1. Protomentale  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6346281
    http://www.dirittodicritica.com/2012/01/24/laurea-voto-concorsi-33480/

    Se da una parte sono favorevole allo svincolo del voto, o quantomeno non la vedo come una tragedia, sono abbastanza preoccupato sull'andamento che potrebbe prendere questa svolta: i meno abbienti, che non potranno frequentare facoltà prestigiose (e costose), risulteranno svantaggiati e il giochetto perverso che ne consegue non farebbe altro che alimentare una disuguaglianza sociale.
  2.     Mi trovi su: Homepage #6346294
    In realtà, anche se mai ufficializzato, l'università ha sempre contato prima del voto. Se ti laurei col minimo alla Bocconi sei sempre quello che è cmq riuscito ad entrarci, e per chi da lavoro questo conta di più (anche se poi magari ci sei entrato da raccomandato). Insomma... quanti al sentir dire "mi sono laureato ad Oxford" pensano "wow!" senza tener conto del voto?
  3. Protomentale  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6347025
    LightsideIn realtà,anche se mai ufficializzato, l'università ha sempre contato prima del voto. Se ti laurei col minimo alla Bocconi sei sempre quello che è cmq riuscito ad entrarci, e per chi da lavoro questo conta di più (anche se poi magari ci sei entrato da raccomandato). Insomma... quanti al sentir dire "mi sono laureato ad Oxford" pensano "wow!" senza tener conto del voto?

    Vero.
    Ma direi che un'eventuale ufficialità funzionerebbe ulteriormente da cassa di risonanza esasperando la situazione. Si perderebbe il senso della misura con famiglie costrette a spremersi per far studiare i figli in Università costose e i poveri "studenti -ceto medio- pubblici" sarebbero ancora più spacciati.
  4. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #6347167
    Il privato può fare quello che vuole, ma che anche nel pubblico si faccia questa distinzione mi pare una cosa gravissima. Ci credo che confindustria è tutta contenta, la sua università, la Luiss, ha una retta che veramente pochissimi possono permettersi (mi pare sui 7000€ l'anno). E imagino che anche alla Bocconi di Monti non sia da meno... Mi sembra un modo per dare un taglio drastico ai laureati, perchè chi andrebbe a fare un'università che poi ti da un pezzo di carta che non vale niente? Finirebbe che o puoi permetterti un'università di "lusso" o vai a lavorare.
  5.     Mi trovi su: #6347198
    Viewtiful Joe™Il privato può fare quello che vuole, ma che anche nel pubblico si faccia questa distinzione mi pare una cosa gravissima. Ci credo che confindustria è tutta contenta, la sua università, la Luiss, ha una retta che veramente pochissimi possono permettersi (mi pare sui 7000€ l'anno). E imagino che anche alla Bocconi di Monti non sia da meno... Mi sembra un modo per dare un taglio drastico ai laureati, perchè chi andrebbe a fare un'università che poi ti da un pezzo di carta che non vale niente? Finirebbe che o puoi permetterti un'università di "lusso" o vai a lavorare.
    La LUISS ha 8000 € all'anno per Economia e 7500 € all'anno per Giurisprudenza, lo so perchè la mia ragazza è iscritta alla seconda. Che l'università contasse anche prima lo confermo, una persona che conosco, laureatosi alla specialistica in Economia indirizzo Finanza (o qualcosa simile) alla Bocconi con 104, ha diciamo trovato subito un posto a Londra alla Royal Bank of Scotland, 4000 pounds al mese. Però istituzionalizzarlo non mi sembra molto saggio, a partire dall'ovvia disparità di accesso alle università più "prestigiose", per finire col duro lavoro di chi cerca di tenersi una media alta (non io purtroppo T_T) anche se non sta ad Oxford.

    Tra l'altro questo "prestigio" in più non capisco da cosa provenga, dato che molti professori della LUISS hanno cattedre sia a Tor Vergata che Roma 3, quindi sostanzialmente non dà una formazione "esclusiva".

    Boh
  6. LoTopic Caesar - Bye Bye Next  
        Mi trovi su: Homepage #6347219
    Viewtiful Joe™Il privato può fare quello che vuole, ma che anche nel pubblico si faccia questa distinzione mi pare una cosa gravissima. Ci credo che confindustria è tutta contenta, la sua università, la Luiss, ha una retta che veramente pochissimi possono permettersi (mi pare sui 7000€ l'anno). E imagino che anche alla Bocconi di Monti non sia da meno... Mi sembra un modo per dare un taglio drastico ai laureati, perchè chi andrebbe a fare un'università che poi ti da un pezzo di carta che non vale niente? Finirebbe che o puoi permetterti un'università di "lusso" o vai a lavorare.
    Ma secondo voi, sono scemi i selezionatori delle aziende?


    Non lo sanno che in una minchia di università statale posso esserci persone molto, molto più dotate (per quello che ricercano le imprese stesse) e privi solo dei soldi del papy per garantirsi l'università privata?




    Guardate che conosco più di un laureato alla Bocconi che si lamenta, al contrario, di QUESTA etichetta: ovvero il fatto che ormai sia diventata un'università in cui un certo tipo di "profilo" di laureato è assai diffuso...
    Lo Topic ovvero "qui mi da proprio l'idea di essere seduto davanti a uno spritz a fare quattro chiacchere" [cit. DocGeo]
    Storia delLo Topic Parte I - Storia delLo Topic Parte II - Statuto LoTopichino - La Grande Disfatta, per non dimenticare
    - Pilota SDR
  7. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #6347237
    |King Crimson|Ma secondo voi, sono scemi i selezionatori delle aziende?


    Non lo sanno che in una minchia di università statale posso esserci persone molto, molto più dotate (per quello che ricercano le imprese stesse) e privi solo dei soldi del papy per garantirsi l'università privata?




    Guardate che conosco più di un laureato alla Bocconi che si lamenta, al contrario, di QUESTA etichetta: ovvero il fatto che ormai sia diventata un'università in cui un certo tipo di "profilo" di laureato è assai diffuso...
    Nella mia esperienza, avendo lavorato solo nel privato, non solo non mi hanno mai chiesto dove mi sono laureato, ma nemmeno il voto. Però è assurdo pensare che lo Stato formi dei laureati per poi essere il primo a ritenerli non idonei a prescindere. Sarebbe un'ammissione che le sue stesse università fanno cagare.
  8.     Mi trovi su: Homepage #6347677
    |King Crimson|Ma secondo voi, sono scemi i selezionatori delle aziende?


    Non lo sanno che in una minchia di università statale posso esserci persone molto, molto più dotate (per quello che ricercano le imprese stesse) e privi solo dei soldi del papy per garantirsi l'università privata?




    Guardate che conosco più di un laureato alla Bocconi che si lamenta, al contrario, di QUESTA etichetta: ovvero il fatto che ormai sia diventata un'università in cui un certo tipo di "profilo" di laureato è assai diffuso...
    Vero, ma ormai la cosa è stigmatizzata. Oggi ad Oxford ci entrano più o meno cani e porci, ma prova a dire a nominarla a qualcuno e tutti ti risponderanno che è difficile e entrarci e laurearsi li. Quando una cosa si fa un nome e una leggenda attorno è difficile cambiarla dalla testa della gente. E le aziende sono fatte dalla gente.
  9.     Mi trovi su: Homepage #6347842
    Viewtiful Joe™Nella mia esperienza, avendo lavorato solo nel privato, non solo non mi hanno mai chiesto dove mi sono laureato, ma nemmeno il voto. Però è assurdo pensare che lo Stato formi dei laureati per poi essere il primo a ritenerli non idonei a prescindere. Sarebbe un'ammissione che le sue stesse università fanno cagare.
    Io ormai sono "vecchio", ma quando sono stato assunto nel '98 (dalla società per la quale ancora lavoro) se non avevi almeno 100 su 110 o 90 su 100 manco ti facevano il colloquio.

    Io sono figo, 100/100 e lode al PoliMi e mi hanno preso al volo :P
    "bianco che abbraccia il nero"
  10.     Mi trovi su: Homepage #6347894
    *In teoria* non è una cattiva idea, perché nella mia università alcuni esami erano davvero regalati ai soliti lecchini, che a conti fatti poi si rivelavano degli ignoranti di proporzioni abissali.
    I rischi però sono tanti, bisognerebbe prima estirpare il collo di bottiglia delle raccomandazioni, ad esempio.
  11. Protomentale  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6348198
    Er Monnezza*In teoria* non è una cattiva idea, perché nella mia università alcuni esami erano davvero regalati ai soliti lecchini, che a conti fatti poi si rivelavano degli ignoranti di proporzioni abissali.
    I rischi però sono tanti, bisognerebbe prima estirpare il collo di bottiglia delle raccomandazioni, ad esempio.
    Per quanto riguarda il voto ritengo anch'io sia poco rappresentativo del "valore" del laureato e delle sue eventuali capacità professionali. Lo svincolo da questo è legittimo e ci sta - fino a un certo punto -
    Per quanto la variabilità sia grande, e dipenda da numerosi fattori, c'è comunque differenza tra uno che si laurea con 70 e uno che si laurea con 100...
    Ma a prescindere da questi discorsi il fatto è che là fuori, nella giungla lavorativa, la Laurea è già ampiamente delegittimata da raccomandazioni e altri giri più o meno loschi; toglierle altro valore, inserendo il prestigio dell' Università di provenienza, significherebbe esasperare questo circolo vizioso considerando ancora meno il peso dell' istruzione ricevuta e delle capacità possedute. Praticamente si andrebbe a stuprare definitivamente il concetto di meritocrazia e più che una Laurea uno finirebbe per "comprarsi" un futuro in maniera indiretta, come se fosse una merce qualunque.
  12.     Mi trovi su: Homepage #6348515
    Giusto per aggiungere un elemento alla discussione, che magari riprenderò in seguito, la spasmodica mania del voto è una caratteristica del tutto italiana, a partire dagli studenti stessi. Quando racconto ad amici stranieri che qui in Italia c'è molta gente che ho visto rifiutare voti come 26-28 su 30, rimangono basiti (per loro in realtà il concetto stesso che si possa rifiutare un voto è abbastanza assurdo). Nella loro mentalità la cosa fondamentale è passare l'esame, poi ben venga una votazione elevata. Quello che per loro fa davvero "curriculum" è il prestigio dell'università in cui si trovano, il voto con cui ne escono è tutto sommato marginale rispetto ad altri fattori.L'eccesso lo possiamo trovare in Francia da questo punto di vista. Dopo le superiori i ragazzi più bravi/ambiziosi si fermano per un paio di anni in cui studiano esclusivamente per superare i test di ammissione a certe prestigiose école. Una volta dentro non se ne fregano davvero più di nulla, hanno il futuro assicurato.
  13. Protomentale  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6350567
    ShuriganGiusto per aggiungere un elemento alla discussione, che magari riprenderò in seguito, la spasmodica mania del voto è una caratteristica del tutto italiana, a partire dagli studenti stessi. Quando racconto ad amici stranieri che qui in Italia c'è molta gente che ho visto rifiutare voti come 26-28 su 30, rimangono basiti (per loro in realtà il concetto stesso che si possa rifiutare un voto è abbastanza assurdo). Nella loro mentalità la cosa fondamentale è passare l'esame, poi ben venga una votazione elevata. Quello che per loro fa davvero "curriculum" è il prestigio dell'università in cui si trovano, il voto con cui ne escono è tutto sommato marginale rispetto ad altri fattori.L'eccesso lo possiamo trovare in Francia da questo punto di vista. Dopo le superiori i ragazzi più bravi/ambiziosi si fermano per un paio di anni in cui studiano esclusivamente per superare i test di ammissione a certe prestigiose école. Una volta dentro non se ne fregano davvero più di nulla, hanno il futuro assicurato.
    Curioso.
    Dalle mie parti addirittura alcuni professori ti scoraggiano ad accettare voti < 25.

  Il 110 e lode non conta più

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