1.     Mi trovi su: Homepage #9488654
    commonper il momento non è possibile accedere, cliccando sul link paypal ..
    scrive: BAndwith limit exceeded; spero sia un buon segno
    Grazie Common, di cuore nerazzurro.

    Da un lato è un buon segno, perchè ci sono 3000 persone e oltre che in 36 ore hanno promesso aiuto...Dall'altro se il sito di mandinamaste funzionasse bene andrebbe ancora meglio.

    Oggi il buon Tonymanero mi ha rimproverato duramente per non avere subito avvisato qui che ero tornato in Italia 7 giorni fa. Non era mia intenzione fare preoccupare, ho dato subito (fin da Sabato) notizie. Significa che ero e sono vivo. Il comunicato ufficiale agli Amici e a tutti è su fb da ieri mattina presto, lunedì....Prima sinceramente ho avuto ben altro cui pensare e la fortuna di essere qui, nella sfiga di non essere là, mi permette...dopo 60 ore di Pc e lavoro continuo (Tranne quei 10 minuti per fare formazia last minute....) di aver ricevuto 400 mail e 3000 messaggi...e di muovere tante cose. Per tirar su qualche casa. Scusate se, caro Tony, per prima cosa non ho pensato di dire qui...e a Voi primi fra tutti...Amicono inclusi...Che ero e sono a Milano, con cellulare libero solo per il Nepal. ((Gherry, la verità e che non dicendo che ero a Milano, magari ti avrei potuto sorprendere levando Niang dal 451 e mettendo al suo posto Toni smanero alle 17:59 e 51 secondi...Non volevo la gabbia su Toni...)

    Questo il comunicato fb di ieri (Domani vi ho risparmiato Spp A Sky: un amico giornalista mi aveva invitato negli studi di Milano per dialogare con lui a Roma...Avrebbero fatto passare sotto il ban per la sottoscrizione...Mi sembrava una marchetta anche se per buon fine e sono schivo)

    Lunedì mattina, h.8
    Namaste ! Mi sembra arrivato il momento di dire, pregando di NON contattarmi in Italia per avere le news che scrivo qui e avvertendo che nei prossimi giorni terrò contatti telefonici solo con Yam, il Nepal e 2-3 altre Persone fra cui Rain Rongpuk , è arrivato (o forse no) il momento di dire che il 18 Aprile sono tornato a Milano per stare 2 mesetti di bassa stagione a casa dei miei (Io, come sapete, in Italia non ho casetta mia). Ho evitato lo spavento ma vorrei andare là ieri, non domani. Yam e i Ragazzi non vogliono, hanno anche ragione...Che ci faccio io là, fra l'altro senza poter comunicare perchè anche internet è a pezzi ? Certo che da qua è pazzesco viversi 'sta cosa.. Penso anche a Mia Granapanda di Human Traction, a Maurì di Human Dana, a Massimo di MandiNamaste, al buon Robi.... Tutti che amiamo il Nepal più di noi stessi, tutti abbiamo avuto la sfiga di non essere lì adesso, di non esserci stati stanotte...a dormire nel giardino del Planet o altrove. Il giardino del Planet...Adesso ho chiesto a Yam come sta il Pino, con la maiuscola quel pino, vero Mauro...? Pe sapere se l'orto s'è rivoltato da solo oppure no...Perchè sembra che i muri stiano bene ma come stanno le fondamenta ? Yam mi ha risposto "Non dirmi nulla, non darmi altre tensioni"...Capisco benissimo. Mi nepalizzo ancora un po' e vedrem...
    Intanto il Planet è diventato quello che forse ho sempre sognato che diventasse, un rifugio d'amore a porte aperte. Se non ci fosse il problemino che per mangiare bisogna lavorare, dare lavoro, tirar su i danè per costruire quello che sai bene da sempre che in un minuto può scivolare giù... E che hai deciso fin dalle fondamenta di regalare, insieme a Te stesso a quelle Persone lì. Ricordate, Amici del giardino del Planet ? Scherzavo eh..."Se verrà il mega terremoto che mi aspetto noi forse staremo su e scivoleremo insieme alla collinetta in centro a Bhaktapur, così spenderete di più per la camera in centro..."

    Ecco, ma dov'è Bhaktapur adesso per scivolarci piano dentro ?

    Vi voglio bene, nepalini quasi tutti...
    E anche a Voi che ci state vicini. Namaste !
  2. _________V_________  
        Mi trovi su: Homepage #9488660
    oggi sentivo che un ragazzo è stato ancora tirato fuori vivo, bisogna investire su quello ora, anche se è dura, cercare di salvare quante più vite possibili con tutti i mezzi necessari e tutti gli uomini più o meno specializzati. Di certo non imporvvisati che farebbero più danno che altro. Forza ragazzi non mollate!
  3.     Mi trovi su: Homepage #9488679
    http://www.gazzetta.it/Altri-Mondi/28-04-2015/gazzetta-nepal-terremoto-aiuto-tornare-sognare-mandinamaste-donazione-fondi-110611239205.shtml


    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/04/28/il-nepal-non-e-un-museo/


    In quanti che ci vogliono bene, e che vogliono bene ai "Ragazzi del Planet"...

    Possibile che solo da un dolore incommensurabile possa nascere un'emozione così forte e debba confermarmi che, chissà perchè, ci e mi voglono bene Persone ed ex Ospiti a bizzeffe... Un abbraccio anche a Voi (Il Garioni è l'Amico che mi ha recalato l'abbonamento alla gazza cartacea online fino al 2031, mi serve per vedere se il motore del giuoco bassituo frega sui minuti di recupero oppure no...). Urca, la raccoltina domani dovrebbe andare anche sulla gazza cartacea... Che lavurà.... 78 ore, dormite 7.

    Grazie anche a tutti Voi forumotti !
  4.     Mi trovi su: Homepage #9488694
    L' ho linkato sopra ma merita di comparire al volo, Bravo Alessandro Gilioli:

    Il Nepal non è un museo. Non lo era, non lo è mai stato, non lo sarà. Il Nepal è vero e questa è la sua magia, il suo fascino unico al mondo. Nelle case medievali di Bhaktapur, fatte di mattoni rossi e finestre di legno intagliate, migliaia di persone vivono come hanno sempre vissuto, da sempre: ed è un sito archeologico protetto dall'Unesco, una delle meraviglie del mondo. Ma se di giorno è frequentata dai turisti, la sera torna a essere proprietà dei suoi abitanti, dei ragazzini che corrono urlando, delle donne che stendono i panni, degli uomini che riportano le capre dopo il pascolo. Tra loro parlano newari, una lingua di origine tibetana che non ha nulla a che vedere con il nepalese ufficiale. E sono solo due tra gli infiniti idiomi che in quel paese si parlano, da millenni luogo di incrocio, di mescolanza, d'incontro.

    Già: il Nepal è prima di tutto un luogo d'incontro, in tutti i sensi. In senso geologico, già lo sapete: è il punto in cui la placca indiana e quella asiatica si toccano, con le conseguenze che abbiamo visto. Ma è soprattutto un luogo d'incontro etnico e culturale: la popolazione (circa metà rispetto a quella italiana) è un incredibile mix di gente venuta dal sud (quindi indiani) e dal nord (quindi tibeto-asiatici). Questo fa sì che in Nepal si vedano facce diversissime tra loro: da quelle tipicamente indiane (di tutte le caste, quindi dai più chiari ai più scuri) agli occhi a mandorla di chi invece ha origini asiatiche, di chi è arrivato dalle montagne.

    Questo, a sua volta, ha fatto sì che il Nepal sia anche un luogo di incontro fra le religioni: induista è la maggioranza, buddhisti di varie scuole sono quelli che stanno più a nord, i musulmani sono una robusta minoranza specie a Kathmandu, nei villaggi di montagna è ancora forte l'animismo. Molto difficile che litighino tra loro: spesso alla domanda “Sei induista o buddhista?” ho sentito la risposta “Both”, entrambi. Le religioni sono soprattutto un motivo di festa e tutti celebrano le ricorrenze di tutti: anche i negozi degli induisti sono chiusi l'ultimo giorno di Ramadan e pure i musulmani vanno alla festa del deasin, che si tiene ogni anno proprio a Bhaktapur. E adesso si festeggia anche il Natale cristiano, in Nepal, perché nessun pantheon ha i posti già tutti occupati e ogni occasione è buona per stare insieme, far casino, ballare, sacrificare qualche animale, evocare fertilità e benessere.

    In Occidente qualcuno vede ancora il Nepal come il “paradiso dei fricchettoni”, in memoria di un turismo giovanile di quaranta o cinquant'anni fa. Non è più vero, naturalmente, se non per qualche occidentale che trova a Thamel (il quartiere turistico della capitale) t-shirt e gadget per i suoi denti. Vero è invece che una spiritualità non confessionale permea ogni strada, ogni casa e ognuno di quei campi che proprio in queste settimane, dopo la stagione secca, iniziano a trasformare il proprio colore in un verde chiaro, brillante e acceso, dando una luce nuova e unica a tutta la valle di Kathmandu.

    Altri credono che il Nepal sia solo le sue montagne himalayane, perché sono queste ad attrarre l'altro pezzo di turismo, quello che usa la capitale come un campo base per le scalate sugli 8.000. Anche questa è una verità molto parziale perché la straordinaria bellezza del Nepal sta proprio nella estrema diversità dei suoi luoghi e dei suoi panorami: la pianura fertile e umida del sud, il Terai, che in vasti tratti non coltivati è ancora giungla, come nell'immenso parco di Chitwan dove gli elefanti sono ancora usati per il loro scopo millenario, il trasporto pesante; poi, a salire, la valle di Kathmandu, un'altra grande piana circondata però da montagne, da cui di notte durante la guerra civile, fino a dieci anni fa, scendevano i guerriglieri maoisti a razziare caserme e assaltare prigioni.

    Infine, andando ancora verso nord, inizia appunto la catena dell'Himalaya, ma prima di arrivare alle vette più alte ci sono migliaia di villaggi sperduti dove da sempre si mangia solo dhal - riso e lenticchie, il piatto perenne di tutti i poveri nepalesi – ed è festa quando nel forno di pietra ci si può cuocere un chapati, il pane di farina. Molti di questi villaggi sono lontani da ogni altro centro abitato ed è anche per questo che le cifre delle vittime del terremoto sono così provvisorie. “Lontane” vuole dire uno o due giorni di cammino, nei sentieri di montagna, senza collegamento internet né linee telefoniche, l'elettricità che quando c'è viene fornita da pannelli solari, quindi è pochissima e si centellina come un bene prezioso.

    Una volta mi trovavo in uno di questi villaggi – un centinaio di anime – seduto su un sacco di riso con la fotografa Ami Vitale e il nostro fixer Rudra Khadka a aspettare un segnale dalle autorità maoiste per varcare la loro frontiera; a un certo punto ci si avvicinò un'anziana donna di etnia Magar – splendidi orecchini d'oro e il volto di una contadina da sempre - che scendeva verso il fiume a prendere l'acqua. Si fermò, ci fissò a lungo, poi disse una frase nella sua lingua, sorrise e soddisfatta riprese a camminare. Chiesi a Rudra cos'aveva detto e lui ci tradusse: «Ha detto che lei sa chi siete voi: siete soldati del re d'Inghilterra». Ecco, era cinquant'anni che non vedeva un occidentale e questo solo potevano essere per lei gli occidentali, soldati del re d'Inghilterra. Anche questo è il Nepal, l'isolamento antico di tanti luoghi e di tante persone.

    In questi due giorni, quando riesco a parlare via Facebook con gli amici che ho a Kathmandu, mi raccontano naturalmente della paura continua, delle scosse violente ogni venti minuti, delle loro notti in macchina quando ne hanno una, o nei campi se ne sono privi. Quando chiedo dei templi antichi distrutti, delle pagode polverizzate nelle Durbar square o a Changu Narayan, sento che mi rispondono quasi infastiditi, come se fosse una curiosità da occidentale interessato più alle pietre che alle vite delle persone: «i templi li ricostruiremo, pazienza», dicono. Hanno sicuramente ragione e nel loro fastidio non c'è solo l'urgenza del vivere – un giaciglio, l'acqua pulita, il cibo – ma anche un po' la loro visione del mondo e della vita, quel senso di impermanenza delle cose materiali (templi compresi) che noi europei capiamo poco, attaccati come siamo alle vestigia del passato. Ad esempio, ricordo che una volta, in un monastero non lontano da Jomsom, ho visto dei monaci buddisti che stavano serenamente dipingendo una scena religiosa su un altro affresco sottostante, che aveva più di trecento anni. Ho sbarrato gli occhi e ho chiesto cosa stavano facendo, loro mi hanno risposto sorridendo: «Ma non vedi che quello sotto è vecchio? Bisogna rifarlo, no?».

    Questo è il Nepal, altro che museo. È vita, è vita continua, è completamente umanità, nel suo bene e nel suo male, nella guerriglia idealista e contadina che dopo dieci anni è riuscita a cacciare un re assurdo e feudale (ma senza ammazzarlo: oggi vive in una villa non lontana dal suo ex palazzo e fa l'uomo d'affari), nelle donne che sbattono il riso al tramonto senza neppure guardare il panorama mozzafiato di prati verdi e vette imbiancate alle loro spalle, nei ragazzini che vanno a scuola in gruppo e in cravatta anche se quella cravatta è logora e stracciata, la stessa usata dai fratelli e dai cugini prima di loro, in un paese in cui tutti sono fratelli e cugini fino a costituire un'immensa rete sociale di aiuto e di scambio, unico welfare in assenza di welfare.

    E il Nepal è vita anche quando incontra la morte, sui bordi melmosi del fiume Bagmati dove sorge il tempio di Pashupatinath e bruciano i cadaveri, uno dei luoghi più intensi e forti di tutto il pianeta. Adesso c'è folla a Pashupatinath, i “gath” sul fiume non bastano e i corpi vengono cremati un po' ovunque, il fumo nero si alza sulla città, i ragazzini più poveri si arrotolano i pantaloni e camminano dove l'acqua è più bassa a cercare un dente d'oro o un gioiello che si è perso tra le ceneri.
  5.     Mi trovi su: Homepage #9489014
    Stamattina altra scossona 7.4 a 70 km....Nuovi danni e nuovi morti. Anche la struttura del Planet comincia a risentirne un po'.
    Questa seconda scossa di oggi è stata di 7.4 a fronte di 7.9 della prima il 25 aprile.
    In Italia il terremoto più forte fu proprio di 7.4, nel 1693....60000 morti in Val di Noto (Sicilia), poi 7.2 a Messina nel 1905 (100000 morti). Tanto per fare capire la portata di quello che sta capitando in Nepal. Scossa di assestamento 7.4...
  6.     Mi trovi su: Homepage #9496554
    Ciao a tutti ! Per tutti e specialmente per chi anche fra di Voi ha dato una mano o ci ha regalato almeno un pensiero positivo...Il Video dell'inizio della ricostruzione di 3 delle 4 casette promesse e che verranno su grazie all'aiuto dei Nostri Ospiti al Planet Bhaktapur e di altri Amici... La quarta casetta è in altra zona e stiamo per cominciare anche là. Su facebook oltre 1000 visualizzazioni in qualche ora, mo' l'ho appena messo su Youtube ma non lo pubblicizzo. Solo per Voi, a un anno dal terremoto.
    GRAZIE.

    Sommo, recominciamo o no ?

  terremoto in nepal

Commenta

Per scrivere su Videogame.it devi essere registrato!

         

Online

Ci sono 0 ospiti e 0 utenti online su questa pagina