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    L'ultimo anno è stato ricco di avvenimenti per il Comandante Shepard. Non è stato semplice abbandonare l'idea di continuare la relazione con Liara ed è stato altrettanto difficile permettere a Garrus di prendere il suo posto.
    Ora, i Razziatori sono giunti e la Galassia è impreparata a una minaccia di questo genere. Con la scoperta che esiste un'arma capace di distruggerli e che Shepard è l'unica in grado di recuperare le risorse necessarie per permettere alle varie razze di cooperare, come potrà la nostra eroina pensare di poter affrontare la sua situazione personale in maniera serena?


    1. Won't find it here

    Era bello riavere Liara a bordo dopo così tanto tempo!
    Se poteva vantare un membro del calibro della dottoressa T'Soni, la crew della Normandy doveva anche fare i conti con un'Ashley ferita e in fin di vita. Questa situazione aveva mandato Shepard su tutte le furie e accresciuto il suo sentimento di vendetta verso Cerberus.


    James, la testa fra le mani, sedeva al fianco del lettino dove giaceva Ashley, il piede che batteva ritmicamente a terra e il respiro affannoso.
    Liara gli si avvicinò e si chinò su di lui, posandogli una mano sulla spalla -Non appena saremo alla Cittadella, Ash sarà sottoposta alle cure migliori, te lo garantisco-


    -Shepard cosa ne pensa?- James rizzò la schiena e si stiracchiò -Voglio dire, è speranzosa o scettica?- lanciò un'occhiata alla dottoressa che, nel frattempo, aveva assunto un'espressione corrucciata.
    -Beh, James...- sbuffò Liara -Penso proprio che si senta in colpa per non essere intervenuta in tempo...-
    afferrò una sedia e si sedette accanto a lui, poggiando i gomiti sulle ginocchia e sporgendosi in avanti con la testa -La conosci, no?-


    Vega bofonchiò qualcosa, poi si sfregò le mani e ne congiunse le dita, lo sguardo fisso in un punto imprecisato del muro in lamiera davanti a sé.
    -Non ce l'ha con te, ma solo con sé stessa...- soggiunse Liara, dandogli una pacca leggera sul braccio.
    Ashley restava immobile, probabilmente in coma. La dottoressa T'soni sapeva come agire nel caso di ferite visibili, ematomi, malesseri... ma lo status di Ash esulava dalle sue competenze, di conseguenza, Liara non sapeva più cosa dire a Shepard per tranquillizzarla.
    Anzi, una cosa da dire ce l'aveva, ma si trattava di una domanda intima e personale che negli ultimi sei mesi si era proposta e riproposta di chiederle... e riguardava certe voci che giravano sul Comandante e su Vakarian...


    Di certo, quello non era il momento più adatto per parlare di queste cose con Shepard. Liara scosse la testa, risvegliandosi da quei ragionamenti dolorosi. Rispose velocemente a una domanda di James, riprendendo la sua solita espressione rassicurante, una buona maschera, per momenti come quello...
    Intravide Shepard passare davanti la porta dell'infermeria e la seguì con lo sguardo. Era diretta all'ascensore.
    Liara si congedò a James stringendogli brevemente la mano sulla spalla. A passo svelto, superò con grandi falcate la lunghezza dell'Infermeria e si ritrovò a bloccare lei stessa l'ascensore della Normandy -Comandante...-
    Shepard esibì un sorriso tirato -Liara- si spostò lateralmente per permettere a T'Soni di entrare nella cabina con lei -Come sta Ash?
    -Ho fatto tutto il possibile- Liara premette il numero 2 sul display principale dell'ascensore, poi rivolse un'occhiata preoccupata all'amica -Ma ha bisogno di adeguate cure mediche che io non posso darle...-
    Shepard si passò una mano sulle labbra, asciugandosi gli ultimi rimasugli di sudore e rossetto -Hai sentito Joker...- replicò, la voce ferma -ancora due ore e saremo fuori dal sistema Sol...-
    Liara le poggiò una mano sul braccio -Secondo te... il Crucibolo...-
    -Li distruggeremo, Liara...- il Comandante sospirò, colta da un'improvvisa stanchezza -E quest'arma potrebbe essere l'unica soluzione possibile per farlo-
    Si scambiarono uno sguardo dubbioso mentre le porte metalliche dell'ascensore si aprivano con un leggero cigolio.


    -Se riusciremo a costruirla...- aggiunse Liara a mezza voce -Hackett sembra sicuro del suo funzionamento...-
    -Hackett sa il fatto suo- fece Shepard precedendo Liara verso la mappa galattica. Salì i tre scalini con un piccolo scatto e si sporse, afferrando saldamente la ringhiera
    -E io mi fido ciecamente del suo giudizio...- rimase in quella posizione, lo sguardo determinato che le illuminava il viso del suo classico carisma e gli occhi fissi in un punto imprecisato della galassia proiettata sotto di lei.
    La Asari rimase ai piedi della scaletta, le braccia lungo i fianchi e l'aria preoccupata -E tu...? Tu cosa pensi?-
    -Penso che dovrei tornare sulla Terra a combattere- disse Shepard a denti stretti, inarcando lievemente un sopracciglio mentre l'equipaggio si affaccendava attorno a loro, come se non esistessero -Qui sono inutile! Non sono una ricercatrice...-


    Liara sorrise mentalmente all'idea di una Shepard intenta a provare reazioni chimiche e con il camice da laboratorio -No, non lo sei- le rispose -Ma dobbiamo comunque parlare con il Consiglio, esporre la nostra idea, cercare collaborazioni... Non dovremmo almeno provarci?-


    Shepard si voltò verso di lei, l'aria di chi non dorme da giorni -E tu pensi davvero che ci ascolteranno, questa volta?-
    Liara fece spallucce, rivolgendole un sorriso.
    Shepard si batté la mano sulla fronte -Assicurati di portare delle prove affidabili... io andrò a cambiarmi...-
    -Ah, Lenore...!- Liara le si parò davanti -Più avanti vorrei chiederti un paio di cose...- le rivolse un sorriso impacciato -Non è urgente quanto i progetti del Crucibolo ma... vorrei parlarne con te non appena avrai un momento di respiro...-


    Shepard la squadrò, dubbiosa -Mi tieni nascosto qualcosa, dottoressa T'Soni?-
    -Nulla che riguardi i Razziatori...- Liara si passò una mano sul collo, visibilmente agitata -Può attendere, per ora...-
    Shepard deglutì, distogliendo lo sguardo. Liara osservò quel piccolo cambio di atteggiamento e intuì che quello che andava profilandosi era un discorso che Shepard avrebbe volentieri evitato.


    No, non gliel'avrebbe permesso.





    Non l'ho scritta io. LOL
    E' scritta bene a mio parere, voi che ne pensate?
    (Forse a chi non ha giocato il videogame non piacerà..)

    "Il 90% delle cose che dicono di me sono false e il restante 10% sono esagerate!"
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    2. Disenchanted Lullabye
    Shepard si svegliò di soprassalto;
    quel sogno si era ripresentato ancora...
    Controllò l'ora e trasse un respiro nervoso: aveva dormito troppo.


    Camminò lentamente verso il bagno per lavarsi il viso, sgranchendosi il collo.
    Si osservò a lungo nel riflesso increspato dell'acqua del lavandino; I capelli erano notevolmente cresciuti. Riprese l'elastico tra le dita e raggruppò le varie ciocche per rimetterli in ordine in una composta coda di cavallo.


    Sbuffò, impaziente. Odiava perdere troppo tempo a prendersi cura del suo aspetto, le sembrava che il tempo trascorresse all'infinito! In passato, amava rasarsi i capelli, come i suoi commilitoni maschi.
    “Niente capelli, niente trucco”, ecco una delle regole auree della vecchia Shepard...
    Alla fine, rasarsi la testa era diventata una consuetudine, un rito che il Comandante aveva protratto dall'addestramento fino alla missione nella Base dei Collettori.


    Ora come ora, quella specie di cerimonia le sembrava solo una stupidaggine legata alla superstizione
    -o un'ulteriore perdita di tempo, insomma...
    Sospirò sommessamente mentre alzava lo sguardo verso lo specchio per controllare lo stato delle cicatrici, vecchie e nuove.


    Ripensò alla giornata appena trascorsa:
    Il Consiglio non aveva prestato molta attenzione ai progetti sul Crucibolo...
    Lei e Liara avevano “abbaiato” contro le stupide opinioni dei Consiglieri con tutto il fiato che avevano in corpo, ma non erano minimamente riuscite a smuoverli... addirittura, Udina si era unito alle due donne in quell'ennesima battaglia, ma le sue doti diplomatiche non erano valse lo sforzo.
    Dannato Udina! Sempre che ce ne avesse messo, di sforzo...


    -La vostra priorità è Palaven- ripeté allo specchio Shepard, scimmiottando il Consigliere Turian. Gemette quando si ritrovò a sfiorare i punti che la Chakwas le aveva applicato sulla guancia dopo la missione su Marte.
    Si ritrovò a maledire quel Consigliere che, al termine della seduta, l'aveva contattata presso l'ufficio di Udina, alle Ambasciate, l'aveva reintegrata a Spettro e le aveva proposto un “Do ut Des”...
    “Il Primarca Fedorian è... diciamo, aperto a soluzioni estreme” aveva detto il Consigliere Turian, la voce melliflua, avvertendola a proposito della precaria situazione di Palaven e dell'ultimo avamposto di Menae.


    Dopo un breve scambio di opinioni, Shepard aveva accettato di trarre Fedorian in salvo da Menae, per l'appunto, in cambio della completa collaborazione dell'esercito Turian.

    Menae. Palaven...
    L'ultimo messaggio di Garrus risaliva al mese scorso. Era su Palaven e l'avvertiva di stare bene, nonostante si fosse disabituato al clima torrido della sua terra natia...


    -Maledetto turian delle baracche...- borbottò Shepard, indietreggiando verso la porta -Perché deve farmi preoccupare a questo modo?-
    Lo sguardo del Comandante si spostò dallo specchio alla grande vetrina dell'acquario vuota e ripulita da ogni genere di mucillaggine. Poggiò la testa sullo stipite della porta del bagno e si perse nei ricordi.


    E ricordò di Illium.
    Shepard aveva appena incontrato Liara, su Illium... avevano parlato d'affari e l'Asari le aveva lanciato dei segnali alquanto confusi. Prima l'aveva accolta con un bacio e poi... erano finite a parlare di lavoro, evitando accuratamente l'argomento “relazione”. Insomma, il Comandante era uscito dall'ufficio dell'Asari con un leggero moto di rabbia e la testa dolorante.
    Una volta tornata sulla Normandy, Shepard si recò nella sua cabina, stanca e furiosa. Perché Liara non si era unita a loro? I suoi poteri biotici sarebbero stati molto utili nella lotta contro i Collettori... e riaverla a bordo sarebbe stato un dono gradito a Shepard.
    -Abbiamo avuto a che fare anche noi con l'Ombra, se ben ricordi...- Garrus l'aveva contattata immediatamente all'interfono, non potendo allontanarsi dalla Batteria Primaria. Nonostante Shepard gli inveisse contro e minacciasse ripetutamente di chiudere la comunicazione, Garrus era rimasto fedelmente in linea e l'aveva costretta a sputare il rospo; quando il Comandante, sfiancato, gli aveva raccontato per filo e per segno l'accaduto, il Turian aveva tratto un sospiro


    -Non penso che si sia dimenticata della vostra relazione, Shepard... sei perfettamente consapevole che l'Ombra ha occhi e orecchie ovunque, e Liara non può permettersi di compiere sciocchezze che potrebbero smascherare la sua copertura...-
    -L'avevo capito!- aveva replicato Shepard, battendo un pugno sulla parete -Non sono egoista a tal punto, Vakarian, anzi! Ho trovato degli appunti sull'Ombra, grazie a Miranda. Intendo aiutare Liara a stanare quel tizio, così da prendere due piccioni con una fava. Liara avrà la sua dannata Ombra e io avrò il mio dannato aiuto contro i Collettori!-


    Dall'interfono, Garrus aveva sospirato profondamente -Sono con te, Shepard... manterrò il massimo riserbo sulla questione-
    Shepard roteò gli occhi e gettò l'ultimo componente dell'armatura in terra -Andrò da sola, Garrus...-
    -Pensi che mi potrebbero essere utili delle munizioni perforanti?-
    -Garrus, è una cosa che devo fare da sola, con Liara...- replicò il Comandante, una vena di rabbia nella voce.
    -Siamo ancora nell'orbita di Illium... dirò a Jeff di farci preparare una navetta...-


    Garrus ridacchiava con voce metallica mentre Shepard, ormai rassegnata, si sedeva pesantemente sul letto
    -Vado a prepararmi.- riprese il Turian -Flotta e Flottiglia potrà aspettare ancora qualche giorno...-
    -Flotta e Flottiglia? Ma non stavi lavorando all'installazione del Thanix?!- Shepard ridacchiò, i muscoli che iniziavano a distendersi... poi, la sua espressione si addolcì -Grazie, Vakarian...-
    Garrus rise -Non ringraziarmi, è nel mio interesse che il mio Comandante abbia le spalle ben coperte. Un colabrodo al comando non è affatto utile contro i Collettori...-


    Shepard, il sorriso triste tra le labbra, si mosse dalla porta del bagno alla vetrina dell'acquario. Poggiò le mani sul vetro, sospirando. Sembravano passati secoli, anzi minuti, a dire il vero...
    Vide sé stessa riflessa in quel vetro. Una donna forte, con le sue certezze e dotata di un fascino magnetico che non dipendeva assolutamente dalla suo aspetto.


    Aveva preso decisioni impossibili e sacrificato sé stessa per combattere contro l'ignoranza di chi la circondava, e ora che la clessidra era stata rivoltata e il tempo a disposizione della Galassia stava scadendo, Shepard era diventata la leva che avrebbe scalzato i problemi diplomatici e tattici dell'intero universo conosciuto.
    Il Comandante serrò d'istinto gli occhi, colta da uno strano senso di oppressione.


    Perché lei? Perché Hackett si fidava così ciecamente del suo giudizio? Poggiò la fronte sul vetro e si sforzò di pensare momentaneamente ad altro.

    La missione sulla nave dell'Ombra era stata complessa e dispendiosa... ne erano usciti tutti e tre feriti nel corpo e nello spirito; Garrus era rimasto incosciente durante tutta la battaglia finale, Liara aveva assunto lei stessa il ruolo oneroso dell'Ombra e Shepard era stata nuovamente “rifiutata”...


    E Shepard odiava essere rifiutata!
    Il viaggio di ritorno, a bordo della navetta di Cerberus, si svolse nel più totale silenzio: il Comandante era distrutto e Garrus era ferito nell'orgoglio per via della figuraccia cosmica che aveva appena fatto -Svenire? Io?! Dannazione, Shepard, sto davvero invecchiando...-.


    In quella nave, Shepard aveva scoperto qualsiasi tipo di informazione relativa al suo equipaggio: Dalle numerose apparizioni televisive di Mordin ai problemi ben più gravi relativi a Miranda e Thane... problemi che, però, in relazione al suo, sembravano delle semplici quisquilie.


    -Cos'è successo mentre cercavo di riprendermi, Shepard?- le aveva chiesto Garrus, una volta scesi dalla navetta -Vi siete chiarite?-
    Il Comandante si era come risvegliato da una profonda riflessione, gli aveva lanciato un'occhiata torva e infine aveva distolto lo sguardo -Sì...- aveva aggiunto, mentre lo sportellone della nave si spalancava, dopo la depressurizzazione -Ma la situazione è rimasta tale e quale...-
    Il Turian scrollò le spalle -Spiriti, siete rimaste in amicizia?-
    -A quanto pare...- aveva replicato lei, secca.
    Garrus sospirò -Shepard, mi dispiace- le si parò davanti, appoggiando il casco su un ripiano là vicino.
    -Garrus, davvero, non è niente...- sbottò Shepard, esausta
    -Due anni sono tanti... troppi da sopportare per chi ama... siete andati tutti avanti, io sono rimasta solo un ricordo... e così sarebbe dovuta andare-
    Il Turian chinò la testa -Stai di nuovo salvando la Galassia, Shepard... e chiunque dovrebbe essertene debitore, persino Liara! Non è giusto lasciarti da sola contro un nemico impossibile da distruggere! Dovrebbe essere qui, al tuo fianco, nel tuo equipaggio!-
    Shepard sorrise mestamente, piacevolmente sorpresa da quell'attaccamento, e gli strinse un braccio -Non tutti ragionano come te, Vakarian...-
    -Dovrebbero farlo- ammise fermamente l'altro -Cos'ha fatto l'Alleanza nei sistemi Terminus per bloccare i Collettori? Cosa fa il Consiglio mentre tu ripulisci la Galassia dalla feccia? Persino Cerberus preferisce inviare te piuttosto che occuparsi della minaccia tramite le sue truppe!-
    Shepard sorrise dolcemente


    -Ecco una cosa che mi sarebbe piaciuto sentire da lei...-
    Garrus rise -Temo che non sia un discorso che affronterebbe in questi termini. Io non sono un'Asari pettoruta, Shepard, sono un rinnegato... ragiono con il fucile e lascio la diplomazia ai politicanti...- si voltò per entrare nell'hangar, dandole le spalle.


    Entrambi si diressero verso l'ascensore, le armi che pesavano come macigni sulla schiena -Dovremmo provare a sfogare tutta questa rabbia repressa in qualche modo...- fece Shepard, tutto d'un fiato -Qualche tempo fa' mi parlavi di come si preparavano i Turian alle battaglie...- ridacchiò -La storia dell'allungo era carina...- e gli lanciò uno sguardo malizioso.
    Garrus diede un colpo di tosse, fingendo di non capire -Shepard, non siamo su una nave Turian... qui l'equipaggio è fatto principalmente da ingegneri e da biotici... penso che gli unici con cui potremmo confrontarci in una sana rissa sarebbero Grunt e Thane...- rabbrividì, fermandosi giusto davanti all'ascensore.


    Si voltò verso di lei -La prossima volta che attraccheremo a Omega ti porterò a sparare ai piccioni, un ottimo modo per scaricare lo stress...-
    -Queste sì che son soddisfazioni!- esclamò Shepard, ironica -Mettiti pure un lampeggiante sulla testa e una maglietta con scritto “Sono Archangel! Sono ancora vivo, sparate qui”- entrò nell'ascensore, ridacchiando
    -Chissà se la Chakwas ha ancora quel brandy...-
    Garrus rise, seguendola all'interno -Non ti ho mai sentita ridere così tanto... la Chakwas ha compiuto un vero e proprio miracolo!-
    Una Shepard sorridente, premette il pulsante relativo al piano di Garrus. Deglutì, mentre gli ingranaggi trascinavano le corde d'acciaio della cabina con un rumore sordo e a strattoni intervallati


    -Non mi piace abbandonarmi ai sentimentalismi, Vakarian, ma non so davvero come avrei fatto senza di te, questa volta...-
    -Solo questa volta?- il Turian inclinò la testa e le lanciò uno sguardo eloquente -Così mi offendi!-
    -Feros, Noveria, Ilios, Horizon, la nave dei Collettori...- Shepard contò fino al cinque con la punta delle dita -Ogni volta che ho una missione della massima importanza tu sei al mio fianco... perché?- lo guardò dritto negli occhi, l'espressione triste.


    Garrus ridacchiò -Perché sono un ottimo incursore?-
    Shepard lo zittì con un'occhiataccia -Ti sto sottoponendo ad uno stress assurdo...-
    Il Turian fece spallucce -Sempre meglio che essere invasi dalle scartoffie- replicò, semplicemente -Quando ero all'SSC ero impaziente di entrare in azione, quando ero su Omega dovevo preoccuparmi di gestire una squadra e, al contempo, di restare in vita... non ho mai concluso niente e tutte le battaglie che ho cercato di intraprendere sono andate regolarmente a puttane! Tu, ogni volta che ti ripresenti, mi dai la giusta via di mezzo tra l'utile e il necessario e ogni dannata volta completiamo una missione con successo. No, non mi lamenterò mai dell'occasione che tu mi stai regalando... posso solo ringraziare gli Spiriti per essere uno di quei fortunati che possono dire di essere stati al tuo fianco per salvare la Galassia-


    Shepard sorrise, compiaciuta, e gli diede un pugno leggero sul braccio -Non tirare in ballo gli Spiriti, Garrus...-
    Le porte dell'ascensore si aprirono con un sonoro “clang” e Garrus le attraversò, girandosi verso il Comandante, l'aria afflitta -Mi dispiace per com'è andata a finire, Shepard...-
    -Non è colpa di nessuno, rilassati- replicò lei, il sorriso sulle labbra -Devo solo dimenticare tutto e concentrarmi sulla prossima missione...- cliccò il pulsante corrispondente alla sua cabina e fece il saluto militare.


    Garrus scosse la testa, sconsolato, mentre le porte dell'ascensore si richiudevano, togliendo loro ogni possibilità di dialogo.


    Shepard aprì leggermente gli occhi e si vide sorridere, mestamente.
    Gli aveva mentito e si era comportata ingiustamente con la sua vecchia amica. In realtà, Liara aveva i suoi buoni motivi per restare sulla nave dell'Ombra... ma, lo smacco di essere stata rifiutata ancora una volta, aveva indotto Shepard a provare un profondo odio nei confronti dell'Asari.


    Garrus le mancava... ma era una cosa troppo difficile da ammettere.
    D'altronde, per un essere orgoglioso e caparbio come il Comandante Shepard, dichiarare anche solo a sé stesso una “debolezza” tale, la rendeva vulnerabile...
    Carezzò istintivamente il corrimano sotto di lei, assorta. Vide il riflesso del modellino della Normandy SR-2 nella teca alle sue spalle e trasse un sospiro che odorava di nostalgia. Si sciolse, infine, in una risata... con lui era nato tutto così spontaneamente...


    IDA aveva appena comunicato alla squadra di essere pronta a far rotta per il portale di Omega 4. Joker era mentalmente distrutto ma determinato a svolgere il suo dovere di pilota fino in fondo e Shepard, colta da un profondo malessere interiore, si era ritirata nella sua cabina per preparare l'occorrente all'assalto finale.


    Fece manutenzione alle armi e sistemò le giunture dell'armatura in maniera accurata... sbuffò: il Vindicator era ancora inceppato dalla botta che aveva preso qualche ora prima.
    Quando Joker l'aveva contattata per dirle che l'equipaggio era stato catturato e il restante dei suoi uomini galleggiava senza vita nello spazio, lei e la sua squadra stavano cercando di sventare un attacco dei mercenari ad un deposito. Shepard aveva urlato un “cosa?!” e aveva così svelato il suo riparo ad un mercenario Eclipse che si era gettato in mischia contro di lei. Il calcio del Vindicator era risultato un ottimo oggetto contundente: Gli scudi del nemico si erano abbattuti immediatamente e Shepard l'aveva finito a suon di rabbiosi cazzotti.
    Una volta tornati sulla Normandy, il Comandante aveva aggredito verbalmente Joker, dandogli dell'incapace e mettendo IDA nella “strana” condizione di difendere il suo operato. Dopo quella sfuriata, una serie di piegamenti a terra e un faccia-a-faccia con una bottiglia di Laphroaig, Shepard iniziava a sentirsi decisamente in colpa... non era certo a causa di Joker se l'equipaggio era stato rapito, anzi, lui aveva dato il massimo per mettere in salvo la Normandy, un gesto ben più utile rispetto a quello di stecchire i Collettori a suon di battute pessime...


    Non era colpa di nessuno, in fondo... bastavano già le insinuazioni di Miranda a rendere difficile la posizione di Jeff. Come suo diretto superiore e Comandante, Shepard avrebbe dovuto difenderlo...
    Il Comandante si sedette sul letto, la testa fra le mani. Una volta usciti da quel delirio, avrebbe preso il suo dannato pilota per la collottola e l'avrebbe portato da qualche parte a bere con lei per scusarsi... quell'uomo si sentiva già fin troppo in colpa per aver causato la sua morte, un nuovo fardello di simile entità non era assolutamente necessario.
    Si sgranchì il collo, roteando lentamente la testa e si alzò giusto in tempo per vedere la porta aprirsi.
    -Shepard, è un brutto momento?- Garrus era già pronto, impettito come al solito nella sua solita armatura.
    Lei scosse la testa, volgendosi totalmente di fronte a lui -Mi stavo preparando... c'è qualcosa che non va nella Batteria Primaria?-
    -No, è tutto pronto. Volevo solo assicurarmi che tu stessi bene- si avvicinò, impacciato -Hai avuto una reazione forte, poco fa'...-
    -Chambers, Chakwas, Donnelly, Daniels e il resto dell'equipaggio sono prigionieri dei Collettori, Garrus...- Shepard lo guardò fisso negli occhi -Mi spieghi come avrei dovuto reagire?-
    -Hai colpevolizzato ingiustamente Joker, Len...-
    -E che altro potevo fare? È la seconda volta che combina una cazzata del genere per salvare la nave!- sbraitò lei, improvvisamente, facendogli sgranare gli occhi.
    Rimasero a fissarsi in silenzio per qualche minuto, finché l'espressione di Shepard non si distese -No, non è stata colpa sua... lo so bene. Lui ha dato il massimo, come al solito...-
    Garrus sospirò -Non è nemmeno colpa tua, Shepard...-
    Il Comandante si passò una mano sul viso
    -Non vedo l'ora di stanare personalmente quei maledetti e di infilargli lo scontrino delle loro malefatte dritto in gola!- lo disse tutto d'un fiato, impaziente.
    Garrus scosse la testa -Mettiti in fila, allora...- le si avvicinò maggiormente e le poggiò una mano sulla spalla.
    Shepard strinse la mascella e serrò le palpebre, distrutta. Sentì la mano di Garrus tremare lievemente e ciò la scosse dai suoi pensieri -Tu... hai paura, forse?
    -Qui dentro fa freddino...- si giustificò, ritraendo la mano
    -Mi fido di te...
    Il Comandante gli afferrò saldamente il polso -E io di te, Vakarian. Non falliremo, te lo giuro sull'anima di Alenko!-
    Garrus mosse leggermente le placche della gabella e chinò lo sguardo, forse poco convinto.
    Shepard si zittì e continuò a fissarlo, in attesa di una replica che, però, non arrivò. Era un uomo d'azione, alla fine... stare con le mani in mano, in attesa, non gli faceva di certo piacere.
    Gli prese il viso tra le mani e gli carezzò gli zigomi ossei con i pollici, il sorriso sulle labbra -Conto sulla tua mira e sul tuo istinto, Garrus-


    Il Turian sollevò la testa e le rivolse un'occhiata carica di malinconia. Continuava a tacere, il respiro pesante, come se volesse dar voce a qualcosa ma non riuscisse a formulare bene la frase...
    Shepard continuava a sorridergli, la mente sgombra e gli occhi immersi nei suoi. Ebbe un flash: la voce di Kelly che ripeteva “Mi verrebbe voglia di abbracciarlo forte e di dirgli che va tutto bene”... e una sensazione di profonda nostalgia la pervase. Perse il sorriso e corrugò la fronte, facendo scivolare le mani dal suo viso al suo collo.


    Garrus batté le palpebre, sorpreso da quel cambio d'atteggiamento e le lanciò uno sguardo interrogativo.
    Il Comandante emise un breve sospiro e scosse la testa -Posso essere così sciocca...?- gli occhi sempre puntati sui suoi.
    Garrus inclinò la testa, confuso, mentre lei, ridacchiando, accorciava maggiormente le distanze e intrecciava le mani dietro al suo collo -Garrus Vakarian,- principiò -perché non sei nato umano?-


    Il Turian scoppiò a ridere, perdendo direttamente il filo dell'intero discorso -Spiriti, Shepard! Vaneggi?- ù
    Il Comandante, in tutta risposta, scosse la testa -Se tu fossi un essere umano, questo sarebbe un buon momento per scambiarci un bacio...-
    Garrus spalancò gli occhi -Non sapevo che ti piacessero effettivamente gli uomini con le cicatrici-
    -Spiriti, Garrus, mostrami come si fa e io ti verrò dietro!- sbottò Shepard, divertita.


    Garrus smise di ridere, serrando la mascella -Non prendere tutto così alla leggera, Len...- la rimproverò.
    Il Comandante perse di nuovo il sorriso -Forse hai ragione, sto prendendo tutto alla leggera...- e sciolse le mani dal suo collo, prendendo le distanze -Scusa il mio atteggiamento, Vakarian... ho dato per scontato che...- si bloccò, portandosi le dita sulle labbra.
    Garrus imprecò sonoramente, facendola sussultare -Hai dato per scontato che io sono l'unico che ti può coprire sempre le spalle, proteggendoti dal nemico, Shepard?- con una mossa rapida, la afferrò per i fianchi e la trasse a sé -Sei una maledetta frana con i fucili e i tuoi scudi cadono sempre... per questo hai bisogno di me- le carezzò la testa dolcemente -E io ho bisogno di qualcuno da proteggere, Lenore...- disse, a mezza voce -...ho bisogno di qualcosa che vada per il verso giusto, almeno per oggi...- e poggiò dolcemente la fronte contro la sua, chiudendo gli occhi.
    Anche Shepard chiuse gli occhi al contatto... e gli passò le braccia attorno al collo, sorridendo silenziosamente.


    -Comandante Shepard, mezzora al Portale Galattico. Arrivo previsto su Menae fra due ore, venti minuti e cinquantatre secondi- annunciò Joker all'interfono -Hai giusto il tempo per una partitina a Poker con Vega-


    Con un cenno del capo, Lenore Shepard si allontanò dalla vetrina dell'acquario, la minaccia dei Razziatori e la visione di Vancouver in macerie che scorrevano nella sua testa come un olofilm, sostituendosi imperiosamente ai delicati ricordi della sua relazione.
    Corse velocemente fino all'ascensore e digitò manualmente la destinazione, ripensando mentalmente all'equipaggiamento che aveva parzialmente recuperato alla Cittadella.


    Avrebbe portato una cannoniera, se ciò fosse stato necessario!

    "Il 90% delle cose che dicono di me sono false e il restante 10% sono esagerate!"

  [FAN FICTION] MASS EFFECT

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