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    Capitolo 1
    Era notte. Ero sdraiato su un fottuto letto scassato di una ancor più fottuta locanda di una fottutissima viuzza di un ancor più fottutissimo paese. Guardai l’orologio d’oro appeso alla parete, che spiccava per bellezza in mezzo a quella stanza angusta. Le 5 del mattino. Dovrebbe essere il momento. Il ticchettio dell’ orologio, l’ unico suono che rompeva il silenzio, improvvisamente venne interrotto dal suono di un esplosione. Tutto come previsto. Mi avevano detto di trovarmi una stanza e aspettare il momento in cui il bersaglio sarebbe entrato in azione. Da tempo un uomo sconosciuto provocava esplosioni di gas stordente in un paese dopo l’ altro, e rapiva le vittime del gas. La prossima città, stando al modus operandi, sarebbe stata quella in cui mi trovo ora. Il mio compito, da soldato della Red Corporation, era quello di catturare quel bastardo, vivo, o con una fine più adatta a lui:la morte. Mentre mi dirigevo verso il luogo dell’ esplosione, la folla correva nel senso opposto al mio, cercando un riparo.
    “Dove sta andando? Trovi un riparo anche lei!” disse un uomo, spaventato da ciò che era appena avvenuto.
    “No, sono un soldato della Red Corp., devo fermare l’artefice di questo disastro”.
    “Non importa! Deve scappare!”
    “Senta, non ho tempo per lei, se ne vada!”
    “Come vuole, io l’ho avvertita!”
    Finalmente l’uomo corse via.
    Durante tutta la mia lunga carriera, avevo affrontato casi ben più gravi di questo, ero sicuro di farcela senza problemi.
    Dopo aver indossato la maschera antigas, mi lanciai nella nebbia. Tra le tantissime persone svenute per terra, solo una era in piedi. Quel bastardo del rapitore, ovviamente. Con il volto coperto da una maschera antigas simile alla mia, si voltò verso di me e dopo avermi notato corse via.
    Oltre ad essere bastardo era anche codardo! Ed era più veloce di quanto pensassi. Lo inseguii per parecchio tempo, tra i bui vicoli decorati con la luce della Luna, mentre le persone intorno a noi continuavano a correre terrorizzate. Improvvisamente l’uomo raggiunse un enorme portone di ferro e si fermò. Era un uomo alto con gli occhiali. Io gli puntai la pistola.
    “Bastardo! Perché cazzo fai tutto questo?”
    “Io…sono uno scienziato.”
    “Scienziato?”
    “Esatto, i corpi di quelle persone mi servono per i miei studi. Il mio obbiettivo è trovare una cura per l’ Angelicus, il virus da cui sono afflitto, e che mi porterà alla morte tra poche ore, ormai.”
    “Angelicus?”
    “Un nome insolito per un virus, vero? Si dice che una volta morti a causa sua spuntino delle grandi ali bianche al cadavere.”
    Lo scienziato tirò fuori un telecomando dalla tasca della giacca e aprì il portone. Ricordo perfettamente quello che vidi, come se avessi scattato una fotografia.
    Centinaia, forse migliaia di cadaveri di uomini, donne e bambini.
    Stavo per premere il grilletto della pistola, ancora rivolta verso l’ uomo.
    Sembrava che l’ arma mi dicesse di sparare, sembrava che il vento portasse la mia mano a porre fine alla vita di quella bestia, ma esitai. Quell’ uomo sarebbe morto tra poche ore a causa del virus.
    L’ uomo si voltò verso di me, sorridendo.
    “Non premi il grilletto, eh? Non hai il coraggio di uccidermi, vero?”
    “No, tra poco morirai.”
    “Hai ragione. Questo sarebbe stato il mio ultimo, disperato tentativo di salvarmi. Ormai mancano pochi minuti, in realtà.”
    Quest’uomo si meritava senza alcun dubbio la morte, e la natura ha fatto in modo che la falce del giudizio si avventi su quell’animale, spezzandogli la vita, in realtà ormai finita da anni.
    L’uomo si chinò, urlando, poi cadde per terra, morto. Nessun paio di ali bianche gli spuntò dalla schiena.
  2.     Mi trovi su: Homepage #8746524
    Kurosaki_IchigoInteressante, magari all'inizio era meglio se ci presentavi il protagonista, ma la storia promette bene. ^_^


    Ma ti intriga molto di più il dubbio di non sapere.
    Very good!! :)
    Ottima la frase finale *.*
    The moment man devoured the fruit of knowledge, he sealed his fate... Entrusting his future to the cards, man clings to a dim hope. Yet, the Arcana is the means by which all is revealed. Beyond the beaten path lies the absolute end. It matters not who you are... Death awaits you.
  3.     Mi trovi su: Homepage #8746527
    foxhound24E' davvero ben scriito, uno stile dark che a me piace e anche la trama promette bene. Bravo !


    Kurosaki_IchigoInteressante, magari all'inizio era meglio se ci presentavi il protagonista, ma la storia promette bene. ^_^


    KronaMa ti intriga molto di più il dubbio di non sapere.
    Very good!! :)
    Ottima la frase finale *.*


    Joker4everMmmmmmmm....davvero niente male come inizio!!! E' molto intrigante!! Complimenti!! Leggerò volentieri la storia!!


    Grazie mille a tutti!^^
    Più tardi posto il secondo capitolo.
  4.     Mi trovi su: Homepage #8746530
    aldo-234Bell' inizio:thumbsup:


    Grazie.^^

    Two Guns

    Capitolo 2

    Osservando il cadavere di quell’ uomo, mi resi conto che la pazzia nei suoi occhi era rimasta la stessa anche dopo la sua morte. Lanciai un’ ultimo sguardo a quei cadaveri, quelle vite distrutte nella visione distorta della realtà di un pazzo. Mi voltai, e accessi la trasmittente.
    “Io qui ho finito” dissi con voce tremante. Questo caso mi aveva turbato molto.
    Una voce rispose “Ricevuto. Stiamo venendo a prenderti.”
    Presi il telecomando dello scienziato e chiusi il portone, senza voltarmi.
    Tornai alla locanda e aspettai. Dopo circa un’ ora, un’ ora passata a riflettere su quanto era accaduto, l’ elicottero della Red Corp. arrivò. Salii sul veicolo, dove due uomini erano seduti. Il primo era un uomo alto dai capelli castani e lunghi fino alle spalle, si chiamava Frank, il pilota, e aveva colto l’ occasione per fumarsi una sigaretta. Il secondo era James, un uomo di circa la mia età dai capelli biondi e gli occhi rossi. Nessuno è mai riuscito a spiegare questa anomalia, ma da quando James è nato, ha sempre avuto gli occhi color rosso sangue.
    James:”Un’ altra missione completata per il miglior soldato della Red. Corp., eh?”
    Jack:”Ti ho sempre detto di non chiamarmi così, James.”
    James:”Che ti prende, Jack? Sembri agitato.”
    Jack: “Non ti preoccupare, sto bene. E non impicciarti nei miei affari.”
    Frank: “Il capo deve parlarvi urgentemente, deve affidarvi una nuova missione.”

    Una volta arrivati alla base, io e James ci dirigemmo all’ ufficio del direttore della Corporation.
    L’ ufficio si trovava al centro della base e nel punto più alto, ed incuteva un certo timore. Il nome del capo era sconosciuto, tanto quanto il motivo di tale segretezza. Entrammo nell’ ufficio.
    Un uomo giaceva a terra morto, il direttore, mentre un altro tizio con un grosso cilindro era in piedi davanti alla finestra. La cosa più strana è che al posto della faccia aveva un mare di tenebre. Appena lo guardai mi sentii sprofondare nel vuoto, come se stessi volando. I vetri della finestra andarono in frantumi, e tutto iniziò ad andare al rallentatore. James era immobile, come pietrificato. L’ uomo col cilindro si lanciò nel vuoto, io corsi verso di lui, e vidi che la città era scomparsa. Al suo posto vi era una distesa di sabbia, di cui il confine era ignoto. Un tentacolo uscì dal sottosuolo e trascinò Jeff sotto la sabbia. Immediatamente dopo accadde lo stesso anche a me. Mentre sprofondavo, vidi un uomo sul ciglio del palazzo. Lo riconobbi subito: era mio padre. Ed improvvisamente fu il buio.
    Mi svegliai nell’ ufficio.
    James:”Finalmente ti sei svegliato.”
    Jack:”Cos’ è successo?”
    James:”Hai avuto un altro dei tuoi attacchi.”
    Da molto tempo avevo episodi di trance, in cui avevo visioni simili a flashback, ma che non si riferivano né al passato, né al futuro.
    Jack:”Merda…sono sempre più frequenti.”
    Il direttore era seduto alla scrivania, guardandomi con aria seria, e disse:
    “Bene, ora veniamo a noi. Dovrete dirigervi a…”
    “No.” lo interruppi io “Mi dimetto.”

  Two Guns

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