1.     Mi trovi su: Homepage #8569754
    Ho creato questo Thread, per consentire a chi a voglia, di fare una breve recensione su film che ha visto. Non importa se vi abbiano fatto una bella o brutta impressione...voi recensitelo ok?:laugh:

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]
  2.     Mi trovi su: Homepage #8569755
    Sherlock Holmes:
    Andando a vedere questo film, due sono le posizioni che si possono assumere davanti a questa nuova versione delle avventure del celebre investigatore privato: da un lato, pretendere totale aderenza al personaggio e alla visione di Sir Arthur Conan Doyle, dall'altro prendere il film per quello che è e accettare che le "licenze poetiche" prevarranno, per vari motivi.


    Sherlock Holmes è ambientato nella Londra di fine ottocento, e come tale funziona a meraviglia.
    Dialoghi brillanti, un ottimo cast (sia di attori che di tecnici) e a una regia decisamente curata, soprattutto per quanto riguarda le atmosfere. Guy Ritchie si avvale poi di espedienti stilistici (in parte mutuati da esperienze precedenti, vedi Snatch) da non sottovalutare, come l'uso - per una volta non l'abuso! - del ralenti come mezzo di caratterizzazione del personaggio utilizzando scene d'azione per farlo.

    La storia, un giusto mix di elementi presi dai romanzi, totalmente rielaborati e attualizzati per un moderno action movie (con riferimenti alla massoneria e al soprannaturale), prende il via con Watson che lascia il "coinquilino" Holmes dopo essersi fidanzato ufficialmente: il modo giusto per inserire un elemento di drammatizzazione (che crea addirittura un leggerissimo sottotesto gay, se vogliamo) allontanandosi dalla visione tradizionale dei due investigatori. L'intero film è costruito sulla tensione tra i due, e sul pericolo che possano allontanarsi l'un l'altro.

    Ma la vera caratterizzazione arriva dal lavoro degli attori, e qui non si può non citare l'ottima prova, ancora una volta, di Robert Downey Jr., che costruisce un Sherlock Holmes ossessivo, calcolatore, sicuro di sè ma anche estremamente acido (da ricordare la scena al ristorante), chiaramente dedito all'uso di stupefacenti, anche se meno asessuato di quanto appaia nei romanzi. Anche Jude Law riesce a mostrare un Watson combattuto tra la passione per il proprio lavoro con Holmes, l'amore/odio che ha per il suo socio e la tanto agognata vita "tranquilla" con la fidanzata. E se a Mark Strong dobbiamo un villain inquietante al punto giusto (ma assolutamente bidimensionale), purtroppo la nota negativa del cast è Rachel McAdams, evidentemente troppo poco briosa per interpretare la maliziosa Irene Adler.

    In tutto questo, colpisce la ricostruzione della Londra di fine ottocento: ottima la fusione tra scenografie reali e digitali, così come l'aspetto cupo e sporco della fotografia di Philippe Rousselot, e i riferimenti chiaramente steampunk nella direzione artistica - il tutto accompagnato dalle coinvolgenti musiche di Hans Zimmer.

    Anche guardando il finale (decisamente aperto), appare chiaro che la Warner Bros. ha tutta l'intenzione di trasformare questo nuovo Sherlock Holmes in un franchise: decidete voi se dargliene la possibilità, tenendo presente che se siete fan accaniti dei romanzi, forse l'idea di uno Sherlock investigatore/eroe d'azione intelligente potrebbe non andarvi proprio a genio...

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