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    Allora, come ho già spiegato
    altre volte, temendo il peggio, i motivi che mi portano ad allontanarmi da
    questo contesto sono di natura affettiva e di rispetto. Ovviamente non si
    tratta di un giudizio indiretto su chi non partecipa alla medesima idea o cose
    simili. Ognuno risponde delle proprie convinzioni e del proprio, eventuale,
    brutto carattere. Dal mio punto di vista, io qui sono stato un ospite, una
    persona virtuale il cui pensiero si è esplicato grazie alla volontà di chi mi
    ha accolto, attraverso quel patto dato dall’incontro fra libertà e
    responsabilità. La libertà che mi è stata data in accordo con le regole è stata
    ricambiata con la mia responsabilità nel rispettare gli altri e il contesto,
    esprimendomi al meglio.





    Per chi, come me, capeggia da queste
    parti dal 2002 non è proprio semplice considerare questo luogo come una terra
    di nessuno da conquistare e occupare in caso di vuoto di potere. Non è un
    contenitore, un’etichetta, una casa con nuovi inquilini di cui non si gradisce
    l’arredamento e il gusto del precedente proprietario. La creazione di questo
    spazio per mano di coloro che l’hanno reso possibile è un dato indeclinabile
    che unisce una visione a un gruppo di uomini, un gruppo di uomini a un
    progetto, un progetto alla sua realizzazione. Associare quel nome a quel modo
    di fare, a quel genere di scrittura, alla comunicazione di idee riguardanti il
    nostro stesso hobby. Inutile fare un elenco, nella sfuggevolezza della memoria
    non una figura della redazione di Nextgame/Videogames risulta essere addizionale
    o non significativa nella mente di chi scrive. Puoi esserci il redattore
    preferito, il moderatore simpatico o inviso, l’articolista prediletto ma in
    qualsiasi caso ognuno di essi ha contribuito alla formazione di questo felice
    spazio di comunicazione con la rispettiva personalità.





    Dal punto di vista della vita
    della Rete, dieci anni sono un periodo quasi infinito, un’era geologica. La
    sedimentazione di figure, riflessioni, idee e una vita comune fatta di
    ritualità e gesti (l’uscita di un gioco importante, il restyling del sito, lo
    scontro dialettico del forum) crea qualcosa di irripetibile e raro: una
    comunità. Non immediatamente consapevole quando ci sei dentro, irrinunciabile e
    preziosa quando questa cosa viene a mancare. Ora, nulla m’impedirebbe di
    fregarmene e di continuare a postare senza problemi. Cosa può importarmi di chi
    regge la baracca fin tanto che ho il mio spazio? Ma per il mio carattere questo
    non è possibile, io sono grazie a coloro che mi hanno accolto e a volte nella
    vita bisogna rinunciare a qualcosa che mi farebbe comodo per dare una
    testimonianza. Una questione di principio? Può darsi ma l’uomo si edifica nel
    principio e in questo caso la parola è una: rispetto.





    A me, perché sono una persona che
    crede nel rispetto, come insegno anche ai miei alunni. Si può essere
    intelligenti o limitati, brillanti o taciturni, sbruffoni o umili: quale che
    sia la natura della persona il rispetto è la prima forma di relazione.


    Verso la vecchia redazione, a cui
    manifesto il dissenso verso chi li ha allontanati senza riconoscerne il valore.
    Certo, non un mio problema e inoltre è qualcosa di cui ignoro ogni tipo di
    determinazione, visto che come sempre nella vita nulla è semplice e tutto è
    complicato. Ma ho elementi sufficienti per stabilire un prima e un dopo, un
    perché e un percome.


    Rispetto verso la nuova
    redazione. Non è giusto inficiare il lavoro altrui con nostalgie del passato,
    né ricercare un confronto ingiusto per chiunque. Tra i nomi della nuova
    redazione c’è gente di indubbio valore e nota in questo settore: ci sono tutti
    i presupposti per fare bene. Quindi non c’è nulla contro di loro,
    l’allontanamento non è per ragioni prestazionali. Potrei rispettarli mettendomi
    in ascolto della loro offerta ma ciò confliggerebbe con la direttiva sopra esposta
    dell’accoglienza ricevuta e dello sdegno condiviso. Anche il rispetto possiede
    una scala gerarchica di priorità.





    In questo sito sono cresciuto
    cognitivamente, culturalmente e umanamente. Per deformazione, com’è noto, non
    ho mai avuto il dono della sintesi e per questo ho ammorbato il forum con un
    fiume di parole più o meno fluido. A volte mi son fatto capire, in altri casi
    una certa rigidità di fondo non ha permesso di condensare opportunamente quello
    che, a volte, si è rivelato essere pesante. Purtroppo non si poteva fare meglio
    e non si poteva fare diversamente. Poi c’è il carattere, quello che a volte mi
    ha reso scostante, intollerante, caustico e maleducato. Per questo chiedo scusa
    a coloro che, nel corso degli anni, si son sentiti offesi dalla mia rudezza e
    dalla semplificazione da me operata del pensiero altrui. Al contrario, sono
    contento se qualcuno, magari più pigro di me, si è riconosciuto nei miei righi
    riguardanti un gioco.





    Quindi un saluto a tutti quelli della
    vecchia redazione, per quello che mi hanno insegnato, per l’accoglienza e per
    il lavoro egregio che ci hanno regalato, nella speranza che, passato lo
    scoramento e riordinate le idee, possa scoccare la scintilla di una nuova
    passione e di un nuovo progetto.


    Un saluto a tutti gli amici del
    forum che non enumero per non mostrare il fianco alla flebile memoria e
    dimenticare così qualcuno. Grazie per tutto quello che mi avete restituito in
    termini di umanità, idee, umorismo e personalità.


    Un piccolo biasimo per tutti gli
    utenti che, banditi e allontanati (forse anche a torto, per carità) sono
    ritornati come sciacalli vigliacchi sulla carcassa del grande leone abbattuto
    facendo finta di niente. Questo dice molto.
    Se avete ritenuto un’ingiustizia o una cattiveria il vostro
    allontanamento allora tornare così che senso ha? La dignità cazzo!





    A questo si unisce il saluto, su
    queste pagine, alLo Topic, un’esperienza che da goliardica si è trasformata in
    sinceramente umana, diventando una sorta di cuore pulsante e ultimo baluardo
    dell’identità di Nextgame/Videogame, almeno per quanto riguarda l’utenza.





    Addio!




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