1.     Mi trovi su: Homepage #9431629
    Gentile redazione,
    Insegno italiano in un istituto tecnico romano e sono commissario interno agli esami di maturità dei miei studenti.

    In venti anni di servizio sono tante le cose che mi hanno dato soddisfazione, tanti gli studenti che imparando mi hanno insegnato delle cose. Tanti i sorrisi dopo le promozioni. Qualche più raro, ma impagabile, ringraziamento postumo.

    Sono queste le cose che mi hanno dato la forza di continuare questo bellissimo mestiere anche di fronte alla scarsa considerazione professionale ed economica che segna la mia vita come quella di tutti i miei colleghi.

    In questo periodo dell'anno è normale ricevere le telefonate da parte dei genitori dei ragazzi. È in gioco il loro futuro dei loro figli e capisco la preoccupazione di ogni genitore di far avere un voto migliore oppure evitare al ragazzo un ulteriore anno scolastico anche quando ce ne sarebbe il bisogno. A seconda del tono dei genitori alcune volte ho sorriso, altre volte mi sono arrabbiata perché sentivo invasa e violata la mia etica educativa. Ho sempre pensato di dover fornire ai miei studenti gli strumenti per affrontare la vita da adulto, per risolvere i problemi o le piccole e grandi complicazioni a cui sarebbero andati incontro una volta usciti da qui.


    Ma stamattina ho ricevuto una telefonata che mi ha sconvolto.


    Il padre di uno dei miei maturandi, che chiamerò Andrea, mi ha chiesto di bocciare il ragazzo. Andrea è stato uno studente molto volenteroso durante tutto l'anno e non è tra quelli che rischiano in alcun modo la bocciatura. Figlio di una famiglia dignitosa della periferia romana si è barcamenato con caparbia tra lo studio e il lavoro a nero in una pizzeria per aiutare la famiglia.

    Non conoscevo il padre del ragazzo e inizialmente pensavo stesse scherzando. Solo dopo le sue insistenze accorate ho capito che diceva sul serio. Mi ha spiegato che i proprietari del ristorante dove Andrea lavora gli hanno assicurato che potevano finalmente assumerlo in maniera stabile grazie alla nuova legge sul lavoro in cui le agevolazioni sono però riservate unicamente a ragazzi senza diploma.

    Non sono stata in grado di rispondere, per la prima volta in vita mia mi sono fermata a riflettere sulla mia funzione di educatrice. Un dilemma che non riesco a sciogliere: devo continuare a svolgere il mio ruolo con serietà o non è più giusto assicurare al ragazzo un lavoro stabile e bocciarlo? In fondo come mi ha spiegato il padre, Andrea si può tranquillamente diplomare il prossimo anno avendo però la fortuna di avere già un lavoro.

    Io non so davvero cosa fare e spero di essere incappata in un caso limite. Mi chiedo però come sia stato possibile concepire una legge che premiando i giovani privi di diploma rischia di incentivare l'abbandono scolastico. È l'ennesima umiliazione del mio lavoro come di quello di tanti colleghi che nonostante tutto buttano il cuore e l'anima oltre le carenze strutturali della pubblica istruzione. Mi domando a questo punto quale senso abbia il mio lavoro.

    Lettera firmata. www.repubblica.it




    Condizioni per il bonus. Per poterne usufruire degli incentivi alle assunzioni i giovani devono possedere almeno una di queste condizioni: essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi; essere privi di un diploma di scuola media superiore o professionale; devono vivere soli con una o più persone a carico. Il bonus viene istituito, si legge, "al fine di promuovere forme di occupazione stabile di giovani" e "in attesa dell'adozione di ulteriori misure da realizzare anche attraverso il ricorso alle risorse della nuova programmazione comunitaria 2014-2020". L'incentivo, si legge nel decreto, verrà corrisposto "per un periodo di 12 mesi ed entro i limiti di 650 euro mensili per lavoratore nel caso di trasformazione a tempo indeterminato".
  2. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage Homepage #9431682
  3. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #9431698
    superpadrepioDi fatto la sostanza è verissima....Letttera farlocca o no, solleva un problemino...
    Resta la domanda....Che ne pensate...? ;P ;P
    Questi bonus non servono a NIENTE. Anzi, servono a gettare dei soldi. Non esiste un imprenditore che non avrebbe assunto prima e che oggi, di fronte a un bonus massimo di poco meno di 3 mesi di stipendio, decide di assumere a tempo indeterminato. Ci sono quelli che avrebbero assunto comunque (soldi buttati quindi, perché si potevano risparmiare e avremmo avuto quei posti di lavoro comunque) e ci sono quelli che troveranno qualche trucco per incassare il bonus senza pagare pegno.

    Un lavoratore a tempo indeterminato costa, stando clamorosamente bassi, 35.000 euro l'anno. Diciamo che assumo una persona con l'idea che per almeno 5 anni rimane in azienda. Sono quasi 200.000 euro di spesa. 8.000 euro di incentivi legati sicuramente a pratiche burocratiche e altre cose assortite non spostano di una virgola una decisione di questa magnitudine. Tralasciando poi il fatto che se posso capire lo sprito del decreto, il bonus va *tendenzialmente* (mi rendo conto che ci sono poi le eccezioni) a persone meno qualficate e con più problematiche di disponibilità di tempo.
  4.     Mi trovi su: Homepage #9431713
    scudettowebQuesti bonus non servono a NIENTE. Anzi, servono a gettare dei soldi. Non esiste un imprenditore che non avrebbe assunto prima e che oggi, di fronte a un bonus massimo di poco meno di 3 mesi di stipendio, decide di assumere a tempo indeterminato. Ci sono quelli che avrebbero assunto comunque (soldi buttati quindi, perché si potevano risparmiare e avremmo avuto quei posti di lavoro comunque) e ci sono quelli che troveranno qualche trucco per incassare il bonus senza pagare pegno.

    Un lavoratore a tempo indeterminato costa, stando clamorosamente bassi, 35.000 euro l'anno. Diciamo che assumo una persona con l'idea che per almeno 5 anni rimane in azienda. Sono quasi 200.000 euro di spesa. 8.000 euro di incentivi legati sicuramente a pratiche burocratiche e altre cose assortite non spostano di una virgola una decisione di questa magnitudine. Tralasciando poi il fatto che se posso capire lo sprito del decreto, il bonus va *tendenzialmente* (mi rendo conto che ci sono poi le eccezioni) a persone meno qualficate e con più problematiche di disponibilità di tempo.
    Tradotto:
    Io, Sommo Oku, Sto per licenziare il Kaiser e Modesto :D
  5. Roma non deve essere capitale  
        Mi trovi su: Homepage #9431724
    scudettoweb
    Un lavoratore a tempo indeterminato costa, stando clamorosamente bassi, 35.000 euro l'anno.
    Il tuo concetto di "clamorosamente basso" tiene conto del costo della vita milanese. Il costo del lavoro è 21.200 euro l'anno (stipendio di 1000 euro al mese circa)
    FONTE


    E i datori di lavoro non danno tanto di più di 1000 € per mansioni "comuni", anzi, ne danno anche di meno.
    Se si vuole dare un senso alla propria vita, non occorre pensare di diventare dei grandi, ma si deve partire dal fare ogni giorno un qualcosa di piccolo all'interno del proprio micromondo.
  6. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #9431739
    beppojosefIl tuo concetto di "clamorosamente basso" tiene conto del costo della vita milanese. Il costo del lavoro è 21.200 euro l'anno (stipendio di 1000 euro al mese circa)
    Il costo della vita non influisce sulla percentuale dei costi. Sarebbe un sogno se un dipendente costasse meno del 50% in più del suo netto...

    In ogni caso, a prescindere da quello, io ho fatto una proiezione di 35.000 euro (che è bassa, non lo dico per statistiche ma lo dico per vissuto...) che produce un bonus di circa 8.000 euro. Possiamo anche scendere a 21.000 euro, il bonus scende a 5.000. Non è in alcun caso un incentivo sensato, posto che esista un incentivo che faccia davvero assumere a tempo indeterminato chi non ne ha poi tanto bisogno.
  7.     Mi trovi su: Homepage #9431742
    scudettowebQuesti bonus non servono a NIENTE. Anzi, servono a gettare dei soldi. Non esiste un imprenditore che non avrebbe assunto prima e che oggi, di fronte a un bonus massimo di poco meno di 3 mesi di stipendio, decide di assumere a tempo indeterminato. Ci sono quelli che avrebbero assunto comunque (soldi buttati quindi, perché si potevano risparmiare e avremmo avuto quei posti di lavoro comunque) e ci sono quelli che troveranno qualche trucco per incassare il bonus senza pagare pegno.

    Un lavoratore a tempo indeterminato costa, stando clamorosamente bassi, 35.000 euro l'anno. Diciamo che assumo una persona con l'idea che per almeno 5 anni rimane in azienda. Sono quasi 200.000 euro di spesa. 8.000 euro di incentivi legati sicuramente a pratiche burocratiche e altre cose assortite non spostano di una virgola una decisione di questa magnitudine. Tralasciando poi il fatto che se posso capire lo sprito del decreto, il bonus va *tendenzialmente* (mi rendo conto che ci sono poi le eccezioni) a persone meno qualficate e con più problematiche di disponibilità di tempo.
    fermo restando che quegli incentivi, oltre ad essere l'ennesimo spreco, sono l'ennesima presa per il culo propagandistica e rischiano di essere anche dannosi, perché come anche tu hai scritto, non indurranno nessuno che non avesse già bisogno ad assumere e di contro non è potrebbero indurre qualcuno a mandare via gente già in organico per prendere qualche altro che rientri in quella fantasiosa ed irritante lista di parametri ?
    .
    è sulla presunta ma ricorrente considerazione solo come costo dei dipendenti che trovo una visione quasi sprezzante del lavoro, che mi par quasi di vedere che si pensi al lavoratore come uno al quale si è fatto un favore
    .
    fermo restando che il Cuneo fiscale sul lavoro dipendente è abnorme e che andrebbe limato, ti risulta che ad esempio 10 o 20 anni fa, nonostante i costi del lavoro lo stesso alti, le ditte non campassero ? ti risulta per caso che le Imprese ci perdessero, nell'assumere gente e nel farla lavorare ???
    .
    A me invece pare che si campasse benissimo e che invece, da un momento all'altro, sempre più pezdimer hanno cominciato a far sembrare cosa normale andarsene all'estero per poter SFRUTTARE manodopera a bassissimo costo e senza diritti, ovviamente per produrre con costi vietnamiti e vendere a prezzi italiani, non certo per bisogno ma mirando solo a massimizzare i profitti, perché un mondo corrotto glielo permette

    e facendo sembrare sempre più normale portare all'estero le proprie imprese, il risultato è che ora c'è semplicemente un'Italia fatta di pochissimi che stanno accumulando ricchezze e masse improverite fino all'inverosimile, anche quando lavorano; quel bellissimo mondo precario e sottopagato che qualche anno fa descrivevo come inevitabile frutto malatissimo di tutte quelle PRESUNTE riforme del lavoro che si descrivevano indispensabili per far rifiorire le povere imprese italiane.
    .
    la crisi è soprattutto figlia di questo, perché come un fin troppo facile ragionamento mi suggerisce, quando i capitali sono accentrati e non sparsi per le masse, poi c'è un castello di carte che crolla, perché se la massa non può più spendere, a cascata decadono anche la RICHIESTA di beni,, la necessità di produzione, l'occupazione ed i possibili utili delle migliaia di piccole e medie imprese che campano solo di mercato interno e che inevitabilmente a quel punto saltano in aria
    mi sembra di ripercorrere la storiella della SOLA Austerità che ha contribuito al collasso economico dell'ITalia; tutte quelle presunte riforme che il mondo dell'Imprenditoria ha preteso ed ottenuto nel corso degli ultimi 25 anni, hanno portato esattamente ad un risultato che ammazza la stessa imprenditoria; insistere ancora, sempre e solo sui costi del lavoro è criminoso

  Che ne pensate ?

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina