1.     Mi trovi su: Homepage #9472934
    Tutti in nero... :asd:

    Per fortuna mi son licenziato prima... :asd:


    «Il governo intende modificare il regime del reintegro così come previsto dall’articolo 18», «eliminandolo per i licenziamenti economici e sostituendolo con un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità». La svolta sul lavoro è tutta qui e la riassume il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel discorso odierno al Senato sul Jobs act, riferendosi al contratto a tutele crescenti per i neo-assunti. Sarà prevista la possibilità del reintegro soltanto «per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare particolarmente gravi», aggiunge delineando il meglio l’ambito di intervento della riforma del lavoro che non snatura del tutto l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ma certo interviene in maniera netta sulla disciplina dei licenziamenti. Sul quale «non c’è piena condivisione tra tutti, anche nella maggioranza, nel Pd. Non credo che queste diversità, affermate e discusse, possano portare a mettere in discussione un passaggio così importante ed essenziale», spiega Poletti secondo il quale l’esecutivo terrà conto nei decreti del «lavoro fatto e delle posizioni espresse».


    Le collaborazioni a progettoNovità anche sul fronte della razionalizzazione dei contratti, con l’abolizione del co.co.pro. Dice Poletti che la «scelta fondamentale per ridurre la precarietà per i lavoratori e dare certezza alle imprese è un drastico riordino delle tipologie contrattuali con l’abolizione delle forme più permeabili agli abusi e più precarizzanti». Un passaggio anche sul tema della rappresentanza: «quello di ieri tra governo e sindacati è stato un «confronto utile», che «ha messo le basi per una riflessione ulteriore intorno ad alcuni elementi che non sono presenti tra le materie ricomprese nella delega come la rappresentanza e le sue regole ed il tema della contrattazione aziendale o di secondo livello», ha aggiunto il titolare del Welfare.




    http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_08/cambia-lavoro-no-reintegro-licenziamenti-economici-b36867ce-4f00-11e4-b3e6-b91ef8141370.shtml
  2. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #9472935
    giovanni1982Tutti in nero... :asd:

    Per fortuna mi son licenziato prima... :asd:


    «Il governo intende modificare il regime del reintegro così come previsto dall’articolo 18», «eliminandolo per i licenziamenti economici e sostituendolo con un indennizzo economico certo e crescente con l’anzianità». La svolta sul lavoro è tutta qui e la riassume il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nel discorso odierno al Senato sul Jobs act, riferendosi al contratto a tutele crescenti per i neo-assunti. Sarà prevista la possibilità del reintegro soltanto «per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare particolarmente gravi», aggiunge delineando il meglio l’ambito di intervento della riforma del lavoro che non snatura del tutto l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori ma certo interviene in maniera netta sulla disciplina dei licenziamenti. Sul quale «non c’è piena condivisione tra tutti, anche nella maggioranza, nel Pd. Non credo che queste diversità, affermate e discusse, possano portare a mettere in discussione un passaggio così importante ed essenziale», spiega Poletti secondo il quale l’esecutivo terrà conto nei decreti del «lavoro fatto e delle posizioni espresse».


    Le collaborazioni a progettoNovità anche sul fronte della razionalizzazione dei contratti, con l’abolizione del co.co.pro. Dice Poletti che la «scelta fondamentale per ridurre la precarietà per i lavoratori e dare certezza alle imprese è un drastico riordino delle tipologie contrattuali con l’abolizione delle forme più permeabili agli abusi e più precarizzanti». Un passaggio anche sul tema della rappresentanza: «quello di ieri tra governo e sindacati è stato un «confronto utile», che «ha messo le basi per una riflessione ulteriore intorno ad alcuni elementi che non sono presenti tra le materie ricomprese nella delega come la rappresentanza e le sue regole ed il tema della contrattazione aziendale o di secondo livello», ha aggiunto il titolare del Welfare.




    http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_08/cambia-lavoro-no-reintegro-licenziamenti-economici-b36867ce-4f00-11e4-b3e6-b91ef8141370.shtml
    perfetta...quindi sarà + facile licenziare e + difficile assumere.


    devono solo cambiare il nome della riforma in Jobs fuck
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose
  3.     Mi trovi su: Homepage #9472955
    marcomix[/url]perfetta...quindi sarà + facile licenziare e + difficile assumere.


    devono solo cambiare il nome della riforma in Jobs fuck
    Io piu' che altro volevo capire: ma chi ha le collaborazioni a progetto cosa diventano? E chi le faceva veramente le collaborazioni a progetto?

    Poi sul licenziamento...va bene licenziare per motivi economici, ma non disciplinari gravi. Rimarrano per sempre nel mio cuore quei figli di ndrocchia di malpensa che si svuotavan le valigie dei passeggeri. Beccati con le mani nel sacco vengono prima sospesi e poi fatti rientrare al lavoro! Yeaaaaaaaaaah!
  4. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #9472973
    giovanni1982Io piu' che altro volevo capire: ma chi ha le collaborazioni a progetto cosa diventano? E chi le faceva veramente le collaborazioni a progetto?

    Poi sul licenziamento...va bene licenziare per motivi economici, ma non disciplinari gravi. Rimarrano per sempre nel mio cuore quei figli di ndrocchia di malpensa che si svuotavan le valigie dei passeggeri. Beccati con le mani nel sacco vengono prima sospesi e poi fatti rientrare al lavoro! Yeaaaaaaaaaah!
    1) Anzitutto "va bene licenziare per motivi economici" è una fragorosa scemenza (non lo dico a te ma alla stampa tutta che non mette in dubbio quello che dice il governo). Sono *decenni* che i motivi economici giustificano il licenziamento, non c'è NIENTE di nuovo in quello che ha fatto la fornero, non c'è NIENTE di nuovo in quello che sta facendo il governo (e lo vedremo con i dati sulla disoccupazione e sui contratti a tempo indeterminato che non ne subiranno alcun beneficio). Alla fin fine, è sempre un giudice a stabilire cosa è cosa: tu puoi addurre ma non c'è alcuna garanzia che una grave situazione economica perdurante ti permetta di licenziare. Se il giudice del lavoro non crede alla motivazione e quindi rileva in qualsiasi modo un comportamento discriminatorio (da sentenza 7046 della Cassazione: "La Cassazione, individuando un'ipotesi di licenziamento discriminatorio
    per ritorsione nei confronti del dipendente, ribadisce che il datore
    intenzionato ad avviare una ristrutturazione aziendale sopprimendo
    alcuni posti per ridurre il costo del lavoro, non è libero di scegliere
    chi allontanare
    "), non puoi licenziare quindi devi reintegrare. Negli anni 90 abbiamo perso metà del fatturato da un giorno all'altro, abbiamo dovuto licenziare due persone che lavoravano nell'area in cui avevamo perso il fatturato: non è stato considerato motivo legittimo. In più ricordo che oggi per licenziare una persona senza giusta causa o giustificato motivo, se il lavoratore accetta il compenso monetario al posto del reintegro, le aziende sopra i 15 dipendenti pagano per legge circa 17 mensilità (5 mesi di base + minimo 12 di penale). Quindi le aziende in difficoltà economica pagano circa 50.000 euro a dipendente licenziato. Ripeto, non cambia nulla, mesi a discutere del nulla, o meglio mesi a discutere di un aspetto marginale del problema occupazionale per poi non cambiare niente.
    2) Probabilmente i contratti a progetto andranno solo a morire e stringeranno i controlli sull'uso corretto di quelli in essere per trasformarli nella loro versione più corretta.
  5.     Mi trovi su: Homepage #9472976
    scudettowebnon puoi licenziare quindi devi reintegrare. Negli anni 90 abbiamo perso metà del fatturato da un giorno all'altro, abbiamo dovuto licenziare due persone che lavoravano nell'area in cui avevamo perso il fatturato: non è stato considerato motivo legittimo e....
    Modesto Marcomix e il Kaiser sono ancora lì :asd:
  6. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #9473026
    giovanni1982Io piu' che altro volevo capire: ma chi ha le collaborazioni a progetto cosa diventano? E chi le faceva veramente le collaborazioni a progetto?

    Poi sul licenziamento...va bene licenziare per motivi economici, ma non disciplinari gravi. Rimarrano per sempre nel mio cuore quei figli di ndrocchia di malpensa che si svuotavan le valigie dei passeggeri. Beccati con le mani nel sacco vengono prima sospesi e poi fatti rientrare al lavoro! Yeaaaaaaaaaah!
    il problema a mio avviso è + ampio di quello che si vede, se uno guarda solo alle istanze dei lavoratori o degli imprenditori( come ha segnalato SW) si commette un errore.


    La verità è che la flessibilità funziona solo in un paese capace di sostenerla e preparato al compito. Bisognerebbe riformare prima tutto il sistema di assistenza economica e formativa di chi perde il lavoro, creare una interazione perfetta fra i centri dell'impiego e il mondo imprenditoriale e industriale per dare l'opportunità a chi perde il lavoro di non trovarsi con le pacche nell'acqua e per dare l'opportunità all'imprenditore di pescare nuovi lavoratori in quel bacino che naturalmente si creerebbe con la flessibilità.


    è utopistico pensare che limitando o eliminando l'articolo 18 si risolve il problema occupazionale in Italia senza un sistema ben oliato di formazione e assistenza economica del lavoratore flessibile.Come è utopistico parlare di qualità della vita se i contratti senza tutele non vengono affatto visti dal mondo finanziario e bancario se non quelli con percentuali di interesse pari all'usura.


    Se il lavoratore che perde il lavoro ottiene dai centri dell'impiego solo la carta che attesta la disoccupazione, se le norme per i sussidi di disoccupazione sono come quelle attuali( astruse e difficilmente ottenibili) se vi è una maggioranza di lavoratori( vedi i co.co.pro) totalmente esclusa da queste norme e dalle tutele, se la formazione lavorativa per il reintegro nel mondo del lavoro è inesistente, se non vi è interazione efficiente fra impresa e centro dell'impiego...allora non si può parlare di maggiore flessibilità...ma di maggiore precarietà.


    per questo l'attuale riforma, per come concepita e da quello che traspare...è solo un modo per aumentare la precarietà in cui vengono cancellate delle tutele senza che esse vengano bilanciate da altre.
    non si fa altro che aumentare i classici ricatti che il lavoratore subisce con i vari contratti di collaborazione( fino a quando hai sgravi fiscali, non rimani incinta, fai parte del sindacato accomodante, firmi il contratto di lavoro che dico io, rinunci ai diritti vai bene...altrimenti "avanti un altro" ) anche per i contratti a tempo indeterminato. Che poi a questo punto cambierei anche il nome in contratti di precarietà indeterminata.
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose
  7. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #9473027
    scudettowebCon quello che li paghiamo, non possiamo licenziarli... :asd:
    paghiamo? allora mi sa che ti ho dato l'iban sbagliato :asd:
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose
  8. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #9473030
    marcomixnon si fa altro che aumentare i classici ricatti che il lavoratore subisce con i vari contratti di collaborazione( fino a quando hai sgravi fiscali, non rimani incinta, fai parte del sindacato accomodante, firmi il contratto di lavoro che dico io, rinunci ai diritti vai bene...altrimenti "avanti un altro" ) anche per i contratti a tempo indeterminato. Che poi a questo punto cambierei anche il nome in contratti di precarietà indeterminata.
    "O mi offri il servizio che voglio o mi cerco un altro" è quello che ogni singolo cittadino fa quando paga qualcuno per fare un lavoro. Non è che se la sarta del vestito di matrimonio rimane incinta un mese prima dell'evento aspetti 18 mesi a sposarti perché lei ha avuto una maternità a rischio e prima il vestito non te lo può dare. O ti dà il vestito per tempo o avanti un'altra. Ormai facciamo passare cose che i cittadini fanno tutti i giorni come ricatti abominevoli se li fanno gli imprenditori. Inclusa la possibilità di interrompere il contratto: se Sky ti vincola a un contratto annuale la gente si incavola e vuole uscirne quando le pare. Se però è il datore di lavoro a volerne uscire è un ricattatore e schiavista. :asd: Tutto bene quello che dici sulla necessità di supporto a chi perde il lavoro (anche se non è affatto un vincolo necessario ma questo è argomento di un altro discorso ancora) ma rendiamoci conto che il datore di lavoro vuole fare semplicemente quello che ogni cittadino fa quando tira fuori dei soldi: vuole avere il massimo possibile dal suo investimento e se non è soddisfatto vuole cambiare. Fine.

    Poi, detto questo, l'articolo 18 non c'entra con i licenziamenti discriminatori e illegittimi, che sono nulli (inclusa la maternità e simili), ne regola al massimo il trattamento economico se il dipendente ne vuole usufruire. Dire "cancelliamo l'articolo 18" non vuole dire nulla, perché l'illegittimità dei licenziamenti è già codificata da altri articoli dello statuto e da leggi specifiche. Questa "riforma" non cambia nulla da questo punto di vista (è sempre il giudice a decidere chi può fare cosa), in compenso elimina una tipologia di contratto. Il legislatore pensa che se oggi un'impresa non può più avere accesso a un contratto che costa 15.000 euro l'anno senza vincoli e senza benefici particolari ha i soldi per spenderne 40.000 per un contratto vincolato, con alte tasse, benefit assortiti per il lavoratore, ecc. Il legislatore non ha mai dovuto assumere, evidentemente. :) La verità è che dovrebbe essere l'opposto: un contratto a tempo indeterminato, con tutti quei vincoli per il datore, dovrebbe costare 15.000 euro l'anno, il contratto senza vincoli dovrebbe costarne 40.000. Ma l'Italia degli anni Sessanta e dei padri costituzionali aborriva il concetto di libertà contrattuale e quindi eccoci qui col 13% di disoccupazione (nominale, quello reale è fuori scala...) e gente senza mezzo beneficio pagata 1.000 euro al mese, e se si ammala sono cavoli suoi...
  9.     Mi trovi su: Homepage Homepage #9473033
    marcomixil problema a mio avviso è + ampio di quello che si vede, se uno guarda solo alle istanze dei lavoratori o degli imprenditori( come ha segnalato SW) si commette un errore.


    La verità è che la flessibilità funziona solo in un paese capace di sostenerla e preparato al compito. Bisognerebbe riformare prima tutto il sistema di assistenza economica e formativa di chi perde il lavoro, creare una interazione perfetta fra i centri dell'impiego e il mondo imprenditoriale e industriale per dare l'opportunità a chi perde il lavoro di non trovarsi con le pacche nell'acqua e per dare l'opportunità all'imprenditore di pescare nuovi lavoratori in quel bacino che naturalmente si creerebbe con la flessibilità.


    è utopistico pensare che limitando o eliminando l'articolo 18 si risolve il problema occupazionale in Italia senza un sistema ben oliato di formazione e assistenza economica del lavoratore flessibile.Come è utopistico parlare di qualità della vita se i contratti senza tutele non vengono affatto visti dal mondo finanziario e bancario se non quelli con percentuali di interesse pari all'usura.


    Se il lavoratore che perde il lavoro ottiene dai centri dell'impiego solo la carta che attesta la disoccupazione, se le norme per i sussidi di disoccupazione sono come quelle attuali( astruse e difficilmente ottenibili) se vi è una maggioranza di lavoratori( vedi i co.co.pro) totalmente esclusa da queste norme e dalle tutele, se la formazione lavorativa per il reintegro nel mondo del lavoro è inesistente, se non vi è interazione efficiente fra impresa e centro dell'impiego...allora non si può parlare di maggiore flessibilità...ma di maggiore precarietà.


    per questo l'attuale riforma, per come concepita e da quello che traspare...è solo un modo per aumentare la precarietà in cui vengono cancellate delle tutele senza che esse vengano bilanciate da altre.
    non si fa altro che aumentare i classici ricatti che il lavoratore subisce con i vari contratti di collaborazione( fino a quando hai sgravi fiscali, non rimani incinta, fai parte del sindacato accomodante, firmi il contratto di lavoro che dico io, rinunci ai diritti vai bene...altrimenti "avanti un altro" ) anche per i contratti a tempo indeterminato. Che poi a questo punto cambierei anche il nome in contratti di precarietà indeterminata.
    Sti qua non han fatto un caxxo per 7 mesi, dovevano fare qualcosa per far vedere. Peccato che sia na boiata come le province od il senato (ed il popolo bue gli da il 41%).
    Volevano far qualcosa per il lavoro?
    Togliere la CI e sostituirla con detassazione e con corsi che servano a qualcosa per il lavoratore che vuole reinserisi. Invece cosa fanno?
    Contributo di solidarietà per chi non ha la cassa ROTFL (ed io ne usufruisco di questo possibile diritto).
    Porto due esempi a me vicini.
    1. assegno di disoccupazione: non faccio un caxxo finchè me lo danno poi cerco lavoro
    2. CI: non faccio un caxxo, finchè mi danno la CI.


    ED IO PAGO!!!!
  10. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #9473042
    scudettoweb"O mi offri il servizio che voglio o mi cerco un altro" è quello che ogni singolo cittadino fa quando paga qualcuno per fare un lavoro. Non è che se la sarta del vestito di matrimonio rimane incinta un mese prima dell'evento aspetti 18 mesi a sposarti perché lei ha avuto una maternità a rischio e prima il vestito non te lo può dare. O ti dà il vestito per tempo o avanti un'altra. Ormai facciamo passare cose che i cittadini fanno tutti i giorni come ricatti abominevoli se li fanno gli imprenditori. Inclusa la possibilità di interrompere il contratto: se Sky ti vincola a un contratto annuale la gente si incavola e vuole uscirne quando le pare. Se però è il datore di lavoro a volerne uscire è un ricattatore e schiavista. :asd: Tutto bene quello che dici sulla necessità di supporto a chi perde il lavoro (anche se non è affatto un vincolo necessario ma questo è argomento di un altro discorso ancora) ma rendiamoci conto che il datore di lavoro vuole fare semplicemente quello che ogni cittadino fa quando tira fuori dei soldi: vuole avere il massimo possibile dal suo investimento e se non è soddisfatto vuole cambiare. Fine.

    Poi, detto questo, l'articolo 18 non c'entra con i licenziamenti discriminatori e illegittimi, che sono nulli (inclusa la maternità e simili), ne regola al massimo il trattamento economico se il dipendente ne vuole usufruire. Dire "cancelliamo l'articolo 18" non vuole dire nulla, perché l'illegittimità dei licenziamenti è già codificata da altri articoli dello statuto e da leggi specifiche. Questa "riforma" non cambia nulla da questo punto di vista (è sempre il giudice a decidere chi può fare cosa), in compenso elimina una tipologia di contratto. Il legislatore pensa che se oggi un'impresa non può più avere accesso a un contratto che costa 15.000 euro l'anno senza vincoli e senza benefici particolari ha i soldi per spenderne 40.000 per un contratto vincolato, con alte tasse, benefit assortiti per il lavoratore, ecc. Il legislatore non ha mai dovuto assumere, evidentemente. :) La verità è che dovrebbe essere l'opposto: un contratto a tempo indeterminato, con tutti quei vincoli per il datore, dovrebbe costare 15.000 euro l'anno, il contratto senza vincoli dovrebbe costarne 40.000. Ma l'Italia degli anni Sessanta e dei padri costituzionali aborriva il concetto di libertà contrattuale e quindi eccoci qui col 13% di disoccupazione (nominale, quello reale è fuori scala...) e gente senza mezzo beneficio pagata 1.000 euro al mese, e se si ammala sono cavoli suoi...
    sinceramente il paragone di un lavoratore licenziato con un vestito invenduto o un contratto sky rescisso mi fa pensare che ultimamente ti stai dedicando notte e giorno ad un corso intensivo per sommelier :asd:


    perchè converrai con me che nella struttura del tuo esempio il lavoratore licenziato non è ne la sarta ne sky...ma appunto la commessa del vestito stralciata o il contratto rescisso...e mica vorrai dire che l'incidenza nel mondo del lavoro è la stessa? allora perchè non attuiamo delle politiche sociali per il povero contratto sky rescisso...avrà sicuramente famiglia, mutui sulle spalle e diritti.


    lo so che ti piace farlo, lo fai spesso, ma forse è il caso di ridurre gli esempi,paragoni, metafore e altro dai ragionamenti...soprattutto se poi risultano totalmente fuori contesto e con zero similitudini.


    Un contratto di lavoro continuativo ha spesso degli obblighi che il lavoratore deve concedere, di certo non può siglarne 30 in modo che se uno decade continua la sua vita, di certo ha degli obblighi orari che non gli permettono di fare altro, di certo stiamo parlando di persone e di un diritto sancito dalla costituzione.
    sinceramente il "reintegro" è una norma presente in moltissimi paesi occidentali anche laddove funziona bene la flessibilità e l'assistenza economica...sostenere che è quello il problema significa mascherare il vero problema.


    esistono indubbiamente delle storture laddove c'è il lavoratore che si approfitta di tali diritti( vedi malattia, inefficienza, assenteismo) ed esistono delle storture nel campo imprenditoriale che approfittano della flessibilità per produrre precarietà. allo stesso tempo esistono problemi di tassazione e problemi di inesistenza di un sistema di supporto che garantisce al lavoratore flessibile di usufruire di tutti i servizi esistenti( tipo accesso al credito).


    ma c'è tutto questo mondo da sistemare "prima" di parlare di articolo 18...se è utopistico fare questo...è criminoso parlare d'altro.




    certo questo se vogliamo fare un discorso di nazione che comprende tutti...lavoratori dipendenti e imprese. Se invece vogliamo caldeggiare la solita battaglia fra le parti e quindi mettere gli imprenditori contro i lavoratori...allora si...in un ragionamento esclusivamente imprenditoriale...il dipendente non è altro che un contratto tipo sky da stralciare se ti chiama mediaset premium e ti fa una offerta + bassa.
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose
  11. Staff ScudettoWeb  
        Mi trovi su: Homepage #9473044
    marcomixsinceramente il paragone di un lavoratore licenziato con un vestito invenduto o un contratto sky rescisso mi fa pensare che ultimamente ti stai dedicando notte e giorno ad un corso intensivo per sommelier :asd:


    perchè converrai con me che nella struttura del tuo esempio il lavoratore licenziato non è ne la sarta
    Certo che è la sarta, cosa pensi che sia la sarta, un alieno? :asd: Solo che non essendo tu la sarta che perde il lavoro non ti sembra sia un problema. Se la sarta ha un bambino, tu le levi il lavoro perché non può consegnarlo in tempo, fine, mica ti fai scrupoli. Ma non vuoi che il lavoro sia levato a te, ovviamente, se rimani incinta (a proposito, se rimani incinta avvisa che andiamo a Italia's Got Talent. :asd: ). Tu vuoi uscire da un contratto quando vuoi ma non vuoi che ci esca l'azienda. Cosa cambia scusa? Il fatto che il lavoratore perde il lavoro e non ha di che vivere? Ti ho già detto che va bene parlare di ammortizzatori, certo, ci mancherebbe altro, QUELLO è il fattore discriminante, la tutela post contrattuale, non il fatto che qualsiasi cittadino vuole essere libero di interrompere un contratto, pagando relative penali, quando il servizio prestatogli non serve più. Ma la logica è identica, non la vedi perché nessun cittadino penserebbe mai di pagarsi la malattia di un idraulico che impiega il doppio a fare un lavoro perché influenzato, però pretendono che lo facciano le aziende. :asd:



    certo questo se vogliamo fare un discorso di nazione che comprende tutti...lavoratori dipendenti e imprese. Se invece vogliamo caldeggiare la solita battaglia fra le parti e quindi mettere gli imprenditori contro i lavoratori...allora si...in un ragionamento esclusivamente imprenditoriale...il dipendente non è altro che un contratto tipo sky da stralciare se ti chiama mediaset premium e ti fa una offerta + bassa.
    Ancora... :asd: PER TE il lavoratore non è altro che una persona da scartare se non fa il lavoro che vuoi tu nei tempi che vuoi tu, ti capita su base regolare. Tu il lavoro a un idraulico lento non lo dai, così come lo levi alla sarta incinta. Il punto è che tu vuoi avere una libertà di scartare i lavoratori che l'azienda non deve avere perché second te è immorale. Non capisci che è la stessa cosa perché la nostra società è talmente ideologizzata che un lavoratore non riesce neanche a capire il punto di vista del datore di lavoro (fino a quando non lo diventa, allora si aprono nuovi orizzonti... :asd:). La gente va al discount serbo per risparmiare soldi ma se la FIAT va in Serbia per risparmiare soldi sono ladri, disonesti, ecc. Il fatto che non riesci neanche a comprendere che sono gli stessi concetti conferma come la nostra società sia polarizzata.
  12. Scudetto-Mod  
        Mi trovi su: Homepage #9473045
    ti rispondo domenica o lunedi perchè nel week non avrò accesso al pc....però ti anticipo che il tuo esempio non regge ;)
    Superlega Serie A :cool:
    Campione Champions Superleague Apertura 2013/14 :cool:
    Campione Supercoppa Superleague Apertura 2013/14 :cool:

    di solito gli uomini quando sono tristi non fanno niente: si limitano a versare lacrime sulla propria situazione.Ma quando si arrabbiano, allora si danno da fare per cambiare le cose

  Cambia il lavoro

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina