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    Assassin Creed III
    Capitolo 0
    Desmond uscì dal camion, Lucy si avvicinò e gli toccò una spalla dicendo >, si scambiarono uno sguardo di profonda intesa, ma fu come se entrambi avessero la sensazione di non conoscersi abbastanza. I due si avviarono verso il capanno quando ad un tratto dalle colline si percepirono degli spari, Desmond prese Lucy per un braccio, mentre Rebecca si riparava nel camion. Lo strattone fece cadere Lucy in avanti dietro la capanna, ma almeno erano al sicuro, quando Rebecca urlò … dal lato del passeggero giaceva il corpo senza vita di (il responsabile archivi di cui non ricordo il nome*), il proiettile gli aveva perforato il cranio, Desmond scoppiò in un urlo di rabbia, corse su per la collina vicina, mentre il cecchino continuava a fare fuoco, senza riuscire a colpirlo … Desmond spiccò un salto da un dirupo, cadendo in un cespuglio, poi risalì un ultima altura e conficcò una lama dietro a delle pietre. Desmond aveva sviluppato tutte le capacità di Altair ed Ezio, estrasse il moribondo dal suo nascondiglio, e gli chiuse gli occhi > disse, tornando verso la capanna. Si fermò ad osservarla, era un capannone di due centinaia di metri quadri, in legno di fuori, ma evidentemente sorretto da una struttura di ferro all’interno, Desmond trovò Lucy già dentro insieme a Rebecca. Il posto era spoglio, solo due brandine, un grosso tappeto, un generatore ad energia solare, lo stesso che aveva intravisto tra le sequenze del soggetto 16, con dentro una mela dell’eden. Desmond sussultò > > rispose Rebecca con voce fredda, a parte il sussulto immediatamente successivo allo sparo che mandava all’aria una mente illuminata come quella di (*) non l’aveva mai vista parlare con tono impaurito, era una donna idiffcilmente impressionabile.
    > disse Lucy > guardò la donna dritta negli occhi con uno sguardo interrogatore. > ed estrasse una pistola a tamburo, nera cromata. > continuò > > > Disse Desmond. > > disse Rebecca.

    scusate se non ho rispettato qualche regola o qualche autorizzazzione, ma non ne sono pratico, se c'è quolcosa da richiedere la richiedo.


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    Dragon90nn x farmi i cacchi tuoi, ma una fiction su assassin's creed è già stata creata!


    quoto.........
    Il credo dell’assassino:
    1 non coinvolgere degli innocenti
    2 agire sempre discretamente
    3 non compromettere mai la confraternità

    I'M A SERIALPLAYER.....



    BY KUROSAKI ICHIGO
    MY COLLECTION:http://www.playgen.it/showthread.php?t=6724

    "Per playgeneration oggi noi muoriamo da uomini per poi rinascere come leggende"
    Cloud92®
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    Ezio auditore da firenze.............da me,ma dato che è assolutamente differnte puoi continuarla


    bravo ezio, pensavo ke avresti reagito differentemente........
    Il credo dell’assassino:
    1 non coinvolgere degli innocenti
    2 agire sempre discretamente
    3 non compromettere mai la confraternità

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    Cloud92®
  4.     Mi trovi su: Homepage #7994771
    ma ke bella un altra fiction :nosmile:
    -
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    (Grazie a Kro per il capolavoro di firma)
    ‎"Unfortunately, killing is just one of those things that gets easier the more you do it."

    - Solid Snake, Metal Gear Solid -
    Playing: Uncharted 3: Drake's Deception (PS3) - Half Life 2 (PS3)
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    Capitolo 1
    Desmond si diresse verso una brandina quando svenne … > Desmond si guardò intorno, era tutto sfocato, non capiva cosa stese succedendo, intravedeva dell’erba, delle pietre, poi delle figure … Formiche, scimmie, cerchi e stelle. Si ritrovò a guadare il Westminster Palace di Londra, gli sembrava di essere molto in alto, moltissimo anzi, guardò giù, Londra in tutto il suo splendore, ma … non c’era il London Eye, c’erano grandi ciminiere che facevano troppo fumo. Poi capì. Era in piena rivoluzione industriale, quando …, fu un attimo e si ritrovò a cadere, prese di testa l’acqua e si sveglio. L’acqua l’aveva presa in testa davvero, ma da un secchio, che teneva in mano Lucy. > > > > disse il soggetto 17 > rispose Rebecca, >.
    Desmond si stese sul letto e chiuse gli occhi. Fu una notte buia e senza sogni. Lucy lo svegliò all’alba, Rebecca era già nel furgone, non aveva avuto il tempo di vederlo mai bene, lo avevano utilizzato sempre in spiacevoli situazioni. Era un mezzo commerciale di piccola taglia, nero cromato, abbastanza usurato, un Renault. Desmond salì, ma quando vide che Lucy non entrava disse > > Desmond fece cenno col capo, poi Rebecca accese il furgone e ingranò la marcia.
    Imboccarono una strada asfaltata che si dilungava tra le campagne francesi, superando trattori ed avventori diretti verso la Côte Azure o l’ Île de France, dopo qualche centinaio di metri Rebecca aprì bocca >
    > replicò Desmond > > > > Rebecca inchiodò, insieme alla macchina che li seguiva, da qui parti un urlo > Rebecca disse arrabbiata > > disse Desmond stupito da quella reazione > Desmond rimase stupito > Rebecca rimase imbarazzata > L’assassino divenne lievemente sospettoso. Dopo un quarto d’ora arrivarono a una pista privata stretta in una valle tra due colline disseminate di rovi e arbusti, mentre l’autoradio emanava musica Rock, Rebecca era una tosta.
    > Estrasse una piantina del mini aeroporto > disse Desmond > La donna estrasse due cartucce avvolte nella plastica > poi estrasse una maschera antigas > >. Rebecca posò lo sguardo su di lui e disse > > rispose sarcastico Desmond > poi estrasse una borsa > Rebecca accese il motore e portò Desmond dietro al muro, unica costruzione insieme alla casupola, Desmond scese, corse sul muro, si aggrappò a una sporgenza tra due mattoni, poi a un’ altra, e arrivò in cima, si aggrappò al parapetto, una guardia si stava avvicinando, Desmond sud freddo, ma venne chiamata da un compagno > > Desmond saltò fuor e tagliò la gola ai due, la terza guardia, li vicino si girò, ma Desmond fu più rapido, e le trafisse il cuore. Correndo arrivò alla torre est, si gettò su una pedana con sopra due tonnellate di celofan, risalì il tetto della casupola e infilo le bombe nel comignolo, si infilò la maschera antigas e entrò, tre cadaveri giacevano su altrettante sedie, eseguì le operazioni richieste da Rebecca e scappò verso l’aereo che aveva già la porta aperta, merito di quel geniaccio della sua compagna di missione, entrò, la porta si chiuse e l’aereo cominciò a rullare, così decollo.


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