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    The Last of Us non è un pugno allo stomaco, è la raffica che ricevi il primo giorno di scuola dal bambino più grasso. Per ore il gioco costruisce una speranza e in un attimo la distrugge senza pietà. L'umanità non ha più niente a che vedere con quello che vediamo oggi, nessuna speranza di una vita “normale”, nessun sentore di
    una rinascita,“è in situazioni come questa che esce fuori la vera natura delle persone” dice Joel. La lotta per la sopravvivenza è un tutti contro tutti in cui la forza bruta è la linea che separa la vita dalla morte. Con questa piacevole premessa comincia il viaggio di Joel ed Ellie attraverso un'America irriconoscibile messa in ginocchio dal fungo “Cordyceps” che trasforma gli umani in orribili creature la cui unica volontà è contagiare il virus ai
    (pochi) superstiti dell'epidemia. Questa la storia a grandi linee, goditi il resto da te, che merita. Nel discorso trama va sottolineata la notevole caratterizzazione dei personaggi; se tutti sono ben rappresentati, uno di loro merita uno di quegli applausi fantozziani da 92 minuti: Ellie. La “ragazzina” (si per dire, in realtà è più adulta di quanto il suo giovane viso possa mostrare) vi risulterà essere un'ottima compagna d'avventura, una simpatica narratrice di barzellette e soprattutto una figlia di cui prendervi cura. Da un lato mette in evidenza la rigidità che il mondo in cui è nata le ha insegnato, ma dall'altro mostra le insicurezze legate al “lì fuori” e una meraviglia legata allo stesso “lì fuori” paragonabile solo a quella di un bambino sorpreso dal volo di una farfalla.
    Non è facile definire il gameplay di The Last of Us, se da un lato sono presenti marcate componenti survival, prima fra tutte l'esplorazione in cerca di oggetti utili, dall'altro troviamo una forte componente stealth che caratterizza tutti gli scontri con i nemici più o meno umani che incontreremo nel corso dell'avventura. Il confine tra stealth e action tuttavia è molto labile, chi ha giocato Uncharted 2 riconoscerà la mano degli sviluppatori che hanno evoluto la loro idea dall'ormai lontano ottobre 2009: la volontà del giocatore è (o meglio, sarebbe) sempre quella di eliminare i nemici in maniera silenziosa, ma in ogni scontro c'è un intoppo che può avvenire
    quando mancano solo un paio di nemici o, nei casi più sfortunati, all'inizio della battaglia quando anche mettere un dito fuori da un riparo può essere fatale. Un piccolo errore però non viene punito come nella maggior parte degli altri stealth e questo va a tutto vantaggio del giocatore e del puro divertimento che questo ricava dal gioco. Uno degli aspetti più riusciti di The Last of Us è infatti il bilanciamento della difficoltà che, nonostante sia mediamente alta, non porta mai alla frustrazione. La ripetizione di una sezione è quasi conveniente per avere la possibilità di provare nuove strategie: forse una fumogena piazzata al momento giusto può essere più utile di un headshot tanto brutale quanto inutile e, spesso, addirittura dannoso. Il tuo comportamento però non sarà il solo a cambiare, l'ottima IA dei nemici rende ogni scontro vario ed emozionante nonostante un paio di perplessità legate agli scontri contro gli umani quali il campo visivo e la totale assenza di una reazione alla visione di un cadavere; nessuna critica invece per gli infetti sempre ben diversificati: i “clicker” si distaccano decisamente dalla classica stupidità degli zombie grazie alla loro peculiare abilità di ricostruire l'ambiente circostante tramite un suono, starà a te sfruttare questo difetto. Per queste ed altre ragioni il consiglio è quello di disattivare la Modalità Ascolto (assimilabile alla modalità Detective dei due Batman), la soddisfazione alla fine di uno scontro, anche se piccolo, non è l'unica a guadagnarne. Come detto in precedenza, l'esplorazione è una componente molto presente nel titolo, qui una piccola lamentela è però d'obbligo: sarebbe stato preferibile mescolare queste sezioni con quelle più action, ciò infatti avviene solo in un determinato frangente del gioco e poi sembra essere del tutto messo da parte. Niente che mini eccessivamente l'esperienza, ma quando si analizzano videogiochi così prossimi alla perfezione, anche un elemento poco curato sfocia nel difetto. È anche necessaria però una piccole dose di “vacanza” in mezzo a terrificanti infetti e spietati essere umani ed è qui che veniamo a contatto con la ricerca di materie prime utili a costruire oggetti finiti che hanno una chiara divisione tra armi d'attacco e strumenti di difesa. Il bilanciamento di queste due tipologie di oggetti è necessario per poter sopravvivere nella crudele America post-epidemia, sarai spesso costretto a compiere una scelta: meglio un kit medico o una molotov? meglio una bomba o un fumogeno? Tutto questo avviene attraverso un immediato sistema di crafting reso facile da usare da un'interfaccia tanto semplice quanto efficace. Tuttavia con una maggiore libertà, o un sistema ancora più profondo, il tutto sarebbe stato ancora più valido, ma stiamo di nuovo parlando di un
    qualcosa che stona solo di fronte alla magnificenza del titolo, non in confronto alle altre produzioni.
    Che dire dell'aspetto tecnico? Niente, non c'è da dire niente. Trascurando solo per un attimo il puro impatto grafico, bisogna fare un altro applauso da 92 minuti a chi, in Naughty Dog, si è occupato di tutto ciò che riguarda il comparto audio: il doppiaggio originale è MAESTOSO: tutti gli attori danno il 110% con la vetta di
    eccellenza toccata da Troy Baker (Joel) che non solo interpreta alla perfezione un personaggio più vecchio di lui di vent'anni, ma riesce a dare ad ogni scena la perfetta atmosfera che questa richiede. È versatile, ed è quello che serve per diventare un eccellente attore. Inutile dire che sarebbe preferibile giocarlo in inglese, il doppiatore italiano non è neanche lontanamente paragonabile (stessa cosa per gli altri personaggi). Le musiche di Gustavo Santaolalla sono anche migliori (come se si potesse...), ma le parole sono quanto di più distante ci sia da quell'opera magnifica, lascerò a te la meraviglia e, finito il gioco, ne riparliamo. Parlando di Naughty Dog è ininfluente dire che è il gioco con la grafica migliore di questa generazione, quindi passiamo oltre.
    Nonostante il focus di molti sia sul singleplayer, The Last of Us offre un inaspettatamente ottimo multiplayer. Rivelato ufficialmente solo a pochi giorni dall'uscita del titolo (poi ci spiegano il perché), l'online si compone solo di due modalità, al momento non è presente una co-op e le partite competitive sono formate da otto giocatori. Non giudicare questo multiplayer attraverso numeri, la qualità non è direttamente proporzionale alla quantità, anzi. Chiunque si faccia scoraggiare da questi dati o dal ritmo compassato farebbe meglio ad approfondire la propria analisi. Dopo aver selezionato il gruppo di appartenenza tra Luci e Cacciatori, viene introdotto il sistema di clan. Il nostro scopo sarà quello di sopravvivere per 12 settimane (ogni partita è un giorno) e procurare risorse durante le partite, una buona prestazione equivale ad un elevato numero di risorse e quindi ad un numero sempre più elevato di membri del clan. Uno dei pochi difetti sta proprio qui: è quasi impossibile perdere tutti i superstiti e ciò, inutile dirlo, abbassa notevolmente il livello di sfida. Il consiglio è quindi quello di giocare per puro divertimento senza tener troppo conto di questa feature. Tutto ciò che riguarda l'equipaggiamento è piuttosto familiare: si può decidere con quali armi e potenziamenti giocare con un sistema di punti uguale in tutto
    e per tutto a quello di Black Ops 2. Il ritmo è decisamente più lento di quanto ci si possa aspettare grazie ad una marcata attinenza con il gameplay della campagna: esplorare le mappe in cerca di rifornimenti sarà infatti necessario per costruire armi e medikit attraverso lo stesso sistema di crafting descritto in precedenza e per ottenere i cosiddetti “pezzi” che, a partita finita, si trasformano in risorse e che durante il match servono ad acquistare potenziamenti per le armi, munizioni e protezioni. In definitiva, è un multigiocatore molto tattico dove la giusta coordinazione all'interno della squadra è di fondamentale importanza, ma anche i lupi solitari potranno rimanere piacevolmente sorpresi dall'inaspettata alchimia che si viene a formare tra i compagni di squadra.
    Dovendo tirare le somme, si deve ammettere che i tre anni e mezzo di sviluppo di The Last of Us non sono andati sprecati, Naughty Dog (o meglio il suo team principale) ha sfornato un altro capolavoro capace di sorprendere nella sua trama così come nell'inaspettato ed ottimo multiplayer online. Non esistono ragioni per cui un possessore di PS3 non dovrebbe comprare un gioco che vale anche più dei 70€ a cui lo si trova nei negozi. Ci sono esperienze che vanno vissute e The Last of Us è una di quelle, quasi dispiace che sia un'esclusiva, è un peccato che solo poche persone possano provare le sensazioni che il titolo trasmette.






    PREGI:
    La storia, i personaggi, il bilanciamento della difficoltà, musiche, il doppiaggio originale, la grafica, la durata, l'online.


    DIFETTI:
    Non veri e propri difetti, ma elementi meno curati: alcuni aspetti dell'IA, sezioni di gioco un po' slegate fra loro e un sistema di crafting che avrebbe potuto essere più profondo.






    GRAFICA: 99 Impatto grafico anche superiore ad Uncharted 3. Animazioni (sia facciali che del corpo) perfette. Il canto del cigno di PS3 nel suo anno di passaggio di testimone.


    SONORO: 100 Doppiaggio originale perfetto. Le musiche definiscono un nuovo standard di perfezione.


    DIVERTIMENTO: 99 Sia in singolo che in multiplayer le ore voleranno grazie ad un perfetto bilanciamento della difficoltà e del rapporto stealth/action.


    LONGEVITA': 98 Può arrivare anche alle 20 ore che per un action sono tantissime. Il multiplayer e i suoi prossimi DLC lo renderanno un titolo fresco anche dopo mesi.


    VOTO: 99
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION
  2. "I'M BACK IN TOWN BABY!"  
        Mi trovi su: Homepage #9432341
    Bella rece però mi spiace che poca gente le commenti. Ormai il forum è deserto qua...Testo scritto veramente bene e fluido da leggere. Concordo con te, però di giochi emotivi in questa generazione ce ne sono stati veramente pochi. Tipo RDR, L.A. NOIRE o Heavy Rain. Comunque ancora bravo, scrivi davvero bene!
    SET by LAMPO

  3.     Mi trovi su: Homepage #9432359
    MANNAI_97
    Davvero complimenti, ottima recensione.

    Però se non mi sbaglio i nemici reagiscono alla vista dei cadaveri. O almeno mi è sembrato così.
    La cosa strana è che a volte se ne accorgono e altre no, è proprio questo a lasciarmi perplesso.

    Grazie per i complimenti! Ho anche risolto il problema del teso a forma di poesia.
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION
  4.     Mi trovi su: Homepage #9432632
    Buona Recensione! Io l'ho comprato proprio ieri e devo dire che posso per ora confermare tutti i pareri positivi su questo gioco. Ha una storia favolosa e un gameplay davvero ottimo. Mi sembra che naughty dog sia stata brava a prendere il meglio dai giochi che trattano di infezioni( tra cui The Walking Dead) e a ricreare un gameplay molto solido.

  5.     Mi trovi su: Homepage #9432781
    Io lo volevo comprare però dopo ho deciso di prendere la PS4 subito, quindi ho deciso di acquistare solamente come mio ultimo gioco GTA5. Comunque ho guardato i trofei e ho visto che sono molto brutti.
    <a href="http://eu.playstation.com/psn/profile/Snejder92/"><img src="http://mypsn.eu.playstation.com/psn/profile/Snejder92.png" border="0" /></a>

  The Last of Us [Attenti al muro di parole]

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