1.     Mi trovi su: Homepage #9382773
    Non fregherà a nessuno ma lo scrivo lo stesso, perché più e più volte ho scritto, ANCHE in questo forum, di quanto fosse anacronistico tenere in vigore il "LET" (da me erroneamente chiamato NET), perché fonte solo di possibili contestazioni.
    .
    Il tennis come la pallavolo, niente let al servizio ----------------.
    Per
    i primi tre mesi del 2013 sarà solo una prova e sarà applicata solo nel
    circuito Challenger ma l'Atp sta pensando di abolire il let service
    .
    alla fine si punta a trattare il let al servizio esattamente come quello che può avvenire durante il gioco; si continua a giocare
  2. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #9382782
    Mah, ci pensavo durante la finalde degli US Open e devo dire che non mi entusiasma. Magari sbaglio analisi, però se è vero che nella pallavolo la ricerca della rete è perfettamente inutile, perché tanto ci sono 3 giocatori in ricezione lì sotto, nel tennis potrebbe avere senso cercare il nastro: una minima deviazione può spiazzare ma soprattutto una forte deviazione, cioè la palla che rimbalza corta, renderebbe impossibile la risposta.

    Mi rendo ovviamente conto che non si tratta di una cosa facilissima da riprodurre a ogni servizio, però forse non è un'ipotesi così remota.
  3.     Mi trovi su: Homepage #9382790
    mah, la possibilità che qualcuno possa mirare direttamente al LET mi pare più da cartone Giappo, ma non escludo che tra i tennisti ci possa essere qualcuno che ci possa tentare
    semmai perché farlo, dato che colpire il LET non è mai sicurezza di comportamento della pallina; la pallina potrebbe veder frenata la sua velocità; la pallina potrebbe rimbalzare sul let per poi andare fuori, potrebbe prendere il nastro e tornare indietro come potrebbe essere deviata e far punto per quello o risultare smorzata in maniera determinante
    semmai il vero orrore potrebbe arrivare nel caso si spargesse la voglia di dare un solo servizio a disposizione; quella potrebbe essere una vera rivoluzione, non necessariamente positiva. (ma prima o poi si servirà mediamente così forte che si renderà necessaria qualche altra riforma)
  4.     Mi trovi su: Homepage #9382810
    A me sembra che sia un tentativo, blando, per limitare l'influenza del servizio rispetto al resto.
    Se statisticamente sono più le volte che toccando il nastro la palla finisce fuori dalll'area di servizio che quelle in cui rimane in gioco quindi penalizza più chi serve che chi riceve o no ?
  5.     Mi trovi su: Homepage #9382977
    LaLLo-A me sembra che sia un tentativo, blando, per limitare l'influenza del servizio rispetto al resto.
    Se statisticamente sono più le volte che toccando il nastro la palla finisce fuori dalll'area di servizio che quelle in cui rimane in gioco quindi penalizza più chi serve che chi riceve o no ?
    secondo me è anche una modifica di buon senso, ma se contribuisse, anche blandamente, a regalare più incertezza a quelli che vivono principalmente di servizio, sarebbe un pregio un più
  6.     Mi trovi su: Homepage #9383243
    Dico la verità, da praticante amatoriale di circolo a me non piace questa modifica...perchè difficilmente (o quantomeno percentualmente molto meno) il nastro, come la riga, avvantaggia chi risponde...
    Questa nuova regola darà molta più imprevedibilità alla battuta e probabilmente avvantaggerà (in maniera minima) chi, battendo, fortunosamente colpirà il nastro...
    Tralascio l'ipotesi che si possa mirare con precisione il nastro per trarne vantaggio, forse 4/5 giocatori al mondo (10 esagerando) potrebbero esserne capaci...
    1 Superlega (Clausura 2007/08)
    1 Champions Superleague (apertura 2011/12)
  7.     Mi trovi su: Homepage #9383269
    Un cambiamento è imminente anche se riguarderà solo i tornei minori, i cosiddetti Challenger. Si tratta di abolire il “let” poi diventato un po’ per tutti e per logica associazione con la rete il “net”, sul servizio. A oggi funziona così: il tennista serve e se la palla tocca il nastro la battuta è da ripetere: se dopo il tocco rimbalza in campo è ancora prima palla, altrimenti è seconda di servizio.

    Dal punto di vista del gioco è la cosa più logica: il nastro devia il servizio, ovvero un colpo che già di suo viaggia molto oltre i 150 km/h e regala buona parte dei punti. Dover ribattere sulla deviazione del nastro sarebbe un ulteriore handicap per chi risponde.

    Dal punto di vista televisivo e dello show però è meglio togliere il net. Per due motivi: perché fa “perdere tempo” e perché la deviazione è alea e quindi spettacolo. Che sia a scapito dello sport poco male. Per inciso: Enrico Cisti che su Repubblica dà la notizia dei cambiamenti dice anche che ai giocatori non piacciono. E onestamente non è difficile crederlo. Mentre è più difficile credere che possano vincere un “duello” contro le esigenze televisive.

    Perché in ballo non c’è solo l’abolizione del net. Si parla, ma queste ultime varianti per ora sono solo a livello di proposta, di altre due innovazioni. Entrambe, come la precedente, vanno in direzione dello “speed tennis”, il tennis veloce, compresso, e quindi più adatto ai palinsesti. La prima è un dettaglio: penalizzare con richiami prima e punti poi i tennisti che si prendono troppo tempo tra un punto e l’altro. Sembra una regola pensata da chi di tennis ne ha visto tanto e giocato pochissimo: quei 20-25 secondi tra un punto e l’altro saranno “noiosi” per lo spettatore, ma spesso sono decisivi per un atleta. In 20 secondi c’è la ricarica di energia per il punto successivo e perché no, persino il tempo di pensare. Già. Pensare. Ovvero decidere dove tirare un servizio, se cambiare strategia, se attaccare l’avversario o aspettare che sbagli lui. Tutto questo lo si vorrebbe cancellare perché chi vede si annoia. Che poi è un po’ la rivoluzione copernicana di tutti gli sport in tv: lo spettatore, per esigenze reali o presunte, più importante dell’attore.

    Infine l’ultima idea. Quella più ambiziosa, quella dell’accelerazione “definitiva”. Il cosiddetto killer point, ovvero l’abolizione dei vantaggi. Se un game arriva sul 40 pari niente più susseguirsi di vantaggi, di palle break poi annullate, ma semplicemente un solo punto. Chi lo fa arraffa il game. E si risparmia tempo. Si accorciano le partite e si pianificano meglio le interruzioni pubblicitarie. Ancora una volta con qualche piccola conseguenza che ricade su chi gioca: spesso da un singolo servizio strappato dipende un’intera partita.

    E poi c’è l’aspetto “poetico” della questione: addio alle maratone interminabili, partite che si chiudono dopo sei o otto ore di gioco. Del resto, dicono gli innovatori, una volta non c’era neppure il tie break. Vero. Resta il dubbio che chi ha pensato e propone certe innovazioni non abbia in mente tanto il miglioramento del gioco quanto la sua spendibilità a livello televisivo. E no. Non è la stessa cosa.

    http://www.blitzquotidiano.it/sport/tennis-abolizione-net-killer-point-1343091/

  Tennis come la Pallavolo

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