1.     Mi trovi su: Homepage #8709615
    Salve a tutti ragazzi!
    Oggi sono qui per presentarvi la mia nuova Fan Fiction.
    Parlerà della scoperta del Necromicon, un libro dai poteri sinistri quanto incredibili.
    Il Necromicon, è un libro che fu scritto da Al Azif, un arabo fissuto nel 730 A.C...
    Si dice che lui abbia scoperto che i suoni prodotti dagli insetti durante la notte, siano in realtà versi dei demoni, dei non morti, o peggio...
    La leggenda narra che dopo aver scoperto questa cosa, l'abbia trasformata in una specie di materia di studio.
    Dopo 50 anni passati a tradurli, è riuscito a scoprire i modi per invocare i demoni, soggiogarli al propio volore, risvegliare i morti, e la vita eterna.
    Questo misterioso artefatto, desterà la curiosità di Nathan Drake, che partirà alla ricerca del libro.
    La trama racconterà le avventure di David Drake, figlio di Elena Fisher e Nathan Drake, ormai sedicenne, che seguirà le orme del padre, scomparso da 6 mesi dopo l'inzio della ricerca.
    L'inseguimento inizia con un'indizio in codice lasciato dal padre prima di partire.
    Il ragazzo così, alla ricerca del padre, dovrà viaggiare per il globo e seguire ogni passo, risolvere ogni enigma che Nathan ha fatto, fino a ritrovarlo.

    Spero che la trama vi abbia "pizzicato" la curiosità ed ad istigarvi nellla lettura, a presto per il prologo!

    Concludo con una delle frasi citate nel Necromicon:

    [FONT="Times New Roman"]"Ascolta ciò che ti dice Abdul Alhazred:
    gli Antichi Dèi han posto i Maledetti
    in sonno. E chi manipola i sigilli
    e i dormienti ridesta, è maledetto anch'egli.
    E dico ancora: qui chiuse son le càbale
    in cui s'asconde il torbido potere
    d'infrangere i sigilli millenari
    che serrarono Cthulhu e la sua orda.
    Ho perso
    tutta la vita per delucidarle.

    La notte s'apre sull'orlo dell'abisso.
    Le porte dell'inferno sono chiuse:
    a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo
    si desterà qualcosa per risponderti.
    Questo regalo lascio all'umanità:
    ecco le chiavi.
    Cerca le serrature: sii soddisfatto.
    Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred:
    per primo io le ho trovate: e sono matto."[/FONT]




    Le Fan Fiction su cui sto lavorando:

    Honor. Revenge. Action. Metal Gear Zero - A Samurai's Destiny

    Uncharted: La leggenda del Necronomic

    Mi raccomando, dateci un occhiata! Ci conto, eh?
    Meine collezionen!
    Ringrazio Kurosaki Ichigo-sama per le firme.
  2. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #8709617
    Norman JaydenSalve a tutti ragazzi!
    Oggi sono qui per presentarvi la mia nuova Fan Fiction.
    Parlerà della scoperta del Necromicon, un libro dai poteri sinistri quanto incredibili.
    Il Necromicon, è un libro che fu scritto da Al Azif, un arabo fissuto nel 730 A.C...
    Si dice che lui abbia scoperto che i suoni prodotti dagli insetti durante la notte, siano in realtà versi dei demoni, dei non morti, o peggio...
    La leggenda narra che dopo aver scoperto questa cosa, l'abbia trasformata in una specie di materia di studio.
    Dopo 50 anni passati a tradurli, è riuscito a scoprire i modi per invocare i demoni, soggiogarli al propio volore, risvegliare i morti, e la vita eterna.
    Questo misterioso artefatto, desterà la curiosità di Nathan Drake, che partirà alla ricerca del libro.
    La trama racconterà le avventure di David Drake, figlio di Elena Fisher e Nathan Drake, ormai sedicenne, che seguirà le orme del padre, scomparso da 6 mesi dopo l'inzio della ricerca.
    L'inseguimento inizia con un'indizio in codice lasciato dal padre prima di partire.
    Il ragazzo così, alla ricerca del padre, dovrà viaggiare per il globo e seguire ogni passo, risolvere ogni enigma che Nathan ha fatto, fino a ritrovarlo.

    Spero che la trama vi abbia "pizzicato" la curiosità ed ad istigarvi nellla lettura, a presto per il prologo!

    Concludo con una delle frasi citate nel Necromicon:

    [FONT="Times New Roman"]"Ascolta ciò che ti dice Abdul Alhazred:
    gli Antichi Dèi han posto i Maledetti
    in sonno. E chi manipola i sigilli
    e i dormienti ridesta, è maledetto anch'egli.
    E dico ancora: qui chiuse son le càbale
    in cui s'asconde il torbido potere
    d'infrangere i sigilli millenari
    che serrarono Cthulhu e la sua orda.
    Ho perso
    tutta la vita per delucidarle.

    La notte s'apre sull'orlo dell'abisso.
    Le porte dell'inferno sono chiuse:
    a tuo rischio le tenti. Al tuo richiamo
    si desterà qualcosa per risponderti.
    Questo regalo lascio all'umanità:
    ecco le chiavi.
    Cerca le serrature: sii soddisfatto.
    Ma ascolta ciò che dice Abdul Alhazred:
    per primo io le ho trovate: e sono matto."[/FONT]


    Hai catturato decisamente la mia attenzione, le premesse per una storia appassionante ci sono tutte. La scelta del protagonista e' rischiosa, ma forse rende il tutto ancora piu' interessante. Ti seguiro' di sicuro...
  3.     Mi trovi su: Homepage #8709618
    [FONT="Franklin Gothic Medium"]"Prologo - Verso l'oblio"[/FONT]


    Nathan Drake stava in piedi a fatica, tenendosi la ferita sul fianco sinistro con la mano sinistra mente con la destra stava puntando con la sua Desert Eagle, ormai scarica.
    Il posto era disseminato di cadaveri e bossoli di munizioni.
    L'uomo affannava rumuorosamente. L'aria davanti a lui si condensava rapidamente e intensamente. C'era molto freddo.
    Nathan poteva solo respirare aria il più avidamente possibile mentre teneva gli occhi fisso sul nemico.
    O meglio.
    Sui nemici.
    Erano rimasti quattro soldati con una mimetica color grigionera che ora erano dinnalzi a lui, armati di M4, pronti a fare fuoco al minimo movimento.
    In mezzo a Drake e ai soldati c'era un blocco fatto d'oro su cui era appoggiato una campana di diamante.
    La campana di dimante conteneva un piedistallo fatto con ossa umane che stavano sorreggendo un libro, come se fosse una bibbia su un altare.
    Era il Necromicon.
    I soldati lo volevano.
    Peccato che anche Nathan lo voleva.
    Per trovarlo aveva viaggiato per il globo e sudato come il Papa davanti ad un gruppo di ragazze vestite da scolarette che lo stavano tentando. Non voleva buttare via tutto quel tempo solo per un paio di soldatini minacciosi.
    Per non parlare che doveva provare in tutti i modi di non far arrivare le mani del nemico sul libro.
    L'avrebbe protetto, anche a costo della vita.
    Il libro non doveva cadere nelle mani sbagliate.
    In un modo o nell'altro Nathan Drake doveva caversela.
    Era da più di 5 minuti che si stavano fissando.
    "Perchè non aprono il fuoco?" si chiedeva Nathan, erano in quattro contro uno. Avrebbero avuto la meglio.
    Ma per una strana ragione si limitarono a fissarlo, con le armi spianate.
    Forse lo consideravano un prigioniero, o forse gli stavano dando il tempo di dire le ultime preghiere.
    "Un luogo più che appartato." Pensò Nathan, dato che si trovavano dentro ad una chiesa fatta di cristallo impiantato nelle roccie.
    Improvvisamente delle urla come di bestie feroci eccheggarono nella chiesa, distraendo i soldati.
    Errore fatale.
    Nathan ne aprofitò subito e si lanciò verso l'altare d'oro prendendo il libro, mentre sparava due colpi a quello al centro.
    Due colpi perfetti. Il nemico crollò sul pavimento privo di vita.
    I soldati immediatamente aprirono il fuoco, ma Nathan era già al riparo respirando faticosamente trattenendo il dolore subito chiedendo al corpo quell'azione in extremis.
    Sentì i colpi dei fucili infrangersi sull'oro dell'altare come scoppi di petardi dietro ad un muretto.
    Le urla di prima si fanno sempre più vicine.
    "Sono qua." Pensò Nathan con una nota di paura.
    Rumore come di vetri infranti irrupperro nella cattedrale.
    Altre urla.
    I soldati si girarono e aprirono il fuoco su le cose che avevano appena fatto irruzione.
    Nathan aprì il libro e si mise a cercare la formula giusta durante quel momento in cui era ignorato.
    "Non cè tempo, non cè tempo!" Si ripeteva, mentre gli spari echeggiavanow come una furiosa tempesta.
    "Igor mortis... eracle saluter... giusrge retacle... trovato!" Pensò trionfate Nathan.
    Non si accorse che gli spari erano cessati.
    Si alzò e vide che c'era solo lui. Lui e quei mostri.
    Orde di demoni entravano dalle porte della cattedrale, intenti ad osservare Nathan e a cibarsi dei corpi privi di vita che prima Nathan aveva affrontato.
    I sette Mostri più vicino a lui, che sembravano appena usciti da un film horror di serie B, lo stavano ignorando, poichè erano intenti a mangiare i quattro cadaveri che erano appena morti.
    Nathan per impulso fece qualche passo indietro e premette il grilletto della Desert Eagle ma i due colpi sparati prima, erano propio gli ultimi. Ora l'arma era davvero scarica.
    Uno dei mostri che stava bacchetando d'un tratto fissò Nathan, si alzò e si diresse verso l'uomo.
    Così fanno anche gli altri sei.
    "Sicuramente non stanno venendo per chiedermo l'autografo." Pensò Nathan buttando via l'innutile e pesante pistola.
    Valutò di lanciarla in faccia ai mostri, ma alla fine ci rinunciò. Non voleva gettare quel poco di dignità che gli rimaneva.
    Si girò e fece qualche passo, giusto per prendere le distanza, ma mal ridotto com'era non aveva molto dove scappare.
    Nathan non aveva molte scelte.
    Si rigira mettendosi a recitare a voce alta uno dei testi:
    -Y’AI NG’NGAH YOG-SOTHOTH H’EE-L’GELB F’AI THRODOG. YAAH YI-NASH
    YOG-SOTHOTH H’EE-L‘GELB FIITHRODAG!-
    Un urlo demoniaco divampò dal libro.
    Un urlo sinistro e disumano.
    I mostri si fermarono.
    Ma era solo per un istante, infatti, ripresero la loro avvanzata.
    Nathan, si accorse di vaccillare.
    Improvvisamente, gli cominciarono a mancare le forze.
    Si sentiva pesante, come se le sue carni fossero di attratte dal suolo.
    Socchiuse gli occhi, ormai stanchi, e sporchi osservando le creature.
    Quei mostri non si erano fermati, come aveva previsto, continuando invece, ad avvanzare minacciosi.
    -è.... è finita.- Mormorò Nathan.
    Poi senza forze, cadde sul pavimento, sentendo l'alito dei mostri su di lui.
    Infine rimase solo il buio.
    Un buio profondo ed eterno.
    Un buio da cui nessuno poteva fare ritorno.
    Un buio spaventoso e accogliente.
    L'oblio.
    Si sentiva come se soffrisse di vertigini, e di cadere nel vuoto.
    Una sensazione di perdita del contatto con la realtà.
    Era un po' come stare sospesi nel vuoto. Come il "Bungie Jumping" con la differenza che nessuna corda ti stava sorreggendo.
    Non c'era modo di tornare sù. Si poteva solo cadere.
    -David.- Mororarono le sue labbra stanche e screpolate, mentre le poche forze rimanenti scivolavano via come sabbia tra le dita.

    E poi rimase solo il buio.
    E il silenzio.
    Solo il buio e il silenzio.

    ....


    Parte la colonna sonora:
    Still Alive - Mirror's Edge.




    [FONT="Times New Roman"][RIGHT]Fine prologo.[/RIGHT][/FONT]




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    Uncharted: La leggenda del Necronomic

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  4.     Mi trovi su: Homepage #8709619
    Grazie a tutti!
    Allora, qualcuno ha qualcosa da suggerire per il prossimo capitolo?




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    Honor. Revenge. Action. Metal Gear Zero - A Samurai's Destiny

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    [FONT="Impact"]Colonna sonora: Still Alive[/FONT]

    [FONT="Times New Roman"]Capitolo II - In viaggio.[/FONT]


    Due energumeni armati di Desert Eagle, come l'hostess, erano entrati dai corridoio dell'aereo.
    -Sa, Mister Drake, avevo sperato di ucciderla in un modo più... silenzioso..- Disse l'hostess con un chiaro accento russo.
    -Mi spiace, ma soffro di manie di protagonismo, non mi piace lasciare il palco senza aver attirato l'attenzione.- Rispose sarcastico David.
    L'hostess sorrise e colpì con il calcio dell'arma la faccia di David.
    -Sono molto contenta che lei sia un tipo carismatico. Se non mi avessero dato l'ordine di ucciderla, sarebbe stato il mio tipo. In ogni caso, mi ha convinta sa? La farò uscire di scena facendo saltare in aria l'aereoplano: degno di un protagonista, no? Portateli nella stiva.- Disse l'hostess, lasciando andare Louise.
    I tizi puntarono le loro pistole sui tre ragazzi, intimandogli di andare.
    "Meeerda.... cosa faccio? Ora non solo devo pensare al Necromicon, ora devo pure pensare al dirottamento... che palle..."
    Scesero giù per la scala a chiocciola, e si ritrovarono nella stiva, piena di valigie e pacchi di ogni genere.
    -Leghiamoli.- Disse uno dei due, anche lui con un evidente accento russo.
    Improvvisamente l'aereo sobbalzo, facendo perdere l'equilibrio ai due energumeni.
    "E' il mio momento!" Pensò David, mentre raccoglieva velocemente le forze per un calcio.
    -SHOWTIME!!- Urlò tirando un calcio in faccia a piedi uniti a quello davanti a lui, facendolo barcollare.
    Velocemente, riprese il controllo e si alzò, pronto a picchiare l'altro.
    Appena in piedi, l'altro gli tirò un pugno in faccia.
    David indietreggiò, fino al petto dell'altro, che si era ripreso e ora lo aveva preso in una morsa.
    Energumeno due, tirò un altro pugno, ma David, si tolse la giacca e scivolando giù, con il risultato che il pugno destinato a lui, finì con l'assorbirlo Energumeno uno.
    Si scansò velocemente di lato e prese un valigia e la scagliò sulla faccia di Energumeno uno.
    Energumeno due si avvicinò e alzò il piede, pronto a pestare David.
    Ma quest'ultimo si appiattì e rotolò sotto uno scaffale colmo di borse, evitando l'attacco.
    Si alzò e prese una borsa, l'aprì e tirò tutte le cose che c'erano dentro ad energumeno due.
    Un telefeno, un lucida labbra, una specie di lattina, un make up e un vibratore.
    Sotto la faccia disgustata di David che si stava pulendo per aver toccato quell'affare, il "coso" volante finì dritto nell'occhio di Energumeno due, facendolo barcollare indietro, coprendosi l'occhio.
    David sentì un veloce movimento alla sua destra e ,come in un film di Matrix, si piegò all'indietro.
    Il pungo di Energumeno uno gli volò a pochi centimetri dalla faccia.
    David si mise a tastare il pavimento, alla ricerca di un'oggetto da usare come arma.
    Improvvisamente toccò qualcosa e instintivamente la lanciò sulla faccia di Energumeno uno, che all'impatto indietreggiò stordito.
    Sorprendetemente, la cosa era "la cosa" che aveva lanciato ad Enegumeno due.
    -Ma che cazz...? Che diavolo ci fa quest'affare su un'aereo?!- Disse mentre si puliva le mani.
    Non aveva tempo da perdere. Si alzò e si appese ad un'asta e l'uso per slanciarsi e dare un unico e definitivo calcio in faccia ad Energumeno uno, che crollò a terra, privo di sensi.
    Ora rimanveva solo Enegumeno due.
    Si girò e Energumeno due lo afferò per il collo, portando David a mezz'aria.
    Fortunatamente, ci fu un'altro sobbalzo e l'uomo perse l'equilibrio sbattendo la testa su uno scaffale, con l'ovvio risultato che rimase a terra, privo di sensi.
    David si mise a quattro zampe, tossendo.
    Qualcuno scese dalla scala a chiocciola.
    Era l'hostess.
    -Rubinenko! Jeviero! Che succede?- Disse l'hostess.
    L'hostess vide i corpi dei suoi due commilitori a terra e premette un pulsante.
    Un terrificante "Bip" alle spalle dei tre, fece venire il cuore in gola.
    -Troppo tardi, morirete tutti qua.- Disse compiaciuta e mettendosi il paracadute.
    David, Ichigo e Louise si alzarono, guardando l'hostess che saliva, pronta ad abbandonare l'aereo.
    Drake vide il pulsante per aprire lo sportello dell'aereo.
    -Ichigo! Louise! Prendete qui due paracadute!- Disse avvanzando velocemente.
    -Cosa vuoi fare?!- Chiede Ichigo.
    David si girò sorridendo. -Devo chiedere un'appuntamento.-
    Premette il pulsante di apertura si buttò sull'hostess, immobiliziandola.
    -Lasciami andare!- Urlava innutilmete la ragazza.
    -Hey bimba... vuoi uscire con me?- Disse David, compiaciuto.
    -Eh?!-
    Lo sportello si aprì e un'immensa tromba d'aria scaraventò all'esterno i quattro, i bagagli e la bomba.
    L'aria investì la pelle di David, costringendo a socchiudere gli occhi.
    -IDIOTA! MORIREMO!!- Disse urlando l'hostess.
    -Oh, ti sbagli.- Disse tirandogli un pugno in faccia.
    L'hostess svenne e David tirò la cordicella del paracadute.
    Si aggrappò saldamente al corpo privo di sensi dell'hostes, preparandosi all'impatto.
    Il paracadute si aprì e un improvviso stratone, face quasi perdere la presa a David.
    Dopo la sorpresa iniziale, David riaprì gli occhi e si guardò intorno.
    Erano intorno a delle montagne bianchissime.
    Cercò i suoi amici, preoccupati per loro.
    Fortunatamente vide che Ichigo e Louise avevano aperto i paracadute e che insieme a lui stavano dondolando sempre più giù.
    Guardò giù e vide un immenso bosco.
    Mentre l'aereo si allontanava e i ragazzi atterravano dolcemente, la bomba esplose, investendoli con grande forza.
    Louise finì addosso a Ichigo, e Ichigo con addosso Louise finì addosso all'hostess e a David.
    I tre paracaduti si unirono, facendoli precipitare nella fitta foresta.
    -Lo sapevo che non dovevo prendere l'Alitaliaaa!!!!- Urlò David mentre veniva trascinato insieme ai suoi compagni verso morte certa.

    Fine capitolo.




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    [FONT="Impact"]Colonna sonora: Still Alive[/FONT]

    [FONT="Times New Roman"]Capitolo III.II - Persi.[/FONT]


    "Ahi!" continuava a ripetere Drake.
    "Smettila di fare il bambino e sopporta." commentò Louise mentre gli applicava il disinfettante alla ferita.
    "Si.. ma... Ahi! Mica è colpa mia se un ramo mi è finito nel corpo! Ahi!"
    "Dovresti considerarti fortunato: abbiamo trovaro riparo, dei medicinali, del cibo e Louise ti fa da infermiera. Non sai quanto ti invidio... b'è... a parte il fatto della ferita da ramo." disse Ichigo, ridacchiando.
    "Ha, Ahi!, ha, ha... Ahi!" rispose sarcastico Drake.
    David si era risvegliato circa due ore fa e si sentiva bene, nonostante avesse un buco grosso quanto una pallina da golf nel fianco destro. Aveva dormito solo per due giorni dentro ad un letto improvvisato con vestiti dentro ad una grotta e si sentiva fresco e riposato.
    "Una dote della famiglia Drake: riuscire a curare anche la più seria ferita nel giro di qualche ora." Gli diceva sempre il padre.
    Ma ciò nonostante, durante il suo periodo di 'ripresa' Louise e Ichigo lo dovettero trascinare per tutti gli appennini, dato il suo status morente, era un vero miracolo aver trovato alcuni scatoloni contenenti medicinali e appovigionamenti caduti insieme a loro dall'aereo. 'Culo' come direbbe chiunque.
    "E ora che facciamo?" chiese Louise, rimettendo a posto i medicinali.
    "Non lo so, ci sto pensando." rispose Drake mentre si alzava in piedi.
    Come se non fosse mai successo niente, si mise a scagliare pugni e calci al vuoto, giusto per far circolare di nuovo il sangue.
    "Tsk... ma come fai? Hai una ferita grossa come una palla da ping pong nel fianco destro e sembri un lottatore eccitato per la sua ennesima vincita!" commentò Ichigo, sorpreso.
    "Come dico sempre, è una dote della famiglia Drake, rigenerazione rapida!" rispose Drake, facendo saltelli e flessioni.
    "Sappiamo almeno dove siamo?" chiese Louise.
    "C'è neve, molta neve. Nel nostro tragitto non c'erano passaggi vicino ad alcun paesaggio invernale, escludendo l'Italia." rispose Drake, sedendosi e divornado una barretta energetica.
    "Quindi siamo su gli appennini... buono a sapersi.. abbiamo un piano?" chiese Ichigo.
    "Io dire di dirigersi dove le montagne si fanno più basse, avremo più probabilità di inciampare in qualche zona abitata e magari fermarci lì per un'pò."
    "Ottimo, a me sta bene." disse Louise alzandosi e pulendosi la gonna.
    "Deve far freddo 'là sotto'." commentò Drake, abbastanza divertito.
    "Smettila, idiota." rispose Louise, tirandogli un calcio.
    "Bene, sta bene anche a me, quando andiamo?" chiese Ichigo alzandosi anche lui.
    "Partiamo ora, non sappiamo quando potrebbe arrivare una tempesta di neve facendoci bloccare qui." rispose David, alzandosi e prendendo qualche vestito dalla cassa di approvigionamenti.
    Si avvicinò a Luoise e gli mise una giacca sulle spalle. "Tieni -disse allungandogli anche un pantalone- vestiti e usciamo in fretta da qui. laggiù -continuò indicando uno spazio nella caverna- puoi vestirti, non ti preoccupare, non ti guarderemo."
    Louise arrossì e prese i vestiti, avviandosi verso l'angolino.
    Ichigo ci rimase molto geloso, ma accartocciò quel sentimento e lo buttò in un angolo della mente, non era quello il momento di pensare a certe cose.
    Luoise tornò quasi subito, indossando l'unico giaccone e l'unico pantalone pesante che avevano trovato. David ci rimase un'pò male, ma le ragazze prima di tutto.
    "Bene... andiamo." disse ritornando con i piedi per terra e uscendo dalla caverna.
    Un sole accecante lo investì in piena faccia, costringendolo a coprirsi il volto per non diventarci cieco.
    "Accidenti... certo che stare al buio per tanto tempo non è una bella cosa.." commentò Ichigo, anche lui stordito dall'intensa luce.
    "Ti ricordo che siamo in montagna, qui la luce è più luminosa e intensa dato che la neve fa da specchio." parlò Louise, in tono superiore.
    "Guardala, la secchiona.." ridacchiò Drake, abituandosi finalmente alla luce.
    "Ma sentilo... e il discorso di prima a proposito del dove siamo e del dove andiamo?"
    Drake non rispose e sorrise, continuando a camminare verso delle piccole montagnette, verso est.




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  7.     Mi trovi su: Homepage #8709622
    lost_wisdom93quando avremo lónore di leggere?


    Sono già al lavoro sul prologo, non ti preoccupare :wink:




    Le Fan Fiction su cui sto lavorando:

    Honor. Revenge. Action. Metal Gear Zero - A Samurai's Destiny

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  8.     Mi trovi su: Homepage #8709624
    Mastang93Ma quante fan fiction tieni in sospeso.
    Cmq una piu bella dell' altra complimenti :smile:


    Grazie, comunque 3 contando questa, ma non ti preoccuopare!
    Io ho una specie di 2 cervelli, mentre uno lavora su una FF, l'altro lavora su quello sucessivo, e così via.
    Fino ad ora, ha funzionato ^^




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  9.     Mi trovi su: Homepage #8709625
    Prologo.

    "Verso l'oblio"

    Nathan Drake stava in piedi a fatica, tenendosi la ferita sul fianco sinistro con la mano sinistra mente con la destra stava puntando con la sua Desert Eagle, ormai scarica.
    Il posto era disseminato di cadaveri e bozzoli di munizioni.
    L'uomo affannava rumuorosamente. Respirando aria il più avidamente possibile mentre teneva gli occhi fisso sul nemico.
    O meglio.
    Sui nemici.
    Erano rimasti quattro soldati con una mimetica color grigionero che ora erano d'inalzi a lui, armati di M4, pronti a fare fuoco al minimo movimento.
    In mezzo a Drake e ai soldati c'era un blocco fatto d'oro su cui era appoggiato una campana di diamante.
    La campana di dimante conteneva un piedistallo fatto con ossa umane che stavano sorreggendo un libro, come se fosse una bibbia su un altare.
    Era il Necromicon.
    I soldati lo volevano.
    Peccato che anche Nathan lo voleva.
    Aveva viaggiato per il globo e sudato come il Papa d'avanti ad un gruppo di ragazze vestite da scolarette che lo stavano tentando.
    Era da più di 5 minuti che si stavano fissando.
    "Perchè non aprono il fuoco?" si chiedeva Nathan, erano in quattro contro uno. Avrebbero avuto la meglio.
    Ma per una strana ragione si limitarono a fissarlo.
    Forse lo consideravano un prigioniero, o forse gli stavano dando il tempo di dire le ultime preghiere.
    "Un luogo più che appartato." Pensò Nathan, dato che si trovavano dentro ad una chiesa fatta di cristallo impiantato nelle roccie.
    Improvvisamente delle urla come di bestie feroci eccheggarono nella chiesa, distraendo i soldati.
    Errore fatale.
    Nathan ne aprofitò subito e si lanciò verso l'altare d'oro prendendo il libro, mentre sparava due colpi a quello al centro.
    Due centri perfetti. Il nemico crolla sul pavimento privo di vita.
    I soldati immediatamente aprono il fuoco, ma Nathan era già al riparo respirando faticosamente e trattenendo il dolore subito chiedendo al corpo quell'azione in extremis.
    Sentì i colpi dei fucili infrangersi sull'oro dell'altare come scoppi di petardi.
    Le urla di prima si fanno sempre più vicine.
    "Sono qua." Pensa Nathan.
    Rumore come di vetri infranti irrompono nella cattedrale.
    Altre urla.
    I soldati si girano e aprono il fuoco su le cose che avevano appena fatto irruzione.
    Nathan aprì il libro e si mise a cercare la formula giusta durante quel momento in cui era ignorato.
    "Non cè tempo, non cè tempo!" Si ripeteva, mentre gli spari echeggiavano.
    "Igor mortis... eracle saluter... giusrge retacle... trovato!" Pensò trionfate Nathan.
    Non si accorse che gli spari erano cessati
    Si alzò e vide che c'era solo lui. Almeno che fosse umano.
    Orde di demoni entravano dalle porte della cattedrale, intenti ad osservare Nathan e a cibarsi dei corpi privi di vita che prima Nathan aveva affrontato.
    I 7 Mostri più vicino a lui, che assomigliavano incredibilmente alla ragazza che usciva dallo schermo di The Ring, lo stavano ignorando, poichè erano intenti a mangiare i 4 cadaveri che erano appena morti.
    Nathan per impulso fece qualche passo indietro e premette il grilletto della desert eagle ma i due colpi sparati prima, erano gli ultimi.
    Uno dei mostri che stava bacchetando alzò la testa e si mette fissare Nathan, si alzò e si diresse verso l'uomo.
    Così fanno anche gli altri 6.
    "Sicuramente non stanno venendo per chiedermo l'autografo." Pensò Nathan buttando la pistola.
    Si girò e fece qualche passo, ma mal ridotto com'era non aveva molto dove scappare.
    Nathan non aveva molte scelte.
    Si rigira e posa gli occhi sul libro e si mette a recitare a voce alta uno dei testi:
    -Y’AI NG’NGAH YOG-SOTHOTH H’EE-L’GELB F’AI THRODOG. YAAH YI-NASH
    YOG-SOTHOTH H’EE-L‘GELB FIITHRODAG!-
    Un urlo demoniaco eccheggiò dal libro.
    Un urlo sinistro e disumano.
    I mostri si fermarono.
    Ma era solo per un istante, infatti, ripresero la loro avvanzata.
    Nathan, si accorse di vaccillare.
    Improvvisamente, gli cominciarono a mancare le forze.
    Si sentiva pesante, come se le sue carni fossero di attratte dal suolo.
    Socchiuse gli occhi, ormai stanchi, e sporchi osservando le creature.
    Quei mostri non si erano fermati, come aveva previsto, continuando, invece, ad avvanzare, minacciosi.
    -è.... è finita.- Mormorò Nathan.
    Poi senza foze, cadde sul pavimento, sentendo l'alito dei mostri su di lui.
    Infine rimase solo il buio.
    Un buio profondo ed eterno.
    Un buio da cui nessuno poteva fare ritorno.
    Un buio spaventoso e accogliente.
    L'oblio.
    Si sentiva come se soffrisse di vertigini, e di cadere nel vuoto.
    Una sensazione di perdita del contatto con la realtà.
    -David.- Mororarono le sue labbra stanche, mentre le poche forze rimanensti gli scivolavano via come sabbia tra le dita.

    E poi rimase solo il buio.
    E il silenzio.
    Solo il buio e il silenzio.

    [Parte la colonna sonora: Still Alive - Mirror's Edge.]
    Fine prologo.




    Le Fan Fiction su cui sto lavorando:

    Honor. Revenge. Action. Metal Gear Zero - A Samurai's Destiny

    Uncharted: La leggenda del Necronomic

    Mi raccomando, dateci un occhiata! Ci conto, eh?
    Meine collezionen!
    Ringrazio Kurosaki Ichigo-sama per le firme.
  10. Better call Saul!  
        Mi trovi su: Homepage #8709627
    Ma quante ff stai scrivendo? :laugh:
    Comunque non è male. E' un buon inizio, anche se devi prestare più attenzione ad alcuni dettagli. ^_^

    Norman Jaydenche assomigliavano incredibilmente alla ragazza che usciva dallo schermo di The Ring

    Questo passaggio, ad esempio, è brutto da leggere; una cosa del tipo: "-che sembravano usciti direttamente da uno squallido film dell'orrore...-", sarebbe andata meglio. :wink:
  11.     Mi trovi su: Homepage #8709628
    Norman Jayden
    [FONT="Franklin Gothic Medium"]"Prologo - Verso l'oblio"[/FONT]


    Nathan Drake stava in piedi a fatica, tenendosi la ferita sul fianco sinistro con la mano sinistra mente con la destra stava puntando con la sua Desert Eagle, ormai scarica.
    Il posto era disseminato di cadaveri e 1) bozzoli di munizioni.
    L'uomo affannava rumuorosamente. L'aria d'avanti a lui si condensava rapidamente e intensamente. C'era molto freddo.
    Nathan poteva solo respirare aria il più avidamente possibile mentre teneva gli occhi fisso sul nemico.
    O meglio.
    Sui nemici.
    Erano rimasti quattro soldati con una mimetica color grigionero che ora erano d'inalzi a lui, armati di M4, pronti a fare fuoco al minimo movimento.
    In mezzo a Drake e ai soldati c'era un blocco fatto d'oro su cui era appoggiato una campana di diamante.
    La campana di dimante conteneva un piedistallo fatto con ossa umane che stavano sorreggendo un libro, come se fosse una bibbia su un altare.
    Era il Necromicon.
    I soldati lo volevano.
    Peccato che anche Nathan lo voleva.
    Per trovarlo aveva viaggiato per il globo e sudato come il Papa d'avanti ad un gruppo di ragazze vestite da scolarette che lo stavano tentando. Non voleva buttare via tutto quel tempo solo per un paio di soldatini minacciosi.
    Per non parlare che doveva tentare in tutti i modi di non far arrivare le mani del nemico sul libro.
    L'avrebbe protetto, anche a costo della vita.
    Il libro non doveva cadere nelle mani sbagliate.
    In un modo o nell'altro Nathan Drake doveva caversela.
    Era da più di 5 minuti che si stavano fissando.
    "Perchè non aprono il fuoco?" si chiedeva Nathan, erano in quattro contro uno. Avrebbero avuto la meglio.
    Ma per una strana ragione si limitarono a fissarlo, con le armi spianate.
    Forse lo consideravano un prigioniero, o forse gli stavano dando il tempo di dire le ultime preghiere.
    "Un luogo più che appartato." Pensò Nathan, dato che si trovavano dentro ad una chiesa fatta di cristallo impiantato nelle roccie.
    Improvvisamente delle urla come di bestie feroci eccheggarono nella chiesa, distraendo i soldati.
    Errore fatale.
    Nathan ne aprofitò subito e si lanciò verso l'altare d'oro prendendo il libro, 2) mentre sparava due colpi a quello al centro.
    Due centri perfetti. Il nemico crolla sul pavimento privo di vita.
    I soldati immediatamente aprono il fuoco, ma Nathan era già al riparo respirando faticosamente trattenendo il dolore subito chiedendo al corpo quell'azione in extremis.
    Sentì i colpi dei fucili infrangersi sull'oro dell'altare come scoppi di petardi dietro ad un muretto.
    Le urla di prima si fanno sempre più vicine.
    "Sono qua." Pensa Nathan.
    Rumore come di vetri infranti irrompono nella cattedrale.
    Altre urla.
    I soldati si girano e aprono il fuoco su le cose che avevano appena fatto irruzione.
    Nathan aprì il libro e si mise a cercare la formula giusta durante quel momento in cui era ignorato.
    "Non cè tempo, non cè tempo!" Si ripeteva, mentre gli spari echeggiavanow come una furiosa tempesta.
    "Igor mortis... eracle saluter... giusrge retacle... trovato!" Pensò trionfate Nathan.
    Non si accorse che gli spari erano cessati.
    Si alzò e vide che c'era solo lui. Lui e quei mostri.
    Orde di demoni entravano dalle porte della cattedrale, intenti ad osservare Nathan e a cibarsi dei corpi privi di vita che prima Nathan aveva affrontato.
    I 7 Mostri più vicino a lui, che sembravano appena usciti da un film horror di serie B, lo stavano ignorando, poichè erano intenti a mangiare i 4 cadaveri che erano appena morti.
    Nathan per impulso fece qualche passo indietro e premette il grilletto della desert eagle ma i due colpi sparati prima, erano gli ultimi.
    Uno dei mostri che stava bacchetando alzò la testa e si mette fissare Nathan, si alzò e si diresse verso l'uomo.
    Così fanno anche gli altri 6.
    "Sicuramente non stanno venendo per chiedermo l'autografo." Pensò Nathan buttando la pistola.
    Si girò e fece qualche passo, ma mal ridotto com'era non aveva molto dove scappare.
    Nathan non aveva molte scelte.
    Si rigira mettendosi a recitare a voce alta uno dei testi:
    -Y’AI NG’NGAH YOG-SOTHOTH H’EE-L’GELB F’AI THRODOG. YAAH YI-NASH
    YOG-SOTHOTH H’EE-L‘GELB FIITHRODAG!-
    Un urlo demoniaco divampò dal libro.
    Un urlo sinistro e disumano.
    I mostri si fermarono.
    Ma era solo per un istante, infatti, ripresero la loro avvanzata.
    Nathan, si accorse di vaccillare.
    Improvvisamente, gli cominciarono a mancare le forze.
    Si sentiva pesante, come se le sue carni fossero di attratte dal suolo.
    Socchiuse gli occhi, ormai stanchi, e sporchi osservando le creature.
    Quei mostri non si erano fermati, come aveva previsto, continuando invece, ad avvanzare minacciosi.
    -è.... è finita.- Mormorò Nathan.
    Poi senza forze, cadde sul pavimento, sentendo l'alito dei mostri su di lui.
    Infine rimase solo il buio.
    Un buio profondo ed eterno.
    Un buio da cui nessuno poteva fare ritorno.
    Un buio spaventoso e accogliente.
    L'oblio.
    Si sentiva come se soffrisse di vertigini, e di cadere nel vuoto.
    Una sensazione di perdita del contatto con la realtà.
    Era un pò come stare sospesi nel vuoto. Come il "Bungie Jumping" con la differenza che nessuna corda ti stava sorreggendo.
    Non c'era modo di tornare sù. Si poteva solo cadere.
    -David.- Mororarono le sue labbra stanche e screpolate, mentre le poche forze rimanensti gli scivolavano via come sabbia tra le dita.

    E poi rimase solo il buio.
    E il silenzio.
    Solo il buio e il silenzio.

    ....


    Parte la colonna sonora:
    Still Alive - Mirror's Edge.




    [FONT="Times New Roman"][RIGHT]Fine prologo.[/RIGHT][/FONT]


    Fantastica! In particolare il finale.
    Bella la colonna sonora.
    Ci sono solo un paio di errori, te li ho messi in grassetto:
    1) Si dice bossoli e non bozzoli.
    2) Proprio all'inizio hai detto che la Desert Eagle era scarica.
    Le fanfiction che scrivo:
    Freya ( Assassin' s Creed)
    I Leggendari 4 Guerrieri
    Prince of Persia: Dream of Revenge
    Il mio gruppo per i fan di Prince of Persia!

    The veil of my dreams
    deceive all I have seen
    Forgive me for what I have been
    Forgive me my sins.
  12.     Mi trovi su: Homepage #8709629
    Norman Jayden
    [FONT="Franklin Gothic Medium"]"Prologo - Verso l'oblio"[/FONT]


    Nathan Drake stava in piedi a fatica, tenendosi la ferita sul fianco sinistro con la mano sinistra mente con la destra stava puntando con la sua Desert Eagle, ormai scarica.
    Il posto era disseminato di cadaveri e bossoli di munizioni.
    L'uomo affannava rumuorosamente. L'aria davanti è senza apostrofo! a lui si condensava rapidamente e intensamente. C'era molto freddo.
    Nathan poteva solo respirare aria il più avidamente possibile mentre teneva gli occhi fisso sul nemico.
    O meglio.
    Sui nemici.
    Erano rimasti quattro soldati con una mimetica color grigioneroAvrei messo solo "grigionera", così levi color che secondo me è pesante che ora erano dinnanzi a lui, armati di M4, pronti a fare fuoco al minimo movimento.
    In mezzo a Drake e ai soldati c'era un blocco fatto d'oro su cui era appoggiato una campana di diamante.
    La campana di dimante conteneva un piedistallo fatto con ossa umane che stavano sorreggendo un libro, come se fosse una bibbia su un altare.
    Era il Necromicon.
    I soldati lo volevano.
    Peccato che anche Nathan lo voleva. Questa ripetizione... mmm.. avrei messo "Peccato che anche Nate era lì per quello"
    Per trovarlo aveva viaggiato per il globo e sudato come il Papa senza apostrofo!davanti ad un gruppo di ragazze vestite da scolarette che lo stavano tentando.Non so... avrei usato un'altra metafora... Non voleva buttare via tutto quel tempo solo per un paio di soldatini minacciosi.
    Per non parlare che doveva tentare L'hai già usato poco prima. Metti "provare" prima, se tieni quella metafora in tutti i modi di non far arrivare le mani del nemico sul libro.
    L'avrebbe protetto, anche a costo della vita.
    Il libro non doveva cadere nelle mani sbagliate.
    In un modo o nell'altro Nathan Drake doveva caversela.
    Era da più di 5 minuti che si stavano fissando.
    "Perchè non aprono il fuoco?" si chiedeva Nathan, erano in quattro contro uno. Avrebbero avuto la meglio.
    Ma per una strana ragione si limitarono a fissarlo, con le armi spianate.
    Forse lo consideravano un prigioniero, o forse gli stavano dando il tempo di dire le ultime preghiere.
    "Un luogo più che appartato." Pensò Nathan, dato che si trovavano dentro ad una chiesa fatta di cristallo impiantato nelle rocce.
    Improvvisamente delle urla come di bestie feroci eccheggarono nella chiesa, distraendo i soldati.
    Errore fatale.
    Nathan ne aprofitò subito e si lanciò verso l'altare d'oro prendendo il libro, mentre sparava due colpi a quello al centro.
    Due centri"colpi". Centro l'hai usato prima... perfetti. Il nemico crollò sul pavimento, privo di vita.
    I soldati immediatamente aprono il fuoco, ma Nathan era già al riparo respirando faticosamente, trattenendo il dolore echiedendo al corpo quell'azione in extremis. L'ho corretto qua e là questo periodo ^^
    Sentì i colpi dei fucili infrangersi sull'oro dell'altare come scoppi di petardi dietro ad un muretto.
    Le urla di prima "si sono fatte" Consecutio temporum sempre più vicine.
    "Sono qua." Pensò Nathan con una nota di paura.
    Rumore come di vetri infranti irrompono "irruppero" nella cattedrale.
    Altre urla.
    I soldati si girano"girarono" e aprono il fuoco su le cose che avevano appena fatto irruzione.
    Nathan aprì il libro e si mise a cercare la formula giusta durante quel momento in cui era ignorato.
    "Non cè tempo, non cè tempo!" Si ripeteva, mentre gli spari echeggiavano come una furiosa tempesta.
    "Igor mortis... eracle saluter... giusrge retacle... trovato!" Pensò trionfate Nathan.
    Non si accorse che gli spari erano cessati.
    Si alzò e vide che c'era solo lui. Lui e quei mostri.
    Orde di demoni entravano dalle porte della cattedrale, intenti ad osservare Nathan e a cibarsi dei corpi privi di vita che prima Nathan aveva affrontato.
    I 7 sette. Non mettere i numeri! Mostri più vicino a lui, che sembravano appena usciti da un film horror di serie B, lo stavano ignorando, poichè erano intenti a mangiare i 4 idemcadaveri che erano appena morti.
    Nathan per impulso fece qualche passo indietro e premette il grilletto della Desert Eagle ma i due colpi sparati prima, erano propio gli ultimi. Ora l'arma era davvero scarica.
    Uno dei mostri che stava bacchetando alzò la testa e fissò Nathan, e d'un tratto si alzò e si diresse verso di lui.
    Così fanno anche gli altri 6.
    "Sicuramente non stanno venendo per chiedermo l'autografo." Pensò Nathan buttando via l'inutile e pesante pistola.mi piace questa frase ^^
    Valutò valutò? decise suona meglio! di lanciarla in faccia ai mostri, ma alla fine ci rinunciò. Non voleva gettare quel poco di dignità che gli rimaneva.
    Si girò e fece qualche passo, giusto per prendere le distanza, ma mal ridotto com'era non aveva molto dove scappare; evidentemente le scelte erano limitate. Ho unito i due periodi
    Si rigira mettendosi a recitare a voce alta uno dei testi:
    -Y’AI NG’NGAH YOG-SOTHOTH H’EE-L’GELB F’AI THRODOG. YAAH YI-NASH
    YOG-SOTHOTH H’EE-L‘GELB FIITHRODAG!-
    Un urlo demoniaco divampò dal libro.
    Un urlo sinistro e disumano.
    I mostri si fermarono.
    Ma era solo per un istante, infatti, ripresero la loro avvanzata.
    Nathan vacillò
    Improvvisamente, gli cominciarono a mancare le forze.
    Si sentiva pesante, come se le sue carni fossero di attratte dal suolo.
    Socchiuse gli occhi, ormai stanchi, e sporchi osservando le creature; quei mostri non si erano fermati e, come aveva previsto, continuarono invece, ad avanzare minacciosi.
    -è.... è finita.- Mormorò Nathan.
    Poi senza forze, cadde sul pavimento, sentendo l'alito dei mostri su di lui.
    Infine rimase solo il buio.
    Un buio profondo ed eterno.
    Un buio da cui nessuno poteva fare ritorno.
    Un buio spaventoso e accogliente.
    L'oblio.
    Ottimo questo!
    Si sentiva come se soffrisse di vertigini e di cadere nel vuoto: una sensazione di perdita del contatto con la realtà.
    Era un po' come stare sospesi nel vuoto. Come il "Bungie Jumping" con la differenza che nessuna corda ti stava sorreggendo.
    Non c'era modo di tornare su. Si poteva solo cadere.
    -David.- Mororarono le sue labbra stanche e screpolate, mentre le poche forze rimaste gli scivolarono L'imperfetto non ci stava bene... via come sabbia tra le dita.

    E poi rimase solo il buio.
    E il silenzio.
    Solo il buio e il silenzio.

    ....


    [FONT="Times New Roman"][RIGHT]Fine prologo.[/RIGHT][/FONT]


    Bene, spero seguirai le correzioni, stavolta :wink:
    The moment man devoured the fruit of knowledge, he sealed his fate... Entrusting his future to the cards, man clings to a dim hope. Yet, the Arcana is the means by which all is revealed. Beyond the beaten path lies the absolute end. It matters not who you are... Death awaits you.

  Uncharted: La leggenda del Necronomicon

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