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    La richiesta è di quelle shock: il pg Luigi Ciampoli chiede che la procura generale proceda nei confronti di Steve Pieczenik, ex funzionario del Dipartimento di Stato americano e superconsulente di Francesco Cossiga, per concorso nell’omicidio dell’onorevole Aldo Moro avvenuta in Roma il 9 maggio 1978. Secondo il pg, che ieri è stato
    sentito dalla commissione parlamentare istituita sulla vicenda, sarebbero emersi gravi indizi nei suoi confronti in merito all’istigazione o perlomeno al rafforzamento del proposito criminale delle Br di uccidere lo statista italiano.

    Elementi contenuti nelle oltre cento pagine di richiesta d’archiviazione che il pg ha consegnato al tribunale per quanto riguarda le rivelazioni dell’ex ispettore di polizia Enrico Rossi che aveva ipotizzato la presenza di agenti dei Servizi Segreti a bordo di una moto Honda, in via Fani, la mattina del rapimento. Non è stato possibile identificare quelle misteriose presenze, ma altri elementi sono emersi dall’indagine. Elementi che portano a una possibile responsabilità di Pieczenik.

    D’altra parte un ruolo centrale nel drammatico sviluppo di quei giorni se l’era ritagliato lo stesso Pieczenik, psicologo, in un libro confessione (edito in Italia da Cooper nel 2008 e passato sotto silenzio dal titolo «Abbiamo ucciso Aldo Moro. Dopo 30 anni un protagonista esce dall’ombra»). Nel libro Pieczenik raccontava: «Ho messo in atto una manipolazione strategica che ha portato alla morte di Aldo Moro». Il superconsulente racconta come, all’epoca, sarebbe riuscito a portare i comitati dell’unità di crisi dalla sua parte sostenendo di essere l’unico ad avere a cuore la sorte di Aldo Moro visto che era l’unico a non conoscerlo personalmente. In realtà, rivelava qualche anno fa, l’obiettivo era eliminare Moro: lo si voleva uccidere, ma a farne le spese sarebbero state le Br. Sempre secondo Pieczenik l’operazione sarebbe stata condotta facendo crescere la tensione in modo spasmodico,
    così da mettere le Br con le spalle al muro e non lasciare loro alcuna via d’uscita se non uccidendo Moro.

    «Mi aspettavo che si rendessero conto del loro errore e che lo liberassero facendo fallire il mio piano - racconta ancora Pieczenik - Fino alla fine ho avuto paura che lo liberassero. Per loro sarebbe stata una grande vittoria». Tutti sappiamo come andò.

    Pieczenik venne mandato dagli Stati Uniti a Roma come super esperto di terrorismo. «La sua autoreferenzialità era esasperata e quasi schizofrenica - ha detto ancora il pg Ciampoli - In un’intervista a Giovanni Minoli su Rai Storia raccontò che Moro doveva morire perché in questo modo si sarebbero destabilizzate le Brigate Rosse. Noi abbiamo
    acquisito il cd di quell’intervista televisiva e tutto il girato completo e siamo convinti che la sua posizione meriti un approfondimentoda parte della Procura».

    Nell’intervista televisiva di Minoli, Pieczenik aveva spiegato anche i motivi della sua azione: «Quando sono arrivato in Italia c’era una situazione di disordine pubblico: c’erano manifestazioni e morti in continuazione. Se i comunisti fossero arrivati al potere e la Democrazia Cristiana avesse perso, si sarebbe verificato un effetto valanga. Gli
    italiani non avrebbero più controllato la situazione e gli americani avevano un preciso interesse in merito alla sicurezza nazionale. Mi domandai qual era il centro di gravità che al di là di tutto fosse necessario per stabilizzare l’Italia. A mio giudizio quel centro di gravità si sarebbe creato sacrificando Aldo Moro».

    Impossibile risalire all’identità delle due persone a bordo della Honda, quella mattina in via Fani, segnalati in una lettera anonima arrivata nel 2010 alla questura di Torino. Non erano sicuramente Peppo e Peppa (i due agenti dei Servizi il cui coinvolgimento era già stato escluso dalla polizia). E nemmeno Antonio Fissore, il fotografo
    piemontese morto nel 2012 in Toscana che l’anonimo dichiarava essere un agente segreto sotto il comando del colonnello Camillo Guglielmi dei Servizi. In realtà i magistrati hanno appurato che quella mattina Fissore era su un volo Levaldigi-Varese con rientro su Levaldigi alle 17.15.

    I magistrati hanno anche risentito l’ingegner Alessandro Marini, l’uomo che quella mattina in via Fani per un miracolo non venne colpito dai proiettili sparati dall’uomo sul sellino posteriore della Honda che s’infransero sul parabrezza del suo motorino. La Procura generale ha appurato che in quei giorni Marini aveva denunciato di aver ricevuto
    minacce (senza però saper spiegare quali) e che per questo motivo venne montato nel suo appartamento un baracchino per intercettare le chiamate in entrata al suo telefono. Incredibile ma vero, a 36 anni di distanza
    quel baracchino non era mai stato smontato e la Procura generale lo ha acquisito.

    Figura centrale nell’inchiesta, il colonnello Camillo Guglielmi, in servizio all’ufficio “R” della VII divisione del Sismi nonché istruttore abba base Gladio di Capo Marrangiu dove gli agenti venivano addestrati anche alla strategia della tensione. Il pg Ciampoli ha riferito che nei suoi confronti si potrebbe ipotizzare un’accusa per concorso nel rapimento di Aldo Moro e nell’omicidio degli uomini della scorta, ma è impossibile procedere perché il colonnello è nel frattempo morto.

    L’unica cosa certa, però, è che quella mattina intorno alle 9 il colonnello si trovava in via Fani senza un motivo ragionevole. Alla Corte d’assise ha riferito che era lì per caso, perché doveva andare a pranzo con un collega che viveva nelle vicinanze. Una versione ritenuta «risibile» dal pg Ciampoli, nonché smentita dallo stesso collega. Il suo
    ruolo nel rapimento, dunque, rimane per ora un mistero.

    http://www.lastampa.it/2014/11/12/italia/cronache/il-consulente-di-cossiga-deve-essere-processato-per-concorso-nellomicidio-di-aldo-moro-0YBwfS9MzSoTYrSKZ1GmQI/pagina.html

    Odio profondo, da allora e da prima ancora, verso questa gente, ricordo bene la "Strategia della tensione" dei criminali Usa e DC che governavano e governano l'Italia e non solo.

    Strategia della tensione del resto ancora attuata per affamare il mondo, da Usa-Arabia Saudita e sceiccati vari uniti.

  Terrorismo Usa in Italia e Cossiga

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