1. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
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    Miyamoto, uno dei grandi antichi del videogaming mondiale, ha ricevuto in Spagna il premio Principe delle Asturie, accompagnato con 50mila euro, che così "va giù" meglio. :)



    Fino a qui è una lieta novella, se non fosse che di questi tempi la Spagna potrebbe impiegare meglio i propri soldi, ma ognuno alla fine è padrone col suo portafogli.



    Dove nasce l'oggetto del contendere allora? Perchè Atlas è qui a rompere le bolas?

    Semplice, le motivazioni che accompagnano il premio.



    Miyamoto è stato premiato per aver fatto videogame "senza l'uso di violenza". E' stato premiato per aver "trasformato il videogioco in un medium in grado di integrare e unire le persone indipendentemente dal sesso, dalla razza, dall'età o condizione sociale e culturale".



    In tutto questo, il valore del game design, il valore del gameplay, di aver creato o comunque monopolizzato interi generi videoludici, che poi è ciò per cui è DAVVERO grande Miyamoto, di tutto ciò non vi è traccia. Resta solo un pomposo e noioso evento politicamente fin troppo corretto, troppo simile agli autopremi che gli artisti di danno da soli o si fanno dare da amici o politici compiacenti, insomma non c'è nulla di diverso dai fake premi dati intellettuali polverosi, stanchi, che di fatto alla gente non hanno mai detto un tubo. Un Dario Fo, un Fellini qualsiasi insomma, gente che se non avesse avuto l'appoggio politico/partigiano non avrebbe combinato un tubo.

    Ecco vedere un genio come Miyamoto premiato con formule concettuali del genere me lo fa accostare troppo a gente come quella di cui sopra verso cui ho stima prossima allo zero.



    Ma non finisce qui, perchè se per ora il videogame in quanto tale è stato messo in secondo piano ma almeno non toccato, dopo escono altri motivi che lo vanno quasi a violentare.



    Viene premiato anche per WiiFit e Wii Music, quelli che quasi all'unanimità sono riconosciuti essere i momenti più bassi della sua carriera di game designer. Come premiare Einstein per la foto artistica in cui fa la linguaccia e non per la teoria della relatività...

    "Con quelle creazioni ha trasformato il videogame in una rivoluzione sociale, facendo avvicinare a questo medium fasce di popolazione che prima ne erano fuori. Il tutto (ribadiscono) senza uso di violenza".



    Poi ci spiegheranno dov'è la violenza nel premere un pulsante e vedere dei pixel che si muovono su schermo...





    Un una riga, persa in tante idiozie (per come la vedo io) c'è spazio per una cosa decente: "Miyamoto ha fatto il primo gioco interamente in 3D: Mario 64". Unica nota su uno dei meriti VERI di Miyamoto a livello videoludico. Nota anche sballata fra parentesi perchè Mario 64 non è stato manco per niente il primo gioco interamente in 3D, se proprio vogliamo dirla tutta c'erano già giochi su PC in 3D, come Quake, c'era Virtua Racing, Virtua Fighter... ma vabbè leggerezza minore rispetto al resto.





    Comunque, di positivo c'è il premio, di negativo c'è il fatto che il mondo "normale" ancora non riesce a capire e accettare il videogame per il suo VERO valore, quello artistico-ludico, e deve sempre inventarsi qualche menata per non dargli addosso. Perchè questo premio a uno dei guru dei videogame implicitamente è ANCHE una polemica e una condanna implicita verso gli "altri" videogiochi, quelli brutti e cattivi, quelli violenti che traviano i bambini facendoli diventare maleducati, assassini, stupratori, ladri.



    Sarebbe stato bello se Miyamoto avesse fatto tutti questi appunti in sede di premio.





    fonte:

    http://www.bworldonline.com/content.php?section=Arts&Leisure&title=Mario-Bros-creator-wins-top-Spanish-prize&id=52304
  2. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #9348585
    Tieni presente che non è la prima volta che viene proposta la sua candidatura, e che in precedenti occasioni, il commento dei membri della commissione pare sia stato che i videogiochi "allontanano i giovini dai libri". Sono passettini.

    Peraltro, per mal formulata che sia la motivazione, il senso lo capisco pure. Semplicemente, ho idea che chi ha scritto il tutto non abbia gli strumenti per chiarire una cosa che per chiunque qua dentro è ovvia: che Miyamoto sia uno dei poche personalità a capire istintivamente il senso stretto del videogioco.
  3.     Mi trovi su: Homepage #9364354
    Suvvia camerata Atlas, si é già capito già da un pò, da tanti tuoi interventi, da dove vieni e dove vuoi andare a parare. "Aver fatto videogame senza l'uso di violenza, aver trasformato il videogioco in un medium in grado di integrare e unire le persone indipendentemente dal sesso, dalla razza, dall'età o condizione sociale e culturale": solo un cripto (oddio, neanche troppo cripto in verità) redneck esaltato come te può vedere queste cose come politicamente connotate. Fuori da Predappio (e ambienti analoghi) sono valori condivisi e trasversali, occorre farsene una ragione.
    >> Aimez-vous les uns les autres ou bien disparaissez >>
  4. Il miglior Halo resta ancora Reach. Halo 4 segue la politica del gambero  
        Mi trovi su: Homepage #9364953
    Camerata misia, non lo so dimmelo tu dove voglio andare a parare.
    Ma soprattutto dimmi tu per quale motivo ipocrisie politichesi dovrebbero inquinare anche i videogame, ancora oggi abbastanza immuni dalla "piovra".

    Un videogiocatore normale, dalla notte dei tempi, NON ha mai acceso una console per integrarsi col resto del mondo, per fare lotte sociali, politiche o altro ciarpame vario. Lo ha sempre fatto per divertirsi, per sfiorare cose che normalmente non sono alla sua portata (guidare una Ferrari, acciaccare pedoni, salvare il mondo, abbattere orde di alieni, salvare principesse, costruire intere città, diventare un cacciatore di draghi e non-morti...) e non per rivendicazioni sessuoidi.
    Ah, carissimo "camerata" misia, quei valori non sono certo estranei alla mia persona, ma a differenza (forse?) di camerati tuoi pari, io ritengo e pretendo di avere anche una vita privata estranea da rivendicazioni e lotte politiche. Non interessa cosa sia giusto e cosa sbagliato, il punto è che contaminazioni del genere meno entrano nel mondo dell'intrattenimento e meglio è, anche per te (sempre che tu sia un gamer ovviamente).

    Contaminazioni del genere hanno devastato e sostanzialmente disintegrato il cinema italiano, incapace di ormai di produrre opere interessanti fuori dai soliti, patetici, cinepanettoni, e ormai relegato a valletto della politica, costretto a elemosinare soldi pubblici per fare pellicole impregnate di retorica fuori dal mondo oltre che tecnicamente davvero mediocri.

  Miyamoto premiato in Spagna: troppa social-politica e poco videogame?

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