1.     Mi trovi su: Homepage #9424102
    Sono sempre stato un ragazzo piuttosto timido, insicuro e asociale... Ho
    sempre avuto un grandissimo timore delle altre persone, di parlarci
    insieme, sopratutto con i miei coetanei (ho 21 anni).
    Le uniche persone che vedo sono i miei genitori, la mia psicologa e lo
    psichiatra, non ho nessun amico, mai stato fidanzato (mi vedo perlopiù
    sopratutto brutto, e questo è sempre stato un mio grandissimo scoglio
    nel rapportarmi con i miei coetanei maschi e tentare di instaurare un
    amicizia o minimo approccio con una ragazza). Questa mia solitudine ha
    portato negli ultimi due anni un senso di tristezza sempre crescente,
    che da 5 mesi è diventata depressione maggiore (accertate dai due
    specialisti da cui sto andando). Sono affetto inoltre da disturbo
    ossessivo compulsivo, ansia cronica, e autolesionismo (mi procuro
    volontariamente ferite sugli avambracci e sulle gambe, ancora oggi
    quando la sofferenza psicologica raggiunge livelli veramente poco
    sopportabili) e autolesionismo psicologico(faccio spesso pensieri
    negativi e tristi).

    A parte la possibilità di poter migliorare la mia condizione clinica,
    volevo chiedervi: è possibile vivere nella solitudine, senza amici e
    senza aver mai provato l'esperienza di essere stato fidanzato almeno una
    volta nella vita, senza andare fuori di testa e soffrire? Considerate
    che io sto soffrendo molto questa solitudine, e vedere quando esco di
    casa ragazzi con amici e coppie di fidanzati, per me è sempre un pugnale
    nello stomaco.

    E' ovvio che se ci fosse un modo per vivere nella solitudine senza
    soffrire e rimanere sereni, sarebbe per me una scelta migliore piuttosto
    che farsi degli amici come fanno tutti
    perchè io veramente, ho un grande timore delle persone, di parlarci
    insieme e di essere giudicato male o di non essere all'altezza.

    Secondo voi è possibile?
  2. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #9424132
    Secondo me si potrebbe anche vivere nella solitudine, ma che vita sarebbe? Questi sono argomenti delicati, quindi dare consigli è difficile. Secondo me però devi cercare di aprirti un pò per volta, compiendo piccoli passi, anche cose all'apparenza insignificanti. Un passo alla volta, senza fretta di fare tutto e subito
  3. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #9424181
    si!
    però si può attenuare nel senso che:trovare degli svaghi per esempio.internet,console,dvd,film ,serie tv,oppure la meditazione(che io pratico).
    ogni giorno cercare di fare qualcosa di diverso,per qualche mese sono rimasto solo perchè avevo litigato con i miei amici,è prima di trovarne altri sono rimasto completamente solo.casa scuola. le giornate erano sempre uguali(solita routine) è fare sempre la solita routine rende ancora più tristi è nervosi.fa qualcosa di diverso ogni giorno:per esempio:un pomeriggio lo passi con i videogame,una latro a leggere e così via....
    la solitudine non è brutta;certo vengono a mancare cose belle come il fidanzarsi,uscire.però se impari a stare bene in compagnia di tè steso il danno è minore.cioè a fare a meno di chi ti potrà deludere.

  4. Bandito  
        Mi trovi su: Homepage #9424225
    rapshit92Sono sempre stato un ragazzo piuttosto timido, insicuro e asociale... Ho
    sempre avuto un grandissimo timore delle altre persone, di parlarci
    insieme, sopratutto con i miei coetanei (ho 21 anni).
    Le uniche persone che vedo sono i miei genitori, la mia psicologa e lo
    psichiatra, non ho nessun amico, mai stato fidanzato (mi vedo perlopiù
    sopratutto brutto, e questo è sempre stato un mio grandissimo scoglio
    nel rapportarmi con i miei coetanei maschi e tentare di instaurare un
    amicizia o minimo approccio con una ragazza). Questa mia solitudine ha
    portato negli ultimi due anni un senso di tristezza sempre crescente,
    che da 5 mesi è diventata depressione maggiore (accertate dai due
    specialisti da cui sto andando). Sono affetto inoltre da disturbo
    ossessivo compulsivo, ansia cronica, e autolesionismo (mi procuro
    volontariamente ferite sugli avambracci e sulle gambe, ancora oggi
    quando la sofferenza psicologica raggiunge livelli veramente poco
    sopportabili) e autolesionismo psicologico(faccio spesso pensieri
    negativi e tristi).

    A parte la possibilità di poter migliorare la mia condizione clinica,
    volevo chiedervi: è possibile vivere nella solitudine, senza amici e
    senza aver mai provato l'esperienza di essere stato fidanzato almeno una
    volta nella vita, senza andare fuori di testa e soffrire? Considerate
    che io sto soffrendo molto questa solitudine, e vedere quando esco di
    casa ragazzi con amici e coppie di fidanzati, per me è sempre un pugnale
    nello stomaco.

    E' ovvio che se ci fosse un modo per vivere nella solitudine senza
    soffrire e rimanere sereni, sarebbe per me una scelta migliore piuttosto
    che farsi degli amici come fanno tutti
    perchè io veramente, ho un grande timore delle persone, di parlarci
    insieme e di essere giudicato male o di non essere all'altezza.

    Secondo voi è possibile?

    Vivere in solitudine è assolutamente possibile, ma non è questo il punto. L'importante è quello che vuoi tu. A giudicare da come parli, credo di aver capito che tu questa solitudine la vivi già. Chi meglio di te, dunque, può rispondere alla tua domanda?



    Magari è anche possibile vivere in solitudine, ma è una condizione che porta felicità solo a chi la solitudine se la cerca. Mi spiego con un esempio sciocco: se ad una persona piace giocare a calcio, giocando a calcio sarà felice. Giocando a tennis, non sarà felice alla stessa maniera, ovviamente.

    In sintesi, vivere in solitudine è possibile, farselo piacere non sempre. Tutti questi stereotipi dei ragazzi con amici e coppie di fidanzati è diventata un'ossessione per un sacco di gente, a tal punto che tutto ciò che non ne fa parte diventa stranezza, e quindi anormalità. Convivere con queste anormalità ti porta ad avere il timore di confrontarti con altre persone. Ma il solo fatto che tu stia avendo questa conversazione con noi del forum e stia leggendo queste righe dimostra che non sei completamente solo. Eppure, scommetto che non ti soddisfa, perchè sei troppo attaccato ai modelli che ti hanno imposto e inculcato in tutti questi anni, e ciò ti provoca insoddisfazione, che infine sfocia nell'autolesionismo.

    Il tuo traguardo è la felicità, ma l' essere felici non può insegnarcelo nessuno in questo mondo. Siamo noi a determinare cosa ci rende felici e cosa no. Le cose che ci portano felicità, le desideriamo, e dunque le nostre volontà corrispondono ai nostri sforzi di raggiungere la felicità.

    Può sembrare banale e sciocco, ma la conclusione di questo ragionamento è: "Fai quello che vuoi". Che significa ciò che ho appena spiegato sopra. Non dare mai per scontata la vita, perchè la vita è l'unica cosa che non puoi calcolare. Giunto a metà strada spesso devi fare un passo indietro, rifare i conti da zero e tornare a fare passi in avanti. Questo significa vivere. Credi nel cambiamento, credi in quello che vuoi, e persegui nei tuoi obiettivi. Come vuoi, con chi vuoi e quando vuoi. Solo così otterrai la felicità.

    Scusa se forse sono uscito un pò fuori tema, ma mi è sembrato il modo migliore di risponderti, dato che tempo fa ho provato quasi le stesse cose che provi tu ora.
    Citazione del mese:
    MANNAI_97Momento, momento, momento...ho scritto "e" congiunzione con l'accento.

    Un attacco di Ammiraglite, NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO


  Si può vivere nella solitudine in maniera serena, senza soffrire?

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