1.     Mi trovi su: Homepage #8944215
    piccole premesse prima di incominciare:
    incominciando dalle cose meno importanti, questa sarà la mia ultima ff (nel senso che non scriverò più, non che me ne andrò).
    ci saranno alcuni utenti come pg, quelli sono e quelli rimangono, quindi non chiedete di aggiungerne.
    posterò circa un capitolo ogni 2 giorni, nel caso di ritardi avvertirò.
    Grazie per l'attenzione e spero che possa piacervi

    prologo- DREAMING

    "Una festa di paese, tanta musica, tanti balli, risate; la piazza del villaggio è adornata in modo splendido, da ogni casa ,semplice e povera, sono tirate delle funi con alcuni triangolini di stoffa colorata che confluiscono su un palo al centro, vicino ad una grande pira accesa e su di essa vengono gettati dei fantocci dalle forme grottesche e paurose da persone travestite da spiriti: c'è quello della terra, vestito con un gonnellino marrone e con barba e capelli tinti d'argilla, lo spirito del fuoco con la sua aria truce, la veste nera come il carbone e una maschera rossa, quello dell' acqua con i capelli perlinati e un lungo vestito blu con uno strascico azzurro come la spuma del mare che si infrange sulle onde, quello della foresta con un abito in corteccia e un buffo cappello a punta con pigne e foglie di quercia, infine, ecco lo spirito dell'aria, col suo mantello bianco, l'andamento fiero e la tunica svolazzante; la raffigurazione dello spirito dell'aere si ferma vicino al fuoco, si volta verso il pubblico e riceve un grande applauso; si inginoicchia e accarezza una bambina seduta tra suo padre e sua madre, la bambina è felice, le piace molto quella festa: ha delle corte trecce castane che le cadono sulle guance punteggiate dalle lentiggini, i vispi occhi neri indagano curiosi su quegli strani, ma affascinanti personaggi mentre il suo sorriso ancora incompleto si spalanca lasciando che l'aria passi nei buchi riservati ai dentini che devono nascere.
    Lo spirito dell'aria si alza, spalanca le braccia e getta il fantoccio di paglia sul fuoco e mentre questo arde, l'immagine si sfoca per rendersi più nitida su uno scenario diverso: la pira è crollata, gliu spiriti non ci sono più, tutti i suoi compaesani, i suoi amici, tutti giaciono a terra; lei crede che stiano giocando o dormendo, il suo viso è macchiato di rosso, quel rosso ha un sapore strano, quasi di ferro; intorno a lei si muovono ombre indistinte; la bambina si china, tiene per mano suo padre, che è a terra, circondato da quel rosso dal sapore cattivo, vicino c'è anche la madre, nella stessa posizione.
    La bambina chiede che gioco sia questo, perchè non le hanno detto nulla, dice che così si sporcheranno i vestiti buoni, fatti dalla mamma con tanta cura e tra le lacrime urla, urla che vuole tornare a casa.
    Si volta e vede che una di quelle ombre le viene addosso correndo, in mano ha una specie di enorme coltello da cucina con la lama lunga un braccio; all'improvviso sente una mano fredda e grande sulla spalla, si volta e fa un salto, le sembra un mostro d'acciaio, poi capisce che in verità è un uomo, un uomo in un' armatura d'oro; l'uomo le sorride, sulle spalle ha un lungo mantello color porpora, la tira verso di se, le appoggia la testa contro al freddo metallo e la copre con il mantello.
    Si sente un urlo, seguito immediatamente da un rumore di ferro spezzato e poi, dopo un tonfo, il silenzio.
    La bambina si libera dalla stretta e vede che anche l'ombra adesso è a terra, sta dormendo anche lei in mezzo al liquido rosso dal sapore sgradevole.
    La bambina si volta, ma l'uomo non sorride più, ha un volto senza espressione, l'uomo la guarda negli occhi e apre la bocca per dire qualcosa poi...
    "
    La ragazza si svegliò di soprassalto, era nella sua camera, nel suo letto, nel suo corpo, non c'era traccia ne delle ombre, ne dei cadaveri immersi nel sangue, ne del cavaliere dorato; le venne da vomitare e corse in bagno; una volta tornata a letto si asciugò il sudore dal viso, dopodichè si coricò, sperando di non sognare più nulla
  2.     Mi trovi su: Homepage #8944216
    Sei molto migliorato Demone :blink:
    Very good!
    P.s. scommetto che non sai che è finita Life together Forever, eh? :laugh:
    The moment man devoured the fruit of knowledge, he sealed his fate... Entrusting his future to the cards, man clings to a dim hope. Yet, the Arcana is the means by which all is revealed. Beyond the beaten path lies the absolute end. It matters not who you are... Death awaits you.
  3.     Mi trovi su: Homepage Homepage #8944217
    KronaSei molto migliorato Demone :blink:
    Very good!
    P.s. scommetto che non sai che è finita Life together Forever, eh? :laugh:

    Ha ragione Krona,sei migliorato, ma dovresti spiegarmi cosa sarebbe la storia del non scrivere più dopo....

    Comunque,ti faccio i miei complimenti.
    Lay beside me
    Tell me what they've done
    And speak the words I wanna hear
    To make my demons run
    The door is locked now
    But it's open if you're true
    If you can understand the me
    Then I can understand the you
    Lay beside me
    Under wicked sky
    Black of day
    Dark of night
    We share this paralyze
  4.     Mi trovi su: Homepage #8944218
    KronaSei molto migliorato Demone :blink:
    Very good!
    P.s. scommetto che non sai che è finita Life together Forever, eh? :laugh:


    ho avuto così tante cose che è un miracolo che sia riuscito a scrivere questa ff, ma stai tranquilla che, adesso che con la scuola sono un più calmo, mi leggero tutte le ff da me lasciate a metà

    RavenHa ragione Krona,sei migliorato, ma dovresti spiegarmi cosa sarebbe la storia del non scrivere più dopo....

    Comunque,ti faccio i miei complimenti.


    semplicemente con questa si chiude la mia breve carriera di scrittore...per quanta fantasia possa avere, la mia mente va troppo veloce x il mio corpo.
    cmq grazie dei complimenti
  5.     Mi trovi su: Homepage Homepage #8944219
    demonlordho avuto così tante cose che è un miracolo che sia riuscito a scrivere questa ff, ma stai tranquilla che, adesso che con la scuola sono un più calmo, mi leggero tutte le ff da me lasciate a metà



    semplicemente con questa si chiude la mia breve carriera di scrittore...per quanta fantasia possa avere, la mia mente va troppo veloce x il mio corpo.
    cmq grazie dei complimenti

    Dai non dire cosi, perché dare per finita una carriera appena iniziata?
    Lay beside me
    Tell me what they've done
    And speak the words I wanna hear
    To make my demons run
    The door is locked now
    But it's open if you're true
    If you can understand the me
    Then I can understand the you
    Lay beside me
    Under wicked sky
    Black of day
    Dark of night
    We share this paralyze
  6.     Mi trovi su: Homepage #8944223
    scusate il doppio post

    ? "Signorina Sara si svegli, farà tardi a lavoro"
    Sara "sì sì...mi alzo...uffa"
    La ragazza aprì gli occhi a fatica e solo l'acqua gelida la risvegliò del tutto; dopo essersi asciugata si guardò allo specchio: era stanca di quella routine, di quella vita, che ogni giorno si ripeteva imperterrita, apparentemente immutabile.
    Solo una cosa aveva spezzato la monotonia di quelle giornate: il re era morto, il grande e giusto re del regno di Rao ed eroe delle terre occidentali, Garun III° era morto 3 giorni prima in circostanze molto poco chiare e già circolava la voce che fosse stato il figlio ad ucciderlo.
    Dopo essersi lavata ed essersi presa cura della sua persona andò al guardaroba, un grande armadio a 2 ante: sulla sinistra c'era un calendario con impegni, programmi e commissioni, sull'altra un grande specchio dai contorni lavorati e dalla cornice finemente cesellata con arabeschi.
    Osservandosi, improvvisamente un immagine le si impresse nella mente: un ragazzino, all'incirca 16 anni come lei, stava chinato coprendosi la testa con le braccia mentre singhiozzando piangeva di lui si vedevano solo i capelli, neri come l'oscurità ; era circondato da 6 dragoni di 6 colori diversi, uno per ogni elemento naturale, rosso per il fuoco, verde per la foresta, ocra per la terra, blu per l'acqua, bianco per l'aria e argento per il metallo; ognuno dei quali teneva le fauci spalancate verso il ragazzo.
    Poi l'immagine sparì, lasciando la solita Sara dai lunghi capelli castani, gli occhi neri e grandi, la pelle diafana,un po' di lentiggini, un naso ben modellato che sovrastava una bocca piccola e in armonia con il resto del volto, mentre il corpo era ancora immaturo e senza curve.
    Cercò nell'armadio la sua divisa da lavoro e la infilò in una sacca, insieme alle scarpe, poi scelse un vestito da indossare e ci mise un po' dato che, anche se era una donna di servizio a palazzo, l'avere come padre il generale della 3 armata regolare aveva i suoi vantaggi, quali ad esempio, un guardaroba da far impallidire quello di una nobile, ma aveva ben poche occasioni per indossare quei magnifici abiti, alla fine scelse un abito casto e nero, per il lutto.
    Scese frettolosamente le scalinate di marmo che conducevano all'atrio e quasi scivolò andando a sbattere contro il padre: un uomo dall'aria fiera e orgogliosa (si capiva che era un generale o comunque qualcuno che di guerra se ne intende per esperienza diretta).
    I capelli perfettamente pettinati ormai si tingevano di grigio, così come i baffi; il fisico era possente e scolpito dalle battaglie e dai frequenti allenamenti, portava una divisa nera ma decorata da numerose onorificenze e medaglie per i suoi numerosi successi bellici.
    Lui le sorrise dolcemente e la aiutò a ritrovare l'equilibrio e prese il suo bagaglio.
    Sara "Mi scusi padre, come state quest'oggi?"
    Padre "Magnificamente grazie...anche se sono ancora abbattuto dalla morte del nostro amato re...mia cara se vuoi, la colazione è pronta e la carrozza aspetta"
    Sara "temo di non aver tempo per la colazione...meglio sbrigarci, o faremo tardi entrambi"
    Voleva molto bene a suo padre, lui era l'unico con cui poteva confidarsi, e lei era l'unica alla quale lui confidasse i suoi pensieri, le sue paure, le sue debolezze.
    Uscirono di casa e si lasciarono alle spalle il pesante portone del palazzo di famiglia, una splendida carrozza nera lucida li aspettava fuori dal cancello in ferro battuto e al trotto lasciarono la loro dimora.

    Terre nord-orientali del continente - confine del regno di Gomp

    Un ragazzino dai capelli neri, la pelle scurita dalla polvere e dalla cenere, avanza piangendo e barcollando in una tempesta di sabbia che colpiva quelle terre, e avanzò, finchè non cadde senza forze.


    tra 2 giorni il misterioso ragazzino continuerà la sua avventura in
    "A child without a home"
  7.     Mi trovi su: Homepage Homepage #8944224
    demonlordscusate il doppio post

    ? "Signorina Sara si svegli, farà tardi a lavoro"
    Sara "sì sì...mi alzo...uffa"
    La ragazza aprì gli occhi a fatica e solo l'acqua gelida la risvegliò del tutto; dopo essersi asciugata si guardò allo specchio: era stanca di quella routine, di quella vita, che ogni giorno si ripeteva imperterrita, apparentemente immutabile.
    Solo una cosa aveva spezzato la monotonia di quelle giornate: il re era morto, il grande e giusto re del regno di Rao ed eroe delle terre occidentali, Garun III° era morto 3 giorni prima in circostanze molto poco chiare e già circolava la voce che fosse stato il figlio ad ucciderlo.
    Dopo essersi lavata ed essersi presa cura della sua persona andò al guardaroba, un grande armadio a 2 ante: sulla sinistra c'era un calendario con impegni, programmi e commissioni, sull'altra un grande specchio dai contorni lavorati e dalla cornice finemente cesellata con arabeschi.
    Osservandosi, improvvisamente un immagine le si impresse nella mente: un ragazzino, all'incirca 16 anni come lei, stava chinato coprendosi la testa con le braccia mentre singhiozzando piangeva di lui si vedevano solo i capelli, neri come l'oscurità ; era circondato da 6 dragoni di 6 colori diversi, uno per ogni elemento naturale, rosso per il fuoco, verde per la foresta, ocra per la terra, blu per l'acqua, bianco per l'aria e argento per il metallo; ognuno dei quali teneva le fauci spalancate verso il ragazzo.
    Poi l'immagine sparì, lasciando la solita Sara dai lunghi capelli castani, gli occhi neri e grandi, la pelle diafana,un po' di lentiggini, un naso ben modellato che sovrastava una bocca piccola e in armonia con il resto del volto, mentre il corpo era ancora immaturo e senza curve.
    Cercò nell'armadio la sua divisa da lavoro e la infilò in una sacca, insieme alle scarpe, poi scelse un vestito da indossare e ci mise un po' dato che, anche se era una donna di servizio a palazzo, l'avere come padre il generale della 3 armata regolare aveva i suoi vantaggi, quali ad esempio, un guardaroba da far impallidire quello di una nobile, ma aveva ben poche occasioni per indossare quei magnifici abiti, alla fine scelse un abito casto e nero, per il lutto.
    Scese frettolosamente le scalinate di marmo che conducevano all'atrio e quasi scivolò andando a sbattere contro il padre: un uomo dall'aria fiera e orgogliosa (si capiva che era un generale o comunque qualcuno che di guerra se ne intende per esperienza diretta).
    I capelli perfettamente pettinati ormai si tingevano di grigio, così come i baffi; il fisico era possente e scolpito dalle battaglie e dai frequenti allenamenti, portava una divisa nera ma decorata da numerose onorificenze e medaglie per i suoi numerosi successi bellici.
    Lui le sorrise dolcemente e la aiutò a ritrovare l'equilibrio e prese il suo bagaglio.
    Sara "Mi scusi padre, come state quest'oggi?"
    Padre "Magnificamente grazie...anche se sono ancora abbattuto dalla morte del nostro amato re...mia cara se vuoi, la colazione è pronta e la carrozza aspetta"
    Sara "temo di non aver tempo per la colazione...meglio sbrigarci, o faremo tardi entrambi"
    Voleva molto bene a suo padre, lui era l'unico con cui poteva confidarsi, e lei era l'unica alla quale lui confidasse i suoi pensieri, le sue paure, le sue debolezze.
    Uscirono di casa e si lasciarono alle spalle il pesante portone del palazzo di famiglia, una splendida carrozza nera lucida li aspettava fuori dal cancello in ferro battuto e al trotto lasciarono la loro dimora.

    Terre nord-orientali del continente - confine del regno di Gomp

    Un ragazzino dai capelli neri, la pelle scurita dalla polvere e dalla cenere, avanza piangendo e barcollando in una tempesta di sabbia che colpiva quelle terre, e avanzò, finchè non cadde senza forze.


    tra 2 giorni il misterioso ragazzino continuerà la sua avventura in
    "A child without a home"

    Ma sei migliorato veramente tanto,mi stai facendo venire la voglia di scrivere la mia prima ff come si deve e finirla... per la prima volta...

    Complimenti!

    Ora aspetto il prossimo capitolo...
    Lay beside me
    Tell me what they've done
    And speak the words I wanna hear
    To make my demons run
    The door is locked now
    But it's open if you're true
    If you can understand the me
    Then I can understand the you
    Lay beside me
    Under wicked sky
    Black of day
    Dark of night
    We share this paralyze
  8.     Mi trovi su: Homepage #8944225
    The child without a home

    Il ragazzino riprese conoscenza dopo un tempo che a lui sembrò lunghissimo, si sentiva strano: aveva un gran mal di testa, ma stava bene, gli sembrava di essere sul suo letto e nella sua camera e pensò, per un istante, che tutto ciò che era accaduto fosse stato solo un incubo.
    Aprì gli occhi a fatica e si portò una mano alla fronte, dove aveva un forte dolore e sentì dei bendaggi.
    ? "Non toccare troppo o rischi che la ferita si riapra"
    Ebbe un sobbalzo e si guardò in torno; in un angolo nella penombra, c'era un anziano che sorseggiava qualcosa, ricominciò a parlare con una voce roca ma gentile.
    ? "Ti sei svegliato finalmente...sono circa 2 giorni che dormi...io sono Zepan...qual'è il tuo nome?"
    ?"Oh...il mio nome?...mi chiamo Hyb...penso...dove mi trovo?"
    Hyb si guardò intorno, nella penombra non riusciva a distinguere bene i contorni degli oggetti o dei mobili, quindi guardò fuori dalla finestra che sormontava lo stipite del letto: si intravedeva solo un piccolo spicchio di cielo ed era rosso cupo e il ragazzo pensò che fosse il tramonto.
    Zepan "Sei a casa mia...ci troviamo a Rain...capitale del regno di Gomp...ma c'è chi lo chiama Inferno...ma per i fabbri come me, i briganti e i cacciatori di taglie è un paradiso"
    Hyb "Rain? Gomp? e cosa vuol dire paradiso? aaahh"
    La testa cominciò a pulsare dal dolore e il ragazzo fu costretto a ridistendersi.
    Zepan "Troppe domande in troppo poco tempo...comunque cominciamo dall'inizio...se non ti ricordi di questa nazione la botta che hai preso dev'essere stata davvero forte...questo regno...vediamo...lo puoi vedere come una grande azienda...dove basta pagare per aver campo libero...così i furfanti rubano, stuprano, uccidono e non vengono disturbati dalle autorità...mentre i cacciatori di teste, per lo stesso motivo, possono eiminare i fuorilegge senza problemi o costrizioni...ma rispondi tu piuttosto...cosa ci facevi al confine? è una cosa molto pericolosa girare disarmati o senza guardaspalle...ti hanno rapinato?"
    Il vecchio uscì dall'oscurità e Hyb potè guardarlo in faccia: era pieno di rughe e fuliggine, i capelli grigi così come i baffi erano macchiati di cenere, gli occhi invece erano di un rosso acceso e i denti risplendevano tanto erano bianchi e a dir poco perfetti; non era molto alto ed era curvo, probabilmente, pensò Hyb, a causa degli anni passati a martellare e fondere, ma era muscoloso.
    Hyb "Rapinato? oh...no...purtroppo no"
    Zepan "Cosa vuol dire purtroppo? sei vivo per miracolo e ti ho trovato senza soldi e senza nulla"
    I ricordi ritornarono a galla lentamente, in tutta la loro scabrosità: ricordò il suo villaggio, 6 giorni prima, ricordò il fuoco, il rumore della carne squarciata dalle lame e soprattutto, le armature da incubo degli uomini che avevano messo a ferro e fuoco la sua terra natia, armature nere, che facevano sembrare i soldati dei demoni usciti direttamente dalle viscere della terra; poi ricordò la fuga: per giorni, senza fermarsi, senza ne cibo ne acqua aveva marciato e alla fine stremato era caduto a terra.
    Un'altra volta pensò che la testa stesse per scoppiargli
    Hyb "Vuol dire che ho visto con i miei occhi la mia famiglia trucidata e i miei amici e tutti coloro che conoscevo catturati"
    Zepan "Sai chi è stato?"
    Hyb "No...non lo so...so solo che sembravano dei mostri...sono arrivati nella notte con le loro armature oscure...per puro caso io mi ero trattenuto a pescare fino a tardi quella sera...e quando sono tornato..."
    Cominciò a singhiozzare e a piangere.
    Zepan "Oh...mi spiace molto ragazzo...come si chamava il tuo villaggio?"
    Gli prese la mano e la strinse forte, cercava di fargli forza e questo lo aiutò a smettere di lacrimare.
    Hyb "Cipe...un villaggio nei pressi del lago Ron...a sud"
    Zepan "Capisco...allora sono stati i pontefici...infatti è arrivato un carico l'altro giorno"
    Hyb "Pontefici? di che sta parlando"
    Il vecchietto sospirò e chiuse gli occhi.
    Zepan "I pontefici...sono gli alti ufficiali dell'esercito di questo regno...e i loro ufficiali si fanno chiamare richters...loro vanno a fare incursioni negli stati vicini...razziano, distruggono e prendono schiavi per poi rivenderli o mandarli a morire nelle miniere di ferro che ci sono qua in giro...non arrabbiarti ma...sarebbe stato meglio per i tuoi amici morire quella notte"
    Hyb ricominciò a piangere e cominciò a sbattere i pugni contro le spalle del vecchio che, nel frattempo, lo aveva abbracciato.
    Appena smise, Zepan accese una candela e andò al piano di sopra a preparane qualcosa da mangiare per il profugo; Hyb, con gli occhi gonfi per il pianto si guardò intorno e vide che c'erano ben pochi mobili e per di più grezzi e un focolare in disuso da anni, notò che quel tramonto era stranamente lungo, e appena il suo salvatore tonrò gliene chiese la ragione.
    Zepan "Quello? se proprio lo vuoi sapere questo è il primo pomeriggio...ti ho detto che questo è il paradiso dei fabbri, sia perchè ci sono una gran quantità di miniere di ferro, sia per l'infinità di vulcani...di giorno la luce solare filtra appena, e di notte è la luce del magma ad illuminare questo luogo dimenticato da Dio...in pratica c'è crepuscolo tutto l'anno...adesso mangia e dopo cerca di dormire un altro po' "
    Notò uno specchio su una parete e potè osservarsi: sulla sua faccia, c'era una cicatrice che correva dal mento fino allo zigomo sinistro, ma non gli bruciava, ma non seppe ricordarsi dove se l'era fatta; nonostante fosse stanco e pallido la sua pelle manteneva comunque un colorito scuro, tipico della sua terra d'origine, gli occhi, gonfi, lucidi e pesti risplendevano e il castano scuro delle iridi veniva sottolineato dalla tremolante luce della candela.
    Faticando e gemendo riuscì ad addormentarsi e a riposare, almeno finchè qualcuno non bussò con forza alla porta.
  9.     Mi trovi su: Homepage #8944226
    ....

    THE FIGHTER- parte 1

    Hyb si svegliò di soprassalto e si guardò intorno.
    ?1 "Vecchio apri immediatamente! sappiamo che nascondi uno straniero...ce lo devi consegnare! avanti apri!"
    Cominciarono a bussare con più violenza, tanto che la porta tremava per lo sforzo.
    Zepan arrivo trafelato con una borsa di cuoio che gli lanciò in mano, scostò un tappeto e aprì una botola che dava sul seminterrato.
    Zepan "Presto presto devi andare...in quella borsa c'è del cibo, del denaro e un paio di vestiti...appena sarai uscito cerca l'Arena e chiedi di Faust...digli che ti ho mandato io...ti aiuterà...vai adesso!"
    Senza dire altro lo spinse nell'oscurità e richiuse silenziosamente il passaggio; Hyb cominciò a camminare ma si fermò appena sentì il rumore della porta che si apriva con forza e la voce di Zepan che strillava.
    Zepan "Qua non c'è nessuno maledizione...figuriamoci se nascondo uno straniero...mi credete davvero così stupido?"
    ?1 "E allora perchè ci hai messo così tanto ad aprire?"
    Zepan "Stavo dormendo...lavoro tanto...io"
    ? "Arrestatelo presto...poi perquisite questa topaia fino in fondo"
    Per istinto il ragazzo si mise a correre protendendo le mani nel caso ci fossero ostacoli, ma nonostante questo andò a sbattere contro una parete e poi contro uno scaffale, intanto sopra di lui i rumori erano cessati.
    ?2 "Ehi hai sentito?...da dove veniva quel suono?"
    ?3 "Sarà qualcuno nell'altra stanza...avanti cerchiamo meglio"
    ?2 "No...sembrava quasi venire da...c'è una cantina in questa casa?"
    ?3 "Oh merda"
    Hyb avanzò ancora nell'oscurità fino a trovare una porta, in quell'istante la botola qualche metro dietro di lui si aprì e qualcuno scese di corsa le scale, afferrò la maniglia e tirò con tutte le sue forze, aprendosi, l'apertura lasciò entrare quella tetra aura rossa invase l'ambiente.
    ?1 "E' qui presto! sta scappando dalla cantina!"
    Non si fermò ad ammirare il panorama e ricominciò a correre guardandosi le spalle e vide, con orrore, 3 soldati sbucare dai lati della casa, che dall'esterno sembrava ancora più piccola, mentre dall'uscita dalla quale lui era scappato ne saltò fuori un altro: avevano quell'armatura nera che lui aveva visto la notte dell'attacco, sulle spalle, sull'elmo a calotta, sui gambali e sui manicotti c'erano delle lame a sega che, anche se servivano più come decorazione che come arma, incutevano un certo timore.
    Senza accorgersene andò a sbattere contro qualcuno e cadde a terra, guardando in alto vide un uomo incappucciato con un mantello di lana grezza, l'unica parte del viso che era visibile era il mento e la bocca, fermi in un espressione rilassata, quell'uomo lo guardava fisso negli occhi, poi alzò lo sguardo e lo superò con un balzo mettendosi tra lui e le guardie che avevano sguainato le spade.
    Il primo che caricò menò un fendente che andò a vuoto dato lo scatto laterale del misterioso samaritano, una volta alle spalle dell'avversario colpì la nuca con il dorso della mano destra e il nemico cadde a terra inerme; un altro non riuscì neanche ad alzare la spada che fu scaraventato indietro da un poderoso calcio nel punto di giunzione tra panziera e i fiancali.
    Gli ultimi 2 si guardarono negli occhi e attaccarono insieme con un affondo e il guerriero spiccò un salto atterrandogli dietro: quello di destra fu steso da un pugno che deformò il lato dell'elmo, l'altro da un calcio nel bacino che si spezzò con un sonoro crack.
    Hyb si avvicinò con gli occhi sgranati dalla sorpresa e per l'abilità di quell'uomo.
    Hyb "Grazie, grazie infinite...mi spiace per l'incomodo recatole"
    Quello si voltò senza dire una parola.
    Hyb "Bhè...ecco...mi potrebbe fare un altro piccolo favore? Mi indicherebbe dove si trova l'Arena?"
    Lo invitò a seguirlo con un cenno del capo, e lui, non sapendo cosa fare, se fidarsi, lo seguì; gli porse un mantello e gli fece capire che doveva indossarlo.
    Hyb "Grazie molte...così non ci scopriranno vero?"
    Si avviarono per le vie affollate della città: insieme al puzzo di uova dello zolfo c'erano odori di mille spezie e urla di imbonitori per invitare i viandanti nei loro locali o dei commercianti per esibire la propria merce.
    La sua guida non parlava ma era perennemente in tensione, e rimase tale fin quando non giunsero alla base di un grande edificio circolare; il compagno quasi in un sussurro disse:
    ? "Eccoci a casa"
    Poi si voltò verso il ragazzo e parlò con una voce giovane, forse sui trent'anni.
    ? "Non so cosa tu debba fare qui...ma dubito che ne uscirai intero"
    Hyb "Sto cercando una persona...mi ha mandato qui un anziano di nome Zepan che mi ha aiutato...e forse non è più in questo mondo"
    ? "Zepan eh?...chi stai cercando?"
    Hyb "Un certo Faust...lo conosci?"
    ? "Se lo conosco? Si capisce che sei uno straniero ahahah...comunque tranquillo...quel vecchiaccio ha la pelle coriacea, non lo uccidi neanche se lo ammazzi ahahahah"
    Anche se Hyb non dubitava della sua forza e della sua abilità, cominciò a dubitare della sua sanità mentale.
    ? "Ad ogni modo, anche tu stai per conoscere Il Grande Faust"
    L'ingresso dell'Arena era un semplice tendaggio dal quale uscivano fumi e grida di gioia e allegria; il passaggio tra l'esterno e l'interno fu impercettibile, tanto era oscuro quell'antro: le torce illuminavano a stento l'atrio e il soffitto era nascosto da nuvole di fumi soffocanti che fecero lacrimare il ragazzo; il suo accompagnatore era alto almeno 1.85 m. e toccava il fumo con la punta del cappuccio.
    ? "Ah quasi dimenticavo, io sono Raven tu?"
  10.     Mi trovi su: Homepage #8944227
    THE FIGHTER-parte 2

    Hyb "Io sono Hyb, piacere"
    Raven "piacere mio Hyb...oh ciao sorelline!"
    Due splendide ragazze si avvicinarono a loro e il ragazzino pensò di star guardando un paio di dee: erano gemelle,avevano lunghi capelli biondi legati in una coda di cavallo, gli occhi azzurri studiavano i due maschi con curiosità e divertimento, le guance lievemente arrossate e uno splendido sorriso; entrambe vestivano con una casacca leggera con le maniche strappate all'altezza delle spalle e aperta al centro a mostrare una scollatura alquanto generosa evidenziata da un giustacuore di cuoio, anche i pantaloni erano di stoffa leggera ma sotto entrambi si intravedevano riflessi argentati e a ogni passo si sentiva un rumore metallico come se avessero un armatura ridotta all'essenziale e l'ammirazione che Hyb provava per quelle due splendide e misteriose ragazze cominciò a trasformarsi in paura.
    Raven "Loro sono le sorelle Bard: Alexia e Sofia"
    Alexia "E tu non sei nostro fratello maggiore...moccioso"
    Anche la voce era quella di una dea e Hyb credette di sciogliersi.
    Raven "Oh...ma che cattive che siete, ancora con quel soprannome?"
    Sofia "Guardati: vai ancora in giro con i bambini...comunque ti vuole l'Oste"
    Hyb "Non sono un bambino, ho 16 anni ormai, posso essere considerato un adulto"
    Raven "Calmati calmati...ad ogni modo, sto solo facendo un favore...assisterete anche voi al mio grande momento?"
    Alexia "E come potremmo perdercelo? si parla di te ovunque"
    Dopo la sua sfuriata era rimasto imbambolato guardando i seni delle ragazze e fu Raven a strattonarlo allontanandolo dalle due e parlandogli all'orecchio.
    Raven "Con quelle non si scherza...se si arrabbiano faresti meglio a scappare, perfino io ho paura, quindi cerca di non fissare troppo a lungo e con quell'aria da maniaco le amiche che si portano al petto capito? altrimenti rischi di trovarti un buco da qualche parte che non dovrebbe esserci"
    Hyb "Sì capito...ma dove le hai trovate due così? Sono splendide"
    Raven "Le ho conosciute qui...e ho commesso il fatale errore"
    Si passò una mano sulla spalla destra.
    Raven "Ho rischiato grosso...molto grosso....adesso andiamo"
    Si diressero insieme verso un arco e passarono sotto altri tendaggi e il fumo acre aumentò insieme alle risate, rutti, boccali sbattuti sui tavoli e il rumore di pugni.
    Quando la "nebbia" si diradò, Hyb poté vedere l'ambiente in cui si trovava: un'immensa sala circolare, con banconi di osterie e griglie cariche di carne che si sviluppavano lungo la circonferenza, al centro invece, una gabbia di ferro battuto delimitava un altro spazio circolare di circa 20 metri di diametro nel quale due uomini si picchiavano di santa ragione.
    Il ragazzo fu condotto da un uomo basso, grassoccio ed untuoso, con piccoli occhietti sospettosi che scattavano a destra e a sinistra, era ricco, si vedeva: le vesti erano di seta colorata, alle dita grassocce portava numerosi anelli d'oro, ai piedi delle babbucce di splendida fattura e si reggeva grazie ad un bastone in legno di noce laccato in oro dalle decorazioni molto complesse.
    Il suo compagno di "viaggio" gli strinse il braccio intorno alle spalle e gli parlò all'orecchio come se non volesse far sentire i suoi discorsi a quell'uomo.
    Raven "Questo è l'Oste...rispettalo o finisci male, tutto ciò che vedi qua intorno è suo, perfino la polvere...quindi non fare cavolate"
    Oste "Oh mio caro, bentornato, questa serata è tutta tua...il tuo combattimento è quello più quotato, mi farai vincere un sacco di soldi hihihi...il tuo avversario dice che non puoi sconfiggerlo, ha in attivo 32 combattimenti e nessuna sconfitta"
    Quando Hyb sentì la voce vide in quell'uomo più un roditore squittente che un ricco borghese che fa soldi con combattimenti illegali.
    Raven "Nessun problema, mi sono già scaldato...solo potresti trovare dei posti speciali per i miei amici?"
    Il ragazzino si sporse verso Raven.
    Hyb "E quando incontrerò Faust?"
    Raven "Presto ragazzo, fidati di me"
    Poi si rivolse all'Oste e gli disse ancora qualcosa che Hyb non sentì.
    Oste"certo certo...posso essere tutto tranne che un villano, tu vai pure a prepararti, voi invece, venite con me...purtroppo non sarete soli dato che un altra persona era particolarmente interessata a questo combattimento e mi ha pagato un bel po'"
    L'uomo-topo li condusse attraverso corridoi e scale fino ad una stanza completamente in legno pregiato e levigato e sopraelevata rispetto all'arena sottostante della quale si aveva una perfetta visuale da alcune vetrate; davanti a queste vi stavano delle sedie foderate di velluto rosso, su una di queste c'era un uomo interamente coperto da un mantello con cappuccio blu scuro tirato esageratamente sulla testa affinché non un centimetro del suo viso o del corpo uscisse fuori, appoggiato al bracciolo c'era un bastone da passeggio di metallo coperto da legno di cedro.
    L'Oste li fece accomodare e poi guardò giù dove un suo uomo gli faceva dei gesti per richiamare la sua attenzione.
    Oste "Vogliate scusarmi ma a quanto pare c'è un'urgenza che non mi è possibile ignorare...spero possiate godervi il combattimento"
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    woah! Sei diventato uno scrittore incallito! :lol:

    Per quello che ho letto fino ad adesso, questo tuo racconto merita di essere letto! :laugh:

    Tutto era soggettivo. L'apocalisse è un qualcosa di personale. Niente è più un clichè, quando capita proprio a te.
    Il noir non è un genere. È un colore, uno stato d'animo, una sensazione.
    Sfigaaaaaato! Sei uno sfigaaaaaaato! [Cit.by Crash]

  [FF]the shadow in the heart

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