1.     Mi trovi su: Homepage #9394648
    Complimenti per l'articolo e anche per la prima parte pubblicata qualche tempo fa: dal testo si capisce chiaramente la passione di chi ha scritto queste righe!
    Per quanto mi riguarda, Psygnosis è stata una delle softco più importanti durante la mia adolescenza videoludica e anche se non esiste più, il mio sogno sarebbe quello di vedere le storiche figure appartenenti alla software house, con la loro particolare direzione artistica, al lavoro su un titolo tripla A di questa generazione. Magari un action-adventure o un rpg!
  2.     Mi trovi su: Homepage #9395040
    Grazie per i complimenti e, sì, confesso di avere avuto sempre un debole per Psygnosis ^_^. Essendo 'nato' (come videogiocatore) sui computer a 8-bit e sui cabinati arcade, i prodotti della softco di Liverpool mi hanno segnato, mostrandomi per la prima volta le potenzialità dei PC a 16-bit, ma non solo sul piano meramente tecnico, quanto anche (soprattutto?) dal punto di vista direzione artistica, regalandomi la sensazione viva di essere immerso in "altri mondi". Sono stati un passaggio fondamentale nel trasformare la mia passione per i videogiochi in amore vero e proprio.

    Per il resto sono d'accordissimo con te, in un contesto come quello attuale, dove è possibile creare mondi virtuali vasti, interattivi e dettagliatissimi, ma spesso troppo votati al realismo ed esteticamente legati a cliché stravisti, un ritorno allo stile tutto europeo della Pysgnosis old school sarebbe una boccata d'aria fresca!
    Io mi diverto.

  Rubrica Retr-odd-gaming: Requiem per un Gufo – Parte 2

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