1. "I'M BACK IN TOWN BABY!"  
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    ASSASSIN’S CREED


    -THE DINASTY OF ENGLAND-














    By Colo 97 (ora 97-2)





























    Sono ormai giunto all’apice della mia vita, e scrivo queste parole
    consapevole di quello che dico. Ho condotto un esistenza ai bordi della società
    tentando sempre di dare a chi non aveva, ho vissuto tra il popolo che lottava
    per la propria libertà dei diritti e ora mi ritrovo qui, stanco e disilluso
    dalla mia stessa esistenza. Ora che la regina Vittoria è morta, la mia
    protezione da parte sua è terminata con la fine del suo regno. Presto verranno
    alla soglia del covo dei miei confratelli e mi condurranno al patibolo, per i
    miei crimini commessi in gioventù. Sono solo un povero vecchio che tenta di
    trovare il suo spazio in una società in pieno cambiamento, fin dalle origini
    della razza umana siamo stati guidati da istinti e doveri, ci siamo procacciati
    il cibo, abbiamo popolato il territorio e siamo tutt’ora artefici del continuo
    cambiamento che vediamo ogni giorno…eppure chi siamo veramente? Cosa ci ha
    preceduto prima? Cosa sono questi manufatti che chiamiamo “Mele dell’Eden”?
    Dove finiremo un giorno quando l’uomo svilupperà cosi tanto le sue conoscenze
    da usurpare e impoverire la Terra?
    Forse sono domande troppo complesse a cui non daremo mai un senso

    compiuto, ma confido nelle prossime generazioni come mai prima d’ora. Nella
    setta degli assassini, di cui faccio parte da una vita intera, ho conosciuto
    verità nuove che hanno come aperto la mia mente e mi hanno mostrato la realtà
    nella società di tutti i giorni. Ho visto persone radicate al potere che si
    proteggono alle spalle altrui per puro beneficio personale, persone che si
    nascondevano alle verità inconfutabili dietro inutili fondamenti e caratteri,
    questi sono i templari…
    In tutta la storia degli assassini ci sono stati due uomini che sono

    stati resi celebri dalle loro gesta in vita, Altair Ibn La –Had e Ezio
    Auditore.
    Altair ha combattuto proprio durante lo svolgimento della terza crociata

    alla fine dell’anno mille, è diventato capo della setta degli assassini di
    Masyaf dopo aver sventato la cospirazione messa in atto dal suo mentore Al
    Mualim. Grazie alla Mela dell’Eden ha beneficiato dell’immensa conoscenza che
    portava racchiusa in sé, e lasciando numerose fonti e scritti da studiare,
    giunti fino a noi.
    Ezio invece, era un nobiluomo fiorentino di famiglia ricca, che ha

    passato la vita a riscattare la memoria della famiglia uccisa per mano dei
    Borgia. Questi ultimi erano implicati in una cospirazione templare per prendere
    il controllo dell’attuale penisola italiana.
    Sconfisse la dinastia dei Borgia, uccidendo il figlio Cesare, ottenne il

    titolo di mentore, viaggiando in Oriente per apprendere di più sulla vita del
    suo predecessore Altair.
    Essi sono entrati in contatto con due manufatti, due diverse Mele

    dell’Eden, che celano oscuri misteri. Esse sono altamente funzionali e potenti
    e possono soggiogare letteralmente il pensiero di una persona, costringendola
    ad agire inconsciamente e non sotto la sua volontà. I templari hanno sempre
    tentato di ricercare queste ultime, essi vogliono farne uno strumento di
    controllo di massa per indurre la popolazione al loro volere, e temo delle
    sorti future se ciò dovesse accadere. Gli assassini agiscono nell’ombra per servire
    la luce, io sono John Tyler e sono un
    assassino.


    Nulla è reale, tutto è lecito.




    Londra 28 gennaio 1901




    “This is only the start…”
    SET by LAMPO

  2. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #9347793
    Colo 97-2Grazie per i complimenti!!! In zona OT non si puo iniziareuna discussione nuova a quanto vedo e l'ho scritta qua. Contento del successo, continuo di sicuro. Lunedi il seguito. Comunque ancora grazie!
    Non vedo l'ora ^^
    I complimenti te li sei meritati...







    Quote:





    Originally Posted by RED_KiLLeR_XD


    Mr_loro, sei ufficialmente FUCK YEAH!1!1!!!11!! come lo sono io, bravo ragazzo
  3. "I'M BACK IN TOWN BABY!"  
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    Capitolo 1
    L’uomo vestito di bianco e con un cappuccio che gli copriva gli occhi, alzò lo sguardo dalla lettera che aveva scritto, seduto alla sua scrivania e immerso in una stanza buia e piena di manufatti che riempivano le librerie alle pareti. Fuori pioveva a dirotto, e ogni tanto un tuono rompeva il rumore creato dalle gocce che picchiettavano sulla finestra.
    La vita in strada procedeva frenetica, mentre i giornalai sventolavano la loro edizione fresca di stampa con la notizia della morte della regina. Agli angoli delle strade le prostitute davano occhio a chiunque passasse nei dintorni, mentre alcuni bambini lucidavano le scarpe ai signori della nobile borghesia. I mendicanti affollavano ogni zona di Londra ed erano diventati insostenibili da gestire. Nonostante l’operato degli assassini, la povertà rimaneva una piaga sociale e separava i borghi ricchi di Londra agli immensi quartieri malfamati della periferia.
    Il vecchio fissava spazientito la porta, come ad aspettare qualcuno, mentre continuava a passare il suo scritto da una mano all’altra soppesandolo con lo sguardo.
    Stava per lasciare la guida della setta degli assassini e avrebbe raccontato tutto al figlio, la cosa più preziosa che avesse mai avuto, a cui dava quella che era stata la sua vita. Qualcuno bussò piano sul battente di legno, l’uomo sospirò e disse “Avanti, vieni pure, figlio mio.”mentre la porta si spalancò e un'altra figura incappucciata con una balestra sulle spalle, si inchinò profondamente davanti al padre.
    “Sono giunto al vostro cospetto, padre John, sono pronto a disporre dei vostri ordini.”esclamò il figlio al suo cospetto volgendogli uno sguardo di profondo rispetto. “Ah, hai ancora molte nozioni da imparare, James. Ti voglio raccontare la mia storia, di come sono diventato quello che sono, di cosa ho fatto, di cosa sarete e di cosa ho scoperto in tutti questi anni. Ti prego di far tesoro di queste nozioni per il nostro futuro, e quello dei nostri confratelli. Ormai il tempo a mia disposizione sta scadendo, ma prima che io muoia, ti dirò tutto il necessario da sapere sui nostri predecessori. Allora, sei pronto, figlio?”concluse John fissando intensamente l’altro. “Certamente, padre. Dunque racconta, affinchè benefici del tuo sapere.”.
    “La mia storia è molto travagliata, nacqui in America, nel 1820, e dopo che la mia famiglia ebbe attraversato una crisi profonda, decidette di trasferirsi qui in Inghilterra. Avevo appena compiuto i diciotto anni. Venimmo caricati su un barcone affollato e pieno di ogni tipo di persona potesse esistere, tutti appartenenti a differenti classi sociali, e fu quella la prima volta che ebbi il vero contatto con quello che era il mondo e la sua condizione sociale…”





    Capitolo 1 –“Una nuova vita.”
    Sospinto dalla brezza e dalle onde del mare, un’imbarcazione a vele spiegate procedeva lentamente, a bordo vi erano persone appartenenti a ogni tipo di etnia. Alcuni erano operai, altri contadini, altri semplici schiavi, altri ancora disoccupati, e tra tutta quella folla di gente vi era il giovane John. Lui era un ragazzo snello, con un fisico prestante e allenato, capelli neri che gli coprivano gli occhi, anch’essi piuttosto scuri. Indossava una leggera maglia di seta, pantaloncini corti fino al ginocchio e dei sacchetti di lino ai piedi con cui andava in giro da ogni parte. I suoi genitori guardavano ogni tanto dalle fessure di sottocoperta per vedere se erano giunti a destinazione, ma altro non si vedeva che mare. Le onde erano terribilmente alte, e la nave procedeva in ogni direzione sospinta da forti raffiche di vento. Passarono vicino ad alcune scogliere con del legname di imbarcazioni incagliate lì precedentemente. Lo spettacolo poco prometteva, e le persone a bordo ebbero un fremito di paura alla sola vista di quei relitti. Dovevano essere in viaggio ormai da alcune settimane, e lo scorrere dei giorni procedeva incessante, e veniva servito loro del cibo dal sapore sgradevole e mal conservato. L’igiene non era il massimo e alcuni facevano i bisogni ovunque capitasse loro. La zona in cui erano stipati in massa era soffocante e l’aria si fece presto pesante, mentre l’odore di salsedine inebriava le correnti. Un giorno, il sole era abbagliante e la luce filtrava pesantemente da ogni parte, mentre il caldo si faceva opprimente. Era proibito loro di andare a prua ad interferire con la ciurma che gli avrebbe portati a destinazione, anche perché la cosa che stavano facendo non era del tutto legale. Sarebbero entrati nel porto fingendo di trasportare merci preziose, e nascondendo il pesante carico umano che avevano a loro carico. Ma John infranse la regola e, sgattaiolando alla supervisione dei suoi, si fece strada tra le persone ammassate lì dentro, sgattaiolando attento a non farsi vedere tramite la botola di accesso. La aprì leggermente, e visto che tutto andava bene e nessuno si era accorto della sua mancanza, uscì, nascondendosi in ogni anfratto che la nave offriva. Al passaggio dei marinai, lui si nascondeva tra due botti, e aspettava che il pericolo passasse per ritornare allo scoperto ma sempre vigile e attento a non essere scoperto. I gabbiani solcavano il mare, e volando radenti all’acqua, pescavano tanto più pesci prendevano nel loro gozzo. Davanti a loro inziò a delinearsi un profilo definito di un territorio ricco di arbusti e spiagge sabbiose. Un marinaio urlò fuori di sé “Siamo in Inghilterra! Ci siamo riusciti!!!”. John sorrise e rimase lì a fissare mentre loro entravano in un corso fluviale ampio e talmente emozionato, si addormentò tra delle cime e alcune botti stipate nei pressi della prua.
    SET by LAMPO

  4. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #9348119
    Complimenti, questa storia mi intriga davvero molto... ho notato soltanto qualche ripetizione e a volte hai usato un lessico non proprio adatto (ad esempio "attento a non essere beccato"). Inoltre hai scritto che John è nato nel 1920, ma immagino che volessi dire 1820.
    Comunque sei davvero molto bravo, aspetto con ansia il proseguimento della serie.







    Quote:





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  5. "I'M BACK IN TOWN BABY!"  
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    Capitolo 1-“La città del Big Bang.”
    John si svegliò di soprassalto, mentre l’imbarcazione risaliva il corso del Tamigi. I marinai a bordo iniziarono a preparare l’ancora di approdo, mentre si potevano vedere le abitazioni rurali lasciare il passo a costruzioni attaccate tra loro. L’immensa Londra era lì davanti ai suoi occhi, con le ciminiere che emettevano masse scure di fumo, esse coprivano il sole. In strada la vita procedeva tranquilla, e altre imbarcazioni più piccole risalivano il fiume nel verso opposto. John non aveva mai visto un centro urbano così attivo come quello e rimase frastornato a tale vista. Un uomo dell’equipaggio gli passò vicino, lui si nascose ancora meglio tra i barili, mentre iniziavano i preparativi per approdare nel porto. Passarono altri minuti, e finalmente John vide che la barca stava deviando la sua traiettoria mentre perdeva velocità. Lanciarono l’ancora e la assicurarono salda per fermarsi. Alcuni soldati in divisa rossa con le baionette in mano, si avvicinarono con uno sguardo torvo, mentre gli uomini a bordo scesero mostrando che era tutto normale e facendogli notare dei pezzi di carta secondo cui il governo degli Stati Uniti dichiarava il diritto di navigazione in territorio inglese. Dopo attimi di incertezza, i soldati si allontanarono e un uomo a bordo scese nella stiva per controllare la situazione e far uscire di lì gli uomini e le donne raccolti in quello spazio angusto. Il cielo era cosparso di nuvoloni che minacciavano una pioggia imminente. Difatti dopo pochi attimi iniziò a gocciolare pesantemente e l’aria si fece satura di umidità.
    Dalla stiva i navigatori fecero uscire a piccoli gruppi, uomini e donne di ogni tipo, mentre ben presto ogni cosa era resa indistinguibile sotto quell’acquazzone. All’improvviso un urlo squarciò il silenzio, e angosciò John terribilmente. “JHON; FIGLIO MIO!!! DOVE SEI?”. Era sua madre, si dimenava mentre veniva trascinata da quegli uomini di mare rozzi. “Ehi, taci donna! Non vorrai mica farti scoprire, vero? Sai che se ci beccano ci impiccano per falsa testimonianza e violazione di territorio…!”. Il ragazzo stette tra le botti in ansia, letteralmente bagnato dalla testa ai piedi. Iniziò a piangere lacrime amare mentre i capelli gli si erano attaccati al viso. “Madre…padre…”singhiozzò. Si avvicinò al gruppo di uomini radunato in un angolo e capì le intenzioni di quei viscidi traditori. “Ora che siamo qua…vi possiamo dire che ci frutterete molto…Vi rivenderemo all’Inghilterra come schiavi in cambio di profitti per noi…ah ah ah”disse ridendo un energumeno di quell’equipaggio. Un signore anziano si fece largo tra la folla urlando “Brutti bastardi, viscidi traditori…vi ucciderò per questo!”ma non fece in tempo a raggiungere gli uomini di fronte a loro che quello che aveva parlato gli sparò un colpo di fucile dritto in petto. Il vecchio cadde in una pozza di sangue, mentre il suo corpo veniva trascinato via e gettato nel fiume, colui che aveva sparato guardava ognuno di quegli uomini che aveva schiavizzato mentre si sentivano dei lamenti sommessi da parte di alcuni di loro. “Se osate anche solo reagire come quella carogna, farete una brutta fine, rinchiudeteli nella gabbia che avete preparato e copriteli…assicuratevi che non vi veda nessuno. Ah, cercate quel ragazzo, se lo trovate fatelo fuori…ha già osato troppo scappando”. John, che era lì vicino acquattato dietro alcune casse, rimase pietrificato dalla paura. Ma una cosa era certa per lui, doveva liberare i suoi genitori e dovevano fuggire al più presto dalle grinfie di quegli individui.
    *
    Era notte fonda e John aveva freddo e fame. L’umidità era altissima e vi era un vento fresco che gli spazzava i capelli e le vesti. Dei brividi lo percuotevano dalla testa ai piedi ma lui era rimasto lì di fronte alla gabbia dove erano stipati anche i suoi genitori. Aveva studiato attentamente i giri percorsi dai mercanti, e sfruttò un momento in cui si erano allontanati nei pressi della zona per avvicinarsi al telone che lo separava dalla sua speranza di vita. Sollevo leggermente il telone e con un piccolo ferro trovato per terra apri la porta chiusa con un pesante lucchetto d’oro. Molti sguardi e brusii caddero su di lui e appena entrato molti lo trascinavano in direzioni diverse, mentre sempre più voci gli si affollavano nella mente. “Ti prego salvami, ho una famiglia…”, “Ehi ragazzo, tirami fuori di qua e ti ripagherò in oro…”, “Salvaci, siamo poveri non abbiamo niente!”, ma nonostante tentasse di resistere era difficile fronteggiare dei poveri disperati e lui stesso iniziò a piangere. All’improvviso tra le tante voci ne udì due familiari “John sei tu? Oh mio Dio, pensavamo fossi morto…””, “John figliolo sei sano e salvo, si vede che hai preso da tuo padre…”. Erano i suoi genitori, che appena lo videro si commossero e lo trascinarono a sé proteggendolo con un abbraccio. “Temevo di non vedervi mai più! Mi sono allontanato per un attimo e…” rispose con la voce spezzata dal pianto. “Non ti preoccupare, siamo qui con te, non succederà niente…”disse sua madre “Ora usciamo di qui, sono venuto per salvarvi…”rispose John serio in volto e asciugandosi le lacrime. Insieme iniziarono a farsi strada tra gli altri, John che teneva saldamente la mano di sua madre e suo padre, uscì da quell’inferno mentre anche gli occupanti iniziarono a dibattersi e a spingere per uscire. Attirarono però l’attenzione dei traditori che si allarmarono e accorsero con le loro lampade e iniziarono a fare fuco su tutti i fuggitivi. John e i suoi genitori rimasero coinvolti nell’ammasso di persone che urlavano a squarciagola mentre il rumore degli spari si fece sempre più terribile. Molti vennero uccisi e cadevano inermi al suolo, mentre altri si facevano strada correndo il più velocemente possibili. Poi si udirono alcuni spari e la madre di John crollò a terra senza vita. “NOOOOO!”urlò John con quanto fiato aveva in corpo , mentre cadde in ginocchio e suo padre andò subito accanto alla moglie. “pianse sommessamente, intanto la strage attorno al loro si compiva senza risparmiare nessuno. Nessuno dei due voleva proseguire. Un altro sparo e anche il padre di John cadde accasciato su sua moglie. John era rimasto paralizzato dal terrore e dalle lacrime. Gli uomini dell’equipaggio si avvicinarono a lui, mentre la sua fine si avvicinava. “Sei stato te, canaglietta, non hai più via di scampo, addio…”l’uomo stette per fare fuoco ma venne passato da parte a parte da una lama. Il sangue iniziò a sgorgare dal suo petto mentre esso si accasciava al suolo senza vita. Un uomo in bianco era dietro di lui mentre, prima che il resto di quei traditori potesse agire, una pioggia di frecce calò su di loro. John rimase inginocchiato a terra in stato di incoscienza e traumatizzato da quanto successo mentre tutto diventò nero. L’uomo incappucciato fece cenno agli altri di avanzare e diede loro degli ordini. “Dategli una degna sepoltura, io mi occupo del ragazzo.” E detto questo prese con se John e si allontanò da quel luogo sparendo nel buio, in quella notte senza luna.
    SET by LAMPO

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