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    In tema di terremoti, che hanno provocato non pochi danni negli ultimi anni, un nuovo videogioco è, da poco più di una settimana, disponibile su PlayStation Network.

    Si tratta di I am Alive nuovo action game marcato Ubisoft ambientato in una fittizia città americana dopo un disastroso terremoto (10.3 sulla Scala Richter!!!).

    Comparto grafico non male, scenografie ben curate, e la missione: la sopravvivenza. Il giocatore, nei panni del protagonista Adam Collins, alla ricerca di moglie e figlia, che dovrà sopravvivere cercando cibo e acqua nel bel mezzo di una città diroccata. Si avrà modo di incontrare altri terremotati, feriti, ma anche personaggi ostili che tenteranno di farvi la pelle. Non aspettatevi però armi da fuoco o altro: le armi che si trovano in giro sono pochissime e per lo più scariche, così come le munizioni. Questo per dare un tocco di vita simulata al gioco, in questo caso, sopravvivenza tra le macerie.

    Non mancano flashback che mostrano il passato e le vicendi precedenti al terremoto.

    Sembrerebbe una scommessa del team "Ubisoft Shanghai", un gioco innovativo per gameplay e storia nel panorama videoludico.




    :E.t.R:
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    L'ho giocato e lo ritengo un titolo divertente e che vale i 15 euro che costa. Bisogna però specificare che è lontano dal titolo survival che prometeva di essere: di certo non è un tps e i proiettili sono contati, sparare a tutti appena hai un paio di proiettili porta alla morte, ma se li dosi bene ne avrai sempre a sufficenza. Ovviamente è un titolo che ha subito un travaglio notevolmente burrascoso ed è diventato un gioco lineare con un percorso fisso, quindi il gioco ti da tutto ciò di cui hai bisogno per sopravvivere. Anche gli oggetti necessari alla cura sono più che sufficenti, anzi, ne avrete in eccedenza. Il fulcro del gioco ovviamente è puntare il nemico più pericoloso (sia come armi/corazze sia a livello psicologico, capire quale sia il capo e eliminarlo farà si che i gregari si arrendano trovandosi senza una guida che gli ordina cosa fare) e poi abbatere i nemici minacciandoli con un pistola o un arco. Alla lunga potrebbe risultare ripetitivo, ma il gioco non supera le 5 ore quindi non arrivi al punto di stufarti. Nel corso del gioco si incontrano altri sopravvissuti che chiederanno il tuo aiuto principalmente sotto forma di oggetto; a volte semplicemente non avrai quello giusto e ti risulterà impossibile aiutarli. Salvandoli riceverai un nuovo tentativo per ripartire dall'ultimo checkpoint invece di rifare il capitolo dall'inizio. Ancora una volta se ne avranno sempre a sufficenza e a difficoltà normale non si avranno problemi a superare ogni ostacolo (non ho giocato a difficoltà massima, quindi non mi esprimo su quest'ultima).
    Le scalate sono sempre da calibrare poichè consumeranno energia, ma ancora una volta la gran presenza di viveri e chiodi da scalata vi renderà la vita abbastanza facile. Ogni scalata che richiede obbligatoriamente un chiodo per essere completata sarà preceduta da un chiodo facilmente visibile. In sostanza avrete sempre tutto ciò che vi servirà per sopravvivvere, ovviamente sempre contati, ma comunque sufficenti.
    Il comparto grafico non è proprio buono: il buio e la polvere/nebbia sono un piccolo (okay, grande) escamotage per nascondere una bassa cura del dettaglio. In ogni caso lo stile c'è tutto anche se non ci troveremo di fronte a grandi sorprese.
    Il sorono è di buon livello con musiche di atmosfera che aumentano il coinvolgimento. Il parlato è in inglese e non molto orecchiabile: risulta un rumore di fondo più che altro.
    La storia non esiste praticamente. Arrivato in città semplicemente si susseguiranno una serie di compiti slegati dalla tua ricerca della tua famiglia. Sembra quasi che ci sia un finale aperto per lasciare spazio ad un seguito, ma l'impressione è che semplicemetente abbiamo preso l'idea di partenza e l'abbiano sbattuta lì.
    Purtroppo questa è la sensazione generale di tutto il titolo: ritengo che semplicemente il team abbia preso tutto ciò che funzionava tra le idee di partenza e lo abbia incollato assieme all bene e meglio. Partendo da questo presupposto bisogna quindi dire che per essere un titolo da psn è più che elaborato e vario.
    Un peccato che non si sia riusciti a creare un titolo da scaffale completo e qualitativamente superiore, questo compito ora è in mano a The last of us.
    I miei romanzi: L'ineluttabile Fine (genere drammatico-romantico);

    Io e Yoko - La volontà del mare (esclusiva Amazon kindle);

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    Ho visto soltanto il gameplay online, magari scaricherò la demo per provarlo. In effetti a prima vista mi sembrava un pò come Alone in the Dark, anke lì la situazione è stata resa più realistica: poche armi e poche munizioni, pochi kit medici. Non a caso non mi è piaciuto :D . Vedremo questo qui come sarà

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  4. Utente non attivo.  
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    Eleazar, il rabbinoHo visto soltanto il gameplay online, magari scaricherò la demo per provarlo. In effetti a prima vista mi sembrava un pò come Alone in the Dark, anke lì la situazione è stata resa più realistica: poche armi e poche munizioni, pochi kit medici. Non a caso non mi è piaciuto . Vedremo questo qui come sarà


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    Alone in the dark era un gioco pessimo, sotto tutti i punti di vista. Questo, per quanto corto, sembra decisamente migliore. Non che ci volesse tanto :)

  I am Alive

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