1. Protomentale  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #6357910
    Avrei potuto postare nella sezione mobile o iphone ma credo sia più
    giusto inserirla in discussioni; se non altro perché è una questione che
    riguarda il gaming in generale.

    "Stupidi giochini per cellulari"

    E' probabile che almeno una volta nella vostra carriera forumistica vi
    siate imbattutti in una frase del genere. Soprattutto quando si leggono
    notizie che grandi software house stanno dedicando risorse allo sviluppo
    di giochi indirizzati ad iOS o ad Android, o ancora quando si commenta
    la situazioni di mercato attuale, dove il guadagno facile sembra
    faccia da padrone.

    Mi sembra superfluo affermare che l'introduzione degli smartphone abbia dato
    una scosa enorme al mondo dei videogiochi, i cosidetti prodotti
    "casual" si sono imposti nella massa e stanno macinando consensi su
    consensi (nonché guadagni indicibili). Quello che ci interessa a noi è a
    analizzare la cosa dal punto di vista di vecchi e "rognosi"
    videogiocatori casalinghi, lo zoccolo duro, gli hardcore.
    Il malcontento nasce da una visione, se volete, pregiudizievole dove è
    facile associale il gioco casual ad una baggianata; dove "massa" è
    sinonimo di poca qualità e dove sembra che questo fenomeno rubi un certo
    "spazio" al mondo del videogioco serio a cui teniamo particolarmente.
    Ora a mio avviso è importante considerare queste dimensioni:

    1) Il pregiudizio
    2) La qualità dei giochi
    3) Il prezzo
    4) La portabilità

    1) E' una dimensione psicologica che ritengo abbia il suo peso.
    L'esperienza personale viene in mio soccorso. Prima di diventare
    possessore di uno smartphone ero il primo ad avventarmi contro questo
    genere di divertimento. Il sentimento era quello della svalutazione,
    esasperato come una sorta di difesa verso quello in cui ho sempre
    creduto. Era difficile tollerare che il videogioco stesse uscendo dalla
    nicchia per raggiungere tutti: bambini, casalinghe, anziani. Era un po'
    come sentirsi messi da parte, uscire dall'elité e sentirsi minacciati. Per questo tornava naturale difendersi e distanziarsi; reclamare il nostro spazio e riallaciarsi a quel contesto gruppale storico radicato ad una certa concezione del videogioco. Quale miglior modo per difendersi da questo attacco? Lo screditamento, il pregiudizio. E badate bene, qual'è uno dei modi più efficaci per attenuare questo fenomeno (in molte delle sue manifestazioni): il contatto diretto. Superando la barriera ed entrando in contatto è possibile esaminare le cose e gli eventi con più obiettività. Si rompe una catena mentale che ci presenta solo gli aspetti negativi e fa sì che sia possibile un' analisi più profonda.

    2) Infinity Blade, Another World, Angry Birds, Rolando, Tiny Wings sono i primi che mi vengono in mente. Di primo acchito, ad un nostro sguardo, sembrerebbero mere trasposizioni di giochi flash o robetta dozzinale. Ma una valutazione adeguata non può prescindere da un'altrettanto adeguata contestualizzazione. Uno smarphone è anche un cellulare, un device che incarna in sé il senso di portabilità (anche molto più dei vari ds e psp). Lo schermo touch e risulta ideale per le varie operazioni di gestione e rappresenta, per il gaming, un vero e proprio controller virtuale (insieme all'accelerometro). E' intorno a questa caratteristica che si sono possono distinguere i pezzi da 90 dai giochi scarsi. Le mere trasposizioni o i tentativi di usare lo smartphone come controller analogico per giochi simil console sono dei mezzi fallimenti; in questi casi la precisione di una periferica fisica risulta assolutamente imprescindibile. Titoli come Infinity Blade sono esempi intelligenti di game design a servizio del mezzo di controllo, dove le caratteristiche del touch vengono esaltate come succede con gli stick nei picchiaduro. La valutazione quindi non deve prescindere da questa caratteristica; l'elemento principale di game design è il mezzo di controllo che fa da base alla costruzione dell'universo di gioco. Si parte da quello per sviluppare il resto. In questo senso titoli come Angry Birds, Doodle Jumps, Tiny Wings sono prodotti tripla AAA, così come ad esempio lo sono Uncharted su ps3 o Gears of War su 360. La loro qualità "relativa" è analoga una volta che essi sono stati adeguatamente contestualizzati. Un gioco che imita un fps su smartphone non ha senso perché pecca in maniera gravissima sul lato della giocabilità proponendo compromessi che ne limitano fortemente il gamplay e il design. E' un po' come se in Mario Bros fosse possibile fare solamente salti della medesima distanza. Anche un piccola nota sullo stile grafico che spesso, in questi giochi, è allegro, gradevole e colorato, cioè si confà perfettamente alla creazione di un atmosfera piacevole e rilassata di intrattenimento. Intrattenimento spensierato (non privo di sfida però, attenzione!) che è in assoluto l'obiettivo principale di questo genere.

    3) L'altra variabile importante è il prezzo. Il canale di distribuzione virtuale e la competizione selvaggia fanno sì che i giochi per queste piattaforme costino dai .79 cents ai massimo 5-6 euro, se non addirittura gratis. Se si da per vero il rapporto qualità/prezzo non si può tralasciare questo dimensione. Tutt'al più se si bazzicano i siti inglesi alla ricerca degli sconti e si aspetta che il gioco cali di prezzo per acquistarlo attraverso il valore che - soggettivamente - consideriamo più idoneo da attribuirgli. Ragionando in maniera relativa si potrebbe risolvere il dilemma con un'equazione improvvisata tarando i 5-6 euro al prezzo pieno dei prodotti retail, ed i .79 cents ai 10-15 euro. Se uno ha pazienza e utilizza applicazioni adeguate (come ad esempio Appshopper) potrà notare come sia possibile recuperare la maggior parte della roba a 79 cents se non gratis. Inoltre un altro metro di paragone che spesso si sente associare al prezzo è la durata: "Non vale la pena spendere 60 carte per un gioco che dura 6 ore". Alcuni dei migliori giochi per smartphone possono vantare durate di tutto rispetto ed un livello di sfida decisamente elevato, un fatto che ne smentisce in parte la natura eslcusivamente casual e che avvalora il valore (scusate il gioco di parole) del prodotto in sé, anche in relazione al prezzo.

    4) La portabilità l'ho trattata prima quando ho parlato della qualità dei giochi ma secondo me merita un approfondimento a parte, anche in relazione alle console portatili come psp e ds. Come detto lo smartphone è il mezzo portatile per eccellenza; è imprescindibile per mantenere contatti sociali, per le chiamate, per i messaggi, per essere utilizzato come navigatore ecc...e soprattutto per le sue ridotte dimensioni che fanno sì che sia possibile trasporarlo comodamente in tasca. I vari Vita e 3ds sono delle vere e proprie console casalinghe portatili che nella loro line up hanno titoli che non disdegnerebbero su televisori al plasma 50", con gameplay articolati, grafica curata e comandi complessi. Questo porta a chiedermi quanto possa essere efficace il divertimento offerto da queste piattaforme. Anche in questo caso parlo per esperienza personale. Ho avuto il DS per diversi mesi e nonostante tutto lo utilizzavo per la maggior parte del tempo in casa , sul divano, come se stessi giocando con ps3 o 360. Un fatto "strano" che mi ha portato a riflettere. L'utilizzo portatile mi risultava più scomodo, sia perché necessitavo di almeno una astuccio per portarmelo dietro, sia perché i giochi non erano propiamente adatti ad un uso mordi e fuggi ma, come ho detto prima, erano decisamente più analoghi al concetto di gioco casalingo. Al contrario, lo smartphone, lo tiri fuori dalla tasca e giochi: semplice, efficace. Alla stazione, in fila alle poste, sul treno...non ha importanza perché è sempre a portata di mano e la tipologia di giochi "trial & error" e mordi/fuggi sono quelli che vanno per la maggiore e che, alla luce dei fatti, sono anche i migliori.

    Tutto questo pappier per rispondere alla domanda. "Degni d'esser videogiocatoi?" Sì. "Evoluti", se permettete. Annientate le barriere del pregiudizio è opportuno tarare la valutazione in base al contesto e all'utilizzo. Non deve spaventare l'analogia tra Gears of War ed Angry Birds; entrambi esaltano le peculiarità della piattaforma per la quale sono stati pensati. Sono le contaminazioni - da una parte e dall'altra - che annientano i pressupposti principali su cui si basa il videogioco; ovvero la funzionalità del gamplay (la struttura) che è direttamente correlata al divertimento. Angry Birds non ha senso su ps3, così come Gow non ha senso su smartphone, così come qualsiasi altro gioco che ha caratteristiche tipicamente cinematografiche. E' quando vediamo questi esempi che noi videogiocatori d'una volta, asserviti e devoti al gameplay, dobbiamo gridare; perché è solo in questi casi che si va contro ai nostri ideali in favore di qualcosa che non è più videogioco di qualità, ma - proprio in questo caso - un inganno al servizio della massa.

    :)

  Degni d'esser (ancora) videogiocatori?

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina