1. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #9353808
    Tromba d'aria dalle 11.06 alle 11.10:
    4 minuti di terrore nelle isole della laguna


    di Paolo Navarro Dina

    VENEZIA - A Sant’Erasmo il tornado di ieri mattina ha abbattuto l’ultracentenario Bagolaro. L’albero-simbolo dell’isola. Il vento lo ha alzato come un fuscello e lo ha fatto caracollare a terra, radici all’aria. All’isola della Certosa non esiste più il parco in quella che è denominata "l’Isola Nuova". Spazzate via oltre mille piante ad alto fusto.

    A Castello, almeno una quarantina di pini marittimi si sono trasformati in "stuzzicadenti" buttati di traverso in terra. Invece è letteralmente scomparsa, rasa al suolo dalle folate di vento che hanno raggiunto i 115/120 chilomentri all’ora, la sede, sia pure provvisoria della Remiera Casteo, a due passi dal Diporto Velico. Qui, la tromba d’aria ha spazzato via tutto: trentaquattro barche a remi sono finite accatastate attorno allo scheletro di un albero reciso alla sommità.

    Poco più in là, un container accartocciato dove al momento del tornado si trovava una dozzina di bambini che sono usciti miracolosamente illesi. Accanto, in un altro container tutto rosso, bellamente ammaccato, aveva trovato rifugio un socio della Remiera, Tino Vidal, il quale, sballottato alla grande, ha rimediato una botta in testa ed è stato portato all’ospedale per controlli.

    Così, d’improvviso, alle 11.06 su Castello si è scatenato l’inferno. Come nel 1970, quando morirono 21 persone per una tromba d’aria assassina. Il vortice, con un andamento ondivago, ha sezionato 40 alberi della Pineta, al collegio navale Morosini ne ha abbattuti una trentina, ha raggiunto lo stadio Penzo buttando giù alcuni mastodontici ippocastani, uno dei quali ha demolito una sezione del muro di cinta dello stadio e poi ha proseguito colpendo a morte la Remiera. Quindi ha attraverso la laguna, si è abbattuto sulla Certosa ed ha proseguito verso Sant’Erasmo raggiungendo infine Cavallino-Treporti.

    In tutto quattro minuti di terrore. E da un momento per l’altro è stato come essere catapultati sulla scena di un bombardamento. Oppure di un terremoto. Subito è scattata la macchina dei soccorsi: Vigili del Fuoco, Guardia di Finanza, Magistrato alle Acque, Protezione civile del Comune. E per verificare la situazione è toccato al vicesindaco Sandro Simionato e all’assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni, insieme al responsabile della Protezione civile, Maurizio Calligaro, recarsi sui luoghi del disastro. «Trentacinque anni di remiera completamente distrutti - ricorda con le lacrime agli occhi, Giuseppe Galardi, della Remiera Casteo - Tutto all’aria. Non c’è più nulla. Una tragedia».

    E sul terreno della società sportiva sembra siano passati i carri armati. Nulla è rimasto in piedi. Barche accartocciate, seggiole distrutte, anche il capannone per il rimessaggio è andato in pezzi. «Dateci subito una mano - sbotta Roberto Busetto, celebre regatante - Abbiamo bisogno subito di soldi. Dobbiamo ricostruire!».

    Ma il disastro a Castello è solo parte di quanto è accaduto a Sant’Erasmo. Qui sono 13 le case che hanno subito danni: il chiosco delle bevande al Capannone (44 quintali) ha fatto un volo di 30-40 metri andando in pezzi. Poco distante le coltivazioni di Claudio e Carlo Finotello, de "I Sapori di Venezia". Aspettavano in gloria gli ultimi quindici giorni e poi avrebbero raccolto peperoni, ortaggi vari, pomodori. E invece nulla. Tutto massacrato da un tornado che ha lasciato solo gli scheletri di 13 serre coltivate e tanti rimpianti. A qualche chilometro di distanza Alessandro Vignotto, del ristorante omonimo, tappa d’obbligo per le scampagnate in laguna. Il giardino ha perso tutte le piante ad alto fusto; il ristorante ha un buco nel soffitto grande così. «Ero nel magazzino attrezzi - racconta - e mi sono sentito sollevare e poi ripiombare a terra. Una cosa tremenda. Ero con un amico. Pensavo fosse morto, sepolto sotto le macerie. E lui pensava la stessa cosa di me. Alla fine ci siamo abbracciati».

    In via dei Forti c’è la casa dell’architetto Alessandro Milner. Una casa colonica con il grande Bagolaro ferito a morte. Tutt’intorno ci sono vigili del fuoco che stanno tagliando i rami più frondosi. «Era il simbolo dell’isola. È venuto giù come una pagliuzza. Il vento ha spazzato parecchie tegole e la guaina di protezione del tetto. Un disastro».

    Sant’Erasmo ferito anche negli affetti. Il cimitero dell’isola è sconquassato. Gli alberi sono caduti sulle tombe e hanno spezzato parecchie lapidi. Il viottolo centrale è come se fosse stato macinato dalle radici degli alberi caduti. Il parroco don Mario Sgorlon abbassa gli occhi commosso. Sant’Erasmo è rimasta tramortita, ma chi non ha più un parco è l’isola della Certosa. Alberto Sonino, amministratore di Vento di Venezia, non sta nella pelle. «Sono andati perduti oltre mille alberi tra secolari e più giovani. Una cosa incredibile. Avevamo appena censito tutte le piante. Ora è tutto inutile. In un’area avevamo due container. Li abbiamo trovati, come esplosi, dieci metri più in là. Il vento aveva una forza incredibile».

    Fonte: http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=202093&sez=NORDEST

    6 Video della tromba d'aria
  2. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #9353811
    E' successo tutto ieri, confermo tutto quello che è successo (visto che abito in una delle zone colpite,ma per fortuna senza danni particolari)...
    Per fortuna non ci sono state vittime, non come quella del 1970 (che causò 21 morti)
  3. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #9353813
    Tornado a Venezia: «Danni per milioni di euro, stato di calamità naturale»

    Il Comune avvia il censimento, Diporto Velico e Remiera Casteo in ginocchio. La Provincia cerca con urgenza dei volontari capaci di utilizzare motoseghe

    VENEZIA. «Avvieremo subito una quantificazione puntuale dei danni, inoltreremo la richiesta di stato di calamità, anche se sarà difficile ottenere delle risorse, come insegna l’esperienza di Pellestrina». Dopo la tromba d’aria del 23 luglio 2010 infatti non arrivò un euro. Il vicensindaco di Venezia Sandro Simionato lo ricorda bene e non vuole alimentare illusioni. Ieri lui e il collega Alessandro Maggioni, con il responsabile della Protezione civile, Maurizio Calligaro, hanno visitato le zone colpite dal disastro, da Sant’Elena alla Certosa (dove sono stati abbattuti circa mille alberi) a Sant’Erasmo.

    Per far fronte all’emergenza il sindaco Giorgio Orsoni fa sapere che è stato costituito un tavolo di lavoro composto da tecnici comunali, protezione civile e pompieri. «Poteva essere un disastro. Oltre ai danni la tromba d’aria avrebbe potuto causare anche delle vittime». Per fortuna non ce ne sono ma le zone colpite dalla tromba d’aria sono in ginocchio. È ancora difficile fare una stima dei danni, ma Calligaro ci prova: «Credo che non sia esagerato parlare di circa tre milioni di euro, considerando le case scoperchiate, i danni alle barche, alle strutture, alle remiere». Una stima che riguarda il Comune di Venezia, e che non comprende i danni registrati sul litorale, da Treporti fino ad Eralclea, dove ci sono danni per centinaia di migliaia di euro, basti dire dei 150 mila euro per le serre Callegher rase al suolo e delle decine di macchine danneggiate. Oltre alla richiesta dello stato di calamità, che dovrebbe essere formalizzata nella prossima riunione di giunta, giovedì o venerdì, è Maggioni ad anticipare le ipotesi del Comune: utilizzare alcuni dei fondi della Legge speciale, in particolare una parte dei circa 4 milioni a bilancio per l’allargamento di via dell’Elettricità, a Marghera. Intanto saranno subito stanziati dei fondi per finanziare gli interventi di emergenza della Protezione civile, ieri al lavoro con cinque squadre e 25 uomini, più almeno altrettanti vigili del fuoco, che hanno avuto difficoltà soprattutto a raggiungere Sant’Erasmo: hanno imbarcato i mezzi a Punta Sabbioni e hanno raggiunto l’isola. In ginocchio è il Diporto Velico lagunare, ed ecco perché «di fronte a una situazione del genere», aggiunge Maggioni, «è fondamentale che via sia un meccanismo di solidarietà tra tutti i cittadini, come abbiamo già avuto esempio con la tromba d’aria di Pellestrina». Una solidarietà che dovrebbe scattare anche tra le varie società remiere: al momento la situazione più grave riguarda la Remiera Casteo, rimasta praticamente distrutta dall’evento. Danni anche a San Servolo, della Provincia di Venezia, dove una porta a vetri in prossimità della corte e delle chiesta del complesso edilizio è esplosa. Sul fronte dei soccorsi la Provincia sta cercando volontari abilitati all’utilizzo di motoseghe e ci stiamo già attivando per provvedere».

  Via Col Vento (italian edition)

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina