1.     Mi trovi su: Homepage #8859538
    Salve, questo è un progetto in cantiere, non assicuro la immediata continuità ^^
    Lo metto giusto per avere subito una base d'inizio non appena finisco "Bleach - Blast Of Wind" e dato che mi piace il genere Thriller. Buona lettura. ^^

    La storia narra le vicende di David Heartnet, un'Italo-Inglese 25 enne laureato in psicologia ed ex-mafioso.
    Ma ora Investigatore Privato con una nuova identità.
    Pultroppo, dato le sue origini malavitose, lo Stato non poteva dargli una nuova identità, se non in cambio di un favore.
    Così in cambio di una nuova vita, David ora è costretto a lavorare per lo stato, in cerca di redenzione (Non vi ricorda la storia di un vecchio cowboy..?).
    Contattato da un suo vecchio amico, presto sarà alle costole di un curioso Serial Killer che crocifigge le sue vittime per poi lasciare versetti della bibbia scritto con il sangue della vittima ma il sangue non era comune, bensì era bianco. Sangue bianco come la neve più pura.
    Ma ad accedere la voglia di acciuffarlo, non era il semplice desiderio di fermare la sua serie di omicidi, ma bensì sarà anche un desiderio di vendetta, la vendetta della morte ingiusta di una persona a lui cara.
    Cosa spinge un Serial Killer a compiere omicidi così.. particolari? Come riusciva a trasformare del sangue rosso in un sangue bianco?
    Ben presto, David si renderà conto che dietro a questi inquietanti omicidi si nasconde qualcosa che è molto più grande, molto più pericoloso di una semplice caccia all'uomo.
    In corse contro il tempo, inseguimenti per tutto il globo, complicati quanto macabri enigmi e combattimenti all'ultimo sangue, l'investigatore privato dovrà vedersela con qualcosa che è molto più di un caso difficile da gestire. ..

    Spero che la storia vi stia stuzzicando ^_^

    Prologo in arrivo! :001_smile:






  2.     Mi trovi su: Homepage #8859541
    Prologo: Redenzione.

    Stati Uniti, Washington D.C. Ore: 12.45.

    Cammino tranquillamente confondendomi con la folla, sicuro e fiero come un mafioso. Cosa che un tempo ero stato. Inoltre, il cappotto nero lungo fino alle ginocchia e il borsalino del medesimo colore che mi coprono gli occhi, aiutano la sua immagine ad assomigliarci ancora di più. Non che la cosa mi dispiace, anzi. Mi piace dare quest'impressione in questo modo mi evito un sacco di rogne da barboni, teppisi o altri sfigati di quel genere.
    Nascosto dal cappotto sotto la spalla sinistra, tengo sempre a portata di mano la mia fida M1911, l'arma d'ordinanza dell'esercito degli Stati Uniti. Questa è stata la mia prima e unica pistola che abbia mai impugnato, affidabile e precisa, è perfetta per combattimenti a media e lunga -se ci sapevi fare- distanza. Il carrello è rifinito a mano e modificato in modo che scorra più liscio e rapido rispetto ad un' M1911 standart. Inoltre nella parte destra c'è rifinito lo stemma della mia Ex-Famiglia, i Lupi. Il mirino è stato aggiustato in modo che anche se si spara, rimanga stabile sul bersaglio non appena il carello torna in posizione di tiro. L'impugnatura, anche quella rifinita a mano, è regolata in modo che coincida perfettamente con la mia mano destra, rendendola utilizzabile al meglio solo da me. Questo è, o meglio era, uno dei vantaggi nell'essere stato il figlio di un Boss mafioso. Ma, anche se tutto questo sia parte del passato, non potrò mai dimenticare mio padre e mia madre, i miei amici. La pistola e il mio borsalino sono tutti regali di mio vecchio, me li regalò quando decisi di lasciare la famiglia e di vivere una vita tutta mia, lontana da cose come droghe, prostituzione o racket. Nonstante mio padre fosse il Boss mafioso della mia famiglia, acconsentì rispettando la mia decisione e aiutandomi nel crearmi una nuova identità. Mia madre invece mi regalò il suo prezioso ciondolo d'oro con dentro lo stemma dei Lupi e una foto di me, lei e papà. Non potrò mai dimenticare quella sensazione di nolstagia quando me ne andai su quel taxi e mi lasciai tutto alle spalle.
    Senza nemmeno acorgemene, sono arrivato alla chiesa di D.C. , la chiesa dove dovrebbe essere avvenuto il Decimo assassinio dell'Assassino della Croce, il Serial Killer che in un mese ha mietuto dieci vittime -inclusa questa-, le ha crocifisse e in fine ha scritto un versetto della bibbia usando il loro sangue però colorato di bianco.
    Velocemente salgo le gradinate e ignorando le guardie fuori supero la classica striscia poliziesca 'Don't Across'.
    "Mi scusi lei non può entrare." mi ferma uno degli sbirri.
    Scocciatori.
    "Sono il Detectivo David Heartnet, ho un'appuntamente con il signor Eric Kyle, dell'FBI." dico facendo un passo indietro.
    Il poliziotto mette mano alla radio, e dopo una breve discussione mi apre la via e mi fa il segno di entrare.
    "Grazie." dico senza troppi complimenti e entro.






  3.     Mi trovi su: Homepage #8859545
    Niente male la seguirò volentieri :D
    Quote:





    Originally Posted by detto da solid93 in una partita di kino der toten


    Niko ti nomino ufficialmente secchione della worst






    Quote:





    Originally Posted by Ogihci Shirosaki


    Finalmente cominci a ragionare come un vero scrittore! Bravo Niko! Ti meriti proprio un Bel 10 e lode!





    KURO TORNA PRESTO NOI TI ASPETTIAMO
    grazie mille a krona per la firma^^


  4.     Mi trovi su: Homepage #8859548
    Captilo 1 - Ritrovamento.

    Ah... che schifo. Odio le chiese, puzzano troppo di vecchio.
    La chiesa è grandicella, ma non troppo. Ci sono un sacco di finestre e dei affreschi di seconda mano che mostrano alcune scene del Vangelo.
    Una classica chiesa, insomma.
    Il posto pullula di polizioti indaffarati e cartellini che segnano le prove.
    Tsk. Che scocciatura... non mi piace lavorare con troppe persone nei paraggi.
    Mi volto, pronto per andarmene.
    "Detective Hartenet." mi dice una voce alla mia destra.
    Con la coda dell'occhio lo identifico, è Eric Kyle quello dell'FBI.
    "Eric." dico senza troppe parole.
    "Come va?" mi chiede bloccandomi l'uscita. Brutto bastardo.
    "Tutto bene, il corpo?"
    "Anchio bene, grazie. Il corpo lo abbiamo appena tirato giù dopo aver esaminato attentamente segni di prove lasciate dal killer.. niente." continua facendomi il segno di seguirlo.
    Che scocciatura. Senza dire o fare altro, lo seguo fino ai piedi dell'altare.
    Ai miei occhi appare la figura di un'uomo, sicuramente di trent'anni, nudo e con i buchi ai palmi e ai piedi. Come Gesù quando fu crocifisso.
    "Chi è?" chiedo giusto per darmi il tempo di pensare, giusto prima che mi chieda 'Cosa ne pensi?'
    "La vittima si chiama Jhon Phanter, trent'anni. Capo.. voglio dire, Ex-Capo Cantiere di un mega parcheggio vicino al centro commerciale di Washington..." comincia Eric. Ma lo ignoro.
    Mentre passa un novellino della polizia pieno di fascicoli e di foto della scena del crimine, gliene rubo una raffigurante il cadavere prima che fosse messo a terra. Nemmeno si è accorto del furto.. che novellino.
    Propio come da manuale: crocifisso come se fosse un Cristo. Niente di anomalo direi.
    Mentre i tizio di prima ritorna cercando la foto, gliela porgo senza nemmeno guardarlo in faccia.
    "Grazie." mi dice prendendola e credendo che l'abbia raccolta.
    Mentre Eric continua a parlare, comincio a ispezionare l'area.
    Ci sono un sacco di false prove lasciate dal killer, come una scarpa e un mozzicone di sigaretta sparsi qua e là.
    Mentre il ronzio della spiegazione di Eric continua a fischiarmi nelle orecchie mi piego sulla prova numero 6: una chiazza di sangue.
    Tiro fuori il mio CIRT, abbreviativo di Control Interactive in Real Time (Controllo Interattivo in Tempo Reale). Il CIRT è una specie di biro collegata trammite wirless al mio palmare. E' capace di identificare qualcosa all'istante e riportarmi ogni singolo dettaglio controllando del Database di ogni centrale di polizia del pianeta. Questo è uno dei tanti regali del governo per il mio 'passaggio di bandiera'.
    Il sangue è di Derreck Foster, un quarant'enne che fa un lavoro sedentario d'ufficio. Non che sia importante, ma lo salvo nei documenti.
    Mi rialzo e continuo il mio giro d'ispezione.
    Improvvisamente, vicino all'angolo vedo un'impronta lasciata con il fango non ancora notata. Insolito dato che è da una settimana che non piove sulla capitale.
    Mi guardo attorno. Tutti sono troppo indaffarati per notarmi e quel cretino di Eric si è fermato per parlare con uno.
    E' il momento.
    Velocemente lo identifico e lo registro nei documenti del CIRT ed elimino la prova prima che la vedino: non mi piace avere altri cani sulla mia pista.
    "Vado." dico avviandomi verso l'uscita e ignorando Eric che mi chiede: "Dove vai?"
    Credo che tornerò stasera, quando c'è molta meno gente.






  5. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #8859549
    Ogihci ShirosakiCaptilo 1 - Ritrovamento.

    Ah... che schifo. Odio le chiese, puzzano troppo di vecchio.
    La chiesa è grandicella, ma non troppo. Ci sono un sacco di finestre e dei affreschi di seconda mano che mostrano alcune scene del Vangelo.
    Una classica chiesa, insomma.
    Il posto pullula di polizioti indaffarati e cartellini che segnano le prove.
    Tsk. Che scocciatura... non mi piace lavorare con troppe persone nei paraggi.
    Mi volto, pronto per andarmene.
    "Detective Hartenet." mi dice una voce alla mia destra.
    Con la coda dell'occhio lo identifico, è Eric Kyle quello dell'FBI.
    "Eric." dico senza troppe parole.
    "Come va?" mi chiede bloccandomi l'uscita. Brutto bastardo.
    "Tutto bene, il corpo?"
    "Anchio bene, grazie. Il corpo lo abbiamo appena tirato giù dopo aver esaminato attentamente segni di prove lasciate dal killer.. niente." continua facendomi il segno di seguirlo.
    Che scocciatura. Senza dire o fare altro, lo seguo fino ai piedi dell'altare.
    Ai miei occhi appare la figura di un'uomo, sicuramente di trent'anni, nudo e con i buchi ai palmi e ai piedi. Come Gesù quando fu crocifisso.
    "Chi è?" chiedo giusto per darmi il tempo di pensare, giusto prima che mi chieda 'Cosa ne pensi?'
    "La vittima si chiama Jhon Phanter, trent'anni. Capo.. voglio dire, Ex-Capo Cantiere di un mega parcheggio vicino al centro commerciale di Washington..." comincia Eric. Ma lo ignoro.
    Mentre passa un novellino della polizia pieno di fascicoli e di foto della scena del crimine, gliene rubo una raffigurante il cadavere prima che fosse messo a terra. Nemmeno si è accorto del furto.. che novellino.
    Propio come da manuale: crocifisso come se fosse un Cristo. Niente di anomalo direi.
    Mentre i tizio di prima ritorna cercando la foto, gliela porgo senza nemmeno guardarlo in faccia.
    "Grazie." mi dice prendendola e credendo che l'abbia raccolta.
    Mentre Eric continua a parlare, comincio a ispezionare l'area.
    Ci sono un sacco di false prove lasciate dal killer, come una scarpa e un mozzicone di sigaretta sparsi qua e là.
    Mentre il ronzio della spiegazione di Eric continua a fischiarmi nelle orecchie mi piego sulla prova numero 6: una chiazza di sangue.
    Tiro fuori il mio CIRT, abbreviativo di Control Interactive in Real Time (Controllo Interattivo in Tempo Reale). Il CIRT è una specie di biro collegata trammite wirless al mio palmare. E' capace di identificare qualcosa all'istante e riportarmi ogni singolo dettaglio controllando del Database di ogni centrale di polizia del pianeta. Questo è uno dei tanti regali del governo per il mio 'passaggio di bandiera'.
    Il sangue è di Derreck Foster, un quarant'enne che fa un lavoro sedentario d'ufficio. Non che sia importante, ma lo salvo nei documenti.
    Mi rialzo e continuo il mio giro d'ispezione.
    Improvvisamente, vicino all'angolo vedo un'impronta lasciata con il fango non ancora notata. Insolito dato che è da una settimana che non piove sulla capitale.
    Mi guardo attorno. Tutti sono troppo indaffarati per notarmi e quel cretino di Eric si è fermato per parlare con uno.
    E' il momento.
    Velocemente lo identifico e lo registro nei documenti del CIRT ed elimino la prova prima che la vedino: non mi piace avere altri cani sulla mia pista.
    "Vado." dico avviandomi verso l'uscita e ignorando Eric che mi chiede: "Dove vai?"
    Credo che tornerò stasera, quando c'è molta meno gente.


    Continua, e un ordine. :D
  6.     Mi trovi su: Homepage #8859550
    E' mezzanotte, in questo momento sono ai piedi dei gradini intento a fumarmi una sigaretta.
    Io non fumo per vizio, io fumo piuttosto per noia.
    Fumo giusto una o due sigarette al giorno quando devo aspettare o quando non ho di meglio da fare.
    E' ora.
    Butto via la mia sigaretta e mi avvio sulle gradinate.
    Con disinvoltura, mostro il tesserino e saluto i polizioti a guardia della chiesa e entro.
    Dentro ci sono giusto quei cinque o sei poveri idioti costretti a rimanere qui per gli straordinari o per fare da balia a questo posto.
    La buona notizia? Nessuno che conosco.
    Rapidamente mi avvio e raggiungo il centro esatto della chiesa e mi guardo attorno.
    Tutto come poche ore fa, nessun cambiamento. Il corpo è già stato spostato e le prove sono ancora qui.
    Tanto meglio.
    Senza prestare attenzione ai poliziotti mi metto ad osservare ogni singolo dettaglio della chiesa.
    Nulla di anomalo.
    Adesso che ci penso, il killer lascia sempre un messaggio in ogni suo delitto, sbaglio?
    "Ehi, tu." dico indicando uno dei poliziotti, sicuramente sui trenta.
    "Posso fare qualcosa per lei?" mi dice avvicinandosi.
    "Certo, dove si trova il messaggio che il killer lascia in ogni omicidio?"
    "Uhm.. messaggio...? A quanto pare questa volta non l'ha lasciato."
    "Capisco..." sussurro voltandomi e avviandomi verso l'altare.
    "Scusi, lei chi è?" mi chiede prima che mi allontani troppo.
    "Detective Heartnet." dico senza voltarmi.
    E' impossibile che non l'abbia lasciato. Un modus operandi è un'pò come un firma molto particolare lasciata dal killer per dimostrare che è stato lui, e non un secondo.
    Continuo il mio giro d'ispezione e mi ritrovo nei pressi dell'alloggio del padre.
    Individuo una porta chiusa che non hanno nemmeno provato ad aprire.
    "Quella porta è sigillata da anni." mi informa uno poliziotto che stava passando.
    "Capisco." dico osservandolo sparire da dietro l'angolo.
    Osservo attentamente la porta. Chiusa da anni, eh?
    Non c'è polvere sulla porta e sotto c'è il segno che lascia un oggetto vecchio che passa.
    Questa porta è stata aperta di recente.
    Provo ad aprirla con uno o due colpetti forti con la spalla. Niente.
    Mi faccio indietro di qualche passo e con tutta la forza che possiedo, tiro un calcio alla porta.
    Con uno schiocco secco, si apre.
    Il rumore si fa eco per tutta la chiesa. Tsk, tra poco arriveranno tutti i gli sbirri a fare da mastino a questo posto.
    Senza perdere altro tempo entro e lo vedo, scritto sul muro con del sangue bianco: il messaggio del killer.

    [FONT="Times New Roman"]Rivelazione Apocalisse 21:4
    Ed egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più cordoglio né grido né dolore. Le cose precedenti sono passate.[/FONT]


    Come immaginavo, questa volta non è il Killer della Croce.






  7.     Mi trovi su: Homepage #8859552
    Capitolo 2 - Alla ricerca del vero colpevole.

    "Tu mi stai dicendo che questa volta non è stato il NOSTRO killer?" mi chiede incredulo Kyle.
    "Esatto." rispondo mentre osservo i poliziotti avventarsi sulla scritta come zombie impazziti.
    "Sentiamo: perchè?"
    Che scocciatore.
    "In tutti gli omicidi, la scritta era sempre visibile una volta visto il cadavere. Cioè, tu entri e vedi il cadavere, subito dopo la scritta. Il Killer della Croce ha sempre fatto in modo di far vedere la propia firma subito dopo aver visto l'opera. Questa volta invece, era ben nascosta."
    "E se invece avesse improvvisamente avuto voglia di cambiare stile?"
    "Impossibile. Perchè l'abbiamo, anzi avete, etichettato come e non assassino, maniaco omicida o altro? Perchè aveva un modus operandi. Non è da professionisti mettersi a cambiare firma da un'omicidio all'altro. Certo, se fossimo stati vicino alla soluzione, ci avrei pensato, ma non sappiamo nemmeno se il nostro Killer è un uomo o una donna!"
    Kyler rimane in silenzio, mettendosi a fissare la scritta, senza dire o aggiungere altro.
    Certo che la sensazione del nell'aria, ti fa sentire dannatamente potente.
    "E ora che facciamo? Non è lui il nostro Killer, okay, e quindi?"
    "In fin dei conti questo è pur sempre un'omicidio, non si può lasciar impunito. Lo sai meglio di me."
    "D'accordo. Allora vuol dire che ora dovrò occuparmi di un'altro caso?"
    "No, lascia stare. Voi cagnolini non sapete gestire due ossi, soprattuto se uno è troppo grande per voi. Per il momento a questo ci penso io, voi continuate a mordere il vostro di osso." rispondo avviandomi verso l'uscita della chiesa.
    "Tsk. Che gran figlio di puttana." sento sussurrare Kyle. Ma lo ignoro e continuo per la mia strada.
    Tranquillamente esco e mi godo l'aria notturna di Washington.
    Scendo per le gradinate avviandomi verso la mia macchina.
    Stavolta a colpire è stato un novellino che ha compiuto il suo primo omicidio e ha provato a fare il furbo disseminando false prove e imitando il MIO Killer.
    Il sangue bianco non era vero e ha invece scritto con del semplice sangue rosso colorato di bianco. Ingenuo.
    Il fatto che ha potuto scrivere su con il sangue della vittima senza vomitare, perdere la calma e il fatto che sia riuscito ad estrarlo in un modo chilurgico mi fa pensare al fatto che faccia parte di uno staff medico..
    Inoltre anche la scrittura mi ha fatto pensare. Ha riprodotto fedelmente la calligrafia del Killer della Croce, quindi potrebbe anche essere un calligrafo.
    Ma quello che più mi ha fatto pensare è stato l'odore di tabacco lasciato nell'aria. Ho visitato le quattro diverse scene del crimine, e quattro volte ho percepito l'odore del tabacco. Certo, all'inizio ho pensato che fosse una coicidenza, ma dopo la seconda visita, ho capito che faceva parte del suo modus operandi.
    Lasciava di proposto quell'odore, solo che la polizia non se nè ancora accorta dato che spesso l'aroma del tabacco viene dall'odore di vecchio delle chiese. Anche se invece io l'ho capito, ho preferito non dire niente. Come ho detto, non mi piace avere altri cani sulla mia pista.
    In ogni caso, sento che in un certo senso, questo falso killer, conosce quello vero. Devo trovarlo.
    Entro dentro alla mia macchina, una Audi 50 nera, e mi metto a guardare in ogni dove.
    Controllo che tutto sia in ordine: nessuna bomba, nessuna trappola a gas o nessun sabotaggio. Ottimo.
    Accendo il motore e parto: ho alcune visite a sorpresa da fare.






  Black Soul, White Blood.

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina