1.     Mi trovi su: Homepage Homepage #6366045
    Interessante.
    E si, uno dei limiti di internet è proprio la mancanza di contatto umano; credi di comunicare comodamente, alla fine è vero, ma è una comunicazione che non lascia nulla e lascia aridi come un deserto.
    Poi, ancor più del tatto, e del visivo e uditivo che sono sovraccaricati, mancano gli odori; e quindi l'olfatto, il senso primordiale, ne è escluso; cosa più importante di quanto si creda.
    Bisognerebbe staccare dalla rete per un pò, oppure farne un uso decisamente meno intensivo (parlo per me almeno)

    Quanto al mulitasking: no, quello per fortuna non mi condanna.
    Riesco a fare rigorosamente una cosa per volta, per goderla e farla bene. Non riesco a leggere un libro e ascoltare la musica, inevitabilmente una o entrambe le attività vengono annacquate e confuse.
    "A un’altra vita".

    Bangkok
  2.     Mi trovi su: Homepage #6367227
    In verità il problema più grave è che se da un lato la parola "comunicazione" ha avuto un ruolo essenziale nello sviluppo di tutta la tecnologia degli ultimi 50 anni, dall'altro sono venuti progressivamente meno i contenuti e le esperienze.
    Milioni di individui comunicano attraverso internet, ma cosa si dicono? Questo è il vero problema.
    Tanti anni fa lessi un articolo di un sociologo che più o meno diceva questo:
    se prendiamo 2 bambini della stessa età, al primo gli facciamo toccare il fuoco di un fiammifero ed al secondo gli facciamo vedere un video del primo bambino che si scotta il dito, beh avremo sì 2 bambini che avranno imparato a non toccare il fuoco, ma solo il primo avrà l'ESPERIENZA reale e completa e per questo crescerà più attento e moderato nella vita.

    Mi dispiace ma i giovani di oggi credono di trasgredire, di comunicare, di socializzare, di studiare, di vivere attraverso pagine web e tv. Ma è solo un surrogato della vita, la vita reale è fatta di piaceri e dolori, di emozioni e sensazioni che non si possono apprezzare se non si è realmente vissuto.

    Guardate le donne incinte che non sorridono davanti alla meraviglia della vita.
    Guardate i ragazzi che davanti al sesso non percepiscono più il senso della ricerca, della scelta, della finalità di un meccanismo tanto semplice e allo stesso tempo tanto complicato.

    È vero non scriviamo più, non leggiamo più, ma il vero problema è che ......
    Da 3 anni viaggio per campeggi con i miei figli e il mio cane, al ritorno ci mancano: l'erba sotto i piedi, mangiare solo quando si ha fame, dormire solo quando si ha sonno, il caldo, il freddo, le 3 t-shirts e quel paio di ciabattine che sfidano il mondo.

    Il vero problema è la città. Urbanizzati e schiavi di queste comodità inutili che ci levano il reale peso delle esperienze sensoriali.

    Ah, un'altra cosa. Non voglio essere uguale a qualsiasi razza, voglio la diversità, la ricchezza di un popolo è nella sua capacità di accettare la diversità.
    Essere tutti uguali è il concetto base del razzismo. Una razza, una faccia.
    E questo internet ci sta appiattendo tutti. Io sono più simpatico del mio vicino di casa, ma su facebook sembriamo uguali. Non va bene......
    Altra cosa sono i diritti umani of course.

    Internet è un fenomeno di propaganda eccezionale, quanti si accorgono che America-Europa, Asia, Russia, mondo Arabo, Africa sono mondi assolutamente separati in questo "mare" del web?
    Eppure tutti noi siamo convinti che siamo internauti=democratici=libarali=giusti

    Torno a lavorare :-(
  3.     Mi trovi su: Homepage Homepage #6367244
    brema82Multitasking?
    Presente.

    E' paradossale, ma a volte non me ne rendo nemmeno conto: gioco, chatto, ascolto musica e, magari, controllo pure se salta fuori qualche notizia inerente ad una delle mie passioni.
    Tutto contemporaneamente?


    :0
    "A un’altra vita".

    Bangkok
  4.     Mi trovi su: Homepage Homepage #6367247
    Riccardo del PlatoIl vero problema è la città. Urbanizzati e schiavi di queste comodità inutili che ci levano il reale peso delle esperienze sensoriali.

    Ah, un'altra cosa. Non voglio essere uguale a qualsiasi razza, voglio la diversità, la ricchezza di un popolo è nella sua capacità di accettare la diversità.
    Essere tutti uguali è il concetto base del razzismo. Una razza, una faccia.
    E questo internet ci sta appiattendo tutti. Io sono più simpatico del mio vicino di casa, ma su facebook sembriamo uguali. Non va bene......
    Altra cosa sono i diritti umani of course.
    Interessante e condivisibile, ci sarebbe da dirne per secoli ma è tutto piuttosto vero.
    "A un’altra vita".

    Bangkok
  5. Mors tua VITA mea  
        Mi trovi su: Homepage #6367428
    Bell'articolo.
    E purtroppo e' tutto vero. Io sono il primo ad amare la tecnologia (e tutto cio' che ne deriva, soprattutto gli infiniti vantaggi e semplificazioni che ci porta...), ma mi rendo perfettamente conto che spesso si tende a perdere il vero piacere delle cose e, rapiti da mille stimoli, invece che goderci il momento ci concentriamo su altre mille (inutili?) cose contemporaneamente.

    Per me uno dei problemi piu' grossi e' il multitasking, non quello delle macchine ma il "nostro". Con la scusa che possiamo fare piu' cose contemporaneamente, e che abbiamo troppe cose da fare in relazione al tempo disponibile, stiamo perdendo la capacita' di concentrarci su una cosa sola alla volta, assaporandola o imparandola fino in fondo.

    E il problema e' che io, ormai 34enne, magari ci casco ma me ne rendo conto. I ragazzi di oggi, nati in un mondo cosi', no, perche' non hanno di fatto termini di paragone.

    Eppure, ascoltare un CD di musica, per intero, chiusi nella propria camera, sorseggiando una buona bevanda, senza cellulare o pc tra i piedi, e soprattutto senza avere gli altri sensi occupati da mille cose, non ha prezzo, e' un'esperienza totalizzante e appagante. Appagante DA SOLA, senza bisogno di altro.
    Ecco perche' appena posso, pur amando fare mille e piu' cose nella vita, cerco di ritagliarmi i miei spazi, il mio tempo, dove poter guardare un film senza distrazioni piuttosto che fare una telefonata senza contemporaneamente chattare con altre persone.

    Ma chi non ha vissuto "l'era monotask", difficilmente potra' capire questi discorsi, temo.
    __________/ ANTINOMY \__________/ Inside Human Cruelty \__________/ Nuclear Fest \__________/ RegnOscuro \__________
    ___________________________________________________
    I Semper Fidelis di Xbox720 e PS4 - Aggiornamento al 18 Settembre 2011
  6.     Mi trovi su: Homepage #6367836
    noi degli anni 80 abbiamo vissuto la rivoluzione digitale.... ma nessuno ha detto che sia finita.
    tutta questa "rivoluzione" potrebbe semplicemente essere un percorso propedeutico per il prossimo passo che William Gibson nel ( tra virgolette ) lontano 1984 descriveva ne "Il Neuromante".
    Tra non molto non faremo più il log-in sui social network, websites, clouds vari & affini.... semplicemente sincronizzeremo i nostri flussi neurali con i bit ( zero e uno ) della rete. Visionario io? può essere.... ma non era un visionario chi negli stessi anni parlava di video comunicazioni, computer domestici e tecno-fantascienza? vedremo....
    comunque mantenere un minimo distacco da tutto questo per lo meno ci impedirà di poter essere additati come Nerds...
  7.     Mi trovi su: Homepage #6367863
    @Jeff:

    Yep, tutto rigorosamente nello stesso momento.
    Inizio a fare una cosa, un'altra, poi un'altra e cosi' via, finchè non mi ritrovo indaffarato in n-mila cose nello stesso momento.
    Al che stoppo tutto e mi impongo di fare una cosa alla volta, giusto per godere appieno dell'esperienza, qualunque essa sia.
  8.     Mi trovi su: Homepage #6368684
    Riccardo del PlatoMi dispiace ma i giovani di oggi credono di trasgredire, di comunicare, di socializzare, di studiare, di vivere attraverso pagine web e tv. Ma è solo un surrogato della vita, la vita reale è fatta di piaceri e dolori, di emozioni e sensazioni che non si possono apprezzare se non si è realmente vissuto.

    Guardate le donne incinte che non sorridono davanti alla meraviglia della vita.
    Guardate i ragazzi che davanti al sesso non percepiscono più il senso della ricerca, della scelta, della finalità di un meccanismo tanto semplice e allo stesso tempo tanto complicato.

    Il vero problema è la città. Urbanizzati e schiavi di queste comodità inutili che ci levano il reale peso delle esperienze sensoriali.
    L'articolo di Ivan Fulco è davvero strepitoso, e la tua riflessione è molto interessante e vera (quoto Jeff).

    Essendo, poi, cresciuto in un piccolo paese immerso nella natura, e avendolo lasciato per diversi mesi per motivi di studio, riesco a cogliere perfettamente il senso del tuo "ci manca l'erba sotto i piedi"... :)

    Mi permetto di dire la mia soltanto su una cosa: credo che i ragazzi di cui parli lo percepiscano il senso della finalità di tale meccanismo, ma, siccome oggi possono godere del piacere che ne deriva senza doverne accettare le naturali conseguenze (e quindi potendo evitare di doversi assumere una certa responsabilità), vi si abbandonano completamente senza troppe preoccupazioni.
    Il desiderio sessuale fa parte della natura animale, e, appunto per questo, credo sia relativamente normale e naturale 'cedere' agli impulsi di questo meccanismo della vita senza riflettere troppo sulla sua profondità, a maggior ragione se lo si può sfruttare per soddisfare i propri bisogni egoistici senza doverne pagare le conseguenze.

    Quindi, quando dici "guardate i ragazzi che davanti al sesso non percepiscono più il senso della ricerca, e della scelta", non credo che ciò sia dovuto all'influenza che la vita parallela su internet esercita sulle loro vite.

    Insomma, credo che sia i ragazzi 'impulsivi' con il sesso che il motivo per cui ci sono donne incinte che non sorridono di fronte alla meraviglia assoluta della vita siano da attribuire, come dici tu stesso, ad altri fattori: l'essere "schiavi di queste comodità inutili che ci levano il reale peso delle esperienze sensoriali", ad esempio.
    Tra queste comodità inutili non rientrano per forza tutte le tecnologie, però: internet, seppure attraverso luoghi virtuali e piatti, riesce a collegare il mondo intero e a permettere, attraverso la rapida diffusione delle informazioni, l'esistenza di associazioni come avaaz che possono cambiare il mondo in meglio, o comunque dare un contributo significativo.
    C'è anche da contare che l'enorme mole di informazioni messe a disposizione dal web ci permette di "imparare a non toccare il fuoco" relativamente a molti casi che non tutti (per fortuna) possono vivere in prima persona.
    Per intenderci, credo che sia molto difficile che in TV mostrino le foto dei bambini massacrati dalle presunte bombe elettromagnetiche lanciate da Israele sul Libano ( http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2453 )... E queste foto sono contenuti di un certo valore: guardarle è un'esperienza che segna.


    Per il resto sono d'accordo su tutto. :)

    Perdonami la filosofia spicciola, ma non mi capita spesso di poter discutere di queste cose: ho colto l'occasione al volo per dire la mia, anche per avere la possibilità di imparare qualcosa leggendo una vostra eventuale risposta. :)
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