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    Premetto che in questo mio racconto, ci saranno alcune cose copiate da film, oppure cose copiate da libri e via discorrendo....

    Colonna sonora: http://www.youtube.com/watch?v=YLHpvjrFpe0

    Capitolo 1:

    Hibryd era seduto sulla sua poltrona, ritornato stanco morto dal lavoro, dopo una dura giornata come quella, niente per lui era meglio che rilassarsi sulla propria poltroncina fumandosi una deca* di maria...
    Quell'effetto un po allucinogeno, che lo faceva sballare non poco, gli dava un senso di pace, di equilibrio interiore, che nessun'altra cosa sapeva dargli.
    Qualcuno bussò alla porta, Hibryd, che non chiudeva mai la porta, disse "Chiunque tu sia entra pure, la porta è aperta...". Hibryd si stupì della persona che entrò a casa sua, era da anni che non lo vedeva, e all'inizio fu un po incerto sulla vera identità di quell'uomo "Fox....sei davvero tu amico mio?" l'uomo rispose "Si Hibryd, sono proprio io..." I due si guardarono negli occhi, esattamente 5 anni prima, erano in quella stessa stanza, e stavano litigando per una cosa...anzi, per una persona...da li in poi, le loro strade si erano divise...Hibryd era diventato un investigatore privato, mentre Fox era diventato il capo della squadra omicidi di Roma....Hibryd, prima sorpreso, adesso era curioso di sapere, che cosa volesse il suo vecchio amico, per quale motivo si fosse scomodato per fargli quella visita...
    "Ebbene? per quale motivo sei qui Fox? di certo non per una visita di cortesia..." Fox sorrise "Non hai perso la tua arroganza vedo...bene sarò breve, mi serve il tuo aiuto..." Il suo aiuto? e che razza di aiuto voleva Fox? l'uomo che si era fatto un nome da solo, senza essere aiutato da nessuno?
    "Aiuto?Tu?....beh, c'è una prima volta per tutti e tutto...ti serve forse la mia abilità di investigatore?" "Si, sei famoso qui a Milano, tutti parlano di come riesci sempre a smascherare e far arrestare i criminali...manco fossi Sherlock Holmes.." "Diciamo che me la cavo...e per cosa ti servono le mie doti?" Lo sguardo di Fox si fece di una serietà assoluta "Sono sulle tracce di un serial Killer, ha già ucciso 10 persone, e in un suo messaggio, ha lasciato intendere che non si fermerà...." "Un suo messaggio?" Hibryd era rimasto colpito da quell'affermazione...aveva avuto a che fare con vari serial killer, ma non aveva mai sentito di uno di quelli che lasciava un messaggio..."Che tipo di messaggio?" Fox divenne sempre più serio "L'ha scritto su il muro della casa della sua ultima vittima...con il sangue..." Hibryd non disse nulla...pensava solo che quell'assassino, avesse molto stile...riflettee un attimo, uno soltanto, ed infine, pronunciò quelle parole "Va bene Fox, ti aiuterò a cercare questo assassino" Il volto di Fox si rasserenò un poco "Mi fa piacere...forse, avremo modo di risolvere quella faccenda...sempre che tu sia d'accordo..." "Per quanto mi riguarda io l'ho già risolta...è che fatico ancora ad accettarlo..." Fox posò la sua mano sulla spalla di Hibryd "E' sempre dura accettare la realtà delle cose...ma è essenziale che tu la accetti...in modo da vivere la tua vita senza rimpianti...come dicevi tu un tempo, dico bene?" Hibryd quasi si commosse sentendo quelle parole "Si amico mio, una vita senza rimpianti..." Fox era visibilmente contento "Preparati in fretta, partiremo subito per Roma..." "Ok, dammi 5 minuti..." Hibryd, andò in camera sua, preparò tutto l'occorrente, e prima di uscire prese le sue due compagne più fidate, la pistola da lui ribattezzata Castigo, e la sua spada da lui ribattezzata Miseria.
    Hibryd aveva sempre avuto questa fissa della vendetta...e quei nomi erano perfetti per le armi di un vendicatore....
    Raggiunse Fox, questi prima di uscire in quella fredda notte di dicembre gli disse "Hibryd, mi raccomando, per una volta nella tua vita, chiudi quella stramaledetta porta".

    * Deca= 10 euro di maria, una dose personale diciamo, con quella i poliziotti non ti dicono niente.

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
  2. Utente non attivo.  
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    _HibrydTheory_Premetto che in questo mio racconto, ci saranno alcune cose copiate da film, oppure cose copiate da libri e via discorrendo....

    Capitolo 1:

    Hibryd era seduto sulla sua poltrona, ritornato stanco morto dal lavoro, dopo una dura giornata come quella, niente per lui era meglio che rilassarsi sulla propria poltroncina fumandosi una deca* di maria...
    Quell'effetto un po allucinogeno, che lo faceva sballare non poco, gli dava un senso di pace, di equilibrio interiore, che nessun'altra cosa sapeva dargli.
    Qualcuno bussò alla porta, Hibryd, che non chiudeva mai la porta, disse "Chiunque tu sia entra pure, la porta è aperta...". Hibryd si stupì della persona che entrò a casa sua, era da anni che non lo vedeva, e all'inizio fu un po incerto sulla vera identità di quell'uomo "Fox....sei davvero tu amico mio?" l'uomo rispose "Si Hibryd, sono proprio io..." I due si guardarono negli occhi, esattamente 5 anni prima, erano in quella stessa stanza, e stavano litigando per una cosa...anzi, per una persona...da li in poi, le loro strade si erano divise...Hibryd era diventato un investigatore privato, mentre Fox era diventato il capo della squadra omicidi di Roma....Hibryd, prima sorpreso, adesso era curioso di sapere, che cosa volesse il suo vecchio amico, per quale motivo si fosse scomodato per fargli quella visita...
    "Ebbene? per quale motivo sei qui Fox? di certo non per una visita di cortesia..." Fox sorrise "Non hai perso la tua arroganza vedo...bene sarò breve, mi serve il tuo aiuto..." Il suo aiuto? e che razza di aiuto voleva Fox? l'uomo che si era fatto un nome da solo, senza essere aiutato da nessuno?
    "Aiuto?Tu?....beh, c'è una prima volta per tutti e tutto...ti serve forse la mia abilità di investigatore?" "Si, sei famoso qui a Milano, tutti parlano di come riesci sempre a smascherare e far arrestare i criminali...manco fossi Sherlock Holmes.." "Diciamo che me la cavo...e per cosa ti servono le mie doti?" Lo sguardo di Fox si fece di una serietà assoluta "Sono sulle tracce di un serial Killer, ha già ucciso 10 persone, e in un suo messaggio, ha lasciato intendere che non si fermerà...." "Un suo messaggio?" Hibryd era rimasto colpito da quell'affermazione...aveva avuto a che fare con vari serial killer, ma non aveva mai sentito di uno di quelli che lasciava un messaggio..."Che tipo di messaggio?" Fox divenne sempre più serio "L'ha scritto su il muro della casa della sua ultima vittima...con il sangue..." Hibryd non disse nulla...pensava solo che quell'assassino, avesse molto stile...riflettee un attimo, uno soltanto, ed infine, pronunciò quelle parole "Va bene Fox, ti aiuterò a cercare questo assassino" Il volto di Fox si rasserenò un poco "Mi fa piacere...forse, avremo modo di risolvere quella faccenda...sempre che tu sia d'accordo..." "Per quanto mi riguarda io l'ho già risolta...è che fatico ancora ad accettarlo..." Fox posò la sua mano sulla spalla di Hibryd "E' sempre dura accettare la realtà delle cose...ma è essenziale che tu la accetti...in modo da vivere la tua vita senza rimpianti...come dicevi tu un tempo, dico bene?" Hibryd quasi si commosse sentendo quelle parole "Si amico mio, una vita senza rimpianti..." Fox era visibilmente contento "Preparati in fretta, partiremo subito per Roma..." "Ok, dammi 5 minuti..." Hibryd, andò in camera sua, preparò tutto l'occorrente, e prima di uscire prese le sue due compagne più fidate, la pistola da lui ribattezzata Castigo, e la sua spada da lui ribattezzata Miseria.
    Hibryd aveva sempre avuto questa fissa della vendetta...e quei nomi erano perfetti per le armi di un vendicatore....
    Raggiunse Fox, questi prima di uscire in quella fredda notte di dicembre gli disse "Hibryd, mi raccomando, per una volta nella tua vita, chiudi quella stramaledetta porta".

    * Deca= 10 euro di maria, una dose personale diciamo, con quella i poliziotti non ti dicono niente.


    Bello si prospetta una storia molto interessante
  3.     Mi trovi su: Homepage #8514104
    Grazie a tutti^^
    P.S. comunque si^^l'espressione giuda ballerino l'ho presa da Dylan Dog

    Capitolo 12

    Hibryd camminava per le strade di Roma, con la perenne sensazione che qualcuno lo stesse seguendo, il che era anche vero, ma lasciamo perdere...
    Davanti a lui, come per magia, si materializzò un uomo, era alto e pallido come la morte....Hibryd andò incontro a questo strano tizio, ma egli, sbarrò la strada ad Hibryd, quest'ultimo era comprensibilmente scazzato "Wei amico, mi lasci passare? sai non ho molto tempo..." L'uomo rimase davanti ad Hibryd, in silenzio, con un sorriso tutt'altro che benevolo stampato in faccia.
    "Chi sei?" chiese infine Hibryd, l'uomo finalmente proferì verbo " Non credo possa interessarti, sto per farti fuori dopotutto..." dopo quelle parole estrasse la sua pistola e fece fuoco, i proiettili colpirono Hibryd in pieno petto. Il corpo di Hibryd rovinò a terra, e il mietitore stava per andarsene, soddisfatto del compito svolto....quando gli si ghiacciò il sangue nelle vene, quando sentì la voce di Hibryd da dietro di lui "E così tu saresti Tikkio vero?"
    L'uomo prima sorpreso, ora rideva "Allora non ti chiamano Mago per niente..."
    I due si guardarono per un po, Hibryd era soddisfatto, il pesce aveva abboccato..."Allora, Hibryd, incominciamo?" "Quando vuoi tu....."
    Hibryd estrasse Castigo e fece fuoco, ma incredibilmente con il solo braccio, Tikkio deviò il proiettile. Quando egli si strappò le maniche della camicia, si rivelarono alla luce del sole, delle braccie tutt'altro che umane, erano demoniache....Subito con un balzo sovraumano fu su Hibryd, che fu sopraffatto dalla forza dell'uomo,superiore addirittura a quella di Dino.
    Si sentì uno sparo che interruppe l'attacco di Tikkio, che lasciò la presa da Hibryd, egli aveva riconosciuto il suono della pistola che aveva sparato quel colpo....Hibryd si rialzò, e al suo fianco vide Demon, più assetato di sangue che mai "Cazzo Demon! E con questa sono due! hai intenzione di salvarmi il culo altre volte?" "beh, non c'è due senza tre..." Tikkio interruppe quella conversazione "Demon?!", Hibryd era sbalordito, come faceva Tikkio a conoscere Demon? okok, erano tutti e due assetati di sangue, ma non credeva a una tale cosa...."Demon che significa?" "E' una storia lunga Hibryd, ora ti prego di andare, ho un conto in sospeso con questo tizio..." Hibryd, che si fidava di Demon, se ne andò senza far storie...
    Ora rimanevano solo loro, Tikkio e Demon, parlò il primo "bene, bene, e così sei venuto qui per farmi fuori?" "Dipende, vuoi far fuori Hibryd?" "Si" "Allora sono costretto a farti fuori Tikkio mi spiace..." "Sei pronto a far fuori tuo fratello?" " Tu non sei mio fratello..." "beh non abbiamo la stessa madre, ma fra demoni, si è tutti fratelli..." Demon estrasse Yoake e Yuyake, Tikkio rise "Allora fai sul serio?" "Io faccio sempre sul serio" "Bene allora" in quel momento Tikkio, si moltiplicò, ora c'erano circa una ventina di Tikkio "Muahahhaha, ora vieni a prendermi...sempre ammesso che ci riesci" dalla schiena di Demon fuoriuscirono delle ali, ali nere, nere come l'oscurità "Ok, sei pronto? sto venendo a prenderti!"

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
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    Capitolo 42 Impossibile da ammansire? Temper, il peccato dell'ira!

    Lucifero andava avanti e indietro per tutta la stanza, sotto lo sguardo divertito di suo figlio Angeal, che tanto per cambiare, si stava scolando una bottiglia di beck's.
    Ad un certo punto Lucifero puntò il dito contro Angeal
    "TU!TU! Maledetto sia il giorno in cui feci sesso con tua madre"
    "Così sia in tutti i secoli e nei secoli..."
    "Non prendermi in giro sai?! 5 dei miei predilettisimi nipoti..."
    "Nipoti?"
    "Si! Nipoti! Hai qualche problema se li chiamo in codesto modo?!"
    "Certo che no!"
    "Molto bene! Comunque sia, 5 dei miei predilettisimi nipoti sono morti, e per questo indovina chi devo ringraziare!"
    "Io?"
    "Si! Proprio tu! idiota che non sei altro!"
    "Eddai! non farla così lunga, dopottutto, se sono morti, ritorneranno qui all'inferno no?"
    "No! figlio ignorante, no! Uccidendoli, quel maledetto di Hibryd, ha purificato i loro spiriti!"
    "Cazzo! questa è una svolta inaspettata della storia!"
    "Già! E sai chi devo ancora ringraziare per questo?"
    "Io?"
    "Si! Proprio tu! cretino dei cretini dell'isola dei perfetti cretini!"
    Detto questo, sollevò sopra la propria testa una scatola contenente birra, e con velocità sovrumana la scagliò addosso al figlio, che con altrettanta velocità, schivò il colpo.
    "Hey! Non possiamo risolvere tutto con una bella chiacchierata?"
    "Una bella chiacchierata? Io ti distruggo!"
    Lucifero prese per il collo Angeal e lo sollevò di peso.
    In quel momento entrarono nella sala Demon e Kuro, che, appena videro la scena, sbiancarono come lenzuoli.
    Lucifero si ricompose in pochi istanti, sistemandosi il colletto, e lasciando cadere pesantemente a terra il povero Angeal, che si lanciò in una serie di imprecazioni.
    "Demon, Kuro! A cosa devo il piacere della vostra visita?"
    Il due si lanciarono un'occhiata complice
    "Nulla per cui la tua malignità debba essere disturbata."
    "Molto bene!" e con un gesto noncurante della mano, li congedò.
    L'attenzione di Lucifero ritornò su Angeal
    "Molto bene! Spero che tu possa darmi una spiegazione convincente!"
    "Ma non avevi detto che..."
    "Dimentica quello che ho detto! E incomincia a parlare!"
    *
    Intanto, Hibryd; Fox e Krona, erano entrati nella stanza in cui gli attendeva l'ultimo dei peccati capitali. La stanza, assomigliava terribilmente a una sala da ballo ottocentesca, nella penombra le distanze parevano aumentare.
    Vagavano oramai da una decina di minuti, ma del peccato capitale, neanche l'ombra.
    "Secondo me..." iniziò Hibryd
    "Se il bastardo non si fa vedere, avremo meno grane."
    "Già, ma così ci ritroveremo con l'avere un nemico sia davanti che dietro." aggiunse Fox
    "Su questo ti devo dare ragione" Ammise Hibryd.
    Passarono altri 5 minuti, nel più completo silenzio, quando Fox raccolse il coraggio per spezzarlo.
    "Hibryd...ti devo dire una cosa.."
    "E questa cosa non può aspettare?"
    "No che non può! Insomma...me l'ha detto Krona poco prima di aver fatto fuori Indolence..."
    Hibryd guardò Krona, e quest'ultima, inspiegabilmente, si fece piccola piccola.
    Strano, pensò fra se e se Hibryd, di solito lei non ha nessun problema a dire in faccia quello che vuol dire..."
    "Ok fratello, spara!"
    "Va bene...il fatto è che..."
    Hibryd, che era oramai concentrato su Fox, non si accorse dei movimenti intorno a lui e ai suoi amici. Qualcosa di duro lo colpì all'addome, e lo fece volare per una ventina di metri, prima di cadere al suolo con uno schianto secco.
    "Ma che caz..."
    La stessa sorte toccò a Fox.
    Krona era l'unica ad essere rimasta in piedi. Attivò lo sharingan, e subito si ripromise che lo avrebbe sempre usato, se prima avesse avuto lo sharingan, quell'attacco poteva essere evitato.
    Intanto, con gli occhi perforati dal dolore, muoveva le pupille a velocità sonica, per riuscire a star dietro alla sagome che stava inseguendo con lo sguardo. L'oscura figura, improvvisamente si slanciò su Krona, pronta a ghermirla. In pochi istanti gli fu addosso, ma prima che potesse toccarla, ma prima che potesse anche solo sfiorarla, una forza arcana respinse la creatura che fu sbalzata all'indietro.
    La figura cadde rovinosamente a terra, senza emetter alcun suono; mentre sul dorso di Krona, andava via via formarsi lo spirito del Susano'o.
    Il demone si stava rialzando, adesso Krona lo vedeva bene. Aveva l'aspetto di un uomo sulla trentina, non troppo alto, muscoloso, ma la cosa che colpì di più Krona, fu la mimica facciale. L'espressione del demone, esprimeva rabbia, furore, odio, nel suo sguardo si intravedeva un istinto omicida.
    Avevano trovato il peccato dell'Ira.
    "E così alla fine ti sei fatto vivo..."
    "Scusa se vi ho fatto aspettare! E' che questo posto è così grande, che alcune volte mi ci perdo anch'io!"
    "Hai tutta la mia comprensione..."
    "Hahahahahah, Tenebra...tenebra...il mio nome è Temper! E sarà anche l'ultimo che sentirai pronunciare in vita!"
    Krona sbuffò, chiuse gli occhi, e abbassò il capo
    "Credimi se ti dico, che non è la prima volta che mi dicono una cosa del genere..."
    "Ti credo, ti credo! Con tutte le volte che abbiamo tentato di farti fuori...mi stupisce che tu sia ancora viva...di solito le piantagrane come te le facciamo a pezzi immediatamente, non so se mi spiego..."
    "Oh, ti sei spiegato benissimo..."
    "Mi fa piacere! hahaahhahaha, sai...chi ti uccidesse..sarebbe ricompensato oltre l'immaginabile..."
    Krona alzò il capo, e inchiodò il suo sguardo a quello di Temper.
    "Ma davvero?...allora, perchè non provi a farmi fuori adesso?"

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
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    Scusate l'attesa :nosmile:

    Capitolo 43 Che lo spettacolo incominci! L'anti Susano'o in azione!

    Temper distolse lo sguardo da Krona, e si concentrò invece sul suo corpo, ma dato che anche quello lo distraeva non poco, decise di attivare il sonar interno. Chiuse gli occhi, e aspettò che la sua abilità fece il resto. Anche se gli occhi erano chiusi, ora riusciva vederla, quel tanto che bastava per colpirla, e quel poco che bastava per non distrarlo. Perfetto...era ora di porre fine alla sua esistenza! Non prima però di essersi divertito con lei ovviamente...aveva le idee chiare su ciò. Si constrinse a non pensare a quello che avrebbe fatto in seguito, ma a quello che avrebbe fatto in quel momento. Senza dare segni di preavviso, si slanciò verso Krona, la quale non si preoccupò minimamente dell'avanzata del nemico. Oramai Temper era a pochi metri, era fatta.
    "Sei mia!"
    Non riuscì nemmeno a sfiorarla, che come prima, fu sbalzato all'indietro con forza incredibile.
    Krona lo guardava divertita
    "Qualche problema?" chiese ironicamente
    Temper si alzò, accecato dalla rabbia e dalla vergogna.
    Si slanciò ancora verso Krona, ma ancora una volta fu sbalzato via.
    Egli si rialzò, questa volta, inspiegabilmente più calmo.
    "Devo darmi una calmata! Questa stronza è più dura del previsto!"
    Riuscì a trovare l'equilibrio interiore. Poche volte cercava di ottenerlo, perchè lui detestava tutto ciò che era calmo, ma detestava ancor di più perdere, perciò, a mali estremi...in pochi secondi elaborò un piano, di riuscita sicura.
    "Ok bambola! Sto venendo a prenderti!" gli gridò Temper
    "Io sono qua che aspetto da ben 5 minuti..." gli disse di rimando Krona
    "Scherzerai ancora per poco" pensò lui fra se e se
    Per la quarta volta Temper si scagliò verso Krona, e per la terza volta fu sbalzato via. Ma questa volta, era riuscito a sfiorarla! Krona sembrava non accorgersene, ma Temper era pienamente consapevole di ciò che era accaduto
    "Sembra che dovrò aumentare ancora un po..."
    Si scagliò una quinta volta, per la quinta volta fu sbalzato via, e questa volta, anche Krona si era accorta, era riuscito a toccarla.
    "Ok, questo è l'ultimo assalto.."
    Per la sesta volta si scagliò, e questa volta, Krona non lo vide arrivare, e nemmeno la difesa del susano'o fu abbastanza veloce da intercettare l'attacco. Temper colpì con furia inaudita il petto di Krona, scagliandola a 20 metri di distanza, e con altrettanta velocità, gli fu addosso di nuovo e eseguì dei colpi complessi, che la tenebra subì uno per uno.
    Krona cadde a terra con uno schianto secco, mentre il susano'o andava pian piano a diradarsi.
    Temper gli fu in un attimo vicino, e troneggiando dall'alto, la scherniva
    "Hahahaha tenebra! Che ti succede?!"
    "Va...a fare....in culo..."
    "hahahahaha, questo linguaggio non si addice ad una signorina come te!"
    Krona intanto sputò sangue
    "Vuoi sapere come ho fatto a superare la tua difesa? Beh, molto semplice, ho notato che ogni volta che aumentavo la velocità di attacco, il susano'o rispondeva ogni volta sempre più lentamente...ho fatto due più due e ecco il risultato! Krona detta la tenebrosa, alla mia mercè! Hahahahahah"
    Krona lo guarò con disgusto, e per tutta risposta gli sputò in faccia
    "Si! Mi piacciono le ragazze cattive come te! Mi divertirò con te! sisi..."
    Temper si avvicinò a Krona, oramai incapace di muovere un muscolo, e lei si mise a piangere
    "Perchè piangi? Hai paura del lupo cattiv..."
    Non fece in tempo a finire la frase, che un pugno lo fece volare via come un fuscello. Fox e Hibryd era apparsi davanti a Krona, pronti a dare la vita per difenderla
    "Non saremmo dovuti intervenire..." disse Hibryd
    "Non dire cazzate! Stava per...stava per..."
    "So benissimo cosa voleva farle! Ma è stato comunque un grave errore intervenire!"
    "E perchè mai?"
    "Non capisci? Lei detesta essera salvata..."
    "Solo perchè lei lo detesta, non posso certo lasciarla morire per compiacerla!"
    "Non sei oggettivo...il tuo amore per lei offusca il tuo giudizio..:"
    "Non dire cazzate!"
    "Saranno anche cazzate, ma è la pura verità..."
    "Si è messa pure a piangere..."
    "Piangeva perchè per l'ennesima volta si è dovuta far aiutare...contro la morte? siamo dovuti intervenire...e tutte le volte che usavo quei stramaledetti occhi, dovevamo sempre stargli intorno! Non capisci che per lei è un peso, quanto per noi, se non di più?"
    Fox sospirò
    "La conosci meglio di me..."
    "Ti sbagli, tu la conosci molto bene, è solo che, come ho detto prima, il tuo amore nei suoi confronti, non ti lascia ragionare a mente lucida."
    "Che cosa facciamo adesso?" chiese Fox
    "Penso che dargli uno di quei fagioli non sarebbe male..."
    "Vada per i fagioli..."
    Fox si avvicinò a Krona, gli sollevò delicatamente la testa, le aprì con dolcezza la bocca, e gli fece mangiare il fagiolo.
    Tenebra sbattè le ciglia, e aprì gli occhi, dopo che la vista gli si fu schiarita del tutto, riuscì a vedere Fox chino su di lei, e Hibryd in piedi davanti a loro
    "Allora?" chiese quest'ultimo "Te la senti o no di continuare?"
    "Non essere così rude! Si è appena ripresa!" lo rimproverò Fox
    "Va bene" disse lei.
    Fox non seppe bene perchè la lasciò andare...forse per la semplicità di quel va bene? forse per averlo detto senza indugi? ancor oggi non lo sa...
    "Fox, riesco ad alzarmi da sola, tranquillo..."
    Krona si alzò da terra, con Fox a guardarla in modo apprensivo, mentre Hibryd la fissava divertito.
    "Bene! vedo che sei motivata! Fox, amico mio, sediamoci, anche se per poco..."
    "Per poco?"
    "Quando Krona è così risoluta a combattere, di solito lo scontro non dura molto..."

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
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    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
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    Kurosaki_IchigoNon ne ho voglia ._.
    Non puoi dirmelo subito?


    Questo è l'ottimismo che dico io! :laugh: (non te lo dico lo stesso intendiamoci :nosmile:) ma apprezzo lo sforzo :laugh:

    Capitolo 44 Krona rischia la vita! Il massimo potenziale del Susano'o!

    Krona lasciò i due compagni di ventura e si avviò verso il suo destino. Fox non si era per niente calmato, e cercava conforto nel suo amico Hibryd
    "Hibryd...dimmi che non le succederà niente!"
    "Non le succederà niente."
    "Non lo dici convinto!"
    "Eh ma cazzo! Mi stai tirando pacchi da 5 minuti per Krona! Stattene qui tranquillo e vedrai che tutto si risolverà per il meglio."
    "Speriamo bene..."
    Nel frattempo Temper si alzò con fatica da terra, furioso come non mai.
    Davanti a lui Krona, in splendida forma per giunta!
    "Comprendo il tuo stupore Temper, ma avresti dovuto capire fin da subito che siamo pieni di risorse."
    "Non fa alcuna differenza oramai! Ho scoperto il segreto del Susano'o! Non puoi più sfuggirmi!"
    "Hai scoperto il segreto del Susaso'o difensivo...ma di quello offensivo che mi racconti? Ne sai qualcosa?"
    Temper si zittì, e comprese di non essere del tutto in vantaggio sulla donna.
    "Carpirò di anch'esso il segreto!"
    "Non ti darò neanche il tempo di ragionare! Sarai morto prima di quanto immagini!"
    "Staremo a vedere!"
    Nel mentre, Hibryd seguiva la discussione divertito
    "Oh-oh, volano scintille!" fu il suo commento
    "E questo vuol dire guai amico mio..." disse Fox
    "Esatto Fox! E dato che i guai sono il nostro divertimento, rallegriamoci!"
    "Ci proverò."
    Intanto i due sfidanti avevano inziato a scontrarsi, e per ora, ad avere la meglio era Temper
    "Hahahaha! Facevi tanto la sbruffona un attimo fa! Che ti succede adesso è?"
    "Devi portare pazienza amico, solo un po di pazienza..."
    "Io sono l'ira! Come puoi pretendere che possa avere un minimo di pazienza?! Preparati a morire invece!"
    "Povero sciocco..."
    Temper afferò Krona, o perlomeno, credette di afferarla, invece, fu come cercare di acchiappare il vento, gli scorrette fra le mani, senza poter in alcun modo toccarla.
    Gli ricomparve dietro, lo girò, così da poterlo guardare direttamente negli occhi, lo prese per il collo, e lo bloccò.
    Il suo sguardo ora era posato sul suo, uno sguardo che avrebbe fatto abbassare il capo a chiunque.
    "Tsukuyomi!"
    Temper provò all'improvviso un dolore lancinante alla testa, era come se gli scoppiasse, ma non riusciva a staccare lo sguardo suo, da quello di tenebra, era come incollato, e neanche gli spasmi del dolore, facevano cambiare posizione alla sua testa.
    "Che diavolo sta...."
    All'improvviso tutto prese a roteare attorno a lui, non riusciva a capire più niente, poi, d'improvviso, si ritrovò incatenato ad una sedia, trapassato da parte a parte da dei chiodi che lo tenevano fisso all'oggetto.
    Davanti a lui Krona, in una versione ancor più inquieta dell'originale, il corpo e il viso deformato in una maschera di morte...solo allora comprese che quello che stava vedendo non era Krona, ma bensì la fusione della tenebrosa con il susano'o, una cosa sola.
    Lo fissava con sguardo giudicatore
    "Temper...sei morto lo sai?"
    "Cosa?"
    "Non ti sei accorto che siamo all'inferno?"
    "Ma..come? Non eravamo prima nell'inferno?"
    "Ah già scusa...questo è peggio!"
    Temper ora era davvero intimorito, tremava, lui, il più forte dei peccati capitali, tremava di fronte ad una donna!
    "No...no...tutto questo non sta accadendo, no! Mi rifiuto di crederci! NO!NO!NO!"
    Krona rise, e quella risata, gli fece accapponare la pelle.
    "Pensala pure così, se ciò ti fa stare meglio..."
    Poi senza dire niente, la tenebrosa si allontanò da lui, scomparendo nell'oscurità, lasciandolo solo...solo....solo....
    "NO! DOVE STAI ANDANDO?! NON LASCIARMI QUI! NO!NO!"
    ma nessuno poteva sentirlo, nessuno, perchè era solo...
    "BASTA!BASTA! VOGLIO MORIRE! UCCIDIMI!UCCIDIMI!NON C'E' LA FACCIO PIU'!"
    Poi, come se qualcuno avesse voluto accontentarlo, si sentìì strappare la vita dal corpo, lasciando il suo essere, soltanto un guscio vuoto, senza scopo di esistere.
    Krona ritorno alla realtà, più sudata e insanguinata che mai, tra le braccia Temper, a cui aveva appena dato un bacio.
    Fox e Hibryd si affrettarono a raggiungerla, e subito gli furono vicino.
    "Krona! Krona! Ti prego rispondimi!
    "F-f-fox...."
    "E' viva! E' viva!"
    "Eh cazzo! Ho capito che è viva tranquillo, non c'è bisogno di gridarlo!"
    "Sei insensibile!"
    "Essere la morte è questo e altro! Se dovessi commuovermi ogni volta che vedo qualcuno morire, dovrei licenziarmi!"
    Krona rise debolmente, per quanto le sue forze le consentivano.
    Hibryd si rivolse allora a lei
    "Che diavolo hai fatto allo sventurato la dietro?! L'hai lasciato in piedi con una faccia da pesce lesso..."
    "Gli ho succhiato via l'anima..."
    Hibryd ammutolì
    "Inquietante...ma come hai fatto?"
    "Il bacio della morte..."
    "Ah! ecco perchè l'ha baciato! pensavo volesti mettere le corna a Fox!"
    "Krona non mi lascerà mai"
    "E come fai ad esserne così sicuro?"
    "Il nostro amore è eterno, vecchio come l'universo..."
    "Che cazzo stai dicendo Fox?! stai forse perdendo la testa?"
    "No cazzo! E' quello che ti stavo per dire prima che quel bastardo ci interrompesse! Ascoltami bene..."
    "No!"
    Krona si era intromessa nella discussione dei due, interrompendola bruscamente.
    "Hibryd! ora quello che devi fare è andare avanti!"
    "E voi?"
    "Fox resterà qui con me..."
    "Ma se ti diamo un fagiolo.."
    "Lo so, lo so, ma le mie ferite sono troppo gravi! Non mi ristabilirei in tempo! E se anche mi portaste con voi, sarei un peso!"
    Hibryd riflettee su quelle parole, e decise che la sua amica non aveva tutti i torti di questo mondo.
    "Va bene...Fox...è nelle tue mani"
    "Tranquillo, sono affidabile, io."
    Hibryd rivolse un sorriso fugace ai due, diede uno dei suoi fagioli a Fox, e dopo di ciò, si dileguò in direzione della fine del percorso, la fine della loro avventura...ma era davvero la fine?
    Prima di scomparire alla vista dei due, si girò verso i suoi compagni.
    "Fox! Attento quando baci Krona!" gridò divertito
    "Fanculo!" fu la risposta.

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
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    foxhound24E che " miseria " due contro uno non e' giusto. Gran capitolo, adesso spero vivamente di vedere Fox in tutta la sua potenza.


    Non penso che ti accontenterò così presto :D

    Krona
    Bello figlio!
    *anche nella mia One Last Time c'è un Fox vs Kuro ... ma è un pochino diverso


    Oh My Good :lol:

    Ravensi bello il capitolo,bravo fox che fa il culo a kuro e a demon ma..... io volevo sentire la storia!!!!!


    Devo creare la suspense :laugh:

    Kurosaki_Ichigo
    Peccato che la mia sorte sia nelle mani di nostro figlio... :crying:


    Muhahahahahah! :D

    Capitolo 48 Fox all'opera! L'intervento di Lucifero!

    Fox svuotò la mente, alla ricerca di ciò che gli serviva. Dopo pochi secondi, la trovò...quella voce...quella voce che gli diceva...
    "Cazzo! Fortuna che sei venuto a cercarmi questa volta!"
    "Non perdiamo tempo, e dammi ciò che mi serve."
    La voce rimase in silenzio per alcuni secondi.
    "Quindi Krona ti ha detto tutto alla fine...meglio, molto meglio! Allora vuoi la massima potenza?"
    "No!"
    La voce si zittì un'altra volta
    "Perchè?"
    "Ce la posso fare benissimo anche senza tutta la potenza. Mi basta il 70 %."
    "Sei parsimonioso e saggio è? meglio, molto meglio! Abbi soltanto la pazienza di attendere pochi secondi..."
    Fox pazientò, e dopo pochi secondi, come aveva predetto la voce, si sentì fluire in se, in ogni singola parte del suo corpo, energia, energia allo stato puro. Il suo corpo e la sua anima furono attraversate da una scarica di adrenalina, che sembrava essere rimasta assopita dentro di lui per tutto quel tempo.
    Aprì gli occhi, esteticamente non era cambiato, eccezzion fatta per l'aura splendente come il diamante che emanava il suo corpo.
    Posò il suo sguardo in avanti, e vide Kuro in piedi, con la katana sguainata, e Demon, rimasto impietrito, alla sua sinistra.
    "Sono pronto Kuro...e tu?"
    "Mai stato più pronto!"
    I due scattarono nello stesso momento, le loro lame si incrociarono a mezz'aria, cozzarono fra di loro scatenando una pioggia di scintille. I loro sguardi si incrociarono, e le scintille che lanciarono, sembravano ancor più impressionanti di quelle scatenate dalle spade.
    Demon se ne rese conto.
    "Wow! Questo si che si chiama combattere! Spero che Fox faccia fuori Kuro, così dopo lo faccio fuori io."
    "Ti ho sentito!" gli gridò Kuro
    "Merda!" imprecò Demon sottovoce
    Lo scontro infuriava oramai da 5 minuti, e gli sfidanti non davano segno di cedimenti, anche se lo scontro, era davvero uno dei più duri a cui qualcuno abbia mai avuto il privilegio di assistervi. 10 minuti, il sudore rigava il volto di Kuro, mentre Fox continuava tranquillamente a menare fendenti. 15 minuti, Kuro subì vari tagli in varie parti del corpo. 20 minuti, Kuro crollò a terra dolorante e ferito gravemente, riuscì a parare l'ultimo colpo mortale di Fox, al costo della sua katana, che si ruppe miseramente in due.
    Demon fissava la scena allibito. Se Fox era riuscito a battere Kuro, andava da se che manco lui aveva speranza di sconfiggerlo...era una situazione davvero merdosa, e lui, ne aveva passate di situazioni del genere...
    Fox interruppe l'attacco.
    "Kuro...volevi vedere di cosa fossi capace...ti ho accontentato! Ma forse avresti fatto meglio a seguire il consiglio di Demon, e di farmi fuori subito."
    Kuro si mise a ridere
    "Già..forse sarebbe stato meglio così...ma avevo l'immane desiderio di mettermi alla prova con te, guerriero della luce...dopottutto, è da sempre che io e te siamo rivali, non è forse vero?!"
    Fox annuì.
    "Già...ma oggi, porrò fine a questa rivalità. Addio Gabriel...."
    Fox alzò miseria sopra la sua testa e la calò su Kuro. La lama però non colpì Kuro, bensì la katana di Demon, il quale ripresosi dallo shock, aveva deciso di correre in aiuto dell'amico.
    "Mi spiace Fox, ma da qui non si passa!" gli disse
    "Tu dici? staremo a vedere Demon!"
    Fox si slanciò contro Demon, il quale fulmineamente si scansò. Fox approfittò del fatto che Demon si fu allontanato, per uccidere Kuro.
    "Questa volta non fallirò Gabriel..."
    "Sicuro?"
    La lama calò su Kuro, ma il corpo, scomparì nel nulla, subito dopo essere colpito.
    "Cos..."
    Kuro riapparve al fianco di Demon, il quale per lo stupore, rimase a contemplarlo per svariati secondi.
    "Idiota! Mi hai fatto prendere uno spavento!"
    "Scusami Demon...non era mia intenzione."
    "Sisi va bene, ma adesso che si fa? Quello ci fa fuori..."
    "Kuro, Demon...tranquilli. Ora ci sono qui io."
    I due compari volsero di scatto la testa nella direzione da cui provenica quella voce più che familiare. Quando intraviderò la figura gridarono all'unisono
    "Capo!"
    Fox si voltò lentamente, con Miseria stretta nel suo pugno. Quella voce l'aveva, non sapeva come, rabbrividire.
    Davanti a lui stava un uomo dall'aspetto piuttosto rispettabile, vestito di tutto punto, come se stesse andando ad un matrimonio, o qualcosa del genere. E non sapeva perchè, ma quell'uomo esercitava un attrazzione su di lui...non sapeva chi era, ma sentiva di conoscerlo già...strani pensieri passavano nella mente di Fox, da quando quell'individuo era entrato in scena.
    "Capisco la tua confusione Fox"
    Fox tradì la sua preoccupazione e nervosismo, costui era in grado di leggere nel pensiero? Ma come era possibile?
    "Si, sono in gradi leggere nel pensiero...ma solo nelle menti di coloro che non sanno schermarle."
    "Capo noi..." incominciò Demon
    "Non dire niente mio fedele seguace. So già tutto, anche perchè sono qui da quando avete dato fuoco alle polveri."
    Cosa? quell'uomo era qui dall'inizio dello scontro? come poteva essergli sfuggito? stava mentendo forse?
    "No, non mento mio caro Fox, anche se lo ammetto, la falsità è una delle mie tante figlie, se così posso chiamarle..."
    "Figlie? Non capisco..."
    "Non sto qui a dirti le solite cazzate, sarò breve. Il mio nome è Lucifero, e sono il re, di questo posto meraviglioso, noto ai più come inferno."
    Fox strinse ancora di più l'elsa di Miseria. Ora si ricordava dove lo aveva visto...
    "Cosa sei venuto a fare qui? Anche tu sei interessato a Krona?"
    "Si, la tua amica tenebrosa, è stata scelta come la più idonea ad essere la sposa di mio figlio Angeal....quindi, ti pregherei di farti da parte, e di lasciarci agire come a noi comoda."
    "E se invece ti facessi fuori?"
    Lucifero propruppe in una sonora risata
    "Mio caro Fox...questo è da escludere. Certo, se fosti al 100% della tua forza mi daresti non pochi problemi...ma dato che da te non sento emanare la forza che di solita ti caraterizzava, penso che 10 secondi possa bastare."
    "Staremo a vedere!"
    "Attento Fox, sto arrivando..."
    Lucifero si fuse con l'aria circostante, e diventò egli stesso intangibile. Fox incominciò a menare fendenti, ma ogni volta che colpiva Lucifero, questo non ne risentiva affatto.
    Ora che era fatto d'aria, si avvolse intorno a Fox, e di colpo, ridiventato corporeo, incominciò a stritolarlo.
    Fox gridava dal dolore, Miseria gli sfuggì dalle mani. Demon e Kuro guardavano da lontano la scena, impietriti.
    Kuro riuscì solo a mormorare "Allora era vero, ecco cosa si prova a trovarsi nelle spire del serpente tentatore..."
    Infatti, il dolore che provava Fox, non era solo fisico, ma anche psicologico.
    Nella sua mente incominciarono ad affollarsi pensieri ingnobili, pensieri terribili, cose che nemmeno nel suo peggiore pessimismo, era riuscito ad immaginare. Ed il soggetto di quei pensieri era sempre quello. Krona...Krona...Krona...
    Lucifero sciolse la sua stretta dal corpo del povero Fox. il quale crollò a terra senza emettere nessun gemito. Era ancora cosciente, ma il dolore che provava in quel momento, era insopportabile per chiunque.
    Lucifero si sedette in parte a lui
    "Mi spiace essere arrivato a questo punto...ma devo darti atto che sei molto coraggioso. Dimentica Krona, questo è il mio consiglio. Anche se nelle tue visioni, presagisco non sarà facile. Non potrai impedire il matrimonio, hai tutte le ossa del corpo rotte, tranne il collo ovviamente. E poi non hai nessuno che ti possa aiutare in questo momento."
    Fox riuscì a dire qualcosa di incomprensibile, ma che Lucifero probabilmente capì, perchè gli rispose
    "Hibryd? Mi spiace per te, ma il tuo amico farà la tua stessa fine. O forse l'ha già fatta...mettiti il cuore in pace Fox."
    Lucifero si alzò, e si avviò verso Kuro e Demon, i quali erano pallidi come cienci.
    "Beh? Che si fa? Si dorme in piedi?! Su, un po di brio! Abbiamo un matrimonio e un'apocalisse da mettere in atto. Prendete tenebra, e mettiamoci in cammino!"
    I due parvero risvegliarsi da una trance. Kuro andò verso Krona, la sollevò da terra delicatamente, e si affrettò a raggiungere Lucifero e Demon.
    Fox intanto era a terra, incapace di muovere un muscolo. Krona si stava allontanando da lui, per sempre. E poi Hibryd...Hibryd era in pericolo, come lui aveva immaginato. La situazione era disperata, e nessuno, poteva aiutarli, nessuno. Prima di svenire, Fox video una sagoma umana sgusciare fuori dall'ombra, e andare nella direzione presa da Hibryd.

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
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    Credo di aver creato la suspense giusta :laugh: Ecco, finalmente, la storia che tanto attendevate ^_^

    Capitolo 49 Come tutto ha avuto inizio, La verità rivelata!

    Hibryd stava disteso, immobile, le ferite gli facevano male da morire, ma non riusciva a muovere un solo, fottuttisimo muscolo. Intanto Angeal, aveva incominciato a raccontare, ciò che avrebbe dovuto dirgli Fox o meglio, ciò che aveva cercato di raccntargli.
    "Tutto è incominciato, all'inizio di tutto. Sembra una cazzata detta così, ma non lo è, se ci pensi bene. Dio creò l'umanità, e gli angeli, i suoi tirapiedi per quanto mi riguarda, facevano si, che tutto fosse come Dio voleva, perchè vedi, il libero arbitrio, non esisteva a quei tempi. Poi, uno di loro, si ribellò a Dio, ed insieme ad altri, cercò di acquisire il potere massimo. Sai chi era? Mio padre, nostro padre, Lucifero."
    Angeal fisso Hibryd, il quale diede un sbuffo, che Angeal interpretò come un chiaro segnale di incitamento nel proseguio della storia.
    "Ora, così potrebbe diventare tutto confuso, quindi, entrerò nei particolari, così perchè tu capisca il tutto alla perfezione."
    "Nostro padre, capì dopo non molto, che la sua natura era diversa da quella di Dio....era il contrario. E' da quell'esatto momento che le parole bene e male, ebbero un significato. Un giorno, sceso sulla terra, si mise in riva ad un fiume, un contadino, passando da quelle parti, lo vide, e si fermò a parlarci. Mio padre uccise il contadino. Il motivo?...come ho già detto al tuo amico Kuro, non serve sempre un motivo per uccidere, avvolte basta il piacere di farlo. Questo è il male, questo è quello che è nostro padre, la sua essenza, il suo credo. Da quel momento non fu più lo stesso, oramai aveva assaporato il fascino del male, e per lui era una droga di cui non poteva fare a meno. Si sedette, e concentrando la sua energia, la fece fluire dal suo corpo, creando i suoi primi seguaci. Tra quelli, vi era anche nostra madre."
    Hibryd ebbe un sussulto. Non aveva mai conosciuto sua madre. Insomma, prima di sapere di essere ciò che era, credeva di essere un comunissimo orfano...e invece ora scopriva la spaventosa verità che da sempre gli veniva negata sapere.
    "Non ti dirò il suo nome, anche perchè sarebbe inutile. Comunque sia, nostro padre si invaghì di lei, l'attrazzione era reciproca...e dalla loro unione, nacquero due maschi. Io e te. Io nacqui 5 ore prima di te, per questo, sei il mio fratellino."
    Angeal gli sorrise, un sorriso sincero, quello che gli increspava le labbra.
    "Ora, nostro padre aveva bisogno ancora di alleati. Perciò con intriganti e invitanti parole, Convinse due arcangeli, Kuro e Demon, ad unirsi a lui."
    "Avevano tutti e due i loro motivi, Demon perchè condivideva la pazzia e la malvagità di nostro padre, mentre Kuro ambiva al potere per poter finalmente avere per se Krona, e togliere di mezzo Fox, il suo rivale da sempre."
    Angeal si fermò un istante a ridere
    "Se ora penso che mi sposerò proprio con Tenebra, Kuro avrebbe fatto prima a rimanere nei buoni!"
    Altra risata.
    "Comunque, nostro padre ora aveva tutto ciò di cui aveva bisogno, affidò me e te alle cure di Kuro e Demon, e insieme a nostra madre e a tutti i suoi alleati, mosse guerra contro l'altissimo."
    "Purtroppo, nonostante il suo potere, nostro padre fu battuto da Dio, il quale creò l'inferno, e vi rinchiuse lui, e tutti i suoi alleati."
    "L'altissimo venne a conoscenza delle nostra esistenza, a lui non sfugge niente vero?, e ordinò a Fox, Krona e Gabriele di cercarci."
    "Ci trovarono, Fox ingaggiò uno scontro contro Kuro, mentre Krona affrontò Demon. Dopo che Fox e Krona ebbero battuto i loro avversari, Gabriele aprì la porta dell'inferno per scagliarvi dentro gli sconfitti."
    E qui, Angeal sorrise amaramente.
    "Ma lesto come un gatto, Kuro riuscì a prendermi, e portarmi con se. Demon invece non riuscì a prendere te."
    "Così io crescei nel buio, nella disperazione, nella malvagità. Crebbi all'inferno. Ma dopottutto, sono il figlio di Lucifero no?"
    Hibryd ascoltava ancora zitto l'incredibile storia che suo fratello, perchè oramai ne era convinto, gli stava raccontanto.
    "Mentre tu andasti insieme a Fox e Krona, che ti crescerono come un figlio. Sotto la loro protezione, e quella di Dio."
    "Non abbiamo avuto nessuna reincarnazione fino ad ora. Questa è la prima. E sai perchè ci siamo reincarnati? Sai per quale motivo? Perchè l'apocalisse è alle porte!"
    Si alzò dalla schiena di Hibryd, e si stiracchiò.
    "Va beh! Io avrei finito, e avrei anche un matrimonio a cui partecipare come protagonista, quindi mi perdonerai se adesso vado. Addio, fratellino, è stato un vero piacere conoscerti, davvero..."
    Senza più dirgli niente, si allontanò da lui, lasciandolo da solo, con i suoi pensieri....quella storia aveva sconvolto tutto, tutto! Però ora le cose avevano anche acquisito un senso che prima gli sfuggiva. Ma a che cosa gli serviva capire tutto, se non poteva fare niente?

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
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    Ok, siete pronti? Davvero? Sicuri?
    Molto bene, allora sono lieto di presentarvi il:

    Capitolo 50 Un aiuto inaspettato, la corsa contro il tempo ha inizio!

    Hibryd, ancora incapace di muovere un solo muscolo, attendeva insperatamente un qualche aiuto. Ma chi diavolo poteva aiutarlo, in una situazione del genere? Il suo ottimismo aveva raggiunto l'apice...stava diventando pazzo. Poi, come se qualche forza superiore avesse captato il suo pensiero, una voce, sensuale e decisa allo stesso tempo, lo chiamò.
    "Hibryduccio!"
    A Hibryd per poco non venne un infarto, non riusciva ad alzare la testa, ma aveva riconosciuto la voce....
    "Lu...bri...ci...ty.."
    "Si, sono io Hibryduccio, contento di vedermi?"
    Contento era ben poco. E' proprio vero, la speranza è l'ultima a morire...ora c'è soltanto da sperare che essa non muoia troppo presto.
    Lubricity sollevò da terra Hibryd, lo abbracciò così forte da farlo diventare blu.
    "Lub....non mi...sembra...il caso..."
    "Ma che dici? Certo che è il caso! Mi sei mancato sai?!"
    Lo abbracciò ancora forte, e lui, sebbene sofferente, non pote fare a meno di pensare che anche lei, a lui, gli era mancata.
    Senza preavviso, lei lo baciò. Spiazzato, non oppose la minima resistenza...ma pensandoci bene, neanche se avesse avuto sentore di quello che stava per succedere, avrebbe fatto anche solo il minimo sforzo per impedirlo.
    Poi, come improvviso fu il bacio, improvviso fu il recupero delle energie. Stupito, si alzò in piedi, felice di constatare che era addirittura più forte di prima.
    Si rivolse a colei che l'aveva cavato di impiccio, e la abbracciò forte a se, riempiendola di baci.
    "Ma non eri te che dicevi che non era il caso?" domandò lei divertita.
    "Si...ma ritiro quello che ho detto poco fa!" esclamò lui al settimo cielo.
    Degni della migliore pomiciata di Krona e Fox, Hibryd e Lubricity staccarono dolcemente e senza fretta le loro labbra. Si tenevano ancora la mano.
    "Allora....hai recuperato la memoria si, o no?" domandò lei
    "Si...ci ha pensato Angeal...ma ancora non ho capito cosa ci lega, a te e me"
    "Vedi...in tutto questo tempo...prima della tua reincarnazione intendo, abbiamo avuto molto tempo per conoscerci" disse lei, con un sorriso stampato in faccia.
    Hibryd aggrottò la fronte
    "Non capisco...eppure io sono sempre rimasto in paradiso, mentre tu...tu...eri all'inferno."
    "al contrario del nostro padrone, noi riusciamo ad uscire da questo posto...e per caso, un giorno, ti incontrai"
    Gli sorrise radiosa, e lui non pote fare altro che ricambiare il sorriso, con egual entusiasmo.
    "Mi spiace interrompere un momento bellissimo come questo, ma c'è una cosa che devo assolutamente dirti..."
    Così prese a raccontargli di Fox, di come avesse affrontato Kuro e Demon, e successivamente Lucifero, e di come ora, sconfitto, stava senza possibilità di muoversi, nella "stanza" accanto.
    Hibryd era oramai più che risoluto a finire la faccenda, e quando Lubricity lo informò del matrimonio imminente, si infiammò.
    "Ma davvero? Quindi, mia madre, dovrebbe andare in sposa a quello stronzo di mio fratello? Beh, mi spiace per lui, ma farò di tutto per rovinargli la festa!"
    "Mi ecciti quando sei così deciso, Hibryduccio..."
    Dire la verità in modo così esplicito non è da tutti...come si fa a non amare una donna così?
    "Ok...vamos!"
    "a baila?"
    "Magari dopo..."
    Lubricity lo condusse in breve tempo da Fox. Il suo amico, o per meglio dire, suo padre, era disteso a terra, pancia in giù, nessuno avrebbe detto che era vivo, se non avesse continuato a guardare di qui e di là con i suoi occhi. Hibryd si avvicinò
    "Fox..."
    Fox sussultò. Se avesse avuto voce, avrebbe gridato, se avesse potuto muoversi, avrebbe saltato di gioia, e avrebbe abbracciato l'uomo difronte a lui.
    "Hi...bryd" riuscì a mormorare soltanto
    "Tranquillo Fox, ci sono io ora!"
    Si rivolse a Lubricity
    "Hey Lub..."
    "Se è quello che penso, la mia risposta è no, Hibryduccio. I miei baci sono per te, e te soltanto."
    Hibryd, seppur avesse subito un rifiuto di aiuto, era comunque compiaciuto.
    Si avvicinò a Fox, pose la sua mano sulla sua schiena, e iniziò la trasfusione.
    Fox fu attraversato da una scarica di energia che gli fece sgranare gli occhi e rizzare i capelli.
    Dopo pochi secondi si alzò, completamente risanato...stentava ancora a crederci...
    "Hibryd..."
    "Fox..."
    I due si abbracciarono, un abbraccio fraterno il loro, intriso del più completo rispetto e della più completa reciproca stima.
    "Ora che so la verità Fox...voglio ringraziarti per avermi accettato...e anche a Krona...senza di voi, non sarei quello che sono oggi."
    "Credimi, se ti dico che anche io e Krona ti dobbiamo molto."
    "Eppure non riesco a capire come mai ero così geloso di Krona, quando ha scelto te..."
    "Mi sembra ovvio! E' tua mamma infondo...tu sei molto attaccato a lei, il tuo amore, era ed è l'amore che un figlio prova per il proprio genitore."
    Hibryd comprese finalmente tutto...per la prima volta in vita sua, aveva chiaro il quadro della sua vita, e cosa più importante, della situazione.
    "Allora Hibryduccio? Fox? Siamo pronti per la missione di salvataggio?"disse Lubricity "Le ossa sono al loro posto? La mente è sgombra? La determinazione è alle stelle? Si? Bene! E' ora di mettere su uno spettacolo indimenticabile!"

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
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    Krona Ed io batterei entrambi su Soul Eater!
    Ma che c'entra??? :lol:


    C'entra c'entra :yes:

    Scusate l'attesa :sleep:

    Capitolo 51 Questo matrimonio s'ha da fare, e al più presto!

    Angeal si spostava rapidamente per quel terreno soffice e pianeggiante che gli si stagliava davanti. L'erba non era troppo alta, alcune api ronzavano pigre su delle margherite, oltre a queste c'erano altre specie di fiori, che rendevano quella pianura una specie di arcobaleno. Qua e là c'erano anche delle piante, maestosi alberi che allungavano i loro rami verso il cielo.
    Nulla da ridire, era davvero un bel posto, ma dopottutto, suo padre aveva avuto sempre buon gusto.
    Dopo pochi minuti di corsa in quella meraviglia, arrivò al punto prestabilito.
    Davanti a lui stava una chiesa, e ad occhio, sembrava risalire al tredicesimo secolo. Appena si avvicinò però, capì che non era una chiesa adibita al culto di Dio, bensì a quello di suo padre...possibile che fosse proprio quella chiesa?
    Si avvicinò ai portoni in ebano, con intarsiati su di essi immagini raccapricianti e blasfeme; aprì la porta, entrò.
    L'aria all'interno della chiesa, era pervasa da un profumo a lui sconosciuto, che però, non si sa come, non si sa perchè, lo riempì d'amarezza.
    Avanzò fra le sedie vuote, guardando in avanti, verso l'altare. Là, c'erano delle persone, tra cui suo padre.
    Quando arrivò da loro, suo padre si fece avanti ad abbracciarlo
    "Eccolo qua lo sposino! Allora? Tutto a posto spero..."
    Lo guardò, aspettando la risposta
    "Tranquillo Pa', Hibryd non è più un problema."
    "Ah, bene, ne ero sicuro!"
    Angeal ora incominciò a scrutare le persone che erano vicino a loro. Riconobbe solo Kuro e Demon, mentre gli altri, dovevano essere gli amici di famiglia di cui aveva così tanto sentito parlare. La sua attenzione fu catturata da una figura estranea a quelle che erano in piedi. Questa, era seduta su una sedia, con delle manette ai polsi, era vestita con un lungo abito da sposa, rosso, con fiammelle gialle che lambivano gli orli. Il volto era coperto da un velo. Si avvicinò alla donna, perchè oramai ne era certo, era una donna, e sapendo già chi c'era sotto quel velo, lo scostò. Quando la morbida seta lasciò scoperto il viso, Angeal indietreggiò di alcuni passi. Seduto di fronte a lui stava Krona, più bella e tenebrosa che mai, e il suo sguardo, saettava da un individuo all'altro, come se gli stesse esaminando, poi le sue pupille si soffermarono sul vestito che indossava, e allora, una furia calma si incise automaticamente sul viso.
    Guardò Kuro, il quale si fece piccolo piccolo.
    "Kuro...devo forse pensare che questo matrimonio sia il nostro?" disse, in teoria con calma, e in pratica no.
    Kuro, si fece se possibile ancor più piccolo. Ma dopo pochi secondi, riprese la baldanza e la sfacciataggine di sempre, e rispose.
    "Ah! Magari fosse il nostro di matrimonio, cara la mia tenebra, perchè tu sai quanto io ti amo, ma il tuo sposo, non sono io..."
    Sul volto di Krona, ora, insieme alla rabbia, era comparsa la sorpresa.
    Tenebra prese quindi a squadrare i presenti
    "Lor signori sarebbero così gentili da dirmi con chi cazzo dovrei sposarmi?"
    Angeal rise. Krona si girò di scatto a fissarlo negli occhi, ma lui rispose allo sguardo come se niente fosse, chi era costui?
    "Lui è Angeal, mia cara." rispose Lucifero alla ragazza
    Krona si girò lentamente a guardarlo
    "E tu chi cazzo saresti? Il suo avvocato? Penso che il ragazzotto sappia parlare da solo..."
    Altra risata, sempre la sua, quello del ragazzo, il ragazzo chiamato Angeal...
    "Mia cara Tenebra, sono io il tuo sposo."
    Krona non tradì, ne paura, ne nervosismo. Ma guardava fredda e incuriosita il ragazzo
    "Angeal...ora capisco."
    Si guardarono ancora, lui divertito, lei, in attesa di qualcosa.
    "Allora? Non dici niente? Eppure stai per sposarmi...non c'è niente di cui tu voglia parlarmi?"
    La risposta arrivò rapida
    "No"
    Angel rise per la terza volta. Krona stava per spazientirsi, e si preparò a manifestare i suoi poteri, ma inspiegabilmente, non riuscì ad attivare lo sharingan.
    "Ma che..." il tono non era più freddo, ora, insieme alla sorpresa, stava l'orrore, la consapevolezza che non aveva la minima possibilità di andarsene.
    Come se avesse intuito i suoi pensieri, Lucifero rispose alle sue paure
    "Ti starai chiedendo, come mai non riesci ad utilizzare i tuoi poteri, non è vero?"
    Lei lo guardò, ma non disse nulla, aspettò che lui continuasse. Evidentemente Lucifero intese ciò che quel silenzio volesse dire, perchè continuò la spiegazione.
    "Quelle manette ai tuoi polsi, carissima, non te le abbiamo messe per far del sadomaso o altre cazzate del genere...ma semplicemente, perchè in quelle manette è presente una sostanza, che sottrae la forza a chi le indossa. Una cosa banale, ma che funziona benissimo a quanto pare....Avvolte le cose più facili risultano quelle con le maggiori conseguenze, non trovi?"
    Krona rimase ancora in silenzio e abbassò lo sguardo. Finchè indossava quelle manette, il suo destino era segnato.
    Rialzò la testa, e notò che Angeal, ancora la gaurdava.
    "Non accetterò mai di essere tua moglie Angeal! Il mio cuore appartine a Fox e a nessun'altro!"
    Angeal non fu minimamente scosso da quelle parole. Lo stesso però non si poteva dire per Kuro, che ebbe un fremito, e che instintivamente serrò i pugni.
    "Krona...stai parlando con il figlio di satana...credi che me ne importi del tuo cuore, del tuo amore? Se sei convinta di ciò, allora sei una povera sciocca!"
    Queste parole zittirono Krona, la quale non si aspettava una risposta così infiammmata.
    "Tu sposerai me, che tu lo voglia o no, e nessuno potrà impedirlo, nessuno!"
    Krona si arrabbiò a quelle parole, e urlò
    "NON ILLUDERTI! FOX E HIBRYD, TI PRENDERANNO A CALCI IN CULO!"
    "FOX E HIBRYD, SONO MORTI!"
    Krona sentì dentro di se qualcosa spezzarsi. Un vuoto sempre più grande si allargava in lei...non poteva essere vero...non poteva...non...
    "Stai mentendo..." rispose lei con un fil di voce.
    "No mia cara, ho ucciso personalmente Hibryd, mentre Fox è caduto sotto i colpi di mio padre...loro sono morti, questa è la verità, e niente, niente, può cambiarla!"
    E proprio in quel momento, le lacrime sgorgarono dagli occhi di Krona, urlò disperata per vari minuti, in preda ad un dolore indicibile.
    No....no....amore mio...Fox.......figlio mio.....Hibryd....
    Angeal rimase serio, mentre suo padre rideva.
    "Ahahahaha, quanto godo a vedere le persone soffrire! E giuro, che in tutta la mia esistenza, mai ho visto una persona in preda a tale dolore! Questa è musica per le mie orecchie!"
    Tra le risate di Lucifero, e le urla e il pianto di Krona, si avvertì un suono estraneo. Angeal, Kuro e Demon si girarono all'unisono, all'erta contro qualsiasi minaccia.
    Davanti a loro stava un demone, piccolo, magro, e vestito di stracci. Guardava solo ed unicamente Lucifero. Quest'ultimo si accorse delle sua presenza, e lo invitò a parlare.
    "Mio padrone...."
    Le urla di Krona crebbero, non si sentiva nulla.
    "Fatela tacere maledizione!"
    Uno dei convitati assestò un pugno nello stomaco a Tenebra, la quale, non potendo sopportare altro dolore, svenì.
    Kuro, con occhi di fuoco, si avvicinò all'uomo, e lo atterrò con un calcio.
    "Kuro!" Lucifero si rivolse preoccupato al suo sottoposto.
    "Mio padrone, lei deve capire che la sposa la vogliamo intera, per il matrimonio..." Lucifero stette un attimo a guardarlo, poi scoppiò a ridere.
    "Si, si, hai ragione Kuro, hai fatto bene, bravo ragazzo."
    Angeal fissò Kuro, ovviamente sapeva perchè era intervenuto....quell'uomo poteva essere un problema.
    Il demone si schiarì la voce, e tutti presero a guardarlo ed ascoltarlo con attenzione.
    "Mio signore...mi avevate detto di stare all'erta e di avvertirla di ogni cosa potesse minare il piano..."
    "Si, infatti...ebbene? che mi dici?"
    Il demone sembrava non avere molta voglia di parlare, ma prese il coraggio necessario, e continuò
    "Ebbene...Hibryd e Fox, sono ancora vivi..."
    Lucifero non disse niente. Era rimasto troppo sorpreso per dire qualsiasi cosa
    Angeal invece era rimasto lucido
    "E quindi? Come hanno potuto sopravvivere da soli?"
    "Infatti insieme a loro ci sta anche la signorina Lubricity..."
    Lucifero parve riprendersi
    "QUELLA TROIA!" poi si rivolse ad Angeal
    "E TU! TU! MI AVEVI DETTO CHE HIBRYD NON ERA PIU' UN PROBLEMA!"
    "Beh, non è che tu con Fox abbia avuto più fortuna è? E poi, se Lubricity ci ha traditi, non è certo colpa mia!"
    Lucifero si zittì, ma il suo umore restò pessimo.
    Angeal si rivolse al demone
    "Bisogna fermarli, non importa come, ma devi!"
    Lucifero si intromise nel discorso
    "Demone, ti concedo anche il suo intervento...sai a chi mi riferisco..."
    Il demone impallidì, ma rispose con un debole "si..." e con uno schiocco, svanì.
    Angeal si rivolse al padre
    "Di chi stavi parlando?"
    "Non ti deve interessare..."
    Angeal fissò per un attimo il padre, poi, più a se stesso, che al resto dei convitati gridò "Questo matrimonio s'ha da fare! E al più presto!"

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
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    Scusate l'attesa Guys :sleep:

    Capitolo 52 Colei che ghiaccia l'animo fa la sua comparsa, attenti, guerrieri della speranza!

    Hibryd e Fox avanzavano con passo sicuro in mezzo a tutti quei corpi morti, che fino a un attimo prima erano pieni di vitalità.
    "Ah! Questi demoni me li immaginavo più tosti!"
    "Non per smontarti amore mio, ma questi demoni non sono mai stati tosti..."
    "E vabbè!" disse Fox "Almeno abbiamo ancora l'effetto sorpresa!"
    "Mi spiace deludere anche te Fox...ma prima sono riuscita a scorgere uno di quei piccoli bastardi svignarsela. Penso che sia andato a informare il suo padrone."
    Hibryd si fermò a fissare la donna.
    "Cazzo Lub! Devi per forza mandare a puttane il nostro ottimismo con il tuo pessimismo?"
    "Il mio è realismo..."
    "La differenza quale sarebbe?"
    "Che sono due cose differenti"
    Mentre Hibryd e Lubricity erano immersi (animatamente) nella loro conversazione, i pensieri di Fox, erano tutti per Krona.
    Lei era tutto per lui, e se le fosse successo qualcosa? Non se lo sarebbe perdonato di certo...
    Mentre quei pensieri stavano per avere il soppravvento su Fox, Hibryd li scacciò come solo lui sapeva fare.
    "Sai Fox, ho scoperto che pessimismo e realismo sono due cose diverse!"
    "Ma va?"
    "E che sai...essendo la realtà una merda, pensavo che a questo punto, pensare in negativo, o in realismo, non facesse più alcuna differenza."
    "E cosa ti ha detto Lub di così tanto convincente, da farti mettere in dubbio le tue credenze?"
    "Mi ha detto che nella realtà esiste la speranza, nel pessimismo no."
    Fox sorrise debolmente...già, la speranza! Una parola, che ha cambiato, che cambia, e che cambierà la vita di molti. Forse per Krona, c'era ancora, una speranza...
    Hibryd mise un mano sulla spalla di Fox
    "Fox, so a cosa stai pensando, e fidati, sono sicuro che Krona stia bene, ovunque lei sia."
    "Grazie Hibryd...avvolte mi chiedo cosa farei senza il tuo sostegno..."
    "Annegheresti nei tuoi sensi di colpa e nella tua autocommiserazione" rispose lui divertito.
    "Ahahaha, si, probabile scenario..."
    Intanto camminavano. Avrebbero potuto benissimo andare più veloci, ma si dissero che andando più lenti, avrebbero potuto controllare meglio il cammino, infatti, dopo una ventina minuti di marcia...
    "Ragazzi..." esordì Lubricity
    "Che c'è luce dei miei occhi?" domandò Hibryd
    "Non sentite...f-f-freddo?"
    Hibryd si fermò, e anche Fox.
    "Sai amore...dopo questa tua domanda avrei potuto risponderti che andando in giro in reggiseno, minigonna e nient'altro, non aiuta di certo ad avere un po di calduccio...ma dato che non sei un'umana, ma un essere demoniaco, e quindi in teoria non dovresti avere freddo..."
    "La cosa è preoccupante, giusto?" concluse Fox.
    "Esatto, e sai una cosa? Sia io che te, stiamo tremando come foglioline al vento..."
    Sia Fox che Hibryd si guardarono intorno, i nervi all'erta, e l'adrenalina a mille. Vicino a loro, stava qualcosa o qualcuno, di molto inquietante.
    "Ra-ra-ragazzi? Potrei avere qualcosa con cui coprirmi?"
    "Shhhhhh! Ecco, tieni la mia giacca, però adesso, ti prego di fare silenzio, qua intorno c'è qualcosa o qualcuno che non me la racconta giusta..."
    "Merda!"
    "Cosa c'è Fox?!"
    Fox aveva estratto in modo fulmineo Miseria, e con un gesto fluido del braccio, aveva tagliato a metà qualcosa di bianco.
    Hibryd osservò meglio l'oggetto tranciato, e scorpì che era ghiaccio.
    "Ghiaccio?" disse Hibryd, senza dare peso alla cosa. Lubricity invece sbiancò come un lenzuolo, e si resse a malapena in piedi. Hibryd se ne accorse.
    "Dimmi Lub...non è che per caso sai qualcosa riguardante questo?"
    Lei fece cenno di sì, troppo spaventata per parlare.
    "Ti prego, devi dirmi..."
    Non fece in tempo a finire la frase, che dovette muoversi velocemente a destra per evitare un altro attacco di ghiaccio.
    Quest'ultimo non si infranse al contatto con il suolo, anzi, si conficcò in esso. Hibryd si avvicinò all'oggetto, e notò che assomigliava a un'arma stile partigiano.
    Improvvisamente il freddo intorno a loro toccò il suo picco, incominciò a crearsi una densa (ma non troppo) nebbia, l'asfalto sotto di loro prese a congelarsi, l'aria si faceva sempre più rarefatta, come se fossero stati sulla cima di una montagna particolarmente alta.
    Dalla nebbia, videro uscire, ed avanzare verso di loro, un'alta figura, snella, elegante, formosa, celestiale. Era sicuramente una donna.
    Quando fu abbastanza vicina a loro, riuscirono a scorgerla.
    Era di un bianco spettrale, i capelli biondi quasi platino, le ricadevano sulle spalle, Era vestita solo di un velo che poco lasciava all'immaginazione, e gli occhi, sicuramente, erano quelli che colpivano di più. Azzurri, ma non un azzuro normale, un azzurro triste, velato, spietato, compassionevole, paradossale...
    Li fissò uno ad uno, a Lub e Fox gli si congelò l'animo, erano pietrificati da quella apparizzione.
    Hibryd invece, era rimasto molto sorpreso, ma non aveva perso la sua baldanza.
    "Mi scusi, non vorrei sembrarle indiscreto...ma è per caso la moglie di Aokiji?"
    La domanda suonò molto stupida, ma altrettanto divertente.
    "Hibryd, ma che cazzo di domande fai, in un momento come questo?!" esclamò Fox
    "Cercavo solo di rompere il ghiaccio...l'hai capita vero?"
    Il loro battibecco fu stroncato sul nascere dalla risata della donna, una risata cristallina, che ghiaccò di nuovo Fox.
    L'unico sentimento invece che provava Hibryd in quel momento era solo sorpresa..e anche qualcos'altro di indefinito, che non sapeva ben spiegare.
    "Scusami per la domanda di prima" esordì lui "Ma tu chi saresti?"
    La donna rise di nuovò, dopo di che parlò per la prima volta a loro. Era una voce seria, fredda, che inquietava gli animi di chiunque.
    "Io sono colei che porta la freddezza nell'animo umano, colei che fa dimenticare l'amore e l'odio, io sono l'Indifferenza."
    Hibryd sbuffò
    "Di bene in meglio quindi! E perchè sei qui? Lo so, è una domanda stupida, di cui so già la risposta, ma vorrei sbagliarmi, davvero..."
    Lei socchiuse gli occhi per un solo istante. Quando gli riaprì, lo fissò.
    "Io sono qui per uccidervi, siete nemici del mio padrone, e i nemici del mio padrone, sono miei nemici."
    Lo sguardò di lei vagò per un'istante altrove, poi tornò a posarsi su quello di Hibryd, il quale, reggeva lo sguardo.
    Occhi azzurri contro occhi verdi, sembrava che da quello sguardo si dovesse creare da un momento all'altro una tempesta di emozioni contrastanti.
    "Vuoi ucciderci? Non è una novità per noi, ma ti avverto, coloro che hanno cercato di ucciderci, uomo o donna che erano, sono tutti morti, e non penso che a te, farò uno sconto della pena."
    La donna non si scompose minimamente, anzi, rispose a tono, inquietando l'animo di Hibryd per la prima volta da quando si erano incontrati.
    "Io invece credo di sì."

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    Buona lettura ^_^

    Capitolo 53 La gelatrice di animi in azione, l'intangibilità invincibile?

    L'ultima frase aveva davvero intimorito Hibryd, la sicurezza con cui era stata detta era tale, che Hibryd quasi quasi credeva che la donna leggesse nel futuro. Poi però si dovette riscuotere, perchè dopottutto sulle loro spalle, gravava il destino di tutta l'umanità.
    "Molto bene! Preparati..."
    "Ti sto aspettando...sempre che tu riesca ad avvicinarti."
    "Non riuscirai neanche a vedermi mentre ti colpirò!"
    Per tutta risposta la donna rise di nuovo.
    Hibryd, aveva lasciato da parte la sorpresa e la paura per la rabbia.
    Si slanciò in avanti, sguainò la falce, e si preparò a colpire...
    Improvvisamente nell'aria ci fu un sibilo, e la corsa di Hibryd fu bruscamente arrestata, e quest'ultimo fu sbalzato all'indietro.
    Cadde rovinosamente a terra, urlando di dolore, ma non per la caduta, bensì per la spalla ferita. Infatti la spalla era stata perforata da uno di quei partigiani di ghiaccio che prima gli avevano sfiorati.
    "Merda..." faceva un male cane, ma con forza di volontà, estrasse l'arma bianca dalla sua spalla.
    Hibryd guardò in avanti. L'Indifferenza era di nuovo nella stessa posizione di prima, con la sola differenza che il braccio destro era ricoperto di ghiaccio.
    Lei lo alzò, mettendolo in bella vista.
    "Vedo che hai notato il mio braccio...lo vuoi anche tu? In tal caso tranquillo...penso che fra pochi secondi sarai accontentato"
    Infatti, mentre ella declamava quelle parole, il braccio di Hibryd aveva preso a ghiacciarsi totalmente.
    "Cazzo!" lasciò andare in terra la falce, per far si che essa non si congelasse insieme all'intero braccio destro.
    "Adesso sei mutilato...sei ancora dell'avviso che riuscirai a colpirmi?"
    Hibryd gli lanciò un'occhiataccia.
    "Se pensi che basti un braccio fuori uso per fermarmi beh..."
    "Hibryd!"
    Fox e Lubricity, che si erano parzialmente ripresi dal congelamento interno, raggiunsero il loro compagno.
    "Hibryd! Che cazzo credi di fare è? Lascia che ti aiuti..."
    "Fox, tranquillo, so cavarmela benissimo da solo..."
    "Oh si! Vedo! Nel giro di un minuto hai già collezionato un braccio congelato! Se vai avanti così, tra 5 minuti di te resterà il ricordo..."
    "Comunque sia, non sei in grado di aiutarmi!"
    "E cosa te lo fa credere?"
    "Il fatto che tu prima ti sia congelato all'arrivo di quella donna misteriosa è un dato di fatto! Se è successo prima, può succedere anche dopo, perciò più che un aiuto, saresti un peso, e lo stesso vale per te Lub!"
    Lubricity guardò l'amato negli occhi, gli lesse fiducia, determinazione, non una traccia di paura.
    "Va bene Hibryd...ma ti prego...ti prego, cerca di non lasciarmi da sola ok?"
    Gli sorrise. Lui non pote fare altro che ricambiare...dove avrebbe mai trovato una ragazza forte e determinata come quella, che accettava ogni suo capriccio, consapevole delle conseguenza che da essi potevano determinare?
    "Non ti preoccupare...io non ti abbandonerò mai, per nessuno motivo."
    Fox sbuffò
    "Quindi sei convinto? Sei proprio convinto che non ti serve il mio aiuto?"
    "Fox, ti ho già..."
    "Va bene va bene va bene! Ho capito! Fai come cazzo c'hai voglia!"
    Hibryd rise, lo divertiva troppo vedere Fox scazzato.
    "A dopo!"
    "A dopo!" rispose Lub, mentre Fox riuscì ad emettere soltanto un suono indistinto, che suonava vagamente come un "se ci sarà un dopo".
    Hibryd rivolse ora, la sua più completa attenzione all'Indifferenza, che con sua enorme sorpresa, era rimasta della stessa, identica posizione di prima.
    "Sei strana sai?! Ero convinto che ci avresti attaccati del bel mezzo della discussione..."
    La risposta di lei, lo lasciò un'altra volta spiazzato
    "Scherzi? Oltre ad avere una pazienza infinita, la vostra conversazione è stata degna di attenzione...dalle parole del nemico, si possono capire molte cose su di esso."
    "Va bene, contenta tu...comunque sia sarò io a vincere, non ti illudere!"
    Lei rise un'altra volta
    "Cosa ti da, cotanta sicurezza?"
    "Il mio ottimismo!"
    Questa volta fu una risposta di Hibryd, a spiazzare la donna.
    Ma dal volto, l'espressione stupita sparì immediatamente come era comparsa, lasciando spazio ad un'espressione indecifrabile.
    "Avevi detto che non avrei neanche visto mentre mi colpivi...erano solo parole vuote le tue?"
    "No! E ora ti dimostrerò che ho ragione..."
    Si mise in posizione, raccolse la falce con la mano sinistra, la pose in orizzontale, piantò i piedi nel terreno, creando delle crepe in esso, e si preparò allo slancio.
    L'indifferenza questa volta non aspettò l'attacco del nemico, subito scagliò un partigiano di ghiaccio verso Hibryd, e ne svagliò un altro senza aspettare che il primo raggiungesse l'obiettivo.
    Hibryd questa volta era pronto. Mulinando la falce, spezzò in due il primo partigiano, e prima che il secondo lo colpisse al cuore, con velocità disumana, lo schivò, e nel lasso di due secondi, coprì la distanza che divideva lui dalla donna.
    Si rigirò la falce nella mano, si spostò sulla destra, e falciò il corpo della donna, dividendolo in due.
    Le due parti caddero a terra, mentre Hibryd atterrava leggermente sul terreno.
    Si voltò verso il corpo tranciato, sicuro della sua vittoria, ma purtroppo per lui, ciò che vide era l'esatto contrario.
    Davanti a lui, le due metà tranciate, stavano incominciando a ricomporsi velocemente, e in pochi secondi, l'Indifferenza era di nuovo dinanzi a lui, nel suo freddo e brillante splendore.
    Lei fece silenzio per pochi secondi, in modo da creare la tensione e la paura giusta. E ineffetti, a vedere le facce di Hibryd, Fox e Lubricity, aveva fatto centro.
    Socchiuse gli occhi per un attimo, li riaprì e rise.
    "Sai Hibryd? Avevi ragione...mentre mi colpivi, non ti ho visto!"

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
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    Capitolo 54 Il più grande potere di Hibryd è risvegliato, la sconcertante verità è rivelata!

    Hibryd ci mise qualche secondo per connettere quello che era appena accaduto. Lui era sicurissimo di aver colpito il bersaglio, aveva sentito la lama lacerare...però si rese conto che non era il solito rumore che si sente quando si lacera la carne, era piuttosto quello di quando levi il ghiaccio dal tetto della macchina.
    "Non capisco..."
    "E' più che comprensibile il fatto che tu non capisca, non credo tu abbia mai affrontato un avversario con capacità simili alle mie dico bene?"
    Hibryd annuì impercettibilmente.
    "Comunque sia, io sono intangibile, ergo, qualunque attacco fisico che miri al danneggiamento della mia persona, viene annullato."
    "E allora mi dici come cazzo faccio a batterti?"
    "Questo mi pare sia un problema tuo..."
    "Facciamo anche dello spirito..."
    "Beh...dato che sono in vantaggio, credo me lo possa permettere."
    "Ancora per poco!"
    "Perchè, hai già escogitato un modo per aggirare il mio potere?"
    "No, ma ci arriverò, stanne certa!"
    Lei scostò con delicatezza i suoi capelli dalle spalle, e riprese a fissarlo.
    "Ti auguro soltanto di scoprirlo prima di lasciare questo mondo..."
    Subito dopo aver pronunciato quelle parole, dal nulla si materializzarono partigiani di ghiaccio, tutti fissati su un unico bersaglio, Hibryd.
    "Vediamo se riesci a schivare pure questi..."
    A un cenno del suo braccio, i partigiani schizzarono verso Hibryd, che con la falce stretta nella mano, si preparava a ricevere gli ospiti indesiderati.
    "Va bene, vuoi una dimostrazione? L'avrai maledetta strega!"
    Incominciò a far ruotare la sua falce come le pale di un mulino a vento, così facendo, i partigiani di ghiaccio si infransero contro la barriera creata dall'arma. Senza aspettare un secondo, schizzò in avanti come aveva fatto prima, e con un gesto fluido della falce, appena fu vicino alla donna, la tranciò di netto. Si fermò quasi all'istante, e prese a squarciare i resti della donna, che però ostinatamente perdevano acqua al posto del sangue, e ghiaccio al posto della pelle.
    Dopo pochi minuti Hibryd terminò il suo attacco, e fece un balzo indietro per mettersi a distanza di sicurezza, semmai il suo attacco fosse stato un altro fallimento.
    I peggiori timori di Hibryd presero forma quando la moltitudine di pezzi a pochi metri da lui, ripresero a ricongiunrsi, ricreando la ormai odiata figura.
    "Tutto qui?" gli disse in tono di scherno
    "Ci sarebbe anche il resto, ma penso che non funzionerà nemmeno quello..." il suo tono esprimeva rassegnazione, pessimismo...cosa che lui detestava categoricamente.
    "Cosa? Hibryd si arrende? Siamo fottuti!" Fox era incredulo, non poteva credere che proprio Hibryd, il figlio dell'ottimismo come l'aveva ribatezzato anni fa, potesse arrendersi alla triste verità...no, non poteva essere, eppure era li, limpido come il sole, sbattuto in faccia per di più.
    Anche Lubricity stentava a credere a quello che aveva appena sentito
    "Assurdo! Hibryduccio non si arrende mai! Sta bleffando, è ovvio!"
    Le ultime sillabe risultarono poco convinte. Ineffetti dubitava anche lei di quello che aveva appena detto.
    "Hibryd!" Fox cominciò a gridare "Non puoi farmi questo! Proprio no cazzo!"
    Hibryd a malapena sentiva quelle urla. Era consapevole che tutto era finito. Quando l'indifferenza si fa strada nell'animo umano, non c'è niente che possa arrestarla, niente. Tutto diventa uguale, nulla è importante o inutile tutto è niente, e niente è tutto. Quindi, anche se moriva, che differenza faceva? Sarebbe lo stesso se avesse vissuto...
    L'Indifferenza era rimasta ad ascoltare il tutto, crogiolandosi in quel momento di disperazione e panico totale.
    Poi, disse ciò che aveva in mente di dire sin dall'inizio del combattimento, l'aveva tenuto in serbo proprio per quel momento.
    "Sai Hibryd, ti facevo più combattivo, più ottimista...credevo che nutrissi qualche speranza...."
    Le parole ebberò un effetto energetico su Hibryd. Il suo corpo fu attraversato da una scarica di energia, che era partita dal cervello. La soluzione era li, davanti a lui, e manco era riuscito a scorgerla!
    La speranza! Certo! Quando l'indifferenza si fa strada nell'animo umano, solo la speranza che tutto sia differente da niente, può arrestare la sua conquista!
    Hibryd sollevò la testa, guardando in alto, prese un lungo respiro, assaporando la poca aria che rimaneva.
    Levando per l'ennesima volta la falce verso la donna, guardandola dritta negli occhi, sapeva che questa volta il suo attacco avrebbe avuto successo.
    "Preparati, perchè questo attacco sarà quello che metterà fine alla tua esistenza!"
    Lei non sorrise, anzì, lo guardò in modo malinconico, quasi sembrava implorasse.
    "Se proprio ci credi, fatti pure avanti."
    Dal nulla sbucarono diversi partigiani di ghiaccio, pronti ad essere scagliati come missili.
    Hibryd chiuse gli occhi un attimo, come un gatto prima di balzare sul topolino di turno. Li riaprì, mise la falce in posizione, e prese a correrre.
    L'offensiva avversaria non si fece attendere, dopo pochi istanti dall'inizio della corsa, fu raggiunto dai partigiani.
    I movimenti della falce furono fulminei. Annientò i primi 3 partigiani con un sol colpo, evitandone altri due, si preparò a distruggere l'ultimo, che era appena comparso al fianco della donna.
    la distanza fra lei e Hibryd era di pochi metri.
    "Questa è l'attacco decisivo Hibryd, vediamo se sarai in grado di venire al mio cospetto e annientarmi..."
    Hibryd non attese nemmeno che la frase finisse, scattò in avanti con ferocia, ma con molta lucidità, vide il partigiano partire troppo tardi. La lama di ghiaccio penetrò nel fianco sinistro, fracassando come minimo un paio di costole. Ma lo scattò in anticipo aveva giocato a suo favore. Nonostante fosse stato trafitto, riuscì a portarsi abbastanza vicino alla donna, che incredula, guardava la lama calare sul suo cuore di ghiaccio.
    La lama penetrò, e questa volta, fu la carne ad essere lacerata, e il sangue a schizzare.
    Silenzio. nessuno dei presenti parlava. Fox e lubricity erano rimasti con il fiato sospeso. Hibryd credeva che anche questa volta l'intangibilità avesse avuto la meglio, mentre l'Indifferenza taceva, perchè per la prima volta in vita sua, provava dolore...ma non tanto fisico quanto mentale.
    Hibryd estrasse la falce dal petto della donna, strappandogli un grido di dolore.
    Lui rimase li a fissarla, convinto che qualcosa, non sapeva perchè, dovesse succedere. E come se la donna avesse intuito i suoi pensieri, si avvicinò al ragazzo, abbracciandolo.
    Rantolava a parlare, e con il poco fiato che ancora le rimaneva in gola, riuscì a mormorare queste parole:
    "A quanto pare il mio suggerimento sulla speranza è stato compreso dalla tua giovine mente...mi fa piacere che tu non sia come tuo padre, sarebbe stato un dispiacere per me...ora continua per la tua strada, e mi raccomando, stai attento, figlio mio..."
    Diede un bacio sulla fronte di Hibryd, e oramai senza più forze si accasciò a terra, lasciando Hibryd nella più completa incredulità.

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
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    Buona lettura ^_^

    Capitolo 55 Anima e cuore, il confronto tra Kuro e Krona

    Hibryd aveva assorbito il significato delle parole dette dalla donna. Erano state dette con una tale sincerità, che egli non aveva minimamente dubitato della loro veridicità.
    Era sul campo di battaglia oramai da una decina di minuti, con ai piedi il cadavere della madre. Fox e Lubricity non avevano osato avvicinarsi, un po per paura e un po perchè un po di tatto ci voleva, dopottutto, ammazzare la propria madre senza sapere la sua identità, è una di quelle cose che ti traumatizza nel profondo.
    Fox ad un certo punto decise che Hibryd era rimasto solo con i suoi pensieri anche troppo, e si incamminò verso di lui. Lubricity lo trattenne per un braccio.
    "Aspetta"
    "E perchè? Credo che oramai abbia compreso quello che è appena successo, non c'è bisogno di rimanere qui come degli spaventapasseri con la strizza..."
    Lei sospirò
    "Va bene...però attento a come gli parli."
    "Cioè?"
    "Cioè, abbi un po di tatto!"
    "Lo avrò, tranquilla."
    "Lo spero..."
    I due si incamminarono da Hibryd, il quale stava con lo sguardo fisso sul cadavere della madre.
    "Hibryd..." esordì Fox
    L'uomo si voltò lentamente, e fissò Fox. Quest'ultimo rimase allibito, dal vuoto che quello sguardo esprimeva.
    "Sai Fox...mi ero sempre chiesto chi erano mio padre e mia madre..."
    "Hibryd..."
    "E ora, scopro che mio padre è il Diavolo, e che mia madre, è una delle cose peggiori di questo mondo, e che è morta addirittura per mano mia..."
    "Hibryd, lo so come ti senti..."
    "Davvero lo sai Fox?"
    La domanda era stata così veloce, così fredda e cinica, che Fox era rimasto spiazzato, senza più avere argomentazioni a favore della sua affermazione.
    *
    Krona si era appena destata dallo svenimento. Oscuri incubi si erano impadroniti della sua mente durante l'incoscienza. Fox....Hibryd...morti...sangue....oscurità....vita....
    Già, anche la vita ora la spaventava. Cosa la aspettava? vivere per l'eternità al fianco del figlio del male, sapendo che Fox e Hibryd erano morti, e che non avrebbe mai potuto vederli. La morte ora, gli sembrava una cosa paradisiaca che gli veniva brutalmente negata.
    "Tenebra, non ti torturare con simili pensieri."
    Krona girò lentamente il capo alla sua sinistra, da dove proveniva la voce, e vide Kuro, che la guardava in modo triste.
    "Kuro...da quando leggi nella mente?"
    "Da quando ho acquisito il potere."
    "Potere? Quale potere? Quello di odiare e provocare il male in chiunque per il semplice piacere di farlo?"
    Kuro sapeva cosa rispondere, ma non lo fece...aveva troppa paura per dirglielo...per dirgli veramente cosa provava.
    "Non hai nulla da dire?"
    "No."
    "Stai mentendo."
    "Anche prima ho mentito, ma tu non te ne sei accorta."
    Lei rimase spiazzata per pochi istanti, ma quasi immediatamente si riprese.
    "E allora quello che volevi farmi comprendere, non volevi farmelo sapere in verità, mentre quell'altro cosa che volevi nascondermi, in verità..."
    "Volevo che la sapessi a tutti i costi." concluse lui.
    Lei sorrise. Era bello dimenticare, anche se per poco, le sue angoscie.
    "Dimmi Kuro. Cosa vuoi nascondermi? Come hai fatto ad intuire i miei pensieri? Cosa vuoi realmente dirmi?"
    Lui era combattuto dal desiderio di rivelare tutto, e da quello di restare con la bocca chiusa. Ma al cuore non si comanda. Non so se questa frase è vera, fatto sta che il cuore di Kuro, non volle obbedire alla mente di quest'ultimo.
    "Krona...io posso solo dirti questo: Ti amo. Non c'è altro che voglio dirti, perchè altro sarebbe superfluo, perchè altro non potrebbe spiegare meglio quello che quelle due parole ti hanno fatto comprendere."
    Lui rimase in silenzio, non osando pensare quello che lei potesse pensare, ora però, si rese conto che si sentiva sollevato, sentiva che dal suo corpo, un peso era scivolato, ed era scomparso per sempre.
    "Anch'io Kuro."
    La risposta era arrivata in modo imprevedibile per chiunque. Kuro si sentì euforico, incredulo, confuso, dubbioso, speranzoso nello stesso momento. Una persona normale sarebbe scoppiata con tutte quelle emozioni in corpo. Ma lui no, riuscì a calmarsi, e a raggiungere la sua calma interiore. Si voltò lentamente a guardare quel viso che da sempre aveva voluto contemplare per l'eternità.
    "Ma...ma...pensavo che Fox.."
    "Amo anche lui Kuro."
    "Ma come è possibile? Come? Non si possono amare due persone nello stesso momento..."
    "Voi uomini avete una concezione dei sentimenti abbastanza limitata. Noi donne invece riusciamo a comprendere gli aspetti più complessi di essi, riuscendo a comprendere ciò che c'è da comprendere."
    "Spiegami allora...spiegami perchè ami sia me che Fox, quando per me è una cosa inaccettabile."
    "Mi pare di averlo già spiegato...ma forse è meglio che sia più chiara. Devi innanzitutto sapere che anima e cuore, sono due cose ben distinte. Ognuna delle due cose, ha un amore a se. E non sempre tutte e due amano la stessa persona."
    Kuro ascoltava incredulo la spiegazione, non dubitando però delle parole di Krona, che, ne era sicuro, stava raccontando il tutto con la massima sincerità.
    "Perciò, vedi bene che dopo questa spiegazione, è del tutto possibile che io possa amare due persone."
    "In modo diverso..."
    "No. L'amore è uno solo, punto. E' una cosa intrinseca, che non può essere plasmata o sdoppiata o cambiata in qualsiasi altro modo. Il mio cuore vuole stare con Fox, ma nel mio profondo, so che sei tu, la mia anima gemella...che sei tu, la persona che completa la mia essenza...come io completo la tua."
    Kuro aveva lasciato la sua incredulità, per lasciar posto alla gioia. Allora il suo amore, era ricambiato! Non aveva amato per tutto quel tempo invano...i suoi sentimenti, avevano un fondamento. Ma ora, un altro pensiero tutt'altro che felice, gli sovveniva in mente
    "Ti credo Tenebra...Ma Fox? Conoscendolo, non la prenderà bene questa storia..."
    "Gliel'ho già detto."
    Maledizione...perchè doveva avere sempre la risposta pronta? perchè doveva sempre essere così fredda, anche quando si parlava di amore?
    "E lui come l'ha presa?"
    "Più o meno come te...non si è stupito. Veramente non credo ci possa essere qualcosa, oltre a Hibryd, che possa stupire Fox..."
    Kuro si rasserenò, sorrise, e pensò a quanto fosse stato stupido a passare dalla parte del male...forse le cose, sarebbero potute andare diversamente.
    "Tenebra...ti devo un favore."
    "Figurati..."
    "Certo! Sei riuscita a tirar fuori dalla mia bocca le parole che da tempo erano rimaste incastrate in gola...e ora che ci penso, hai dato un senso in più all'amore che per te nutro...quindi sono due i favori che ti devo."
    "E sentiamo, quando avresti intenzione di ricambiarmeli?" disse lei ironicamente.
    "Adesso." risposta fredda. ora era lei a essere rimasta incredula.
    "Poi sono io quella che lascia di merda le persone...vabbè, quali sarebbero questi favori?"
    "Più che favori, sono notizie. Fox e Hibryd sono vivi....e purtroppo per noi, sono più forti e incazzati di prima..."
    A Krona si accese il viso. La felicità ora sprizzava dai pori della sua faccia, le sue paure di qualche minuto fa si dileguarono come dei dissenatori davanti ad un patronum, e lei, poteva ancora provare la speranza.
    "Kuro...sei un angelo."
    Lui rise
    "Grazie."

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
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