1.     Mi trovi su: Homepage #9456661
    Left Behind, primo ed unico DLC singleplayer di The Last of Us, è finalmente giunto nelle nostre PS3 pronto per essere vissuto, dopo un altro mese di astinenza da rasoio e dopobarba si torna quindi nel mondo di quella considerata da molti come una delle avventure più toccanti degli ultimi anni.

    Left Behind parte, narrativamente parlando, dal finale della storia principale. Per quanto gli eventi prendano luogo prima dell'incontro fra Joel ed Ellie, il completamento di The Last of Us è d'obbligo per poter cogliere il senso di questo contenuto scaricabile. Per evitare spoiler basterà dire che l'arco di tempo preso in esame vede in scena Ellie con la sua amica Riley che, tornata dopo un periodo di lontananza, regala alla nostra vecchia conoscenza e a noi tutti due ore di un'esperienza da vivere tutta d'un fiato.

    Consigli per gli acquisti: ancora una volta è necessario smanettare un po' con le opzioni prima di cominciare a giocare cominciando col togliere la modalità ascolto, settare l'audio in lingua originale e selezionare un livello di difficoltà elevato per non snaturare il gioco.

    Il gameplay, pur presentando numerosi punti di contatto con l'avventura madre, approfondisce e aggiunge degli elementi che ben si sposano con l'atmosfera del DLC e che, pur avendo una natura profondamente diversa da quanto ci si possa aspettare, risultano riusciti come gli originali. Il ritmo ne risulta inevitabilmente modificato attraverso un andamento “spezzato” che da un lato dà varietà al gameplay e dall'altro aggiunge una suspense sempre maggiore che culmina nella parte finale. Il più grande elemento di continuità con la storia principale è sicuramente rappresentato dal sistema di combattimento che risulta uguale in termini di tasti e funzionalità e che però introduce una meccanica molto interessante e purtroppo non presente in The Last of Us: le battaglie “a tre squadre” Ellie vs Cacciatori vs Infetti. Le possibilità offerte da questa nuova dimensione risultano in un primo momento stupefacenti ma mostrano il fianco a perplessità provenienti dal gioco originale. Nonostante queste fasi siano nel complesso più che godibili, si aggiungono alla lista dei difetti a causa del potenziale inespresso più che per una criticità vera e propria: gli umani raramente la spuntano sugli infetti e non riescono mai ad uscirne indenni il che fa storcere un po' il naso vedendo come una quattordicenne armata di coltello e qualche freccia possa cavarsela meglio di un gruppo di sei uomini armati e ben protetti. Questo si aggiunge poi ad un comportamento poco realistico degli infetti che, attratti da un mattone strategicamente lanciato, sembrano conoscere fin da subito la posizione dei cacciatori mentre ignorano completamente la nostra. Nonostante questi problemi però ci si trova davanti ad un qualcosa di gradito che se non fosse limitato da problemi di IA inevitabilmente ereditati dal gioco principale avrebbe portato ad una vera e propria rivoluzione in termini di
    strategia e rigiocabilità. Altra nota di merito: non sono mai eventi precalcolati, ogni scontro avrà un finale diverso.

    Il vero punto di forza di Left Behind è però la storia, in tutto ciò le compete. Riley si incastra perfettamente con la Ellie che abbiano conosciuto in The Last of Us, che qui si mostra in tutta la sua innocenza. Riley è l'amica più-grande-ma-non-troppo per cui si lotta nel corso della breve avventura. Riley giustifica le scelte di Ellie per il successivo anno più tre settimane. Riley segna l'inizio della crescita di Ellie. Riley completa Ellie. Il loro rapporto è una delle storie sentimentali più genuine di sempre all'interno del media videogiochi e il fatto che dica tutto in due ore è solo un valore aggiunto, in termini di narrazione.

    Narrativamente Left Behind è una di quelle opere d'arte che rimangono dentro come ce n'è tante nel campo del cinema e pochissime in tema videoludico, capace di dare lezioni di vita a chi sa coglierne il vero significato. Questo però non sarebbe stato possibile senza l'eccellente lavoro delle due attrici Ashley Johnson (Ellie) e Yaani King (Riley) e dell'opera ancora una volta perfetta del compositore Gustavo Santaolalla che attraverso brani inediti e arrangiamenti di pezzi esistenti riesce ancora una volta a creare le atmosfere sui cui si basano intere scene, dalle più divertenti alle più tristi.

    Un DLC che sorprende dove non c'era più spazio per la sorpresa e che racconta una storia che già aveva detto tutto. Narrativamente, tecnicamente e strutturalmente perfetto, Left Behind pecca solo per difetti non suoi quali un'IA da migliorare, un prezzo troppo elevato ed un adattamento italiano poco curato.

    VOTO: 4/5
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION
  2. Utente non attivo.  
        Mi trovi su: Homepage #9456793
    Forse valeva la pena specificare che non ci sono spoiler nel pezzo.

    Solo una nota: non mi ha mai convinto il discorso che le caratteristiche dell'IA di TLOU (e di riflesso di questo DLC) siano compromessi nati dalla gestione della IA. Penso siano semplicemente nati dall'impossibilità pratica di concepire meccaniche di gioco *single player* che demandino a NPC questioni della stessa complessità del giocatore. Per ovvi motivi di storia, tutti i personaggi dovrebbero sopravvivere, e demandare a un NPC, IA perfetta o meno, il game over, credo che sia tipo uno dei 10 comandamenti delle cose da non fare nello sviluppo. Alla fine il fatto che il gioco gestisca il gruppo come un singolo personaggio è un danno alla verosimiglianza per un vantaggio narrativo e ludico.
  3.     Mi trovi su: Homepage #9456839
    DuffmanForse valeva la pena specificare che non ci sono spoiler nel pezzo.

    Solo una nota: non mi ha mai convinto il discorso che le caratteristiche dell'IA di TLOU (e di riflesso di questo DLC) siano compromessi nati dalla gestione della IA. Penso siano semplicemente nati dall'impossibilità pratica di concepire meccaniche di gioco *single player* che demandino a NPC questioni della stessa complessità del giocatore. Per ovvi motivi di storia, tutti i personaggi dovrebbero sopravvivere, e demandare a un NPC, IA perfetta o meno, il game over, credo che sia tipo uno dei 10 comandamenti delle cose da non fare nello sviluppo. Alla fine il fatto che il gioco gestisca il gruppo come un singolo personaggio è un danno alla verosimiglianza per un vantaggio narrativo e ludico.
    Per quanto possa essere un vantaggio ludico credo che il problema possa comunque essere mitigato da alcune scelte di design, come bilanciare meglio le difficoltà dei vari scontri. Sarà una cosa molto soggetiva, ma trovo gli scontri più difficili quelli con i runner di cui, dopo aver completato il gioco 6 volte, non riesco ancora a capirne bene i comportamenti e soprattutto sembrano avere dei sensi molto più sviluppati. Ma forse la maggior parte di questi sentimenti deriva dalla delusione una volta scoperto che l'IA non era quella fatta vedere all'E3 2012, ma neanche un po'. Nel DLC è lo stesso, non critico tanto la superiorità di Ellie, ma il rapporto sbilanciato fra gli avversari.
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION
  4. Resogun c'è..........  
        Mi trovi su: Homepage #9457008
    Ottima recensione.
    Il DLC non l'ho ancora preso perchè, sebbene ho amato e continui ad amare il titolo originale, non me la sentivo di spendere i 15 euro richiesti per 2 ore (che per quanto intense e stupende siano, sempre quelle rimangono) in particolare in questo periodo in cui ci sono veramente molte uscite di qualità ( o presunte tali).
    Non vi è dubbio, comunque, che lo prenderò.
    Ritornando al titolo, quando annunciarono che la protagonista sarebbe stata Ellie nel periodo precedente all' incontro con Joel, ero un pochino dubbioso su come sarebbe stato modificato il gameplay, visto che, come detto dalla ragazza stessa, lei non aveva mai usato un' arma da fuoco in precedenza e quindi non riuscivo a capire come avrebbero fatto svolgere gli scontri. Per fortuna è stato tutto risolto, da quanto ho capito, aumentando la componente stealth ( tra l'altro la meccanica che mi piace di più in assoluto tra i vari genere dei VG).
    Sono anche molto interessato alla parte narrativa visto che, da quanto dici, sembra ancora assestarsi sugli altissimi livelli del titolo originale.
    L'unica nota con cui non sono particolarmente daccordo è quella che riguarda il tuo parere negativo all' IA nemica; E' probabilmente vero che non raggiunga i livelli divini descritti in molte recensionsi, ma è sicuramente terribilmente più scaltra ( e quindi più ostica) di altre miriadi di IA dei vari FPS o TPS, in cui l'unica utilità è quella di far sporgere la testa alle bambole di pezza (oh! pardon, volevo dire agguerriti e sveglissimi avversari) per fargli piazzare un facile head shot per soddisfare il neofita o l'esperto che sia di sparatutto.
  5.     Mi trovi su: Homepage #9457051
    NastuOttima recensione.
    Il DLC non l'ho ancora preso perchè, sebbene ho amato e continui ad amare il titolo originale, non me la sentivo di spendere i 15 euro richiesti per 2 ore (che per quanto intense e stupende siano, sempre quelle rimangono) in particolare in questo periodo in cui ci sono veramente molte uscite di qualità ( o presunte tali).
    Non vi è dubbio, comunque, che lo prenderò.
    Ritornando al titolo, quando annunciarono che la protagonista sarebbe stata Ellie nel periodo precedente all' incontro con Joel, ero un pochino dubbioso su come sarebbe stato modificato il gameplay, visto che, come detto dalla ragazza stessa, lei non aveva mai usato un' arma da fuoco in precedenza e quindi non riuscivo a capire come avrebbero fatto svolgere gli scontri. Per fortuna è stato tutto risolto, da quanto ho capito, aumentando la componente stealth ( tra l'altro la meccanica che mi piace di più in assoluto tra i vari genere dei VG).
    Sono anche molto interessato alla parte narrativa visto che, da quanto dici, sembra ancora assestarsi sugli altissimi livelli del titolo originale.
    L'unica nota con cui non sono particolarmente daccordo è quella che riguarda il tuo parere negativo all' IA nemica; E' probabilmente vero che non raggiunga i livelli divini descritti in molte recensionsi, ma è sicuramente terribilmente più scaltra ( e quindi più ostica) di altre miriadi di IA dei vari FPS o TPS, in cui l'unica utilità è quella di far sporgere la testa alle bambole di pezza (oh! pardon, volevo dire agguerriti e sveglissimi avversari) per fargli piazzare un facile head shot per soddisfare il neofita o l'esperto che sia di sparatutto.
    Il prezzo è forse il problema più grande, come dici tu spendere 15€ per una cosa che inizi e finisci in una sessione di gioco non è il massimo (ed è la ragione per cui io non ho ancora preso Journey, ma rimedierò).
    Avevo lo stesso dubbio anch'io, ma sono riusciti a metterci anche le fasi action con un escamotage che ti sorprenderà.
    Confermo, in quanto a narrazione è come la storia principale, anzi il gameplay è ancora più a servizio della storia.
    Che l'IA sia migliore della maggior parte degli altri giochi non c'è dubbio, ma quando di tratta di stealth è inevitabile diventare fortemente esigenti. Spero sia la cosa su cui si concentrino di più nel caso decidessero di fare un sequel.
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION

  Left Behind: il bello del viaggio

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina