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    Prologo - Un'inizio che sembrava la fine.

    E' notte.
    La città di Oxford in questo momento è coperta dall'oscurità.
    Le luci sono ovunque. Gli edifici semi invisibili.
    Eric Baker, studente della Oxford, è appoggiato sulla veranda della sua stanza.
    "Sono già le 10." Pensa Eric.
    Il vento della nebbia, liscia dolcemente il viso del ragazzo.
    Il freddo pungente, passa delicatamente sulla sua pelle, coccolandolo.
    I lenti sospiri della notte, come se fossero una carezza, passano tra i suoi capelli.
    Tutto ora tace. Pochi suoni sono appena udibili.
    Il miagolio di un gatto, in lontananza, fanno parere un canto in quella notte nebbiosa.
    Quelle luci, fanno sembrare Oxford un cielo stellato, coccolatto dolcemente dal gelido vento della notte, confondendosi quasi perfettamente con il cielo.
    "Domani è domenica, posso stare alzato ancora un'pò." Pensò il ragazzo, perdendosi nell'immensità della notte...

    E' il 2027, e la civiltà è rimasta come quella di un tempo, come se si stesse rifiutando di evolversi.
    In un modo o nell'altro, l'umanità è riuscita a tirare avanti.
    Londra ormai si era così allargata, che ormai mancavano 500 metri per unirsi completamente alla città di Oxford.
    Ma la crisi esiste ancora.
    E dove cè crisi, cè insoddisfazione, dove cè insoddisfazione, cè il crimine.
    Il crimine agisce come un ombra, propagandosi là dove chi ha paura non osa guardare.
    Eric lo sa.
    In questo momento, tutto pare tranquillo: Londra appare come una città bellissima, luci e vita non mancano.
    Le luci gialle in lontananza, unite con la notte, fanno sembrare la città un cielo stellato.
    Ma cè un retro scena in questa teatro di meraviglie.
    Teppisti, puttane, drogati, stupratori, omicida.
    Sono solo una piccola parte della fazione che ora domina la città.
    Le forze dell'ordine di Londra sono disorganizzate, o corrotte.
    O forse hanno semplicemente troppa paura per agire.
    Almeno quelli della parte Est.

    "Che schifo." Pensò Eric rientrando.

    Si sdraiò sul letto, fissando un punto immaginario sul soffitto.
    Londra ora è divisa in 2: Est e Ovest.
    Nella parte Ovest, il crimine regna: caos, distruzione, rivolte sono all'ordine del giorno. Il posto assomiglia alle Favelas. Baraccopoli ovuque, gente che si ammazza per sfamarsi di un topo morto e consumato dalle larve.
    Poche persone sono ancora civili, e fanno del loro meglio per sopravvivere, organizzando corpi di polizia private o una piccola milizia di difesa contro le innumerevoli bande nella zona.
    Invece nella parte Est, la più fiorente, il crimine è poco, dato i nuovi sistemi di sorveglianza.
    Ogni persona, porta un ID, che viene letto dalle varie telecamere nascoste nella città. Se una persona tra questi dovesse venire trovata senza ID, le poche ma organizzate forze dell'ordine dell' Est, chiamate "EPD" (Est Police Department) sarebbero intervenute.
    Ma non bastava, il crimine c'era, anche se in minoranza rispetto all'Ovest, c'era.
    Le parti Ovest ed Est sono divisi da un muro e dal fiume Tamigi che spacca propio in 2 la città.
    Fortunatamente, non era un vero problema per Eric, dato che abitava ad Oxford.
    Eric Baker, brillante quanto annoiato studente diciasettenne dell'università di Oxford, abita insieme alla madre, al padre e alla sorellina vicino al campus.
    In media sembrerebbe il classico figlio di papà: aveva i capelli bruni con un taglio "Aziendale" e gli occhi erano di colore marrone.
    Di aspetto, era come qualsiasi ragazzo, magro e leggermente più alto della media.
    Era campione di scacchi o altri giochi simili di logica e intelletto.
    Pultroppo però, nonostante l'intelligenza non gli manchi, difficilmente la usa.
    Più volte sbaglia le risposte di propostio, stuzzica i "Bulli" della scuola o fa cose sconsiderate, solo per osservarne la reazione.
    Il ragazzo era semplicemente annoiato della vita.
    Nascere, crescere, imparare, mettere in pratica e muorire.
    Questo è il ciclo della vita.
    Poi, a stuzziacare ancora di più la noia di Eric era quel periodo oscuro.
    Era ormai stanco.
    Ogni settimana, si verificavano episodi di rivolte, omicidi di massa o attacchi kamikaze.
    Ogni giorno, almeno 4 quattro persone morivano o per fame o per omicidio.
    Ogni ora, una donna veniva stuprata.
    Eric stava pensando di andare in città, prendere una pistola e di sparare alle prime tre persone che gli sarebbero passate davanti.
    Sicuro che una su tre era un potenziale criminale.
    Più di una volta pensò di scendere in campo e di eliminare queste minacce per la società. Di diventare una specie di giustiziere metropolitano.
    Ma non poteva farlo... almeno non con i mezzi a sua disposizione.

    Chiuse gli occhi, pensado a cosa avrebbe fatto domani, una volta sveglio e si lasciò coccolare dalle sue morbide coperte color vaniglia e di odor lavanda.

    E' mattina.
    I leggeri e candidi raggi del sole, si fanno spazio tra le tende della sua camera per raggiungergli il volto.
    Eric si sedette, ancora franstonato.
    La camera era alquanto spartana: una libreria, una sedia di pelle con vicino una lampada su cui leggere, una scrivania spaziosa con un computer, un armadio e un letto.
    Non era molto, ma il ragazzo si accontentava così.
    Si alzò e stiracchiò il suo corpo, che finì con un leggero ma soddisfacente "Crack".
    Si diresse verso la veranza, vestendosi con una camicia bianca e un paio di Jeans.
    Aprì le tende e non potè fare a meno di mettersi una mano sul volto, per coprirsi dagli intensi raggi del sole.
    Una volta abituato, aprì la finestra e odorò l'odore freddo e pungente della rugiada mattutina.
    Si fece per voltarsi e andare in bagno, ma con la coda dell'occhio vide qualcosa di nero cadere.
    Si sporse per capire cosa fosse, ma era caduto in un cespuglio e era ormai impossibile vederlo da lassù.
    Eric ignorò la cosa, pensando fosse un semplice uccello caduto.
    Andò in bagno e si scaquò la faccia, per poi lavarsi i denti e infine dirigersi in cucina.

    -Buon giorno, Eric.- Gli fece il padre, senza distogliere lo sguardo dal giornale.
    -Giorno, papà.- Rispose grattandosi l'occhio destro.
    -Giorno fratellone!-
    -Giorno figliolo.- Lo salutarono la madre e la sorellina.
    -Giorno a tutti.-
    -Cosa vuoi? Uova con bacon o toast?- Gli chiese la madre, mentre tirava fuori dal tosta pane, due fumanti fette di pane.
    -Il toast, grazie.- Disse Eric sedendosi vicino al padre.
    Con la coda dell'occhio vide l'articolo in prima pagina.
    "Altra morte per infarto nell'arco di 3 giorni per persone che normalmente dovrebbero essere sanissime. Che sia una nuova malattia?" Diceva l'articolo.
    Il padre allungò l'occhio e vide il figlio leggere interessato la cosa.
    -Tu cosa ne dici? Questo mese, 6 persone sono morte per infarto. Credi che sia una malattia?- Gli chiese.
    -No, se fosse una malattia, avrebbe agito più in fretta e colpito più persone, poi, il fatto che sono morte persone sane, fanno pensare ad attacchi mirati, credo che sia più logico definirlo un virus o un avvelenamento.-
    -Non ci sono state traccie di veleni o altro nei corpi.-
    -Probabilmente li avranno camuffati o forse è un batterio che una volta agito, si auto-elimina in modo da poter eliminare ogni prova del suo passaggio.-
    -Giusto.- Disse il padre, tirando fuori un block notes e scrivendoci sopra qualcosa.
    Il padre era un'ispettore di polizia, era alto e vecchio. Portava i capelli neri e le basette bianche. Era corpulento, quasi una specie di guardia del corpo, e gli occhi erano di colore nero.
    La madre era un'avvocato, era alta, portava i capelli castani e occhi marroni:insieme a suo marito avevano risolto infiniti crimini.
    I due formavano un ottima acoppiata.
    Lavoravano su un caso chiamato "Caso Kira", avevano ragione di credere che quello non siano semplici infarti.
    La sorellina invece, aveva 15 anni, e frequentava una scuola nei pressi dell'università del fratello.
    Era bassa e aveva i capelli neri lunghi e gli occhi erano intensamente neri.
    -Eric, puoi portare fuori la spazzatura?- Chiese cortesemente la madre.
    -Certo.- Rispose il figlio, alzandosi e prendendo il sacchetto dell'immondizia.
    Uscì fuori e depose la spazzatura nel cassonetto e si avviò verso casa.
    Si fermò e ricordò di quella cosa caduta poco prima vicino alla sua camera e si incuriosì, avviandosi verso quel cespuglio.
    Appena avanti, si fermò e si abbassò, cercando tra i rami e le foglie secche.
    Poi toccò qualcosa.
    Lo afferrò e lo esaminò.
    Sembrava un normalissimo quaderno, con una copertina nera, se non fosse per il fatto che c'era scritto "Death Note" al centro.
    Eric accarezzò la copertina, nera e liscia come il peccato.
    Sentiva che c'era qualcosa di strano in quel quadernetto.
    Lo aprì, scrollò velocemente le pagine e lesse la prima.
    Era scritto in inglese.
    "Death Note: How to use it" Diceva il titolo della pagina.
    "The human whose name is written in this note shall die."
    Eric sorrise e chiuse il quadernetto.
    "Dev'essere un'altro di quei libri porta sfortuna. Ma meglio tenerselo, la copertina e buona, e le pagine messe bene, ci potrei ricavare un'ottimo quadernino per gli appunti." Pensò ritornando in casa.
    Fu così, che Eric Baker, raccolse l'oggetto più mortale di qualsiasi arma costruita dall'uomo.
    Un arma capace di uccidere chiunque, dovunque e in qualsiasi momento.
    Il Death Note.
    Così il ragazzo rientra in casa, tenendo sotto al braccio, un libro della morte, ma, ignaro della cosa, chiude la porta, segnando per sempre il suo destino con un semplice "Click".

    Fine Prologo.




    Le Fan Fiction su cui sto lavorando:

    Honor. Revenge. Action. Metal Gear Zero - A Samurai's Destiny

    Uncharted: La leggenda del Necronomic

    Mi raccomando, dateci un occhiata! Ci conto, eh?
    Meine collezionen!
    Ringrazio Kurosaki Ichigo-sama per le firme.
  2.     Mi trovi su: Homepage #8753510
    Revolver OcelotHei, la sto già facendo io una FF su death note, invece di crearne centinaia, perché non completi quelle che hai già iniziato?


    Sinceramente, questa l'ho scritta perchè mi tirava, XD
    Stavo vedendo le repliche su DN sul mio CD e non sono riuscito a resistere all'impulso di crearla.
    Cmq dubito che la manderò avanti almeno non finchè non avrò finito le altre 3.
    Sono in lavoro per Uncharted e MGZ, ora.




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  3.     Mi trovi su: Homepage #8753512
    davide_rockerMi sembra molto bella come sempre, e per essere solo il prologo è ben fatto. Ma ti consiglio di finire prima le altre ff, soprattutto MGZ, altrimenti diventa troppo lunga e finisce che inizia a mancare di idee:laugh:


    concordo in pieno


    Fatta da Krona-sensei

    visita la mia fan fiction:
    Greek: i Cacciatori di Demoni
  4.     Mi trovi su: Homepage #8753516
    Revolver Ocelotla mia è migliore:yes:


    il solito sbruffone:lol:
    -La prima reazione è di tentare di riportare la situazione a quella che era prima. E questo succede sempre. Anche quando si è già capito fin dall'inizio che non funzionerà.-

    Kota Hirano - Highschool of the Dead



    Quote:

    Originally Posted by Nero1010100

    yO Jok3rsecondo altamente nano (in russia sovietica i giardini nanano te).
  5.     Mi trovi su: Homepage #8753518
    Revolver Ocelotperchè non ci metti un commento sulla mia FF?:001_smile:


    è bella, solo che non so che dire che non sia qualcosa che non sia già stata detta, se ti dicessi che è fantastica, sarebbero parole vane, dato che molti già l'hanno detta, se citassi parole dal testo, le parti più belle già le hanno dette (Per la cronaca, la parte della chiesa di kira è stata geniale.)

    Comuque credo che avvanzerò di un capitolo in questa FF, giusto per sfiziosità.
    In ogni caso, non ti ruberò la scena, dato che dubito che la continuerò senza aver finito le mie altre FF.

    Concludo con un:

    "WORK IN PROGRESS"




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    Honor. Revenge. Action. Metal Gear Zero - A Samurai's Destiny

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  6.     Mi trovi su: Homepage #8753519
    [FONT="Times New Roman"]Death Note - Cronache di morte.[/FONT] [FONT="Century Gothic"]
    Note Mortali[/FONT]


    Eric Baker entrò in camera e buttò il quadernino sulla scrivania con disattenzione.
    Suo padre e sua madre erano appena andati a lavorare, sua sorella era a casa di un amica.
    Non aveva voglia di leggere di nuovo i libridi scuola.
    "Che noia." Pensò Eric.
    Sbadigliando si siede sul suo letto, accendendo il monitor del computer e impostandolo su TV.
    Un flash luminoso compare e scompare in un istante.
    Immediatamente il monitor catapulta la trasmissione del canale impostato.
    Il canale era impostato su "British News".
    Eric fissò il canale, intento a vedere quali orribili notizie avrebbero dato quel giorno.
    Improvvisamente una notizia, lo coglie interessato.
    Una diretta televisiva riprendeva una vecchia scuola a London Est, la Vault se Eric ha ragione.
    - ...quattro stupratori si sono barricati in una scuola media, in questo momento stanno violentado tutti i bambini presenti. Dicono che uccideranno i bambini se qualcuno prova ad avvicinarsi, le forze dell'ordine brancolano nel buio... ecco l'ispettore della polizia Baker.... Signor Baker!- Dice la giornalista.
    La faccia di Eric fece una smorfia.
    -Che schifo. Non so cosa darei per punire quei bastardi...- Disse disgusato distogliendo lo sguardo...
    I suoi occhi caddero sul quadernino.
    Lo prese e lo aprì.
    Lesse rapidamente le prime regole.
    "Il nome dell' umano che verrà scritto morirà.." Eric sorrise. Non che ci credeva, anzi ci rideva dato la ridicolità della frase.
    Ma continuò.
    "Questo quaderno non farà effetto a meno che chi scrive non abbia in mente il viso della persona mentre scrive il suo nome. Quindi, persone che condividono lo stesso nome non verranno colpite." Eric guardò lo schermo.
    Le foto degli stupratori venivano mostrate uno affianco all'altro.
    Si chiamavano: Jhon Fisher, Kilmberly Haley e Gorge Newton.
    Eric riprese a leggere.
    "Se la causa della morte viene scritta entro 40 secondi dopo aver scritto il nome della persona, si verificherà."
    Eric prese una penna e scrisse rapidamente i nomi.
    -Secondo le regole, non dovrebbe succedermi niente, tentar non nuoce.-
    Guardò l'orologio.
    Ancora 38 secondi.
    Lesse la prossima regola.
    "Se la causa della morte non è specificata, la persona morirà semplicemente di arresto cardiaco."
    Ancora 30.
    "Dopo aver scritto la causa della morte, i dettagli della morte dovranno essere scritti nei seguenti 6 minuti e 40 secondi"
    Ancora 25.
    Eric interessato dalla cosa scrisse sotto Jhon Fisher inciampo e caduta dalla finestra, morte sul colpo.
    Ancora 18.
    "Tutti gli esseri umani, senza eccezione, muoiono"
    "Questo è ovvio." Pensò divertito Eric.
    Ancora 10.
    9 "Tick" Faceva l'orologio.
    8 "Tack".
    7 "Tick".
    6 "Tack".
    5 "Tick".
    4 "Tack".
    3 "Tick".
    2 "Tack".
    1 "Tick".
    ...."Tack"....
    Niente.
    Eric sorrise.
    "Un vero peccat..." Pensò alzandosi, ma i suoi pensieri si annullano all'istante.
    Improvvisamente il rumore di una finestra rotta lo coglie di sorpresa.
    Il rumore non veniva da dentro casa, veniva dalla diretta.
    Un uomo cade da una finestra e si sfracella a terra in una pozza di sangue.
    Troppo sangue.
    Era morto sul colpo.
    Gli occhi di Eric si spalancarono.
    -Un uomo è appena caduto dalla finesta! Secondo le immagini, si dovrebbe trattare di Jhon Fisher!- Disse nel panico la giornalista.
    Eric stentava a crederci.
    "Nah... solo una coicidenza." Pensò tranquillizzandosi.
    -Un momento! I rimanenti stupratori sembrano stare male!- Continuò la giornalista, intimando al cameramen di puntare sul monitor di sorveglianza della polizia.
    Due uomini, probabilmente "loro", si stavano stringendo forte il petto, dimenandosi e sorreggendosi a fatica sui banchi.
    -Ai....utt....o...- Sembrava sussurrare uno die due.
    I loro volti erano pieni di smorfie di dolore.
    Improvvisamente, crollano a terra, senza più muoversi.
    Erano morti.
    -Se... sembra che i due stupratori siano morti di... di...-
    "Arresto cardiaco". Pensò Eric impallidendo.
    Guardo il quadernetto.
    Lo prese e lo gettò violentemente di lato, schiantandosi sull'armadio.
    I suoi occhi erano spalancati.
    Le sue vene, dilatate.
    Non sapeva se avere paura o stupore.
    Fissava inesorabile il quaderno, che giaceva a terra come un oggetto odiato.
    -COSA DIAVOLO SEI!?- Urlò come un dannato.
    Ovviamente, nessuna risposta.
    Poi riprese la calma.
    Si avvicinò e lo raccolse.
    La pagina era aperta su quella dove aveva scritto i nomi dei tizi che aveva appena ucciso.
    Per un momento, pensò di buttarlo nuovamente.
    Lo chiuse e lo tenne tra le mani, con la copertina rivolta verso l'alto.
    Il nome Death Note scritto in mezzo, sembrava come un occhio che lo guardava, il quaderno, sembrava soddisfatto, soddisfatto di aver ancora bevuto del sangue... soddisfatto, ma non sazio. Eric ebbe l'impressione che il Death Note urlasse "Ancora... ancora... ANCORA!!" Per un attimo, gli sembrò di essere inghiottito da un tormento di paura, angoscia e disperazione.
    Con la mente inondata di terrore, fissava un punto immaginario davanti a sè.
    Come se fino ad ora fosse stato sotto una specie di intantesimo, ritornò in sè..
    Si riprese e tornò a fissare il quaderno, incredulo a ciò che aveva appena vissuto.
    Era forse un sogno?
    "No... non è possibile... no. Devo fare delle prove." Pensò prendendo una giacca e mettendo il Death Note dentro ad una tracolla.
    Spense il computer, che intanto mostrava le immagini dei poliziotti che facevano irruzione nella scuola.
    Poi, a passo veloce, si diresse all'entrata della casa, si mise le scarpe e uscì.
    La luce del sole lo picchiò, come se lo stesse punendo per il crimine apppena commesso. Come se stesse davvero soffrendo, si mise le braccia davanti a difesa della faccia e indietreggiò.
    La dolorosa luce bianca piano piano si dissolse, e Eric si abituò: era uscito troppo di fretta.
    Si girò e chiuse velocemente la porta.
    Riprese la determinazione di prima e, come un uomo assetato di sangue, si diresse in cerca di un luogo adatto.




    Le Fan Fiction su cui sto lavorando:

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  7.     Mi trovi su: Homepage #8753520
    [FONT="Times New Roman"]
    Death Note - Cronache di morte.
    [/FONT]

    [FONT="Book Antiqua"]
    Colonna Sonora di Death Note - Cronache di morte.[/FONT]

    [FONT="Franklin Gothic Medium"]Solo chi è stato tradito, conosce il significato della parola fidarsi.[/FONT]

    [FONT="Century Gothic"]Fidarsi.[/FONT]


    "Punto primo: ideare un piano d'attacco." Pensò Eric, chiudendo la porta della sua camera.
    "Sicuramente deve aver acesso a un sacco di informazioni, per aver minato ogni singolo dipendente di un'intero edificio."
    Eric tirò fuori il suo Death Note.
    "Devo pensare come Kira, quale sarebbe la mia prossima mossa? Dopo aver messo paura ai criminali, darei loro il colpo di grazia, in modo da far tacere eventuali voci che ne negano l'esistenza."
    Il telefono squillò.
    -Si?-
    -Eric? Sono io Light, hai visto quello che è appena successo?-
    Light Yagami, migliore studente della Oxford, nonchè miglior amico di Eric.
    -Si, ho visto. Idee?-
    -Nessuna. Non ho parole.-
    Silenzio.
    -Si.. ora.. ho da fare, ti chiamo io più tardi, ti spiace?-
    -Affatto.-
    -A dopo.- Disse Eric chiudendo il telefono e accedendo a internet.
    "Per prima cosa, devo agire nell'ombra, io ho giò incontrato Kira, se sapesse che anchio ho un Death Note e ho l'intenzione di farlo fuori, mi precederebbe."
    Andò su google e scrisse: "Criminali ricercati".
    "La prima cosa che farei, è quella di eliminare qualsiasi ricercato, in modo da far aumentare la paura nei criminali e allo stesso tempo farmi conoscere negli altri paesi, in modo da..." I pensieri di Eric si interuppero.
    La pagina era vuota. La parola "Nessun Criminale Ricercato" rimbombava nella testa di Eric. Kira li aveva già eliminati.
    Senza nemmeno rifletterci, andò sulla cartella di suo padre e contrò la situazione dei carcerati.
    La maggior parte era morta per attacco cardiaco.
    "Questa notizia... l'avevano tenuta nascosta... perchè?!" Eric rimase paralizzato. Kira giva nell'ombra già da tempo, e la poliza non ne aveva fatto parola.
    Eric aprì il suo Death Note e prese una biro.
    "Papà... sei un idiota."

    ____________________


    George Baker, padre di Eric Baker, ispettore di polizia di Londra, era nella sala conferenze.
    Un'ora fa, è stata indetta una riunione d'emergenza, Kira, aveva colpito di nuovo, e stavolta andava fermato.
    Aveva appena abattuto uno dei simboli di Londra.
    -Ma perchè dovremmo fermarlo? In fin dei conti sta uccidendo criminali, feccia che non si merita di vivere.- Disse qualcuno.
    -Certo, ma sta uccidendo anche innocenti, sta uccidendo senza prove!-
    -Si, ma ucc....-
    -Inoltre, che diritto ha di uccidere come se niente fosse?-
    -Lui sta facendo cose che noi vorremmo fare, ma che normalmente non potremo!-
    -Che diritto ha per essere un giustiziere? Che diritto ha per erigersi al di sopra della legge?-
    -Si, ma sta uccidendo anche persone che dovevano morire, ma che noi non potevamo toccare!-
    Le discussioni non finivano più. C'era chi era dalla parte di Kira e chi no.
    George rimaneva fermo, indeciso sul dafarsi. Da che parte stare, con o contro Kira?
    -SILENZIO!! SILENZIO!!- Urlava innutilmente il comandate delle forze di difesa dell'Inghilterra.
    Ma le urla erano invane. Nessuno si fermava.
    Uno sparo risuonò nell'aria.
    -SILENZIO.- Disse un uomo, tenendo una pistola fumante rivolta verso l'alto.
    -Ma chi è?-
    L'uomo era vestito con un grosso capotto nero, una maschera, degli occhiali da sole e un beretto da mafioso. Era tutto vestito di nero.
    -E che ne so?-
    -Signori, lui è Wuibbert, assistente del signor Zeta.- Disse il comandante, facendogli l'invito di entrate.
    -Zeta? Ma non è quel Detective di fama mondiale che ha risolto ogni caso sottoposto?-
    -Esatto.- Disse Wuibbert. -Il mio signore, si è interessato di questo caso, e, con il vostro consenso, vorebbe aiutarvi a risolverlo.-
    -Io sono d'accordo.- Parlò il comandante. -Stiamo vagando nel buio e non sapppiamo che pesci prendere, senza l'aiuto di Zeta, non ricaveremo un ragno dal buco.-
    -Si, mi sembra un ottima idea.-
    -Si, perchè no.
    -No, ma che dite, non sappiamo niente di lui, perchè fidarsi?-
    -Ha ragione, magari è propio lui Kira e, entrando nei nostri favori, potrebbe aggevolargli il lavoro.-
    -In ogni caso.- Disse alzando la voce Wuibbert. -Vorrei che chhi è d'accordo dell'aiuto del mio signore, alzasse la man.-
    Oltre la metà, alzò la mano.
    -Ottimo, il mio signore vi sta ora osservando e vorrebbe mettersi in contatto con voi.-
    Wuibbert tirò fuori un PC e lo aprì.
    Nello schermo della sala, si materilzzò uno schermo bianco con una grande Zeta al centro.
    -Buongiorno signori.- Disse una voce, ovviamente, modificata. -Come detto dal mio assistente, Wuibbert, il mio nome è Zeta, sono certo che molti di voi mi conoscano.- Fece una pausa. -Inanzitutto, vorrei ringraziarvi per la mia acettazione, so che non conoscete niente di me, ma spero che risolveremeo questo caso in fretta. Allora, vorrei che mi concedeste la massima cooperazione da parte vostra, vorrei che mi cedeste ogni singolo file riguardante Kira, e degli avvenimenti avvenuti negli ultimi 4 mesi.- Molte voci si fecero avanti, bisbiglianto e riproducendo il rumore di uno sciame.
    -Per favore.- aggiunge Zeta.
    -Come potremmo fidarci di lei?- Disse qualcuno.
    -Non potete, potete solo avere fiducia.-
    -Io mi rifiuto.-
    -Anchio.-
    -Ha la mia piena collaborazione, Zeta.- Disse George alzandosi in piedi.
    Stupori e sorprese si fecero strada nella sala.
    -Non sappiamo niente di questo Kira, siamo in una situazione più che disperata: ha fatto fuori tutti i criminali ricercati e consociuti in Inghilterra, ha fatto fuori la maggior parte dei criminali nelle prigioni e non oso immaginare quanti ne ha fatti fuori nelle strade. Infinite morti e cosa abbiamo raccolto? UN CAZZO. Sappiamo il suo nome e il suo metodo di uccisione. PUNTO. Non abbiamo altra scelta che fidarci di un vero professionista, che Zeta sia Kira o meno, ormai non ha più importanza, possiamo solo fidarci.-
    -Ha ragione.- Disse qualcuno. -Io sono con lei, ispettore.- Disse un'altro.
    Uno dopo l'altro i membri della sala si alzarono, in segno di approvazione.
    -Ormai possiamo solo fidarci.- Disse l'ispettore Baker.




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  8.     Mi trovi su: Homepage #8753522
    Kurosaki_IchigoUmh...bel capitolo, ma non si distanzia molto dalla storia originale. E' molto simile al primo episodio... ^^


    Infatti diciamo che nella prima parte, la farò leggermente simile all'anime..
    In ogni caso, non ti preoccupare, ovviamente finito la parte iniziale, metterò su qualcosa.... uhm.. non trovo le parole adatte...
    Va bè, diciamo che la parte iniziale è similie, ma poi sarà tutto opera mia.
    Cmq come ho già detto, non ci dedicherò troppe attenzioni (Giusto per non rubare la scena ad Ocelot, che sennò mi sfida a duello :ninja:)




    Le Fan Fiction su cui sto lavorando:

    Honor. Revenge. Action. Metal Gear Zero - A Samurai's Destiny

    Uncharted: La leggenda del Necronomic

    Mi raccomando, dateci un occhiata! Ci conto, eh?
    Meine collezionen!
    Ringrazio Kurosaki Ichigo-sama per le firme.

  Death Note - Cronache di morte.

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