1. Roma non deve essere capitale  
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    Non è mai bello unire due concetti come la droga e lo sport nello stesso discorso, eppure ci capita sempre più spesso. In primis con il doping, un cancro vero e proprio che non è ridotto solamente alle discipline cui viene sempre e comunque associato, ma anche con il consumo di stupefacenti più tradizionali.
    Tantissime leggende metropolitane, molti sospetti, poche prove. Calciatori che incontrano i boss della malavita, calciatori con cali atletici a dir poco sorprendenti, calciatori pescati nei night-club in condizioni pietose… Un cerchio pericoloso, tratteggiato in parte anche dall’ultima notizia relativa all’arresto di Michele Padovano: l’ex attaccante della Juventus è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Torino a 8 anni e 8 mesi di carcere per traffico di stupefacenti.
    Intercettazioni, pedinamenti, traffici da decine di quintali di hashish, non proprio una questione di poco conto. Il giudice peraltro ha ridotto di due terzi la pena proposta dal pm Rinaudo, che aveva chiesto 24 anni di reclusione per l’ex calciatore.
    Come se non bastasse, poi, a shock segue ulteriore shock, perché sul profilo Facebook di Alfredo Iuliano, il padre dell’ex bianconero Mark, sono apparse delle righe angoscianti in cui si dà per certa la colpevolezza di Padovano, aggiungendo anche che l’attaccante avrebbe fatto entrare nel giro diversi compagni juventini.
    La fonte va presa assolutamente con le molle (quante volte ci è capitato di leggere delle vere e proprie fesserie su Facebook?), ma le accuse sono veramente pesanti: “Padovano è colpevole, riforniva anche mio figlio. Altre vittime sicure Vialli e Bachini, che a causa della droga ha visto troncata del tutto la sua carriera. Sono decine i calciatori vittime dello spaccio di Padovano […]. Padovano è un cancro da estirpare”.
    In attesa delle probabili smentite e dei chiarimenti che necessariamente arriveranno nei prossimi giorni, ci limitiamo a sottolineare come il mondo del calcio e quello degli stupefacenti siano due ambienti che per definizione si attraggono: soldi, donne, droga, è sempre la stessa storia… E come è giusto sottolineare che i calciatori siano una classe sicuramente privilegiata (soprattutto in questo periodo di crisi), è anche giusto vigilare sull’integrità di questi ragazzi, che spesso vengono catapultati troppo velocemente in mondi troppo grandi per loro, con conseguenze che possono essere devastanti.

    FONTE
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.

  ► Michele Padovano condannato a 8 anni e 8 mesi di galera

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