1. Leave Home  
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    I giochi in lista li ho giocati praticamente tutti, ma quelli che ricordo con maggior piacere si riducono al platform di Lupo Alberto, alla serie Nippon Safes, a Screamer (Rally) e - nel mucchio - al mio preferito, ovvero Gekido Advance, che tutt'ora campieggia nella mia collezione.

    Mi vergogno di aver solo assistito da lettore (prima) e spettatore (poi) ai due picchiaduro di Lightshock, in quanto ai tempi dell'uscita non avevo ancora - o più - i relativi hardware di appartenenza.
  2. Smazzato  
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    RALPH MALPHah come non detto, avevo inteso team italiani

    Diciamo che è una considerazione tutto sommato ingiusta verso il team di MotionSports, però di fatto non li ho inseriti semplicemente per motivi di "meriti". :)


    Dall'alto della tua... ehm... "posizione" sai bene che Kinect funziona alla grande quando viene programmata bene.


    Motion Sports la sfrutta "così così".
    --
    Stef
    Ex Redattore apodittico di Nextgame.it ed ex-ex-curatore di Deck & Board
    Rantolii, niuz e boiate videoludiche su Il Paradroide e Outcast.it.
  3. Smazzato  
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    Shin XUn popolo così creativo, stracolmo d'arte nella cultura e nel sangue, è stato costretto ad emigrare per far emergere queste qualità. Se ripenso a molti capolavori di case NON italiane, qualche "manghia spagheti" ce lo trovo sempre :)

    Guarda, proprio buttando un'occhiata all'indietro si rosica ancora di più. Perché all'epoca vedere girare un Pray for Death comparato agli altri picchiaduro sul mercato faceva effettivamente impressione. Se poi si scopriva che effettivamente fu sviluppato da una manciata di ragazzi... beh, non si può fare a meno di parlare di "talento". Lo stesso Fightin Spirits fu creato da QUATTRO ragazzi che vivevano pure ai quattro angoli dell'Italia.

    Peccato che, di fatto, tutto 'sto talento poi sia abbastanza scomparso.


    Poi...aoh, magari ora arriva la carica degli sviluppatori italiani che oggi stanno sviluppando chissà cosa, eh!


    Però...
    --
    Stef
    Ex Redattore apodittico di Nextgame.it ed ex-ex-curatore di Deck & Board
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  4.     Mi trovi su: Homepage #6250425
    è un peccato che i millestone non abbiano più fatto racing arcade.

    il fatto è che al giorno d'oggi se il gioco che sviluppi non è burnout-need for speed-mario kart non puoi sperare di guadagnare con un buon racing arcade :(
    GIURO, non compro più un videogioco fino a.........domani
    Live TAG: AVV Enrico
  5.     Mi trovi su: Homepage #6250432
    Stefano CastelliGuarda, proprio buttando un'occhiata all'indietro si rosica ancora di più. Perché all'epoca vedere girare un Pray for Death comparato agli altri picchiaduro sul mercato faceva effettivamente impressione. Se poi si scopriva che effettivamente fu sviluppato da una manciata di ragazzi... beh, non si può fare a meno di parlare di "talento". Lo stesso Fightin Spirits fu creato da QUATTRO ragazzi che vivevano pure ai quattro angoli dell'Italia.

    Peccato che, di fatto, tutto 'sto talento poi sia abbastanza scomparso.


    Poi...aoh, magari ora arriva la carica degli sviluppatori italiani che oggi stanno sviluppando chissà cosa, eh!


    Però...

    Con l'aumento spropositato dei costi di "creazione" di un gioco da zero (non indie), è evidente che senza qualcuno dietro che creda in un'idea e cacci il grano (tanto) a babbo morto per almeno un triennio sperando poi di guadagnare quando il gioco esce, le cose si fanno molto difficili.


    Se a questo aggiungi altri "problemucci" tipo trovare italiani capace di codare ad alti livelli, capirai che metter su un team decente è un'impresa che richiede un sacco di tempo e di denaro.


    Cla.
    In hoc signo perdes
    La mia collezione di DVD (da aggiornare -.-)
    "È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi."
  6. Smazzato  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6250435
    Seph|rotHCon l'aumento spropositato dei costi di "creazione" di un gioco da zero (non indie), è evidente che senza qualcuno dietro che creda in un'idea e cacci il grano (tanto) a babbo morto per almeno un triennio sperando poi di guadagnare quando il gioco esce, le cose si fanno molto difficili.


    Se a questo aggiungi altri "problemucci" tipo trovare italiani capace di codare ad alti livelli, capirai che metter su un team decente è un'impresa che richiede un sacco di tempo e di denaro.


    E qui siamo d'accordo.


    Poi vedo titoli come The Witcher e qualche dubbietto un pò mi sorge. :(
    --
    Stef
    Ex Redattore apodittico di Nextgame.it ed ex-ex-curatore di Deck & Board
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  7. Smazzato  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6250437
    AVV.è un peccato che i millestone non abbiano più fatto racing arcade.

    Qualcuno potrebbe contraddirti! :D

    il fatto è che al giorno d'oggi se il gioco che sviluppi non è burnout-need for speed-mario kart non puoi sperare di guadagnare con un buon racing arcade



    Esattamente. Guarda i casi di Blur o Split/Second, per dire.
    --
    Stef
    Ex Redattore apodittico di Nextgame.it ed ex-ex-curatore di Deck & Board
    Rantolii, niuz e boiate videoludiche su Il Paradroide e Outcast.it.
  8.     Mi trovi su: Homepage #6250441
    Stefano CastelliE qui siamo d'accordo.


    Poi vedo titoli come The Witcher e qualche dubbietto un pò mi sorge. :(

    Non so come sia nato il team dei polacchi (non ho voglia di googlare), ma non credo si siano autogestiti sviluppando il gioco gratis nella beata speranza di farlo bene e venderlo.


    Anche a me piacerebbe vedere un team italiano che tira fuori robe tipo l'Unreal Engine di Epic, ma non ci sono i mezzi economici e non ci sono, soprattutto, programmatori così tanto bravi (perchè mancano i corsi di studi dedicati, non per altro).


    Il team di The Witcher credo sia la classica eccezione alla regola, in Polonia, esattamente come Milestone lo è per l'Italia.


    Cla.
    In hoc signo perdes
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