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    Questa storia è ispirata a "The Walking Dead" e a "High School Of The Dead".

    Il rating è Rosso

    La storia sarà divisa in due racconti: quello di uno studente che cerca disperatamente di sopravvivere, e quello di un soldato.

    Vari eventi li intrecceranno tra di loro. Ne usciranno vivi?

    Buona lettura! :D


    [FONT="Book Antiqua"]Prologo: The End[/FONT]


    L'elicottere Black Hawk sfrecciava veloce nelle strade di New York.
    Sfrecciava basso e allo stesso tempo veloce, attento a non impattare nè contro il suolo nè contro gli edifici.
    Da qualche ora era scoppiata una strana epidemia di -cannibalismo di massa- e a tutte le forze militari nei pressi di New York è stato ordinato di intervenire con ordine T-Zero.
    Il tenente David Roach era seduto vicino allo sportellone, intento ad osservare la situazione.
    Di certo non era dei migliori: migliaia di persone correvano come sciami impazziti per le strade della città.
    Nonostante volasse basso, David non riusciva a riconoscere nè i nemici nè i civili. Era come guardare tante formiche correre quà e là per colpa di qualche bambino dispettoso.
    Il suo viso era pallido e il vedere di così tanto sangue sparso ovunque, non aiutava di certo.
    "Roach, fai cambio con me." gli disse il luogotenente Ramirez vedendolo in difficoltà e toccandogli la spalla.
    "Si.." rispose Roach alzandosi e sedendosi su una delle sedie a brandina sull'elicottero.
    "Signore, chiedo il permesso si aprire il fuoco!" urlò il soldato semplice Halton mentre puntava con il minigun dell'elicottero i diversi obbiettivi a terra.
    "Negativo. Troppi civili, rischieremo solo di colpiri e di dare inutili perdite." rispose il Capitano Costantine Price.
    "O di dare speranza." intervenne il soldato scelto Jack Brice.
    "La mia risposta è la stessa: negativo."
    "Quindici secondo all'arrivo nella Zona Yellow." informò il pilota dell'elicottero.
    "Avete sentito: prepararsi!" disse subito dopo Price.
    Velocemente la squadra cominciò a controllare che tutte le armi fossero cariche e che tutto fosse in ordine.
    "Siamo arrivati!" disse il pilota fermandosi ad un'incrocio usato come posto di blocco circondato da Hammer dell'esercito e camion.
    "Confermare!" ribattè Price.
    "Sei Okay!" disse il medico George Bacon.
    "Cinque Okay!" continuò il soldato semplice Black Horme.
    "Quattro Okay!" urlò Jack Brice.
    "Tre Okay!" urlò John Ramirez.
    "Due Okay!" disse David Roach.
    "Uno Okay!" finì Costantine Price. "E ricordate la missione: scendere e uccidere quanti più morti possibili! Dobbiamo attirarli tutti da noi e dare tempo alla 125° di evacuare New York! Hua?"
    "Hua!" rispose all'unisono i soldati.
    Infine, si calarono con le corde in quella che era stata classificata come missione suicida.






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    Capitolo 1 - Una ex-giornata normale.

    Un urlo fece sobbalzare Mike Danlein.
    "Aiuto! Aiuto!" urlavao varie voci.
    "D-Dove sono?" si chiese Mike alzandosi faticosamente.
    In un primo momento non riconobbe l'infermeria e il perchè era lì, ma d'un tratto la memoria gli ritornò.
    "Ah, già." disse scuotendo la testa "Mi sono fatto male nell'ora di ginnastica."
    Altre urla, altre richieste di soccorso.
    "Che diavolo sta succedendo?" si chiese il ragazzo avvicinandosi alla finestra.
    Non appena gli fu possibile, vide innumerevoli persone correre per il cortile della scuola come api impazzite. Era impossibile riconoscere qualcosa in quel caos se non fosse il panico stesso.
    Improvvisamente, qualcuno fece irruzione nella stanza.
    "Oddio, oddio, oddio!" urlava chiudendo la porta a chiave e cominciando a barricarla con i lettini della stanza.
    "C-Che sta.. sta succedendo..?" chiese Mike non appena lo vide calmarsi un poco.
    "E' arrivata la fine del mondo! La fine!" cominciò ad urlare il ragazzo nel panico.
    D'un tratto, qualcosa cominciò a battere violentemente sulla barricata appena creata.
    "Oh mio Dio..! Presto, aiutami a rinforzarla! Non possiamo permettere agli zombie di mangiarci! Non voglio morire, cazzo!" continuò prendendo altri lettini e mettendoli sulla porta.
    "Zombie..? Che cazzo stai dicendo?!" chiese Mike
    "Con zombie intendo Zombie!"
    "Intendi.. come quelli di Resident Evil o The Walking Dead? Quelli che una volta che ti feriscono muori e ritorni in vita con il solo intento di mangiare umani?"
    "Si, cazzo!"
    "Mi stai prendendo per il culo?!"
    "Guarda fuori da quella cazzo di finestra e guarda bene!"
    Mike si girò verso la finestra una seconda volta e si mise ad esaminare con più attenzione il caos là fuori.
    Improvvisamente, vide varie persone con una carnagione pallia assalire un'altra e morderla.
    "O.. Mio... Dio..." sussurrò Mike incredulo e facendo qualche passo indietro.
    "A-Aiutami! Stanno entrando! Stanno entrando!" attaccò l'altro ragazzo mentre spingeva con tutte le sue forze contro la barricata.
    Infine la barricata cedette. E mentre i lettini-barricata cadevano sul ragazzo di prima immobilizzandolo a terra, un gruppo di cinque o sei ragazzi delle superiori, fecero ingresso nella stanza.
    Ma non erano semplici ragazzi delle superiori. La carnagione pallida e l'assenza di iridi negli occhi, li distinguevano dal ragazzo a terra. L'espressione depressa e allo stesso tempo sciocca, non li facevano sembrare normali. E il sangue che colava sulla divisa da morsi nel corpo e dalla bocca, non li facevano sembrare umani.
    "Aaaaargh! A-Aiuto! Aiuto! Ti prego, aiuto!" cominciò ad attaccare il ragazzo bloccato nella barricata mentre gli due o tre zombie cominciarono ad avventarsi su di lui, in innumerevoli e orribili morsi.
    "Oh cazzo!" urlò Mike mentre guardava il resto di quell'orda che bloccava l'unica entrata e uscita della stanza avviarsi lentamente ed inesorabilmente verso di lui.






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    [FONT="Times New Roman"]Main theme - In collaborazione con i Linkin Park.[/FONT]



    [FONT="Book Antiqua"]Capitolo 22 - Soggetto Zero. [/FONT]


    Quella parola e quella faccia sbalzarono nella mente di Mike, ricordandogli di colpo chi era, chi erano, cos'era successo in un modo quasi doloroso.
    "Elisa!" esclamò Mike rispondendo all'abbraccio.
    "Oddio.. M-Mike..." mormorò la ragazza con le lacrime che scendevano a rotta di collo.
    Rimasero a lungo in quella posizione, con Mike con la testa affianco a quella di Elisa, e con quest'ultima appoggiata alla spalla del ragazzo, intenta ad inzupparlo di lacrime.
    "Si, okay, davvero toccante. Mike, bentornato. Elisa, staccati da lui. Ragazzi, andiamo." disse Tanya intromettendosi tra i due.
    Mike si allontanò di qualche passo e si mise faccia faccia contro gli zombie.
    "Che diavolo fai? Dobbiamo scappare!" ringhiò Tanya guardandolo in cagnesco.
    "Atene, che ore sono?" chiese Mike, ignorando la ragazza.
    "Atene? Chi è?" chiese Elisa.
    "Sono le 16:43 perchè?" rispose Atene uscendo dall'orologio.
    "Penso che li affronterò: cronometra. Possibilità di successo?" disse Mike passando davanti all'altro ragazzo insieme a Tom, che intanto lo osservava con fare sbalordito.
    "Oltre il 246%. Divertiti."
    "Mike..?" chiese Elisa, guardandolo storto "Cosa...?"
    "Non ti preoccupare, ci metto un'attimo."
    Detto ciò, Mike estrasse la katana e si mise contro gli zombie.
    "Che diavolo fai, idiota?! Ti sei rincoglionito?! Scappiamo!" ringhiò nuovamente Tanya.
    Senza dire nulla, Mike si lanciò contro gli zombie, con un sguardo fiero e portentoso: non vedeva l'ora di fare il figo davanti ai suoi amici.
    Fece scivolare rapidamente la sua katana contro lo zombie più vicino, tirandogli subito dopo un calcio e mandandolo adosso ad altri tre. Con la stessa velocità di prima ne falciò due menando due rapidi fendenti, concludendo una proiezione a parentesi che tagliò la testa di netto a tre zombie, facendoli cadere pesantemente al suolo. Con la coda dell'occhio vide gli zombie che aveva buttato giù rialzarsi faticosamente, come se il peso del loro corpo agravasse su loro stessi.
    Dietro di loro, avanzavano gli ultimi quattro zombie.
    Mike sbuffò e correndo verso quest'ultimi tagliò la testa dei tre a terra, lanciandosi contro quelli in fondo e ponendo fine alle loro quattro esistenze con altrettanto quattro semplici colpi.
    Infine lisciò la lama lacerando l'aria e facendo cadere sul pavimento le goccie di sangue deposte sulla katana, per poi concludere rimettendola nella fondina.
    "True easy." commentò Mike ritornando sui suoi passi.
    "10 secondi e 3 centesimi. Ottimo." disse Atena apparendo sull'orologio e battendo le mani, creando un curioso piccolo schiccare di dita.
    "Grazie Atena."


    [FONT="Book Antiqua"]Capitolo 23 - Mein Konkurrent [/FONT]


    Pepuz non aveva parole. Non sapeva se essere felice o altro.
    Incredulo, guardava Mike, vestito di una strana tuta nera opaca, avanzare tra i cadaveri che aveva appena ucciso.
    Mike era tornato, il loro leader, il suo rivale. Ancora non ci credeva, il ragazzo, che fino a qualche ora fa era stato morso ed era morto, ora era tornato più forte di prima. Per un momento, fu sul punto di dare un'occhiata a Tom, ma sapeva -anche senza guardare- che il ragazzo stava guardando Mike con espressione mista tra incredulità e rabbia.
    Pepuz fu sul punto di dire qualcosa quando un'ombra gli passò affianco e puntò una pistola alla tempia di Mike.
    "Tanya!" urlò John del tutto sorpreso da quella reazione.
    "Tu dovresti essere morto." disse gelidamente la ragazza mentre osservava con attenzione ogni singolo lineamento di Mike, alla ricerca di qualcosa che gli desse una scusa per aprire un litigio.
    "Dovrei. Ma non sono." rispose Mike alzando le mani.
    "Dammia una motivazione per non spararti."
    "Perchè siamo vecchi amici?"
    "No."
    "Perchè in fin dei conti posso essere utile"
    "Ci siamo quasi, ma no."
    "Perchè io, so come uscire da qui." si intromise Atena apparendo dall'orologio.
    "Cos'è?" chiese Tanya fissandola.
    "E' Atena, la mia I.A. Personale." rispose Mike alzando il braccio e rendola visibile "E' utile, sai?"
    "Molto. Anzi, indispensabile, aggiungerei." aggiunse Atena mettendosi in una posa che la rendesse 'desiderabile'.
    "E può funzionare solo con te?" chiese Tanya senza togliere l'arma dalla tempia di Mike.
    "Si." rispose Atena con espressione furba "Solo con il mio, caro, Mike."
    "Caro?" si intromise Elisa con tono indignato mettendosi a fissare Atene in cagnesco.
    "Unico e solo." sottolineò Atena inarcando un sopracciglio virtuale.
    "Mike, spiegami, chi diavolo è questa... smorfiosa." disse Elisa con tono severo.
    "Smorfiosa? Ma guardati! Questa qui che arriva dal nulla e si mette ad abbracciare Mike come se fossero due fidanzatini o roba simile!" ringhiò Atene.
    "Fidanzatini?" Al sentire quelle parole, Pepuz sentì uno strano brivido corrergli lungo la schiena. Un brivido gelido e scottante.
    "Ehi, calma! Calma!" tuonò Mike dando le spalle ad Elisa e dividendola da Atena "Non litighiamo. Atene, portaci fuori da qui."
    La I.A. sbuffò "D'accordo, ma lo faccio per te, non per loro. Sopratutto per lei." disse lanciando uno sguardo provocatorio ad Elisa.
    "Ti faccio a pezzi, sottospecie di donna-puffo!" tuonò Elisa rispondendo con lo stesso sguardo provocatorio.
    "Muoviamoci." si intromise Tanya aiutando Mike a creare il muro umano tra la IA ed Elisa.
    Con un grugnito, Atena indicò un corridoio non lontano da Mike.
    "Prenderemo un'ascensore e saliremo in superficie. Portatemi alla console per chiamare gli ascensori e provvederò al resto."
    "Molto bene, andiamo."






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    [FONT="Times New Roman"]Main theme - In collaborazione con i Linkin Park.[/FONT]


    Capitolo 30 - Caos.

    Era il caos. Nulla si capiva. Nulla si comprendeva.
    Nonostante l'avvertimento della NAR di sottomettersi, molti hanno preferito morire liberi piuttosto che da schiavi, così imbraccarono le armi e cominciarono a difendersi.
    Ma il problema non consisteva soltanto nei soldati della NAR, ma anche dagli zombie che stavano facendo ingresso ora che le barricate non c'erano più.
    Dopo una furiosa guerriglia urbana per il centro commerciale, Mike, Pepuz e altri soldati più variati sopravvissuti inesperti, riuscirono a guadagnare abbastanza tempo per consentire alle retrovie non-combattente di costruire una barricata abbastanza solida e robusta dietro cui ripararsi. Così, dopo una disperata ritirata, Mike e i sopravvissuti era dietro ad una specie di duna di macerie, legno e altra roba.
    > urlò un uomo sdraiato mentre si esponeva e sparava due rapidi colpi con il proprio fucile.
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    > gridò Pepuz scrollando l'amico con una mano, mentre con l'altra teneva un fucile a pompa da caccia.
    Mike annuì e si alzò di scatto, sparando brevi ma precise raffiche con il su M16 raccolto dal soldato di prima, ritornando poi al coperto.
    > disse mettendo mano nella tasca di un'altro soldato morto ed estraendo due caricatori che mise rapidamente in tasca.
    > disse Pepuz alzandosi e sparando due colpi in rapida successione.
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    > gridò Mike alzandosi e svutando il caricatore del suo M16 abbattendo con rapidità alcuni nemici al coperto.
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    > gridò nuovamente Mike posando il suo M16 ed estranedo la S&W, facendo ruggire tutto il tamburo ed abbattendo cinque nemici uccidendoli all'istante in un'orribile pozza di sangue > tuonò ritornando al riparo e ricaricando rapidamente, riprendendo poi in mano il suo M16 >
    >
    > rispose l'ologramma senza uscire.
    > ringhiò Pepuz sparando e ricaricando senza sosta mentre un cadavere rotolava giù finendo in mezzo ai due, totalmente ignorato.
    Immediatamente, Mike e Pepuz si sdraiarono sulla barriacata esattamente come gli altri sopravvissuti e cominciarono ad arrampicarsi finchè non furono in cima e riuscirono far fuoco esponendosi il minimo necessario.
    > disse improvvisamente una soldato alle loro spalle costringendoli a girarsi.
    > tuonò Mike estraendo la 500 e facendo saltare in aria le cervella di uno zombie dietro di lui senza nemmeno voltarsi.
    >
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    >
    Annuendo, Pepuz si mise a seguire Mike, cominciando a strisciare a testa bassa in quella gigantesca barricata-muraglia che ricordava una di quelle che facevano durante la rivoluzione francese, solo che lì avevano zombie, nemici con mitragliatrici e situazioni altrettanto disperate.
    In breve tempo, evitando cadaveri rotolanti e pezzi di barricata, i tre si unirono intorno ad un cerchio di cinque soldati posti all'estremità destra della loro linea difensiva.
    > ringhiò quello che sembrava il comandante.
    >
    > domandò Mike, confuso.
    >
    > commentò Mike facendo esplodere la schiena di un soldato nella NAR con la sua 500.
    >
    Soldato. Quella parola risuonò forte nella mente di Mike e instintivamente rispose >
    L'uomo annuì e con un cenno ordinò ad alcuni dei suoi uomini di estrarre i fumogeni.
    >






  Rebirth Of The Dead

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