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    Premessa
    Questa mia Fan Fiction nasce da una discussione avvenuta nel Tread Ufficiale di Dissidia 012. Durante la narrazione compariranno sia personaggi presenti in Dissidia (inclusi Cosmos e Chaos) che protagonisti dell'intera saga di Final Fantasy (più altri creati dal nulla appositamente per questo racconto). In caso vogliate dare la vostra opinione, farmi notare errori o offrire dei suggerimenti per i capitoli successivi siete liberi di farlo (senza insultare).

    Indice capitoli (basati sulle pagine del post)
    Introduzione, Cap 1-A, 1-B, 1-C, 1-D : Pagina 1
    Cap 2-A : pagina 2
    Cap 2-B, 2-C : pagina 3

    Introduzione (Contiene Spoiler di Final Fantasy V e Dissidia 012)
    La crepa, un luogo insidioso anche per il più forte e temerario degli avventurieri. Popolato da demoni e mostri di ogni epoca e dimensione, si dice sia il teatro di eterne battaglie ove solo la forza bruta e l'istinto di conservazione contano realmente qualcosa. In molti sono finiti in questo luogo desolato, alcuni per cercare fantomatici tesori celati al suo interno, altri per soddisfare la propria brama di sangue ed infine i più sfortunati vi si sono ritrovati per volontà altrui. Questo è il caso dello spadaccino Gilgamesh. Fedele vice dello stregone Ex-Death,
     a causa dei suoi continui fallimenti, fu spedito dal suo padrone nella crepa. In seguito, ricongiuntosi con il suo "prescelto" rivale, si sacrificò per quest'ultimo al fine di consentire a lui e ai suoi amici di porre fine al regno di terrore del mago. Gilgamesh tuttavia quel giorno non perì
    . Scampato alla morte, si rassegno al suo destino ed iniziò a vagare per mondi paralleli cercando, oltre alla via di casa, l'oggetto dei suoi desideri, la leggendaria spada Excalibur. Durante uno di questi viaggi capitò nel mondo governato dalle divinità Cosmos e Chaos.
    Per ironia della sorte, anche il suo rivale era finito in quel luogo ma, del guerriero in rosso, non fu in grado di ricordare neppure il nome. Sconfitto durante un duello contro la sua nemesi, Gilgamesh cercò disperatamente di sottrarsi alle leggi che lo vincolavano alla crepa, invano
    . Risucchiato nuovamente, verso quel mondo freddo e senza tempo che tanto odiava, sembrò delinearsi nella sua mente l'ennesimo scenario di fughe roccambolesce e di lotte per la sopravvivenza. Contrariamente alle aspettative, al posto del terreno duro, si aprì un portale esattamente sotto i suoi stessi piedi. Lo spadaccino, non volendo perdere quell'occasione si lanciò come una saetta verso il varco nella speranza che potesse condurlo, finalmente, al suo mondo d'origine
    Io sono...il GdRista!



    Gioco a: The King of fighters XIII (Badass), Legasista.
    Prossimo acquisto: Z.O.E HD Collection, Dead or Alive 5.
    Ho platinato: Hyperdimension Neptunia (25/4/2011) , Dynasty Warriors Gundam 3 (19/9/2011), Last Rebellion (8/5/2012), Tekken 6 (4/8/2012)


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    Capitolo 1-A: L'inizio

    Terminato il viaggio il guerriero venne, letteralmente, sputato dal portale come una palla di cannone, ritrovandosi, con la faccia piantata nel terreno.
    "Stupido varco dimensionale!" borbottò Gilgamesh cercando di liberarsi
    Frastornato dall'atterraggio poco confortevole ed affaticato ,dallo sforzo per estrarre il volto dal suolo, comincìò a vedere gli alberi attorno a lui girare vorticosamente, acquisendo sempre più velocità, fino a diventare un'immensa macchia verde rotante. Per quanto il suo fisico fosse ben allenato, il suo stomaco non riuscì a sopportare oltre quella tortura. Poco dopo, una putrida chiazza marrone si formò ai suoi piedi, sporcando i pantaloni e la punta dei suoi stivali.
    "Promemoria, mai prendere un'apertura dimensionale al volo" commentò cercando di ripulirsi come meglio poteva.
    Alcuni istanti più tardi delle macchie non vi era più traccia anche se il puzzo di rancido continuava a farsi sentire con insistenza.
    "Va bene, cerchiamo di capire innanzitutto ove sono finito" pensò ad alta voce
    Appena Gilgamesh, levò lo sguardo al cielo d'innanzi ai suoi occhi si erse maestosa una torre bianca come la neve, alta abbastanza da dare l'illusione di perforare la volta celeste. Quella costruzione gli fece raggelare il sangue.
    "Oh no! Non è possibile, sono finito ancora nel mondo di Cosmos e di Chaos!"urlò in preda alla disperazione, incurante del fatto che qualcuno potesse udirlo sbraitare.
    "Calmati Gilgamesh" pensò fra se e se "Ci deve essere una spiegazione a tutto ciò. Magari questo è solo un brutto sogno. Chissà, facendomi male, potrei risvegliarmi e scoprire di essere ancora nella crepa sanguinante e pieno di lividi! Vale la pena provare!"
    Con determinazione prese il coltello "trinciapolli" che teneva legato al fianco e destro e con forza lo conficcò violentemente dentro la sua mano sinistra. Negli attimi successivi al gesto, lo spadaccino comprese di aver commesso una grande idiozia. Dolorante e sanguinante per la ferita autoinflitta, il guerriero strappò un pezzo di stoffa rosso dal suo mantello. Con cura rimosse il coltello dalla mano per evitare che, durante l'estrazione, la lama si scheggiasse. In seguito, bagnò il tessuto con una fiala di Elisir e ,con delicatezza, lo avvolse intorno alla mano nonostante il contatto tra la medicina e la lacerazione provocasse un fastidioso bruciore.
    "Ok, non è un sogno!" sentenziò dopo aver rifoderato il coltello al suo posto "In ogni caso, non posso restare qui. Se i tirapiedi di cosmos, mi vedessero aggirarmi nel loro territorio, finirei per essere scambiato per una spia e verrei coinvolto, mio malgrado, nel conflitto. Devo trovare un intervallo temporale prima che uno dei due litiganti decida di usarmi come suo facchino di rinforzo!"
    Mentre terminava la frase alle sue spalle un'ombra cercò di trafiggerlo con una spada. Lo spadaccino in rosso, riuscì ad evitare per un soffio l'agguato rotolando in avanti. Per sua sfortuna, arrestò la sua corsa nello stesso punto in cui il suo stomaco lo aveva tradito,
    "Che schifo, sono finito ancora qui!" poi rivolto alla misteriosa figura "Hai una vaga idea di quanto ho impiegato a ripulirmi da questa brodaglia?! Ehi, stò parlando con te idiota!"
    La figura, somigliante ad un uomo ma fatta di un particolare cristallo violaceo, stringeva tra le mani una strana arma simile ad un revolver, ma con una lama incastonata all'estremità. Nonostante gli insulti ricevuti, quest'ultima, sembrò non curarsene assumendo, contrariamente alle aspettative, una posa difensiva d'attesa.
    "Fai il duro, va bene. Se ti credi tanto forte, vediamo se riesci a ribattere questa!"
    Dal fianco sinistro, estrasse una spada blu ,dalla lama molto sottile, attraversata da venature gialle molto simili a tuoni. Gilgamesh la afferò saldamente con entrambe le mani e , come un Behemoth impazzito, caricò il suo avversario con una tale velocità che quest'ultimo, a malapena, ebbe modo di accorgersi di essere stato tagliato in due. Con un urlo assordante la figura si disintegrò in migliaia di pezzi.
    "Così impari a sfidare il potente Gilgamesh, principiante!" affermò il guerriero rifoderando la spada.
    "Questo posto, comincia a mettermi ansia, meglio incamminarsi prima che cali la notte!"
    Senza una meta precisa, il guerriero in rosso, volse le spalle alla torre e si incamminò verso quello che, in lontananza, assomigliava ad un tempio in rovina.

    Note
    Il "Triciapolli è quel particolare coltello, presente in FFV, la cui forza aumenta in base al numero di fughe effettuate dal proprietario nell'arco del gioco. In Dissidia 012 viene rappresentato come un pugnale, la cui lama, ricorda la testa di un pollo.
    Aspetto di Gilgamesh
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    Capitolo 1-D: Il samurai

    Mentre il guerriero ed il cavaliere continuavano la loro conversazione, Yuna si destò. Vedere i due parlarsi, senza impugnare armi, fu motivo per lei di profonda gioia. Nonostante avesse cercato inizialmente di ucciderla, Gilgamesh si era dimostrato una brava persona capace di riportarle il buon umore nonostante le maniere poco cavalleresche. Quanto a Golbez, la summoner nutriva profonda ammirazione nei suoi rigurdi. Dopo la morte del padre, aveva aiutato suo zio Cid a trovare impiego, come progettista, presso i cantieri aeronavali reali, inoltre, aveva convinto Artemisia , amministratrice delle gilde dei maghi di Dissidia, ad accoglierla, gratuitamente, al fine di realizzare il suo sogno di divenire evocatrice.
    "Ben svegliata lady Yuna" disse il cavaliere rivolgendo uno sguardo alla donna
    "Buongiorno a voi Sir Golbez, come vi sentite oggi?"chiese lei preoccupata
    "Magnificamente mylady, ora che non sono più affetto da quell'incatisimo"
    "Incantesimo?!"
    "Parlo della magia Bersek. Come stavo per spiegare a messer Gilgamesh, l'ho usata per non provare dolore fisico. In questa zona i Manikins appaiono frequentemente, se avessi lasciato il mio cervello libero di agire, probabilmente, sarei già defunto da qualche settimana. Purtroppo non avevo considerato l'idea che, a lungo termine, potesse impedirmi di distinguere con chiarezza gli amici, dai nemici."rispose egli abbassando lo sguardo
    "Non dovete darvi colpa di quanto accaduto, non eravate cosciente."affermò la ragazza stringendo le mani del cavaliere.
    Mentre i due continuavano a parlare, l'uomo in rosso udì, dalla foresta l'avvicinarsi di un qualcosa di misterioso. Il mago in armatura, notando l'atteggiamento vigile dello spadaccino, pose dietro se la summoner preparandosi per una probabile battaglia. I timori dei due trovarono presto conferma. Dalla massa di alberi un varco di grandi dimensioni si aprì. Da questo una truppa di soldati cristallo arancioni, tutti aventi il fisico di un'uomo barbuto armato con un grosso spadone, uscì circondando rapidamente i tre.
    "Sembra che i bersagli per l'allenamento siano arrivati" commentò ironico Gilgamesh
    "Se permettete, vorrei occuparmi io di loro." ribatté Golbez scansando l'uomo in rosso "Blizzaga!"
    Alle parole di Golbez, dal terreno, lastre di ghiaccio infilzarono i cloni come spade. Dapprima rompendo il loro corpo poi, con l'aumentare del freddo, scavando sempre più in profondità fino a perforarli da parte a parte.
    "Impressionante" disse sbalordita la summoner
    "Vi ringrazio lady Yuna, le vostre parole riempiono il mio cuore d'orgoglio. Questo mio gesto, non potra mai ripagarvi pienamente del debito che ho nei vostri riguardi, pertanto, se avete un desiderio esprimetelo ed io lo esaudirò!"
    "In questo caso Sir Golbez" disse lei avvicinandosi all'uomo in armatura "Gradirei che accompagnaste me ed il qui presente Gilgamesh a Dissidia. Devo parlare urgentemente con sua divina eccellenza Cosmos e sua divina eccellenza Chaos!"
    "D'accordo. D'ora in poi sarò il vostro scudo e la vostra spada!" rispose flettendo il busto in segno di rispetto
    "Ehi, Casanova di latta, guarda laggiù!" gridò lo spadaccino
    Nel punto indicato da Gilgamesh i cloni avevano iniziato a rigenerarsi e moltiplicarsi. Adesso erano il doppio di prima. Dei tre fu l'evocatrice, questa volta, a prendere l'iniziativa. Dopo alcuni volteggi dell'asta, uno sciame di petali di cigliegio, apparsi dal nulla, si posizionò di fronte alla ragazza. In principio, in ordine sparso poi assumendo una forma sempre più delineata ed infine acquisendo l'aspetto vero e proprio di un guerriero samurai in abiti rossi e viola. Il samurai dopo aver guardato con attenzione il gruppo di nemici fece un cenno con le dita. Mentre il gruppo di nemici iniziò a correre verso il nuovo arrivato, nel terreno, si aprì un piccolo portale dal quale, poco dopo fuoriuscì un'arma simile per forma ed aspetto ad una katana. Dopo averla afferrata saldamente con la mano sinistra la sguainò. Gettato il fodero alle sue spalle, fendette con eleganza l'aria. Finita quella strana esibizione, i manikins si dissolsero senza lasciare alcun segno della loro presenza. Terminato il suo lavoro il samurai scomparve lasciando, al suo posto, uno biglietto. Incuriosito Gilgamesh lo raccolse. Sul pezzo di carta era riportato quanto segue:
    EVOCATRICE : Yuna
    TIPO DI LAVORO: Rimozione ostacoli
    NUMERO NEMICI ABBATTUTI: 20
    TEMPO: 00:00:09:698
    CONTO: 250 guil
    "Grazie per averlo raccolto. Ecco 200, 220, 240 e 250 guil!"
    Yuna adagiò nuovamente il biglietto a terra. Sopra vi posizionò, come a formare una colonna, 25 monete d'argento. Conclusa l'operazione, si allontanò.
    "Adesso che succede?!" chiesero il guerriero ed il cavaliere all'unisono
    "Osservate" rispose la summoner sorridendo
    Dopo aver picchiato con l'asta il terreno, apparve la mano del samurai che, con prepotenza, afferrò il biglietto ed i soldi lasciando a bocca aperta sia Golbez che lo spadaccino.
    "Dimmi Gilgamesh, nei tuoi viaggi hai mai visto qualcosa di simile?" domandò il primo
    "Onestamente, no!" affermò il secondo costernato."Tuttavia quel tizio, ha una gran bella spada!"
    Dopo essersi ripresi da quell'anomalo spettacolo i tre si rimisero in cammino. Dopo qualche ora giunsero nei pressi di una grotta. Qui, i tre, decisero di accamparsi per fare il punto della situazione in merito alle prossime tappe del loro itinerario.
    "Credo sarebbe opportuno passare per la catena dei monti Avalon. In questo modo arriveremo alla prima città, Belias, senza dover necessariamente passare per la dogana di piana delle tempeste." sentenziò il cavaliere indicando vari punti di una mappa
    "Per me va bene, voi cosa ne pensate Gilgamesh?" disse Yuna rivolgendosi all'uomo in rosso
    "Fate come volete voi, avete carta bianca!" ribatté lui sbadigliando


    Note: Capitolo dedicato ad una delle Summon più amate/odiate di Final Fantasy X, Yojimbo :D!
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    Capitolo 2-E: Dancing Mad
    Scrutando i presenti con aria di sufficienza, Kefka fece il suo ingresso sulla Hilda Garde. Assieme a lui salirono sull'imbarcazione altre tre persone. La prima era un pistolero,alto e magro, completamente vestito di blu. La seconda era una donna bionda, in abiti rosa, armata di un gigantesco ventaglio. La terza un omone basso e grasso , vestito di viola, equipaggiato con un enorme scudo. Kuja gli riconobbe, si trattava del trio LeBlanc, spietato gruppo di mercenari, di cui il clown si serviva in qualità di guardie del corpo. Golbez, nel vedere il quartetto venne colto da un'incontrollabile rabbia. L'arlecchino notando l'armatura nera tremante del cavaliere stampò sul suo viso un ghigno d'insana gioia.
    "Cosa abbiamo qui? Un cane? No,forse si tratta di un bambolotto!"
    Il mago non proferì parola limitandosi ad un assordante silenzio
    "Ah, adesso ricordo è quel musone di Golbez! Dimmi come stà Cecil? Ups, che imperdonabile lapsus, il poverino è morto! Certo, venire strangolato da una chioma fluente è veramente una fine ridicola per un cavaliere di Cosmos. Pensare che vi sono ancora degli idioti che piangono la sua tragica dipartita, uno così dovrebbe divenire il soggetto per una barzelletta."
    Anche questa volta il cavaliere tacque, mai come allora, il detto "il silenzio vale più di mille parole" risultava efficace applicato alla vita reale. Notando che i suoi sforzi per provocarlo risultavano vani, il generale folle, cambiò il suo obiettivo dirigendosi verso il suo pari.
    "Mi deludi Kuja, ancora non riesci a staccarti dal mantello del tuo maestro? Non c'é da stupirsi se il dio della discordia ha preferito lasciare questo lavoro a me!"
    Mentre quest'ultimo era intento a replicare il clown lo zittì, rivolgendo le sue attenzioni verso Yuna "Bene, vedo che il tuo ego è cresciuto parecchio se hai bisogno di una Cheerleader per incoraggiarti. Dimmi bambolina, come ti chiami?" chiese lui portandosi a pochi millimetri dal viso della summoner.
    "Sono Yuna, ex sacerdotessa di Cosmos e figlia del gran sacerdote Braska!" rispose lei cercando di evitarne lo sguardo maniaco
    "Guardami negli occhi quando ti parlo, mocciosa!"gridò lui afferandole il viso."Hai veramente un bel corpo, oltre che un bel faccino, mi sorprende che una come te abbia deciso di nascondersi ai miei occhi. Sai, sei ancora in tempo, potresti divenire la mia...sposa! Ah ah ah ah!"
    Intento a divertirsi, Kefka non si accorse di un coltello, a forma di gallo, che roteava in direzione della sua mano. L'oggetto, conficcandosi nel suo braccio lo fece ruggire di collera.
    "Ti hanno mai detto che hai una risata davvero fastidiosa?" domandò Gilgamesh al folle massaggiandosi il polso "Posso riavere indietro il mio coltello? E' un pezzo raro, non vorrei che il tuo sangue me ne ossidasse la lama!"
    "Tu, come osi colpirmi?! Sai chi sono io?!" replicò il clown furioso
    "No, e la cosa non m'interessa minimamente!" rispose l'uomo in rosso
    La tensione tra i due era palpabile. Kuja, per evitare che la lite sfociasse in un combattimento, si parò tra i due allontanando il folle dallo spadaccino, rendendo a quest'ultimo il suo pugnale.
    "Dunque Kefka, oltre che per insultare me ed i miei ospiti, per quale altro motivo dovremmo essere entusiasti della tua visita?"
    Quest'ultimo, sfoggiando un sorriso malefico, si ricompose e, schiarendosi la voce rispose alla domanda.
    "Per celebrare la mia vittoria naturalmente, oggi un duro colpo è stato inferto agli arcidemoni, Scarmiglione è morto!"
    Tutti rimasero ammutoliti da quella notizia, soltanto Golbez ebbe il coraggio di prendere la parola
    "Considerato che quanto affermi è improbabile, dato che quei mostri sono immortali, hai fatto esplodere un'intera città per annientare un'orda di Manikins?"
    "Proprio così, uno spettacolo affascinante. E' proprio vero, niente batte la dolce melodia di centinaia di anime che gridano all'unisono!"
    "E dove avresti condotto la popolazione?"
    "L'ho lasciata dentro la città. Gli arcidemoni non sono stupidi, avrebbero fiutato la trappola se non avessi lasciato qualche deliziosa esca per stimolare il loro appetito. Purtroppo ora il regno di Dissidia conta tremila anime in meno ma è il prezzo da pagare per vincere la guerra! Ah ah ah ah!"
    Quelle parole raggelarono il sangue dei soldati presenti. Molti provenivano proprio da Kaos. Sentire come, i loro famigliari, erano stati sfruttati dal generale, alla pari di semplici brandelli di carne, causò la disperazione della maggior parte di loro. Uno di questi, accecato dal dolore sguainò la spada e si lanciò contro Kefka reclamando giustizia.
    "Dannato Chaos! Dannata Cosmos! Dannato tu, demone malefico, che tu possa bruciare all'inferno!"
    I mercenari si pararono davanti al loro cliente, ma questi li allontanò volendo occuparsi del ribelle personalmente. Appena l'insorto fu a pochi passi dal clown, questi emise dalle mani una scarica di fulmini. Con precisione, le saette colpirono il bersaglio atterandolo sul pavimento. Nonostante il soldato fosse stato tramortito dalla violenta scossa, il suo aguzzino continuò a colpirlo con magie elettriche. Mentre l'uomo veniva torturato, le sue grida di sofferenza provocarono nel carnefice una inquietante euforia. Nauseato da quello spettacolo Kuja intervenne lanciando un incantesimo su Kefka.
    "Basta così. ha ricevuto la sua punizione ora smettila di tormentarlo!"
    "Ah ah ah ah ah!" rise l'arlecchino "Questo è il tuo difetto Kujettino. Sei troppo compassionevole, non sei portato per questo mestiere e presto anche Chaos se ne renderà conto, fidati! Io ho il fegato di uccidere. Uomini, donne, bambini, chiunque! Non esiterei ad uccidere anche Cosmos, se mi venisse richiesto."
    "Parole pesanti, per un semplice mortale Kefka! Dovresti stare attento a ciò che dici, qualcuno potrebbe decidere di accorciare la tua già breve esistenza. In ogni caso, fossi in te, non dormirei sogni tranquilli. E' vero, oggi tremila dei nostri connazionali sono tornati nell'aldilà, tuttavia, alcuni di essi potrebbero decidere di attenderti, piuttosto che di rinascere a nuova vita." replicò tagliente il cavaliere
    Tale ironia, non fu apprezzata dal generale folle il quale, visibilmente irritato, voltò le spalle ai presenti pronto a tornare sull'Invincibile. Questo non prima di ottenere la sua "vendetta" su colui che maggiormente l'aveva offeso durante quella visita, Golbez.
    "Che sbadato, stavo per dimenticarmene. Pare che il vostro compagno d'armi Sephiroth non se la stia passando bene di recente. Alcuni affermano di averlo visto mentre decapitava, a sangue freddo, il cavaliere Firion nei pressi di Ultima. Mi sembra che della sua condanna a morte, a Zeromus, sia stato incaricato un certo Gabri, Gabra...Ah ecco, Gabranth! Ho sentito che ha il tocco leggero, percui credo che il vostro amico non sentirà dolore...almeno credo Ah ah ah ah!"
    Con quell'informazione il clown rientrò nella sua nave, seguito dal resto della sua scorta. L'ammiraglia partì poco dopo diregendosi verso la città di Belias. Dalla rabbia, il mago in armatura tirò un pugno verso il bordo dell'imbarcazione.
    "Maledetto, ha fatto nominare inquisitore Gabranth! Mi duole chiedervi questo favore generale, potreste dirigervi subito verso Zeromus?" chiese egli al suo ex allievo
    "Non vi preoccupate, grazie al mio pari in grado, il mio incarico è fallito ancor prima di cominciare!" commentò amaro egli voltandosi, ancora una volta, verso le fumanti rovine di Kaos.
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    Capitolo 7-B: Amara Verità
    Il mattino seguente, l'aeroporto era in subbuglio. Il corpo senza vita, del paladino, era stato rinvenuto in un magazzino da alcuni operai addetti al carico e scarico delle merci. Le guardie cittadine avevano interrogato, fino al mezzo dì tutti i capitani dei vascelli attraccati, inclusa Faris. Omettendo l'incontro avvenuto la sera prima, la corsara affermò d'aver passato l'intera serata a festeggiare sottocoperta assieme al suo equipaggio. Tale versione, venne poi confermata sia dagli uomini in viola che da Balthier e Krona. Superato lo stressante interrogatorio, la piratessa sospirò soddisfatta. L'idea di visitare le prigioni, a causa d'un sorcio, non la entusiasmava minimamente. Data la lieta novella al gruppo, la Blackjack potè finalmente levare gli ormeggi. Durante l'attraversata, i cinque si riunirono ancora una volta negli alloggi del capitano questa volta, con il proposito di decifrare le prossime mosse del loro misterioso nemico.
    "Cecil, Firion, Cloud ed ora anche Vaan. Quattro dei tredici eletti assassinati. Vi è qualcosa che mi sfugge in questa drammatica catena d'eventi, il movente" affermò Golbez in una statuaria posa riflessiva
    "Mi dispiace per sir Vaan, se l'avessimo ospitato forse sarebbe ancora in vita"commentò triste Yuna
    "O, nella peggiore delle ipotesi, la mia nave sarebbe stata disintegrata dai quattro arcidiavoli al gran completo" sentenziò con crudele ironia la donna in nero
    "Come potete essere così egoista, un paladino di Cosmos è morto!" replicò irata la summoner
    "Secondo te, avrei dovuto rischiare la vita del mio equipaggio per salvare un cavaliere della dea?!"chiese furibonda la piratessa
    "Ciò è quanto afferma il credo di Cosmos!"rispose la ragazza arrossata dal furore
    "Gli dei non mi hanno mai aiutata nei momenti di necessità! Per quale ragione avrei dovuto accoglierlo qui?! Per carità?! Il mondo reale non funziona come quello divino! Se vuoi ottenere qualcosa devi guadagnartelo con la forza, agendo di prepotenza, senza mostrare pietà per alcuno!"
    "Quanto voi sostenete è disumano, lady Faris!" gridò scandalizzata l'evocatrice
    "Questa è la realtà della vita!"ribattè con freddezza ella
    La giovane, ormai fuori di sé, uscì dalla stanza sbattendo violentemente la porta. Gilgamesh, la seguì all'esterno per cercare di consolarla e calmarla. Quanto ai tre in nero, essi continuarono la loro discussione come se quella disputa non fosse mai avvenuta. L'uomo in rosso, trovò Yuna affacciata ai bordi dell'aeronave, in lacrime. Con passo lento ed insicuro le si avvicinò porgendole, timidamente, l'enorme mano sulla gracile spalla.
    "Ditemi Gilgamesh, reputate che il mio pensiero sia frutto solo d'illusioni?"domandò l'ex sacerdotessa
    Lo spadaccino prese del tempo prima di rispondere. Da un lato non poteva non dare ragione alla corsara. Dall'altro, veder soffrire la propria compagna, gli trasmetteva un forte disagio.
    "Non sono molto bravo con le parole, percui vi risponderò con onestà. Si. Purtroppo, nella maggior parte dei mondi che ho visitato, incluso il mio, persone subdole e senza scrupoli avevan fra le mani il destino degli altri. Ricordo che incontrai una regina, tanto brutta quanto perfida, che per soddisfare la propria ambizione, non esitò a sfruttare il potere degli esper per compiere abominevoli stragi."
    Il viso della ragazza si fece ancor più cupo. Pensava che l'amico fosse giunto per rasserenarla, invece, la stava obbligando ad aprire ancora di più i suoi occhi su un immagine della realtà che ella non apprezzava.
    "Volete forse dire che dovrei rassegnarmi a vivere in un mondo di tiranni ed egoisti?"
    "Gli dei, sono tiranni ed egoisti, noi, non siamo che misere copie." sospirò Gilgamesh "Fortunatamente, a differenza loro, noi conosciamo anche il significato della parola "altruismo". Ciò per merito di persone, dai solidi principi, che vivono seguendo il loro credo, piuttosto che le loro più oscure ambizioni. Esattamente come te Yunie!"
    Quelle parole furono per lei un toccasana per l'anima. Si era ricreduta, ancora volta il guerriero le era stato vicino. Nella sua mente ora non era più un amico, ma una sorta di...fratello maggiore. Per ricompensarlo, del suo sostegno, questa volta, pensò a qualcosa di diverso da un semplice grazie. Il premio da lei scelto, fu, un innocente, bacio sulla guancia. Dopo l'insolito gesto di gratitudine, il volto dell'uomo in rosso venne tinto dai colori del fuoco, tanto che, risultò difficile, in quel momento, distinguerlo dal resto dei suoi abiti. Tornati, entrambi, negli alloggi di Faris, Yuna si scusò per l'infantile ed eccessivo attacco d'ira. La corsara, ,spronata dalle truci occhiate di Golbez, accettò le scuse chiedendo ammenda ai presenti per il comportamento tenuto nei confronti della sua compagna di viaggio. Riappacificati gli animi, il mago in armatura, potè annunciare un'importante scoperta effettuata durante la sua lunga meditazione.
    "Credo d'aver finalmente capito per quale ragione, il maestro, stà uccidendo senza esitazione ogni paladino sul suo cammino" esclamò schiarendosi poi la voce "Egli o Ella, vuole ottenere i cristalli dell'avvenire!"
    Nessuno sembrò sorpreso di quella rivelazione. Soltanto Sephiroth stava cercando ,negli archivi della sua memoria, ove avesse udito quel tipo di gemma in precedenza. L'incessante battito delle sue dita, sul tavolo, provocò il nervosismo della donna pirata. Sembrò eterno, il tempo scandito da quel suono. Alla fine l'uomo dai capelli d'argento realizzò la verità.
    "Bene, così quel folle ha intenzione di liberare Shinryu!" commentò con tetra ironia
    La summoner, dallo spavento portò le mani alla bocca
    "Il dragone dell'apocalisse?! Non capisco, in che modo i cristalli possono donargli la libertà?" domandò lei confusa
    "In tempi remoti, i primi membri del tredecim, furono costretti ad affrontare una grave crisi. Un drago, dal potere pari ad un dio, entrò nel nostro universo, attraverso un varco dimensione della Crepa. La creatura era ferita, eppure, la sua potenza distruttiva era inarrestabile. Grazie alle conoscenze meccaniche ed alchemiche, fu creata un'arma per tenergli testa, Omega. Questa non durò che una manciata di secondi. I tredici guerrieri, non potendo affrontarlo direttamente, aprofittarono di un suo attimo di riposo e, assimilando le anime di tutte le vittime del mostro, divennero cristallo. Mia madre, Jenova, mi raccontò che il potere da essi sprigionato fu sufficente per confinarlo nel Void ove, a causa della mancanza del tempo, il suo sonno sarebbe divenuto eterno. Credo che il nostro avversario, stia tendando di ripetere, all'inverso, il medesimo procedimento." rispose l'angelo e aggiunse "Tuttavia, ignoravo fossero stati riposti all'interno degli attuali cavalieri. In che modo sei arrivato a questa conclusione, Golbez?"
    "Non ha importanza." affermò il mago spazientito "Per loro stessa natura le gemme sono affiliate all'elemento luce. Per liberare la creatura, il maestro, dovrebbe invertirne l'attributo, convertendoli all'oscurità. Mi chiedo come abbia in mente di superare questo ostacolo."
    Ad un certo punto, Balthier irruppe negli alloggi. Il suo sguardo era fisso nel vuoto mentre il suo viso, paralizzato nei movimenti. La capitana pretese spiegazioni per quell'interruzione
    "Capitan Faris, sono lieto d'informarvi che siamo giunti a destinazione. Purtroppo, proprio sotto di noi, un'armata di manikins ci stà bersagliando con armi e magie. Alcuni si stanno organizzando per abbordare la nave!"
    "Balthier, razza d'idiota, quanto intendevi aspettare prima di darmi questa notizia?! Ordina a Krona di portarsi più in alto!" urlò Faris "Appena siamo allineati con i bersagli, attiva i cannoni! Ho intenzione di far tabula rasa di quei pupazzi!"
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    Capitolo 8-A: Confessioni
    Ad allietare quella situazione, di per sé critica, vi fu la guargione di Faris che, per merito delle conoscenze mediche di Balthier e magiche di Yuna poté, in meno di ventiquattro ore tornare a governare la sua nave con fierezza. Nella sua mente, continuava a ripensare all'incontro con Kefka. In parte era turbata, dalle rivelazioni del clown su sua madre. Ella, infatti, aveva sempre pensato che suo padre fosse un mercante e, per tale ragione, egli non riuscisse mai a far loro visita. Venire a conoscenza della verità, da un essere tanto ripugnante, causò in lei una sofferenza ancor meno sopportabile. D'altra parte, i sensi di colpa, per non essere riuscita a vendicare la propria genitrice, le stavano logorando lo spirito. Nel mentre in cui era assorta in queste riflessioni una mano, guantata, le si poggiò sulla spalla provocandole uno strano brivido lungo tutta la schiena. Voltandosi vide che essa apparteneva a Sephiroth. Con un lieve imbarazzo, la piratessa, scrollò l'arto da sé suscitando la curiosità del suo compagno di viaggio.
    "Per il futuro, gradirei che non usassi, la mia figura, come poggia mani, mentre stò navigando. Potresti deconcentrarmi e farmi sbagliare rotta!" disse la donna bruscamente
    "Volevo solo controllare le tue condizioni di salute. Forse, avresti bisogno d'un altro giorno di riposo"replicò l'angelo
    A tale risposta, la malizia emerse dallo sguardo della corsara.
    "Sai, se tu non fossi un assassino dal cuore di ghiaccio, inizierei ad illudermi che tu possa provare qualcosa nei miei riguardi."affermò lei scrutando, con la coda dell'occhio, le reazioni di lui
    "Il mio è solo cameritismo."rispose egli voltandosi di spalle "Per una donna è facile, confondere questo sentimento con altri più inutili."
    L'uomo s'allontanò recandosi nei suoi alloggi. La capitana, dopo averlo osservato per qualche istante, rise fra sé e sé.
    "Potrà anche sembrare un adulto, ma ha il cuore d' un marmocchio" pensò la donna volgendo l'attenzione all'orizzonte.
    Qualche ora più tardi, Faris abbandonò la postazione di comando lasciando il timone nelle mani di uno dei suoi uomini. Nel procedere verso la "taverna" della nave, ella passò nei dintorni della sala d'addestramento. Al suo interno Gilgamesh e l'uomo in nero, si stavano duramente allenando, con ogni probabilità, in previsione di spiacevoli incontri con i quattro arcidiavoli. Il contrasto tra lo stile brutale del primo e quello tecnico del secondo la ipnotizzò per diversi minuti. Dentro di se nutriva una certa invidia, nei confronti del guerriero in rosso ma, ella, era troppo orgogliosa e fiera per ammetterlo. Con visibile nervosismo, giunse al bancone del "bar" ove, a pochi sgabelli di distanza, era seduto anche Golbez, incredibilmente, privo di elmo.
    "Vedo che vi siete ripresa piuttosto bene, capitana Faris" sentenziò egli mirando il contenuto del suo bicchiere
    "Una lama di ghiaccio, non può certo uccidermi. Nella mia vita, ben altre cose mi hanno fatto temere la morte!" commentò lei indicando al barista una bottiglia di color blu mare
    "Una di queste erano le Red Wing?" domandò sarcastico il mago
    "Senza offesa ma, un mio uomo, guida decisamente meglio di venti soldati ben addestrati"ribatté ironica la donna.
    "Capisco" disse egli sorseggiando un ignoto liquido "Ad ogni modo, vorrei ringraziarvi per la vostra disponibilità. Avreste potuto abbandonarci, a Zalera, con l'inganno ,invece, avete persino rischiato l'incolumità del vostro equipaggio per aiutarci nella nostra missione. Ditemi, cosa vi spinge a farlo?"
    La piratessa versò il contenuto della bottiglia, un forte rum, nel suo calice. Dopo aver bevuto, d'un fiato l'alcolico, ripese la parola
    "Mentirei, se vi dicessi che tengo fede a quella stupida promessa fatta a Gilgamesh." affermò sorridendo "In verità, non ho una risposta a questo quesito. Le motivazioni possono essere tante: noia, sete d'avventura, desiderio di pace o anche pazzia. In questo momento, potrei persino rispondervi, vendetta."aggiunse versando dell'altro rum.
    "Non posso non dire di condividere il vostro pensiero, d'altro canto, vi invito a desistere da questo proposito. La rabbia che ora provate, presto muterà in odio. L'odio, come il suo opposto amore, non può essere in alcun modo controllato né dagli dei né, soprattutto, dai mortali. Accettate, il mio ipocrita consiglio, dimenticate Kefka, vivete nel presente e nel futuro ed evitate di divenire l'ombra di voi stessa."sentenziò il cavaliere con lo sguardo basso
    "Parlate come se dovessi divenire una sorta di mostro! Ho privato della sua inutile esistenza Walzer, posso fare lo stesso con quel damerino, senza provare alcun senso di colpa!" urlò ella picchiando con forza il pugno sul legno.
    "Non ne dubito. D'altro canto, se doveste fallire, sapete a cosa andreste incontro?" chiese egli
    "Morte?!" domandò lei perplessa.
    "Purtroppo non è quello il destino di coloro consumati dal rancore" sospirò Golbez "Guardatemi per un istante negli occhi e forse capirete"
    Come suggerito dal mago in armatura, Faris, specchiò il proprio viso nei suoi bulbi oculari. Era una scena imbarazzante da vedersi, i due restarono faccia a faccia, immobili come statue, per secondi lunghi come ore. D'un tratto, il bianco che contornava l'iride divenne nero. Il blu di quest'ultima, divenne giallo. Le venature che lo coronavano verdi. La pupilla scura, si fece bianca come la neve. La corsara, cadde dallo sgabello visibilmente spaventata.
    "Per l'amor di Cosmos, allora voi siete..."balbettò ella indicandolo
    "Esatto, sono un non-trapassato." concluse il mago "Quando Cecil morì, provai a vendicarlo. Dopo aver fallito, l'odio mi ricondusse nella landa dei vivi, ove vivo la mia esistenza come un mostro tra gli uomini. Capitana Faris, leggo la rabbia nel vostro animo. Io non posso decidere come voi dobbiate vivere la vostra vita, stà a voi scegliere se accettare o meno il mio invito."
    Dopo quelle tombali parole, l'uomo in armatura nera tornò dal resto dei suoi compagni. La bucaniera, decisa a rimuovere dalla sua testa, quell'agghiacciante immagine, bevve l'intera bottiglia blu, addormentandosi, qualche sorso più tardi, sul bancone della taverna. Il mattino seguente, svegliatasi con un forte mal di testa e con atroci dolori alla schiena, vide, giungendo sul ponte della nave, la torre bianca emblema della città di Zodiark. Lo scenario, questa volta, era assai diverso dal solito. Dragoni giganti ed aeronavi ne sorvolavano la sommità abbattendo, senza alcuna pietà sciami, d'oggetti luminosi, sulla loro traiettoria di fuoco. Osservandoli con un binocolo, gli sciami si rivelarono essere svariate migliaia di Manikins. Il gruppo ammirò con glaciale silenzio quel surreale spettacolo. Ormai l'atto finale, della battaglia contro gli arcidiavoli, era appena iniziato.
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    Capitolo 10-B: Il demone senza amore
    Nonostante la preoccupazione per Gilgamesh, Nube Oscura esortò il gruppo a non voltarsi e a procedere nella loro marcia verso la sala del trono del Maestro. Nel loro avanzare, Faris, notò in Sephiroth evidenti segni di nervosismo. Interessata a scoprirne la causa ella s'arrestò per consentire al compagno di raggiungerla.
    "La tua faccia, non è mutata d'espressione da quando abbiamo lasciato ,Gilgamesh, in compagnia di Ninetails. Cosa turba i tuoi pensieri?" chiese ella con apprensione
    "Ripensavo ad alcuni dettagli delle morti di Sir Firion e di Sir Vaan." rispose l'uomo "Il primo è stato decapitato mentre il secondo è stato ucciso dall'alto e attaccato alle spalle."
    "Non vedo cosa vi sia di anomalo, inoltre, conosciamo il responsabile di quelle uccisioni. Dunque non riesco a capire perchè tu ti stia crucciando in questo modo" replicò la corsara
    "Cinque anni fa, su quest'isola, io combattei i miei vecchi amici Zack ed Angeal. Il primo lo decapitai mentre il secondo lo colpì mortalmente alle spalle, dopo essermi calato dall'alto." dichiarò l'altro "Noi conosciamo solo il mandante ma, chi ha compiuto il gesto, fino ad ora è sempre rimasto anonimo." e aggiunse "Penso che tale particolare metodo d'assassinio, non possa essere stato opera d'un omicida creativo, quanto di una persona, che era con me durante il periodo della guerra di Jenova ed, escludendo Cloud, l'unico rimasto è Genesis."
    "Quando la guerra delle bestie porterà la fine del mondo, la dea scenderà dal cielo. Ali di luce e oscurità si dispiegheranno. Ella ci guiderà verso la felicità, il suo dono eterno." disse una voce maschile alle loro spalle
    Voltandosi, il quintetto, vide un giovane dai capelli color fuoco e dal cappotto di pelle rossa, intento nel leggere alcuni passi d'un libro. Mentre la squadra vi vide uno sconosciuto, l'angelo vi riconobbe l'antico alleato.
    "Se non sbaglio i versi che avete citato, sono tratti dall'opera Loveless" sentenziò Kuja "Peccato che voi non offriate il giusto pathos all'interpretazione. Un testo così sublime, rovinato da una recitazione tanto scadente."
    "Vorreste forse affermare, generale, d'essere un interprete migliore?"domandò irritato l'estraneo
    "Contrariamente a voi, non m'improvviso attore, nella speranza d'esser notato nella vasta oscurità dell'universo. Mi limito a cedere il mio corpo e la mia voce alla musa dell'arte, affinchè, ella possa portar gioia o commozione, nelle menti e nei cuori di chi m'ascolta!" commentò l'ufficiale
    Da parte del nuovo arrivato non vi fu alcun tentativo di replica. Le parole del rivale teatrale l'avevano ammutolito e, in parte, offeso. Solo la presenza dell'uomo in nero, riuscì a distrarlo da quella poetica disputa. Percependo gli occhi dell'ex-compagno su di sé, il maestro di spada, chiese alla matrona d'allontarsi. Intuendo le ragioni del prescelto, ella acconsentì avanzando verso nord. Rimasti soli, i due s'osservarono per qualche minuto. Sul volto di Genesis, v'era dipinta la soddisfazione. In quello dell'altro rabbia.
    "Devo farti i miei complimenti Sephiroth, hai davvero dei compagni leali" sostenne l'uomo dalla chioma fiammeggiante
    "I tuoi giudizi, non m'interessano" tuonò il secondo imbracciando Masamune "Piuttosto, esigo una spiegazione, per quale ragione hai deciso di schierarti con Ozma?!"
    A quel quesito seguì una risata maniacale, da parte del componente delle lame di lupo. Puntando l'indice verso il guerriero di Cosmos, riprese la parola.
    "Tu, sei l'antagonista della mia storia." rispose egli "Lo sei sempre stato, fin dai tempi in cui vivevamo nella landa promessa!"
    "Eri anche tu un eretico?" chiese perplesso l'uomo dalla chioma argentea
    "Molto più d'un semplice eretico." affermò l'altro " Ero il figlio naturale della matrona stessa, Jenova!" e aggiunse "Sai l'amavo molto, come solo un figlio può amare il proprio genitore. Tuttavia, una sera, ella mi convocò nel suo santuario affermando d'aver trovato un altro bambino degno del suo affetto. Tu! Inizialmente, seppur perplesso, fui felice di quella notizia, inquanto, m'illusi d'aver finalmente trovato un fratello col quale condividere la mia infanzia. Invece, lei decise d'allontanarmi sostenendo che, il mio basso potenziale, fosse indegno dell'erede di una regina. Quel giorno, imparai a disprezzarti Sephiroth."
    Sconcertato dalla rivelazione, l'ex-mercanario s'ammutoli. Nel frattempo, ogni fibra del suo corpo, iniziò a tremare destando nella , ormai accertata, nemesi attesa per una brutale e violenta reazione. Contrariamente alle sue aspettative, il fratellastro si calmò, riprendendo la parola.
    "Dovrei dispiacermi per questo? Dovrei sentirmi in colpa per averti condannato ad un esistenza nelle ombre? Mi fai solo pena. Hai sprecato vent'anni della tua vita assumendo le sembianze d'un'altra persona, meditando su come infliggermi sempre più dolore e cos'hai ottenuto in cambio di questo sacrificio? Una vuota esistenza, ecco la risposta!" ribatté l'angelo guardandolo intensamente negli occhi
    "Stolto fratello!" rise egli "Grazie a questo sacrificio, ora dispongo della forza in grado d'eclissare la tua stella!"
    Dalla spalla sinistra dell'uomo, un'ala nera si materializzò. Differentemente, da quella di Sephiroth, questa aveva la parvenza di pipistrello. Quest'ultimo, in risposta all'evento, spiegò la propria udendo l'avvicinarsi del vento della battaglia. Di fronte l'uno all'altro, il demone e l'angelo attesero, con nervosismo, l'apertura d'una breccia nella difesa dell'avversario. In un oceano di scintille, il rapier e la katana, furono vibrate con sincronia. Il suono prodotto ,dalle due armi, ricordò quello d'una delicata arpa. Per quanto fosse forte la volontà dei due di prevalere nessuno riuscì a ledere, il corpo del rivale. Equivalenti nella potenza fisica, come nella velocità, sembrò che il loro duello dovesse durare in eterno.
    "Dimmi Genesis, provi soddisfazione in questo momento?" chiese il prescelto deviando un affondo del rapier
    "Non hai idea di quante notti ho sognato questa scena. Finalmente, prevvarrà la giustizia! Io diverrò l'eroe di questo racconto!" rispose egli infierendo sulla difesa nemica e aggiunse "Appena tu scomparirai, assieme a te, svaniranno coloro che t'hanno amato ed il Maestro. Gli dei saranno costretti a riconoscere il mio valore ed io, finalmente, potro eleggermi a baluardo dell'umanità intera!"
    "Adesso comprendo tutto!" gridò l'uomo in nero allontando il fratello "Dunque, vorresti realizzare l'utopia di nostra madre: un mondo libero dalla tirannia degli dei. Pensi davvero che Cosmos e Chaos siano tanto ingenui da cader vittima delle tue macchinazioni? Non saranno più omniscenti, in compenso, riescono a leggere,nitidamente, i segreti più oscuri d'un anima." e proseguendo, commentò amaro "Ho sempre pensato che, la nomina di Cloud, a paladino fosse stata frutto d'un elaborata cospirazione. In verità, gli dei scelsero un pupazzo che, potesse salvaguardarli, dalla tua presenza all'interno del tredecim."
    "Poco importa" urlò minaccioso il giovane "Reggendo fra le mie mani, il capo di Ozma, la gente comincerà a seguire il mio esempio ed assieme deporremo il divino duo, ponendo le basi per un mondo libero governato da soli mortali!"
    "Un sogno magnifico, purtroppo, tu sei la prova vivente che questa fantasia non potrà mai avverarsi." dichiarò solenne il maestro di spada "Parli di concetti profondi come libertà e giustizia, tuttavia, hai consumato un quinto della tua vita inseguendo un infantile e distruttivo ideale come la vendetta. Golbez, era molto simile a te, d'altro canto, fra voi vi é una macroscopica differenza. Egli era un uomo adulto, capace d'agire e pensare con la propria mente. Tu sei un parassita, che esiste assimilando gli aspetti, più significativi, delle altrui personalità." e allontanandosi concluse "Lottare con te, equivarrebbe a sprecare utili forze. Mi dirigo verso la tana del Maestro. Se vorrai aiutarci, io ed i miei compagni sapremo ripagare ,degnamente, i tuoi sforzi."
    "Non ho bisogno, della tua pietà! Io, sono il buono qui!!!" ruggì ,il vero figlio di Jenova, correndo verso il suo antagonista
    Un sibilo, si diffuse per l'aria, simile ad un sospiro, ma più acuto. Accanto alla lama insanguinata di Masamune v'era il corpo di Genesis, poco distante la sua testa pietrificata nello sgomento. Raccolta la spada vermilia, s'accorse che il marchio, sulla mano sinistra aveva cambiato nuovamente colore, accendendosi di tinte violacee. Disgustato, dal quel legame col proprio passato, egli prese lo stocco e, dopo averlo arroventato, con ferma decisione la mozzò. Nonostante, il dolore intenso, il desiderio di soccorrere, i propri compagni, l'aiutò a trascinarsi verso la meta prestabilita.
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    Capitolo Finale parte B: Infinity
    Il dragone dell'apocalisse, con questa etichetta era passato alla storia Shinryu. Tanti scrittori ne avevano elogiato, con minuziosa precisione, il corpo. Servendosi di prolisse, quanto inutili, descrizioni ne avevano esaltato le virtù trasformandolo in una creatura "regale", degna del confronto, con eroi leggendari. In pochi, tuttavia, avevano avuto il coraggio d'approfondirne la reale natura. Alcuni videro, in questi, un animale disorientato. Altri, un demone privo d'alcuna pietà. Persino i prescelti riscontravano difficoltà a comprenderne le intenzioni. L'astio del mostro, infatti, era rivolto sia al visionario dio che alle sue nemesi.
    "Shinryu!" urlò il caduto d'innanzi al sanguigno occhio della belva "E' per noi fonte d'inesauribile gioia, assistere alla tua rinascita. Tu fosti fatto schiavo dai mortali, quest'oggi avrai la tua vendetta. Insieme epureremo questo mondo dalle emozioni, governandolo come un solo, unico ed assoluto dio!"
    Tale proclama sconcertò i presenti. Nube Oscura, meglio degli altri, aveva realizzato il folle proposito del Maestro. Nei suoi occhi era possibile leggere la vera paura.
    "Sei forse impazzito Ozma?! Neppure gli dei furono in grado, combinando le loro forze, d'assoggiattare un essere tanto pericoloso! Come puoi essere tanto arrogante, da credere di riuscire in un'impresa fallita dai tuoi stessi simili?!" domandò la matrona irata
    "Cosmos e Chaos erano disarmati all'epoca" commentò la divinità "L'essenza dei quattro caotici, unita all'infinita energia dei cristalli del Tredecim, consentirà al nostro corpo di sottomettere l'armaggeddon al nostro volere! Dalla nostra unione, nascerà il salvatore. Egli non sarà nè Ozma nè Shinryu, sarà una divinità superiore, capace di riunire dentro se Ordine, Caos, Armonia e Discordia. Egli sarà infinito, come l'universo stesso!"
    Durante la discussione tra i due, Gilgamesh, seppur intimorito, osservò con perplessità il comportamento del drago. Contrariamente alle aspettative, questi era immobile come se nutrisse interesse per quel discorso tanto farneticante. A destar maggior sorpresa fu la reazione successiva, alle parole dell'antico dio. Quest'ultimo, infatti, venne afferrato dal leggendario rettile e scagliato, violentemente, contro alcune delle colonne del tempio. Successivamente al gesto, un potente ruggito riecheggiò per la sala del trono.
    "Vile bestia, benchè le tue esigue forze a fatica ti sorreggano, osi negare con fermezza la nostra utopia?!" chiese il Dimenticato accecato dalla disperazione "In ere passate avremmo potuto desistere, dal coinvolgerti nelle nostre ambizioni. Purtroppo, non c'é più concesso d'indugiare. Il cambiamento deve essere attuato ora! Prima che i mortali, diventino consapevoli della propria forza interiore! T'imploriamo, concedici la tua forza affinche il nostro sogno si concretizzi!"
    Irritato da quella supplica, Shinryu, scatenò tutta la propria aggressività contro l'insolente essere superiore. Serrandolo fra le abnormi fauci, questi, volò all'esterno dell'edificio sfondandone, con una testata, il soffitto. La lotta, quindi, proseguì in cielo. A causa dell'elevata altezza e della radiosa luce solare, non fu possibile per i predestinati, osservare quel titanico scontro. Furono in grado, invece, di percepirne la brutalità grazie alle ripetute scosse telluriche da cui l'isola era colpita, generate, dal violento impatto dei colpi dei due sfidanti. Uno spettacolo terrificante, degno del drago dell'armaggeddon. Mentre i minuti trascorrevano inesorabili, un dubbio cominciò a serpeggiare nel gruppo di mortali: se Ozma fosse morto, chi avrebbe potuto impedire una seconda ascesa della bestia? Neppure la suprema volontà, avrebbe potuto rispondere a tale quesito. D'un tratto un boato, potente quanto una tempesta, squarciò la volta celeste tinta dei roventi colori del tramonto. Un corpo percipitò dall'alto schiantandosi drammaticamente al suolo, come un angelo a cui erano appena state strappate le ali. Questi, era il loro antagonista ,ormai privo, del calore della vita. Tempo per commentarne la dipartita, non ve ne fu. Il demone-drago si parò nuovamente d'innanzi agli sguardi ,spenti d'ogni speranza, degli eroi. Un cupo epilogo si prospettava per essi, mentre, il loro antico avversario tornava, sconfitto, nell'abisso del flusso vitale. Come a Zodiark, si sentirono impotenti. Mentre gli altri, in silenzio, attendevano la loro esecuzione, il guerriero in rosso, sfoderò le spade. In un impeto di follia e disperazione, attaccò l'apocalittica entità, colpendola, laddove la pelle squamosa era più esposta. Fu uno sforzo vano. Emettendo aria dalle narici, questa, respinse l'assalto dell'insetto scarlatto facendolo cozzare contro i suoi stessi compagni. Per tre volte, la sequenza si ripeté e per altrettante, l'aggredito, riuscì ad allontanare da sé l'insistente demone.
    "Scommetto che in questo momento stai ridendo, non è così Shinryu?!" chiese Gilgamesh furibondo "Odio voi stupidi draghi, dal primo all'ultimo! Se solo Zantetsuken si degnasse di funzionare, non tergiverseresti così a lungo! Sicuramente, sei la creatura squamata più disonorevole ed infida che abbia mai avuto modo d'affrontare!"
    Ignorando le minacce del proprio avversario il mostro, per mezzo della coda, lo strinse in una micidiale morsa. A rendere più dolorosa l'esperienza furono le squame cristalline che, a causa della loro durezza, finirono per conficcarsi, come pugnali, nelle carni della vittima. Queste, unite alla spaventosa potenza della creatura, si trasformarono in un micidiale strumento di tortura. Nonostante le urla strazianti, nessuno del rimanente quintetto, ebbe la forza d'animo necessaria a soccorrere l'alleato in difficoltà. Sebbene, quest'ultimo, potesse comprendere il terrore di costoro, il pensiero d'esser stato tradito, stuzzicò, per diversi istanti, le sue piccole celluline grige. Allo stremo, egli osservò ancora una volta i suoi amici, fermi come statue. In seguito, essi sparirono, sostituiti, dal velo oscuro del buio. Poi vi furono rumori indistinti. Infine i sensi, l'abbandonarono completamente. Lo spadaccino, non seppe mai per quanto tempo egli fosse rimasto svenuto, tuttavia, al suo risveglio vide il volto di Yuna solcato dalle lacrime.
    "Gilgamesh, siete sveglio finalmente." affermò lei abbracciandolo con forza
    "Ouch!" gridò lui "Fai attenzione Yunie, ho ancora gli stuzzicadenti di quella bestiaccia conficcati nella schiena!" e ruotando il volto domandò "Dove sono gli altri?"
    "Stanno combattendo contro Shinryu. Vedendovi in difficoltà, sir Sephiroth ha adoperato Masamune per tagliare la coda del dragone, liberandovi. Nello stesso istante, Nube Oscura e Kuja l'hanno allontanato per consentirmi di guarirvi propiamente!" dichiaro l'ex-sacerdotessa
    "Vado ad unirmi alla festa" ribatté l'uomo facendo leva su Excalipoor "Io e quel drago non abbiamo ancora finito di discutere!"
    Sorretto dall'evocatrice, il combattente, raggiunse il campo di battaglia. Pur essendo solo, contro tre avversari, la creatura leggendaria sapeva anticipare ogni tecnica sfruttando l'intera superficie del suo organismo come un' inespugnabile fortezza vivente. Nel climax della contesa, questa, decise di porre fine alla disputa sbattendo con violenza le proprie ali, generando, un piccolo tifone. Storditi dall'onda d'urto, erano completamente alla mercé della loro nemesi. Un inatteso prodigio, li salvò da una fine ormai scritta. Un fascio di lunioli particolarmente vasto, penetrò nelle ferite dell'animale causandogli un'insopportabile sofferenza interiore. Come un veleno, questi lo pietrificarono lasciando meravigliati i sei prescelti. Ben presto, tale stupore, divenne orrore. Dalla carcassa "marmorizzata" emerse, maestoso, un nuovo essere.
    "Ave a voi mortali!" esclamò egli aprendo lentamente gli occhi rossi e celesti "Noi siamo Infinity, il vostro salvatore!"
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    NinetailsCapitolo 1-A: L'inizio

    Terminato il viaggio il guerriero venne, letteralmente, sputato dal portale come una palla di cannone, ritrovandosi, con la faccia piantata nel terreno.
    "Stupido varco dimensionale!" borbottò Gilgamesh cercando di liberarsi
    Frastornato dall'atterraggio poco confortevole ed affaticato ,dallo sforzo per estrarre il volto dal suolo, comincìò a vedere gli alberi attorno a lui girare vorticosamente, acquisendo sempre più velocità, fino a diventare un'immensa macchia verde rotante. Per quanto il suo fisico fosse ben allenato, il suo stomaco non riuscì a sopportare oltre quella tortura. Poco dopo, una putrida chiazza marrone si formò ai suoi piedi, sporcando i pantaloni e la punta dei suoi stivali.
    "Promemoria, mai prendere un'apertura dimensionale al volo" commentò cercando di ripulirsi come meglio poteva.
    Alcuni istanti più tardi delle macchie non vi era più traccia anche se il puzzo di rancido continuava a farsi sentire con insistenza.
    "Va bene, cerchiamo di capire innanzitutto ove sono finito" pensò ad alta voce
    Appena Gilgamesh, levò lo sguardo al cielo d'innanzi ai suoi occhi si erse maestosa una torre bianca come la neve, alta abbastanza da dare l'illusione di perforare la volta celeste. Quella costruzione gli fece raggelare il sangue.
    "Oh no! Non è possibile, sono finito ancora nel mondo di Cosmos e di Chaos!"urlò in preda alla disperazione, incurante del fatto che qualcuno potesse udirlo sbraitare.
    "Calmati Gilgamesh" pensò fra se e se "Ci deve essere una spiegazione a tutto ciò. Magari questo è solo un brutto sogno. Chissà, facendomi male, potrei risvegliarmi e scoprire di essere ancora nella crepa sanguinante e pieno di lividi! Vale la pena provare!"
    Con determinazione prese il coltello "trinciapolli" che teneva legato al fianco e destro e con forza lo conficcò violentemente dentro la sua mano sinistra. Negli attimi successivi al gesto, lo spadaccino comprese di aver commesso una grande idiozia. Dolorante e sanguinante per la ferita autoinflitta, il guerriero strappò un pezzo di stoffa rosso dal suo mantello. Con cura rimosse il coltello dalla mano per evitare che, durante l'estrazione, la lama si scheggiasse. In seguito, bagnò il tessuto con una fiala di Elisir e ,con delicatezza, lo avvolse intorno alla mano nonostante il contatto tra la medicina e la lacerazione provocasse un fastidioso bruciore.
    "Ok, non è un sogno!" sentenziò dopo aver rifoderato il coltello al suo posto "In ogni caso, non posso restare qui. Se i tirapiedi di cosmos, mi vedessero aggirarmi nel loro territorio, finirei per essere scambiato per una spia e verrei coinvolto, mio malgrado, nel conflitto. Devo trovare un intervallo temporale prima che uno dei due litiganti decida di usarmi come suo facchino di rinforzo!"
    Mentre terminava la frase alle sue spalle un'ombra cercò di trafiggerlo con una spada. Lo spadaccino in rosso, riuscì ad evitare per un soffio l'agguato rotolando in avanti. Per sua sfortuna, arrestò la sua corsa nello stesso punto in cui il suo stomaco lo aveva tradito,
    "Che schifo, sono finito ancora qui!" poi rivolto alla misteriosa figura "Hai una vaga idea di quanto ho impiegato a ripulirmi da questa brodaglia?! Ehi, stò parlando con te idiota!"
    La figura, somigliante ad un uomo ma fatta di un particolare cristallo violaceo, stringeva tra le mani una strana arma simile ad un revolver, ma con una lama incastonata all'estremità. Nonostante gli insulti ricevuti, quest'ultima, sembrò non curarsene assumendo, contrariamente alle aspettative, una posa difensiva d'attesa.
    "Fai il duro, va bene. Se ti credi tanto forte, vediamo se riesci a ribattere questa!"
    Dal fianco sinistro, estrasse una spada blu ,dalla lama molto sottile, attraversata da venature gialle molto simili a tuoni. Gilgamesh la afferò saldamente con entrambe le mani e , come un Behemoth impazzito, caricò il suo avversario con una tale velocità che quest'ultimo, a malapena, ebbe modo di accorgersi di essere stato tagliato in due. Con un urlo assordante la figura si disintegrò in migliaia di pezzi.
    "Così impari a sfidare il potente Gilgamesh, principiante!" affermò il guerriero rifoderando la spada.
    "Questo posto, comincia a mettermi ansia, meglio incamminarsi prima che cali la notte!"
    Senza una meta precisa, il guerriero in rosso, volse le spalle alla torre e si incamminò verso quello che, in lontananza, assomigliava ad un tempio in rovina.

    Note
    Il "Triciapolli è quel particolare coltello, presente in FFV, la cui forza aumenta in base al numero di fughe effettuate dal proprietario nell'arco del gioco. In Dissidia 012 viene rappresentato come un pugnale, la cui lama, ricorda la testa di un pollo.
    Aspetto di Gilgamesh

    bello,c è anche gilgamesh come personaggio principale (credo)
    poi è divertente il primo capitolo, poi visto che sono un fan della saga di final fantasy non può non piacermi :biggrin:
    bravo :laugh: aspetto il prossimo capitolo.
    http://www.playgen.it/showthread.php?t=40562

    qual' è il significato della vita?
    non lo so,forse continuare a vivere senza farsi domande.
    [auto.cit]
  10.     Mi trovi su: Homepage #9146335
    Capitolo 1-B: La bella e la bestia(parte 1)
    Se Gilgamesh avesse potuto disporre di una qualche abilità da chiaroveggente, avrebbe potuto notare che l'interno del tempio brulicava di un numero di mostri decisamente più elevato che all'esterno. Tra questa moltitudine di bestie senz'anima, giaceva svenuta una giovane donna. Costei, vestita con un kimono bianco e viola, giaceva su un letto di erbacce con la faccia rivolta verso l'alto, stringendo tra le mani una particolare asta blue e rossa alla cui sommita era stato saldato un cerchio d'oro. Dentro quest'ultimo erano presenti, come a formare il disegno di una foglia, tre piccoli ovali anch'essi dorati. La ragazza aprì gli occhi verdi e blu come se fosse stata appena risvegliata da un incubo. Con enorme fatica, tentò di rialzarsi facendo leva sulla sua asta. Sfortunatamente il tempo passato a terra, aveva privato della sensibilità le sue gambe. Cercando di non cadere, si mosse il più velocemente possibile verso i ruderi di una colonna. Con cautela, si lasciò cadere dolcemente sulla rovina di pietra. Mentre cercava di far riacquistare mobilità ai suoi arti inferiori, per far passare il tempo, iniziò ad ispezionare con lo sguardo la stanza nella quale si era svegliata. La prima cosa che le balzò subito agli occhi fu la presenza, sulle pareti, di alcuni raccapriccianti affreschi. In quello situato di fronte ai suoi occhi, era raffigurato il disegno di un non-morto vestito di viola. Sopra la sua testa era stata posta una corona, sulla quale, erano state scolpite le lettere L-I-C-H. Tra le mani stringeva un calice al cui interno era possibile vedere degli uomini nel disperato tentativo di uscirne. Lo sfondo invece era un'immensa distesa desolata fatta di alberi morti e terra crepata contornata da un cielo nero, senza stelle. Alla sua destra invece era raffigurata una donna a sei braccia la cui estremità inferiore era stata sostituita da una squamosa coda di serpente. In ciascuna delle sei mani impugnava una sciabola mentre, come nel primo affresco, sulla sua testa era stata posta una corona ove erano scolpite le lettere M-A-R-I-L-I-T-H. Lo sfondo, ancora più inquietante del primo, era formato da una moltitudine di cadaveri privi di testa in fiamme. La donna rimase basita.
    "Chi mai potrebbe avere il cattivo gusto di disegnare scene tanto raccapricciati all'interno di un edificio?!" pensò fra se e se
    Mentre era assorta nei suoi ragionamenti, una strana entità cominciò a manifestarsi all'interno della stanza.
    La ragazza voltò quindi lo sguardo verso lo strano fenomeno. Poco dopo, da quell'anomalia, apparve una figura fatta interamente di cristallo arancione i cui tratti, fisici e somatici, erano l'esatta copia di quelli della giovane.
    "Chi sei tu?!"chiese la donna
    Non vi fu risposta, la copia cominciò ad agitare la propria asta e in un bagliore di luce accecante comparve, accanto ad essa, uno strano unicorno di cristallo.
    "Ixion? Sei anche tu capace di evocare gli eoni?! Non è possibile!"disse con voce tremante
    Nuovamente non vi fu risposta. L'unicorno, ad un gesto della sua padrona, generò un fascio di elettricità forte abbastanza da disintegrare la parete posta alle spalle della suo obiettivo. A quel punto, realizzando che non vi era possibilità di dialogo con quella creatura, la giovane donna evocò, come aveva fatto la copia in precedenza, un eone. A differenza di quello evocato dal nemico questo ricordava una creatura alata, per aspetto, simile ad un uccello-drago.
    "Valefor, dominatrice dei cieli, concedimi la tua forza." pregò lei rivolgendosi all'evocazione
    Con un gesto del capo, l'essere volante annuì. Dal suo becco un raggio, simile per bellezza ad una freccia scarlatta, attraversò l'intera larghezza della stanza distruggendo, nell'arco di pochi istanti, ogni cosa compresa nel suo percorso inclusi la copia ed il mostro da lei chiamato. Non appena il clone si disintegrò, Valefor si congedò volando fuori dal tempio grazie ad un'apertura del soffitto.
    "C'è mancato poco!" sospirò esausta lasciando cadere a terra la sua asta "Questo posto comincia a farmi venire i brividi. Se arrivassero altri esseri come quello, non so per quanto tempo riuscirei a tener loro testa, prima di soccombere." e aggiunse "devo uscire da qui!"
    Approfittando del buco creato dal falso Ixion, la donna si ritrovò all'esterno delle rovine. Il cielo era limpido ed azzurro, sgombro da nuvole. Il sole brillava con la medesima intensità di un diamante e dagli alberi si poteva udire il cinguettare degli uccelli. Quella visione paradisiaca tuttavia, venne presto rovinata. Un corpo cristallino le sfirò la faccia frantumandosi con violenza contro il muro esterno del tempio. Cercando un possibile responsabile, di quel gesto tanto scellerato, aguzzò la vista finché, in lontananza, non fu capace di intravedere un uomo vestito con uno stravagante abito rosso e dei pantaloni grigi.
    "Bene bene, vedo che ne è spuntato fuori un altro!" disse l'uomo in rosso con una certa soddisfazione
    "State parlando con me signore? Credo abbiate frainteso, non sono una di quelle creature!" affermò la donna confidando nell'intelligenza del suo interlocutore
    "Solo perchè sai parlare, dovrei crederti?! Mi hai scambiato per un'idiota dai capelli arancioni?!" rispose lui distruggendo le speranze di lei
    "Vi scongiuro, non voglio combattere! Non sono vostra nemica" supplicò la ragazza
    "Meglio, non dovrò neppure impegnarmi!" affermò il guerriero pregustandosi la sua facile vittoria.
    L'avversario però non fece in tempo ad estrarre neppure una, delle sue otto spade. Valefor apparve dal cielo e, come una furia, atterrò Gilgamesh colpendolo ripetutamente con il suo micidiale becco.
    "Ouch! Basta mi arrendo, mi arrendo!!!" urlò lo spadaccino "Dite a questa sottospecie di Chocobo di smetterla di picchiarmi!"
    "Valefor, congedati!" ordinò l'evocatrice.
    Al comando della sua padrona l'eone sparì in un fascio di luce.
    "Vi avevo avvertito messere!" affermò puntando l'asta verso lo sconfitto
    "Che vergogna, farmi sconfiggere in questo modo da una mocciosa e da un pollo gigante!". Poi toccandosi la spalla destra aggiunse "Ahi, penso di essermi ferito ad un braccio"
    "Vi guarirò io. Ma dovrete prima chiedermi scusa per il vostro comportamento irresponsabile!"ribatté lei voltandogli le spalle
    "Va bene" sospirò Gilgamesh demoralizzato "Perdonatemi se vi ho offesa comportandomi come un emerito imbecille!"
    "Così va meglio. Energiga!"
    Le mani della ragazza brillarono di una meravigliosa lumincescenza bianca e non appena si poggiarono sulla ferita questa miracolosamente scomparve. L'uomo in rosso rimase sorpreso dalle abiltà magiche della donna.
    "Siete una maga bianca davvero dotata, qual'é il vostro nome?"
    "Yuna, per la precisione non sono una maga bianca, ma un'evocatrice! Voi Sir chi siete?"
    A quella domanda lo spadaccino, con rinnovato vigore, si alzò in piedi esibendo una posa classica da guerriero samurai.
    "Ah ah ah! Io sono il grande, invincibile ed onnipotente Gilgamesh! Viaggiatore della Crepa, collezionista di spade rare e soprattutto maestro nel combattimento all'arma bianca!" rispose gonfio d'orgoglio battendosi il petto con un pugno.
    "Vedo che avete...un'elevata opinione di voi Sir Gilgamesh!" affermò lei sforzandosi di non ridere.
    "Per favore, non mi chiamate Sir, mi imbarazza!" affermò il guerriero incrociando le braccia
    "Come volete voi." disse sorridendo Yuna.
    Il cielo ormai giungeva al tramonto ed i due, stanchi e ormai privi di forze decisero di accamparsi per la notte in una foresta poco distante dalle rovine.
    Io sono...il GdRista!



    Gioco a: The King of fighters XIII (Badass), Legasista.
    Prossimo acquisto: Z.O.E HD Collection, Dead or Alive 5.
    Ho platinato: Hyperdimension Neptunia (25/4/2011) , Dynasty Warriors Gundam 3 (19/9/2011), Last Rebellion (8/5/2012), Tekken 6 (4/8/2012)


    Io NON sto con Anonymous
  11.     Mi trovi su: Homepage #9146336
    Capitolo 1-B: La bella e la bestia(parte 2)
    Data la sua maggiore resistenza, a causa delle sue origini non umane, Gilgamesh restò sveglio tutta la notte a vegliare il sonno della summoner indeciso su come proseguire il suo viaggio.
    "Avere una donna come lei dalla mia parte, potrebbe farmi davvero comodo. Le sue abilità magiche sono davvero straordinarie nonostante l'età precoce." sentenziò sussurrando. Poi, volgendo uno sguardo all'addormentata:"D'altro canto, se lei fosse una guerriera di Cosmos o un agente di Chaos, potrebbe tentare di ostacolarmi nella mia fuga da questo mondo. Ci penserò con calma domani mattina, per adesso meglio restare concentrati sul lavoro!"
    La notte presto lasciò posto al giorno e, non appena il sole scavalcò le montagne, lo spadaccino svegliò la giovane. Questa vedendo il volto a strisce rosse di Gilgamesh ebbe un sussulto e, per istinto lo colpì con violenza con la sua asta lasciandogli impresso il contorno della stessa sulla sua guancia destra.
    "Ouch! Si può sapere cosa c'é che non va con te Yuna?!" urlò lui in preda al dolore
    Quest'ultima realizzando la gravità del suo gesto ne fu visibilmente imbarazzata
    "Scusatemi. Non sono più abituata ad essere svegliata da altri, ho agito d'impulso!" disse lei cercando di minimizzare l'accaduto.
    Per ottenere il perdono del guerriero, Yuna si offrì di preparargli la colazione. Nonostante il viaggiatore della Crepa, non avesse bisogno di mangiare, dal giorno del suo esilio, quella fu per lui la perfetta occasione per chiarire ogni dubbio sulla sua potenziale alleata. Con cautela le si avvicinò sedendosi esattamente di fronte a lei. L'evocatrice, impegnata a sbucciare delle mele servendosi di Excalipoor mostrò segni di preoccupazione non appena vide il volto dubbioso del suo partner.
    "Qualcosa non va? Sembrate così assorto nei vostri pensieri." domandò lei
    Lui non rispose, si limitò a voltarle le spalle. Poi, preso coraggio, si voltò nuovamente nella direzione della ragazza.
    "Perdonate i miei modi diretti, ma ho bisogno di un'informazione! Per caso conoscete due entità di nome Cosmos e Chaos?"
    Gli occhi della giovane si spensero, come il suo volto. Nonostante fosse una semplice domanda, per qualche motivazione la summoner, faceva fatica a formularne una risposta. Gilgamesh, per la prima volta in vita sua, provò dei sensi di colpa. Era una sensazione orribile, peggiore di una sconfitta a duello. Era sul punto di lasciar perdere la sua curiosità quando Yuna riprese a parlare.
    "Si, sono i regnanti di questo mondo! Io ero...la sacerdotessa di Cosmos."
    A quella risposta, il guerriero, assunse un'espressione incredula.
    "Regnanti?! Io pensavo che fossero in guerra da secoli e secoli l'uno contro l'altro!"
    "No, perché mai dovrebbero? Sono marito e moglie dall'alba dei tempi. Loro proteggono questo mondo ed i suoi abitanti da coloro che lo vogliono distruggere! O così credevo..."
    "Che volete dire con "O così credevo"?"
    Yuna invitò Gilgamesh a sedersi accanto a lei. L'uomo in rosso, senza obiettare, si inginocchiò vicino alla donna.
    "Questo mondo stà muorendo Gilgamesh. Tutto a causa dei nostri dei."
    "In che modo sarebbero responsabili? Quanto dite stride, non poco, con ciò che avete affermato un attimo fa"
    "Vero, nemmeno io fino a qualche mese fa avrei tollerato simili accuse ai nostri guardiani, ma quando ho scoperto ciò che stava succedendo al pianeta, mi sono ribellata a loro."
    "Non per essere rude ma, potreste saltare i giri di parole ed arrivare al cuore del problema?"
    La donna fece un profondo respiro poi rispose alla domanda del guerriero
    "I demoni elementali Scarmiglione della terra, Cagnazzo dell'acqua, Barbariccia del vento e Rubicante del fuoco, sono stati liberati dai sigilli che, da 1000 anni, li tenevano imprigionati nei cristalli dell'armonia e della discordia."
    "E chi é stato a farli evadere?"
    "Matheus di Palamencia, sacerdote di Chaos, su ordine del dio della discordia in persona!"
    "Ed il motivo?"
    "Lo ignoro. Quando ho provato a chiedere spiegazioni alla dea Cosmos lei mi ha destituito ed ha ordinato che fossi allontanata dal regno di Dissidia" disse lei singhiozzando
    "Quindi quel tempio era la sede del vostro esilio?!"
    "Probabilmente si. Non ho ricordi su come sia arrivata in quel luogo così sinistro."
    Yuna scoppiò a piangere, quella serie di eventi l'aveva ferita ed umiliata nel profondo dell'anima. Gilgamesh, da quella descrizione capì di essere capitato in una versione alternativa del mondo da cui era stato appena cacciato. Raramente ad un errante della Crepa capita di viaggiare in uno spazio-tempo parallelo di uno stesso mondo. Data l'unicità dell'avvenimento aver fede in un'immediata comparsa di un intervallo dimensionale equivaleva a sperare di assistere ad una nevicata nel deserto. Per questo motivo, lo spadaccino si rassegnò a restarvi confinato fino alla prima occasione utile.
    "Tenete, asciugatevi gli occhi, le lacrime non si addicono ad un guerriero, uomo o donna che sia!" affermò lo spadaccino con fermezza
    "G-grazie" rispose lei afferrando il pezzo di stoffa prestatogli da Gilgamesh.
    Vedendo lo sconforto impadronirsi sempre più della giovane summoner, l'uomo in rosso, decise di gettare da parte il suo orgoglio appoggiandole una mano sulla sua spalla e cercando, per quanto possibile di offrirle una nuova speranza.
    "Ascoltate. Un tempo, non molto lontano, entrai in rivalità con un vecchio guerriero. Costui seppur fosse stanco, stremato e sul punto di collassare, decise ugualmente di sfidarmi. Fece ciò per salvare la vita di coloro a cui teneva di più, i suoi amici." e guardando la ragazza negli occhi aggiunse: "Se voi tenete davvero a questo mondo, al punto da sfidare gli dei che lo governano, allora mettero le mie 8 spade al servizio vostro e di chiunque altro abbia in mente di esprimere il proprio malcontento con i fatti, oltre che con le parole!"
    "Sul Serio? Ma voi non siete uno straniero, in questo universo!"
    "Già, ma per una volta vorrei essere ricordato come "quello buono"." rispose lui ironico.
    Sul viso di Yuna apparve un timido sorriso, segno che il discorso d'incoraggiamento dello spadaccino aveva sortito effetto. I due dopo aver radunato i propri averi, decisero di riprendere la marcia attraverso la fitta foresta cercando di evitare battaglie inutili lungo il tragitto. Per due giorni e due notti consecutive il verde degli alberi, fu l'unico colore che riuscirono a vedere dato che il cielo era coperto da uno spesso soffitto di rami e foglie. Finalmente, all'alba del terzo giorno, giunsero in prossimità delle pendici del monte Zenith, barriera naturale tra le terre selvagge ed il regno di Dissidia. Decisi a superarlo, i due furono arrestati nella loro corsa da una violenta esplosione. Il colpo, che solo per una fortuita coincidenza, li aveva sfiorati generò una fastidiosa nube di polvere. Appena quest'ultima si dissipò davanti a loro si parò minaccioso un misterioso individuo ,dall'armatura nera, la cui massa muscolare lasciò sbalordita oltre a Yuna, anche lo stesso Gilgamesh.
    "Questo era un'avvertimento, ora sparite" intimò il misterioso cavaliere affannato
    "Chi sei tu Mr Muscolo, per dare a noi degli ordini?!" chiese il guerriero in rosso furibondo
    "Io sono Golbez"

    Note: Perdonate questo doppio post, non mi ero accorto di aver superato il limite di caratteri massimo. Il capitolo 1-C per questo motivo subirà una ridimensionata in modo che dal prossimo, in poi, tutti i capitoli possano rimanere in un unico messaggio.
    Io sono...il GdRista!



    Gioco a: The King of fighters XIII (Badass), Legasista.
    Prossimo acquisto: Z.O.E HD Collection, Dead or Alive 5.
    Ho platinato: Hyperdimension Neptunia (25/4/2011) , Dynasty Warriors Gundam 3 (19/9/2011), Last Rebellion (8/5/2012), Tekken 6 (4/8/2012)


    Io NON sto con Anonymous
  12.     Mi trovi su: Homepage #9146337
    NinetailsCapitolo 1-B: La bella e la bestia(parte 2)
    Data la sua maggiore resistenza, a causa delle sue origini non umane, Gilgamesh restò sveglio tutta la notte a vegliare il sonno della summoner indeciso su come proseguire il suo viaggio.
    "Avere una donna come lei dalla mia parte, potrebbe farmi davvero comodo. Le sue abilità magiche sono davvero straordinarie nonostante l'età precoce." sentenziò sussurrando. Poi, volgendo uno sguardo all'addormentata:"D'altro canto, se lei fosse una guerriera di Cosmos o un agente di Chaos, potrebbe tentare di ostacolarmi nella mia fuga da questo mondo. Ci penserò con calma domani mattina, per adesso meglio restare concentrati sul lavoro!"
    La notte presto lasciò posto al giorno e, non appena il sole scavalcò le montagne, lo spadaccino svegliò la giovane. Questa vedendo il volto a strisce rosse di Gilgamesh ebbe un sussulto e, per istinto lo colpì con violenza con la sua asta lasciandogli impresso il contorno della stessa sulla sua guancia destra.
    "Ouch! Si può sapere cosa c'é che non va con te Yuna?!" urlò lui in preda al dolore
    Quest'ultima realizzando la gravità del suo gesto ne fu visibilmente imbarazzata
    "Scusatemi. Non sono più abituata ad essere svegliata da altri, ho agito d'impulso!" disse lei cercando di minimizzare l'accaduto.
    Per ottenere il perdono del guerriero, Yuna si offrì di preparargli la colazione. Nonostante il viaggiatore della Crepa, non avesse bisogno di mangiare, dal giorno del suo esilio, quella fu per lui la perfetta occasione per chiarire ogni dubbio sulla sua potenziale alleata. Con cautela le si avvicinò sedendosi esattamente di fronte a lei. L'evocatrice, impegnata a sbucciare delle mele servendosi di Excalipoor mostrò segni di preoccupazione non appena vide il volto dubbioso del suo partner.
    "Qualcosa non va? Sembrate così assorto nei vostri pensieri." domandò lei
    Lui non rispose, si limitò a voltarle le spalle. Poi, preso coraggio, si voltò nuovamente nella direzione della ragazza.
    "Perdonate i miei modi diretti, ma ho bisogno di un'informazione! Per caso conoscete due entità di nome Cosmos e Chaos?"
    Gli occhi della giovane si spensero, come il suo volto. Nonostante fosse una semplice domanda, per qualche motivazione la summoner, faceva fatica a formularne una risposta. Gilgamesh, per la prima volta in vita sua, provò dei sensi di colpa. Era una sensazione orribile, peggiore di una sconfitta a duello. Era sul punto di lasciar perdere la sua curiosità quando Yuna riprese a parlare.
    "Si, sono i regnanti di questo mondo! Io ero...la sacerdotessa di Cosmos."
    A quella risposta, il guerriero, assunse un'espressione incredula.
    "Regnanti?! Io pensavo che fossero in guerra da secoli e secoli l'uno contro l'altro!"
    "No, perché mai dovrebbero? Sono marito e moglie dall'alba dei tempi. Loro proteggono questo mondo ed i suoi abitanti da coloro che lo vogliono distruggere! O così credevo..."
    "Che volete dire con "O così credevo"?"
    Yuna invitò Gilgamesh a sedersi accanto a lei. L'uomo in rosso, senza obiettare, si inginocchiò vicino alla donna.
    "Questo mondo stà muorendo Gilgamesh. Tutto a causa dei nostri dei."
    "In che modo sarebbero responsabili? Quanto dite stride, non poco, con ciò che avete affermato un attimo fa"
    "Vero, nemmeno io fino a qualche mese fa avrei tollerato simili accuse ai nostri guardiani, ma quando ho scoperto ciò che stava succedendo al pianeta, mi sono ribellata a loro."
    "Non per essere rude ma, potreste saltare i giri di parole ed arrivare al cuore del problema?"
    La donna fece un profondo respiro poi rispose alla domanda del guerriero
    "I demoni elementali Scarmiglione della terra, Cagnazzo dell'acqua, Barbariccia del vento e Rubicante del fuoco, sono stati liberati dai sigilli che, da 1000 anni, li tenevano imprigionati nei cristalli dell'armonia e della discordia."
    "E chi é stato a farli evadere?"
    "Matheus di Palamencia, sacerdote di Chaos, su ordine del dio della discordia in persona!"
    "Ed il motivo?"
    "Lo ignoro. Quando ho provato a chiedere spiegazioni alla dea Cosmos lei mi ha destituito ed ha ordinato che fossi allontanata dal regno di Dissidia" disse lei singhiozzando
    "Quindi quel tempio era la sede del vostro esilio?!"
    "Probabilmente si. Non ho ricordi su come sia arrivata in quel luogo così sinistro."
    Yuna scoppiò a piangere, quella serie di eventi l'aveva ferita ed umiliata nel profondo dell'anima. Gilgamesh, da quella descrizione capì di essere capitato in una versione alternativa del mondo da cui era stato appena cacciato. Raramente ad un errante della Crepa capita di viaggiare in uno spazio-tempo parallelo di uno stesso mondo. Data l'unicità dell'avvenimento aver fede in un'immediata comparsa di un intervallo dimensionale equivaleva a sperare di assistere ad una nevicata nel deserto. Per questo motivo, lo spadaccino si rassegnò a restarvi confinato fino alla prima occasione utile.
    "Tenete, asciugatevi gli occhi, le lacrime non si addicono ad un guerriero, uomo o donna che sia!" affermò lo spadaccino con fermezza
    "G-grazie" rispose lei afferrando il pezzo di stoffa prestatogli da Gilgamesh.
    Vedendo lo sconforto impadronirsi sempre più della giovane summoner, l'uomo in rosso, decise di gettare da parte il suo orgoglio appoggiandole una mano sulla sua spalla e cercando, per quanto possibile di offrirle una nuova speranza.
    "Ascoltate. Un tempo, non molto lontano, entrai in rivalità con un vecchio guerriero. Costui seppur fosse stanco, stremato e sul punto di collassare, decise ugualmente di sfidarmi. Fece ciò per salvare la vita di coloro a cui teneva di più, i suoi amici." e guardando la ragazza negli occhi aggiunse: "Se voi tenete davvero a questo mondo, al punto da sfidare gli dei che lo governano, allora mettero le mie 8 spade al servizio vostro e di chiunque altro abbia in mente di esprimere il proprio malcontento con i fatti, oltre che con le parole!"
    "Sul Serio? Ma voi non siete uno straniero, in questo universo!"
    "Già, ma per una volta vorrei essere ricordato come "quello buono"." rispose lui ironico.
    Sul viso di Yuna apparve un timido sorriso, segno che il discorso d'incoraggiamento dello spadaccino aveva sortito effetto. I due dopo aver radunato i propri averi, decisero di riprendere la marcia attraverso la fitta foresta cercando di evitare battaglie inutili lungo il tragitto. Per due giorni e due notti consecutive il verde degli alberi, fu l'unico colore che riuscirono a vedere dato che il cielo era coperto da uno spesso soffitto di rami e foglie. Finalmente, all'alba del terzo giorno, giunsero in prossimità delle pendici del monte Zenith, barriera naturale tra le terre selvagge ed il regno di Dissidia. Decisi a superarlo, i due furono arrestati nella loro corsa da una violenta esplosione. Il colpo, che solo per una fortuita coincidenza, li aveva sfiorati generò una fastidiosa nube di polvere. Appena quest'ultima si dissipò davanti a loro si parò minaccioso un misterioso individuo ,dall'armatura nera, la cui massa muscolare lasciò sbalordita oltre a Yuna, anche lo stesso Gilgamesh.
    "Questo era un'avvertimento, ora sparite" intimò il misterioso cavaliere affannato
    "Chi sei tu Mr Muscolo, per dare a noi degli ordini?!" chiese il guerriero in rosso furibondo
    "Io sono Golbez"

    Note: Perdonate questo doppio post, non mi ero accorto di aver superato il limite di caratteri massimo. Il capitolo 1-C per questo motivo subirà una ridimensionata in modo che dal prossimo, in poi, tutti i capitoli possano rimanere in un unico messaggio.


    Oh my...
    Amo questa storia *ç*
    Gil come protagonista con Yunie??
    Bene, sono la tua più grande fan :D
    Magari metti Kujetto anche *.*
    The moment man devoured the fruit of knowledge, he sealed his fate... Entrusting his future to the cards, man clings to a dim hope. Yet, the Arcana is the means by which all is revealed. Beyond the beaten path lies the absolute end. It matters not who you are... Death awaits you.
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    NinetailsCapitolo 1-B: La bella e la bestia(parte 2)
    Data la sua maggiore resistenza, a causa delle sue origini non umane, Gilgamesh restò sveglio tutta la notte a vegliare il sonno della summoner indeciso su come proseguire il suo viaggio.
    "Avere una donna come lei dalla mia parte, potrebbe farmi davvero comodo. Le sue abilità magiche sono davvero straordinarie nonostante l'età precoce." sentenziò sussurrando. Poi, volgendo uno sguardo all'addormentata:"D'altro canto, se lei fosse una guerriera di Cosmos o un agente di Chaos, potrebbe tentare di ostacolarmi nella mia fuga da questo mondo. Ci penserò con calma domani mattina, per adesso meglio restare concentrati sul lavoro!"
    La notte presto lasciò posto al giorno e, non appena il sole scavalcò le montagne, lo spadaccino svegliò la giovane. Questa vedendo il volto a strisce rosse di Gilgamesh ebbe un sussulto e, per istinto lo colpì con violenza con la sua asta lasciandogli impresso il contorno della stessa sulla sua guancia destra.
    "Ouch! Si può sapere cosa c'é che non va con te Yuna?!" urlò lui in preda al dolore
    Quest'ultima realizzando la gravità del suo gesto ne fu visibilmente imbarazzata
    "Scusatemi. Non sono più abituata ad essere svegliata da altri, ho agito d'impulso!" disse lei cercando di minimizzare l'accaduto.
    Per ottenere il perdono del guerriero, Yuna si offrì di preparargli la colazione. Nonostante il viaggiatore della Crepa, non avesse bisogno di mangiare, dal giorno del suo esilio, quella fu per lui la perfetta occasione per chiarire ogni dubbio sulla sua potenziale alleata. Con cautela le si avvicinò sedendosi esattamente di fronte a lei. L'evocatrice, impegnata a sbucciare delle mele servendosi di Excalipoor mostrò segni di preoccupazione non appena vide il volto dubbioso del suo partner.
    "Qualcosa non va? Sembrate così assorto nei vostri pensieri." domandò lei
    Lui non rispose, si limitò a voltarle le spalle. Poi, preso coraggio, si voltò nuovamente nella direzione della ragazza.
    "Perdonate i miei modi diretti, ma ho bisogno di un'informazione! Per caso conoscete due entità di nome Cosmos e Chaos?"
    Gli occhi della giovane si spensero, come il suo volto. Nonostante fosse una semplice domanda, per qualche motivazione la summoner, faceva fatica a formularne una risposta. Gilgamesh, per la prima volta in vita sua, provò dei sensi di colpa. Era una sensazione orribile, peggiore di una sconfitta a duello. Era sul punto di lasciar perdere la sua curiosità quando Yuna riprese a parlare.
    "Si, sono i regnanti di questo mondo! Io ero...la sacerdotessa di Cosmos."
    A quella risposta, il guerriero, assunse un'espressione incredula.
    "Regnanti?! Io pensavo che fossero in guerra da secoli e secoli l'uno contro l'altro!"
    "No, perché mai dovrebbero? Sono marito e moglie dall'alba dei tempi. Loro proteggono questo mondo ed i suoi abitanti da coloro che lo vogliono distruggere! O così credevo..."
    "Che volete dire con "O così credevo"?"
    Yuna invitò Gilgamesh a sedersi accanto a lei. L'uomo in rosso, senza obiettare, si inginocchiò vicino alla donna.
    "Questo mondo stà muorendo Gilgamesh. Tutto a causa dei nostri dei."
    "In che modo sarebbero responsabili? Quanto dite stride, non poco, con ciò che avete affermato un attimo fa"
    "Vero, nemmeno io fino a qualche mese fa avrei tollerato simili accuse ai nostri guardiani, ma quando ho scoperto ciò che stava succedendo al pianeta, mi sono ribellata a loro."
    "Non per essere rude ma, potreste saltare i giri di parole ed arrivare al cuore del problema?"
    La donna fece un profondo respiro poi rispose alla domanda del guerriero
    "I demoni elementali Scarmiglione della terra, Cagnazzo dell'acqua, Barbariccia del vento e Rubicante del fuoco, sono stati liberati dai sigilli che, da 1000 anni, li tenevano imprigionati nei cristalli dell'armonia e della discordia."
    "E chi é stato a farli evadere?"
    "Matheus di Palamencia, sacerdote di Chaos, su ordine del dio della discordia in persona!"
    "Ed il motivo?"
    "Lo ignoro. Quando ho provato a chiedere spiegazioni alla dea Cosmos lei mi ha destituito ed ha ordinato che fossi allontanata dal regno di Dissidia" disse lei singhiozzando
    "Quindi quel tempio era la sede del vostro esilio?!"
    "Probabilmente si. Non ho ricordi su come sia arrivata in quel luogo così sinistro."
    Yuna scoppiò a piangere, quella serie di eventi l'aveva ferita ed umiliata nel profondo dell'anima. Gilgamesh, da quella descrizione capì di essere capitato in una versione alternativa del mondo da cui era stato appena cacciato. Raramente ad un errante della Crepa capita di viaggiare in uno spazio-tempo parallelo di uno stesso mondo. Data l'unicità dell'avvenimento aver fede in un'immediata comparsa di un intervallo dimensionale equivaleva a sperare di assistere ad una nevicata nel deserto. Per questo motivo, lo spadaccino si rassegnò a restarvi confinato fino alla prima occasione utile.
    "Tenete, asciugatevi gli occhi, le lacrime non si addicono ad un guerriero, uomo o donna che sia!" affermò lo spadaccino con fermezza
    "G-grazie" rispose lei afferrando il pezzo di stoffa prestatogli da Gilgamesh.
    Vedendo lo sconforto impadronirsi sempre più della giovane summoner, l'uomo in rosso, decise di gettare da parte il suo orgoglio appoggiandole una mano sulla sua spalla e cercando, per quanto possibile di offrirle una nuova speranza.
    "Ascoltate. Un tempo, non molto lontano, entrai in rivalità con un vecchio guerriero. Costui seppur fosse stanco, stremato e sul punto di collassare, decise ugualmente di sfidarmi. Fece ciò per salvare la vita di coloro a cui teneva di più, i suoi amici." e guardando la ragazza negli occhi aggiunse: "Se voi tenete davvero a questo mondo, al punto da sfidare gli dei che lo governano, allora mettero le mie 8 spade al servizio vostro e di chiunque altro abbia in mente di esprimere il proprio malcontento con i fatti, oltre che con le parole!"
    "Sul Serio? Ma voi non siete uno straniero, in questo universo!"
    "Già, ma per una volta vorrei essere ricordato come "quello buono"." rispose lui ironico.
    Sul viso di Yuna apparve un timido sorriso, segno che il discorso d'incoraggiamento dello spadaccino aveva sortito effetto. I due dopo aver radunato i propri averi, decisero di riprendere la marcia attraverso la fitta foresta cercando di evitare battaglie inutili lungo il tragitto. Per due giorni e due notti consecutive il verde degli alberi, fu l'unico colore che riuscirono a vedere dato che il cielo era coperto da uno spesso soffitto di rami e foglie. Finalmente, all'alba del terzo giorno, giunsero in prossimità delle pendici del monte Zenith, barriera naturale tra le terre selvagge ed il regno di Dissidia. Decisi a superarlo, i due furono arrestati nella loro corsa da una violenta esplosione. Il colpo, che solo per una fortuita coincidenza, li aveva sfiorati generò una fastidiosa nube di polvere. Appena quest'ultima si dissipò davanti a loro si parò minaccioso un misterioso individuo ,dall'armatura nera, la cui massa muscolare lasciò sbalordita oltre a Yuna, anche lo stesso Gilgamesh.
    "Questo era un'avvertimento, ora sparite" intimò il misterioso cavaliere affannato
    "Chi sei tu Mr Muscolo, per dare a noi degli ordini?!" chiese il guerriero in rosso furibondo
    "Io sono Golbez"

    Note: Perdonate questo doppio post, non mi ero accorto di aver superato il limite di caratteri massimo. Il capitolo 1-C per questo motivo subirà una ridimensionata in modo che dal prossimo, in poi, tutti i capitoli possano rimanere in un unico messaggio.


    diventa interessante ^^
    http://www.playgen.it/showthread.php?t=40562

    qual' è il significato della vita?
    non lo so,forse continuare a vivere senza farsi domande.
    [auto.cit]
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    Capitolo 1-C: Il cavaliere Nero

    Yuna ebbe un sussulto ad udire quel nome, con cautela si avvicinò al cavaliere. Gilgamesh, non potendo decifrare le intenzioni del nemico, a causa dell'elmo che ne copriva la faccia, poggiò la mano destra sull'impugnatura della Masamune, pronto ad usarla al primo cenno di pericolo. Il cavaliere, non riuscendo a comprendere la volontà della summoner rimase immobile.
    "Voi siete Golbez, il capitano delle Ali rosse vero?!"chiese con gentilezza la giovane
    "Ex capitano, tuttavia voi Manikins dovreste già saperlo, dato che avete sterminato il mio equipaggio!" rispose quest'ultimo in modo aggressivo
    "Mi dispiace, non..."
    "Basta con questi trucchi demonio!" gridò rabbioso Golbez " So per quale motivo siete qui ma, se vi aspettate di passare oltre le montagne per invadere anche Dissidia vi sbagliate di grosso."
    Con un violento pugno l'uomo in armatura colpì l'evocatrice nello stomaco, facendole perdere i sensi. Lo spadaccino corse verso di lui con la Masamune sguainata ma, l'avversario riuscì con un rapido balzo all'indietro ad evitare il colpo.
    "Sei veloce, per essere della semplice carne in scatola!" commentò amaro il guerriero
    "Tu invece parli troppo Manikin!" sentenziò l'avversario
    La tensione tra i due era alta, Gilgamesh aveva capito che il suo nemico riusciva a surclassarlo sia in velocità che in potenza magica, Gli era rimasta una sola cosa da fare, per riuscire ad eliminare il più rapidamente possibile quell'ostacolo, ricorrere alla sua vera forma. D''altro canto odiava ricorrere a quel potere. A suo avviso non vi era onore, nell'ottenere una vittoria, servendosi di una forza estranea a quella ottenuta dal proprio allenamento e della propria dedizione. Combattuto tra orgoglio e necessità, non si accorse che nel frattempo, il suo sfidante, aveva radunato attorno a se degli imponenti macigni di pietra. Dopo alcuni cenni delle braccia del cavaliere, le rocce, cominciarono a ruotare vorticosamente fino a quando, una dopo l'altra, non si scagliarono violentemente contro l'uomo in rosso in maniera simile a quella dei proiettili di una pistola. Solo la prontezza di riflessi dello spadaccino, derivante dagli innumerevoli scontri nella Crepa, fu in grado di consentirli di schivare ogni singolo colpo. Pronto a sferrare il contrattacco, Gilgamesh dovette rivedere i propri propositi. Golbez giaceva al suolo. Il guerriero, spronato dalla curiosità, si avvicinò al rivale per accettarsi se fosse morto oppure semplicemente svenuto. Nello stesso istante, Yuna si riprese dal colpo ricevuto e, vedendo l'uomo in armatura privo di sensi, corse rapidamente verso Gilgamesh.
    "Che cosa gli avete fatto?!" gridò l'evocatrice visibilmente furiosa
    "Nulla. Mi ha lanciato qualche sasso addosso ed è svenuto!" rispose lui cercando di discolpevolizzarsi.
    "Aiutatemi a levargli l'armatura, ho un brutto presentimento" disse inginocchiandosi accanto al corpo
    Con grande fatica i due rimossero ogni singolo pezzo di quella nera corazza. Privo dell'elmo, il volto di Golbez era quello di un uomo con una lunga chioma argentata e dalla pelle molto scura. Levata la parte, a difesa della metà superiore del corpo, entrambi rimasero impietriti. Su tutto il torace erano presenti segni di tortura e cicatrici di varie dimensioni, oltre a ferite recenti, da poco cicatrizzate. La summoner, ricorrendo alla sua magia cercò di sanare quelle lacerazioni ma, i segni di tortura, per quanti sforzi ella facesse riuscirono a resistere ad ogni tentativo di guarigione. Per diverse ore, la ragazza, rimase inginocchiata vicino al corpo dell'uomo convogliando nelle ferite tutto il potere magico a sua disposizione. Solo a notte fonda il processo fu completato. Lo spadaccino non poté non ammirare la forza di volontà e la determinazione dimostrate dalla giovane donna in quella critica situazione. Il giorno seguente, mentre Gilgamesh era andato in perlustrazione alla ricerca di cibo e acqua, Golbez aprì gli occhi e la prima cosa che vide fu Yuna addormentata accanto a lui.
    "Chi é questa ragazza?" si chiese guardando il volto dormiente di lei "Ha un aspetto vagamente familiare"
    Qualche istante più tardi, dal fitto della foresta, appare il guerriero. Sulle spalle trasportava una inquietante carcassa di mostro, il cui aspetto, ricordava vagamente un leopardo con due chilometrici baffi. Vedendo il cavaliere sveglio, gettò il mostro a terra. Con aria cordiale ed amichevole gli si avvicinò suscitando perplessità nell'uomo convalescente.
    "Bene bene, alla fine ti sei svegliato!"affermò il guerriero
    "Tu, mi pare di riconoscere il tuo volto...ora ricordo! Sei quello strano spadaccino che ho affrontato ieri!" disse l'uomo con stupore
    "Esatto, mi chiamo Gilgamesh. A tal proposito, eri messo davvero male. Se non fosse stato per Yunie qui presente, saresti finito sicuramente all'altro mondo!"commento indicando la ragazza addormentata
    "Yunie?! O bontà di Cosmos! Costei non sarà la grande sacerdotessa Yuna?!" domandò Golbez con leggero terrore
    "Si, perchè non lo sapevi?!"
    "Sotto l'effetto della magia Bersek, non l'avevo riconosciuta." e aggiunse, portandosi le mani al volto "Come ho potuto scambiare tale gentile creatura per degli abomini quali i Manikins"
    "Alt, aspetta un istante! Primo, perché hai usato una magia tanto pericolosa come quella. Secondo chi diamine sono i manikins. Terzo per quale motivo ti trovi qui, non sei un capitano di vascello o roba simile?!"
    Golbez si alzò, prese l'armatura e, dopo essersela indossata riprese a parlare.
    "Ti risponderò partendo dall'ultimo quesito. Si, sono un capitano. Per la precisione ero il capitano della più importante flotta aereonavale dell'intero regno di Dissidia, le ali rosse. Circa tre mesi fa, Barbariccia del vento, ci tese un'imboscata. Servendosi di golem di cristallo noti come Manikins, massacrò gran parte dei miei uomini. I più sfortunati, furono uccisi per mano di quello spregevole demone femminile. Io cercai di eliminarne il più possibile, ma il loro numero era troppo elevato. Alla fine venni sconfitto. Quella vile creatura, tuttavia, non ancora soddisfatta usò la sua magia oscura per torturarmi e costringermi a collaborare con loro. Mio fratello Cecil, anch'egli presente, cercò di coglierla alle spalle ma lei riuscì ad ucciderlo strangolandolo con i suoi capelli. In seguito fece lo stesso con me, grazie alla mia muscolatura fui in grado di sopravvivere."
    "Deve essere stato un duro colpo per te." affermò Gilgamesh incrociando le braccia
    "Ogni notte rivedo quella scena ed ogni volta al mio risveglio mi sento inutile ed impotente. In ogni caso, dopo quella disfatta, Chaos mi tolse il comando delle Ali rosse, bandendomi dal palazzo reale. Scelsi questa foresta come luogo del mio esilio inquanto l'unica abbastanza vicina, ai confini del regno, da consentire, a quei mostri, l'ingresso nello stesso senza la possibilità di essere individuati."
    "Capisco benissimo cosa provi. Ogni volta che inizio un nuovo viaggio, sogno sempre di ritornare a casa un giorno."
    "Vieni dalla Crepa, non è così?!" chiese il cavaliere guardando il suo interlocutore negli occhi
    "Come hai fatto ad intuirlo?" domandò sbalordito il guerriero
    "Hai un'aura simile alla loro, parlo dei Manikins"
    "Sincermente, mi ricorderei di simili creature se vi fossero."
    "Loro non vivono nella Crepa. Loro laggiù, semplicemente nascono. I Manikins altro non sono che anime di guerrieri morti in quel luogo incarnate in corpi di cristallo. Ex-Death, il clerico eretico, crea quelle mostruosità per ordine dei quattro arcidemoni elementali. Disponendo poi, di una memoria collettiva possono imitare,oltre all'aspetto di chi hanno di fronte, anche la fisionomia di altri guerrieri affrontati da altri loro simili. Alcuni sono talmente perfetti da risultare indistinguibili da un orginale in carne ed ossa."
    "Anche io ho avuto problemi con un suo omonimo in passato..."
    "Suppongo sia pazzo in eguale misura." fu il commento aspro del mago in armatura
    Io sono...il GdRista!



    Gioco a: The King of fighters XIII (Badass), Legasista.
    Prossimo acquisto: Z.O.E HD Collection, Dead or Alive 5.
    Ho platinato: Hyperdimension Neptunia (25/4/2011) , Dynasty Warriors Gundam 3 (19/9/2011), Last Rebellion (8/5/2012), Tekken 6 (4/8/2012)


    Io NON sto con Anonymous
  15.     Mi trovi su: Homepage #9146340
    NinetailsCapitolo 1-C: Il cavaliere Nero
    "Anche io ho avuto problemi con un suo omonimo in passato..."
    "Suppongo sia pazzo in eguale misura." fu il commento aspro del mago in armatura

    E mi sa che ne avrai altri, my dear Gil.
    Good :D
    The moment man devoured the fruit of knowledge, he sealed his fate... Entrusting his future to the cards, man clings to a dim hope. Yet, the Arcana is the means by which all is revealed. Beyond the beaten path lies the absolute end. It matters not who you are... Death awaits you.

  [Fan Fiction] Dissidia: Another Battlefield

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