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    D.D. Il Rivoluzionario


    Premessa: Prima di scrivere il racconto, o meglio, la presentazione della FF (chiamatelo pure Trailer), ho da dire un paio di cose.
    La prima, è che non è una FF che andrà per le lunghe. Penso che in dieci capitoli, o in una settimana, si possa concludere il tutto.
    Seconda cosa... questa FF tocca argomenti delicati, e forse dimenticati da molte persone. Vi dico subito che i vari dialoghi saranno schietti, senza giri di parole, e le descrizioni avranno parti macabre, per far capire al lettore come vanno veramente i fatti.
    Spero che a molti possa piacere la storia. Dimenticate il mio stile di scrittura semi-comica, con battute di qualche pg selezionato apposta; dimenticate cavalli alati e gnomi dispettosi del mondo fantasy...Questa, è tutta un'altra storia.



    Questa è la storia di un uomo dalle mille responsabilità...
    ... è la storia di una famiglia che vive con molte difficoltà...
    ... è la storia di un mondo marcio, dove i nuovi nazisti chiamati i Lord dominano sull'italia, tenendosi per loro le varie ricchezze, e bloccando ai cittadini comuni tutte comodità digitali gli strumenti di comunicazione...
    ... è la storia di una società ormai distrutta, dove si può morire per una semplice influenza, perché i dottori non ci sono, e le medicine sono poche; dove si uccide per poter vivere... e per poter mangiare.


    Cap 1: Via dalla mia proprietà
    Erano passati anni dall'ultima volta che aveva combattuto per un ideale giusto e pericoloso.
    Dragon Dimitriv non aveva avuto una vita allegra... tutt'altro.
    A 15 anni ebbe una figlia, e altri due bambini a 19 e 20 anni. Sua moglie dovette crescere per qualche anno i figli da sola, perché lui era in guerra.
    Come se non bastasse, Dragon aveva avuto difficoltà a superare le ultime guerre... sia mentalmente che fisicamente. La moglie morì qualche anno dopo il suo ritorno a casa.
    Il fratello di lui, Ace (Hibryd), era stato fin da piccolo una testa calda... ma negli ultimi anni e con le cose che erano successe, Ace, a soli vent'anni, si era trasformato in un uomo serio e saggio.
    L'identità Dragon Dimitriv, non era realmente la sua. La sua vera nonché vecchia identità l'aveva lasciata su qualche campo di battaglia.
    Dragon era il nome con cui i compagni di branda lo chiamavano sempre, per il fatto che avesse uno spirito rivoluzionario come un personaggio di un vecchio manga che, ai tempi dei genitori, andava molto di moda. Dimitriv, invece, era il nome che un russo che aveva combattuto con lui nelle ultime guerre, gli aveva affibbiato.
    "Ti posso chiamare Dimitriv? Assomigli molto a mio fratello!" aveva detto.
    Già... la guerra. Per molti, lui era un grande guerriero, ma lui diceva sempre: "Come disse qualcuno, la guerra non fa nessuno grande"
    Ora Dragon Dimitriv, 30 anni, viveva in una casa a nord, lontana dalla città, nascosta fra gli alberi della campagna. Con lui, viveva il fratello vent'enne, la figlia di 15 Krona, il figlio undicenne DJ (sackboy) e la figlia più piccola dell'età di 10 anni Susy (spusan).
    Di tanto in tanto la sorellastra, Elena, li faceva visita, dando soprattutto una mano a Dragon con la famiglia.
    Quel giorno, a far visita alla famiglia, fu un giovane soldato dei nuovi nazisti.
    "Dimitriv" fece il soldato con tono mezzo tedesco. "Passata una buona mattinata?"
    "Non male, direi" fece Dragon. Di tanto in tanto gli cadeva l'occhio sull'immagine che il soldato portava sul petto: un triangolo rosso con sopra una stella nera.
    "Vostra figlia è incantevole" disse il soldato, scorgendo Krona nella veranda.
    "Sei qui per mia figlia, o la tua visita ha a che fare con altri argomenti, Ruben?" domandò gelido.
    "Oh, ma sì" fece il soldato impacciato. "Questa è la lettera di un mio superiore... gli piacerebbe conoscervi, Dimitriv"
    "Se avrò tempo, farò visita al tuo superiore" mentì Dragon.
    "Molto bene! Vi saluto, Dimitriv" e si mi sugli attenti. "Viva i Lord!"
    "Viva i Lord!" rispose Dragon, mentre in mente diceva "i Lord bastardi che creperanno un giorno o l'altro!"
    Ruben si voltò, salì sulla jeep nazista e andò via, dando un ultimo sguardo alla figlia di Dragon.

    "Su!" fece l'uomo in tarda serata. "A dormire!"
    "Voglio giocare ancora con Sale e Pepe" disse Susy, parlando dei due cani. Sale e Pepe erano due pastori tedeschi che favano la guardia alla casa.
    "Domani, Susy. Ora a dormire che è tardi" e detto questo, la bambina andò a dormire, seguita dal fratello DJ.
    "Buonanotte" fece Ace. "Domani voglio andare in città presto" e andò in camera sua.
    Dragon uscì fuori nella veranda. Krona, seduta sul dondolo, accarezzava Fuh-Dog, un terzo pastore tedesco troppo vecchio per fare la guardia, e quindi stava sempre in casa.
    "E tu?" domandò Dragon con un mezzo sorriso. "A dormire, dai..."
    "Stavo pensando... a quest'ora cosa facevano i nonni alla mia età?"
    "Beh... guardavano la tv, o uscivano con gli amici. Ma erano altri tempi"
    "Già" fece lei con un sospiro. "DJ e Susy non l'hanno neanche mai vista una tv, né un cellulare... quanto durerà 'sta storia, papa? Quand'è che potremo usare anche noi le macchine, tornare come una volta? Avere una vita normale come quelli là?"
    "Lo sai come vanno le cose... io sono più preoccupato per le medicine- poi guardò la figlia giù di morale. "Sei giovane... non farti peso di preoccupazioni che spettano a me. Ora vai a dormire"
    Krona si alzò, abbracciò il padre andò a dormire.
    Dragon, ora, era in camera sua, con un bicchierino di liquore in una mano, e con l'altra che grattava la testa di Fuh.
    Sale e Pepe abbaiarono, svegliando tutta la casa.
    Dragon aprì l'armadio, prese un fucile a canne mozze e uscì dalla stanza.
    "Stai buono lì" disse a Fuh, che era intenzionato a seguirlo.
    "Che succede?" domandò Ace.
    "Non lo so..." e intanto Sale e Pepe avevano smesso di abbaiare... brutto segno.
    "State in casa!" ordinò Dragon alla famiglia. "E lontano dalle finestre!"
    Uscì fuori. Sale e Pepe erano stati uccisi... e qualcuno se ne stava cibando. Erano due tizi sporchi dalla testa ai piedi, come se fossero stati dei barboni più barboni che mai. Erano due dei tanti cittadini disperati che avevano toccato il fondo.
    Dragon fece scattare la sicura e i due si alzarono spaventati.
    "Bastardi!"
    "Avevamo fame!" piagnucolò uno dei due.
    Krona guardò la scena dalla finestra, e uno di quei due tizi la guardò con un sorriso.
    Dragon se ne accorse.
    "Non guardare mia figlia, pezzente!" e alzò l'arma.
    "No! Aspetta!" urlò quello, ma la testa gli esplose per il colpo che Dragon gli aveva sparato.
    L'altro pezzente cercò di saltargli addosso, ma Dragon riuscì ad atterrarlo e a rompergli il collo.
    Diede uno sguardo veloce ai corpi straziati di Sale e Pepe, sospirò e fermò le lacrime.

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    Dragon90
    D.D. Il Rivoluzionario


    Premessa: Prima di scrivere il racconto, o meglio, la presentazione della FF (chiamatelo pure Trailer), ho da dire un paio di cose.
    La prima, è che non è una FF che andrà per le lunghe. Penso che in dieci capitoli, o in una settimana, si possa concludere il tutto.
    Seconda cosa... questa FF tocca argomenti delicati, e forse dimenticati da molte persone. Vi dico subito che i vari dialoghi saranno schietti, senza giri di parole, e le descrizioni avranno parti macabre, per far capire al lettore come vanno veramente i fatti.
    Spero che a molti possa piacere la storia. Dimenticate il mio stile di scrittura semi-comica, con battute di qualche pg selezionato apposta; dimenticate cavalli alati e gnomi dispettosi del mondo fantasy...Questa, è tutta un'altra storia.



    Questa è la storia di un uomo dalle mille responsabilità...
    ... è la storia di una famiglia che vive con molte difficoltà...
    ... è la storia di un mondo marcio, dove i nuovi nazisti chiamati i Lord dominano sull'italia, tenendosi per loro le varie ricchezze, e bloccando ai cittadini comuni tutte comodità digitali gli strumenti di comunicazione...
    ... è la storia di una società ormai distrutta, dove si può morire per una semplice influenza, perché i dottori non ci sono, e le medicine sono poche; dove si uccide per poter vivere... e per poter mangiare.


    Cap 1: Via dalla mia proprietà
    Erano passati anni dall'ultima volta che aveva combattuto per un ideale giusto e pericoloso.
    Dragon Dimitriv non aveva avuto una vita allegra... tutt'altro.
    A 15 anni ebbe una figlia, e altri due bambini a 19 e 20 anni. Sua moglie dovette crescere per qualche anno i figli da sola, perché lui era in guerra.
    Come se non bastasse, Dragon aveva avuto difficoltà a superare le ultime guerre... sia mentalmente che fisicamente. La moglie morì qualche anno dopo il suo ritorno a casa.
    Il fratello di lui, Ace (Hibryd), era stato fin da piccolo una testa calda... ma negli ultimi anni e con le cose che erano successe, Ace, a soli vent'anni, si era trasformato in un uomo serio e saggio.
    L'identità Dragon Dimitriv, non era realmente la sua. La sua vera nonché vecchia identità l'aveva lasciata su qualche campo di battaglia.
    Dragon era il nome con cui i compagni di branda lo chiamavano sempre, per il fatto che avesse uno spirito rivoluzionario come un personaggio di un vecchio manga che, ai tempi dei genitori, andava molto di moda. Dimitriv, invece, era il nome che un russo che aveva combattuto con lui nelle ultime guerre, gli aveva affibbiato.
    "Ti posso chiamare Dimitriv? Assomigli molto a mio fratello!" aveva detto.
    Già... la guerra. Per molti, lui era un grande guerriero, ma lui diceva sempre: "Come disse qualcuno, la guerra non fa nessuno grande"
    Ora Dragon Dimitriv, 30 anni, viveva in una casa a nord, lontana dalla città, nascosta fra gli alberi della campagna. Con lui, viveva il fratello vent'enne, la figlia di 15 Krona, il figlio undicenne DJ (sackboy) e la figlia più piccola dell'età di 10 anni Susy (spusan).
    Di tanto in tanto la sorellastra, Elena, li faceva visita, dando soprattutto una mano a Dragon con la famiglia.
    Quel giorno, a far visita alla famiglia, fu un giovane soldato dei nuovi nazisti.
    "Dimitriv" fece il soldato con tono mezzo tedesco. "Passata una buona mattinata?"
    "Non male, direi" fece Dragon. Di tanto in tanto gli cadeva l'occhio sull'immagine che il soldato portava sul petto: un triangolo rosso con sopra una stella nera.
    "Vostra figlia è incantevole" disse il soldato, scorgendo Krona nella veranda.
    "Sei qui per mia figlia, o la tua visita ha a che fare con altri argomenti, Ruben?" domandò gelido.
    "Oh, ma sì" fece il soldato impacciato. "Questa è la lettera di un mio superiore... gli piacerebbe conoscervi, Dimitriv"
    "Se avrò tempo, farò visita al tuo superiore" mentì Dragon.
    "Molto bene! Vi saluto, Dimitriv" e si mi sugli attenti. "Viva i Lord!"
    "Viva i Lord!" rispose Dragon, mentre in mente diceva "i Lord bastardi che creperanno un giorno o l'altro!"
    Ruben si voltò, salì sulla jeep nazista e andò via, dando un ultimo sguardo alla figlia di Dragon.

    "Su!" fece l'uomo in tarda serata. "A dormire!"
    "Voglio giocare ancora con Sale e Pepe" disse Susy, parlando dei due cani. Sale e Pepe erano due pastori tedeschi che favano la guardia alla casa.
    "Domani, Susy. Ora a dormire che è tardi" e detto questo, la bambina andò a dormire, seguita dal fratello DJ.
    "Buonanotte" fece Ace. "Domani voglio andare in città presto" e andò in camera sua.
    Dragon uscì fuori nella veranda. Krona, seduta sul dondolo, accarezzava Fuh-Dog, un terzo pastore tedesco troppo vecchio per fare la guardia, e quindi stava sempre in casa.
    "E tu?" domandò Dragon con un mezzo sorriso. "A dormire, dai..."
    "Stavo pensando... a quest'ora cosa facevano i nonni alla mia età?"
    "Beh... guardavano la tv, o uscivano con gli amici. Ma erano altri tempi"
    "Già" fece lei con un sospiro. "DJ e Susy non l'hanno neanche mai vista una tv, né un cellulare... quanto durerà 'sta storia, papa? Quand'è che potremo usare anche noi le macchine, tornare come una volta? Avere una vita normale come quelli là?"
    "Lo sai come vanno le cose... io sono più preoccupato per le medicine- poi guardò la figlia giù di morale. "Sei giovane... non farti peso di preoccupazioni che spettano a me. Ora vai a dormire"
    Krona si alzò, abbracciò il padre andò a dormire.
    Dragon, ora, era in camera sua, con un bicchierino di liquore in una mano, e con l'altra che grattava la testa di Fuh.
    Sale e Pepe abbaiarono, svegliando tutta la casa.
    Dragon aprì l'armadio, prese un fucile a canne mozze e uscì dalla stanza.
    "Stai buono lì" disse a Fuh, che era intenzionato a seguirlo.
    "Che succede?" domandò Ace.
    "Non lo so..." e intanto Sale e Pepe avevano smesso di abbaiare... brutto segno.
    "State in casa!" ordinò Dragon alla famiglia. "E lontano dalle finestre!"
    Uscì fuori. Sale e Pepe erano stati uccisi... e qualcuno se ne stava cibando. Erano due tizi sporchi dalla testa ai piedi, come se fossero stati dei barboni più barboni che mai. Erano due dei tanti cittadini disperati che avevano toccato il fondo.
    Dragon fece scattare la sicura e i due si alzarono spaventati.
    "Bastardi!"
    "Avevamo fame!" piagnucolò uno dei due.
    Krona guardò la scena dalla finestra, e uno di quei due tizi la guardò con un sorriso.
    Dragon se ne accorse.
    "Non guardare mia figlia, pezzente!" e alzò l'arma.
    "No! Aspetta!" urlò quello, ma la testa gli esplose per il colpo che Dragon gli aveva sparato.
    L'altro pezzente cercò di saltargli addosso, ma Dragon riuscì ad atterrarlo e a rompergli il collo.
    Diede uno sguardo veloce ai corpi straziati di Sale e Pepe, sospirò e fermò le lacrime.


    bravo bell'inizio!:thumbsup:
    Testimone di Geova:"Signore conosce la Bibbia?"
    Rat Man:"Ho quella di Chuck Norris.."


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    Dragon90
    D.D. Il Rivoluzionario


    Premessa: Prima di scrivere il racconto, o meglio, la presentazione della FF (chiamatelo pure Trailer), ho da dire un paio di cose.
    La prima, è che non è una FF che andrà per le lunghe. Penso che in dieci capitoli, o in una settimana, si possa concludere il tutto.
    Seconda cosa... questa FF tocca argomenti delicati, e forse dimenticati da molte persone. Vi dico subito che i vari dialoghi saranno schietti, senza giri di parole, e le descrizioni avranno parti macabre, per far capire al lettore come vanno veramente i fatti.
    Spero che a molti possa piacere la storia. Dimenticate il mio stile di scrittura semi-comica, con battute di qualche pg selezionato apposta; dimenticate cavalli alati e gnomi dispettosi del mondo fantasy...Questa, è tutta un'altra storia.



    Questa è la storia di un uomo dalle mille responsabilità...
    ... è la storia di una famiglia che vive con molte difficoltà...
    ... è la storia di un mondo marcio, dove i nuovi nazisti chiamati i Lord dominano sull'italia, tenendosi per loro le varie ricchezze, e bloccando ai cittadini comuni tutte comodità digitali gli strumenti di comunicazione...
    ... è la storia di una società ormai distrutta, dove si può morire per una semplice influenza, perché i dottori non ci sono, e le medicine sono poche; dove si uccide per poter vivere... e per poter mangiare.


    Cap 1: Via dalla mia proprietà
    Erano passati anni dall'ultima volta che aveva combattuto per un ideale giusto e pericoloso.
    Dragon Dimitriv non aveva avuto una vita allegra... tutt'altro.
    A 15 anni ebbe una figlia, e altri due bambini a 19 e 20 anni. Sua moglie dovette crescere per qualche anno i figli da sola, perché lui era in guerra.
    Come se non bastasse, Dragon aveva avuto difficoltà a superare le ultime guerre... sia mentalmente che fisicamente. La moglie morì qualche anno dopo il suo ritorno a casa.
    Il fratello di lui, Ace (Hibryd), era stato fin da piccolo una testa calda... ma negli ultimi anni e con le cose che erano successe, Ace, a soli vent'anni, si era trasformato in un uomo serio e saggio.
    L'identità Dragon Dimitriv, non era realmente la sua. La sua vera nonché vecchia identità l'aveva lasciata su qualche campo di battaglia.
    Dragon era il nome con cui i compagni di branda lo chiamavano sempre, per il fatto che avesse uno spirito rivoluzionario come un personaggio di un vecchio manga che, ai tempi dei genitori, andava molto di moda. Dimitriv, invece, era il nome che un russo che aveva combattuto con lui nelle ultime guerre, gli aveva affibbiato.
    "Ti posso chiamare Dimitriv? Assomigli molto a mio fratello!" aveva detto.
    Già... la guerra. Per molti, lui era un grande guerriero, ma lui diceva sempre: "Come disse qualcuno, la guerra non fa nessuno grande"
    Ora Dragon Dimitriv, 30 anni, viveva in una casa a nord, lontana dalla città, nascosta fra gli alberi della campagna. Con lui, viveva il fratello vent'enne, la figlia di 15 Krona, il figlio undicenne DJ (sackboy) e la figlia più piccola dell'età di 10 anni Susy (spusan).
    Di tanto in tanto la sorellastra, Elena, li faceva visita, dando soprattutto una mano a Dragon con la famiglia.
    Quel giorno, a far visita alla famiglia, fu un giovane soldato dei nuovi nazisti.
    "Dimitriv" fece il soldato con tono mezzo tedesco. "Passata una buona mattinata?"
    "Non male, direi" fece Dragon. Di tanto in tanto gli cadeva l'occhio sull'immagine che il soldato portava sul petto: un triangolo rosso con sopra una stella nera.
    "Vostra figlia è incantevole" disse il soldato, scorgendo Krona nella veranda.
    "Sei qui per mia figlia, o la tua visita ha a che fare con altri argomenti, Ruben?" domandò gelido.
    "Oh, ma sì" fece il soldato impacciato. "Questa è la lettera di un mio superiore... gli piacerebbe conoscervi, Dimitriv"
    "Se avrò tempo, farò visita al tuo superiore" mentì Dragon.
    "Molto bene! Vi saluto, Dimitriv" e si mi sugli attenti. "Viva i Lord!"
    "Viva i Lord!" rispose Dragon, mentre in mente diceva "i Lord bastardi che creperanno un giorno o l'altro!"
    Ruben si voltò, salì sulla jeep nazista e andò via, dando un ultimo sguardo alla figlia di Dragon.

    "Su!" fece l'uomo in tarda serata. "A dormire!"
    "Voglio giocare ancora con Sale e Pepe" disse Susy, parlando dei due cani. Sale e Pepe erano due pastori tedeschi che favano la guardia alla casa.
    "Domani, Susy. Ora a dormire che è tardi" e detto questo, la bambina andò a dormire, seguita dal fratello DJ.
    "Buonanotte" fece Ace. "Domani voglio andare in città presto" e andò in camera sua.
    Dragon uscì fuori nella veranda. Krona, seduta sul dondolo, accarezzava Fuh-Dog, un terzo pastore tedesco troppo vecchio per fare la guardia, e quindi stava sempre in casa.
    "E tu?" domandò Dragon con un mezzo sorriso. "A dormire, dai..."
    "Stavo pensando... a quest'ora cosa facevano i nonni alla mia età?"
    "Beh... guardavano la tv, o uscivano con gli amici. Ma erano altri tempi"
    "Già" fece lei con un sospiro. "DJ e Susy non l'hanno neanche mai vista una tv, né un cellulare... quanto durerà 'sta storia, papa? Quand'è che potremo usare anche noi le macchine, tornare come una volta? Avere una vita normale come quelli là?"
    "Lo sai come vanno le cose... io sono più preoccupato per le medicine- poi guardò la figlia giù di morale. "Sei giovane... non farti peso di preoccupazioni che spettano a me. Ora vai a dormire"
    Krona si alzò, abbracciò il padre andò a dormire.
    Dragon, ora, era in camera sua, con un bicchierino di liquore in una mano, e con l'altra che grattava la testa di Fuh.
    Sale e Pepe abbaiarono, svegliando tutta la casa.
    Dragon aprì l'armadio, prese un fucile a canne mozze e uscì dalla stanza.
    "Stai buono lì" disse a Fuh, che era intenzionato a seguirlo.
    "Che succede?" domandò Ace.
    "Non lo so..." e intanto Sale e Pepe avevano smesso di abbaiare... brutto segno.
    "State in casa!" ordinò Dragon alla famiglia. "E lontano dalle finestre!"
    Uscì fuori. Sale e Pepe erano stati uccisi... e qualcuno se ne stava cibando. Erano due tizi sporchi dalla testa ai piedi, come se fossero stati dei barboni più barboni che mai. Erano due dei tanti cittadini disperati che avevano toccato il fondo.
    Dragon fece scattare la sicura e i due si alzarono spaventati.
    "Bastardi!"
    "Avevamo fame!" piagnucolò uno dei due.
    Krona guardò la scena dalla finestra, e uno di quei due tizi la guardò con un sorriso.
    Dragon se ne accorse.
    "Non guardare mia figlia, pezzente!" e alzò l'arma.
    "No! Aspetta!" urlò quello, ma la testa gli esplose per il colpo che Dragon gli aveva sparato.
    L'altro pezzente cercò di saltargli addosso, ma Dragon riuscì ad atterrarlo e a rompergli il collo.
    Diede uno sguardo veloce ai corpi straziati di Sale e Pepe, sospirò e fermò le lacrime.


    Insolito, violento, potente, angosciante....avevi ragione, questa storia sarà di una serietà agghiacciante. Ottimo Dragon, ottimo.
    @ Portare il nome Ace mi rende gioioso oltre ogni dire^^

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
  4.     Mi trovi su: Homepage #8160404
    Gianlu94bravo bell'inizio!:thumbsup:


    kukins97bella veramnete bella,come piace a me,una fan fiction di guerra.


    BilboUeilà!Beh,è veramente bello...anche se sarà effimero...


    _HibrydTheory_Insolito, violento, potente, angosciante....avevi ragione, questa storia sarà di una serietà agghiacciante. Ottimo Dragon, ottimo.
    @ Portare il nome Ace mi rende gioioso oltre ogni dire^^


    grazie a tutti :laugh:

  5.     Mi trovi su: Homepage #8160405
    Kurosaki_IchigoLa storia è bella e mi piace come l'hai scritta, ma la scena dove Dragon spara a quell'uomo, senza un motivo valido, l'ho trovata esagerata...:laugh:
    Ho capito che gli avevano ucciso i cani e che aveva guardato sua figlia, ma non è stato troppo impulsivo?


    vedo che te ne sei accorto :wink:. più in là nella storia si scopriranno varie cose, anche che ogni azione ha un motivo.

  6.     Mi trovi su: Homepage #8160408
    Cap 2: Dirlo e non pensarlo

    "Avevo detto di stare lontano dalle finestre" disse irato Dragon.
    "Scusa" fece subito Krona. "Pensavo ti servisse una mano"
    "La prossima volta ascoltami e non fare di testa tua!" e si girò verso Ace. "Dammi una mano a seppellirli"
    "Chi?"
    "Sale e Pepe..." rispose Dragon cercando i badili. "Invece, quei 2 li lasciamo nella foresta... il più lontano possibile da qui. Con i cavalli farò in fretta"
    I due fratelli scavaraono due fosse per i cani, mentre Fuh-Dog stava a gaurdare con aria triste.
    Così andavano le cose, purtroppo. I più fortunati, come Dragon e la sua famiglia, avevano due pasti assicurati ogni giorno (anche se miseri), e un tetto sopra la testa. Per altri, invece, non c'era speranza. Quella che la gente di strada viveva, era una vita dannata, triste, violenta e senza via d'uscita. L'unico modo per vivere, era cavarsela senza l'aiuto di nessuno.
    Passarono un paio di giorni dall'accaduto. Non tutta la famiglia, però, sembrava aver dimenticato tutto.
    "Non riesci a dormire, DJ?" gli domandò il padre una sera buia.
    "Ho gli incubi... sogno una figura nera che mi vuole mangiare..."
    Anche la più piccola, Susy, sembrava aver qualche problema. Tutte le volte che usciva di casa con il padre, voleva che il genitore la prendesse in braccio, visto che in lei era nata una certa paura verso gli estranei.
    La mattina, Dragon e Ace accompagnarono i ragazzi a scuola... sempre se si possa chiamare così. La distinzione tra classi non c'era e le uniche materie di studio erano italiano e storia (entrambe non approfondite). Nient'altro. Solo quelle due. I nuovi nazisti volevano l'assoluta ignoranza del popolo.
    E mentre i ragazzi erano a scuola, Dragon e Ace arrotondavano lo stipendio del primo con un paio di lavoretti. Infatti, essendo un ex militare, lo stato pagava Dragon ogni mese, anche se lo stipendio era misero.
    Finito il lavoro nei campi, i due fratelli si rifugiarono in un bar della città, per bere qualcosa prima dell'uscita di scuola dei ragazzi.
    "Mi sta guardando?" domandò Ace al fratello.
    Dragon scorse lo sguardo della bella barista dietro il bancone.
    "Vacci a parlare"
    "Sei matto... e che le dico?" fece Ace imbarazzato.
    "Le parole ti verranno da sole... credo"
    Ace abbassò lo sguardo, mentre Dragon guardò fuori. Ruben, il soldato dei nuovi nazisti, stava facendo avanti e indietro per piazza. Sembra nervoso. Sembrava anche che stesse ripassando qualche discorso da dire.
    Ruben non aveva mai dato problemi alla famiglia Dimitriv, ma Dragon odiava quel che il soldato rappresentava. Perciò, più stava lontano da loro e meglio era.
    Il sangue gli ribollì nelle vene, quando vide Ruben fermare Krona e parlarle.
    I due fratelli si alzarono assieme e uscirono dal bar.
    "Ruben" fece Dragon. "C'è qualcosa che devi dirmi?"
    Ruben sembra essere a disagio. "Dimitrivi, io..."
    "Krona, va da tuo zio" disse brusco alla figlia.
    "Papà, guarda che non stava..."
    "Ora!" e la ragazza si allontanò. Sembrava arrabbiata.
    "Dimitriv, io..."
    "Se c'è qualcosa che devi dirmi, dillo direttamente a me!" disse gelido Dragon.
    "Dimitriv, voi avete tutto il mio rispetto, ma avete..."
    "Allora arrivederci, Ruben!" e senza altri indugi andò via.

    Dragon e Krona non si scambiarono la parola per tutto il giorno, fino alla sera durante la cena.
    "Ottimo questo pollo!" fece Ace.
    "Oggi a scuola, un mio compagno stava fumando... ed è più piccolo di me" disse DJ.
    "Si vede che non ascolta i genitori" disse Dragon, cercando di alludere a quel che era successo quel mattino.
    "Se lo beccano..." sospirò Susy. "Ho preso 8 in storia"
    "Brava la mia bambina" disse con un sorriso il padre.
    "Poi lo zio ti fa un regalo per il voto preso" fece Ace sorridente.
    "Krona, tu cosa hai fatto a scuola?" domandò Dragon.
    Krona non rispose subito: "Mi credi una mocciosa?" sbottò al padre.
    Ace ingoiò e ridisse "Ottimo questo pollo!"
    "Chiudi la bocca" fece Dragon, senza distogliere lo sguardo dalla figlia.
    "Okay..."
    "Cosa vorresti dire con questo?" domandò il padre alla figlia.
    "Me la sarei cavata benissimo con quel Ruben!" disse lei e si alzò da tavola, diretta in camera sua.
    Dragon la seguì. "Ferma lì, signorina!"
    "E' vero!" urlò lei. "Mi credi una bambina che ha bisogno del papà per ogni cosa! Me la so cavare, io! Non sono una mocciosa!"
    "Abbassa la voce, con me!" urlò il padre. "Quel soldato ti ha messo gli occhi addosso, lo so per certo! Tu devi stare lontano da lui!"
    "Vedi?! Continui a dirmi cosa devo fare! La mamma mi avrebbe dato più fiducia! Più libertà! Sai quante volte la rimpiango!?"
    "Non mettere tua madre in mezzo!" urlò Dragon. Il ricordo della morte della moglie non era ancora stato superato. "Non parlare di cose che non capisci! Tu, fin quando vivi qui, farai quel che dico io!"
    Ace, intanto, cercava di non far sentire agli altri due nipoti il litigio di Krona e Dragon. Ma la cosa era difficile.
    "Ti odio!" urlò Krona.
    "Come ti permetti?" urlò Dragon.
    "Ti odio! Ti odio! Vorrei che fossi morto tu e non la mamma!"
    "Ti odio anch'io, stronzetta! Da quando sei nata la mia vita è andata a puttane!"
    Dragon si accorse troppo tardi delle sue parole. Cercò di prendere la mano della figlia e di scusarsi, ma il danno era già stato fatto.
    "Lasciami! Lasciami!" urlò lei e si chiuse in camera.

    Nota: questo capitolo, mi è stato suggerito dalla mia ragazza, per far capire la situazione, ovvero che i problemi non sono solo fuori casa, ma anche dentro.

  7. Better call Saul!  
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    Bel capitolo, Dragon lo trovo troppo protettivo però...:sleep:

    Dragon90
    "Ti odio!" urlò Krona.
    "Come ti permetti?" urlò Dragon.
    "Ti odio! Ti odio! Vorrei che fossi morto tu e non la mamma!"
    "Ti odio anch'io, stronzetta! Da quando sei nata la mia vita è andata a puttane!"


    Questa parte è durissima, ma è di grande effetto!
    Ottimo Capitolo! ^_^
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    Dragon90Cap 2: Dirlo e non pensarlo

    "Avevo detto di stare lontano dalle finestre" disse irato Dragon.
    "Scusa" fece subito Krona. "Pensavo ti servisse una mano"
    "La prossima volta ascoltami e non fare di testa tua!" e si girò verso Ace. "Dammi una mano a seppellirli"
    "Chi?"
    "Sale e Pepe..." rispose Dragon cercando i badili. "Invece, quei 2 li lasciamo nella foresta... il più lontano possibile da qui. Con i cavalli farò in fretta"
    I due fratelli scavaraono due fosse per i cani, mentre Fuh-Dog stava a gaurdare con aria triste.
    Così andavano le cose, purtroppo. I più fortunati, come Dragon e la sua famiglia, avevano due pasti assicurati ogni giorno (anche se miseri), e un tetto sopra la testa. Per altri, invece, non c'era speranza. Quella che la gente di strada viveva, era una vita dannata, triste, violenta e senza via d'uscita. L'unico modo per vivere, era cavarsela senza l'aiuto di nessuno.
    Passarono un paio di giorni dall'accaduto. Non tutta la famiglia, però, sembrava aver dimenticato tutto.
    "Non riesci a dormire, DJ?" gli domandò il padre una sera buia.
    "Ho gli incubi... sogno una figura nera che mi vuole mangiare..."
    Anche la più piccola, Susy, sembrava aver qualche problema. Tutte le volte che usciva di casa con il padre, voleva che il genitore la prendesse in braccio, visto che in lei era nata una certa paura verso gli estranei.
    La mattina, Dragon e Ace accompagnarono i ragazzi a scuola... sempre se si possa chiamare così. La distinzione tra classi non c'era e le uniche materie di studio erano italiano e storia (entrambe non approfondite). Nient'altro. Solo quelle due. I nuovi nazisti volevano l'assoluta ignoranza del popolo.
    E mentre i ragazzi erano a scuola, Dragon e Ace arrotondavano lo stipendio del primo con un paio di lavoretti. Infatti, essendo un ex militare, lo stato pagava Dragon ogni mese, anche se lo stipendio era misero.
    Finito il lavoro nei campi, i due fratelli si rifugiarono in un bar della città, per bere qualcosa prima dell'uscita di scuola dei ragazzi.
    "Mi sta guardando?" domandò Ace al fratello.
    Dragon scorse lo sguardo della bella barista dietro il bancone.
    "Vacci a parlare"
    "Sei matto... e che le dico?" fece Ace imbarazzato.
    "Le parole ti verranno da sole... credo"
    Ace abbassò lo sguardo, mentre Dragon guardò fuori. Ruben, il soldato dei nuovi nazisti, stava facendo avanti e indietro per piazza. Sembra nervoso. Sembrava anche che stesse ripassando qualche discorso da dire.
    Ruben non aveva mai dato problemi alla famiglia Dimitriv, ma Dragon odiava quel che il soldato rappresentava. Perciò, più stava lontano da loro e meglio era.
    Il sangue gli ribollì nelle vene, quando vide Ruben fermare Krona e parlarle.
    I due fratelli si alzarono assieme e uscirono dal bar.
    "Ruben" fece Dragon. "C'è qualcosa che devi dirmi?"
    Ruben sembra essere a disagio. "Dimitrivi, io..."
    "Krona, va da tuo zio" disse brusco alla figlia.
    "Papà, guarda che non stava..."
    "Ora!" e la ragazza si allontanò. Sembrava arrabbiata.
    "Dimitriv, io..."
    "Se c'è qualcosa che devi dirmi, dillo direttamente a me!" disse gelido Dragon.
    "Dimitriv, voi avete tutto il mio rispetto, ma avete..."
    "Allora arrivederci, Ruben!" e senza altri indugi andò via.

    Dragon e Krona non si scambiarono la parola per tutto il giorno, fino alla sera durante la cena.
    "Ottimo questo pollo!" fece Ace.
    "Oggi a scuola, un mio compagno stava fumando... ed è più piccolo di me" disse DJ.
    "Si vede che non ascolta i genitori" disse Dragon, cercando di alludere a quel che era successo quel mattino.
    "Se lo beccano..." sospirò Susy. "Ho preso 8 in storia"
    "Brava la mia bambina" disse con un sorriso il padre.
    "Poi lo zio ti fa un regalo per il voto preso" fece Ace sorridente.
    "Krona, tu cosa hai fatto a scuola?" domandò Dragon.
    Krona non rispose subito: "Mi credi una mocciosa?" sbottò al padre.
    Ace ingoiò e ridisse "Ottimo questo pollo!"
    "Chiudi la bocca" fece Dragon, senza distogliere lo sguardo dalla figlia.
    "Okay..."
    "Cosa vorresti dire con questo?" domandò il padre alla figlia.
    "Me la sarei cavata benissimo con quel Ruben!" disse lei e si alzò da tavola, diretta in camera sua.
    Dragon la seguì. "Ferma lì, signorina!"
    "E' vero!" urlò lei. "Mi credi una bambina che ha bisogno del papà per ogni cosa! Me la so cavare, io! Non sono una mocciosa!"
    "Abbassa la voce, con me!" urlò il padre. "Quel soldato ti ha messo gli occhi addosso, lo so per certo! Tu devi stare lontano da lui!"
    "Vedi?! Continui a dirmi cosa devo fare! La mamma mi avrebbe dato più fiducia! Più libertà! Sai quante volte la rimpiango!?"
    "Non mettere tua madre in mezzo!" urlò Dragon. Il ricordo della morte della moglie non era ancora stato superato. "Non parlare di cose che non capisci! Tu, fin quando vivi qui, farai quel che dico io!"
    Ace, intanto, cercava di non far sentire agli altri due nipoti il litigio di Krona e Dragon. Ma la cosa era difficile.
    "Ti odio!" urlò Krona.
    "Come ti permetti?" urlò Dragon.
    "Ti odio! Ti odio! Vorrei che fossi morto tu e non la mamma!"
    "Ti odio anch'io, stronzetta! Da quando sei nata la mia vita è andata a puttane!"
    Dragon si accorse troppo tardi delle sue parole. Cercò di prendere la mano della figlia e di scusarsi, ma il danno era già stato fatto.
    "Lasciami! Lasciami!" urlò lei e si chiuse in camera.

    Nota: questo capitolo, mi è stato suggerito dalla mia ragazza, per far capire la situazione, ovvero che i problemi non sono solo fuori casa, ma anche dentro.


    Ma la barista, mi guardava o no? :laugh:
    e nella parte sottolineata in rosso, ho notato una certa ironia^^
    Poi la parte della litigata...come dice Kuro, è dura...quando si è arrabbiati non si capisce più niente.

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]

  D.D. Il Rivoluzionario

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