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    Anonymous attacca Sony : prosegue l’operazione PayBack


    George Francis Hotz, alias GeoHot o Million75 è un hacker statunitense famoso per aver violato i sistemi di sicurezza della Playstation 3. Ora ne sta pagando le conseguenze. La casa Nipponica ha dichiarato battaglia in tribunale portando prove su prove per dimostrare che il ragazzo aveva un account Playstation Network motivo per cui doveva sottoscrivere i termini di servizio dettati da Sony. La vicenda non è semplice e Sony continua ad arricchirla di colpi di scena nella speranza di vincere una causa che dovrebbe essere da esempio per gli altri videogiocatori. Il gruppo di attivisti di Anonymous (Operazione Payback è una protesta di ampie dimensioni contro l’industria discografica , diritto d’autore e i gruppi anti-pirateria rei di “molestie” agli utenti p2p) ha seguito da vicino l’evolversi della “hack story” e ha emesso, finalmente, la sentenza. Hanno lanciato un attacco contro Sony colpevole di aver preso di mira Geohot responsabile del jailbreak della PS3.

    Hanno condotto il mese scorso, con successo, attacchi ai gruppi che hanno “negato l’appoggio” a Wikileaks, il governo Italiano, RIAA e Warner Bros . Questo mese è il turno di Sony che ha preso di mira un ragazzo che “ha acquistato legalmente una console per far girare le proprie applicazioni”.


    I motivi della protesta

    AnonOps Communications spiega i motivi dell’attacco al sito di Sony dicendo


    [..] La PS3 console Sony è stata “hackerata”, o più appropriatamente, jailbroken da Geohot. È riuscito a decodificare la sua Playstation 3 per eseguire applicazioni “fatte in casa”. Ha rilasciato il metodo di sblocco al pubblico attraverso il suo sito e Sony lo ha colpito con una querela chiedendo ai vari Social Media (tra cui YouTube) di consegnare gli indirizzi IP delle persone che hanno visitato le pagine sociali di Geohot. Paypal ha concesso l’accesso a Sony per visualizzare il conto di Geohot e il giudice del caso ha dato il permesso a Sony di visualizzare gli indirizzi IP delle persone che hanno visitato geohot.com. [..]


    Anonymous DICE che l’hack della PS3 può essere paragonato al “sblocco” del telefono e che, una volta acquistato il telefono, è nostro poichè ne siamo i legittimi proprietari. Sony la pensa diversamente e, rea d’aver controllato anche gli indirizzi IP delle persone che si sono collegate al sito dell’hacker, ha “mandato Anonymous su tutte le furie” spingendolo ad agire. Il resto è storia nota. Le legioni degli Anonymous si sono armate del “Cannone Loic” per “sparare a Sony” e mettere a KO il sito della società.


    Sony resisterà agli attacchi?
    Quali rischi ci sono per noi utenti?
    Perchè non vengono fermati queste persone?

    Grazie per l' attenzione e saluti a tutti

  Sony nel mirino degli hacker

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