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    E’ il primo papa che proviene dal continente americano, ed è il primo papa a prendere il nome di Francesco

    Nel 2005 è stato, più di Carlo Maria Martini, il vero avversario di Joseph Ratzinger nel Conclave. Oggi, a 76 anni, Jorge Mario Bergoglio è considerato fuori dai giochi, ma arriva in Vaticano come figura di riferimento per tutti i cardinali americani e nello specifico della folta pattuglia latina. E se non si trovasse un nome su cui far convergere i voti extraeuropei, non è escluso che si punti di nuovo sull’arcivescovo di Buenos Aires, in barba all’età. D’altronde c’è una frase raccolta dai cronisti attorno all’entourage dei cardinali: “Basterebbero quattro anni di Bergoglio per cambiare le cose”.

    Argentino di origini piemontesi, gesuita, Bergoglio è diventato una figura di riferimento nella Chiesa sudamericana, e il suo peso è cresciuto anche nel collegio cardinalizio. E d’altronde nel 2005, da outsider, rischiò seriamente di far sfumare l’elezione di Ratzinger. Come raccontato nel diario di un cardinale elettore, raccolto dal vaticanista Lucio Brunelli, Bergoglio raccolse sin dalla prima votazione un gran numero di consensi, e su di lui convogliarono anche quelli di Martini, accreditato come il maggior avversario di Ratzinger. Solo al quarto scrutinio il fronte sudamericano si ruppe e fu possibile l’elezione di Benedetto XVI: è molto probabile che se fosse rimasta la situazione di stallo, Ratzinger avrebbe appoggiato Bergoglio nel quinto scrutinio.

    Restio ad accettare ruoli curiali e oppositore del lusso e degli sprechi: quando venne ordinato cardinale nel 2001 molti compatrioti organizzarono raccolte fondi per volare a Roma e presenziare alla cerimonia, ma Bergoglio li obbligò a restare in Argentina e a distribuire i soldi ai poveri. Nonostante sia ritenuto un conservatore, non ha mai approvato l’eccessiva rigidità della Chiesa soprattutto in materia di sessualità, tanto che, riferendosi ai collaboratori di Wojtyla, disse “Vorrebbero mettere il mondo in un preservativo”.

    Classe 1936, a 22 anni entra nella Compagnia di Gesù e si laurea in filosogia. Negli anni ‘70, sotto la guida del Preposito Generale Pedro Arrupe, i gesuiti fanno delle aperture alla Teologia della Liberazione, che si adoperava in favore del riscatto dei poveri e contro le dittature militari che funestavano il Sud America. Bergoglio lasciò la Compagnia di Gesù in disaccordo con queste aperture, e ancora oggi viene accusato da alcuni movimenti di collaborazionismo con il regime dei generali: in realtà, se è acclarata una certa connivenza della Chiesa argentina con la dittatura, non ci sono prove della vicinanza di Bergoglio al regime, così come la sua adesione giovanile a un movimento antisemita.

    Conduce una vita austera, si sposta con i mezzi pubblici e vive in un modesto appartamento. Ha denunciato l’autoreferenzialità della Chiesa e promosso un’opera di evangelizzazione verso le periferie. L’età, come detto, gioca contro di lui ora che si cerca un pontefice che non sia solo di transizione (e soprattutto con un Papa emerito ancora in vita), ma al Conclave 2013 potrebbe essere di nuovo indicato dai cardinali sudamericani, e in ogni caso il suo ruolo sarà importante per la scelta del nome su cui convergere.

    http://www.polisblog.it/post/62459/jorge-bergoglio-e-il-nuovo-papa-francesco-i-ecco-chi-e

  Fumata Bianca

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