindi alcun titolo al diritto d'autore che si estingue dopo 70 anni dalla morte;

    se chiunque esegue qualsivoglia versione dell'inno nazionale deve pagare i diritti di noleggio di uno specifico spartito proprietario mai utilizzato, di fatto si estendono potenzialmente all'infinito i diritti
    Siae sul brano musicale che rappresenta più di ogni altro l'Unità d'Italia e la sua storia repubblicana,

    si chiede di sapere:

    se la Siae e l'editore Sonzogno abbiano effettivamente diritto a riscuotere il "noleggio" dello spartito dell'inno nazionale indipendentemente dal fatto che lo spartito in questione sia o meno utilizzato;

    cosa intenda fare per porre rimedio a comportamenti che ostacolano la riproduzione di un importante simbolo della Repubblica, e fanno della "Canzone degli italiani" la canzone di una casa editrice.

    (4-03081)


    Bene, ora lo sapete. :X
  2. buzz  
        Mi trovi su: Homepage #6225986
    njoeL'ultimo link al senato non funziona, per caso il contenuto è questo?
    http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html

    L'ho letto ieri, sembra talmente assurdo che secondo me i primi a lamentarsi saranno i produttori di film, in fondo è pubblicità che gli viene tolta, no?
    Letto anche io.

    Assurdo davvero.
    /!\ Il VENOM di Nextgame /!\

    [CERCO] Uncharted drake's fortune: http://www.videogame.it/forum/t/378590/cerco-uncharted-ps3.html
  3. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #6226030
    njoe1- L'ultimo link al senato non funziona, per caso il contenuto è questo?
    http://attivissimo.blogspot.com/2011/10/siae-pagare-per-mostrare-le-pubblicita.html

    2- L'ho letto ieri, sembra talmente assurdo che secondo me i primi a lamentarsi saranno i produttori di film, in fondo è pubblicità che gli viene tolta, no?
    1- No, quello di attivissimo era un altro. Hai fatto comunque bene a riportarlo.

    2- Eh, ma la SIAE vuole guadagnare sempre di più, da qualsiasi cosa.
    A me fanno schifo quanto la criminalità organizzata.
  4. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #6226036
    Ecco quello che era contenuto nell'ultimo link del mio primo post:


    Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 367 del 28/04/2010

    PORETTI, PERDUCA - Al Presidente del Consiglio dei ministri - Premesso che, a quanto risulta agli interroganti:

    il presidente del Consiglio comunale di Messina, Pippo Previti, in una lettera inviata al Presidente della Repubblica ha denunciato alcune "anomalie" sui diritti Siae per l'esecuzione in pubblico dell'inno nazionale. Secondo Previti, è di 1.094,40 euro la somma che ha richiesto la Siae a un ente non profit di Messina per aver suonato l'inno di Mameli. La stessa sorte è toccata alla Federazione pallavolo del Veneto che si è vista recapitare una simile richiesta dalla Siae di Mestre, per aver suonato l'inno prima di una partita. Il tariffario fornito dalla Siae di Messina prevede l'importo massimo di 290 euro se si tratta di un incontro per una partita nazionale, a secondo della capienza dello stadio; se si tratta di una gara di seconda categoria l'importo varia da 40 a 60 euro; per il Palazzetto dello Sport, circa 146 euro; se l'inno di Mameli sarà suonato in un Teatro in forma concertistica, si pagherà il diritto di noleggio che va agli editori del brano;

    la Siae ha smentito solo in parte quanto sostenuto dal signor P., assicurando che "solo 100 euro sono stati incassati l'anno scorso dalla Siae per il noleggio dello spartito dell'inno di Mameli e per conto della casa editrice Sonzogno";

    secondo quanto riportato dall'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), che ha interpellato la Siae, quei 100 euro potrebbero essere dovuti anche se quello specifico spartito non è mai stato utilizzato. Ma come nota l'Aduc, il "Canto degli italiani" non è una complessa composizione sinfonica, ma una melodia che chiunque abbia un minimo di conoscenze musicali può arrangiare per il proprio ensemble senza bisogno di noleggiare spartiti;

    considerato che:

    Goffredo Mameli scrisse il testo dell'inno nel 1847, testo che fu messo in musica da Michele Novaro poco tempo dopo. Il "Canto degli italiani", come era chiamato, divenne subito un simbolo dei moti risorgimentali. Subito dopo l'Unità d'Italia, Giuseppe Verdi lo scelse al posto della Marcia reale nel suo celebre Inno delle Nazioni. Nel 1946 divenne l'inno nazionale della giovanissima Repubblica italiana;

    gli autori del "Canto degli italiani" sono deceduti da oltre un secolo, e non hanno quindi alcun titolo al diritto d'autore che si estingue dopo 70 anni dalla morte;

    se chiunque esegue qualsivoglia versione dell'inno nazionale deve pagare i diritti di noleggio di uno specifico spartito proprietario mai utilizzato, di fatto si estendono potenzialmente all'infinito i diritti Siae sul brano musicale che rappresenta più di ogni altro l'Unità d'Italia e la sua storia repubblicana,

    si chiede di sapere:

    se la Siae e l'editore Sonzogno abbiano effettivamente diritto a riscuotere il "noleggio" dello spartito dell'inno nazionale indipendentemente dal fatto che lo spartito in questione sia o meno utilizzato;

    cosa intenda fare per porre rimedio a comportamenti che ostacolano la riproduzione di un importante simbolo della Repubblica, e fanno della "Canzone degli italiani" la canzone di una casa editrice.

    (4-03081)
  5.     Mi trovi su: Homepage #6227060
    Hai postato i link agli articoli di 2-3 anni fa, ma mi sa che ti sia sfuggito questo, di un paio di giorni fa:
    http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/29/news/trailer_web-24101677/

    Riassunto:
    Un sito commerciale, dove per commerciale si intende anche "che contiene pubblicità", dovrebbe pagare 450 euro al trimestre (quindi 1800 euro l'anno) per avere il "diritto" di pubblicare fino a 30 film al mese.
    Sono esclusi i siti non commerciali, ma non i link, quindi se uno pubblica un link ad un sito commerciale che contiene un trailer deve pagare uguale.

    Ho il sospetto che questo causerà non pochi malcontenti.

    Ah, il balzello sarebbe retroattivo:

    "Per evitare il balzello, molti siti hanno rimosso i trailer (come quelli
    del network Delos, Horror.it, Corriere della fantascienza e altri), ma
    secondo la Siae il costo è dovuto lo stesso per la passata
    pubblicazione."

    Sarei curioso di sapere di quanto si va indietro nel tempo.

    G.
    "Wrong" is one of those concepts that depends on witnesses.
  6.     Mi trovi su: Homepage #6227160
    gahn

    Ah, il balzello sarebbe retroattivo:

    "Per evitare il balzello, molti siti hanno rimosso i trailer (come quelli
    del network Delos, Horror.it, Corriere della fantascienza e altri), ma
    secondo la Siae il costo è dovuto lo stesso per la passata
    pubblicazione."

    Sarei curioso di sapere di quanto si va indietro nel tempo.

    G.


    Per la retroattività vale tutto il 2011. Quindi si pagherebbe l'anno completo visto che l'ultimo trimestre comprenderebbe già Ottobre quando è cominciata la rimozione dei contenuti. (casuale che sia stato inviato proprio ora l'avviso, ad anno comcluso?)





    Cheers
    Purify the earth with fire, the planet will become my temple and we will rise. THIS WILL BE OUR PARADISE!!!!

  SIAE: sprechi e follie di ogni tipo...

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