1. Quanti Teddy bisogna inventare per tutta la vita ?  
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    L’Europa
    collassa, salta l’Eurozona, crollano tutte le nostre economie tranne
    una: quella tedesca. Scenario che riporterà il Vecchio Continente alla
    situazione precedente il 1999, ma a condizioni da sogno per la Germania.
    Che, con un euro a due velocità o anche col suo ritorno al marco, sarà
    vista dai mercati come l’unica scialuppa di salvezza su cui dirottare
    capitali, mentre noi rimarremo a secco, agonizzanti. In più, i veri
    manovratori della Merkel, e cioè le mega-industrie dell’export
    “neomercantile” della Germania, si troveranno con decine di milioni di
    lavoratori europei a due passi da casa, disposti a sgobbare per loro a
    ritmi da lager e con stipendi da Cina. E l’impero germanico dell’export
    si presenterà al mondo dei grandi mercati del domani (Brasile, Cina,
    India, Est asiatico) con prodotti a prezzi competitivi.
    Parole di Paolo Barnard, all’indomani del cruciale vertice europeo dell’8 dicembre che, con l’unione fiscale, sancisce probabilmente la revoca definitiva
    delle sovranità nazionali: più che un summit, «una farsa». Firmano la
    regia Mario Draghi e la Germania, alle prese col «suo terzo tentativo di
    distruggere l’Europa»: dopo due guerre mondiali, l’arma vincente è ora l’economia,
    con l’aiuto della Bce e dei trattati-capestro. «Là dove i nazisti
    fallirono, i tedeschi democratici sono riusciti», scrive Barnard, che
    imputa alla Germania il “virus” dell’egemonia. Suggestioni storiche? A
    volontà: «Come nel 1939, l’Inghilterra si tira fuori, per poi combattere
    più tardi». E, nella gravità di quanto sta accadendo, «è da registrare
    la giurassica stupidità di Sarkozy, che non ha capito che la Merkel si
    sta portando la Francia a braccetto come un cagnolino solo per affondarla».


    Il crollo dell’Europa «voluto scientemente dalla Germania», secondo Barnard «getterà la Francia
    nel baratro assieme a noi “untermenschen” del sud». Per i francesi, una
    nemesi crudele ma «ben meritata», perché «furono loro che ricattarono
    la Germania dicendole “o ci fai fare la Bce e l’unione monetaria come
    vogliamo noi, oppure ti scordi i prestiti per l’unificazione con la
    Germania dell’Est. Berlino accettò, ma i tedeschi sono micidiali e ora
    Parigi la pagherà cara». Barnard non ha dubbi: nel suo sito, spiega
    «come la Germania ci fa a pezzi», grazie all’isterismo sul deficit di
    bilancio degli Stati, «che deriva interamente dal fatto che un deficit
    contratto con l’euro non-sovrano è veramente un peso insostenibile per
    lo Stato: basterebbe eliminare l’euro e tornare a monete sovrane, e i
    deficit cesserebbero di essere un problema: ma l’euro è mantenuto solo
    per costringerci a impoverirci e divenire servi della Germania e dei mercati».


    Nemico pubblico numero uno, Bruxelles: impone i suoi diktat, in
    realtà “suggeriti” uno dopo l’altro dal super-potere delle lobby
    finanziarie internazionali. L’obbligo del Semestre Europeo, cioè il
    vaglio dell’Unione sulle leggi finanziarie di ogni Stato, in base alle
    rigide direttive imposte da tecnocrati non-eletti? Non è un’invenzione
    di Bruxelles, ma una precisa richiesta avanzata nel 2002 dalla lobby
    Ert, “European Roundtable of Industrialists”. La lobby dispone, i
    politici eseguono. La sovranità dei governi eletti? Letteralmente
    cancellata. E le sanzioni pecuniare per gli Stati “disobbedienti”? Anche
    quelle, dettate dal super-potere: precisamente, dalla lobby finanziaria
    “Business Europe”, nel 2010. Ovvero: «I desiderata di pochi speculatori
    miliardari che condizioneranno le vite e la sopravvivenza di milioni di
    famiglie e aziende europee».


    Capolavoro degli euro-maggiordomi, il Patto Euro-Plus, «che contiene
    le misure neoliberiste anti-lavoratori, le misure di allungamento
    dell’età pensionabile, i tagli
    agli stipendi pubblici e ai servizi essenziali e l’obbligo di
    trasposizione del divieto di spesa a deficit nelle Costituzioni
    nazionali». Un’invenzione dei tecnocrati di Bruxelles? No: anche
    l’Euro-Plus è «il risultato di una serie di richieste specifiche sempre
    di “Business Europe”, datate dal giugno 2010 al 4 marzo 2011». La
    Commissione Europea, semplicemente, obbedisce: a nostra insaputa, e
    sopra le nostre teste. Bilanci statali d’ora in poi «in pareggio o in
    avanzo», e per chi sgarra oltre il 3% c’è la Corte Europea di Giustizia,
    che non è stata eletta da nessun europeo ma «secondo il Trattato di Lisbona ha già supremazia sulle nostre Costituzioni, di fatto esautorate».


    Ma attenzione: quel fatidico “pareggio di bilancio” che Draghi e la
    Merkel pretendono, l’Italia in realtà l’ha già raggiunto: il nostro
    paese, da anni, «ha un surplus di bilancio». Ovvero: già ora, e non da
    ieri, «lo Stato ci sta tassando più di quanto spende per noi», di fatto
    impoverendoci, come raccontano le desolate cifre dell’Istat e della
    Caritas. Ai cittadini «viene raccontato, da Monti e da tutti i media,
    che abbiamo un deficit di bilancio cronico»? Falso, dice Barnard:
    «Siamo da anni in attivo». Il guaio sono gli interessi storici sul
    debito, non più sovrano ma dipendente dall’euro: e ora l’attivo di
    bilancio aumenterà a dismisura, perché Monti «dovrà tassarci molto, ma
    molto di più di quanto lo Stato già ci tassi oggi», inclusa l’ultima
    manovra “lacrime e sangue”: «Un buffetto sulla guancia, in confronto a
    quello che dovrà arrivare: sarà una strage».


    Barnard è drammaticamente esplicito: «Se finora ci è piovuto in casa,
    Monti sfonderà le dighe e in casa ci arriverà uno tsunami. E tutto
    questo, solo perché oggi con l’euro non sovrano che lo Stato non può
    emettere ma solo prendere in prestito dall’esterno, per pagare quegli
    interessi sul debito pubblico il Tesoro è costretto a venire a batter
    cassa da noi». L’Eurozona cerca disperatamente soldi per salvare dalla
    bancarotta gli Stati più in crisi: costretti a non poter più emettere
    moneta, devono ricorrere a prestatori privati. «Ma questi investitori
    non si fidano a finanziare gli Stati dell’euro, specialmente quelli meno
    forti, precisamente perché un investitore presta a uno Stato badando a
    una sola cosa: che quello Stato possa pagare puntuale le scadenze
    del debito». E dato che nessuno Stato dell’Eurozona può emettere euro
    liberamente, «gli investitori hanno paura di non essere più puntualmente
    rimborsati: e allora, per prestarci euro, ci chiedono tassi d’interesse
    altissimi, insostenibili».


    Certo, ci sarebbe la Bce, che «può e deve salvare gli Stati come noi
    dal disastro del collasso economico e dell’impoverimento di milioni di
    famiglie», ma la Banca Centrale Europa
    «non lo fa», e così «i mercati continueranno a infierire». E’ un piano
    ben orchestrato, sostiene Barnard: «Draghi sta facendo mosse di una
    oculatezza diabolica, perché lavora in tandem con la Germania che cerca
    ostinatamente il collasso dell’Europa
    e sfrutta il panico dei mercati, che alla fine causeranno precisamente
    quel collasso». Il movente tedesco è esplicito: la Germania avrà enormi
    vantaggi economici dal crollo dell’attuale sistema europeo, che oggi
    barcolla tra “summit-farsa” e pannicelli caldi come il fondo
    salva-Stati, a cui crede solo «la parte stupida della Ue». Manovre
    sanguinose per i cittadini ma insufficienti per i mercati, che
    «continueranno a sfiduciarci e a mandarci verso il fallimento», come
    sanno benissimo la Merkel e Draghi, ovvero «la parte consapevole della Ue».


    E dunque: resa incondizionata all’ineluttabile? No: «C’è una mina che
    può essere inserita nei cingoli del Panzer tedesco – scrive Barnard – e
    che lo farebbe saltare in pezzi, sfasciando orribilmente la
    progressione criminale delle politiche dei golpisti sopraccitati». Si
    chiama Mmt, Modern Money Theory: è l’impianto di economia
    che prescrive il ritorno dell’Italia alla sua sovranità monetaria, la
    decisione del futuro governo di spendere la nuova Lira sovrana a deficit
    (più soldi per i cittadini che tasse prelevate dai cittadini) per
    creare piena occupazione e pieno Stato sociale: istruzione, alloggi,
    lavoro e infrastrutture. Quello che potrebbe sembrare un sogno, non è
    nient’altro che la realtà dell’Argentina di oggi: «La Mmt ha permesso
    all’Argentina fallita di inserire quella mina nei cingoli di una
    macchina da guerra ben più micidiale della Germania, gli Stati Uniti del
    “Washington Consensus” neoliberista: e gli americani sono saltati».




    http://www.libreidee.org/2011/12/barnard-sara-un-strage-riusciranno-dove-hitler-falli/
    Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne?

  Barnard: sarà un strage, riusciranno dove Hitler fallì

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