1.     Mi trovi su: Homepage #9093212
    [FONT="Times New Roman"]Bene, eccoci qua.

    Ho in cantiere questo progetto, come da titolo, si chiama Empty Heaven, ovvero Paradiso Vuoto.
    Curiosi sul perchè si chiama così? Paradiso Vuoto, quanti significati può avere?

    Paradiso Vuoto, perchè nessuno si merita di stare in Paradiso.
    Paradiso Vuoto, perchè non c'è effettivamente nessuno in Paradiso.
    Paradiso Vuoto, perchè non è mai esistito.
    Tre opzioni, tutte sbagliate.

    Paradiso Vuoto ha un altro significato, un significato che nasconde l'origine dell'Universo, di Dio e di tutti i segreti.

    Molte battaglie aspetteranno i protagonisti di questa storia, battaglie per la vita propria e quella degli altri. Come andrà a finire?

    Le vicende si svolgono attorno a due "dimensioni" quella di Asgard e Midgard, ovvero il pianeta Terra.

    Entrambi sono esattamente uguali dato che sono come un riflesso nello specchio e le uniche cose che le differenziano sono:

    Ad Asgard, il tempo è perennemente bloccato al Medioevo, non c'è tecnlogia alcuna se non la magia. In questa dimensione, progresso e scienza sono stati sacrificati per far spazio alla magia e alla fantasia.

    Invece a Midgard, la nostra attuale Terra, è un mondo in perenne sviluppo, c'è tecnlogia ma alcuna magia. A differenza della prima, sono la magia e la fantasia ad essere stati sacrificati per scienza e progresso.

    Ma allora... cosa accumunerà due mondi tanto diversi eppure uguali come due faccie della stessa moneta? E che c'entrano con il Paradiso Vuoto?
    Vi lascio con questo dubbio, le immagini dei primi protagonisti (Che aggiornerò ad ogni nuova apparizione), la cover e il prologo.
    Mi raccomando, seguitela e commentate! :D[/FONT]



    [RIGHT][FONT="Book Antiqua"] Ogihci Shirosaki [/FONT][/RIGHT]


    OPENING!



    Main Character:

    Alicia Lyons
    Immaginatevela con gli occhi azzurri, non c'erano altre ragazze come lei... sigh.

    David Elric

    Alexis Walker

    Knight Natzumi

    Sam "Shark" Harker

    Clark Yagami



    Armi:

    Ade & Caronte
    Le due Desert Eagle di David, potenti come danno nell'occhio. Di solito dietro si porta solo Caronte.

    Sakura
    La memoria di Sakura, la katana di David. L'anima di un amore perduto.

    Valkirya & Athena
    Queste invece, sono le Desert Eagle di Alexis. Come David, dietro si porta sempre una di queste, che di solito è Athena per il fatto della canna capace di smontarsi.

    Revenge
    Basata sul progetto della Fusion Sword di Cloud Strife in Final Fantasy VII: Adventend Children!
    Questo spadone è in realtà un'arma multi-gadget che consente a Shark di elaborare strategie diverse in ogni combattimento dato che Revenge può fare cose come permettere a Shark di volare calvalcandola come se fosse una tavola da Surf, trasformarsi in un gigantesco e impenetrabile scudo quadrato, nascondere dentro di essa una impressionante varietà e quantità di pistole, fucili e munizioni, usare il paracolpi come minilanciarazzi e molto altro ancora.

    Phantom Tiger
    La revolver di di Clark, sei colpi, caricatore a tamburo. Precisa quanto mortale.

    Capitoli:

    Atto I:

    Prologo - Il Cavaliere e il Gatto.

    Capitolo 1 - Il Gatto gentile.

    Capitolo 2 - Il Cavaliere Samurai.

    Capitolo 3 - Il Gatto sognatore.

    Capitolo 4 - La Gatta sognatrice.

    Capitolo 5 - Il Gatto e i suoi segreti.

    Capitolo 6 - Il Gatto e l'amica d'infanzia.

    Capitolo 7 - Il Gatto e il rapimento.

    Capotolo 8 - Il Gatto triste.

    Capitolo 9 - Il Gatto e la vendetta.

    Capitolo 10 - Il Gatto e le decisioni.

    Atto II:

    Capitolo 11 - Nuova vita.

    Capitolo 12 - I Gatti riuniti.

    Capitolo 13 - Un duo davvero inseparabile.

    Capitolo 14 - Vecchie amicizie.

    Capitolo 15 -Nuovo Arrivato!

    Capitolo 16 - Un'assassina solo per David



    [FONT="Times New Roman"]


    Buona lettura! :shiny:[/FONT]


    ______________________________________________________________________



    [FONT="Book Antiqua"]Prologo
    Il Cavaliere e il Gatto
    [/FONT]

    > tuonò una voce mentre una porta si apriva spalancandosi di colpo.
    Con fretta assurda, diversi soldati fecero irruzione in quello che all'apparenza poteva sembrare un luogo per l'adorazione, ispezionando ogni angolo per poi far passare di corsa una persona avvolta in un mantello verde salvia.
    Era un posto spartano, ma era così che doveva essere un tempio, sopratutto se magico. Decorato semplicemente da torce, colonne e gradini che portavano in un luogo sempre più in alto, laddove attendeva un uomo incappucciato e uno specchio. Uno specchio che poteva essere l'unica salvezza di tutti gli uomini nella stanza.
    > gridò l'uomo che doveva essere il Capitano, subito obbedito da tre soldati che alzarono sul portone uno spesso blocco di legno, rendendolo inapribile dall'esterno.
    > esclamò Alicia mentre istintivamente mosse un passo in direzione della porta appena chiusa, ma subito fermata dalla possente mano del Capitano.
    > puntualizzò duramente l'uomo senza tralasciare la preoccupazione nei suoi occhi.
    > Alicia venne interrotta da alcune grida provenire dall'esterno.
    > si udì dall'altra parte mentre vari fruscii metallici sempre più frequenti facevano da sottofondo.
    > gridò la ragazza, subito bloccata in una presa dal Capitano.
    > disse il Capitano cupo in volto.
    Il modo in cui pronunciò cavalieri, nonostante là fuori ci fossero solo semplici soldati, fece capire ad Alicia che il sacrificio che stavano per compiere, era un atto ben più nobile del semplice dovere di un soldato.
    Pietrificata da così tante emozioni in pochi minuti, Alicia non riuscì a fare altro che ad annuire lentamente, ad occhi sbarrati.
    > disse il Capitano chiudendo gli occhi e assumendo un'espressione seria e decisa >
    Con un cenno, l'uomo in cima alle gradinate si girò verso lo specchio e appoggiando le mani sul freddo vetro, cominciò a recitare qualcosa a bassa voce, come se fosse un segreto che nessuno doveva conoscere.
    > gridò improvvisamente una voce subito seguita da urla e il cozzare di spade e scudi.
    > tuonò il Capitano mentre indietreggiava tenendo la mano sinistra su Alicia, assicurandosi la sua protezione e posizione.
    Lentamente anche gli altri soldati nella stanza lo imitarono, indietreggiando a loro volta.
    Il Mago sembrò ignorare l’ordine, mentre invece, accelerò il bisbiglio delle parole, dando sfogo a tutte le sue energie.
    Ad un tratto la stanza piombò nel silenzio, un sinistro e inquietante silenzio.
    Spero con tutto il cuore che la battaglia sia vinta... pensò Alicia deglutendo aria, data la sua impossibilità di respirare normalmente. L'ansia era all'apice, la preoccupazione gli era seconda.
    All'improvviso l'immenso portone del tempio cominciò a tremare, facendo piovere polvere dal soffitto sugli uomini a terra.
    > gridò il Capitano estraendo la sua spada con un sibilio metallico, subito imitato dagli altri soldati e seguito da un grido di approvazione.
    > mormorò Alicia, guardandolo con uno sguardo da cane bastonato.
    Il Capitano si voltò e sorrise, non curante della porta che continuava ad emettere frastornanti e spaventosi botti, annunciando che presto o tardi, i nemici sarebbero entrati.
    Come se quella cosa fosse stata presa come una sfida dal destino, la porta si spalancò di colpo accompagnata da un'assordante esplosione, nascondendo entrata e nemici con una spessa cortina fumogena.






  2.     Mi trovi su: Homepage #9093214
    Per Saro: Già anch'io quando l'ho vista ho pensato: "Ah, però! Mica male!" :lol: A tutti i miei lettori, consiglio di dare un occhiata alla prima pagina di tanto in tanto... potrei mettere informazioni utili :D Comunque, ecco a voi il 5 capitolo! Buona lettura!



    - Capitolo 5 -
    Il Gatto e i suoi segreti


    La giornata stava ormai svolgendo al suo termine, lasciando che il crepuscolo consumasse tutte le sue energie per illuminare in un unica grande volta l'intera città, colorando il tutto di una simpatica sfumatura rossastra e arancione.
    Le persone intanto si stavano tutte ritirando nelle loro abitazioni, mentre altre erano ancora in giro con amanti e amici ansiosi che arrivi la notte, e con essa l'apertura delle migliori attrazioni della città.
    Alicia camminava da sola, immersa nella tranquillità del momento e facendosi baciare dal sole cocente.
    Ormai per lei era un abitudine andare in giro a quell'ora, intrattenendosi per ore in lunghe passeggiate in compagnia di David. Ma dato che per qualche ragione sconosciuta ancora non era tornato, la ragazza si dovette arrangiare.
    Una delle cose che gli piaceva in quei fine giornata era l'atmosfera rilassata che si sentiva nell'aria: calda e circondata da un misterioso alone di attrazione. Era una paesaggio fantastico quanto romantico.
    Se mai dovessi confessarmi a qualcuno, credo che sceglierò questo posto, si disse fermandosi su una collina dove si poteva ammirare liberamente il panorama della città.
    Se aveva ragione, David si sarebbe subito diretto lì, alla sua ricerca. Anzi, era sicuro che David l'avrebbe cercata.
    Sorridendo e lasciandosi accarezzare dalla brezza della pre-sera, si appoggiò alla verde ringhiera e si mise ad ammirare quell'immensa distesa di case e palazzi.
    Il fumo saliva lento dai vari tetti, disperdendosi nel cielo con la stessa facilità con cui si osservava la sabbia disperdersi su una spiaggia.
    Era un luogo incantevole, quasi fiabesco.
    Alicia continuò a contemplare il posto finché ad un tratto qualcosa atterrò dietro di lei. Ripetutamente.
    Insospettita da quei sinistri suoni, Alicia si voltò di e vide con sorpresa che orribili creature simili a clown oscuri si destavano davanti a lei, brandendo minacciosamente spade e coltelli. Nonostante avessero della spaventose maschere bianche decorate con un sinistro sorriso, Alicia riusciva a vedere i loro occhi rosso acceso come rubini di sangue filtrare attraverso i piccoli spazi che raffiguravano un'espressione sadica e divertita. Inoltre erano vestiti con diversi abiti da pagliaccio del tutto casuali, mischiando braghe rosse a strisce azzurre con immense camicie verdi e giallo.
    > mormorò Alicia mettendosi una mano in tasca ed estraendo rapidamente i suoi fili di Oliarco.
    Crowler. Esseri umani posseduti da oscurità e odio, manovrati attraverso maledizioni di potenti creature malvagie e creati con l'unico scopo di obbedire a loro.
    Erano mostri del mondo di Asgard, era pressoché impossibile quanto fuori luogo la loro presenza su Midgard, un mondo dove soltanto i Lyons e chi ne aveva i loro pass speciali poteva accedere.
    Ma prima ancora che Alicia riuscisse a indagare mentalmente, uno dei Crowler iniziò per primo, caricando verso Alicia in un salto e cadendo in picchiata, con la spada ben fissa sulla ragazza.
    Velocemente Alicia cominciò a far danzare i suoi fili, esibendosi in veloci movimenti fluidi con le mani e tranciando in due il Crowler a mezz'aria.
    Il tempo di tornare con lo sguardo sul resto dei suoi avversari che già caricavano su di lei, alcuni imitando quello di prima, altri puntando direttamente sulla ragazza preferendo un attacco diretto.
    Rapidamente Alicia cominciò ad indietreggiare, schivando i fendenti dei primi Crowler ad arrivare e contrattaccando muovendo i fili con rapidità, dividendo i nemici in due e altri in tre.
    Alicia continuò ad arretrare compiendo veloci balzi all'indietro, evitando attacchi e continuando ad intrecciare dita e mani in larghi gesta di braccia, finché ad un tratto non si fermò di colpo, tenendosi ben distante dai suoi nemici, ansimando.
    Se il pro dei suoi fili di Oliarco era la loro rapidità ed efficienza nell'uccidere, il contro era il "sistema di ricarica". Colpito o meno l'avversario, se si affrontavano nemici multipli era difficile fronteggiarli usando solo i fili dato che una volta usati, ci si metteva un tot di tempo nel riavvolgerli ed riutilizzarli. Ed era per tamponare quella falla che il suo Maestro gli aveva donato anche la sua Juuichi Fuyu, una katana utile negli scontri come quelli.
    Ma dato l'assenza dell'arma, Alicia era in netto svantaggio.
    > mormorò la ragazza tendendo i fili e facendoli scintillare alla luce del sole >
    Partì un secondo assalto e stavolta i Crowler erano più organizzati, attaccando dall'alto, dal davanti e dai fianchi.
    Soppressa da così tanti nemici, Alicia indietreggiò ancora una volta, muovendo i fili come se fossero una frusta riuscendo solo ad abbattere alcuni nemici prima di venire letteralmente lanciata contro un albero dal calcio di un Crowler.
    > fu il suo ultimo pensiero mentre due pagliacci si preparavano a dargl il colpo di grazia.
    E all'improvviso, si udì il suono di due veloci piccole esplosioni, seguito dal rumore di carne squarciata.






  3.     Mi trovi su: Homepage #9093215
    [/I] Soundtrack durante il capitolo cercate di immaginarvi più ricordi di Sakura possibili :sadley:



    [I]- Capitolo 10 –
    Il gatto e la decisione



    Passarono alcuni giorni ed Eleonora prima di riscomparire alla ricerca di un modo per tornare ad Asgard, si occupò di eliminare ogni traccia di combattimento sulla terrazza della Tokiwa, cancellando sangue, riparando danni e facendo scomparire i cadaveri, tutti tranne uno: quello di Sakura.
    Il suo funerale avvenne pochi giorni dopo quell’evento e la sua morte venne fatta passare per un malaugurato conflitto con un delinquente in cui ebbe la peggio.
    Parenti, amici e conoscenti vennero a dare l’ultimo saluto alla ragazza, versando lacrime e maledicendo il fato per aver preso la vita di una così giovane fanciulla. I genitori però non vennero. Sakura era orfana del resto, e i suoi unici parenti in vita erano i nonni.
    David fu l’unico a non venire, o almeno non di persona.
    Lontano, vestito di nero, in cima ad una verde collina e sotto ad un ciliegio, il famiglio osservava con immensa tristezza il volto di Sakura chiuso in un sonno da cui non si sarebbe mai più svegliata.
    Aveva un braccio ingessato e fare fasciature intorno al corpo. Raccontò che la stava accompagnando a casa quando vennero aggrediti e che David svenne prima ancora che l’assassino alzasse le mani su Sakura.
    Lentamente si fece sfuggire qualche lacrima mentre Alicia prendeva posto alla sua destra, avvicinandosi senza dir nulla e nel silenzio più totale. Forse ancora sconvolta dal racconto della precedente vita di David, forse senza avere alcuna parola da dire.
    David non aveva voluto partecipare al funerale per non vedere le facce sconvolte dei conoscenti di Sakura e confortandoli, dicendo loro false parole come: “Quel criminale verrà trovato e la pagherà cara”, così preferì di gran lunga restare lontano ad osservare l’addio alla sua ragazza.
    Ricordò infiniti momenti con lei, tutte le volte che ci aveva provato, tutte le risate, tutti i litigi, tutti i sorrisi.
    Non cambiare mai gli tornò in mente mentre le lente lacrime si facevano sempre più rapide.
    Se solo quella notte avesse avuto Ade, o almeno Caronte… avrebbe potuto proteggerla. Avrebbe potuto evitare un fato così crudele.
    Poi il suo sguardo incontrò quello della sua padrona, e decise: non voleva perdere un’altra persona a lui cara, mai più.
    > disse mentre osservava la bara chiudersi e venire lentamente sepolta.
    > domandò la ragazza con voce delicata, per paura di dire qualcosa di sbagliato.
    >
    >
    >
    Alicia comprese, sorridendo a quel commento sarcastico.
    >
    > disse il ragazzo annuendo mentre guardava il prete fare il segno della croce alla lapida di Sakura.
    Si guardò la mano sinistra ed estraendo il rosario di Sakura che aveva legato ben saldo al suo polso, lo accarezzò.
    > riprese girandosi e scendendo dalla collina, con i lenti petali di ciliegio fargli da sfondo e con il preciso intento di abbandonare quel luogo >


    Dopo aver venduto tutto e messo giusto un paio di vestiti in due borse, David e Alicia presero un pullman e si avviarono verso una città vicino a Tokio. Fu un viaggio molto lungo, ma prima di arrivare a destinazione, David scese nei pressi di un bosco ed entrò in un sentiero praticamente invisibile, continuando finché lui e Alicia arrivarono in una specie di costruzione fatta di pietre.
    > domandò la ragazza togliendosi alcuni rovi dai vestiti.
    > rispose il ragazzo entrandoci.
    >
    > disse il ragazzo voltandosi il giusto necessario per mostrare un sorriso che fece notare ad Alicia che quella faccenda, gliela avrebbe fatta passare per molto tempo.
    Con un grugnito e fingendo di non aver sentito quelle parole, Alicia si mise al suo seguito.
    Entrarono e l’unica cosa che trovarono fu solo un mucchio di pietre e polvere.
    Piuttosto innervosita, Alicia fu sul punto di dire qualcosa ma David la zittì e si mise a scrutare per terra finché ad un tratto non trovò quello che cercava: una botola nascosta da roccia e sabbia su cui era scritta un’incisione.

    Memorial dei caduti
    Legione Straniera, Necessarius
    Identificarsi:


    David sorrise.
    > cominciò a dire mentre inseriva dei numeri attraverso il pad posto sotto alla scritta “Identificarsi >
    Alicia annuì mettendosi affianco a David.
    > azzardò.
    > rispose il ragazzo mentre la botola si apriva in un suono secco come stesse liberando aria sigillata, producendo lo stesso rumore di quando si apriva una bibita gassata.
    Senza aggiungere altro, David guardò giù e si buttò, seguito da Alicia che invece si calò sfruttando le scale.
    Arrivati in fondo, i due si ritrovarono al centro di un corridoio che si allungava fino ad una stanza più interna, protetta da una spessa porta di acciaio con raffigurato sopra una gigantesca “N” davanti ad uno scudo circondato da saette.
    > domandò Alicia mentre osservava David mettere la mano nello scanner delle impronte digitali.
    > rispose il ragazzo lasciandosi sfuggire un sorriso quando vide la porta aprirsi con un lieve suono di cuscinetti d'aria che si sgonfiavano.
    > chiese Alicia prima di bloccarsi sull’ultimo, osservando sbalordita la stanza che si apriva ai suoi occhi.
    Una gigantesca stanza circolare color cobalto metallico simile ad centro di comando della CIA si erigeva imponente come un Colosseo, chiudendosi verso il basso in cerchi sempre più piccoli, come l’inferno di Dante.
    Alle pareti e ai soffitti erano collocati giganteschi schermi piatti in alta definizione, tutti con lo schermo nero e al centro lo stesso simbolo sulla porta.
    In ogni cerchio c’era un teca contenente varie armi, da semplici pistole come una Makarov ad imponenti armi come uno Stinger.
    > disse David mentre osservava con orgoglio la stanza circolare >
    > mormorò Alicia con occhi spalancati: non aveva mai visto così tante armi in vita sua.
    Al centro, c’era una teca d’armi in verticale, molto più grandi delle altre.
    Lasciando Alicia a bocca aperta mentre ancora stava finendo di esaminare la stanza, David si avviò verso il centro passando per i gradini.
    I passi risuonavano vuoto e smisero in un rimbombo quando David si fermò davanti a quel gigantesco armadio di vetro.
    > disse osservando la sua vecchia pistola ben fissa alla parete.






  4.     Mi trovi su: Homepage #9093216
    Inizia l'atto II! Cosa succederà in questi episodi? Come verrano influenzate le persone coinvolte? Altri assassini? Nuovi amori? Nuovi rivali? Buona lettura! :D



    - Capitolo 11 -
    Una nuova vita





    > tuonò il delinquente mentre il calcio di Knight si infrangeva nella sua mascella.
    > ringhiò un altro mentre caricava sul ragazzo, subito bloccato da una possente presa di karate e buttato al suolo con abbastanza forza da tramortirlo.
    > gridò quello rimasto mentre estraeva un coltellino > urlò lanciandosi in un disperato affondo, abilmente schivato con una piroetta e ricambiato con una portentosa gomitata in mezzo agli occhi.
    Sospirando, quasi di noia, Knight si mise eretto, abbassando le sue difese al minimo.
    > mormorò mentre voltava lo sguardo su Alexis.
    Parando il colpo del delinquente che aveva davanti, Alexis piegò il peso sul piede destro e lanciò una potente quanto veloce gomitata alla gola del nemico, buttandolo vero la parete del vicolo con aria appena sufficiente per sopravvivere.
    Sfruttando la sua posizione, abilmente si buttò in avanti piantando il palmo della mano al suolo e compiendo una veloce giravolta con i piedi come una danzatrice di Break Dance, colpì la faccia di tutti i quattro delinquenti attorno a lei con calci quasi mortali che li buttarono al suolo, con la mascella rotta e il dolore su tutto il corpo.
    Bellissima… pensò il ragazzo guardandola con occhi persi e pulendosi il sangue che gli colava dal naso per aver visto durante quell’attacco vortice le mutandine di Alexis.
    > domandò Knight mentre la osservava scostare sbuffando i suoi capelli argentati.
    > rispose l’altra con tono freddo mentre si avviava ad uscire dal vicolo.
    Alexis Walker, la ragazza più bella dell’istituto Edogawa. Era chiamata “L’angelo Bianco” per via dei suoi capelli e della sua bellezza, ma altri ci aggiungevano anche “della morte” dato che era fredda quanto forte in combattimento.
    Per qualche strana ragione odiava profondamente gli uomini, preferendo di gran lunga rimanere sola che parlare con uno del sesso opposto.
    Si dichiarava fuori da ogni club o programma scolastico, ma in un qualche modo era entrata nel Comitato Disciplinare Studentesco, risolvendo episodi di bullismo o risse intervenendo a modo suo: ovvero con altrettanti calci o pugni.
    Così, nessuno osava mettersi contro di lei e in molti preferivano ammirarla da lontano che avere il rischio di beccarsi un calcio in faccia.
    Ma tra questi solo uno era “esonerato” da quel trattamento: Knight.
    Knight Natzumi era un ragazzo di sedici anni dai capelli castani a caschetto, occhi color nocciola e un volto normale. All’apparenza poteva sembrare un comune studente, praticamente uguale a qualsiasi ragazzo dai capelli simili ai suoi, ma chi lo conosceva sapeva che in realtà lui il successore della scuola delle multi-arti marziali Natzumi: era un maestro in ogni genere di combattimento corpo a corpo, addestrato fin dalla nascita per picchiare duro come un incudine da 200 tonnellate sulla testa. Poteva benissimo affrontare 100 uomini armati senza sudare nemmeno una goccia.
    Ovviamente era chiaro come il sole che era innamorato perso di Alexis, ma a differenza degli altri non riceveva alcun trattamento, anzi era l’unico maschio che l’Angelo Bianco gli permetteva di avvicinarsi.
    Così cominciarono ad uscire delle voci sul fatto che Knight e Alexis stessero insieme, cosa che fece molto piacere al ragazzo, ma non agli altri suoi ammiratori. Ma nonostante ciò, non potevano fare niente dato che era impossibile toccarlo senza poi ritrovarsi all’ospedale con il naso rotto.
    > urlò Knight agitando un braccio e osservando la sua Dea avvicinarsi con fare annoiato.
    > disse la ragazza sospirando e varcando il cancello della scuola.
    > intimò una voce >
    Knight sorrise, sprizzando orgoglio da tutte le parti.
    > disse un ragazzo dando loro le spalle, sicuramente invidioso.
    Sempre con il suo solito sorriso pieno di compiacere, Knight volse lo sguardo su Alexis che intanto camminava con i suoi soliti occhi freddi.
    Sembrava che le voci su loro due non gli desse nessun fastidio.
    Il suo sorriso si allargò ancora di più.



    E finalmente la campanella del fine lezioni risuonò in tutta la scuola.
    Senza perdere altro tempo, Alexis si sbrigò a rimettere i libri in cartella.
    Alla Edogawa quando arrivava un nuovo studente si faceva metà giorno, in modo da dare al ragazzo la possibilità di farsi nuovi amici.
    Spesso però, gli studenti preferivano filarsela subito a casa lasciando “l’onore” di conoscere la matricola solo a pochi individui.
    E quando si riferiva ad individui, spesso si riferivano ai soliti bulli della scuola che volevano far capire fin da subito chi era a comandare.
    Così, come previsto arrivarono due ragazze tutte affannate.
    > ansimarono all’unisono >
    > disse Knight alzandosi dal banco e preparandosi a menare le mani.
    > disse la ragazza facendosi spazio tra le altre due e svoltando l’angolo.
    > sorrise Knight prendendo la direzione opposta.
    Alexis sospirò > mormorò tra sé e sé.
    Scese le scale fino ad arrivare all’ingresso, cambiandosi velocemente le scarpe e avviandosi verso casa, ignorando la sua solita folla di seccanti ammiratori.
    > esclamarono all’unisono in un inchino.
    Ma Alexis non rispose, tirando dritto.
    Era ormai pronta a svoltare l’angolo quando improvvisamente una voce gli giunse all’orecchio.
    >
    >
    >
    >
    >
    >
    David Elric. Quel nome risuonò come una campana nella testa di Alexis, che si bloccò, pietrificata. Da quanto tempo è che non sentiva quel nome se non nei suoi pensieri?
    Incredula si girò si precipitandosi a rotta di collo verso il terzo piano senza nemmeno cambiarsi le scarpe.






  5.     Mi trovi su: Homepage #9093219
    Ma è chiedere troppo che tu finisca un ff?:lol:
    Carino comunque.
    Attendo il prossimo:laugh:
    Quote:





    Originally Posted by detto da solid93 in una partita di kino der toten


    Niko ti nomino ufficialmente secchione della worst






    Quote:





    Originally Posted by Ogihci Shirosaki


    Finalmente cominci a ragionare come un vero scrittore! Bravo Niko! Ti meriti proprio un Bel 10 e lode!





    KURO TORNA PRESTO NOI TI ASPETTIAMO
    grazie mille a krona per la firma^^


  6.     Mi trovi su: Homepage #9093221
    Grazie a tutti per i commenti! :D Okay, ecco la seconda parte su tre!


    [LEFT]Prologo - Il Cavaliere e il Gatto, Parte II[/LEFT]

    > tuonò il Capitano tralasciando le formalità mentre lui e i suoi uomini fissavano ansiosi la nube davanti a loro.
    > rispose l'altro a gran voce, senza scomporsi e continuando a rimanere concentrato sullo specchio.
    Il Capitano annuì e si voltò, alzando la spada al cielo come se volesse sfidarne l'onnipotenza.
    > tuonò a pieni polmoni > gridò il Capitano voltandosi e correndo su per le scalinate, afferrando Alicia e trainandola in una corsa disperata per le scale.
    > urlarono all'unisono i soldati, lanciandosi alla cieca nella cortina fumogena nel tentativo di impegnare il nemico abbastanza a lungo da consentire al loro Capitano e ad Alicia di fuggire.
    > gridò la ragazza mentre dentro alla nube provenivano grida e il suono del metallo contro il metallo; la melodia della battaglia. > continuò cercando di divincolarsi.
    > si scusò l'uomo chiudendo gli occhi e sforzandosi di ignorare le urla provenienti dal portone principale.
    In breve, arrivarono in cima alla montagna di scalini.
    > domandò non appena finì di salire l'ultimo gradino.
    > disse girandosi.
    > Il Capitano si fermò di colpo e spaventato dall'improvvisa interruzione del fragore del metallo, diede una rapida occhiata alla nube, ormai dissolta. Si aspettava di vedere i suoi uomini ancora combattere, o almeno esserne usciti vincitori, ma l'unica cosa che vide fu soltanto la macabra vista dei suoi comilitori a terra e in una pozza di sangue.
    > ringhiò osservando una donna armata di due daghe insanguinate che stava lentamente ed inesorabilmente salendo gli scalini, seguita da un drappello di soldati nemici >
    > tuonò Alicia sciogliendosi dalla presa e guardando con arroganza la nemica >
    > ringhiò l'uomo parandosi davanti alla ragazza >
    >
    > domandò il Capitano ignorando le parole aggressiva della ragazza.
    > disse il Mago voltandosi e affiancando il Capitano >
    Il Capitano sorrise. > disse girandosi e ponendosi davanti alla ragazza.
    > tuonò Alicia, indietreggiando e già conoscendo la prossima mossa del Capitano >
    > fece da eco il Mago evocando una palla di fuoco e lanciandola contro la donna, ma che subito dissolse in un ghigno malevolo.
    Il Capitano e Alicia lanciarono una rapida occhiata ai gradini e videro la loro nemica a pochi secondi di distanza dalla loro posizione.
    > propose Alice sperando di convincerlo in un atto coraggioso.
    Ma l'unica cosa che ottenne fu soltanto un'altro suo sorriso > rispose mettendogli le mani sulle spalle >
    Sir George, uno dei cavalieri più rilevanti del casato dei Lyons, fino ad ora non aveva mai dato del "tu" ad un nobile, tanto meno ad Alicia, una ragazza che considerava sia come ad una preziosa figlia e sia come ad nobile da servire e onorare. Infiniti pensieri balenarono in testa alla ragazza ma prima che potesse dire o fare qualcosa, Sir George la spinse all'indietro con violenza e gentilezza, facendola sprofondare nello specchio e circondandola in pochi attimi di nebbia e oscurità, diretta chissà dove.






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    Gran bel capitolo :laugh:
    Quote:





    Originally Posted by detto da solid93 in una partita di kino der toten


    Niko ti nomino ufficialmente secchione della worst






    Quote:





    Originally Posted by Ogihci Shirosaki


    Finalmente cominci a ragionare come un vero scrittore! Bravo Niko! Ti meriti proprio un Bel 10 e lode!





    KURO TORNA PRESTO NOI TI ASPETTIAMO
    grazie mille a krona per la firma^^


  8.     Mi trovi su: Homepage #9093225
    Ottimo! Ecco la terza parte! Un pò lunghina.... così sono obbligato a trasformarlo in un 3/4... buona lettura!


    Prologo: Il Cavaliere e il Gatto, Parte III

    David Elric era un ragazzo alto circa un metro e ottanta, dalla corporatura snella e agile. Non era il massimo negli studi, ma almeno se la cavava egregiamente con la fisica. Sapeva muoversi benissimo, riuscendo in salti impossibili e compiendo in poco tempo grandi distanze. Così, dato le sue doti fisiche e gli occhi, molti cominciarono a scherzare etichettandolo più come ad un gatto che ad un essere umano.
    Infatti, David non solo aveva degli occhi color ambra, caratteristica felina, ma aveva anche degli scompigliati capelli castani ma quasi neri come la pece, facendolo assomigliare ad un vero e proprio gatto randagio.
    La notte ormai era padrona indiscussa di quel giorno e la luce del sole era soltanto un lontano ricordo che sarebbe tornato il giorno dopo. E come il sole se ne andò, così fece la gente del posto, creando una specie di città fantasma.
    David era ancora in giro nonostante l’ora, ma non era un problema dato che viveva da solo in un appartamento affittato. Gli piaceva camminare di notte, illuminato dalla luna e assaporando l’aria fresca di solitudine dell’ora.
    Non sapeva il perché, ma gli piaceva molto la solitudine diurna. Forse alla fine era diventato per davvero un gatto.
    Meow, pensò David sorridendo.
    L’aria fresca della notte gli riempiva i polmoni, quasi congelandoli, di una sensazione di freschezza e serenità: forse era quello il vero motivo della sua preferenza nella vita notturna.
    Continuò a camminare, alla ricerca di una strada da seguire o da percorrere, finché ad un tratto i piedi cominciarono a lamentarsi, suggerendogli di tornare a casa.
    Si stiracchiò e si sorprese quando aprì il cellulare per sapere che ore erano, scoprendo che ormai erano già la mezza passate e che aveva perso la cognizione del tempo. Cosa che di solito non gli succedeva mai.
    > commentò chiudendo gli occhi e girandosi su sé stesso, pronto a tornare a casa.
    Ad un tratto, un urlo attirò la sua attenzione, costringendolo ad alzare gli occhi al cielo alla ricerca di quel grido.
    Non veniva da troppo lontano data l'intensità e dal suono acuto, David giurò che si trattava di una donna. Non era la prima volta che nel cuore della notte delle sue passeggiate udiva urla simili, ma fino ad allora aveva sempre lasciato stare. Ma improvvisamente, David fu spinto da una strana forza e si lanciò al suo inseguimento.
    Velocemente, cominciò ad inseguire la voce: sapeva bene che come una vita nasceva in nove mesi, ci voleva un attimo per toglierla. Che si trattasse di uno stupratore o di un borsaiolo, prima o poi avrebbe ucciso la sua vittima. Lo facevano sempre, sopratutto in quella città.
    Continuò a correre finché le urla non si fecero più chiare, i bisbigli trasformarsi in parole e l'ansimare udibile come il pianto di un neonato.
    Ma c'era qualcosa di strano nella voce della donna supplichevole... sembrava quasi... metallica.
    Con passo veloce e felpato, il David curioso si avvicinò al vicolo e appoggiandosi al freddo muro di marmo, cominciò a muoversi lentamente verso lo spigolo dell'angolo, pronto a vedere senza essere visto, aguzzando sensi e udito.
    Fu sul punto di dare una migliore occhiata, ma ad un tratto qualcuno lo prese e lo trascinò violentemente all'ombra del vicolo, lontano da occhi indiscreti. David fu sul punto di gridare ma all'improvviso, qualcosa di appuntito si fermò sulla gola, zittendolo in un istante.
    > gli sussurrò minacciosamente un uomo imprimendo la punta del coltello sul pomo d' Adamo di David >
    Per un'attimo il ragazzo pensò di reagire, ma ormai si era lasciato alle spalle quel stile di vita.






  9.     Mi trovi su: Homepage #9093226
    :drool: Continua così, adoro i racconti di questo tipo...
    NULLA È REALE, TUTTO È LECITO!

    iL CLAN BLACK EMERALD CERCA GIOCATORI!!!
    SITO:http://emer.forumcommunity.net/

    ID PSN: FrankieAltair (che fantasia eh? XD)

    LE MIE RECENSIONI:
    1)Heavy Rain
    2)Assassin's Creed: Brotherhood
    3)Mass Effect 2

  Empty Heaven

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