1.     Mi trovi su: Homepage #9460898
    Sucker Punch esordisce su PS4 con un'IPereditata dalla old gen: inFamous. Messo da parte Cole MacGrath e le sue due magnifiche avventure, il protagonista di questo capitolo èDelsin Rowe, un giovane di inespressi orizzonti con la passione per i graffiti. La sua vita cambierà radicalmente quando si scontrerà con Brooke Augustine, il capo dell'organizzazione militare istituita con l'unico scopo di eliminare la minaccia conduit dalla faccia della terra: il DUP (Dipartimento di Protezione Unificata).



    Second Son riprende quelle che sono le caratteristiche alla base dei suoi predecessori su PS3, chi ha già giocato le avventure di Cole si troverà subito a suo agio anche con il nuovo protagonista. Dagli elementi platform ai combattimenti, si ha sempre la sensazione di essere “a casa”. Il bilanciamento dei vari generi in particolare risulta essere molto vicino a quello del secondo capitolo che già aveva ampliato le fasi action, ma Second Son si spinge ancora oltre accorciando i tempi morti delle fasi di scalata degli edifici grazie alle abilità legate al movimento.

    Tutti i diversi poteri presentano infatti una sezione dedicata allo scatto che coinvolge anche le fasiplatform. Per fortuna l'uso delle diverse abilità è indirettamente guidato in base allo scenario che ci si presenta davanti: quelle più forti in attacco risultano essere quasi inutili in fase di esplorazione favorendone così un uso ragionato e sensato situazione dopo situazione. Dopo averne sperimentato la compresenza in inFamous 2, Sucker Punch ci offre quindi la possibilità di possedere tanti (ma non troppi) poteri contemporaneamente. Per evitare spoiler basterà dire che sono più dei due già mostrati nei trailer e che ciascuno di essi offre caratteristiche ben definite, pur presentando tutti lo stesso tipo di controllo. Oltre all'attacco standard, affidato questa volta ai grilletti, troviamo un attacco più potente attivabile con R1 e un altro più tattico, e non letale se usato da solo, affidato all'altro dorsale. Buona configurazione cui però avrebbe giovato una (anche piccola) possibilità personalizzazione soprattutto in relazione ad una scelta non sempre eccellente dei comandi di scatto e di rilascio delle sporgenze che potrebbero portare un po' di frustrazione nelle prime fasi di gioco. Ben sfruttate invece le nuove caratteristiche del pad, prime fra tutte l'altoparlante e il nuovo Sixaxis ai quali è dedicata una delle missioni secondarie.



    Accanto a quella già citata sono presenti altre 9 tipologie di compiti secondari che vanno dai classici collezionabili alle missioni di liberazione del quartiere passando per la distruzione di vari impianti della DUP come
    telecamere e posti di blocco. Ben presto però si potrebbe iniziare a sentire una certa sensazione di ripetitività nello svolgimento degli incarichi opzionali non tanto per il loro numero, decisamente elevato rispetto a quelle che sono le tipologie, ma per una caratterizzazione poco decisa rispetto alle missioni principali. Non ci ritroveremo mai di fronte a compiti eccessivamente diversi da quelli che svolgiamo completando la storia di Delsin, ottenendo così versioni “light” di un qualcosa di già fatto con la totale assenza di una benché minima componente narrativa. Dispiace perché le possibilità per offrire un qualcosa di diverso e raccontare una storia allo stesso tempo c'erano eccome. L'esempio ci è fornito da un gradito ritorno: i file audio da raccogliere per tutta Seattle non si ricollegano in maniera credibile alla trama e presentano un personaggio mai attivo
    nello svolgimento della vicenda.

    Peccato si possa fare lo stesso confronto riferendosi alla storia. Se gli inFamous per PS3 brillavano dal punto di vista del coinvolgimento del giocatore in una situazione sempre nuova, ricca di colpi di scena e momenti emozionanti, Second Son delude su tutta la linea presentandosi con un presupposto che non giustifica lo svolgimento della storia e mancando di quei passaggi che avevano reso dei semi-capolavori i suoi predecessori. Scordati Kessler, la Raggiosfera, i viaggi nel tempo o le super decisioni karmiche “o divento il conduit più forte di tutti e tempi o salvo l'umanità”.

    Dispiace soffermarsi sui difetti di un titolo che a conti fatti non ha nulla da invidiare al 90% dei suoi simili, ma anche parlando di scelte karmiche occorre appuntare un paio di mancanze. Il sistema è assimilabile a quello dei prequel: mini-missioni basate sull'interazione con i cittadini di Seattle (uccidere degli attivisti anti-conduit o salvare i prigionieri del DUP?) e decisioni che intervengono direttamente sullo sviluppo della storia principale, e qui casca l'asino. Messi da parte il numero decisamente minore di “momenti karma” rispetto ai due capitoli predenti e l'impossibilità di cambiare schieramento anche solo dopo la prima decisione, non ci troviamo mai di fronte a scelte sofferte ed essendo un problema presente sin dal primo capitolo, era lecito aspettarsi di più. Un sistema “segreto” di scelte che, in alcuni casi, vanno oltre l'infantile “buono o cattivo” avrebbe fornito un corso degli eventi più plausibile, una storia modellata sulla personalità del giocatore e meno basata su binari che ci vengono imposti dopo 20 minuti di gioco. Il tutto però ripara in minima parte ad una longevità negativamente disarmante, ci ritroviamo di fronte ad uno degli open world più brevi dell'ultimo decennio. La sola storia principale non ci terrà impegnati per più di 8 ore, meno del doppio il tempo necessario per liberare la città dalla
    minaccia DUP.


    (Sì, ci sono anche i dinosauri rosa, per chi lo chiedesse).

    Ottima la caratterizzazione dei personaggi che hanno uno sviluppo credibile lungo tutto il corso della storia. Discorso che vale per Delsin come per gli antagonisti e gli aiutanti che, pur evolvendosi dall'inizio alla fine, mantengono una personalità di fondo ben riconoscibile. Fondamentale nella buona riuscita dei personaggi è il doppiaggio che offre nel ruolo di protagonista l'ennesima ottima interpretazione di Troy baker, questa
    volta chiamato a prestare anche il volto oltre che le movenze e la voce. Second Son sfrutta infatti un sistema di cattura delle espressioni facciali assimilabile a quello usato in LA Noire con i soliti pregi e i soliti difetti. Al fianco di una buona interpretazione da parte degli attori è inevitabile notare come il volto sembri fatto di plastica sciolta che si muove. Fa piacere notare un doppiaggio italiano all'altezza di quello originale il cui unico difetto è quello, purtroppo inevitabile a causa del face scan, di risultare talvolta fuori coordinazione con il labiale. Nel
    discorso audio è inevitabile rilevare una colonna sonora in tema con la trama: debole e mai incisiva. Di ben altra fattura il comparto grafico, eccellente sotto tutti i punti di vista: fluidità minima a 30fps (con qualche picco), ottima modellazione di tutti i personaggi e un impatto generale strepitoso che da solo dona atmosfera a Seattle, pregio di cui pochissimi open world possono fregiarsi. Se si aggiunge tutta questa magnificenza alla totale assenza di
    caricamenti, se non uno di una manciata di secondi all'inizio, si ottiene un comparto grafico di primissimo ordine che mostra le capacità di PS4. Viene da chiedersi cosa potremo vedere a fine generazione.

    Pochi gli extra del gioco, è però doveroso nominare una chicca. Con l'aggiornamento del day one è stata aggiunta la serie di missioni “Paper Trail” che ci vedrà impegnati sia sulla console sia sul PC. Dopo aver partecipato ad un incipit narrativo sul gioco vero e proprio, saremo costretti a risolvere degli enigmi su internet che saranno aggiornati settimana dopo settimana da Sucker Puch e che probabilmente sveleranno un nuovo potere, attivabile tramite DLC più o meno a pagamento.

    La domanda finale è: inFamous Second Son è l'esclusiva che stavamo aspettando per PS4? La risposta breve
    è: sì. A fronte di una longevità e di una trama deludenti, il divertimento puro è l'arma (non tanto) segreta del terzo capitolo delle storie dei conduit. Vagare per una magnifica Seattle vale da solo il prezzo del biglietto. Peccato perché con una storia qualitativamente e quantitativamente simile a quella dei primi due episodi ci saremmo trovati di fronte a ben altro gioco.

    VOTO: 8




    Mini recensione:


    La killer app di PS4?

    inFAMOUS torna su console Sony con Second Son. Delsin, il nuovo protagonista, non fa rimpiangere il vecchio Cole, tutti gli elementi di gameplay delle avventure del supereroe (o supercattivo) elettrico sono rimasti invariati
    garantendo una buona sensazione di familiarità con le meccaniche. Dove però Second Son delude è nella qualità della storia il cui incipit non giustifica lo svolgersi degli eventi e in definitiva non risulta essere all'altezza delle due precedenti. Un capolavoro mancato.

    Ottimo gameplay e comparto grafico stupefacente, peccato per la pochezza di qualità e quantità della storia.

    VOTO: 87
    IBRACADABRA DI PLAYGENERATION

  inFAMOUS Second Son [No spoiler]

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina