1.     Mi trovi su: Homepage #9502752
    superpadrepioAvevo letto di un ritorno a fine Settembre per Lui. Meglio così se torna prima, è anche vero che è abbastanza soggetto a infortuni. Non è un auspicio, è una constatazione. :D
    Si dovrebbe essere pronto già dalla prima di campionato, in modo da poter schierare tipo un Khedira-Pjanic-Sturaro attendendo Marchisio (oppure Pogba al posto di Sturaro se si realizzasse il miracolo di una non cessione) purtroppo si, è un po' soggetto agli infortuni, ma non gufiamogliela di già dai!!!!!!
  2.     Mi trovi su: Homepage #9502753
    massituoVedo questo calciomercato e ragiono su quelli precedenti e mi chiedo..ma c'è una "bolla" nel calcio?
    Com'è possibile che prima dell'anno scorso vedevi ottimi giocatori muoversi per 30-40mln ed ora ne servono il doppio?
    Kaka è stato venduto a 65mln ed era un top dei top all'epoca, CR7 era in lotta con messi per il miglior giocatore al mondo ed era giovane..ora ti ritrovi la juve che paga higuain 90mln quando due anni fa con la Falcao era stato preso a 60 (ed al tempo era decisamente più forte di higuain), Neymar 50 (vabbè forse no :asd: ) ecc. ecc.
    Ora Icardi sembra valga 60-70mln, comprano sanè (ma chi cazzo lo conosce?) a 40mln, martial a 60 ecc ecc. Com'è possibile che in pochi anni ci sia uno scalino così alto dei valori dei giocatori, soprattutto considerando l'economica mondiale non florida (su quella italiana stendo un velo pietoso). Imho prima o poi scioppa tutto
    che icardi valga 60-70 milioni lo dicono i media, l'inter lo sta offrendo a chiunque (ieri al napoli, oggi all'arsenal etc...) ma sempre la sta.
    ancora vanno in giro a dire che con handanovic ci fanno 15 milioni.. certo, son 3 anni che lo dicono...
  3.     Mi trovi su: Homepage #9502755
    massituoVedo questo calciomercato e ragiono su quelli precedenti e mi chiedo..ma c'è una "bolla" nel calcio?
    Com'è possibile che prima dell'anno scorso vedevi ottimi giocatori muoversi per 30-40mln ed ora ne servono il doppio?
    Kaka è stato venduto a 65mln ed era un top dei top all'epoca, CR7 era in lotta con messi per il miglior giocatore al mondo ed era giovane..ora ti ritrovi la juve che paga higuain 90mln quando due anni fa con la Falcao era stato preso a 60 (ed al tempo era decisamente più forte di higuain), Neymar 50 (vabbè forse no :asd: ) ecc. ecc.
    Ora Icardi sembra valga 60-70mln, comprano sanè (ma chi cazzo lo conosce?) a 40mln, martial a 60 ecc ecc. Com'è possibile che in pochi anni ci sia uno scalino così alto dei valori dei giocatori, soprattutto considerando l'economica mondiale non florida (su quella italiana stendo un velo pietoso). Imho prima o poi scioppa tutto
    No, e' che semplicemente stan crescendo i ricavi di premier e delle maggiori squadre europee negli altri campionati, barca, real, juve, bayer, psg.Ovviamente quando circolano piu' soldi si alzano anche i prezzi. Il problema e' che si amplia il divario tra le squadre ricche e quelle piu' deboli.
  4.     Mi trovi su: Homepage #9502756
    giovanni1982No, e' che semplicemente stan crescendo i ricavi di premier e delle maggiori squadre europee negli altri campionati, barca, real, juve, bayer, psg.Ovviamente quando circolano piu' soldi si alzano anche i prezzi. Il problema e' che si amplia il divario tra le squadre ricche e quelle piu' deboli.
    In realtà la premier è destinata ad un ridimensionamento, se non scendono di categoria nelle coppe (ormai è quasi scontato) ci penserà il suicidio della sterlina, se la germania sta a posto e la spagna è tenuta su da due, tre squadre per la premier il futuro è meno roseo di quanto si possa pensare.
  5.     Mi trovi su: Homepage #9502758
    labirintoIn realtà la premier è destinata ad un ridimensionamento, se non scendono di categoria nelle coppe (ormai è quasi scontato) ci penserà il suicidio della sterlina, se la germania sta a posto e la spagna è tenuta su da due, tre squadre per la premier il futuro è meno roseo di quanto si possa pensare.

    vero in parte. gli inglesi son sempre stati ottini manager ma mediocri tecnici, pero' quest anno han preso guardiola, conte, mourino al man united. Queste 3 squadre son destinate a migliorare anche in europa.

    In ogni caso la premier e' un pacchetto unico. E' plausibile pensare che le squadre inglesi faranno piu' in futuro dalla premier che non dalla chanpions.

    Ho vissuto molto all estero. E' piu facile vedete stoke swansea in asia o africa che non un juve roma.
  6.     Mi trovi su: Homepage #9502759
    giovanni1982vero in parte. gli inglesi son sempre stati ottini manager ma mediocri tecnici, pero' quest anno han preso guardiola, conte, mourino al man united. Queste 3 squadre son destinate a migliorare anche in europa.

    In ogni caso la premier e' un pacchetto unico. E' plausibile pensare che le squadre inglesi faranno piu' in futuro dalla premier che non dalla chanpions.

    Ho vissuto molto all estero. E' piu facile vedete stoke swansea in asia o africa che non un juve roma.
    Conte al massimo le coppe le guarda in tv visto che il chelsea è fuori da tutto e gli osannati ibra e mou faranno l'europa league col quarabag, l'inter e la dinamo caccolese, tra un paio d'anni ci sarà l'effetto economico del brexit ed il ricordo degli sceicchi che sperperavano millemila milioni sarà per l'appunto un ricordo.
    Continueranno a farlo, ma sarà tutto ridimensionato col crollo della sterlina.
  7.     Mi trovi su: Homepage #9502764
    TACTICAL PHILOSOPHY

    Attractive football through combination play and individual expression are the key elements to please the Ajax faithful. De Boer incorporates possession in addition to these key elements for most games, although he has proved to be tactically flexible in big matchups, especially away from home where he has opted for a more direct approach.

    In the sense of van Gaal’s universalism, this means that every single player is available for support while attacking and in the absence of ball possession, every player presses aggressively in order to transition quickly. Cruyffian individualism is also expressed through their quick combination play to release a man and through dribbling on the wings.

    De Boer is true to Ajax’s 4-3-3 with a balance of the tactical ideals of Cruyff and van Gaal. He incorporates van Gaal’s sense of detail in defensive organization and pressing, and Cruyff’s favoured ball circulation and positional interchange in build-up play. He also tends to rely on the intelligence of players to do what the game demands of them and as such his tactics form a framework more than a static system of play. This understandably leads to comparisons with the totaalvoetbal of the 1970s and the contemporary Barcelona abound, but limited finances at the club mean the reliance on youth is their best hope of continuing their domestic revival and initiating one on the continental front.

    Offensive Organization: Possession and Interchange to Release the Ball to ‘Direct’ Wingers
    Ajax build from the back as part of de Boer’s philosophy to play with possession. They play with positional interchange to draw the opponent out of their spaces, often with the intention of finding a pass to one of the channels. Unlike Barcelona who overload the channels to switch the point of play with their passing, de Boer often employs quick, direct wingers like Anwar El Ghazi, Ricardo Kishna and Lucas Andersen for his midfielders to release the ball to, before they take on defenders in 1v1 or 2v1 situations. This balance is necessary to please the Ajax faithful who are not fond of excessive horizontal passing with no intention to combine and penetrate on the flanks. This is also good management on de Boer’s part to find a balance in incorporating the young, tricky dribblers from the Ajax academy, without being overly direct.

    Offensive Transition: Vertical Penetration through the Center
    When Ajax get the ball wide, for the most part they are doing one of two things – drawing the opposition out before circulating the ball in midfield to keep possession or playing directly to the wingers as stated previously. In the former case, they are likely seeing the game out against lower ranked opposition who have likely tired after pressing the Amsterdam club for most of the game. In the transition from defense to offense however, de Boer’s team play with directness and verticality to exploit the spaces left by defenders out of position. Their vertical passing allows for quick, direct combinations before playing the ball through the center towards goal.

    Defensive Organization: Single Midfield Block Denying Passing Lanes
    Off the ball, de Boer’s Ajax tend to defend deep, setting up a compact midfield block with five midfielders behind the ball (4-5-1). This reduces the penetration and tends to be a simpler approach compared that of other young managers like Thomas Tuchel who have variations in the shape of their defensive blocks. De Boer’s simplified approach has proven to be successful domestically, considering the youthfulness and primarily offensive mind-set of the players from the Ajax academy in the first team. The team presses in response to triggers such as pressing a receiving player who is facing his own goal, or when the receiving player is pinned to the touchline.

    Defensive Transition: Compact Shift to One Side of the Field
    When de Boer’s Ajax concede possession in midfield with numbers behind the ball, they reduce the space and passing options to form a compact block that shifts towards the channel nearest to the player in possession. If they do not have numbers behind, the striker and one of the wingers press in their attacking third while the midfielders behind them recover their shape. With the play forced to one side, the nearest defender to the ball is able to press the opposition player with the ball to reduce his options, potentially forcing the ball out of play or recovering the ball to transition or keep possession.

    THREE CAREER DEFINING GAMES

    A 2-1 win against Barcelona was vital to send Ajax to the Europa League after being knocked out of the Champions League in the 2013/14 season. On the night, they pressed and harried the Barcelona players off the ball, despite playing most of the second half with ten men. Goals from Thulani Serero and Danny Hoesen gave them a result that would have surely made Johan Cruyff smile.

    A year before, de Boer’s Ajax played a key role in knocking Manchester City out of the Champions League and taking a Europa League spot for themselves. Beating a Manchester City team laden with riches with a young team of academy products was no mean feat by the Dutch side.

    Rewinding to the 2010-11 season, de Boer capped his first season in charge with a 3-1 final day victory against defending champions FC Twente to secure the Eredivisie title for Ajax. This was Ajax’s 30th title, and securing it on his 41st birthday was a significant moment at the start of a promising managerial career.

    THREE KEY PLAYERS DEVELOPED
    Frank de Boer led Ajax’s youth academy in 2007, with Christian Eriksen (Tottenham Hotspur), Toby Alderweireld (Southampton on loan from Atletico Madrid), and Daley Blind (Manchester United) being some of the major beneficiaries of his tutelage then in the academy, and soon after in the first team when he took over the managerial role in 2010.

    During his stint in the youth academy, de Boer spoke highly of Eriksen, “He’s always on the move. Quick thinking. He has eyes in his back. When you think he doesn’t see you, he sees you.” He believes that Daley Blind is best suited as a central midfielder for Manchester United although he began plying his trade as a full back. Belgian defender Toby Alderweireld formed a partnership with Jan Vertonghen that provided a basis for Ajax’s 2010-11 and 2011-12 title successes, but were replaced ably as de Boer’s Ajax extended their run to four consecutive Eredivisie titles.

    Blending the talented individuals of Ajax with contemporary team tactics was not Martin Jol’s cup of tea and he paid the price. Discontent with the state of the first team’s affairs, Johan Cruyff pushed for changes in 2010 which resulted in Frank de Boer’s promotion from leading the youth academy to being put in charge of the first team. With the success of four consecutive Eredivisie titles and consistent third placed group finishes in the Champions League, de Boer certainly justified this choice of appointment. He will surely be looking to build on his domestic success, within the club’s limitations, to push on for European success in the coming years.
  8.     Mi trovi su: Homepage #9502765
    superpadrepioTACTICAL PHILOSOPHY

    Attractive football through combination play and individual expression are the key elements to please the Ajax faithful. De Boer incorporates possession in addition to these key elements for most games, although he has proved to be tactically flexible in big matchups, especially away from home where he has opted for a more direct approach.

    In the sense of van Gaal’s universalism, this means that every single player is available for support while attacking and in the absence of ball possession, every player presses aggressively in order to transition quickly. Cruyffian individualism is also expressed through their quick combination play to release a man and through dribbling on the wings...


    ... ed as a central midfielder for Manchester United although he began plying his trade as a full back. Belgian defender Toby Alderweireld formed a partnership with Jan Vertonghen that provided a basis for Ajax’s 2010-11 and 2011-12 title successes, but were replaced ably as de Boer’s Ajax extended their run to four consecutive Eredivisie titles.

    Blending the talented individuals of Ajax with contemporary team tactics was not Martin Jol’s cup of tea and he paid the price. Discontent with the state of the first team’s affairs, Johan Cruyff pushed for changes in 2010 which resulted in Frank de Boer’s promotion from leading the youth academy to being put in charge of the first team. With the success of four consecutive Eredivisie titles and consistent third placed group finishes in the Champions League, de Boer certainly justified this choice of appointment. He will surely be looking to build on his domestic success, within the club’s limitations, to push on for European success in the coming years.
    Poco sopporto mancini, e lo reputo un allenatore mediocre, ma 100 volte meglio di sto qui che avete preso...
  9.     Mi trovi su: Homepage #9502766
    Lungidame criticare il mercato della Juve. Solo ottimi acquisti. Tuttavia la cessione di Pogba, ormai e' ufficiale, ci indebolisce nn di poco a centrocampo e giocatori sul mercato disponibili di certo livello ad agosto non ce ne sono piu'.

    Allo stato attuale inoltre la Juve questo mercato lo ha fatto con le cessioni. Non lo dico con vanto, ma di solito 40 mln (fatta eccezione per le entrate diritti tv dovuti alla finale di champions) a mercato venivano investiti, invece mi sembra che quest'anno si va al "risparmio".


    L'unico che prenderei in questo momento e' Diawara, giovane e di belle prospettive. Forse Duncan...
    Gli altri Matuidi, Gustavo, Witsel, ottimi giocatori, ma vecchi e costosi...
  10.     Mi trovi su: Homepage #9502767
    giovanni1982Lungidame criticare il mercato della Juve. Solo ottimi acquisti. Tuttavia la cessione di Pogba, ormai e' ufficiale, ci indebolisce nn di poco a centrocampo e giocatori sul mercato disponibili di certo livello ad agosto non ce ne sono piu'.

    Allo stato attuale inoltre la Juve questo mercato lo ha fatto con le cessioni. Non lo dico con vanto, ma di solito 40 mln (fatta eccezione per le entrate diritti tv dovuti alla finale di champions) a mercato venivano investiti, invece mi sembra che quest'anno si va al "risparmio".


    L'unico che prenderei in questo momento e' Diawara, giovane e di belle prospettive. Forse Duncan...
    Gli altri Matuidi, Gustavo, Witsel, ottimi giocatori, ma vecchi e costosi...
    Diawara c'ha 19 anni ed ha giocato un solo campionato (neanche eccezionale), ste boiate di solito le fa Sabatini (vedi Iturbe).
    che Pogba andasse via era palese da prima che prendessero Higuain a quelle cifre.
  11.     Mi trovi su: Homepage #9502768
    superpadrepioTACTICAL PHILOSOPHY

    Attractive football through combination play and individual expression are the key elements to please the Ajax faithful. De Boer incorporates possession in addition to these key elements for most games, although he has proved to be tactically flexible in big matchups, especially away from home where he has opted for a more direct approach.

    In the sense of van Gaal’s universalism, this means that every single player is available for support while attacking and in the absence of ball possession, every player presses aggressively in order to transition quickly. Cruyffian individualism is also expressed through their quick combination play to release a man and through dribbling on the wings.

    De Boer is true to Ajax’s 4-3-3 with a balance of the tactical ideals of Cruyff and van Gaal. He incorporates van Gaal’s sense of detail in defensive organization and pressing, and Cruyff’s favoured ball circulation and positional interchange in build-up play. He also tends to rely on the intelligence of players to do what the game demands of them and as such his tactics form a framework more than a static system of play. This understandably leads to comparisons with the totaalvoetbal of the 1970s and the contemporary Barcelona abound, but limited finances at the club mean the reliance on youth is their best hope of continuing their domestic revival and initiating one on the continental front.

    Offensive Organization: Possession and Interchange to Release the Ball to ‘Direct’ Wingers
    Ajax build from the back as part of de Boer’s philosophy to play with possession. They play with positional interchange to draw the opponent out of their spaces, often with the intention of finding a pass to one of the channels. Unlike Barcelona who overload the channels to switch the point of play with their passing, de Boer often employs quick, direct wingers like Anwar El Ghazi, Ricardo Kishna and Lucas Andersen for his midfielders to release the ball to, before they take on defenders in 1v1 or 2v1 situations. This balance is necessary to please the Ajax faithful who are not fond of excessive horizontal passing with no intention to combine and penetrate on the flanks. This is also good management on de Boer’s part to find a balance in incorporating the young, tricky dribblers from the Ajax academy, without being overly direct.

    Offensive Transition: Vertical Penetration through the Center
    When Ajax get the ball wide, for the most part they are doing one of two things – drawing the opposition out before circulating the ball in midfield to keep possession or playing directly to the wingers as stated previously. In the former case, they are likely seeing the game out against lower ranked opposition who have likely tired after pressing the Amsterdam club for most of the game. In the transition from defense to offense however, de Boer’s team play with directness and verticality to exploit the spaces left by defenders out of position. Their vertical passing allows for quick, direct combinations before playing the ball through the center towards goal.

    Defensive Organization: Single Midfield Block Denying Passing Lanes
    Off the ball, de Boer’s Ajax tend to defend deep, setting up a compact midfield block with five midfielders behind the ball (4-5-1). This reduces the penetration and tends to be a simpler approach compared that of other young managers like Thomas Tuchel who have variations in the shape of their defensive blocks. De Boer’s simplified approach has proven to be successful domestically, considering the youthfulness and primarily offensive mind-set of the players from the Ajax academy in the first team. The team presses in response to triggers such as pressing a receiving player who is facing his own goal, or when the receiving player is pinned to the touchline.

    Defensive Transition: Compact Shift to One Side of the Field
    When de Boer’s Ajax concede possession in midfield with numbers behind the ball, they reduce the space and passing options to form a compact block that shifts towards the channel nearest to the player in possession. If they do not have numbers behind, the striker and one of the wingers press in their attacking third while the midfielders behind them recover their shape. With the play forced to one side, the nearest defender to the ball is able to press the opposition player with the ball to reduce his options, potentially forcing the ball out of play or recovering the ball to transition or keep possession.

    THREE CAREER DEFINING GAMES

    A 2-1 win against Barcelona was vital to send Ajax to the Europa League after being knocked out of the Champions League in the 2013/14 season. On the night, they pressed and harried the Barcelona players off the ball, despite playing most of the second half with ten men. Goals from Thulani Serero and Danny Hoesen gave them a result that would have surely made Johan Cruyff smile.

    A year before, de Boer’s Ajax played a key role in knocking Manchester City out of the Champions League and taking a Europa League spot for themselves. Beating a Manchester City team laden with riches with a young team of academy products was no mean feat by the Dutch side.

    Rewinding to the 2010-11 season, de Boer capped his first season in charge with a 3-1 final day victory against defending champions FC Twente to secure the Eredivisie title for Ajax. This was Ajax’s 30th title, and securing it on his 41st birthday was a significant moment at the start of a promising managerial career.

    THREE KEY PLAYERS DEVELOPED
    Frank de Boer led Ajax’s youth academy in 2007, with Christian Eriksen (Tottenham Hotspur), Toby Alderweireld (Southampton on loan from Atletico Madrid), and Daley Blind (Manchester United) being some of the major beneficiaries of his tutelage then in the academy, and soon after in the first team when he took over the managerial role in 2010.

    During his stint in the youth academy, de Boer spoke highly of Eriksen, “He’s always on the move. Quick thinking. He has eyes in his back. When you think he doesn’t see you, he sees you.” He believes that Daley Blind is best suited as a central midfielder for Manchester United although he began plying his trade as a full back. Belgian defender Toby Alderweireld formed a partnership with Jan Vertonghen that provided a basis for Ajax’s 2010-11 and 2011-12 title successes, but were replaced ably as de Boer’s Ajax extended their run to four consecutive Eredivisie titles.

    Blending the talented individuals of Ajax with contemporary team tactics was not Martin Jol’s cup of tea and he paid the price. Discontent with the state of the first team’s affairs, Johan Cruyff pushed for changes in 2010 which resulted in Frank de Boer’s promotion from leading the youth academy to being put in charge of the first team. With the success of four consecutive Eredivisie titles and consistent third placed group finishes in the Champions League, de Boer certainly justified this choice of appointment. He will surely be looking to build on his domestic success, within the club’s limitations, to push on for European success in the coming years.
    Ma per capire: è Mancini che è stato cacciato oppure è lui che se n'è voluto andare dopo l'ennesimo piantarello perchè non gli hanno comprato 300 milioni di giocatori come facevano gli sceicchi?
    Ad ogni modo è l'ennesima conferma del mancio: scarsone.
  12.     Mi trovi su: Homepage #9502769
    Spalletti cambia la Roma. Spesi 35 milioni per la difesa. Pronta la lista Champions

    Questa mattina, sui maggiori quotidiani sportivi, si parla molto della difesa giallorossa, messa a punto con degli acquisti mirati che porteranno Spalletti a consegnare la lista per la Champions League. Si parla quindi anche del mercato che la Roma ha fatto, dei soldi spesi, e dei cambiamenti tattici che ne derivano. Di seguito le notizie:

    SPALLETTI INVIA LA LISTA CHAMPIONS – Come riporta Il Messaggero, oggi Spalletti dovrà scegliere i giocatori per i playoff di Champions, consegnando la lista ufficiale all’Uefa. Il regolamento permette di iscrivere 25 calciatori così divisi: 17 stranieri, 4 provenienti dal vivaio e 4 di formazione italiana. Essendo il mercato aperto, ogni club ha la possibilità di tenere una casella libera, da occupare però entro la mezzanotte della vigilia della partita d’andata: la Roma, quindi, potrà aggiungere un giocatore entro le ore 24 del 16 agosto. Attualmente il tecnico giallorosso può contare su 16 stranieri (Alisson, Szczesny, Fazio, Juan Jesus, Manolas, Vermalen, Emerson Palmieri, Torosidis, Paredes, Vainqueur, Perotti, Strootman, Gerson, Iturbe, Dzeko e Salah), 4 del vivaio (Florenzi, De Rossi, Totti e Ricci) e 3 di formazione italiana (Nainggolan, El Shaarawy e Seck). E’, dunque, probabile che l’elenco comprenda inizialmente solo 23 calciatori. Lobont, come l’anno scorso, potrebbe essere escluso (il terzo portiere sarà nella lista B, dove finiranno i Primavera). Così la Roma avrà la doppia chance, cioè entro la mezzanotte del 16 agosto potrà inserire uno straniero o un italiano. Dovrebbe restare fuori anche Gyomber che, in settimana, andrà via in prestito. Il Corriere della Sera al riguardo ci dice che, a più di tre settimane dalla fine del mercato, e con una qualificazione alla Champions League da conquistare e che potrebbe garantire un bel po’ di milioni di euro, non è escluso che possano esserci ulteriori aggiustamenti – il sogno resta sempre Borja Valero, anche se da Firenze per il momento non prendono in considerazione l’ipotesi di una cessione, ma la quasi totalità dei calciatori che saranno inseriti nella lista da consegnare alla Uefa entro la mezzanotte sarà quella su cui il tecnico potrà contare per tutta la stagione. L’ufficialità dell’arrivo di Vermaelen sbloccherà il prestito di Gyomber, che dovrebbe finire al Pescara entro la metà della settimana. Sempre in tema di difensori, è stato prolungato fino al 2019 il contratto di Leandro Castan (ora in prestito alla Sampdoria) che ha accettato di spalmare il suo ingaggio (2.8 milioni a stagione) su tre stagioni invece che su due. Iturbe piace al Sassuolo che deve sostituire Sansone ma per ora, fanno sapere da Trigoria, non c’è trattativa.

    SPALLETTI CAMBIA LA ROMA – Come riporta Il Messaggero (S. Carina), aspettando il regista in mediana (Borja Valero), quello difensivo è già arrivato. Sorridente, un po’ in ritardo sulla tabella di marcia, Thomas Vermaelen è sbarcato ieri all’ora di pranzo all’aeroporto di Fiumicino dove ad attenderlo c’erano un centinaio di tifosi. È l’acquisto più importante della Roma in questa sessione di mercato. Non solo per nome, qualità e curriculum. Ma per la valenza che rivestirà nello scacchiere di Spalletti che non a caso, quando ormai la trattativa era in dirittura d’arrivo, lo aveva definito «un’opera d’arte». Lucio è consapevole che con Vermaelen (che prima di svolgere le visite mediche ha ricevuto la visita in albergo di Sabatini) in rosa la Roma cambia radicalmente fisionomia. Ora sì che si può dar luogo al famoso modulo tre e mezzo che il tecnico aveva avuto modo di spiegare dopo il successo contro il Frosinone (30 gennaio): «L’idea è girare palla a tre e difendere a quattro perché El Shaarawy attacca il terzino avversario e Zukanovic chiude in fascia. Dovrebbe essere una cosa normale». Con il belga lo diventerà. Perché con l’ex Barcellona in campo non servirà più abbassare un centrocampista (De Rossi) e far partire l’azione dai suoi piedi. La manovra trova finalmente una nuova fonte di gioco, essenziale nell’affrontare squadre che si difendono ad oltranza e/o vanno a pressare con insistenza i portatori di palla in mediana. Con il Montreal Impact ci aveva provato Manolas ma i risultati erano stati a dir poco deludenti. Kostas infatti è un formabile marcatore ma quando c’è da impostare evidenzia limiti tecnici. Discorso simile per Ruediger che nelle ultime giornate di campionato era sollecitato dagli avversari ad avanzare palla al piede, consapevoli della scarsa abilità del tedesco nel far partire l’azione. Vermaelen cambia il modo di giocare della Roma. Che ora in difesa può schierarsi a suo piacimento a tre, a quattro (spostando Juan Jesus sulla fascia) o come ama giocare Lucio, a tre e mezzo. Fondamentale sarà il lavoro degli esterni. Al momento, aspettando novità dal mercato, a destra Spalletti ha a disposizione Florenzi e Torosidis. A sinistra, oltre alla possibilità di allargare Juan Jesus (e all’occorrenza anche Vermaelen, ipotesi tuttavia remota vista l’abilità nel palleggio del belga, decisamente più utile al centro), ci sono Emerson Palmieri e quando si giocherà a tre, El Shaarawy. La possibilità di schierare insieme i due nazionali azzurri è certamente quella più allettante ma allo stesso tempo rischiosa. Non è un caso che nemmeno Conte, all’Europeo, l’abbia mai azzardata. Del resto, come Mazzone insegna, «uno va, l’altro resta». Nella stagione 1994-95 il tecnico romano utilizzava come esterni nel 3-5-2 Moriero a destra e Carboni a sinistra, precorrendo i tempi di almeno 20 anni. L’optimum in quel ruolo (a destra) sarebbe Zabaleta ma la trattativa è a dir poco in salita (ieri l’argentino in amichevole contro l’Arsenal è stato schierato titolare da Guardiola che lo ha promosso addirittura capitano). Potrebbe tornare in gioco a questo punto anche Widmer, nonostante la valutazione fatta dall’Udinese (10 milioni) venga considerata alta. Rimane in corsa Manquillo, semplicemente perché è il più semplice (e meno costoso) da prendere. Se a centrocampo l’operazione-Borja Valero è legata alla qualificazione in Champions, diverso il discorso per Ziyech. L’esterno offensivo del Twente è bloccato in attesa che uno tra Ricci (richiesto sia dal Genoa, dove ritroverebbe il suo tecnico a Crotone Juric, sia dall’Atalanta, pronta ad esaltarlo nel 3-4-3 di Gasperini) o Iturbe (il Bologna è tornato in pressing) lasci Trigoria. Con l’acquisto di Vermaelen, Gyomber è pronto a partire: il difensore è ad un passo dal Pescara.

    35 MILIONI SPESI PER LA DIFESA – Come riporta La Repubblica (M. Pinci), chi spende di più per la difesa? La Roma, non c’è dubbio. La Nato stia tranquilla, a Trigoria nessuno vuole andare in guerra: semmai la paura di Spalletti erano i gol incassati. E così il ds Sabatini ha alzato un muro: Mario Rui, Juan Jesus, Fazio. Da ieri pure Vermaelen, sbarcato a Roma per visite mediche visto che negli ultimi due anni ha passato 305 giorni in infermeria, per guai muscolari. Con lui la spesa per il solo reparto arretrato è arrivata a toccare quota 35 milioni di euro e spicci: 12 ne costerà il belga (il diritto di riscatto potrebbe diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni), 10 per Juan Jesus, 9 per Rui e 4,4 per Fazio. Senza contare i 7 milioni investiti per Alisson, che porterebbero il totale oltre i 40. Il fascino della Champions intanto ha contagiato i tifosi. Circa 6mila, hanno già acquistato un mini abbonamento europeo. Il pacchetto comprende le 3 gare della fase a gironi (a busta chiusa, che sia Champions o Europa League) più il preliminare. Che di fatto è praticamente “regalato”. Un mini abbonamento in sud costa infatti 90 euro, mentre un biglietto di coppa in media tra 30 e 40. In Tevere il ticket per il solo preliminare ne costerà 80, il pacchetto da 4 gare 250.

    VERMAELEN AMULETO PER GLI EX-BLAUGRANA – Come riporta La Gazzetta dello Sport, a Thomas Vermaelen ne servirà di fred­dezza a Roma, anche per scacciare la tradizione nega­tiva che vede gli ex blaugra­na soffrire quando indossa­no il giallorosso. L’esperienza più positiva è stata quella di Ludovic Giuly, che dopo aver vinto tutto con i catalani, arri­va a Roma e porta a casa una Supercoppa (2007) e una Coppa Italia (2008). Poco è durata l’esperienza di Bojan: arrivato a luglio del 2011, ha avuto un rendi­mento sufficiente ma ha pa­gato il disastroso anno della squadra: 37 presenze, 7 reti e tanti saluti. A volerlo era stato Luis Enrique: oggi alle­na il Barcellona con cui già al primo anno ha centrato il triplete. Meno emozioni, invece, per Guar­diola e Keita: professori in mezzo al campo a Barcello­na, a Roma sono arrivati a fi­ne carriera.

    E SE DIAWARA LO PRENDESSE LA JUVENTUS? – Come riporta Il Corriere della Sera, la prima squadra che ha messo gli occhi su Amadou Diawara è proprio la Juventus, che lo aveva fatto seguire per una settimana intera quando il ragazzo guineiano giocava nel San Marino. Ora, che il Napoli sia ancora davanti a tutti è il segreto di Pulcinella: ha già trovato l’intesa sia con il Bologna che con l’entourage di Diawara. Neanche la Roma ha mollato la presa. Ma nel caso in cui De Laurentiis non si desse una mossa e Sabatini non lo chiudesse entro tempi brevi, ecco che Giuseppe Marotta e Fabio Paratici potrebbero sferrare l’assalto decisivo (una volta ceduto Lemina) e a quel punto farebbero quasi sicuramente bingo, considerati quelli che sono i rapporti tra Agnelli e Saputo. Senza dimenticare un particolare non di poco conto: è vero che Diawara ha un contratto che lo lega al Bologna fino al 2020 ma è altrettanto vero che almeno a oggi non è pensabile che possa essere ricomposta questa frattura. Prima della fine del mercato la società rossoblù dovrà quasi per forza trovare una sistemazione al giovane centrocampista dopo quanto è accaduto e dopo quello che è stato messo in piazza nell’ultimo mese.

    VERMAELEN: “SE SERVE FACCIO PURE GOL” – Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Vermaelen da oggi sarà ufficialmente il quarto centrale giallorosso, anche se l’impressione è che ballerà sempre tra la prima e la seconda posizione. Insomma, il giocatore dominante della retroguardia o giù di lì (Manolas permettendo), ma soprattutto quello che aiuterà in fase di ripartenza, l’unico tra i centrali di Spalletti che ha qualità nel palleggio. Non è un caso, infatti, che da piccolo abbia iniziato in mezzo al campo. “A dieci anni giocavo lì e a volte anche come terzino sinistro — ha detto mesi fa in un’intervista a Barça TV — All’Ajax poi sono passato a fare il difensore centrale”. E in quel ruolo costruirà anche il suo futuro in giallorosso: regista difensivo nella difesa a 3, in coppia con Manolas in quella a 4. “È un’opera d’arte”, l’ha definito giorni fa Spalletti.

    LAMELA: “STAVO TORNANDO, MA VOGLIO RESTARE AL TOTTHENAM” – Come riporta Il Tempo (E. Menghi), è uno di quei giocatori che Sabatini riporterebbe a Roma di corsa ed Erik Lamela sarebbe ben felice di tornare. Spesso viene nella capitale da turista con la fidanzata e si è affacciato anche all’Olimpico per salutare i vecchi compagni per cui continua a fare il tifo: “Vedo bene la Roma, nonostante abbia perso qualche giocatore forte. Voglio dare credito alla squadra di Spalletti: combatterà sempre per lo scudetto“. Sulla possibilità di vestire di nuovo il giallorosso non si sbilancia: “Non lo so, io non posso fare altro che augurare il meglio a questa società. Ritorno in A? Sarò sincero, ci è mancato veramente poco. Ma voglio restare al Tottenham“. Proprio da Londra è arrivato Fazio, che dopo aver giocato l’amichevole con la Primavera è pronto per lavorare con la prima squadra: oggi doppia seduta a Trigoria, mercoledì test a Latina e giovedì al Bernardini arriva il Fondi. Spalletti potrà contare anche su Szczesny, che almeno sulla maglia sarà il numero 1 della Roma: gliel’ha ceduto Lobont, che si prenderà il 18.

  SERIE A 2015-2016: Fatti, sfatti e misfatti

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