1. Scudetto-Mod  
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    Aids: in Italia un contagio ogni tre ore
    La giornata mondiale contro la malattia si svolgera' oggi

    Giornata mondiale dell'Aids a Bangalore Giornata mondiale dell'Aids a Bangalore

    ROMA, 30 NOV - In Italia ogni tre ore c'e' un nuovo contagio con il virus dell'Hiv, 3 mila i nuovi casi ogni anno, ma la prevenzione arranca e ci si sottopone in ritardo al test. E non mancano le discriminazioni sul lavoro che vengono segnalate alla commissione nazionale Aids tanto che da quest'ultima sta per arrivare ad una nota da inviare alle associazioni che rappresentano le categorie professionali in modo da richiamarle contro queste violazioni di legge.

    Il vicepresidente della Commissioni Nazionale Aids, Mauro Moroni, in occasione della conferenza stampa al ministero della Salute per la presentazione dei nuovi dati sull'infezione in vista della celebrazione della giornata mondiale contro l'Aids del primo dicembre, ha spiegato che si tratta di un problema sommerso. ''Ci sono stati veri e propri bandi che prevedono l'esecuzione dei test ed esami di laboratorio fatti abusivamente - ha spiegato - la commissione sta lavorando per arrivare ad una nota interministeriale da inviare alle associazioni che rappresentano le categorie professionali in modo da richiamarle contro queste violazioni di legge''.

    Difficile quantificarle in quanto le vittime spesso non denunciano il fatto che pero' arriva agli organismi istituzionali attraverso le segnalazioni delle associazioni. Nel 2010 la maggioranza delle nuove infezioni è attribuibile a contatti sessuali non protetti, che costituiscono l'80,7% di tutte le segnalazioni. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2010 hanno un'età mediana di 39 anni, per i maschi e di 35 anni per le femmine.

    Oltre un terzo delle persone con una nuova diagnosi di HIV viene diagnosticato in fase avanzata di malattia, proprio perche' non ha fatto il test per verificare la sieropositivita', e presenta una rilevante compromissione del sistema immunitario. Queste persone che scoprono di essere HIV positive in ritardo hanno mediamente più di 40 anni di età, hanno contratto l'infezione prevalentemente attraverso contatti eterosessuali, e sono più spesso stranieri. Il ministero della salute, con una campagna organizzata nei pochi giorni a disposizione dalla composizione del nuovo governo, ha dedicato il messaggio di quest'anno proprio alla diagnosi: ''non abbassare la guardia, fai il test''.

    Un messaggio che non poteva sollevare qualche polemica fra le associazioni come la Lila e come il Network delle Persone Sieropositive, sulla necessita' invece di puntare su una comunicazione che punta a prevenire anche il contagio, indicando il condom come strumento utile.

    Intanto la ricerca va avanti: sono già cominciati gli arruolamenti per i 50 volontari che si sottoporranno alla sperimentazione di un vaccino preventivo composto dal vaccino Tat e da Envelod, ha annunciato la direttrice del centro nazionale Aids dell'Istituto superiore di Sanità, Barbara Ensoli. La sperimentazione avverrà utilizzando le proteine ricombinanti di Hiv-1Tat biologicamente attiva, ed Env v2 Deleta, in volontari sani, adulti, non infettati dal virus Hiv. I centri coinvolti saranno il policlinico di Modena, l'Ifo-San Gallicano di Roma e il vecchio ospedale San Gerardo di Monza. Ensoli ha anche fatto sapere che prosegue "molto bene" la sperimentazione del vaccino terapeutico Tap, per il quale si sta completando la fase due.

    Fonte: http://ansa.it/


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    SITI PER SOSTENERE E APPROFONDIRE LA RICERCA
    Ministero della Salute
    Lega Italia per la Lotta contro l'Aids
    Anlaids: Associazione Nazionale per la Lotta contro l'Aids
    Poloinformativo HIV
    Altre informazioni
  2. Scudetto-Mod  
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    4 donne su 10 scoprono tardi infezione da Hiv
    Piu' vulnerabili rispetto al virus, sottorappresentate in studi


    ROMA - Quasi il 40% delle donne Hiv positive scopre tardi di essere stato colpito dal virus, spesso quando l'Aids e' gia' in fase conclamata. E' quanto emerge da un incontro sul fenomeno dei cosiddetti 'late presenter', coloro che giungono tardivamente alla diagnosi, tenutosi al Senato, alla vigilia dell'1 dicembre, Giornata Mondiale dell'Aids.

    ''Il 70% delle donne viene infettato da un partner stabile, mentre il 76% dei maschi contrae il virus durante un rapporto occasionale - sottolinea Antonella d'Arminio Monforte, direttore della clinica di malattie infettive del San Paolo di Milano - . E' quindi l'uomo che normalmente 'porta' la malattia all'interno della coppia. Inoltre, le donne sono piu' vulnerabili di fronte al virus: la loro mucosa genitale e' piu' permeabile all'Hiv rispetto a quella maschile e gli ormoni femminili, in certe fasi del ciclo, possono favorire l'infezione''.

    Nel mondo sono quasi 16 milioni le donne affette da Hiv e in Europa il 35% delle nuove diagnosi riguarda la popolazione femminile. In Italia su 4.000 nuovi casi all'anno, 12 ogni giorno, almeno un terzo riguarda le donne e nonostante questi dati, le donne sono sottorappresentate negli studi clinici.


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    New York dedichera' un memoriale alle vittime
    NEW YORK - New York dedichera' un memoriale alle vittime dell'Aids: L'annuncio e' stato fatto, non a caso, in concomitanza della Giornata Mondiale dell'Aids, che si celebrera' il primo dicembre.

    Il monumento sara' realizzato in base al progetto scelto tra tutti i partecipanti ad un bando di gara, che si concludera' a fine gennaio 2012, mentre la commissione giudicante sara' presieduta da Michael Arad, autore del memoriale dell'11 settembre, eretto a Ground Zero.

    Il memoriale alle vittime dell'aids sorgera' invece nel West Village, nell'area dove si trovava il vecchio ospedale di Saint Vincent, diventato tra le altre cose famoso per essere stato il primo punto di accoglienza delle vittime dell'attacco alle Torri Gemelle.

    La superficie destinata al Memorial si estende per oltre un kmq e si trova sulla Settima Strada, tra Greenwich Avenue e la 12ma. "Io e gli altri membri della giuria - ha detto Arad - non vediamo l'ora di visionare le idee che daranno vita ad uno spazio che sara' sia un parco pubblico, sia un luogo dove riflettere su un male che in oltre trent'anni ha ucciso milioni di persone".

    Nella sola New York, l'Aids ha fatto piu' di 100mila vittime. Il vincitore della gara sara' annunciato il primo febbraio 2012 mentre il memoriale sara' inaugurato il primo dicembre 2014, durante la Giornata Mondiale dell'Aids.



    Fonte: http://ansa.it
  3. Scudetto-Mod  
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    Garaci: promettenti risultati per vaccini e cure
    Impegno da Iss contro virus


    ROMA - Sono ''promettenti'' i primi risultati degli studi in corso sui vaccini contro l'Hiv condotti dall'Istituto Superiore di Sanita': due vaccini con l'utilizzo della proteina Tat (messa a punto da Barbara Ensoli) di cui uno terapeutico e uno preventivo.

    Cosi' come ''ambiziose speranze'' riguardano una nuova linea di terapia per eradicare completamente il virus dall'organismo utilizzando un farmaco che contiene oro (Auranofin e' il nome della sostanza) che dovrebbe stanare il virus nei suoi reservouir, le aree dell'organismo che sono al riparo da farmaci e anticorpi. A ricordarlo e' stato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanita', Enrico Garaci, che in occasione della giornata mondiale contro l'Aids ha confermato lo sforzo dell'organismo scientifico.


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    Aiuti: entro 4-5 anni mai piu' neonati sieropositivi

    ROMA -''Nel giro di 4 o 5 anni nessun bambino con infezione hiv dovra' piu' nascere nel mondo''. L' obiettivo e' ''possibile'' assicura Ferdinando Aiuti, in occasione dell'incontro alla Camera dei Deputati organizzato per la XXIV giornata mondiale per la lotta contro l'Aids.

    ''Gia' oggi in Italia non nascono piu' bambini affetti dal virus Hiv'' ha spiegato Aiuti ricordando quindi che la trasmissione verticale del virus tra madre e figlio e' una piaga ormai scomparsa solo nei paesi ricchi. Il professore, decano nella lotta contro l'Aids, ha inoltre osservato che ''altri risultati a breve saranno ottenuti'' anche se per la lotta alla malattia c'e' ancora molto da fare nei paesi in via di sviluppo. In Africa, ha ricordato, ci sono 6 milioni di persone che possono usufruire delle cure anche se ci sono almeno altri 12 milioni di persone che andrebbero trattate con i farmaci necessari a combattere la malattia.



    Fonte: http://ansa.it/

  1° Dicembre: giornata mondiale della Lotta all'AIDS

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