1.     Mi trovi su: Homepage #6265703
    Andrea_23La risposta a quest'ultimo tuo dubbio è molto semplice: è una strumentalizzazione necessaria al mercato retail, affinché sopravviva : ). Non è Valve a fissare i prezzi, bensì i singoli publisher. Il fatto che tutti questi siano pressoché allineati testimonia chiaramente come sia in atto una sorta di cartello. E' altrettanto ovvio che tra i maggiori fautori di questa mala-pratica ci siano le grandi catene distributrici.


    Sisi me ne rendo perfettamente conto, certo è che continuare a menarla con la pirateria nel 2012 mi sembra assurdo.
    Sono d'accordo con quanto dichiara Gabe Newell nell'articolo, ma è un concetto che anche un bambino di 6 anni potrebbe tranquillamente esprimere a mio parere, è così ovvio.
    Mi piacerebbe leggere dichiarazioni un attimo più lungimiranti sull'argomento.
  2. Account abbandonato. Fade to black.  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6265709
    Seph|rotHBeh, non è difficile saltare il day one.


    Praticamente su PC lo saltano tutti a parte per i titoli Blizzard/Valve/Bethesda. Ormai quasi nessuno è più disposto a pagare 50 euro un gioco, a meno che non sia prodotto dal trittico succitato.


    Vla.
    No, dai. Per PC in questo forum molta gente compra al day one se il gioco merita. Da Dead Space 2 a Crysis 2, da BF3 a MW3, da Batman a Deus Ex.
    Non bisognerebbe farlo, ma uscendo dal trittico succitato si compra comunque. Compreso il sottoscritto.
    "A te t'ha rovinato il team corse" (C) 2004 AlGaloppo
  3.     Mi trovi su: Homepage #6265715
    Seph|rotHChe voglio dire, non per polemizzare, ma i prezzi secondo me sono un po' altini, considerando la vetustà dei titoli. Robe tipo Icewind Dale a 10 euro nell'anno di grazia 2011 nun se possono vedè.

    Edit: dovessi dire, non sono poi nemmeno così contento che qualcuno continui a lucrare su roba che ormai si dovrebbe trovare a 1 euro nei cestoni o essere addirittura abandonware.

    Cla.
    Beh non dico che i prezzi siano bassi però c'è da considerare che GOG fa un lavoro di patching e repackaging sui giochi in modo che funzionino sui sistemi attuali, tolgiendo tutti i DRM oltretutto e spesso fornendo tweaks grafici o adattamenti ulteriori.
    Oltre a questo il loro supporto è valido e se qualcosa non funge come deve il problema lo risolvono in qualche modo, è molto diverso da uno shop on line come Steam che semplicemente vende e hosta i files. (non che abbia nulla contro Steam).
  4.     Mi trovi su: Homepage #6265728
    Dypa77No, dai. Per PC in questo forum molta gente compra al day one se il gioco merita. Da Dead Space 2 a Crysis 2, da BF3 a MW3, da Batman a Deus Ex.
    Non bisognerebbe farlo, ma uscendo dal trittico succitato si compra comunque. Compreso il sottoscritto.

    Io personalmente compro spesso i titoli vecchi di 1 anno, sarò lento io ma non sto al passo con le uscite nemmeno volendo ...
    In media spendo 10-15 euro a gioco su Steam e 5-10 euro su GOG (Skyrim l'ho pre ordinato però, caso comunque raro), e devo dire che la politica del DL "non nuovo ma valido" , finalmente patchato a dovere e a prezzi decenti, mi ha fatto passare gradualmente dall'avere 90% pirata di inizio anni novanta a 100% originale ormai da circa una decade.
  5. grazie a voi!  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6265735
    +gas+mah io non sono a favore della pirateria, anche se alla mia veneranda età posso dire di aver vissuto molto intensamente il periodo pirata-only della decade 80-90 principalmente su piattaforme Commodore.

    Sto solo dicendo che il discorso pirateria non regge più, non è quello il problema, sono assolutamente tutte scusem il problema risiede nella qualità dell'offerta e nei prezzi dei prodotti stessi.
    In linea generale rimango dell'opinione che un ottimo gioco venda, un pessimo gioco no. (un po sintetico qua si potrebbe discutere parecchio sull'argomento).
    Un ottimo titolo pc può anche non vendere se nessuno lo conosce, non viene recensito e si vende solo tramite un sito di addobbi natalizi islandese, qualcosa per il marketing bisogna spenderlo, siamo d'accordo.

    Ma resta il fatto che se all'oggi per guadagnare vendendo a 50 euro un digital download devi vendere almeno 4 milioni di copie vuol dire che c'è una logica malata nella produzione del prodotto.
    C'è qualcosa che non quadra con le spese, e non è la pirateria a gonfiarle.

    Premettendo che nel mio intervento non mi riferivo in alcun modo a te (il soggetto era astratto), in linea generale sono d'accordo col tuo pensiero. E' solo quel passaggio in particolare a non convincermi; nel quale, dove tu leggi a chiare lettere "torto legittimante", io scorgo a fatica con la lente d'ingrandimento "dammi un dito e ti prendo l'intero braccio".


    Il soggetto che dipingi, insomma, sfrutta pretesti ben meno elaborati di quelli che descrivi per passare... all'azione.
    Ribaltiamo il discorso, per far ulteriore chiarezza: il bucaniere del 2011, il più diffuso, è quello che compra solo quando costretto.


    gioco online
    .....f|0w
    -----------.
    Steam ID|B.net
  6. Account abbandonato. Fade to black.  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6265736
    +gas+Io personalmente compro spesso i titoli vecchi di 1 anno, sarò lento io ma non sto al passo con le uscite nemmeno volendo ...
    In media spendo 10-15 euro a gioco su Steam e 5-10 euro su GOG (Skyrim l'ho pre ordinato però, caso comunque raro), e devo dire che la politica del DL "non nuovo ma valido" , finalmente patchato a dovere e a prezzi decenti, mi ha fatto passare gradualmente dall'avere 90% pirata di inizio anni novanta a 100% originale ormai da circa una decade.
    Personalmente invece ho sempre acquistato originale (direi di no solo nei primi anni 90 ma oltre al fatto che era difficile reperire giochi originali era il trionfo dei giochi pirata pure nella cartoleria sotto casa...) e se il gioco mi interessa sul serio, ho tempo per giocarci e non ho altri motivi per non farlo acquisto al day one. Discorso diverso per le console che possiedo dove 70 carte le ho spese solo pochissime volte e dove se posso acquisto usato-replay-da amici.
    "A te t'ha rovinato il team corse" (C) 2004 AlGaloppo
  7. grazie a voi!  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6265745
    +gas+Sisi me ne rendo perfettamente conto, certo è che continuare a menarla con la pirateria nel 2012 mi sembra assurdo.
    Sono d'accordo con quanto dichiara Gabe Newell nell'articolo, ma è un concetto che anche un bambino di 6 anni potrebbe tranquillamente esprimere a mio parere, è così ovvio.
    Mi piacerebbe leggere dichiarazioni un attimo più lungimiranti sull'argomento.

    Hai centrato il nocciolo della questione : *.
    E' un punto di vista fanciullesco, quello di Gabe.


    Ed è bellissimo proprio per questo: fuori dagli schemi, giocoso e, ci scommetto, vincente. A memoria è il primo commento relativo all'argomento, degno di futura rimembranza : D.
    .....f|0w
    -----------.
    Steam ID|B.net
  8. Vi mando affanculo ma vi voglio bene  
        Mi trovi su: Homepage #6265749
    +gas+mah io non sono a favore della pirateria, anche se alla mia veneranda età posso dire di aver vissuto molto intensamente il periodo pirata-only della decade 80-90 principalmente su piattaforme Commodore.

    Sto solo dicendo che il discorso pirateria non regge più, non è quello il problema, sono assolutamente tutte scusem il problema risiede nella qualità dell'offerta e nei prezzi dei prodotti stessi.
    In linea generale rimango dell'opinione che un ottimo gioco venda, un pessimo gioco no. (un po sintetico qua si potrebbe discutere parecchio sull'argomento).
    Un ottimo titolo pc può anche non vendere se nessuno lo conosce, non viene recensito e si vende solo tramite un sito di addobbi natalizi islandese, qualcosa per il marketing bisogna spenderlo, siamo d'accordo.

    Ma resta il fatto che se all'oggi per guadagnare vendendo a 50 euro un digital download devi vendere almeno 4 milioni di copie vuol dire che c'è una logica malata nella produzione del prodotto.
    C'è qualcosa che non quadra con le spese, e non è la pirateria a gonfiarle.
    Amen!Tutto il discorso ma soprattutto le ultime 3 righe, estendo a qualsiasi genere di produzione. Se un videogioco per andare in attivo deve vendere 4 5 milioni di copie, c'è qualcosa alla base che proprio non va.
  9. Account abbandonato. Fade to black.  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6265753
    Andrea_23Hai centrato il nocciolo della questione : *.
    E' un punto di vista fanciullesco, quello di Gabe.


    Ed è bellissimo proprio per questo: fuori dagli schemi, giocoso e, ci scommetto, vincente. A memoria è il primo commento relativo all'argomento, degno di futura rimembranza : D.
    Ma è interessante proprio per questo: è un concetto semplice, lineare, banale. Per battere il tuo concorrente devi rendere il prodotto che è di tua proprietà appetibile sopra ogni dubbio. Non renderlo impossibile da giocare con DRM, 12 attivazioni, 4 codici nel manuale...
    "A te t'ha rovinato il team corse" (C) 2004 AlGaloppo
  10.     Mi trovi su: Homepage #6265773
    Andrea_23Premettendo che nel mio intervento non mi riferivo in alcun modo a te (il soggetto era astratto), in linea generale sono d'accordo col tuo pensiero. E' solo quel passaggio in particolare a non convincermi; nel quale, dove tu leggi a chiare lettere "torto legittimante", io scorgo a fatica con la lente d'ingrandimento "dammi un dito e ti prendo l'intero braccio".


    Il soggetto che dipingi, insomma, sfrutta pretesti ben meno elaborati di quelli che descrivi per passare... all'azione.
    Ribaltiamo il discorso, per far ulteriore chiarezza: il bucaniere del 2011, il più diffuso, è quello che compra solo quando costretto.


    gioco online
    Mahhh... e dire che allora.
    Trent'anni fa la pirateria è stata il motore dello sviluppo dell'industria elettronica, senza quel canale oggi non avremmo i computers come li conosciamo, e di conseguenza le console e tutti i software, i cellulari, i mega TV e il frigo wi-fi.
    Difficile definire lo scenario, ma lo sviluppo dei pc è stato trainato esclusivamente dal gaming, e il gaming degli anni 80 era pirata in quasi tutto il pianeta.
    Molte case come MIcrosoft e Autodesk hanno raggiunto posizioni di monopolio grazie alla diffusione tramite canali pirata dei loro software, ovviamente operazioni volute checchè se ne dica.
    Molti oggi sputano nel piatto, non in cui hanno mangiato, ma nel piatto che hanno cucinato.

    Oggi il discorso è completamente diverso.
    La pirateria, a parte paesi in cui ancora gli originali non esistono, è semplicemente la scusa principale per mantenere prezzi alti e ottimi guadagni per tutta la piramide distributiva, ovviamente sempre piangendo miseria.
    Come qualcuno ha scritto in questa discussione, il cartello dell'industria videoludica.
    Sbaglierò magari, ma credo che il canale pirata all'oggi venga utilizzato largamente da utenti che non comprerebbero nemmeno se la pirateria non esistesse, e questa fetta di mercato non esiste, è un calcolo di forma.
    Chi invece utilizza canali pirata per ragioni di prezzo o perchè sfiduciato credo sia la minoranza, questa fetta di mercato invece esiste e per averla basta poco in effetti, giochi di qualità e prezzi onesti, ricetta semplice.

    Per chiudere non direi che il pirata del 2011 è quello che compra solo quando costretto, è secondo me quello che compra originale solo quando percepisce un rapporto qualità/prezzo vantaggioso.
    Il che riporta il discorso alla dichiarazione di Gabe Newell in cui il nocciolo è il medesimo e la soluzione semplice, soltanto forse viene affrontato l'argomento in maniera un attimo superficiale.
  11.     Mi trovi su: Homepage #6265782
    La pirateria è soprattutto un problema culturale. Negli anni ottanta acquistavamo videogiochi originali (nel mio caso prima per Spectrum poi per Amiga) in 5 o 6 (iperbole, ma non così distante dal vero, soprattutto per il primo caso). E' vero, bisognava impegnarsi molto per trovare giochi originali, ma volendo ci si riusciva: ebbene, posso testimoniare che nell'ambiante dell'epoca (già ristretto di suo) si era considerati poco meno di squilibrati e spesso, per evitare lunghe disquisizioni morali ed economiche, evitavo del tutto di riferire questa mia stramberia. Oggi, posso 'vantare' una discreta collezione, a differenza di chi metteva in fila cassette con l'etichetta scritta a mano o dischetti impilati. Mai avrei creduto, però, che il mercato si evolvesse fino a ritenere, almeno in ambito console, la norma acquistare giochi originali: non ho mai creduto che alla base ci fosse un problema di prezzi; all'epoca un videogioco lo trovavi più o meno a 29.000 lire, e non trattandosi di bisogni primari era una cifra che, volendo, potevi dedicare tranquillamente a quell'hobby. Semplicemente sembrava, a tutti tranne che a me ed altri due o tre, ridicolo farlo, quando potevi tranquillamente appropriartene: c'è un però grosso quanto una casa. All'epoca, i miei coetanei potranno testimoniarlo, i giochi non potevi ovviamente scaricarteli gratis a casa, non esistendo internet, ma li PAGAVI anche se pirati e non due lire; tranne che ridicole compilation da edicola con i titoli storpiati - che comunque costicchiavano - un gioco (uno) per Spectrum, rigorosamente inciso dal tizio di Vattelapesca che te lo spediva per posta, costava più o meno un terzo del prezzo dell'originale; con quelli dell'Amiga forse (forse) il risparmio era un po' più consistente, ma non troppo. Alla fine, considerata la bulimia tipica del pirata di allora, quest'ultimo mediamente spendeva più di quanto spendessi io, che mi limitavo ad acquistare quel che credevo essere il meglio (ed oggi possiedo ancora i titoli della Beyond per Spectrum, i Cinemaware per Amiga, Infocom, ecc. ecc., originali). Il costo non è mai stato un elemento determinante: se tu reputavi una sciocchezza i videogiochi, buoni per passare il tempo, ti accontentavi dei giochi pirata e mi giudicavi un folle; se pensavi (o pensi) che siano una forma d'arte (popolare) li acquistavi originali, scegliendoli con cura o attendendo l'occasione giusta.
  12.     Mi trovi su: Homepage #6265806
    MorkinLa pirateria è soprattutto un problema culturale. Negli anni ottanta acquistavamo videogiochi originali (nel mio caso prima per Spectrum poi per Amiga) in 5 o 6 (iperbole, ma non così distante dal vero, soprattutto per il primo caso). E' vero, bisognava impegnarsi molto per trovare giochi originali, ma volendo ci si riusciva: ebbene, posso testimoniare che nell'ambiante dell'epoca (già ristretto di suo) si era considerati poco meno di squilibrati e spesso, per evitare lunghe disquisizioni morali ed economiche, evitavo del tutto di riferire questa mia stramberia. Oggi, posso 'vantare' una discreta collezione, a differenza di chi metteva in fila cassette con l'etichetta scritta a mano o dischetti impilati. Mai avrei creduto, però, che il mercato si evolvesse fino a ritenere, almeno in ambito console, la norma acquistare giochi originali: non ho mai creduto che alla base ci fosse un problema di prezzi; all'epoca un videogioco lo trovavi più o meno a 29.000 lire, e non trattandosi di bisogni primari era una cifra che, volendo, potevi dedicare tranquillamente a quell'hobby. Semplicemente sembrava, a tutti tranne che a me ed altri due o tre, ridicolo farlo, quando potevi tranquillamente appropriartene: c'è un però grosso quanto una casa. All'epoca, i miei coetanei potranno testimoniarlo, i giochi non potevi ovviamente scaricarteli gratis a casa, non esistendo internet, ma li PAGAVI anche se pirati e non due lire; tranne che ridicole compilation da edicola con i titoli storpiati - che comunque costicchiavano - un gioco (uno) per Spectrum, rigorosamente inciso dal tizio di Vattelapesca che te lo spediva per posta, costava più o meno un terzo del prezzo dell'originale; con quelli dell'Amiga forse (forse) il risparmio era un po' più consistente, ma non troppo. Alla fine, considerata la bulimia tipica del pirata di allora, quest'ultimo mediamente spendeva più di quanto spendessi io, che mi limitavo ad acquistare quel che credevo essere il meglio (ed oggi possiedo ancora i titoli della Beyond per Spectrum, i Cinemaware per Amiga, Infocom, ecc. ecc., originali). Il costo non è mai stato un elemento determinante: se tu reputavi una sciocchezza i videogiochi, buoni per passare il tempo, ti accontentavi dei giochi pirata e mi giudicavi un folle; se pensavi (o pensi) che siano una forma d'arte (popolare) li acquistavi originali, scegliendoli con cura o attendendo l'occasione giusta.

    Mah sono d'accordo con quanto esposto, però io ho vissuto la cosa in maniera un po' differente, o tu eri più sveglio oppure io sono più giovane, vediamo;)

    Storia di un piratozzo qualunque:

    Quando sono passato da console a computer avevo 10 anni e possedevo un nuovo e fiammante C-16, era il 1984, ero già pesantemente impallinato coi videogames, ho ancora l'intellevision e alcune altre console meno note dell'epoca.
    Ricordo bene quando in sala giochi è arrivato pac-man, già all'epoca c'era un certo hype introno all'evento...
    Si io ero piccolo ma frequentavo "bambini" più grandi... comunque questa passione era assai poco diffusa all'epoca fra i miei coetanei ma presto avrebbe contagiato molti.

    L'epoca C-64 / Spectrum io l'ho vissuta negli anni '85 / '86 credo, onestamente pensavo che i giochi in edicola e nei negozi fossero tutti originali, e che i giochi in "BOX" fossero più costosi semplicemente per via del packaging.
    Non sono mai stato un feticista del packaging fra l'altro, io fra i pochissimi titoli originali dell'epoca che possiedo ho Elite, ma la scatola l'avevo buttata (Sigh!).
    Possiedo però ancora qualche chicca fra cui ricordo "frankie goes to hollywood", gran gioco, "impossible mission" e "spy vs. spy2".
    Indubbiamente problema di ignoranza, d'altra parte difficile pensare che un bambino fra i 10 e 13 anni scopra in autonomia che tutti i negozianti di una città vendano comunemente materiale contraffatto.

    Fra l'altro rammento ad un certo punto l'esistenza di giochi boxati ma non originali, in sostanza il falso fatto meglio, questi ultimi costavano tanto quanto i veri originali e comunque si trovavano in pochi negozi.
    All'epoca nei negozi della mia zona mediamente erano presenti 2-3 titoli "boxati", originali generalmente in vetrina per secoli, e tutto il resto era fuffa pirata, che comunque vendevano a caro prezzo, per me bambino non era affatto un discorso economico (anche perchè non pagavo io ovviamente), era semplicemente che mi facevo comprare quello che c'era nei negozi.
    Per altro io compravo più spesso in edicola, costava meno e c'erano più giochi, ricordo il mitico "Special programs" in particolare.

    Parlando della mia esperienza personale, sono passato poi ad Amiga nell'87 e anche qui per molti anni la situazione era la medesima, tutti i negozi di computer della mia zona vendevano tranquillamente giochi pirata e nessuno, ma dico nessuno presentava titoli originali, almeno fino ai primi anni 90.
    Un gioco, inizialmente un singolo floppy disc per Amiga costava in media 10.000 lire, quindi erano costi alti in ogni caso.
    A quell'epoca ripeto non c'era nessuna volontà di comprare i titoli pirata, per me esistevano solo quelli in sostanza, infatti era come dici bene un problema culturale di base ma anche legislativo evidentemente.

    Leggendo i vari ZZap e TGM (ZZap ho iniziato a leggerlo ormai quando avevo già l'Amiga, TGM credo dal n.4 con Bombuzal in copertina.. che ricordi caz) ,beh dicevo... ho cominciato a capire la situazione e vedere che incredibilmente non esisteva una legislazione che riguardasse i videogames, e che (quasi) tutti i giochi venduti nei negozi erano in effetti contraffatti, non direi copie illegali, perchè non credo proprio che legalmente fossero regolamentati, la cosa onestamente mi aveva stupito all'epoca.

    L'epoca '87 / '95 è stato per me perido Amiga, inizialmente mi facevo regalare dai miei qualche gioco ovviamente pirata comprato in negozio, in seguito tramite negozi di computer e alcune BBS sono arrivato a spendere 10.000 lire al mese per avere tutti i titoli che passavano sul mercato italiano (fra i 70 e i 120 dischi al mese in media), arrivavano dalla Germania che io sappia, un tizio me li passava, li tenevo 2-3 giorni poi riconsegnavo il pacco, inizialmente mi copiavo tutto e giocavo tutto (sembra assurdo ma è così), poi col tempo sono arrivato a scremare parecchio e mi copiavo solo quello che mi interessava.
    Ho visto credo circa 5/6 mila titoli amiga, probabilmente tutto, anche titoli mai usciti ufficialmente, demo, software di vario tipo, cad, grafici, musicali ecc.

    In quell'epoca progressivamente mi sono reso conto che tutta sta fuffa era eticamente scorretta nei confronti di chi i games li creava, in ogni caso era la stessa che trovavo nei negozi di videogames, con l'unica differenza che io spendevo in sostanza solo per i supporti vergine.
    Capisco che come giustificazione possa sembrare fiacca, e onestamente gradirei davvero oggi avere i titoli originali Cinemaware, ma veramente all'epoca sembrava assurdo diventare matti per cercare un titolo originale fra l'altro introvabile, a 25.000 lire, quando sotto casa il negozio vendeva solo copie, e io addirittura li avevo (quasi) gratis.

    Finito il perido Amiga ho smesso di giocare, avevo circa 18 anni e avevo altre cose da fare evidentemente.
    Sono passato svogliatamente a Windows per questioni di compatibilità non certamente di qualità, solo In seguito sono tornato più attivo come gamer, una specie di involuzione se vogliamo.
    Nel frattempo la situazione del mercato videoludico era cambiata sensibilmente, soprattutto per una questione di distribuzione e reperibilità dell'originale direi, oltre al fatto che sempre più spesso uscivano edizioni budeget di giochi non nuovi ma a basso prezzo.
    Direi che il grande salto comunque è stato effettuato a livello legislativo, perchè è stato fondamentale il passaggio da negozi di computer pieni di fuffa pirata a negozi di computer senza fuffa pirata.
    Sembrerà una stupidata ma se all'oggi ancora i negozi proponessero software pirata, una mamma che va a comprare il gioco al figlio non sarebbe in grado, almeno in molti casi, di capire che sta comprando qualcosa di contraffatto.

    Ora tornando a noi, sono paladino e fiero sostenitore del gaming originale da una decina d'anni, diciamo epoca PC per me, seppur ancora slegato dal feticcio della scatola, infatti compro solo tramite DD (ho in tutto una ventina di titoli originali pre digital delivery).
    Sembrerà assurdo ma è così, se oggi avessi 10 anni non saprei ovviamente collocarmi con precisione però mi pare che la situazione attuale sia molto più chiara di un tempo.

    Tutta questa storia per dire che, a mio avviso, il cursus di chi ha vissuto da bambino la storia del videogame anni 80/90 prevede necessariamente la contingenza con la pirateria, a parte qualche raro caso come quello descritto da te.
    La situazione dell'epoca non può essere paragonata alla situazione attuale, in cui i giochi originali sono facilmente reperibili, anche titoli non nuovi e a prezzi interessanti e il concetto di pirateria stesso è molto più chiaro e discusso che non all'epoca.
    Come già ho espresso in altri posts, trovo assurdo che all'oggi le major continuino a battere il chiodo della pirateria come problema principale per giustificare politiche di prezzi dei giochi PC, quando ormai credo che il periodo della pirateria software almeno nei paesi occidentali sia sostanzialmente storia.
  13.     Mi trovi su: Homepage #6265811
    +gas+Mah sono d'accordo con quanto esposto, però io ho vissuto la cosa in maniera un po' differente, o tu eri più sveglio oppure io sono più giovane, vediamo;)

    Storia di un piratozzo qualunque:

    Quando sono passato da console a computer avevo 10 anni e possedevo un nuovo e fiammante C-16, era il 1984, ero già pesantemente impallinato coi videogames, ho ancora l'intellevision e alcune altre console meno note dell'epoca.
    Ricordo bene quando in sala giochi è arrivato pac-man, già all'epoca c'era un certo hype introno all'evento...
    Si io ero piccolo ma frequentavo "bambini" più grandi... comunque questa passione era assai poco diffusa all'epoca fra i miei coetanei ma presto avrebbe contagiato molti.

    L'epoca C-64 / Spectrum io l'ho vissuta negli anni '85 / '86 credo, onestamente pensavo che i giochi in edicola e nei negozi fossero tutti originali, e che i giochi in "BOX" fossero più costosi semplicemente per via del packaging.
    Non sono mai stato un feticista del packaging fra l'altro, io fra i pochissimi titoli originali dell'epoca che possiedo ho Elite, ma la scatola l'avevo buttata (Sigh!).
    Possiedo però ancora qualche chicca fra cui ricordo "frankie goes to hollywood", gran gioco, "impossible mission" e "spy vs. spy2".
    Indubbiamente problema di ignoranza, d'altra parte difficile pensare che un bambino fra i 10 e 13 anni scopra in autonomia che tutti i negozianti di una città vendano comunemente materiale contraffatto.

    Fra l'altro rammento ad un certo punto l'esistenza di giochi boxati ma non originali, in sostanza il falso fatto meglio, questi ultimi costavano tanto quanto i veri originali e comunque si trovavano in pochi negozi.
    All'epoca nei negozi della mia zona mediamente erano presenti 2-3 titoli "boxati", originali generalmente in vetrina per secoli, e tutto il resto era fuffa pirata, che comunque vendevano a caro prezzo, per me bambino non era affatto un discorso economico (anche perchè non pagavo io ovviamente), era semplicemente che mi facevo comprare quello che c'era nei negozi.
    Per altro io compravo più spesso in edicola, costava meno e c'erano più giochi, ricordo il mitico "Special programs" in particolare.

    Parlando della mia esperienza personale, sono passato poi ad Amiga nell'87 e anche qui per molti anni la situazione era la medesima, tutti i negozi di computer della mia zona vendevano tranquillamente giochi pirata e nessuno, ma dico nessuno presentava titoli originali, almeno fino ai primi anni 90.
    Un gioco, inizialmente un singolo floppy disc per Amiga costava in media 10.000 lire, quindi erano costi alti in ogni caso.
    A quell'epoca ripeto non c'era nessuna volontà di comprare i titoli pirata, per me esistevano solo quelli in sostanza, infatti era come dici bene un problema culturale di base ma anche legislativo evidentemente.

    Leggendo i vari ZZap e TGM (ZZap ho iniziato a leggerlo ormai quando avevo già l'Amiga, TGM credo dal n.4 con Bombuzal in copertina.. che ricordi caz) ,beh dicevo... ho cominciato a capire la situazione e vedere che incredibilmente non esisteva una legislazione che riguardasse i videogames, e che (quasi) tutti i giochi venduti nei negozi erano in effetti contraffatti, non direi copie illegali, perchè non credo proprio che legalmente fossero regolamentati, la cosa onestamente mi aveva stupito all'epoca.

    L'epoca '87 / '95 è stato per me perido Amiga, inizialmente mi facevo regalare dai miei qualche gioco ovviamente pirata comprato in negozio, in seguito tramite negozi di computer e alcune BBS sono arrivato a spendere 10.000 lire al mese per avere tutti i titoli che passavano sul mercato italiano (fra i 70 e i 120 dischi al mese in media), arrivavano dalla Germania che io sappia, un tizio me li passava, li tenevo 2-3 giorni poi riconsegnavo il pacco, inizialmente mi copiavo tutto e giocavo tutto (sembra assurdo ma è così), poi col tempo sono arrivato a scremare parecchio e mi copiavo solo quello che mi interessava.
    Ho visto credo circa 5/6 mila titoli amiga, probabilmente tutto, anche titoli mai usciti ufficialmente, demo, software di vario tipo, cad, grafici, musicali ecc.

    In quell'epoca progressivamente mi sono reso conto che tutta sta fuffa era eticamente scorretta nei confronti di chi i games li creava, in ogni caso era la stessa che trovavo nei negozi di videogames, con l'unica differenza che io spendevo in sostanza solo per i supporti vergine.
    Capisco che come giustificazione possa sembrare fiacca, e onestamente gradirei davvero oggi avere i titoli originali Cinemaware, ma veramente all'epoca sembrava assurdo diventare matti per cercare un titolo originale fra l'altro introvabile, a 25.000 lire, quando sotto casa il negozio vendeva solo copie, e io addirittura li avevo (quasi) gratis.

    Finito il perido Amiga ho smesso di giocare, avevo circa 18 anni e avevo altre cose da fare evidentemente.
    Sono passato svogliatamente a Windows per questioni di compatibilità non certamente di qualità, solo In seguito sono tornato più attivo come gamer, una specie di involuzione se vogliamo.
    Nel frattempo la situazione del mercato videoludico era cambiata sensibilmente, soprattutto per una questione di distribuzione e reperibilità dell'originale direi, oltre al fatto che sempre più spesso uscivano edizioni budeget di giochi non nuovi ma a basso prezzo.
    Direi che il grande salto comunque è stato effettuato a livello legislativo, perchè è stato fondamentale il passaggio da negozi di computer pieni di fuffa pirata a negozi di computer senza fuffa pirata.
    Sembrerà una stupidata ma se all'oggi ancora i negozi proponessero software pirata, una mamma che va a comprare il gioco al figlio non sarebbe in grado, almeno in molti casi, di capire che sta comprando qualcosa di contraffatto.

    Ora tornando a noi, sono paladino e fiero sostenitore del gaming originale da una decina d'anni, diciamo epoca PC per me, seppur ancora slegato dal feticcio della scatola, infatti compro solo tramite DD (ho in tutto una ventina di titoli originali pre digital delivery).
    Sembrerà assurdo ma è così, se oggi avessi 10 anni non saprei ovviamente collocarmi con precisione però mi pare che la situazione attuale sia molto più chiara di un tempo.

    Tutta questa storia per dire che, a mio avviso, il cursus di chi ha vissuto da bambino la storia del videogame anni 80/90 prevede necessariamente la contingenza con la pirateria, a parte qualche raro caso come quello descritto da te.
    La situazione dell'epoca non può essere paragonata alla situazione attuale, in cui i giochi originali sono facilmente reperibili, anche titoli non nuovi e a prezzi interessanti e il concetto di pirateria stesso è molto più chiaro e discusso che non all'epoca.
    Come già ho espresso in altri posts, trovo assurdo che all'oggi le major continuino a battere il chiodo della pirateria come problema principale per giustificare politiche di prezzi dei giochi PC, quando ormai credo che il periodo della pirateria software almeno nei paesi occidentali sia sostanzialmente storia.

    Sono perfettamente d'accordo su tutto quello che hai ricordato e scritto; io, semplicemente, ho sicuramente più anni di te, e quindi le differenze derivano soprattutto da questo (sono nato nel 1968). E' verissimo, e oggi può sembrare ridicolo, che i negozi vendevano con copertine fatte in casa (generalmente una sorta di copertina standard con lo spazio bianco per il titolo) giochi pirata a prezzo pieno, come se fossero originali. Nel 1985 feci il mio primo viaggio a Londra, e fu una specie di pellegrinaggio nel futuro (dei videogames). I giochi originali, per quel che ricordo, li compravo essenzialmente per posta, attraverso la pubblicità dei giornali italiani e inglesi (da Videogames a Kappa, da Sinclair User a CVG): anche in Italia era possibile farlo (ricordo la Lago e Pergioco, sempre aggiornati e puntuali, affidabilissimi). Il mercato pirata lo frequentavo quasi fosse un modo di avere le demo e per poter scegliere a colpo sicuro: non sopportavo la possibilità, piuttosto frequente, di bloccarmi un qualche punto del gioco e, lo ammetto, ero - e sono - un feticista collezionista del packaging; cosa che, però, non mi impedisce di usare anche il DD oggi: con l'aggravante che quando un gioco mi piace veramente, cerco di recuperare anche la versione scatolata (eventualmente anche usata); l'ho fatto, ad esempio, con The pitcher, Mafia II, ecc. Steam è un servizio eccellente, ed il mio ideale è il gioco boxer che ti dà diritto anche alla versione digitale (come avviene ormai per regola su Origin con la Electronic Arts).

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