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    [FONT="Comic Sans MS"]L’aspetto più importante di Heavy Rain è senza ombra di dubbio la trama, chiaramente ispirata -nelle idee- ad alcuni dei thriller più avvincenti degli ultimi anni, tra i quali scorgiamo Zodiac (simpaticamente citato all’interno del gioco stesso) e Saw.
    La vicenda è incentrata infatti sulla serie di omicidi che porta le autorità, ancor prima che iniziamo a giocare, ad aprire un’inchiesta su un fantomatico serial killer, soprannominato “il killer dell’Origami”.
    Il suo modus operandi è sempre lo stesso: vittime molto giovani (sotto i 10 anni) appartenenti a famiglie disagiate, rapite, uccise per affogamento entro un determinato numero di giorni e ritrovate in luoghi simili tra loro, seppur distanti.
    Nel ritmato crescendo che porterà alla possibile risoluzione del caso iniziamo piano piano a conoscere i quattro protagonisti, slegati tra loro e, in alcuni casi, inizialmente estranei alla vicenda.
    Si parte con Ethan Mars, architetto di successo e felice padre di due figli, donatigli da una splendida moglie con cui vive la relazione perfetta in una casa fantastica, nel quartiere residenziale più tranquillo della città.
    La vita che ognuno di noi sognerebbe (non a caso), almeno fin quando un catastrofico ed irreversibile evento non turba per sempre l’equilibrio idilliaco della coppia, che si sfalda irreparabilmente.
    La psiche di Ethan subisce un tremendo scossone, le cui conseguenze lo porteranno, per svariati motivi, molto vicino alla vicenda “dell’Origami”.
    Il secondo attore è Norman Jayden, un giovane profiler dell’FBI inviato da Washington per indagare sul serial killer, che si avvale di un nuovissimo prototipo iper-tecnologico chiamato ARI: un paio di comunissimi occhiali abbinati ad un guanto che consentono al detective di analizzare ed immagazzinare in tempo reale qualunque traccia chimico-organica.
    Le sua determinazione e le sue integerrime qualità morali, in chiara contrapposizione alla dipendenza da stimolanti, lo porteranno a seguire una pista ben precisa, irta di scontri diretti con colleghi ed “avversari”.
    Troviamo poi Scott Shelby, investigatore privato designato dalle famiglie delle vittime del killer per far luce su una vicenda che pare sfuggire alla polizia ogni giorni di più.
    La sua mole goffa ed imponente ed il suo carattere da “bonaccione” nascondono un uomo più che mai determinato, che non disdegna, ove servisse ad uno scopo “più nobile”, l’uso della forza bruta.
    L’ultima, ma non meno importante, è Madison Page, avvenente giornalista afflitta da una curiosa forma d’insonnia che non le da pace quando si stende nel suo letto, costringendola spesso ad inforcare la fidata motocicletta per un poco allettante tour dei Motel di zona.
    Anche lei, inizialmente estranea, diventa protagonista delle indagini (aiutata dal fiuto giornalistico) quasi per caso, nell’intento di aiutare un “amico” e redimere la propria coscienza.
    Ognuno di questi personaggi, in Heavy Rain, avrà un suo personalissimo destino, sul quale influiranno in primis le scelte del giocatore ed in un secondo momento le azioni legate agli altri protagonisti.
    Molti, da questo punto di vista, i colpi di scena, i repentini stravolgimenti e i momenti in cui emozionarsi e gridare allo schermo, imprecando per una fatale distrazione o per la smania di intervenire in una situazione.
    Come in ogni thriller investigativo, infatti, le indagini porteranno a scavare nell’intimo di ogni sospettato, nelle sue abitudini, nella sua famiglia e fra le sue frequentazioni, correndo sempre sul filo del rasoio.
    Ed è proprio la tensione, oltre al fascino intrinseco della vicenda, ad immergere il giocatore in una delle avventure più avvincenti nella storia dei videogiochi, dove ogni minuscolo particolare è significativo, dove tutto viene vissuto sulla propria pelle, dove non c’è spazio per l’errore, non c’è la possibilità (e la voglia) di “ricaricare” ma, soprattutto, dove le scelte contano davvero.
    Tutti questi particolari, assieme a molti altri che preferiamo non svelare, contribuiscono a delineare una trama molto solida dall’inizio alla fine, estremamente matura e ricca di possibili sfaccettature (e diversi finali).
    Parlare di gameplay riguardo ad una produzione come Heavy Rain è quasi impossibile, poichè per sua stessa natura il titolo non può nemmeno essere iscritto in una delle pur tante categorie che popolano il mondo che tanto ci appassiona.
    Dal punto di vista prettamente ludico, insomma, si tratta fondamentalmente di un’evoluzione di ciò che possiamo chiamare film-interattivo.
    In Pratica:
    Grafica=97...I Volti sono impressionanti,solo qualche piccolo bug,ma si può anche chiudere un occhio per questo grande gioco
    Sonoro=96...E' tutto collegato alla perfezione con la storia
    Longevita=93...Ampiamente Rigiocabile(anche per la vasta varietà di trofei)
    Divertimento=95...La storia ti coinvolgerà,emozioni a non finire...
    Voto=96...Che dire..."UNICO"[/FONT]

    Spoiler->Non Ci Posso credere,Scott Shelby l'assassino...
    Aspetto molti commenti su questa mia recensione,il gioco l'ho appena finito,e subito ho pensato di fare la mia recensione,spero vi piaccia...:thumbsup:

  Heavy Rain...Recensione Di Dario!

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